Riforma costituzionale: i pro, i contro, le perplessità

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RIFORMA COSTITUZIONALE: i PRO, i CONTRO, le PERPLESSITA’

di Luigi Manfrecola

 

File 16-01-16, 06 21 37Come è noto, è stata data ampia e preventiva diffusione alla relazione dell’illustre giurista costituzionalista Zagrebelsky – attualmente Professore Universitario, già Presidente della Corte Costituzionale nel 2004 – pubblicata e preordinata in vista dell’intervento pubblico organizzato dal “Comitato per il NO” nel futuro referendum costituzionale sulla legge Renzi-Boschi.

La questione appare, a mio giudizio, assai delicata e complessa in quanto è indubitabile che il bicameralismo, perfetto che oggi s’intende abolire in sede legislativa, ha prodotto nei decenni scorsi dei guasti immensi rallentando l’iter di discussione e di approvazione delle leggi, fino a paralizzare e ad ostacolare seriamente la stessa attività legislativa e di governo, con conseguenze evidenti di inefficienza, lentezza, ingovernabilità.

L’eterno ping-pong dei disegni di legge (da approvarsi nel MEDESIMO TESTO) fra le due paritarie Camere (Senatori e Deputati), spesso facenti però capo a maggioranze politiche alquanto diverse fra loro, si è rivelata una iattura nei tempi frenetici che viviamo, scanditi dai ritmi inquieti d’una società “mutante”: globalizzata , velocizzata,tecnologizzata e travolta da una mondializzazione dei processi di crescita e di trasformazione, favoriti e regolati dal virus delle tecnologie e della competitività.

Alla luce delle esperienze devastanti delle Dittature che avevano segnato i destini italiani e tedeschi,i nostri Padri Costituenti avevano inteso esorcizzare, attraverso il bicameralismo, i rischi connessi allo strapotere eventuale di un Governo che divenisse capace di controllare assai facilmente il braccio legislativo, ponendo proprio nel confronto obbligato fra le due Camere la garanzia di una più seria riflessione e di un assiduo e ponderato dibattito.

Era fin da allora evidente che ciò avrebbe comportato una certa lentezza nel processo di legiferazione, sottraendo al Governo la possibilità di presentare e di vedere approvati rapidamente i disegni di Legge che ne contraddistinguono e qualificano -in presupposto- l’attività.

C’è da chiedersi se quelle preoccupazioni di allora fossero ingiustificate e se restano tali ancora oggi. C’è da chiedersi se il DECISIONISMO del Potere Esecutivo sia ormai necessario, quali rischi esso comporti, se sia comunque preferibile alla palude dell’immobilismo….

E’ dalle riposte fornite a tale dilemma che può discendere un eventuale consenso o, viceversa, un rifiuto da opporre alla prossima riforma costituzionale Renziana. Tuttavia non dubitiamo delle “buone intenzioni” del ragazzotto, convintamente devoto allo “Spirito dei Tempi”. Troppe perplessità e molte inquietudini tuttavia in me solleva questo cosiddetto “Spirito dei Tempi”, in altri termini -e senza voler scomodare Hegel- questa egoistica Cultura che contraddistingue la nostra Epoca e che diviene una vera e propria connotazione antropologica, capace di testimoniare quasi una mutazione genetica delle ultime generazioni.

A questo punto ritengo doveroso testimoniare il mio totale accordo con Zagrebelsky, riprendendo sinteticamente i termini dell’analisi da Lui effettuata e della quale abbiamo detto in precedenza. A tale sintesi siamo spinti da una preoccupazione : che la pregevolissima ed approfondita fattura del testo, pubblicato e reperibile anche in Internet, configuri una lettura troppo impegnativa (anche per la sua lunghezza) per li grosso pubblico dei lettori che, quindi, rischia di non seguire fino in fondo l’analisi.

Pertanto, intendiamo sottolineare e ribadire i punti focali di un ragionamento, quello di Zagrebelsky, che riteniamo ineccepibile Vero è che abbiamo visto trasformarsi ” la DEMOCRAZIA parlamentare in uno STRANO REGIME TECNOCRATICO-OLIGARCHICO”.

Vero è che “I TECNICI ne OCCUPANO lo spazio nei posti-chiave, cioè nei luoghi delle DECISIONI IN MATERIA ECONOMICA, oggi prevalentemente nella versione della FINANZA”.

Vero è “Che I PARTITI siano a loro volta ridotti come li vediamo, a SGABELLI per l’ascesa alle cariche di governo e poi a intralci da tenere sotto la frusta del capo”.

Vero è “che i DIRITTI dei lavoratori siano SOTTOPOSTI e condizionati alle esigenze delle IMPRESE.” Vero è “che la Costituzione è stata sostituita da UN REGIME GUIDATO DALL’ALTO.”

Vero è che ogni tentativo di riscatto è ostacolato dalla PRESSIONE PROVENIENTE DA fuori (istituzioni europee, fondo monetario internazionale, grandi fondi d’investimento).

Vero è che il must della “CONCORRENZA induce alla SPREMITURA DEGLI ESSERI UMANI, DEI DIRITTI DEI PIÙ DEBOLI e delle risorse naturali ”

Vero è che assistiamo da anni ad ” un processo di SNATURAMENTO DELLA DEMOCRAZIA”. ED ALLORA ????? NON ESISTE IL SERIO RISCHIO CHE I GOVERNANTI ATTUALI E FUTURI, INTERPRETI CONVINTI DELLO “SPIRITO DEI TEMPI” E PORTATORI SANI (?) DEL VIRUS DELLA CULTURA MERITOCRATICA – INCONSAPEVOMENTE CLASSISTA PER SUA INTIMA NATURA – INTEPRETINO AL PEGGIO, ED A DANNO DEL POPOLO, IL MANDATO DI GOVERNO CHE SARA’ LORO AFFIDATO, SENZA PIU’ DOVERSI SOTTOPORRE AD OCCASIONI VALIDE DI CONFRONTO E DI DIBATTITO???? IL DECISIONISMO E’ COSA ASSAI BELLA , MA A CONDIZIONE CHE LE DECISIONI PRESE SIANO ASSUNTE ALLA LUCE DEL PRINCIPIO DEL PUBBLICO INTERESSE : UN “PUBBLICO” INTERESSE CHE NON PUO’ E NON DEVE COINCIDERE CON IL SOLO VANTAGGIO DEI POCHI, COME STA SEMPRE PIU’ AVVENENDO DA ANNI………..

Se questo è vero, come è vero, perfino un principio sacrosanto sulla carta , come quello della agile “governabilità”, può rivelarsi un boomerang e non per caso si dice che “l’inferno è lastricato di buone intenzioni”.