Scuola, il 28 giugno un nuovo incontro con i sindacati all’Aran per il contratto

da Il Sole 24 Ore

Le parti restano lontane sulle risorse per gli aumenti. Per l’Anief «una spinta importante potrebbe arrivare dalla direttiva Ue in via di emanazione sul salario minimo legale»

di Redazione Scuola

L’Aran ha convocato i sindacati rappresentativi della scuola per martedì 28 giugno: al centro dell’incontro, il terzo in poche settimane, c’è sempre il rinnovo del contratto di categoria. «Il nostro obiettivo – dice Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – è quello di chiudere con sollecitudine la trattativa di questo contratto aumentando il più possibile le risorse, al momento pari a non pià di 50-60 euro medi netti di aumento, coscienti anche che si tratta di un periodo contrattuale già chiuso, il 2019-21. Ecco perché serve un contratto collettivo nazionale “ponte”, così da dare una risposta immediata agli stipendi sempre arretrati rispetto al costo della vita, con i nostri docenti e Ata penalizzati due volte. Sempre dando per scontato che arriveranno importanti modifiche al il Dl 36 inserito nel Pnnr. Una spinta importante – continua il leader dell’Anief – potrebbe arrivare dalla direttiva Ue in via di emanazione sul salario minimo legale. Subito dopo, potremo dedicarci al rinnovo Ccnl 2022-24 sul quale collocare importanti risorse già con la legge di Bilancio 2023. Ed è sempre con il nuovo contratto che bisognerà rivedere diversi punti normativi, ancora fermi a quanto approvato nel 2006: va rivisto lo smart working, il diritto alla disconnessione, i rapporti amministrazione-sindacati, la gestione del periodo di rinnovamento dei contratti, la maggiore tutela del personale e dei loro compensi, le maggiori tutele per chi fruisce di percorsi di protezione relativi alla violenza di genere, il congedo derivante dall’unione civile così come avviene oggi per quello da matrimonio, l’aumento del numero dei giorni per i congedi parentali e di tutti i lavoratori che abbiano compiti di cura in qualità di genitori o prestatori di assistenza, provvedimenti specifici a tutela del personale delle Università e dipendente degli enti di ricerca non vigilati dal ministero dell’Università», conclude Pacifico.