L’amore per lo studio delle Scienze viene da lontano

SCIENZE NATURALI, CHIMICA E GEOGRAFIA

 L’amore per lo studio delle Scienze viene da lontano

 I ricordi di una docente dell’Istituto Magistrale “Regina Margherita” di Salerno

 Isp. Anna Marra Barone

 

Ho insegnato Scienze naturali, Chimica e Geografia nel triennio dell’Istituto Magistrale “Regina Margherita” di Salerno dal. 1968/69 al. 1981/82 in qualità di titolare di cattedra nei corsi E ed F (fino al 1972/73) e successivamente nei corsi A e B. Nel 1982,. per vincita di concorso, presi servizio presso la Sovrintendenza scolastica della Campania come Ispettore tecnico del Ministero P.I.-Settore matematico-scientifico per la scuola secondaria di I e II grado. Esercitai la predetta funzione fino al 31 ottobre 2001.

A distanza di tempo, in occasione della celebrazione del 60° Anniversario dell’insediamento dell’Istituto Magistrale “Regina Margherita” nella sede attuale di via Giovanni Cuomo, ricordando con un po’ di nostalgia gli anni di docenza trascorsi in quella scuola, il mio pensiero è andato subito ai Presidi Augusto Cavaliere e Luigi Brescia Morra ( che hanno sempre dimostrato nei miei confronti profonda stima e sincera amicizia) e poi a tutti i colleghi tra i quali ricordo i proff. Lausi, Mazzone, Capasso, Tritto, Fraulo, Danza, Cignarella, Sica, Apicella, Apicella Elvira, Lauria, Gambino , Guarino, Troisi, per la grande umanità, l’attaccamento al doveree il forte spessore culturale. Di tutti ho un vivo ricordo anche perché grande e continua è stata la loro disponibilità a collaborare con me per la realizzazione dei percorsi didattici interdisciplinari più significativi.

E, infine, il mio pensiero affettuoso è andato a tutte le alunne con le quali ho lavorato con piena soddisfazione tanto che oggi, ripercorrendo la mia carriera , mi convinco sempre di più che sono stati proprio gli anni di docenza trascorsi al “Regina Margherita” ad incidere profondamente sulla mia formazione professionale con ricaduta positiva sullo svolgimento della funzione ispettiva.

Ripensando a quel periodo, ricordo che presso il “Regina Margherita” furono istituiti i Corsi pilota -OCSE-, vigenti a livello internazionale, di Biologia (Progetto B.S.C.S.) nell’a. s. 1970/71 e di Chimica (Progetto Nuffield) nell’a. s. 1972/73. Per i predetti corsi il Ministero della P.I. stanziò appositi e consistenti fondi per dotare i laboratori di tutte le attrezzature necessarie per lo svolgimento delle attività che la sperimentazione richiedeva.

Negli stessi anni, i predetti corsi sperimentali furono istituiti a Salerno anche al Liceo classico “T.Tasso” e al Liceo scientifico “G. da Procida” in quanto le prof.sse Baccaro Provenza del Liceo scientifico e Ginetti Onorato del Liceo classico, insieme alla sottoscritta e ad altri docenti di Scienze provenienti dal centro-sud dell’Italia, erano stati invitati dal Ministero della P.I. a frequentare, presso il Laboratorio centrale di Foligno, i corsi di aggiornamento nazionali e i relativi seminari di verifica riguardanti le discipline scientifiche fondamentali ( biologia, chimica, geografia, ecologia, matematica e fisica per naturalisti ).

Viene naturale chiedersi come mai in questa sperimentazione pilota, avviata a livello nazionale, furono coinvolti anche gli Istituti magistrali che, avendo corsi quadriennali, non potevano accedere alle facoltà universitariema soltanto alle facoltà di Magistero.

Occorre pertanto ricordare che la Legge Sullo (n. 910/1969) all’art.1 stabilì che, fino all’attuazione della riforma universitaria(che fu sancita successivamente con la

L 341/1990), potevano iscriversi a qualsiasi corso di laurea non solo i diplomati degli istituti di istruzione secondaria di durata quinquennale, ma anche i diplomati degli istituti magistrali e dei licei artistici che avessero frequentato però con esito positivo un corso annuale integrativo.

I corsi annuali integrativi, destinati agli alunni in possesso di maturità magistrale, furono istituiti al Regina Margherita nell’a.s. 1969/70 e comprendevano due indirizzi (giuridico e scientifico) che prevedevano l’italiano, la matematica e la storia come materie fondamentali per entrambi, e le scienze e il diritto come materie alternative.

Su incarico del Provveditore agli studi presi parte alla organizzazione e alla realizzazione dei predetti corsi integrativi e, in qualità di docente, partecipai fino all’anno scolastico 1981/82 ai corsi integrativi ad indirizzo scientifico, avendo cura di preparare le alunne che si iscrissero al corso scientifico ( i corsisti erano prevalentemente di sesso femminile) ad affrontare gli esami più impegnativi che erano previsti al primo anno dei corsi di laurea di tutte le Facoltà scientifiche.

Intanto, col passare del tempo, andavo constatando con soddisfazione che di anno in anno aumentava il numero di studenti che si iscrivevano ai corsi integrativi e, soprattutto, che molte alunne che avevano frequentato i corsi pilota di Biologia e di Chimica sceglievano senza esitazione corsi di laurea ad indirizzo scientifico ( Biologia, Farmacia, Geologia, Scienze naturali, Medicina, Informatica ecc.) e affrontavano i primi esami con sicurezza riportando votazioni decisamente positive.

Finalmente, con il Decreto Interministeriale del 10 Marzo 1997, si dette attuazione alla L. 341/ 1990 che all’ art.3 prevedeva l’istituzione di uno specifico corso di laurea, articolato in due indirizzi, per la formazione degli insegnanti della scuola materna e della scuola elementare. L’art. 1 del predetto decreto prevedeva poi dall’a. s. 1998/99 anche la soppressione dei corsi di Studio ordinari triennali e quadriennali rispettivamente della scuola magistrale e dell’istituto magistrale, e dall’a.s. 2002/03 la soppressione dei corsi annuali integrativi dell’istituto magistrale.Nello stesso articolo si precisava però che, sino all’introduzione del nuovo corso di studi in via ordinamentale, nella scuola magistrale e nell’istituto magistrale potevano continuare a funzionare ad esaurimento i corsi sperimentali quinquennali autonomi e/o riferiti al Progetto Brocca ( D.Lgs. n. 297 del 1994).

Il primo Indirizzo del Progetto Brocca istituito al “Regina Margherita” fu quello linguistico e, successivamente, sia presso gli Istituti Magistrali che presso alcuni Licei, furono attivati prevalentemente gli indirizzi linguistico, socio-psico-pedagogico e scientifico-tecnologico.

Da quanto sopra esposto si evince chiaramenteche l’interesse per le materie scientifiche da parte degli studenti del Regina Margherita affonda le radici nel passato, e precisamente a quando furono istituiti i corsi pilota di Biologia e di Chimica e l’istituto fu dotato di un laboratorio scientifico molto bene attrezzato, laboratorio da me diretto ininterrottamente per tutto il periodo in cui ho prestato servizio presso l’Istituto.

Ripercorrendo gli anni di docenza trascorsi al Regina Margherita, debbo riconoscere che ho amato molto il mio insegnamento anche perchéprofondamente convinta che un’adeguata cultura scientifica e tecnologica siauna componente fondamentale della formazione di tutti i cittadini..

Al fine di realizzare una didattica sempre più rispondente ad una visione unitaria di Scienza e Tecnologia ho assunto, fin dai primi anni di insegnamento, un modello culturale che dava grande importanza al processo di interazione tra momento cognitivo-teorico e momento pratico-sperimentale perché tale interazione è alla base del progredire stesso della Scienza. Inoltre, il predetto modello è capace di far maturare negli studentiatteggiamenti di curiosità e di interesse per la natura e, soprattutto, la consapevolezza che i concetti e le teorie scientifiche non sono definitivi ma al contrarioin continuo sviluppo. Ed è per questo che ho sempre dato grande importanza alle attività laboratoriali che alternavo frequentemente con lezioni teoriche al fine di instaurare gradualmente con le mie alunne un rapporto interattivo di tipo cooperativo.

Furono progettate e realizzate in quegli anni varie iniziative che tendevano da un lato al rinnovamento della metodologia didattica e, dall’altro, all’individuazione di valide occasioni di aggancio della prassi scolastica con gli aspetti più significativi della realtà culturale, ambientale e sociale. A tal fine, furono organizzati incontri e dibattiti su temi scientifici particolarmente significativi tra gruppi di alunne di corsi diversi e lavori interdisciplinari in collaborazione con docenti di altre discipline (italiano, storia, filosofia, psicologia, fisica, religione, educazione fisica)su argomenti di grande interesse socio-culturale (molte esperienze sono state pubblicate sulla rivista “Didattica delle scienze” dell’Editrice La Scuola)

Ne ricordo alcuni tra i più significativi

1) Evoluzione biologica ed evoluzione culturale;

2) Le basi organiche del comportamento umano: interazione Biologia-Psicologia

3) Il problema dell’aggressività;

4) L’energia e l’uomo;

5) Alla ricerca delle origini della specie umana;

6) Uno studio sperimentale sulle soluzioni in prospettiva storica

Ricordo che un’esperienza particolarmente significativa fu quella riguardante lo studio dello sviluppo embrionale del pulcino all’interno dell’ambiente uovo e finalizzata alla verifica dell’”imprinting” scoperto dal Premio Nobel Konrad Lorenz. Questa ricerca, infatti, offrì spunti significativi di discussione e di approfondimento non solo sul piano bio-psicologico ma anche sul piano etico in quanto proprio l’osservazione continua ed accurata sugli embrioni spinse le alunne a riflettere profondamente sul significato della “vita”.

Si instaurarono inoltre relazioni di lavoro con altri Istituti scolastici.

Per esempio, la problematica ambientale fu affrontata e discussa nella sua globalità e poliedricità con la prof. Ginetti Onorato del Liceo “Tasso” ed i suoi allievi.

Il predetto lavoro , sotto il titolo “Lo studio di un ambiente di montagna: il Terminio”, aveva lo scopo non solo di “vitalizzare” la scuola con “iniezioni” di realtà e di concretezza, ma di promuovere nello stesso tempo accordi di rete con altri istituti per avviare attività didattiche di ricerca, sperimentazione e aggiornamento. Nel predetto lavoro, che fu svolto nell’a.s. 1974/75, fu sperimentata una metodologia basata sull’insegnamento verticale e coordinato delle discipline scientifiche e il conseguente rifiuto di insegnamenti separati e improntati a schemi tradizionali. Si tennero lezioni teoriche e lezioni itineranti, esercitazioni pratiche di laboratorio e discussioni varie con la partecipazione attiva di gruppi di alunni del l’Istituto magistrale e del Liceo Tasso.. Il lavoro fu presentato al Concorso indetto per le scuole secondarie dalla “Società Italiana per il Progresso delle Scienze sul tema “Nuove esperienze di insegnamento delle scienze”, e meritò una menzione speciale “per la molteplicità delle indagini e la completezza dei risultati raggiunti”. Il lavoro fu premiato a Pisa nell’ottobre 1975 durante la LIII Riunione della S.I.P.S. e pubblicato nel volume “Atti della LIII Riunione”.

Negli anni successivi, sempre in collaborazione con i docenti e gli allievi del Liceo “Tasso”, furono sviluppati i seguenti temi:

1) Interpretazione della natura in termini di materia ed energia;

2) Il problema dell’alimentazione ;

3) La sanità della vita”.

Nello sviluppo di queste tematiche, riguardanti problemi non solo scientifici ma anche sociali, politici ed economici, fu attuato il coordinamento delle varie discipline attraverso l’unità del metodo di indagine conseguita mediante l’applicazione di schemi concettuali e strutture logiche intercomunicanti e polivalenti. Si sperimentò, quindi, una interdisciplinarità intesa come approfondimento di temi considerati nella poliedricità dei loro aspetti, al di fuori delle convenzionali ripartizioni del sapere, in modo da conferire il maggior grado possibile di unità ed esattezza al processo ricostruttivo della complessità del reale in termini criticamente organici.

I primi due temi furono approfonditi nell’ambito di due Seminari tenutisi presso il Liceo “Tasso”. e destinati ad alunni di scuola media superiore particolarmente interessati alle discipline scientifiche.Nel primo seminario, tenutosi nell’a. s.1976/77 a livello nazionale e finanziato dalla Regione Campania, furono trattati i temi “ Materia ed Energia. Fonti energetiche integrative:geotermica e solare” .Parteciparono al corso non solo studenti dell’Istituto Magistrale, del Liceo Tasso e di altri Istituti superiori di Salerno, ma anche alunni provenienti da Livorno, Firenze, Cassino, Avellino, Torre del Greco, Nocera Inferiore, Cava de’ Tirreni.

Nel secondo seminario, tenutosi nell’a. s. 1977/78,a carattereregionale e sempre finanziato dalla Regione Campania, fu trattato il tema “Il problema dell’alimentazione”, con l’intervento di valentissimi docenti del settore, quali il prof. Luigi Cioffi, titolare della cattedra di Fisiologia generale dell’Università di Napoli e la prof.ssa Carla Moro, docente di Scienza dell’alimentazione presso la stessa Università. Il predetto lavoro fu presentato al concorso indetto dalla Società Italiana per iI Progresso delle Scienze sul tema “Funzione della scuola nella formazione dei tecnici nel settore dell’alimentazione”. Il lavoro fu premiato a Brescia nell’Ottobre 1977 in occasione del Convegno della S.I.P.S. e pubblicato nel volume degli Atti della LIV Riunione con la seguente motivazione: “Per la mole di lavoro sperimentale svolto con il concorso degli studenti al fine di caratterizzare i principali alimenti e valutarne le peculiarità. L’attività sperimentale, di notevole efficacia didattica, suscita l’interesse degli allievi in un settore generalmente sottovalutato dall’insegnamento tradizionale. Integrano tale attività con una indagine sulle abitudini di un gruppo di studenti”

Nel quadro delle iniziative sperimentali programmate per l’a. s. 1978/79, realizzai con le mie alunne e con la partecipazione dei docenti di matematica, disegno ed educazione fisica del mio corso, un lavoro dal titolo “ Salute e ambiente:una proposta educativa nell’ambito dell’insegnamento delle Scienze” in cui venivano trattati e sviluppati gli aspetti culturali più significativi di educazione alimentare, sanitaria ed ambientale. Lo scopo era quello di tendere alla presa di coscienza di determinate problematiche ed alla acquisizione di atteggiamenti comportamentali corretti.

Il lavoro si componeva essenzialmente di tre parti: 1) la prima parte riguardava l’itinerario didattico seguito con le alunne delle classi terze nell’ambito del programma di Biologia finalizzato all’educazione sanitaria ed ambientale;

2) la seconda parte trattava dei problemi sociali che erano stati approfonditi in orario scolastico ed extrascolastico sotto la guida di docenti esperti e qualificati

(i problemi del fumo, dell’abuso dei farmaci, della carie, del sangue, dell’alcool);.

3) la terza parte riguardava un Ciclo di conversazioni sul tema”Alimenti, igiene, salute” autorizzato dal Provveditore agli studi e tenuto, in turni pomeridiani, da gruppi di alunne dell’Istituto Magistrale in nove quinte classi della scuola elementare “M. Mari” di Salerno (periodo 27 Marzo- 7 Aprile 1979).

Il lavoro di cui sopra fu presentato al concorso indetto dalla Società Italiana per il Progresso delle Scienze sul tema”Le scienze per la qualità della vita” ed ottenne il primo premio con la seguente motivazione:”Per l’attività svolta su salute e ambiente con la collaborazione tra docenti di scuole di diverso ordine e grado e le allieve di un Istituto magistrale. Notevole la mole dell’indagine e la capacità di coordinamento”. La premiazione avvenne in occasione della LV Riunione della SIPS tenutasi a Torino nel settembre 1979 e il lavoro fu pubblicato nel volume degliAtti della LV Riunione..

 

Dopo aver ripercorso sommariamente, ma molto intensamente, i vari momenti dell’esperienza vissuta come docente al “Regina Margherita” e ricordando persone, ambienti, attività ecc., riconosco di aver tratto da essa un grande profitto sia per l’esempio di umanità, competenza professionale e disponibilità a collaborare di molti miei colleghi, sia per l’entusiasmo, l’interesse e l’ impegno serio e responsabile dimostratodalle mie alunne. Con esse, infatti, ho avuto l’opportunitàdi esperimentare strategie didattiche innovative e l’uso di metodi e strumenti di lavoro particolarmente efficaci, quali l’approccio sperimentale, la didattica per progetti, l’uso sistematico del laboratorio, la costituzione di relazioni con altre scuole. Ed è per questo che, nell’esercizio della funzione svolta successivamente in qualità di Ispettore Tecnico nell’ambito della formazione dei docenti, ho fatto sempre riferimento alle molteplici e svariate esperienze realizzate con le mie care alunne dell’Istituto Magistrale “Regina Margherita” di Salerno.

 

1) Gli Atti delle Riunioni LIII, LIV e LV della Società Italiana per il Progresso delle Scienze (S.I.P.S.) sono reperibili presso la Biblioteca del “Regina Margherita”.

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