“In ordine all’inchiesta giornalistica condotta da Fanpage e rilanciata dalla trasmissione televisiva “Piazzapulita”, relativa alle certificazioni utili per l’accesso e l’aggiornamento delle graduatorie provinciali di supplenza (GPS), è importante fare alcune precisazioni per testimoniare l’impegno del Ministero dell’Istruzione e del Merito per il contrasto a tutti i fenomeni di illegalità che danneggiano il sistema scolastico e vanno a detrimento della qualità dell’insegnamento nel nostro Paese.
Ricordo, in primo luogo, il piano di vigilanza straordinario messo in atto nello scorso anno scolastico per contrastare il fenomeno dei cosiddetti “diplomifici” che ha prodotto un’estesa azione ispettiva sfociata nella revoca della parità scolastica ad un alto numero di istituzioni scolastiche coinvolte. Il piano è stato rafforzato mediante il protocollo d’intesa con la Guardia di Finanza che ha permesso una più proficua attività di collaborazione con gli Uffici scolastici regionali impegnati negli accertamenti ispettivi. Per la lotta ai diplomifici è stato anche predisposto un pacchetto di norme inserite in uno specifico disegno di legge, attualmente in discussione in Parlamento.
Per quanto attiene alle Graduatorie provinciali per le supplenze, si ricorda che le stesse sono state introdotte con l’ordinanza ministeriale n. 60 del 10 luglio 2020 dall’allora Ministro Azzolina quale strumento per il conferimento delle supplenze annuali e fino al termine delle attività didattiche, cioè delle supplenze “lunghe”. L’Ordinanza disciplinava anche i titoli e le certificazioni utili per conseguire punteggi che si aggiungono a quelli di servizio ai fini della graduatoria.
Al riguardo abbiamo potuto riscontrare la proliferazione delle certificazioni linguistiche e di quelle relative alla metodologia CLIL.
Una prima concreta misura è stata adottata dal Ministero dell’Istruzione con il decreto dipartimentale n.2813 del 21 novembre 2024 che, nel ricostituire l’elenco degli enti autorizzati al rilascio delle certificazioni linguistiche a partire dall’a.s. 2024/2025, ne ha drasticamente ridotto il numero dai 41 precedenti agli 8 attuali, rigettando ben 48 domande sulle 56 presentate. Ciò è stato possibile assumendo criteri di selezione molto più rigorosi, soprattutto in ordine all’illustrazione del protocollo di somministrazione delle prove e alla definizione della rete delle sedi accreditate per lo svolgimento degli esami. Inoltre, il Ministero ha stabilito nel decreto che gli enti ammessi “devono consentire il monitoraggio, la verifica e la valutazione, da parte dell’amministrazione, dell’attività certificatoria” pena l’esclusione dall’elenco.
Relativamente alle certificazioni sulla metodologia CLIL un’importante restrizione è stata introdotta, a seguito di parere del MUR, a valere dall’anno scolastico 2024/2025. Infatti, sono state considerate utili per acquisire punteggio nell’aggiornamento delle GPS solo le certificazioni e i perfezionamenti rilasciati dalle università.
Con riguardo alle certificazioni informatiche stiamo già provvedendo per rendere più rigoroso e verificabile il sistema di accreditamento degli enti.
Allo stesso modo, e sempre a testimonianza della grande attenzione del Ministero al tema della legalità e della trasparenza, avvalendoci anche della Scuola di Alta Formazione intendiamo rendere più trasparente il sistema di accreditamento e verifica degli enti che erogano la formazione in servizio degli insegnanti.
Nella ferma intenzione di contrastare ogni illegalità, che vedrebbe il Ministero parte lesa, ho dato mandato agli uffici di presentare esposto alla Procura della Repubblica per indagare su eventuali reati commessi. Qualora fossero accertate responsabilità di docenti, questi saranno immediatamente depennati a titolo definitivo dalle GPS.
La mia azione politica è stata dal primo momento orientata a far emergere il merito e a recuperare la qualità dell’istruzione, e dunque ogni comportamento contrario alla legge sarà fortemente combattuto.
Tengo inoltre a ribadire che il sistema di accreditamento e vigilanza delle università telematiche non fa capo al Ministero dell’Istruzione.
Infine, per quanto riguarda i titoli di specializzazione sul sostegno acquisiti presso università estere, colgo l’occasione per ricordare alla Cgil che la loro validazione dipende dal Ministero dell’Università e della Ricerca e che, trovandoci all’interno dell’Unione europea, i suddetti titoli, sulla base di numerose sentenze della giurisprudenza amministrativa, hanno necessariamente eguale valore di quelli acquisiti in Italia”. Così ha dichiarato il Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara.
Nel corso della trasmissione Piazza pulita sono state fatte dal prof. Tito Boeri alcune affermazioni false secondo cui il sistema di formazione iniziale e reclutamento degli insegnanti sarebbe stato peggiorato dal Ministro Valditara che avrebbe disatteso norme più rigorose previste dal PNRR. Preliminarmente va precisato che tali dichiarazioni sono state espresse nell’ambito della discussione sorta sull’inchiesta, mandata in onda dalla stessa trasmissione, concernente tutt’alta tematica – quella dei titoli e delle certificazioni acquisiti dai docenti ai fini della loro collocazione nelle graduatorie provinciali per le supplenze (GPS) – in merito alla quale si avrà modo di rendere, in altra sede, le dovute precisazioni da parte del Ministero dell’istruzione e del merito.
Quanto al tema sollevato dal prof. Boeri, va chiarito subito che l’attuazione della riforma del PNRR sta avvenendo in piena conformità a quanto previsto dal Piano medesimo, che, come noto, è stato predisposto dal Governo Draghi e che, per ciò che concerne la riforma del reclutamento del personale docente, è puntualmente disciplinato dal decreto-legge n. 36 del 2022, proposto dal Ministro Bianchi.
La fedele attuazione del PNRR da parte del Ministero è, peraltro, comprovata dalle valutazioni, sempre positive, espresse dalla Commissione Europea sulle varie fasi di avanzamento della riforma.
In ogni caso, si fa presente che i nuovi percorsi abilitanti degli insegnanti, propedeutici alla partecipazione ai concorsi, sono gestiti – per espressa indicazione della riforma del PNRR – interamente dal sistema universitario, prevedendo una procedura di accreditamento da parte dall’ANVUR sulla base di una procedura gestita dal Ministero dell’Università e non dal Ministero dell’Istruzione e del Merito, il quale – in tale procedimento – ha il solo compito di esprimere il fabbisogno del personale docente da abilitare.
Per quanto riguarda specificamente le università telematiche si precisa che la loro vigilanza e il loro accreditamento sono di competenza del Ministero dell’Università e della Ricerca e non del Ministero dell’Istruzione e del Merito.