ASSEMBLEA DEI DIRIGENTI SCOLASTICI

ASSEMBLEA  DEI  DIRIGENTI  SCOLASTICI DELLA  PROVINCIA  DI  VITERBO

 

 

ALLE  OO.SS  DELLA  SCUOLA

AI  DIRIGENTI  SCOLASTICI  DELLA  PROVINCIA  DI  VITERBO

AI  DIRIGENTI  SCOLASTICI  D’ITALIA

 

I dirigenti scolastici della provincia di Viterbo, riuniti in assemblea in data 14/1/2014, esaminati gli sviluppi derivanti dal diniego espresso dall’UCB (Ufficio Centrale di Bilancio) alla stipula dei contratti integrativi regionali, relativi alla corresponsione della quota di retribuzione di posizione/risultato ai dirigenti scolastici, con conseguente riduzione stipendiale di circa 2000 €/anno,

1) esprimono il grave disagio derivante dalla predetta riduzione, che colpisce una

categoria di dirigenti già penalizzata dalla forte sperequazione retributiva rispetto alle

altre dirigenze pubbliche; su tale aspetto l’assemblea pubblicherà a breve un

documento specifico, indirizzato ai vertici ministeriali, alle OO.SS. e agli organi di

informazione;

2) rilevano come tale pesante taglio, oltre che di dubbio fondamento giuridico e

sicuramente iniquo sul piano professionale, si inscriva nelle politiche di progressiva

dismissione della scuola pubblica italiana;

3) chiedono, ai responsabili ministeriali in primis, alle OO.SS., alle associazioni

professionali etc il massimo impegno per:

– impedire la decurtazione;

– riqualificare la dirigenza scolastica all’interno di una seria politica di

riqualificazione della scuola pubblica;

– sensibilizzare l’opinione pubblica e gli organi di informazione;

4) chiedono che l’azione politico-sindacale di cui al precedente punto 3 sia caratterizzata

dal massimo spirito unitario e coinvolga tutte le sigle sindacali e associative

rappresentative della dirigenza scolastica;

5) esprimono apprezzamento per le iniziative già attivate o programmate da varie

organizzazioni, tra le quali le manifestazioni presso il MIUR e/o altre sedi istituzionali e

invitano tutti i colleghi ad aderire convintamente, indipendentemente dalle appartenenze

sindacali o associative;

6) propongono alle  OO.SS. e associazioni lo svolgimento di una assemblea nazionale

unitaria dei dirigenti scolastici, in data e sede da definire, alla quale invitare i

responsabili scuola dei partiti e esponenti governativi, per trattare la condizione della

dirigenza scolastica nel quadro delle attuali politiche scolastiche;

7) invitano i colleghi dirigenti scolastici di tutte le province d’Italia a mobilitarsi,

eventualmente convocandosi in assemblee, produrre documenti e partecipare alle

iniziative già programmate o svilupparne di proprie.

 

Viterbo 14/1/2014

I dirigenti scolastici della provincia di Viterbo

—————

Nell’ambito dell’assemblea dei DS della provincia di Viterbo, tenuta il 14 us, convocata allo scopo di contrastare i tagli al nostro stipendio, abbiamo concordato, fra le altre iniziative, anche quella di produrre una (diciamo) lettera aperta da inviare al Ministro, ai vertici ministeriali (sottosegretari, dirigenti etc) e agli organi di stampa. Dal momento che l’iniziativa risulterà tanto più efficace quanto maggiore sarà l’adesione della categoria, se condividete questa iniziativa, vi proponiamo di inviare in modo massivo la lettera riportata in coda, agli indirizzi mail che trovate qui sotto.

Vi invito anche a mandarla a giornali, TV, radio etc, nazionali e locali.

 

Per l’assemblea

Giuseppe Guastini

 

 

 

MINISTRO

 

caposegreteria.ministro@istruzione.it

 

segreteria.particolare.ministro@istruzione.it

 

segreteria.gargano@istruzione.it

 

 

SOTTOSEGRETARI

 

segreteria.galletti@istruzione.it

 

segreteria.marcorossidoria@istruzione.it

 

segreteria.toccafondi@istruzione.it 

 

 

DIRIGENTI

uffleg.capo@istruzione.it 

 

uffstampa@istruzione.it

 

segr.dip.istruzione@istruzione.it

 

dipprog.segreteria@istruzione.it

 

annarosa.cicala@istruzione.it

 

 

AL  MINISTRO  MARIA  CHIARA  CARROZZA

AI  SOTTOSEGRETARI  DI  STATO

AI  DIRIGENTI  DEL  MIUR

ALLE  OO.SS.

AGLI  ORGANI  DI  INFORMAZIONE

 

 

 

Q U E S T I    F A N T A S M I

lettera aperta dei dirigenti scolastici

 

Un fantasma si aggira per l’Italia; ma non si tratta dello spettro del manifesto e nemmeno del teatro di Eduardo. Qui fantasma sta per “invisibile”; vogliamo parlarvi di un personaggio anonimo e solitario, che tuttavia ogni mattina ingaggia la sua dura battaglia quotidiana per tenere in piedi le scuole della nostra bella Italia.

E’ chiamato “dirigente” (scolastico; DS) ma è pagato come un dipendente ed ora qualcuno ha pensato persino di ridurgli lo stipendio. Eppure nessun altro dirigente della pubblica amministrazione mette insieme competenze, responsabilità e impegni come lui; volete i numeri?

1) lavoratori alle sue “dipendenze” (il termine “dipendenze” è corretto, perché il DS, ai fini della

sicurezza è equiparato al “datore di lavoro”): mediamente fra 70 e 100 lavoratori, fra docenti,

personale amministrativo e collaboratori (trovate un altro dirigente pubblico con al seguito una

simile “cavalleria”);

2) dimensioni: mediamente tra i 700 e 1200 alunni (con le relative famiglie), non di rado

distribuiti su più edifici scolastici e più comuni (non avete minimamente idea della quotidiana

valanga di problemi gestionali, sociali, logistici, di sicurezza etc connessi con un tale

sovraccarico);

3) organi interni:

– consigli di intersezione, interclasse e di classe, per una media fra le 80 e 190 sedute ogni anno

scolastico;

– collegio dei docenti, con una media di 10-12 sedute/anno, tra attività di programmazione e

sedute formali;

– consiglio d’istituto: 10 sedute/anno;

– GLH (oggi GLI, organi dedicati all’inclusione degli alunni con bisogni educativi speciali), in

media di 20-30 sedute/anno, tra istituzionali e operative;

– etc;

4) relazioni interistituzionali con:

a) sindaci/presidenti di provincia; assessori: istruzione, servizi sociali e LL.PP.;

b) operatori socio-sanitari: in media da 2 a 7, suddivisi fra ASL e strutture convenzionate;

c) amministrazioni territoriali: INAIL, INPS, Agenzia delle entrate, Uffici scolastici territoriali

etc;

d) una lista indefinibile di associazioni, cooperative, società, enti etc;

5) materie di competenza:

a) didattiche e psicopedagogiche, docimologico-valutative e ordinamentali;

b) inclusione scolastica (L. 104/1992, Dir. M. 27/12/2012 e CC.MM. collegate);

c) igiene e sicurezza nei luoghi di lavoro (D.L.vo 81/2008), edilizie e persino impiantistiche;

d) organizzative, amministrativo-contabili, privacy, amministrazione trasparente, sindacali

(NB: il DS è parte pubblica nella contrattazione d’istituto), etc ;

e) cultura generale: praticamente illimitata, dall’Aoristo al bosone di Higgs.

E ci fermiamo qui solo per non annoiarvi troppo; aggiungiamo un solo dettaglio: stipendio tra

2.200 e 2.700 € mensili ma, per effetto degli annunciati tagli governativi, destinato a ridursi di circa 150 €.  E’ questo il ringraziamento per l’impegno ?

Ora, in rapporto alla condizione media dei lavoratori italiani (che hanno paghe tra le più basse d’Europa) a qualcuno la nostra rivendicazione potrebbe apparire non del tutto appropriata; ma, dovendo tagliare, non vi sembra più onesto guardare altrove?

Sfortunatamente i DS (dato il numero) hanno poca visibilità pubblica, non del tutto adeguata protezione sindacale e ancor meno attenzione istituzionale (avete notato come il governo abbia fatto rapidamente  – e giustamente –  marcia indietro con i tagli agli stipendi dei docenti ? Ripensamento responsabile o ripiegamento davanti ad un ostacolo troppo grande ?). L’impressione è di essere precipitati in una situazione di cannibalismo retributivo da incubo: perisca il più debole !

Confidando tuttavia che in Italia si possa alla fine ripristinare un po’ di sentimento di equità e di riconoscimento del lavoro, concedeteci per una volta di uscire dall’invisibilità e dal silenzio e di meritare la vostra attenzione e la vostra solidarietà.

E’ del tutto ovvio però che la decurtazione stipendiale non potrà che essere interpretata come una lacerazione unilaterale del rapporto di reciproca comprensione (dal lat. cum  prehendere; prendere insieme) fra il governo e la categoria.  Domanda retorica: si può governare bene la scuola avendo dichiarato guerra ai dirigenti scolastici ?