Riaprono le scuole

Riaprono le scuole, Carofiglio da San Casciano dei Bagni: “Essere giovani e non essere rivoluzionari è un controsenso persino biologico”

Alla vigilia della riapertura delle scuole, Gianrico Carofiglio rilancia una riflessione sul ruolo dell’educazione e sulla capacità dei ragazzi di immaginare il cambiamento.

“Essere giovani e non essere rivoluzionari è un controsenso persino biologico”, ha detto lo scrittore citando Salvador Allende nel corso dell’incontro che ha chiuso la decima edizione de La Terrazza di San Casciano dei Bagni (SI).

Per Carofiglio, la rivoluzione non coincide con la violenza, ma con “il desiderio, la spinta a cambiare il mondo, a non accettare l’esistente”. Una disposizione che, ha spiegato, dovrebbe trovare spazio anche in “una forma nuova, evoluta, di insegnamento e di formazione dei ragazzi”.

È una delle idee che attraversano “Accendere i fuochi. Manuale di Lotta e Gentilezza”, il suo ultimo libro: la possibilità di guardare il presente senza considerarlo definitivo e di conservare, soprattutto da giovani, la spinta a intervenire sulla realtà anziché adattarsi semplicemente a ciò che già esiste.

Il riferimento alla scuola nasce proprio da qui. Per Carofiglio, educare non significa soltanto trasmettere contenuti, ma anche creare le condizioni perché i ragazzi sviluppino autonomia di giudizio, curiosità e capacità di prendere posizione. Non una ribellione fine a se stessa, dunque, ma un’attitudine al cambiamento fondata sulla consapevolezza.

Una riflessione che acquista particolare attualità con l’avvio del nuovo anno scolastico, quando torna inevitabilmente al centro il tema di ciò che la scuola dovrebbe offrire alle nuove generazioni oltre alle competenze e alle conoscenze: strumenti per leggere il presente, metterlo in discussione e immaginare ciò che ancora non c’è.