Una follia montante?

Una follia montante?

di Maurizio Tiriticco

Mi chiedo: che cosa sta succedendo nel nostro Paese? Che una volta era anche “bel”, ma oggi? Su certe drammatiche vicende, soprattutto quelle che riguardano i giovani, sempre più incattiviti, autori spesso di gesti sconsiderati, forse è meglio tacere! Mi ricordo ciò che scrive Dante nel Convivio a proposito del suicidio di Catone Uticense: “O sacratissimo petto di Catone, chi presummerà di te parlare? Certo maggiormente di te parlare non si può che tacere, e seguire Ieronimo quando nel proemio de la Bibbia, là dove di Paolo tocca, dice che meglio è tacere che poco dire” (IV V 16). In effetti su cose drammatiche è difficile parlare! Forse è proprio vero che, se la parola è d’ARGENTO, più spesso il silenzio è d’ORO. Soprattutto per quanto riguarda i giovani d’oggi, i quali, proprio nel momento della loro maturazione, della necessità di assumere scelte e responsabilità, si trovano invece immersi in questo terribile periodo: caratterizzato dall’aggressione di un male ignoto, contro cui la stessa scienza sembra in difficoltà! Quando invece i giovani in genere sono ardimentosi, a volte anche sprezzanti del pericolo, ma….

Che cosa possono scegliere oggi! Negli anni quaranta i giovani sceglievano tra i Battaglioni Emme o la Resistenza! E poi ancora tra la Monarchia o la Repubblica. Ed ancora: tra la Democrazia Cristiana e il Partito Comunista. E poi ancora: il Sessantotto! Gli anni della contestazione studentesca, attiva da Berkeley a Pechino, da Parigi a Roma! E tutti insieme sceglievano! E gridavano… e gridavo anch’io, anche se quarantenne: “Ce n’est qu’un debut! Continuerons le combat”. Ideologie, è vero, ma anche un sostentamento dello spirito, se si vuole usare un’espressione forte.

Ma torniamo ai nostri giorni. Difficili, complicati! E che fanno letteralmente impazzire migliaia di nostri concittadini, i cosiddetti no vax, che imprecano contro la ricerca scientifica e i medici, rincorrendo gli stracci delle loro idiote convinzioni. Ancora una volta ricorro a Dante, a proposito degli ignavi, Inferno, canto terzo: “Questo misero modo tengon l’anime triste di coloro che visser senza infamia e senza lodo”. E poi: “Ed io che riguardai vidi un’insegna che girando correva tanto ratta che d’ogni posa mi parea indegna e dietro le venìa sì lunga tratta di gente, ch’io non avrei creduto che morte tanta n’avesse disfatta”. Versi attualissimi! Assistiamo a migliaia di cittadini no vax che rincorrono gli stracci delle loro idiozie! Preoccupante!

E mi preoccupa non solo l’ignoranza montante, ma anche la cattiveria montante! Aggressioni ormai quotidiane ed ovviamente, soprattutto, contro le donne! Che cosa sta succedendo? Sembra che Il covid non attacchi solo il FISICO! E’ subdolo! Attacca forse anche la MENTE? Ovvero la capacità di elaborare pensieri, di discernere il grano dal loglio, per usare parole grosse, il BENE dal MALE? Che diavolo sta succedendo? Non ricordo giovani così violenti!!! Che non ci sia davvero lo zampino del diavolo? E molti infatti lo credono! Basta leggere l’ultimo rapporto del Censis circa la cultura – o l’incultura? – degli Italiani. Copio dal web una sintesi: “Emergono dati impressionanti dal 55° Rapporto Censis sulla situazione sociale del Paese. L’irrazionale ha infiltrato il tessuto sociale. Per il 5,9% degli italiani (circa 3 milioni) il Covid non esiste. Per il 10,9% il vaccino è inutile (per il 31,4% è un farmaco sperimentale e le persone che si vaccinano fanno da cavie). E poi: il 5,8% è convinto che la Terra sia piatta. Per il 10% l’uomo non è mai sbarcato sulla Luna. Per il 19,9% il 5G è uno strumento sofisticato per controllare le persone…. Accanto alla maggioranza ragionevole e saggia si leva un’onda di irrazionalità”.

Che dire? Certe onde sono preoccupanti! Stiamo tornando indietro nel tempo? Oppure, ogni volta che l’umanità è aggredita da un’epidemia, non è solo il FISICO a soffrirne, ma purtroppo anche la MENTE? Don Ferrante, nei “Promessi Sposi”, a proposto di una pretesa inesistenza della peste, produsse ragionamenti per certi versi ben argomentati. E mi piace riproporli:

“””In rerum natura non ci son che due generi di cose: SOSTANZE e ACCIDENTI; e se io provo che il contagio non può esser né l’uno né l’altro, avrò provato che non esiste, che è una chimera. E son qui. Le SOSTANZE sono, o spirituali, o materiali. Che il contagio sia sostanza spirituale, è uno sproposito che nessuno vorrebbe sostenere; sicché è inutile parlarne. Le sostanze materiali sono, o semplici, o composte. Ora, sostanza semplice il contagio non è; e si dimostra in quattro parole. Non è sostanza aerea; perché, se fosse tale, in vece di passar da un corpo all’altro, volerebbe subito alla sua sfera. Non è acquea; perché bagnerebbe, e verrebbe asciugata dai venti. Non è ignea; perché brucerebbe. Non è terrea; perché sarebbe visibile. Sostanza composta, neppure; perché a ogni modo dovrebbe esser sensibile all’occhio o al tatto; e questo contagio, chi l’ha, veduto? chi l’ha toccato? Riman da vedere se possa essere ACCIDENTE. Peggio che peggio. Ci dicono questi signori dotti che si comunica da un corpo all’altro; ché questo è il loro Achille, questo il pretesto per far tante prescrizioni senza costrutto. Ora, supponendolo accidente, verrebbe a essere un accidente trasportato: due parole che fanno ai calci, non essendoci, in tutta la filosofia, cosa più chiara, più liquida di questa: che un accidente non può passar da un soggetto all’altro. Che se, per evitar questa Scilla, si riducono a dire che sia accidente prodotto, danno in Cariddi: perché, se è prodotto, dunque non si comunica, non si propaga, come vanno blaterando. Posti questi princìpi, cosa serve venirci tanto a parlare di vibici, d’esantemi, d’antraci?” “Tutte corbellerie”, sparò fuori una volta un tale”. “No, no”, riprese Don Ferrante: “Non dico questo: la scienza è scienza; solo bisogna saperla adoprare. Vibici, esantemi, antraci, parotidi, bubboni violacei, furoncoli nigricanti, son tutte parole rispettabili, che hanno il loro significato bell’e buono; ma dico che non che fare con la questione. Chi nega che ci possa essere di queste cose, anzi che ce ne sia? Tutto sta a veder di dove vengano”. His fretus, vale a dire su questi bei fondamenti, non prese nessuna precauzione contro la peste; gli s’attaccò; andò a letto, a morire, come un eroe di Metastasio, prendendosela con le stelle”””.