Punteggio integrativo e lode nell’esame di maturità 2026
di Gennaro Palmisciano (*)
Con l’Ordinanza Ministeriale n. 54 del 26 marzo 2026 si è riordinato l’esame di Stato conclusivo del secondo ciclo, riadottando la denominazione di Esame di Maturità. Le prove iniziano giovedì 18 giugno 2026 alle ore 8:30 con la prima prova scritta di italiano. L’impianto prevede due prove scritte e un colloquio orale.
Da un lato è stata ridotta la composizione della commissione da 7 a 5 membri, con 1) un risparmio il quale viene investito per garantire la copertura sanitaria integrativa a tutto il personale scolastico e per la formazione dei componenti le commissioni dell’esame di maturità ai sensi dell’art. 1, co. 7, del d.l. 127/2025, e con 2) una compressione degli ambiti disciplinari di riferimento. Per ciascun indirizzo la commissione ha la stessa composizione in tutto l’ambito nazionale.
Dall’altro lato è stato impedito che l’alunno che faccia volontariamente una poco edificante scena muta sia comunque dichiarato maturo e sono stati aperti degli spazi di partecipazione per il candidato che inizia il colloquio con la propria presentazione (e non più con l’analisi di uno spunto) e presenta la propria esperienza di Formazione scuola-lavoro.
Si è adottata una diversa griglia di valutazione per il colloquio e si è compresso il punteggio integrativo, fino a un massimo di tre punti per i candidati che abbiano ottenuto un punteggio complessivo di almeno novanta punti, tra credito scolastico e prove d’esame, ai sensi dell’articolo 18, comma 5, del d.lgs. 62/2017, come novellato dall’art. 1, co. 1, sub d), del d.l. 127/2025.
Si dà l’occasione per ribadire che nella riunione preliminare vanno definiti i criteri per l’attribuzione del punteggio integrativo e della lode. Detti criteri non possono limitarsi ai prerequisiti, ma devono definire quelle condizioni, al verificarsi delle quali vanno assegnati rispettivamente punteggio integrativo e lode.
Prerequisito del punteggio integrativo è un punteggio complessivo di almeno novanta punti.
I criteri possono essere formulati nei seguenti termini, per esempio.
La commissione concordemente decide di attribuire il punteggio integrativo, nella misura di un punto al verificarsi di ciascuno dei seguenti criteri, fino ad un massimo di tre punti, al verificarsi dei criteri:
1) padronanza dei nuclei fondanti e dei metodi propri delle discipline;
2) utilizzo dei concetti e dei fondamentali strumenti delle discipline per analizzare la realtà ed operare, con consapevolezza ed autonomia, nei campi applicativi del settore di riferimento;
3) capacità di arricchire le conoscenze scolastiche con apporti personali;
4) padronanza linguistica anche con riferimenti ai linguaggi settoriali e alla capacità di esposizione organica e coerente;
5) capacità di utilizzare strategie orientate al risultato e all’efficace risoluzione dei problemi.
Al candidato può essere attribuito un punteggio integrativo fino a tre punti nella misura massima utile ad ottenere cento punti. Pertanto se ha conseguito un punteggio complessivo di novantanove, il punteggio integrativo massimo è quello di un punto, anche se ricorrono tutti i criteri.
Ai criteri per l’attribuzione della lode fanno riferimento l’art. 16 co.9 lettera d e l’art. 28 co.6.
I prerequisiti della lode sono:
a) 60 punti nelle prove senza punteggio integrativo;
b) l’attribuzione del credito scolastico nella misura massima di 40 punti con voto unanime del consiglio di classe.
Si propone un esempio di criteri per la lode di seguito.
1) Per la capacità di rielaborare gli argomenti in modo strutturato, originale e adeguatamente approfondito e di trasferire con sicurezza ed autonomia i saperi appresi in ambiti operativi, in particolare in riferimento allo specifico settore.
2) Per aver dimostrato un’eccellente capacità nel cogliere i nessi trasversali delle discipline, nonché una capacità argomentativa rigorosa e approfondita.
3) Per aver dimostrato di possedere riferimenti culturali extrascolastici che denotano un atteggiamento di vivace curiosità, articolato desiderio di approfondimento, brillanti capacità di analisi e spirito critico.
(*) Dirigente Ispettore Tecnico – Ministero dell’Istruzione e del Merito
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