Lo sciopero dei Cobas non ferma le prove Invalsi alla primaria

da Il Sole 24 Ore

Lo sciopero dei Cobas non ferma le prove Invalsi alla primaria

di Cl. T.

Lo sciopero dei Cobas della scuola non ferma le prove Invalsi, rinviate a ieri, dopo la manifestazione unitaria dei sindacati confederali del 5 maggio. La prima giornata delle prove Invalsi nella scuola primaria è stata dedicata all’italiano. Le prove hanno coinvolto rispettivamente circa 529 e 532mila studenti delle classi II e V primaria. E la partecipazione ha sfiorato il 90%.

I dati sulla partecipazione
L’Invalsi ha reso note nel pomeriggio le percentuali di partecipazione alle prove alla primaria. Per quanto riguarda le circa 2.900 classi campione, la partecipazione è stata dell’88,43% in seconda primaria e dell’87,74% nella quinta primaria. Nelle altre classi la partecipazione è stata dell’89,22% (seconde) e dell’88,57% (quinte). Complessivamente, considerando quindi classi campione e non campione, si registra una partecipazione di 89,18% (seconde) e 88,53% (quinte). Il grado di partecipazione delle classi alla prova d’italiano per la classe II e V primaria «è tale da garantire la significatività della rilevazione sia per le classi campione sia per quelle non campione», osserva l’Invalsi che rinnova il proprio ringraziamento ai docenti, ai dirigenti e agli stessi alunni che hanno partecipato alla rilevazione.

Il 12 prove alle superiori
Secondo il calendario ridefinito in queste stesse classi oggi si svolgerà la prova di matematica. La prossima settimana (12 maggio) si svolgeranno, invece, le prove nella seconda classe delle superiori. Qui i ragazzi al termine delle prove saranno chiamati a compilare il Questionario dello Studente che negli scorsi anni è stato al centro di polemiche perché lo si accusava di ledere la privacy dei ragazzi. Ma cosa è? Si compone di una ventina di domande a carattere personale, tramite le quali si chiedono ai ragazzi alcuni dati anagrafici che, comunque, permettono di mantenere l’anonimato, di valutare la propria scuola, le lezioni, i prof e le prove stesse. In più, l’Invalsi, tramite questo strumento, prova a scavare nelle situazioni sociali, economiche e familiari dei ragazzi, con domande relative al lavoro dei genitori, alle metodologie di studio casalingo, e via dicendo. Lo studente può anche scegliere di lasciarlo in bianco.