La nota 1605 del 4 giugno 2026: scrutini finali classi prime percorsi istruzione professionale
di Gennaro Palmisciano (*)
La recente Nota 4 giugno 2026, AOODGTVET 1605, intende fornire indicazioni a seguito di richieste di chiarimento sugli scrutini finali delle classi prime dei percorsi di istruzione professionale.
La normativa scolastica è caratterizzata da un fenomeno di stratificazione successiva, per cui non è infrequente la necessità di risolvere le antinomie e di coordinare le norme, che si sono succedute sulla stessa materia. La necessità di un testo unico scuola è evidente tanto, quanto il fatto che non si riesca ad approntarne uno nuovo dopo il Decreto Legislativo 16 aprile 1994, n. 297. I tentativi successivi, pure avviati, non sono approdati ad un prodotto finito.
A ben vedere, la questione risolta dalla nota nemmeno dovrebbe essere stata sollevata, per il fatto che in conflitto sono disposizioni di rango diverso, ovvero alcune contenute nel D.P.R. 135/2025, norma primaria (e forse proprio per questo a carattere complessivo), ed altre delle Linee Guida dei professionali, comunque norme gerarchicamente inferiori e cedenti. Pertanto la antinomia va risolta in base al principio gerarchico delle fonti, per il quale prevalgono le disposizioni primarie.
Si arriva così alla stessa conclusione della nota, anche se attraverso un percorso diverso.
Cogliamo l’occasione per considerare alcuni aspetti organizzativi ed educativi che emergono.
In occasione degli scrutini, le istituzioni scolastiche vanno a verificare in primo luogo la funzionalità del Regolamento d’Istituto, il quale deve prevedere scadenze interne chiare per la consegna e la discussione dell’elaborato collegato al 6 in condotta, in modo che la procedura possa adeguatamente essere applicata.
In secondo luogo appare opportuno allineare i criteri di valutazione del comportamento e curare adeguatamente la motivazione del voto, indispensabile sia in caso di 6 decimi, con sospensione del giudizio ed elaborato, sia in caso di voto inferiore, il quale comporta la non ammissione. Dette operazioni vanno gestite alla luce del testo del D.P.R. 135/2025, così da contenere il margine di errore e prevenire il contenzioso.
Il messaggio indirizzato agli studenti delle classi prime professionali è chiaro: si devono responsabilizzare perché il loro comportamento incide in modo concreto sull’esito dello scrutinio. Un 6 in condotta non determina automaticamente una bocciatura, ma apre una fase aggiuntiva, quella dell’elaborato, che va affrontata con serietà come occasione di crescita e di sviluppo per ottenere l’ammissione alla classe successiva.
Per le famiglie diventa essenziale conoscere tempi e modalità definiti da ciascuna istituzione scolastica, comunicati opportunamente tramite il registro elettronico e le circolari interne.
In termini generali, la nota conferma la direzione tracciata dalla riforma del voto in condotta, che punta a collegare la valutazione del comportamento a un percorso di responsabilizzazione, anziché ad una mera sanzione.
(*) Dirigente Ispettore Tecnico – Ministero dell’Istruzione e del Merito
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