Divieto di introduzione e consumo di alimenti nella scuola

Divieto di introduzione e consumo di alimenti ad uso collettivo nella scuola. Responsabilità Dirigenziali e adempimenti. Stato dell’Arte e ricognizione normativa.

Dario Angelo Tumminelli, Carmelo Salvatore Benfante Picogna, Zaira Matera

Ad ogni inizio d’anno scolastico si ripresenta con forza la problematica legata all’introduzione, la somministrazione e il consumo di alimenti e bevande ad uso collettivo all’interno delle aule delle scuole italiane. L’argomento, di per sé sempre attuale, si pone ancor di più all’ordine del giorno specialmente in questo periodo di crisi pandemica che ha ulteriormente catturato l’attenzione per le possibili implicazioni con la diffusione del virus, anche per via alimentare o per contatto di oggetti contaminati, al fine di evitare spiacevoli conseguenze legate a casi di allergie, intolleranze e/o all’aumento del rischio di infezioni da contagio da “SARS-CoV-2”.

La somministrazione di alimenti e bevande nella scuola implica un vigoroso richiamo a tutta l’utenza e il personale scolastico non solo normativo, sulla sicurezza e igiene degli alimenti, ma anche sui temi legali al diritto alla salute, costituzionalmente tutelato all’art. 32 e alla sicurezza alimentare, per favorire il benessere delle alunne e degli alunni a scuola, in un percorso scolastico sinergico con le famiglie in grado di contemperare lo stretto legame tra l’Istituzione scolastica e il diritto di istruzione, educazione e salute dei minori.

L’Italia, infatti, ha dovuto uniformarsi alla normativa europea applicando il Regolamento UE n. 852/2004 “Regolamento del Parlamento Europeo e del Consiglio sull’igiene dei prodotti alimentari”, adottato il 29 aprile 2004, nota al grande pubblico come “Legislazione alimentare”. Il citato regolamento fissa i requisiti generali in materia d’igiene alimentare. È uno dei quattro regolamenti comunitari costituenti il cosiddetto “pacchetto igiene“, regolamenti (CE) 852, 853, 854, 882/2004, e Direttiva 2002/99. I regolamenti europei, come è noto, è una fonte di diritto derivato dai Trattati comunitari ed è un atto normativo avente portata generale, vincolante e obbligatorio in tutti i suoi elementi contenuti, direttamente applicabile una volta pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea, negli Ordinamenti degli Stati membri ai sensi dell’art. 288, par. 2 del Trattato sul funzionamento dell’UE.

Tale normativa è stata pensata a seguito dell’aumento progressivo dell’insorgenza delle forme medio-gravi di intolleranze e/o allergie alimentari, fra cui certamente la celiachia è un esempio concreto, essendone ultimamente la più diffusa, ma esiste un nutrito elenco di nuovi allergeni e con il passare del tempo se ne scoprono di nuovi. Aumentano, infatti, il numero delle patologie infantili diffuse tra la popolazione scolastica dovute ad intolleranze alimentari, allergie, altri disturbi gastrici ed intestinali.

Ricordiamo al lettore che l’allergia alimentare è una reazione avversa del corpo che si sviluppa a seguito di una risposta immunitaria, forte e specifica, sempre riconducibile all’ingestione di un determinato alimento contenente l’allergene. Potremmo definirla “semplicisticamente” come una “ipersensibilità” dell’individuo immediata all’alimento e diversamente dall’intolleranza alimentare che non è mai repentine e improvvisa. Una/un bambina/o frequentante un qualsiasi Istituto scolastico nel caso in cui ingerisca, accidentalmente o volontariamente, durante la sua permanenza nell’Istituto un alimento contenente un particolare allergene a cui lui è inconsapevolmente allergico e/o intollerante, potrebbe manifestare improvvisi attacchi avversi, sotto forma di shock anafilattico, con evidenti difficoltà respiratorie che, nei peggiori dei casi, può condurre fino alla morte con le conseguenze connesse alle responsabilità di vigilanza per il personale scolastico tradotti in termini civili, penali e disciplinari.

Fatta questa necessaria premessa,

esplicitati gli aspetti più generali ci addentriamo nel merito del caso proposto

I Dirigenti scolastici, in occasione di ogni inizio d’anno scolastico, ricordano la problematica connessa diramando la consueta circolare interna d’Istituto, con la quale invitano l’utenza e tutto il personale docente, ciascuno per la propria competenza, ad uniformarsi a quanto previsto dalle norme generali in materia e a quelle recentemente introdotte per il contenimento del rischio epidemiologico da “Sars-Cov-2”.

In particolare, il divieto di introdurre e consumare cibi e bevande in maniera collettiva all’interno della scuola, eccezion fatta per quelli previsti dalle diete approvate per il funzionamento della mensa scolastica, è pienamente giustificato per:

  • il forte aumento di casi di studenti e studentesse allergici o intolleranti a sostanze presenti negli alimenti stessi;
  • la difficoltà di garantire sicurezza e salubrità di alimenti prodotti in ambienti casalinghi e/o domestici secondo gli standard previsti dalle norme vigenti impongono l’adozione di misure preventive per evitare conseguenze indesiderate;
  • la difficoltà oggettiva di diversificare nella classe la distribuzione di alimenti (anche di provenienza certa) in base alle allergie e/o intolleranze qualora note di ciascun alunno;
  • le possibili implicazioni derivate dalla circolazione del virus “Sars-Cov-2”.

Anche se non possiamo non considerare l’alto valore educativo e formativo che può avere, il  ritrovarsi insieme nei momenti gioiosi di festa e convivialità, durante la pausa educativa o un’assemblea di classe sempre associati al consumo di cibo e bevande “insieme” tra compagni/e, che rappresenta un momento ideale di socializzazione e di condivisione felice e che, indubbiamente, favorisce lo sviluppo di forti legami interpersonali, tuttavia occorre sempre tenere presente che si tratta comunque di occasioni che espongono le/gli alunne/i a gravi pericoli, difficilmente gestibili dal personale scolastico, soprattutto in questo momento di emergenza sanitaria.

Più che sulla genuinità di un prodotto casalingo, che certamente è preparato con dedizione e “amore”, ci si sofferma soprattutto sulla sua salubrità e sul rispetto delle norme “igienico-sanitarie”. Le cucine casalinghe, di fatto, non sono soggette ad un vero e proprio piano di autocontrollo alimentare cosiddetto “HACCP” e, sebbene realizzato dalle maestre o dalle mamme in buona fede, prestando la massima attenzione possibile, potrebbero essere causa di contaminazione alimentare e/o batterica causando, non voluti fenomeni allergici o intossicazioni alimentari.

Per le ragioni sopra esplicitate, nelle scuole è proibita l’introduzione di cibo artigianale e/o domestico a scuola per l’utilizzo collettivo, evitando in tal modo di violare le vigenti normative sulla sicurezza alimentare.

In generale nelle preparazioni casalinghe di alimenti, non presentando etichette a norma, non si può risalire con certezza alla provenienza, non si possono fornire e indicare le proprietà e la composizione degli ingredienti presenti nell’alimento stesso, il loro valore dietetico, le istruzioni e le modalità per la conservazione e/o comunque come sono state conservate fino al momento della somministrazione e, ancora, la data di scadenza e la tracciabilità degli ingredienti non possono essere garantiti. Tutti elementi essenziali e determinanti per la sicurezza alimentare.

Alla luce delle considerazioni sopra esposte, al fine di tutelare sia i minori, evitando tra l’altro possibili discriminazioni e disagi comportamentali tra gli stessi, sia lo stesso corpo docente, talvolta ignaro delle responsabilità a cui va incontro, previa consultazione del Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione e del Responsabile della Sicurezza dei Lavoratori, è sempre necessario disporre nelle circolari interne di Istituto di inizio d’anno una serie di opportuni divieti. Le motivazioni del divieto sono molteplici e vengono di seguito elencati:

  • Divieto di introdurre dall’esterno alimenti e bevande per il consumo collettivo, se non esclusivamente la merenda (per uso personale) assegnata dalla famiglia o gli esercenti la responsabilità genitoriale o ancora consegnate dal servizio di ristorazione/refezione autorizzato, al fine di evitare spiacevoli conseguenze legate a casi di allergia e intolleranze;
  • Divieto di festeggiamenti: non è consentito festeggiare all’interno dell’Istituto scolastico compleanni e ricorrenze varie che prevedano il consumo da parte delle/degli alunne/i di alimenti prodotti artigianalmente dai genitori o esercenti attività commerciali, ma esclusivamente prodotti integri, debitamente sigillati e confezionati, disponibili anche nelle macchinette convenzionate, muniti di etichetta a norma di legge che evidenzi la data di produzione, la scadenza, la composizione e/o ingredienti, la responsabilità legale della produzione (lotto di produzione). I cibi opportunamente controllati a tutela della salute delle/degli alunne/i sono solo quelli forniti dalla ditta di refezione incaricata del servizio e distribuiti e somministrati dal personale formato allo scopo.
  • È consentito: festeggiare compleanni senza il consumo di cibi e/o bevande, ma con momenti di gioco o condivisione oppure è consentito con cibi e/o bevande (dolci o altri alimenti) prodotti esclusivamente in stabilimenti registrati, confezionati nel rispetto delle norme “igienico-sanitarie”, che si presentano integri al momento del consumo, debitamente sigillati e confezionati, provvisti di apposita etichetta e per i quali è possibile evincere l’elenco di tutti gli ingredienti e gli allergeni e, in ogni caso, sempre previa condivisione con i genitori i quali potranno decidere, di volta in volta, sul consumo di questi da parte delle/dei loro figlie/i.

In buona sostanza, conseguentemente a quando detto, è del tutto escluso il consumo a scuola di cibi di altra provenienza, eccetto cibi destinati solo all’uso personale e/o individuale dell’alunna/o ovvero la merenda fornita dal genitore solo ed esclusivamente per la/il propria/o figlia/o. Il cibo distribuito e somministrato nella refezione scolastica è sicuro, studiato e controllato dall’Autorità sanitaria territorialmente competente che stabilisce quantità e composizione dello stesso in base ai protocolli di sicurezza alimentare.

Atteso che cibi e bevande, non controllati né autorizzati, non possono essere distribuiti e somministrati all’interno della comunità scolastica a tutela della salute e della sicurezza delle studentesse e degli studenti, nella circolare di inizio d’anno deve essere sempre ribadito che non è permesso in alcun caso l’ingresso di estranei per portare alimenti ad alunne/i nella scuola. Ne sarà eccezionalmente autorizzata la consegna ai collaboratori scolastici addetti all’ingresso da parte di un genitore o delegato, in presenza di oggettive e comprovate problematiche legate alla salute, già precedentemente segnalate alla Dirigenza.

L’insegnante, che di propria iniziativa, autorizzi l’introduzione, la consumazione, e/o la somministrazione di alimenti e bevande in classe, al fuori dei casi sopra contemplati, si rende responsabile di possibili danni che quest’ultimi possono procurare all’alunno/a.

Attività autorizzate che prevedano l’introduzione di cibi

Nel caso di autorizzazione di attività che prevedano l’introduzione, la consumazione, e/o la somministrazione di cibi e bevande, sempre tenendo conto delle/degli alunne/i con particolari diete alimentari, gli insegnanti acquisiscono apposita attestazione cosiddetta “liberatoria”, presentata dalle famiglie o dagli esercenti la responsabilità genitoriale o ancora tutori, senza peraltro la richiesta di comunicare elementi relativi allo stato di salute, in quanto espressamente vietato dal garante per la privacy.

Approfondimento La scuola costituisce da sempre un luogo privilegiato di incontro tra le Istituzioni il territorio e le famiglie, con un forte mandato educativo e formativo, dove è possibile costruire una alleanza educati, una cultura attenta al benessere e promuovere stili di vita sani e protettivi già fin dai primi anni. Vengono da sempre invitati alunni, docenti e i genitori di tutte le classi di tutti i segmenti scolastici (di ogni ordine e grado) a incentivare una sana e corretta alimentazione come fattore educativo importante per una sana crescita dei bambini e degli adolescenti, in conformità con Le linee guida per l’educazione alimentare nella scuola italiana emanate dal MIUR nel 2018, consultabile e scaricabile dal seguente link ufficiale del Ministero https://www.miur.gov.it/documents/20182/0/Ricerca.pdf/ca9c2ac7-808f-4e1e-a8d7-7208d6f3e8c3, nell’ambito delle attività per migliorare lo stile di vita come fattore di promozione della salute, strategico programma “intelligente ed attento” di consumo di cibo a scuola. La scuola da quanto sopra illustrato invita in particolare a diminuire il consumo di “merendine” elaborate contenenti troppi grassi, zuccheri o sale, insaccati, fritture etc., bevande zuccherate e gasate, (come patatine, pizzette, snack salati, merendine confezionate, insaccati, wurstel, caramelle ecc.) per gli alunni/e della scuola secondaria di I grado (Infanzia, Primaria e Media). In particolare Le linee di indirizzo del Ministero della Salute sconsigliano fortemente, fino all’età di 5 anni il consumo di caramelle dure o gommose, gelatine, marshmallow, gomme da masticare, popcorn, sfoglie di patate fritte croccanti e snack simili alimenti. Infine si invita il lettore alla consultazione delle Linee di indirizzo per la prevenzione del soffocamento da cibo in età pediatrica del 2017, a cura di Ministero della Salute in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR), le Associazioni di categoria contiene delle raccomandazioni, a carattere nazionale, con specifici interventi concreti ed effettivamente realizzabili ed un set di regole principali per un “pasto sicuro”, partendo dalla preparazione degli alimenti (domestica e relativa alla ristorazione) ed arrivando a considerare gli aspetti comportamentali del bambino durante i pasti, consultabile e scaricabile dal seguente link ufficiale del Ministero  https://www.salute.gov.it/imgs/C_17_pubblicazioni_2618_allegato.pdf  

Bibliografia

  • COSTITUZIONE ITALIANA articolo 32
  • REGOLAMENTO UE n. 852/2004 “Regolamento del Parlamento Europeo e del Consiglio sull’igiene dei prodotti alimentari”, del 29 aprile 2004
  • TRATTATO sul funzionamento dell’UE art. 288, par. 2
  • MINISTERO DELL’ISTRUZIONE, Linee Guida per l’educazione alimentare nella scuola italiana del 2018
  • MINISTERO DELLA SALUTE – Linee di Indirizzo per la prevenzione del soffocamento da cibo in età pediatrica del 2017