La formazione nell’atto d’indirizzo. Elemento ricorrente

da La Tecnica della Scuola

Di Salvatore Pappalardo

La parte comune dell’atto d’indirizzo prevede una serie di punti volti non solo a rafforzare gli strumenti di dialogo e di partecipazione tra l’Amministrazione e le rappresentanze sindacali, ma soprattutto volti a:
• disciplinare un sistema strutturato di formazione per tutto il personale;
• valorizzare il personale, anche attraverso forme d’incentivazione alla formazione e all’impegno nelle attività di sostegno all’autonomia scolastica;
• valorizzare il merito e valutare il personale in attuazione alle vigenti norme, evitando forme di corresponsione generalizzata dei trattamenti accessori definiti in sede integrativa.

Formazione continua e in orario di servizio

Uno dei principali argomenti messi sul tavolo dall’atto d’indirizzo, relativamente la comparto scuola, è la formazione continua del personale docente quale diritto/dovere che si esplica all’interno dell’orario di servizio.

Trasformazione digitale e formazione obbligatoria

Il contratto, fermo restante le forme di partecipazione sindacale individuate, e nel rispetto delle prerogative degli organi collegiali della scuola, potrà prevedere un numero di ore di formazione obbligatorie, che saranno finalizzate alla formazione dei docenti:
• sulle metodologie didattiche innovative
• sulle competenze linguistiche e digitali
• sulla preparazione degli allievi alla cittadinanza,
• al miglioramento delle competenze informatiche e digitali per l’utilizzo degli strumenti informatici collegati al lavoro amministrativo (transizione digitale.)

Formazione senza oneri

Allo scopo di evitare oneri di sostituzione di personale e di garantire al contempo la continuità didattica, il contratto, pur riconoscendo le ore di formazione come orario di lavoro, dovrà comunque confermare le previsioni negoziali vigenti secondo cui le stesse devono fruirsi fuori dell’orario di lezione, mediante una flessibilità dell’orario d’obbligo d’insegnamento anche con riferimento al personale che svolge la funzione di docenza nell’ambito delle attività formative.

Valorizzazione professionale

Il contratto, senza nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio dello Stato, valorizzando l’impegno ulteriore previsto per tutto il personale e fermo restando il principio della remunerazione delle attività di formazione, potrà altresì prevedere le modalità attraverso le quali l’impegno in attività di formazione in servizio certificate, valutate e coerenti con l’attività svolta, potranno collegarsi al riconoscimento delle competenze maturate nell’ambito degli sviluppi di
valorizzazione professionale, anche in relazione a quanto previsto dall’art. 24 del CCNL 2006-2009.