Scuola, assenze e dad, oggi si torna in aula tra le proteste

da Corriere della Sera

di Valentina Santarpia

Ricciardi: condivido le preoccupazioni per la riapertura. Emiliano: la didattica online è un diritto, possibili ricorsi

Sarà una riapertura tra mille ostacoli quella di oggi delle scuole italiane, dopo la pausa natalizia. Mentre il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi assicura, al Tg3, che «la scuola è pronta», un migliaio di Comuni faranno slittare il rientro in classe a causa del moltiplicarsi dei contagi e, secondo la stima di Tuttoscuola, più di duecentomila classi andranno in didattica a distanza; i presidi sono sempre più preoccupati per una gestione complicata da personale assente, quarantene da gestire e moduli da compilare. La linea del governo però resta ferma: le scuole sono «luoghi sicuri», assicura il commissario all’Emergenza Francesco Paolo Figliuolo che con una circolare annuncia test gratuiti e veloci per tutti gli studenti. Ma in Puglia il governatore Emiliano sostiene, in una chat con un gruppo di genitori, che «nessuno può essere obbligato a essere esposto al pericolo di contagio se esiste uno strumento, la dad, che può ridurre questo rischio». E quindi, come già sostenuto lo scorso anno, per Emiliano «è possibile per i genitori, qualora venga loro negata la dad, impugnare il provvedimento al Tar». E, in questo caso, la Regione «potrebbe costituirsi a favore dei genitori». Anche Walter Ricciardi, consigliere del ministro Speranza, su Rete4, dice di condividere «le preoccupazioni sulla riapertura». Insomma, l’atmosfera è questa.

La buona notizia arriva per i test. L’intera procedura è semplificata per «massimizzare le attività di tracciamento dei contatti in ambito scolastico». Non bisognerà più aspettare la chiamata della Asl: la famiglia dello studente di medie e superiori, una volta informata del contatto, potrà chiamare direttamente il medico di famiglia o il pediatra. I medici potranno effettuare il tampone o far effettuare il test gratuito presso una farmacia. Questo dovrebbe garantire il più possibile le lezioni in presenza, «importanti anche da un punto di vista dell’equità sociale», ricorda Figliuolo. Un altro tassello per aiutare le scuole arriva dal ministero della Salute, che ha fatto sapere che fino al 10 febbraio gli studenti sopra i 12 anni potranno salire sugli scuolabus anche solo con la mascherina Ffp2. Ma le polemiche non si placano.

L’associazione nazionale dirigenti scolastici (Andis) ha scritto al premier Mario Draghi che «non ci sono le condizioni per rendere operative le misure previste». E il governatore della Calabria, Roberto Occhiuto, ha sottolineato che sarebbe stato opportuno «differire la riapertura».

I presidi oggi faranno i conti con la realtà. Tra i tanti, c’è il tema delle mascherine Ffp2 da usare in classe nel caso emerga un positivo: «Non è prevista fornitura gratuita per le scuole — rileva Daniela Crimi, istituto Cassarà di Palermo —. Abbiamo avuto fondi per acquistarle, ma la riserva è limitata». La direzione sembra quella del fai da te, dice Mario Rusconi, presidente dell’Associazione presidi Roma: «Alcune scuole stanno inviando moduli per avere informazioni sugli studenti: se si è fatto un test, se si è vaccinati. E ci prepariamo a difficoltà per il personale assente perché contagiato, fragile o no vax». Eventualità ammessa da Bianchi: «È possibile che manchi del personale. Ma abbiamo 35 mila docenti e personale tecnico in più per le emergenze». E si aspetta di capire cosa succederà in Campania, dove il rientro è stato posticipato: mentre il governo impugna l’ordinanza, i comitati no dad di Napoli e Salerno tornano in piazza.