Patto per la scuola al centro del Paese

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Patto per la scuola al centro del Paese: tavolo tecnico al Ministero sulle problematiche della dirigenza scolastica

L’ANP ha partecipato oggi in videoconferenza a un incontro con il Ministero dell’istruzione, rappresentato dalla Dott.ssa Capasso, durante il quale sono state affrontate le problematiche relative alla dirigenza scolastica. Si tratta di uno dei tavoli tecnici previsti per la realizzazione del Patto per la scuola al centro del Paese.

La Dott.ssa Capasso, in apertura, ha sostenuto che le attività di questo tavolo verranno calendarizzate con cadenza settimanale al fine di formulare proposte per la soluzione delle criticità che verranno segnalate. Ne ha anticipate alcune: la responsabilità penale del dirigente scolastico; la valutazione dello stress lavoro-correlato; il dimensionamento delle istituzioni scolastiche e il tema, ad esso strettamente interrelato, dell’organico; la retribuzione e la quantificazione del FUN; la semplificazione burocratica.

L’ANP ha preliminarmente richiesto una precisazione sulla natura del tavolo al quale siamo stati invitati a partecipare: la Dott.ssa Capasso ne ha affermato la natura politica e non tecnica, poiché finalizzato all’analisi delle problematiche direttamente discendenti dal Patto per la scuola. Abbiamo preso atto, quindi, che tutti i tavoli previsti dal Patto non possono essere contestualizzati nell’ambito delle relazioni sindacali previste dal CCNL, ma coinvolgono le Confederazioni che hanno siglato il Patto stesso attraverso le loro rappresentanze. Nelle prossime convocazioni, per maggiore trasparenza, saranno invitate le medesime Confederazioni, che esprimeranno le loro delegazioni per partecipare agli incontri. L’ANP ha dunque deciso di partecipare alla seduta odierna e alle successive nell’interesse della categoria.

Passando poi al tema del tavolo, abbiamo messo in evidenza le principali criticità riguardanti i dirigenti scolastici con riferimento a tre ambiti: le condizioni di lavoro, le responsabilità e la retribuzione.

Circa le prime, abbiamo osservato che i dirigenti scolastici hanno responsabilità precise in riferimento agli obiettivi da perseguire, ma continuano a fare affidamento su risorse assolutamente inadeguate:

  • innanzitutto non è più procrastinabile la revisione della governance della scuola e del Testo unico dell’Istruzione. Per espressa previsione dell’art. 25 D. lgs. n. 165/2001, il dirigente scolastico dovrebbe muoversi nel rispetto delle competenze degli organi collegiali solo con riferimento alla direzione, al coordinamento e alla valorizzazione delle risorse umane e non dovrebbe invece farlo quando vi è in questione la gestione delle risorse strumentali e finanziarie. Il D.I. n. 129/2018 disattende la previsione dell’art. 25, proprio in virtù della confusione e della equivocità che scaturiscono dal combinato disposto del T.U. Istruzione e del D. lgs. 165/2001;
  • occorre procedere con celerità alla istituzione del middle management. Risulta necessario inserire i docenti con professionalità nella gestione e nell’organizzazione nell’area istruzione e ricerca come ‘quadri’;
  • per quanto riguarda la figura del DSGA abbiamo sottolineato che si tratta di un profilo professionale che deve essere valorizzato quale quadro e, come tale, inserito nell’area istruzione e ricerca. Abbiamo ricordato come l’organico dei DSGA sia drammaticamente sottodimensionato, nonostante il recente concorso (ancora non concluso in alcune regioni quali il Lazio) e come risulti pertanto incomprensibile la ratio della previsione dell’art. 58, c. 2, lett. b) del D.L. 73/2021 che ha eliminato la cosiddetta ‘chiamata veloce’ prevista dall’art. 32-ter, cc. 2-4 del D.L. 34/2020. Il DSGA deve essere tempestivamente nominato in tutte le scuole in vista del 1 settembre 2021 e per questo devono essere previste forme di reclutamento tempestive, che valorizzino anche gli assistenti amministrativi cosiddetti ‘facenti funzione’ che di fatto stanno coordinando il personale ATA di molte scuole da anni. Abbiamo anche chiesto che venga finalmente introdotto il coordinatore amministrativo, previsto nella contrattazione nazionale;
  • abbiamo evidenziato il sottodimensionamento dell’organico del personale amministrativo, peraltro spesso professionalmente non in grado di svolgere gli adempimenti richiesti alle scuole (si pensi anche solo a Passweb). Il profilo di un assistente amministrativo, nella complessità tecnica che caratterizza i processi di gestione della scuola oggi, non può essere improvvisato e presuppone una selezione mirata che non si riduca ai soli titoli culturali;
  • abbiamo poi formulato alcune proposte in tema di semplificazione delle procedureattraversoilpotenziamentodel sistema informativo. La digitalizzazione, centrale nel PNRR – di cui costituisce non a caso la Missione 1 –, può consentire un reale snellimento e una effettiva semplificazione del lavoro nelle scuole garantendo la sostenibilità dei relativi carichi. È necessario, ad esempio, prevedere:
  • la possibilità di delegare l’operatività sui sistemi applicativi e di dotare di una firma digitale SIDI tutti i docenti per permettere la firma di verbali, tabelloni dei voti, contratti di lavoro, richieste di assenza;
  • l’unificazione della gestione dei dati fra gli applicativi SIDI e la estensione della cooperazione applicativa e dell’interoperabilità fra i sistemi informativi quali INPS, Agenzia delle entrate, portali regionali (adempimenti vaccinali, fondi FSE, formazione, IeFP), portali degli enti locali, AGID, AVCP, ClickLavoro, IPA, Acquistinrete, PERLAPA, Ministero di Grazia e Giustizia.

Per quanto riguarda le responsabilità del dirigente scolastico, l’ANP ritiene che esse non siano assolutamente proporzionate alle risorse che sono messe a disposizione dello stesso. Riteniamo pertanto:

– urgentissimo ridefinire il perimetro della responsabilità penale del dirigente rendendola effettivamente sostenibile, ad esempio limitando la stessa alla colpa grave in caso di imperizia come avviene per la responsabilità medica;

– imprescindibile ripartire, in materia di sicurezza sul posto di lavoro, le responsabilità in modo più chiaro tra dirigenti ed enti locali proprietari dell’edificio scolastico, a partire da quelle relative alla valutazione dei rischi relativi a struttura e impianti degli edifici scolastici, per i quali abbiamo da tempo proposto la creazione di un data base finalizzato al monitoraggio dei solai.

Abbiamo, infine, sottolineato la situazione di gravissima iniquità che discende dal fatto che l’UCB non abbia ancora certificato il FUN 2017/2018. Ciò implica che:

– i colleghi siano ancora retribuiti secondo i CIR 2016/2017 in regime di ultrattività e con il rischio di ripetizioni dell’indebito. Nel frattempo si stanno sottoscrivendo i contratti integrativi 2020 degli enti di ricerca i cui dirigenti sono nella stessa area di contrattazione dei dirigenti delle scuole;

– i dirigenti che sono entrati in servizio dal 1 settembre 2017 in alcune regioni non percepiscano la retribuzione di posizione parte variabile, in altre solo una quota a titolo di anticipo in vista del successivo conguaglio. Tale trattamento determina criticità insostenibili per i colleghi che svolgono il loro servizio lontano dalla regione di residenza.

Ai dirigenti sono attribuiti obblighi per via legislativa sempre nuovi e sempre più onerosi senza che il rapporto sinallagmatico, disciplinato dal contratto collettivo nazionale di lavoro, sia oggetto di significativa revisione: quelli della scuola sono i dirigenti peggio retribuiti nell’intera area istruzione e ricerca nonostante i carichi di lavoro a cui sono sottoposti e le responsabilità a questi connesse. Sono, pertanto, urgenti le necessarie risorse sia per riequilibrare con equità il rapporto tra obblighi e retribuzione, sia per continuare e terminare il processo di armonizzazione retributiva tra quanto corrisposto ai dirigenti scolastici e quanto percepito dagli altri dirigenti dell’area istruzione e ricerca. È urgentissimo avviare il prima possibile la negoziazione per il CCNL 2019/2021.

Ci siamo impegnati a inviare nostre proposte dettagliate circa la semplificazione burocratica e i dati in nostro possesso relativi a un’indagine sulla valutazione dello stress lavoro-correlato dei colleghi condotta per conto dell’ANP nel 2018. Su quest’ultimo punto abbiamo comunque ribadito che la responsabilità su detta valutazione è in capo all’Amministrazione.

 I dirigenti scolastici non sono mai venuti meno ai loro obblighi, in modo particolare durante questo periodo emergenziale, ma tutti devono onorare concretamente i propri impegni per realizzare una scuola che sia veramente al centro del Paese.