Scuola e inclusione

Scuola e inclusione: non tutti gli alunni con disabilità sono in classe come i loro compagni. Dove sono le pari opportunità? L’indignazione delle famiglie: l’appello dell’ABC “bisogna cambiare prospettiva”

A cura di Francesca Palmas – Responsabile Scuola Associazione Bambini Cerebrolesi, membro Consulta associazioni Osservatorio MIUR sull’inclusione scolastica

Lo zaino è pronto, quaderni, diario, pennarelli, pastelli, comunicatore, penne, schede per la comunicazione, matite, tavoletta con le lettere, il grembiule stirato appeso nell’appendiabiti lìnell’armadio “Mamma perché non posso ancora andare a scuola? I miei compagni stanno già sui banchi da una settimana. Perché non mi vogliono?” Per una mamma e un papà è difficile rispondere a queste domande, domande dei tanti studenti con disabilità che ancora ad oggi sono costretti a restare a casa perché la Scuola ancora non è in grado di accoglierli….Perché?

La campanella è suonata per alcuni il 12 settembre, per altri il 14 settembre ma in alcune Scuole ancora l’insegnante di sostegno non è stato nominato; l’educatore per autonomia e la comunicazione non è stato assegnato; non tutti i collaboratori scolastici vogliono prestare assistenza igienica. La continuità didattica ed educativa con le nuove nomine è saltata. E gli insegnanti curricolari? Non sono abbastanza formati. Tutte condizioni queste che, se non garantite, impediscono di fatto la stessa frequenza scolastica degli alunni con disabilità. Ancora una volta discriminati. Ancora una volta non inclusi. Ancora una volta cittadini di serie A e cittadini di serie B.

Ma nel nostro Paese il diritto allo studio è uguale per tutti. Ma nel nostro Paese l’inclusione è garantita e gli alunni con disabilità e gli alunni con bisogni educativi speciali frequentano le scuole di ogni ordine e grado insieme ai loro compagni, così detti, normodotati.

Eppure la programmazione scolastica prevede un certo iter che non lascerebbe spazio ai disservizi cui stiamo assistendo in questi giorni; fa male leggere gli articoli  dei tanti fatti di “mala scuola” sui quotidiani e sui portali di tutto il territorio nazionale; la situazione è similare anche varie regioni, dalla Sicilia, la Campania, la Lombardia, la Sardegna, stiamo raccogliendo i dati  e le segnalazioni sui disservizi in tutto il territorio per rivolgere un appello ancora più forte al Ministero e al Governo tutto, una denuncia e una richiesta di attenzione forte e concreta alla Scuola, quella Buona Scuola che vogliamo per tutti i nostri ragazzi, tutti nessuno escluso. Finchè anche a solo uno degli studenti con una qualsiasi difficoltà sarà impedito di frequentare la scuola al pari degli altri avremmo fallito tutti, non avremmo raggiunto l’obiettivo. E forse non riusciremo a raggiungerlo pienamente senza un cambio di prospettiva. Ricordate l’imperativo del Prof. Keating nel film “L’attimo fuggente”? ‘ O capitano mio capitano!’ e su in piedi sul banco, per “vedere” tutto con una profondità più alta, più completa. Quella che dovremmo noi tutti assumere a partire da chi il sistema scolastico lo governa, ovvero quella di mettere al centro “in alto” l’alunno. E da qui ripartire per costruire davvero insieme una Scuola in grado di accogliere e valorizzare tutti, salvaguardando le differenze e garantendo a tutti pari opportunità per poter permettere a ciascuno di formarsi ed esprimere completamente se stesso.

Alla recente V Conferenza Nazionale sulle Politiche della Disabilità, tenutasi a Firenze il 16 e 17 settembre , alla quale era presente anche l’ABC, da tutto il movimento delle persone con disabilità del quale facciamo parte, insieme agli organismi di Governo, sono emerse alcune istanze strategiche per l’attuazione di politiche inclusive, l’appello alla personalizzazione degli interventi e al diritto all’inclusione nella società, diritto che nasce e matura a partire dalla Scuola, preziosa risorsa e alleata delle famiglie nel loro compito naturale di cura dei propri figli con disabilità.

Come rispondere alle emergenze adesso: le soluzioni alle criticità sopraesposte ci sono, per quanto riguarda gli insegnanti di sostegno non ancora nominati per esempio, i Dirigenti Scolastici qualora non abbiano già provveduto hanno tutti i mezzi per provvedere alla copertura dei posti di sostegno nei propri istituti scolastici.  Ci appelliamo alle Istituzioni preposte per un immediato intervento e ripristino dei livelli essenziali del diritto allo studio, affinché tutti gli alunni siano da domani in classe, non vogliamo essere costretti a rivolgerci ai tribunali sia civili che penali.