Rientro a scuola a settembre: 100% in presenza, a distanza ma senza mascherine. Le ipotesi

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da OrizzonteScuola

Di Ilenia Culurgioni

Dal 28 giugno stop all’obbligo della mascherina all’aperto in zona bianca, purché non ci siano assembramenti. A breve si potranno togliere probabilmente anche al chiuso e quindi a scuola, ma sul rientro in aula a settembre in sicurezza non vi è al momento nessuna certezza. I pediatri ribadiscono l’importanza della vaccinazione tra i più giovani

Andando avanti con le vaccinazioni si arriverà progressivamente anche a togliere le mascherine all’interno. Non può essere data una data oggi, né può essere fatta a dire il vero una previsione. Aspettiamo almeno l’autunno”, ha detto il sottosegretario alla Salute, Pierpaolo Sileri, che attende per decidere quando togliere definitivamente la mascherina.

L’obiettivo del governo sarebbe far tornare i ragazzi a scuola settembre al 100%, senza mascherine. Fiducioso su questo Andrea Costa, sottosegretario alla Salute. “L’obiettivo dell’immunità di gregge per fine settembre è logico pensare che i ragazzi possano tornare in classe senza le mascherine“, ma si dovrà mantenere la distanza. E ricorda che  per settembre tanti adolescenti saranno vaccinati.

I pediatri sottolineano intanto l’importanza delle vaccinazioni fra gli adolescenti. Le nuove varianti, sottolinea Mattia Doria, segretario nazionale alle Attività Scientifiche ed Etiche della Fimp, “emergono laddove i tassi di copertura vaccinale sono bassi. Ed è ormai dimostrato che i minori si ammalano con la stessa incidenza degli adulti, pur con percentuali di gravità fortunatamente più basse, e che rappresentano una potenziale fonte di diffusione del virus in tutti gli ambiti di vita frequentati“.

E per far capire ai genitori quanto sia fondamentale la vaccinazione dei propri figli, i pediatri hanno stilato un decalogo presentato in occasione di un webinar formativo. “Con l’immunizzazione dei ragazzi ci guadagna la loro salute, quella dei nonni e dell’intera comunità“, spiega il presidente Paolo Biasci. “Evitare una malattia pericolosa per sé e per gli altri, i rari decessi, i ricoveri per complicazioni, la sindrome Long-Covid, l’interruzione della frequenza scolastica e delle attività sociali, e poi contenere i contagi di parenti anziani e di compagni di scuola non vaccinati o non pienamente immunizzati, contribuire al controllo della pandemia e delle varianti del virus e infine creare consapevolezza dell’importanza che ciascuno faccia la propria parte anche tra gli adolescenti: queste – sottolinea Biasci – le nostre indicazioni per i genitori che si accostano con mille domande alla vaccinazione dei loro figli adolescenti“.

Resta poi il problema dei trasporti, uno dei nodi rimasti irrisolti nell’anno appena trascorso. Si potrebbe decidere di riportarli al 100% della capienza, ma serviranno nuovi protocolli.

Così come il tracciamento per casi sospetti. Gli esperti chiedono screening costanti, ma anche questo potrebbe non essere semplice da realizzare come già accaduto lo scorso settembre.