Diffida all’USR Puglia

Egregio Dr.  Inglese

in data 26 luglio 2013 la scrivente Associazione sindacale-professionale dei dirigenti scolastici DIRIGENTISCUOLA-CONFEDIR, di seguito  Di.S.Conf., Le ha formalizzato la richiesta di un incontro urgente, indirizzandola, altresì, per conoscenza, al vicedirettore generale con funzioni vicarie, dr.ssa Anna Cammalleri, e al dirigente dell’Ufficio IV dr. Corrado Nappi, preposto  alle operazioni di mobilità dei dirigenti scolastici. L’oggetto, preannunciato, riguardava le predette operazioni, pubblicate il giorno prima  con provvedimento n. 5271,  e in ordine alle quali sono risultati completamente disattesi i criteri – pure concordati nell’informazione preventiva resa il 14 giugno 2013 – in particolare su due punti qualificanti riguardanti il mutamento d’incarico previsto dall’art. 17 del CCNL dell’Area V.
Nel citato incontro del 14/06/2013 si era concordato che, il mutamento d’incarico in vigenza del primo contratto, non doveva essere accolto, fatti isalvi i casi eccezionali regolati da norme specifiche, per rispetto del principio di continuità, convenendo che un dirigente nella sede assegnata, debba permanere per l’intera vigenza del contratto, ossia per tre anni; il tutto  anche per porre fine all’abuso perpetrato negli anni precedenti con l’accoglimento di mutamenti d’incarico più volte reiterati dopo l’accoglimento, nonostante l’impegno, del richiedente, a permanere nella nuova sede per i successivi due contratti, quindi per almeno sei anni. In vigenza, però, di contratti successivi al primo e, quindi a decorrere dal quarto anno di servizio nella stessa sede, il mutamento d’incarico doveva essere accolto per evitare, almeno fino a quando la scadenza di tutti i contratti non coinciderà   nello stesso anno, al fine di evitare l’evidente danno a chi aspira ad una sede libera durante la vigenza del contratto.  Il danno per il mancato accoglimento del mutamento d’incarico, a partire dal quarto anno di permanenza nella stessa sede,  è così evidente che si è unanimemente concordato il criterio di cui sopra.
Identica ratio per il mutamento d’incarico richiesto da dirigenti costretti  a cambiare sede per effetto della razionalizzazione della rete scolastica.
Questi i due punti qualificanti concordati in sede di informativa preventiva il 14/06/2013.
Entrambi  sono stati totalmente disattesi senza alcuna motivazione.
Ne può essere accettata la motivazione “reattiva” alla condanna della S.V. da parte  della Corte dei Conti per l’abuso  perpetrato in Basilicata con la concessione di mutamenti d’incarico reiterati in più anni e alle stesse persone.  La Corte dei Conti, peraltro, non ha negato la facoltà del Direttore Generale di concedere anche il mutamento d’incarico a chi era stato già concesso l’anno precedente, purché debitamente motivato.  Il principio, tutelato e difeso dalla Corte dei Conti, non può non essere condiviso. E’ pur vero che il mutamento d’incarico è discrezionale, ma non può diventare un abuso di potere anche a sfondo clientelare come si è verificato negli anni precedenti. Dall’abuso al diniego totale!  Per l’obbligo di “motivare”  l’accoglimento?  La motivazione era ampiamente esplicitata nel criterio concordato!
La logica della vendetta, o della reazione alla decisione della Corte dei Conti,  non può essere condivisa nel modo più assoluto. Perché la colpa di un Suo abuso perpetrato in Basilicata, e censurato giustamente  dalla Corte dei conti, dovrebbe ricadere sui dirigenti della Puglia e della stessa Basilicata oltre che sulla scrivente organizzazione sindacale con la quale sono stati stabiliti criteri ben precisi e oggettivi? Perché in fase di informativa non è stato detto che non sarebbe stato accolto alcun mutamento d’incarico in vigenza di contratto spiegandone le motivazioni.
Va, inoltre, evidenziato, che con la Sua decisione ha screditato anche il suo Vicario, la Dr.ssa Anna Cammalleri delegata a presenziare all’incontro del 14 giugno u.s.

Ne è derivata, per la Di.S.Conf, una lesione della sua immagine  in termini di pregiudicata credibilità; che, avendo posto affidamento sulla correttezza dell’Amministrazione, tempestivamente aveva notiziato, e rassicurato, i propri iscritti e colleghi di quanto sembrava acquisito dal ritenuto autorevole interlocutore, dando anche notizia  sul sito regionale dell’Associazione.
Non parliamo poi del danno  ben più grave ai dirigenti che hanno richiesto il mutamento d’incarico dopo almeno quattro anni nella stessa sede.  Costoro, se alla scadenza del secondo, terzo o quarto contratto, non troveranno libera la sede richiesta, saranno costretti a permanere nella stessa sede a vita!
Per conoscere le motivazioni che potrebbero aver indotto la S.V. a non rispettare i criteri stabiliti e a ignorare totalmente l’esistenza di un ben preciso istituto contrattuale, non previsto a caso, il presidente regionale della scrivente O.S., il Prof. Francesco G. Nuzzaci, all’alba della pubblicazione del citato provvedimento,  ha immediatamente chiesto un incontro, anche se, correttezza vuole, che sarebbe stato Suo preciso dovere fornire adeguate motivazioni.

A tutt’oggi sono decorsi invano più di dieci giorni senza che, nonostante le  insistenze, si sia riusciti ad attivare un collegamento né con Lei, perché  sistematicamente assente, né con la Sua vicaria che, raggiunta telefonicamente si era impegnata a comunicare urgentemente la data dell’incontro. Cosa che non ha fatto evidentemente perché o non è riuscita a rintracciarla o non è stata autorizzata.
Neanche un fax di sollecito, inviato dallo scrivente in data 1/08/2013, ha sortito effetto. Per non parlare dell’imbarazzo  del personale della Sua Segreteria, interpellato telefonicamente,  costretto a ripetere che il Direttore non c’è da oltre due settimane!
Al di là della scortesia istituzionale, segno dei tempi, che non potrà non avere ripercussioni sui rapporti istituzionali oltre che personali,  si ravvisa qui la ricorrenza di sufficienti elementi integranti la fattispecie di comportamento antisindacale ex art. 28, legge 300/70 oltre che ipotesi di reati penalmente perseguibili.

Certamente la  materia della mobilità dei dirigenti scolastici non è oggetto di contrattazione in senso stretto. Ma se è quivi prescritta l’informazione preventiva, al cui esito chi la riceve può, e la Di.S.Conf. ha esercitato questa facoltà, avanzare delle proposte, le stesse, specie se condivise e accettate, diventano criteri che vanno rispettati e applicati. E’ pur vero che i criteri, benché condivisi e concordati, all’atto pratico potrebbero  anche essere disattesi in tutto o in parte, ma con l’obbligo di un’adeguata preventiva  motivazione.
Motivazione di cui non vi è la minima traccia, neanche come clausola di stile, nel Suo provvedimento, che, pertanto è stata palesemente arbitrario.
E’ ben evidente che, così operando, Lei ha recato, e continua a recare, un Vulnus al Sindacato, relativamente al controllo dell’esercizio dei poteri datoriali nella gestione dei rapporti di lavoro.

Del pari, Lei ha screditato il Sindacato, e continua a screditarlo, nella considerazione dei propri iscritti, riducendo ai loro occhi la sua attitudine –  la Di.S.Conf. in Puglia è  il secondo sindacato della dirigenza scolastica, per consistenza di associati –  a porsi come attendibile interlocutore della parte datoriale, pertanto limitandone, in tal modo, la capacità di diffusione e di proselitismo.
Tutto ciò nonostante, dopo averLe formulato gli auguri all’atto del Suo insediamento, era subito seguita la dichiarata disponibilità ad un costruttivo, leale confronto, inserito in un corretto sistema di relazioni sindacali, idoneo ad armonizzare i diritti e le tutele della categoria rappresentata con il miglioramento della qualità delle istituzioni scolastiche, di cui costituisce soggetto apicale.
La presente, partecipata ai soggetti  in epigrafe, vuol significare la tangibile volontà della Di.S.Conf. di iniziare ad investire tutte le sfere istituzionali per il rispetto delle proprie prerogative, cui seguiranno le opportune iniziative in sede politica e, non meno, il ricorso alla magistratura per sentirsi dichiarare il comportamento antisindacale ex art. 28 dello Statuto dei lavoratori, qualora, entro 3 giorni dal ricevimento della presente, a valere come DIFFIDA, Lei non corrisponda all’urgente richiesta d’incontro e non rettifichi il provvedimento sulla mobilità dei dirigenti scolastici per l’a.s. 2013/2014 rispettando i criteri concordati,  ovvero non alleghi le motivazioni che, in fatto, hanno vanificato il diritto all’informativa, con le conseguenti negative ricadute dianzi esplicitate.

Distinti saluti.

Il Presidente Nazionale  Di.S.Conf. Attilio Fratta