Concorsi sprint per i docenti: si parte con i 6mila posti Stem

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da Il Sole 24 Ore

di Eugenio Bruno e Claudio Tucci

Reclutamento, si cambia. La parola d’ordine è semplificazione, con la scuola italiana che è pronta a prendere la scia del nuova ventata di selezioni, rapide e innovative, che il ministro della Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, punta a rendere strutturali per tutto il settore pubblico. Nel comparto che conta già oggi oltre un milione di addetti i primi a beneficiarne saranno gli aspiranti docenti. Indipendentemente da come finirà l’ennesimo tempo supplementare sulla stabilizzazione dei precari in discussione con il decreto Sostegni bis è ormai chiaro che i concorsi a cattedra verranno rivisti e banditi con cadenza regolare (l’obiettivo è uno ogni anno e solo sui posti liberi e disponibili per evitare nuove sacche di precariato).

I nuovi concorsi ordinari

A tratteggiare lo schema che si adotterà, a regime, con partenza già nel 2022, è il Pnrr, che ritocca il precedente restyling su reclutamento e formazione iniziale degli insegnanti messo in campo nel 2017 con i decreti attuativi della Buona Scuola che prevedeva una selezione e poi tre anni di formazione prima del passaggio a tempo indeterminato, aprendo le selezioni anche ai laureati purché in possesso di 24 crediti formativi nelle materie antropo-psico-pedagogici e nelle metodologie e tecniche didattiche.

Nel paragrafo dedicato alla riforma del reclutamento infatti il governo dice chiaramente che i concorsi a cattedra verranno semplificati. Come? Facendo una prima scrematura sulla base di titoli culturali, servizio svolto e prova computer based e formando una graduatoria di vincitori a cui assegnare i posti scoperti. L’anno di insegnamento sarebbe di fatto un training on the job al termine del quale verrebbe svolto un test finale per la conferma in servizio sullo stesso posto assegnato, con l’obbligo di restarci tre anni.

Il perché del cambiamento a distanza di pochissimi anni lo spiega lo stesso Pnrr che lega, a stretto filo, il rafforzamento dell’offerta formativa al miglioramento delle competenze del corpo docente in servizio, a partire, appunto, dal suo reclutamento. A tal fine, si ridisegnano le procedure concorsuali per l’immissione in ruolo dei docenti rafforzando, secondo modalità innovative, l’anno di formazione e prova, mediante una più efficace integrazione tra la formazione disciplinare e laboratoriale con l’esperienza professionale nelle istituzioni scolastiche. A tutto ciò sarà poi affiancato un sistema di formazione continua in servizio (anche qui con l’intento di rafforzare/aggiornare le competenze durante l’intero arco lavorativo dell’insegnante) al momento tutto da scrivere.

I tempi di attuazione

Cronoprogramma alla mano, il rinnovamento, come indicato nel Pnrr, scatterebbe per i concorsi banditi nel 2022. Ma uno schema simile verrà applicato già quest’anno ai concorsi ordinari da 46mila cattedre che sono già stati banditi, ma sono fermi da due anni per la pandemia, e hanno visto arrivare oltre 430mila domande. Chiaramente semplificandoli sulla base di una prova unica seguita da un orale e un periodo di prova, in linea con le nuove indicazioni dettate da Brunetta, e già sperimentate in altre amministrazioni.

Il concorso sprint per le Stem

Un antipasto di come potrebbero essere le selezioni del futuro l’avremo con il concorso «light» per le disciplone scientifiche “Stem” da 6.129 cattedre che è approdato in Gazzetta nei giorni scorsi (serie concorsi, n. 47 del 15 giugno). Le classi di concorso che andranno a selezione sono passate dalle 4 delle bozze iniziali alle 5 finali, con queste consistenze: 282 posti riguardano la fisica (A020), 1.005 la matematica (A026), 815 la matematica e fisica (A027), 903 per scienze e tecnologie informatiche (A041), e le restanti 3.124 sono per la matematica e fisica alle medie (A028). I candidati complessivi sono poco più di 60mila.

La procedura “Stem” sarà piuttosto rapida: c’è una prova scritta a risposta disciplinare multipla e un orale, poi si procederà con la graduatoria.

Scendendo nel dettaglio, e anche per dare un’idea della nuova veste dei concorsi a cattedra, la prova scritta verterà sulle discipline della classe di concorso, su informatica e sulla lingua inglese. La prova si svolgerà al pc, nelle sedi individuate dagli Uffici scolastici regionali, e consiste in 50 quesiti (40 classe di concorso, 5 informatica, 5 inglese). Per la classe di concorso A027, matematica e fisica, i 40 quesiti sono divisi a metà, 20 matematica, 20 fisica. Per la classe di concorso A028, matematica e scienze, i 40 quesiti sono divisi 20 matematica e i rimanenti 20 nell’ambito delle scienze chimiche, fisiche, biologiche e naturali. Ciascun quesito consiste in una domanda seguita da quattro risposte, delle quali solo una è esatta.

Ogni risposta corretta vale due punti. Si prendono zero punti per le risposte non date o errate. La prova ha una durata massima di 100 minuti, e si supera con un punteggio di 70 su 100. Poi si passa all’orale, che si supera anch’esso con 70 su 100. Le prove scritte si svolgeranno nel mese di luglio, nei giorni 2, 5, 6, 7 e 8.

Le graduatorie di merito dovranno essere pronte entro il 31 luglio; ai membri delle commissioni è riconosciuto un compenso aggiuntivo se centrano l’obiettivo.