Cattedra e Coltelli
di Gabriele Boselli
Il declino del pensiero autenticamente critico ovvero capace di scomporre testi complessi, ri-illuminarne il senso e ricomporsi su altri principi è causa ed effetto della crisi della democrazia e della scuola. Induce dipendenza delle menti deboli dai telefonini e insieme a un cattivo uso dell’AI è vettore di violenza. Gli studi dovrebbero ritrovare severità come necessaria pur se a volte dolorosa premessa della serenità nelle aule.
Lo stato delle cose
Con la crisi della democrazia e del pensiero critico i violenti -che governino Stati o gruppi amicali- alzano il tiro. I popoli subiscono, i più culturalmente deboli con entusiasmo. E’ il trionfo mondiale dei bulli.
Nelle scuole come negli ospedali il personale in servizio subisce. Alcune scuole secondarie di primo e secondo grado -in particolare gli istituti professionali- stanno diventando ingovernabili. I nuovi dirigenti, sempre più selezionati non per qualità intellettuali ma in base alla loro capacità di superare assurdi test e preoccupati prevalentemente delle normative sulla sicurezza, stanno chiusi nei loro uffici a rubare il lavoro ai DSGA. I docenti che eroicamente lavorano spendono più energia a tentar di mantenere la disciplina che a insegnare la loro materia di studio.
La non adeguata sanzionatura scolastica e penale di tanti gravi atti di indisciplina o addirittura accoltellamenti di studenti da parte di esponenti di bande scolastiche o dai loro genitori ha ora indotto i più deboli di mente e di carattere ad alzare il tiro e ad esempio accoltellare gravemente una professoressa di francese, rea forse di insegnare una lingua poco utile a intrattenersi nei social. Da quando la teoria del controllo disciplinare nelle scuole è passata dalla pedagogia alla psicologia gli autori del comportamento irresponsabile e violento trovano sempre una qualche giustificazione.
Il senso di impunità e la sicumera dei violenti nella politica come nella società e nella scuola ha certamente cause esterne di enorme estensione e profondità. Tra queste la caduta della capacità di lettura non obbligata di testi complessi e la conseguente mortificazione del pensiero critico.
Oltre a questo, l’ìnterazione con i social e l’utilizzo incompetente o criminoso e comunque privo di deterrenti della AI stanno trasformando profondamente il modo di imparare e di entrare in relazione con sé, gli altri, il mondo.
Che fare?
Una delle cause del decadimento culturale e disciplinare della scuola e della minor deferenza di studenti e genitori verso il suo personale è anche riferibile all’ impreparazione culturale diffusa nella struttura. Proposte
-MINISTERO Ripristinare e valorizzare il Consiglio Nazionale della Pubblica Istruzione. Non più affidamento della politica culturale e pedagogica a componenti volatili designati da partiti o sindacati ma formazione di un gruppo di studio permanente eletto dalle varie categorie di personale scolastico e distaccato dai compiti ordinari.
Promuovere attività di ricerca autentica, soprattutto in presenza, con le scuole su questi temi.
Valorizzare maggiormente gli Uffici scolastici territoriali come luoghi di coordinamento sul piano della formazione, del confronto, della ricerca, dello studio, della proposta.
-ISPETTORI Non chiamarli più dirigenti tecnici (fa pensare ai tecnici delle caldaie) ma riaffidare loro compiti di controllo e orientamento culturale e pedagogico. Assumerne un numero adeguato e non sulla base al gradimento politico come sciaguratamente sta avvenendo da alcuni anni ma tornando a concorsi per titoli -privilegiando le pubblicazioni- ed esami.
-DIRIGENTI SCOLASTICI Selezionarli in regolari concorsi per esami e titoli in base all’ampiezza e alla profondità della loro preparazione culturale emergente dai temi svolti in corso d’esame e dalle pubblicazioni a stampa o su internet.
Ridurre gli istituti e i circoli a dimensioni più governabili non solo amministrativamente ma anche pedagogicamente.
-INSEGNANTI Diminuire il numero degli alunni per classe.
Sostenere l’autostima e la fiducia nelle proprie capacità dei docenti con riconoscimenti economici e di status e con gratificanti percorsi di carriera. Ad esempio i vecchi concorsi per merito distinto. Formazione tesa a affrontare le situazioni disagio e non delegarla ai soli psicologi e ai neuropsichiatri. Si assiste a un incremento esponenziale di segnalazioni, già a partire dai nidi appena si osserva uno scostamento, anche lieve, rispetto a un supposto “standard” nell’apprendimento e nel comportamento. Il nostro migliore patrimonio pedagogico e didattico ha da tempo evidenziato come la crescita di ciascun essere umano, ha tempi, modi, ritmi personali. Ci possono essere stasi, crisi, regressioni e forti impennate. E’ necessaria una seria educazione della dimensione affettiva attraverso tutte le discipline perché è in quest’area che nascono passioni, desideri, pulsioni. In tutte le scuole devono essere sempre presenti la Pedagogia e la Didattica.
-STUDENTI Educare non a compilare test ma a comunicare idee e sentimenti di adesione a valori. In casi di atti gravi di indisciplina sanzionare severamente con sospensioni e voti di condotta con relative conseguenze. In caso di lesioni personali che mettano a rischio l’integrità di altre persone espellerli dalla scuola frequentata. Privilegiare nelle scelte, comunque dolorose, la qualità della vita delle persone offese.
G. Boselli AIG, per una gamma di paradigmi: un esercizio di fenomenologia in
Encyclopaideia – Journal of Phenomenology and Education. Vol.29 n.73 (2025)
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