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Decreto Direttoriale 28 gennaio 2015, n. 209

Proroga dei termini delle attività progettuali per gli interventi a valere sull’Avviso 274 del 15 febbraio 2013

Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca
Dipartimento per la Formazione Superiore e la Ricerca

IL CAPO DIPARTIMENTO

VISTO il D.D. 274 del 15 febbraio 2013 relativo all’Avviso per il potenziamento delle strutture e delle dotazioni scientifiche e tecnologiche delle Università, degli Enti Pubblici di Ricerca e degli Organismi di Ricerca delle Regioni della Convergenza (Campania, Puglia, Calabria, Sicilia);

VISTI i n. 3 progetti finanziati ai sensi del predetto Avviso e in particolare: “GARR-X Progress – Infrastruttura Digitale per promuovere Ricerca, Istruzione e Competitività nel Sud” codice identificativo progetto PAC01_00003, “EMSO-MedIT Potenziamento delle infrastrutture multidisciplinari di ricerca marina in Sicilia, Campania e Puglia quale contributo alla ESFRI EMSO” codice identificativo progetto PAC01_00044, “MITO – Informazioni Multimediali per Oggetti Territoriali” codice identificativo progetto PAC01_00119;

CONSIDERATO che l’articolo 4, comma 4, del predetto Avviso fissa al 30 marzo 2015 il termine per la conclusione delle attività progettuali e al 30 giugno 2015 il termine per la rendicontazione finale delle spese sostenute;

VISTE le motivate richieste di proroga pervenute, Prott. MIUR n. 26771 del 18 novembre 2014, n. 29477 del 12 dicembre 2014 e successiva istanza Prot. GARR n. U/13-15/CG del 09 gennaio 2015, presentate da “Consortium GARR”, Soggetto Attuatore del progetto PAC01_00003, resesi necessarie per assicurare una più ampia diffusione dell’intervento di Potenziamento strutturale presso gli Istituti Scolastici;

VISTA la motivata richiesta di proroga pervenuta, Prot. MIUR n. 28290 del 01 dicembre 2014, presentata da “INGV – Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia”, “CNR – Consiglio Nazionale delle Ricerche”, “ISPRA – Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca dell’Ambiente”, “Stazione Zoologica Anton Dohrn”, “INFN – Istituto Nazionale di Fisica Nucleare”, Soggetti Attuatori del progetto PAC01_00044, resasi necessaria a causa delle difficoltà intervenute nell’attuazione del progetto, con particolare riferimento alla realizzazione delle opere edili previste;

VISTE le motivate richieste di proroga pervenute, Prott. MIUR n. 10961 del 14 maggio 2014 e n. 12322 del 30 maggio 2014, presentata da “Università degli Studi di Napoli Federico II”, “Università degli Studi Suor Orsola Benincasa”, “Università degli Studi di Napoli Parthenope”, “Politecnico di Bari”, “Seconda Università degli Studi di Napoli”, “ISPRA – Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca dell’Ambiente”, “Università degli Studi di Palermo”, “Università degli Studi di Salerno”, Soggetti Attuatori del progetto PAC01_00119, resesi necessarie a causa delle difficoltà intervenute nell’attuazione del progetto, con particolare riferimento alle tempistiche burocratiche imposte dalle procedure amministrative degli Atenei;

ACQUISITO l’avviso positivo con nota MIUR Prot. n. 1312 del 20 gennaio 2015 dell’Autorità Responsabile del PAC in ordine alla legittimità del presente atto;

CONSIDERATO il Piano di Azione Coesione – PAC Ricerca, adottato dal MIUR in attuazione della Delibera CIPE 1/2011 ed i termini di eleggibilità della spesa, così come desunti dal vigente cronoprogramma, la cui scadenza risulta fissata al 31 dicembre 2017;

CONSIDERATA l’esigenza di provvedere alla proroga del termine fissato nel richiamato DD n. 274 del 15 febbraio 2013 al fine di consentire ai soggetti attuatori di portare a termine le procedure amministrative e garantire la completa attuazione delle attività progettuali;

tutto quanto premesso e considerato;

DECRETA

ART. 1

Al fine di consentire il più completo utilizzo delle risorse all’uopo destinate, il termine per la conclusione delle attività progettuali, di cui all’articolo 4, comma 4, del Decreto Direttoriale del Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca n. 274 del 15 febbraio 2013 è prorogato al 30 giugno 2015. Conseguentemente, i termini per la presentazione delle rendicontazioni finali di spesa sono prorogati al 30 settembre 2015.

Roma, 28 gennaio 2015

Il Capo Dipartimento
(Prof. Marco Mancini)

Decreto Direttoriale 7 gennaio 2015, n. 1

DIPARTIMENTO PER LA FORMAZIONE SUPERIORE E PER LA RICERCA
Direzione Generale per il Coordinamento, la Promozione e la Valorizzazione della Ricerca

DIPARTIMENTO PER LO SVILUPPO E LA COESIONE ECONOMICA
Direzione Generale per gli incentivi alle imprese

 

IL DIRETTORE GENERALE PER IL COORDINAMENTO, LA PROMOZIONE E LA VALORIZZAZIONE DELLA RICERCA
E
IL DIRETTORE GENERALE PER GLI INCENTIVI ALLE IMPRESE

VISTO il D.D. n. 437 del 13 marzo 2013 (“Avviso”) con cui, nel quadro dell’azione di sostegno all’innovazione attraverso la domanda pubblica prevista dal PAC, il MIUR e il MISE (“Ministeri”) hanno avviato, all’interno dei Territori della Convergenza, una rilevazione dei Fabbisogni di innovazione nei servizi di interesse generale attualmente non soddisfatti, anche parzialmente, da soluzioni tecnologiche e/o organizzative già presenti sul mercato, al fine di adottare successivamente azioni mirate di promozione e valorizzazione della Ricerca e Sviluppo, attraverso il meccanismo della domanda pubblica pre-commerciale, anche coinvolgendo come soggetti “pilota” le amministrazioni pubbliche che hanno manifestato i fabbisogni stessi;

VISTO il D.D. prot. MISE n. 3534 del 22 novembre 2013, con il quale è stata nominata la Commissione di Valutazione composta da membri interni ai Ministeri e da esperti indipendenti;

CONSIDERATO che la predetta Commissione ha proceduto ad una valutazione comparativa di merito delle proposte dichiarate ammissibili mediante l’attribuzione a ciascuna di un punteggio sulla base dei criteri stabiliti dall’art. 6, comma 1 dell’Avviso;

VISTO il Decreto Direttoriale Interministeriale MIUR-MISE prot. MIUR 3304 del 24 ottobre 2014 con cui sono stati approvati gli esiti della valutazione compiuta dalla predetta Commissione sulle Manifestazioni di interesse ammissibili. In particolare, 42 Manifestazioni di Interesse risultano idonee ai fini dell’allocazione delle risorse finanziarie del PAC;

VISTO l’art. 1, comma 3 del predetto Decreto prot. 3304 che prevede l’adozione di un apposito provvedimento per la ripartizione, tra i due Ministeri, delle predette 42 Manifestazioni, ai fini dell’indizione della fase di domanda pubblica ex art. 7 dell’Avviso e della successiva attivazione da parte dei Ministeri in qualità di stazioni appaltanti, delle procedure di Appalto Pre-Commerciale – nei limiti delle risorse finanziarie disponibili, secondo l’ordine di posizionamento in graduatoria – per quei fabbisogni di innovazione per i quali, a seguito delle procedure di dialogo tecnico, emerga l’impossibilità di reperire soluzioni di stato dell’arte;

RITENUTO pertanto di dover procedere alla predetta ripartizione delle Manifestazioni di Interesse approvate tra i Ministeri ai fini dell’indizione della fase di domanda pubblica ex art. 7 dell’Avviso;

 

DECRETANO

 

ART. 1

  • 1. Le 42 Manifestazioni di Interesse, risultate idonee ai fini dell’allocazione delle risorse finanziarie del PAC con D.D. prot. MIUR 3304 del 24 ottobre 2014, sono ripartite tra i due Ministeri come da tabelle allegate al presente Decreto (Allegato 1 – Tabelle di ripartizione MIUR e MISE), parte integrante e sostanziale dello stesso.
  • 2. A seguito di tale ripartizione entrambi i Ministeri, per le Manifestazioni assegnate, dovranno dare seguito alla indizione della fase di domanda pubblica di cui allart. 7 dell’Avviso.
  • 3. Il presente Decreto e il relativo allegato saranno pubblicati sui siti internet del MIUR e del MISE nonché sul sito del Programma Operativo Nazionale “Ricerca e Competitività ” 2007-2013 (PON “R&C”).
Roma, 7 gennaio 2015
IL DIRETTORE GENERALE PER IL COORDINAMENTO, LA PROMOZIONE E LA VALORIZZAZIONE DELLA RICERCA

f.to Dott. Vincenzo DI FELICE

IL DIRETTORE GENERALE PER GLI INCENTIVI ALLE IMPRESE
f.to Dott. Carlo SAPPINO

Allegato

Decreto Ministeriale 29 dicembre 2014 n. 975

Decreto Ministeriale 29 dicembre 2014 n. 975
in Gazzetta Ufficiale 2 marzo 2015, n. 50

Programma per reclutamento di giovani ricercatori “Rita Levi Montalcini”

 

Il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca

VISTO il Cap. 1694 dello stato di previsione della spesa di questo Ministero per l’esercizio finanziario 2014 destinato al funzionamento delle Università e dei Consorzi Interuniversitari;
VISTO il D.M. n. 815 del 4 novembre 2014 relativo ai criteri per la ripartizione del fondo di finanziamento ordinario delle università per l’anno 2014,  registrato alla Corte dei Conti il 4 dicembre 2014, foglio 5343;
VISTO in particolare l’art. 6 del predetto  D.M.  n. 815 del 4 novembre 2014  con il quale vengono destinati € 5.000.000 per la prosecuzione del programma denominato “Programma per giovani ricercatori “Rita Levi Montalcini” a favore di giovani studiosi ed esperti italiani e stranieri, in possesso di titolo di dottore di ricerca o equivalente da non più di 6 anni e impegnati stabilmente  all’estero in attività di ricerca o didattica da almeno un triennio, finalizzato alla realizzazione di programmi di ricerca autonomamente proposti presso Università italiane, attraverso la stipula di contratti ai sensi dell’art. 24, comma 3, lettera b), legge 30 dicembre 2010, n. 240, sulla base di criteri e modalità stabiliti con decreto del Ministro;
CONSIDERATO che con il termine “stabilmente” si fa riferimento ad un impegno attivo, possibilmente continuativo di almeno 30 mesi nell’arco del triennio;
VISTA la legge 30 dicembre 2010, n. 240, recante norme in materia di organizzazione delle università, di personale accademico e reclutamento, nonché delega al Governo per incentivare la qualità e l’efficienza del sistema universitario;
VISTO l’art. 24, comma 2, lettera b) e comma 3 lettera b) della predetta legge n. 240 del 2010, che prevede la possibilità di stipulare contratti di lavoro subordinato a tempo determinato di durata triennale non rinnovabili, con possessori del titolo di dottore di ricerca o titolo equivalente, ovvero per i settori interessati, del diploma di specializzazione medica che hanno usufruito, per almeno tre anni anche non consecutivi, di assegni di ricerca ai sensi dell’articolo 51, comma 6, della legge 27 dicembre 1997, n. 449, e successive modificazioni, o di borse post-dottorato ai sensi dell’articolo 4 della legge 30 novembre 1989, n. 398, ovvero di analoghi contratti, assegni o borse in atenei stranieri.
VISTO l’art. 24, comma 8, della medesima legge n. 240 del 2010, il quale prevede che il trattamento economico spettante per i contratti  di cui al comma 3, lettera b) del medesimo articolo è pari al trattamento iniziale del ricercatore confermato a tempo pieno elevato fino a un massimo del 30 per cento;
VISTO l’articolo 24, comma 5, della medesima legge n. 240 del 2010, ai sensi del quale, “nell’ambito delle risorse disponibili per la programmazione, nel terzo anno di contratto di cui al comma 3, lettera b), l’università valuta il titolare del contratto stesso, che abbia conseguito l’abilitazione scientifica di cui all’articolo 16, ai fini della chiamata nel ruolo di professore associato, ai sensi dell’articolo 18, comma 1, lettera e). In caso di esito positivo della valutazione, il titolare del contratto, alla scadenza dello stesso, è inquadrato nel ruolo dei professori associati. La valutazione si svolge in conformità agli standard qualitativi riconosciuti a livello internazionale individuati con apposito regolamento di ateneo nell’ambito dei criteri fissati con decreto del Ministro”;
VISTO l’art. 29, comma 7, della medesima legge n. 240 del 2010, che, modificando l’articolo 1, comma 9, della legge n. 230 del 2005, attribuisce al Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, il potere di identificare, sentiti l’Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca ed il Consiglio universitario nazionale, i programmi di ricerca di alta  qualificazione, finanziati dall’Unione europea o dal Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca, i cui vincitori possono essere destinatari di chiamata diretta per la copertura di posti di professore ordinario e associato e di ricercatore  a tempo determinato da parte delle università;
VISTI i pareri dell’Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca, e del Consiglio universitario nazionale, limitatamente alle disposizioni relative al reclutamento di giovani ricercatori del “Programma per giovani ricercatori “Rita Levi Montalcini” attuative del  predetto art. 29, comma 7, della legge n. 240 del 2010;
RITENUTA la necessità di dettare disposizioni in merito alle modalità di presentazione delle domande, alla selezione delle proposte ed alla erogazione delle risorse a disposizione ai sensi dell’art. 6  del predetto D.M.  n. 815 del 4 novembre 2014;

DECRETA

ART. 1

Il programma per il reclutamento di giovani ricercatori a tempo determinato di cui all’art. 6 del D.M.  n. 815 del 4 novembre 2014,  si rivolge a studiosi  di ogni nazionalità, in possesso del titolo di dottore di ricerca o equivalente conseguito successivamente al 31 ottobre 2008 e che risultino continuativamente e stabilmente impegnati all’estero da almeno un triennio in attività didattica o di  ricerca presso qualificate istituzioni universitarie o di ricerca. I servizi prestati all’estero in ragione di borse di studio o di finanziamenti ottenuti in Italia non sono computabili ai fini della maturazione del triennio di attività di ricerca o di didattica svolto all’estero. Nel corso del triennio di servizio all’estero, gli studiosi non devono aver ricoperto alcuna posizione (ricercatori a tempo determinato che hanno svolto prolungati periodi di ricerca e/o didattica all’estero, assegnisti, contrattisti, dottorandi anche iscritti a corsi di dottorato in co-tutela con università e centri di ricerca stranieri, titolari di borse di studio) presso enti/istituzioni universitarie e non, nel territorio dello Stato Italiano. Gli studiosi dovranno aver conseguito il titolo di dottore di ricerca o titolo equivalente entro il 31 ottobre 2011, in modo che nel triennio siano comprese attività didattiche e/o di ricerca post-dottorale non finalizzate al solo conseguimento del  dottorato di ricerca o titolo equivalente.

ART.2

A valere sulle disponibilità di cui all’art.6 del  D.M.  n. 815 del 4 novembre 2014,  vengono banditi 24 posti da ricercatore a tempo determinato ai sensi dell’articolo 24, comma 3, lettera b) della legge 30 dicembre 2010, n. 240.

ART.3

Le domande dovranno essere presentate con riferimento alle Università che hanno dichiarato la disponibilità a partecipare al bando, esclusivamente per via telematica, utilizzando l’apposito sito web MIUR-CINECA (http://cervelli.cineca.it), entro e non oltre trenta giorni dalla data di pubblicazione del presente decreto sulla Gazzetta Ufficiale. La domanda deve contenere tassativamente:

  • – il curriculum vitae dell’interessato;
  • – l’elenco delle pubblicazioni scientifiche e allegata una pubblicazione realizzata nell’ultimo triennio;
  • – l’autocertificazione di stabile permanenza all’estero, con impegno in attività didattiche o di ricerca, da almeno un triennio alla data di scadenza delle domande e con interruzioni massime complessive di non oltre sei mesi;
  • – il programma di ricerca, che dovrà specificare: il contesto in cui la ricerca si inserisce, la metodologia prevista, i risultati che si intendono conseguire e l’articolazione in fasi; i costi della ricerca che dovranno essere direttamente correlati all’attività dello studioso nella sede di svolgimento del contratto;
  • – il nominativo e l’indirizzo di posta elettronica di due esperti stranieri ai quali verranno richieste due lettere di presentazione confidenziali;
  • – l’indicazione, in ordine di preferenza, di cinque università statali tra quelle che hanno dichiarato la propria disponibilità ad accogliere ricercatori del presente bando, ivi compresi gli  istituti ad ordinamento speciale, presso le quali il candidato intende svolgere l’attività di ricerca. L’elenco delle sedi è portato a conoscenza del Comitato di cui all’art. 4 una volta completata la graduatoria finale di merito.

ART. 4

La selezione delle proposte è affidata ad un Comitato composto dal Presidente della Conferenza dei Rettori delle Università Italiane e da quattro studiosi di alta qualificazione scientifica in ambito internazionale, nominati dal Ministro, con il compito di esprimere motivati pareri sulla qualificazione scientifica dei candidati e sulla valenza scientifica dei progetti di ricerca.  Il Comitato valuta le domande avvalendosi, ove necessario, di revisori anonimi competenti in materia.  Al termine della fase di valutazione il Comitato ordina, secondo liste di priorità, una per macro-area, tutte le domande valutate positivamente e propone al Ministero quelle da finanziare in relazione allo stanziamento disponibile.
Le liste di priorità e il risultante elenco dei  24 vincitori sono approvate  dal Ministro e pubblicate sul sito del Ministero. Successivamente, il Ministero prende contatto con i vincitori per l’accettazione che deve avvenire entro  15 giorni e successivamente con le istituzioni, tenuto conto dell’ordine di preferenza indicato dai candidati selezionati.
Queste ultime, entro 45 giorni, devono inviare al Ministero la delibera del Consiglio di Amministrazione contenente l’impegno alla stipula del contratto ai sensi dell’articolo 24, comma 3) lettera b) della legge 240 del 2010 e l’attestazione dell’impegno del Dipartimento a fornire adeguate strutture di accoglienza e di supporto, ovvero la dichiarazione che non intendono accogliere la richiesta.
I vincitori stipulano il contratto e prendono servizio presso l’ateneo entro gli otto mesi successivi all’assunzione della delibera del Consiglio di Amministrazione.
In caso di mancata accettazione del contratto o mancata presa di servizio da parte del vincitore nei tempi previsti, nonché in caso di non accettazione da parte di tutte le cinque università statali indicate dal vincitore in ordine di preferenza in sede di presentazione della domanda lo stesso è dichiarato decaduto. In tal caso la graduatoria può essere utilizzata a scorrimento entro i 12 mesi successivi dalla pubblicazione della stessa sul sito del Ministero.
Il Ministero provvede altresì al finanziamento del costo ritenuto ammissibile per l’esecuzione del programma di ricerca, che non potrà comprendere oneri relativi  all’utilizzo di personale esterno.
Il contratto stipulato con l’ateneo disciplina l’impegno esclusivo ed a tempo pieno del ricercatore presso l’università ai sensi della legge n. 240 del 2010 di cui alle premesse.

ART. 5

Il Ministero, successivamente alla stipula del contratto, provvede al trasferimento all’università dell’intero ammontare dell’importo accordato per l’esecuzione dell’attività di ricerca e per la corresponsione del trattamento economico onnicomprensivo determinato in misura pari al 120 per cento del trattamento iniziale spettante al ricercatore confermato a tempo pieno attribuito all’interessato ai sensi dell’art. 24, comma 8, della legge n. 240 del 2010. In caso di risoluzione anticipata del contratto, il Ministero provvederà al recupero dell’importo residuo non utilizzato a valere sul fondo di finanziamento ordinario dell’università.
ART. 6

Non oltre 90 giorni prima della scadenza di ciascun anno di durata del contratto il ricercatore presenta al Dipartimento dell’università presso cui svolge la propria attività una dettagliata relazione sull’attività di ricerca svolta nel periodo di riferimento e, al termine della durata complessiva del contratto, una relazione finale. La predetta relazione finale, unitamente al parere espresso dal dipartimento, è trasmessa al Ministero entro 30 giorni. Al termine del contratto il dipartimento è inoltre tenuto a presentare al Ministero il rendiconto finanziario del progetto.
Inoltre, ai sensi di quanto previsto dall’art. 24, comma 5, della legge n. 240 del 2010,  nell’ambito delle risorse disponibili per la programmazione, l’università valuta il titolare del contratto stesso che abbia conseguito l’abilitazione scientifica di cui all’articolo 16 della legge 240 del 2010, ai fini della chiamata nel ruolo di professore associato, ai sensi dell’articolo 18, comma 1, lettera e), della medesima legge. In caso di esito positivo della valutazione, il titolare del contratto, alla scadenza dello stesso, può essere inquadrato nel ruolo dei professori associati. La valutazione si svolge in conformità agli standard qualitativi riconosciuti a livello internazionale individuati con apposito regolamento di ateneo nell’ambito dei criteri fissati con decreto del Ministro.

ART. 7

Per il funzionamento del  Comitato di cui all’art.4, non sono previsti oneri a carico del bilancio di previsione del Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca.

Il presente decreto sarà trasmesso alla Corte dei Conti per il controllo preventivo di legittimità e al competente ufficio per il controllo preventivo di regolarità contabile, nonché pubblicato in Gazzetta Ufficiale.

Registrato alla Corte del Conti il 10/02/2015 – Foglio n.536
Roma, 29 dicembre 2014

IL MINISTRO
f.to Prof.ssa Stefania Giannini

Decreto Ministeriale 29 dicembre 2014, n. 976

Il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca

VISTO il decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300 e successive modificazioni;

VISTO il decreto-legge 9 maggio 2003 n. 105, convertito dalla legge 11 luglio 2003 n. 170, nel seguito denominata legge, con la quale è stato istituito il “fondo per il sostegno dei giovani e favorire la mobilità degli studenti”, di seguito denominato FGMS, da ripartire tra gli Atenei in base a criteri e modalità determinati con decreto del Ministro, sentiti la CRUI e il CNSU per il perseguimento dei seguenti obiettivi indicati all’art. 1, c. 1, lett. a), b), c), d), e):

“sostegno alla mobilità internazionale degli studenti, anche nell’ambito del programma di mobilità dell’Unione europea Socrates-Erasmus, mediante l’erogazione di borse di studio integrative”;
“assegnazione agli studenti capaci e meritevoli, iscritti ai corsi di laurea (magistrale), delle scuole di specializzazione per le professioni forensi, … e ai corsi di dottorato di ricerca, di assegni per l’incentivazione delle attività di tutorato di cui all’articolo 13 della legge 19 novembre 1990, n. 341, nonché per le attività didattico-integrative, propedeutiche e di recupero”;
“promozione di corsi di dottorato di ricerca, inseriti in reti nazionali ed internazionali di collaborazione interuniversitaria, coerenti con le linee strategiche del Programma nazionale per la ricerca (PNR) di cui all’articolo 1 del decreto legislativo 5 giugno 1998, n. 204”;
“finanziamento di assegni di ricerca di cui all’articolo 51, comma 6, della legge 27 dicembre 1997, n. 449”;
“incentivazione per le iscrizioni a corsi di studio inerenti ad aree disciplinari di particolare interesse nazionale e comunitario”;
VISTO il decreto ministeriale 23 ottobre 2003, n. 198 e s.m.i., con il quale sono stati definiti criteri e modalità per la ripartizione del predetto fondo a decorrere dall’anno 2003;

VISTO il decreto ministeriale 22 ottobre 2004, n. 270, con il quale è stato approvato il regolamento concernente l’autonomia didattica degli atenei, in sostituzione del decreto ministeriale 3 novembre 1999, n. 509;

VISTO l’art. 1-ter del decreto legge 31 gennaio 2005, n. 7, convertito nella legge 31 marzo 2005, n. 43, relativo alla programmazione triennale degli Atenei;
VISTO l’art. 2, commi 138-142, del decreto legge 3 ottobre 2006, n. 262, convertito dalla legge 24 novembre 2006, n. 286 e il d.p.r. 1 febbraio 2010, n. 76, relativi all’istituzione e ai compiti dell’Agenzia nazionale per la valutazione del sistema universitario (ANVUR);

VISTO l’art. 2, commi 122 e 123, della legge 23 dicembre 2009, n. 191, relativi, in particolare, al finanziamento statale, rispettivamente, dell’Università degli studi di Trento e della Libera Università di Bolzano;

CONSIDERATO che in attuazione della predetta normativa gli importi assegnati alla Libera Università di Bolzano devono essere accantonati e resi indisponibili sui relativi capitoli del Bilancio dello Stato entro il termine dell’esercizio di competenza;

VISTO l’art. 60, c. 1, del decreto legge 21 giugno 2013, n. 69, convertito dalla legge 9 agosto 2013, n. 98, il quale prevede, fra l’altro, che “a decorrere dall’esercizio finanziario 2014 i mezzi finanziari destinati dallo Stato .…. per le finalità di cui all’articolo 1, comma 1, del decreto-legge 9 maggio 2003, n. 105, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 luglio 2003, n. 170, concernente il FGMS… confluisce, per la quota di rispettiva competenza, calcolata sulla base delle assegnazioni relative al triennio 2010-2012, rispettivamente nel Fondo per il finanziamento ordinario delle università statali (cap. 1694) e nel contributo statale, erogato ai sensi della legge 29 luglio 1991, n. 243, alle università non statali legalmente riconosciute (cap. 1692)”;

RITENUTA la necessità, alla luce delle rilevanti modifiche del predetto quadro normativo, di rideterminare criteri e modalità per la ripartizione del FGMS a decorrere dall’esercizio finanziario 2014;

CONSIDERATO che è, allo stato, in corso di definizione il PNR in relazione al quale dovranno essere definiti i nuovi settori strategici della ricerca, nel cui ambito vanno individuati i dottorati di ricerca di cui alla lett c) della legge;

RITENUTO che il sostegno per gli assegni di ricerca di cui alla lett d) della legge debba essere individuato nell’ambito dei medesimi settori strategici per la ricerca del PNR;

RITENUTO altresì che in relazione alla ridotta entità delle risorse disponibili sia prioritario finalizzare le stesse al sostegno degli interventi di cui alle lett. a), b), ed e) della legge;

CONSIDERATO che, nelle more della definizione del PNR, le risorse per il dottorato e per gli assegni di ricerca possono essere comunque assicurate nell’ambito di quelle destinate per le borse di studio post laurea ai sensi dell’art. 1 della legge 30 novembre 1989, n. 389 e dell’art. 4, c. 3, della legge 3 luglio 1998, n. 210;

CONSIDERATO l’obiettivo strategico relativo al numero dei Laureati con un periodo di mobilità definito nel Comunicato Ministeriale di Lovanio (2009), con il quale i Ministri dello Spazio Europeo dell’Istruzione Superiore si impegnano ad assicurare entro il 2020 che il 20% dei Laureati abbia avuto un’esperienza di mobilità internazionale durante gli studi;

VISTO il decreto ministeriale 4 novembre 2014, n. 815, con il quale sono stati definiti i criteri per la ripartizione del fondo per il finanziamento ordinario delle Università statali per il 2014 e in particolare l’art. 10, lett. c. 2, il quale prevede l’attribuzione del “l’importo di euro 65.185.469” per gli obiettivi di cui alle lettere a), b), e) della legge;

VISTO il decreto ministeriale 18 dicembre 2014, n. 906, con il quale sono stati definiti i criteri per la ripartizione del contributo statale, erogato ai sensi della legge 29 luglio 1991, n. 243, alle università non statali legalmente riconosciute per il 2014 e in particolare l’art. 4, punto 2 il quale prevede l’attribuzione di € 2.622.216 per gli obiettivi di cui alla lettere a) della legge;

SENTITI i pareri della Conferenza dei Rettori delle Università Italiane, in data 19 dicembre 2014 e del Consiglio universitario nazionale degli studenti universitari, in data 18 dicembre 2014;

D E C R E T A
Art. 1
(Mobilità internazionale degli studenti)

  1. Per l’obiettivo di cui alla lett. a) della legge è destinato rispettivamente il 75% delle risorse del FGMS annualmente attribuibili alle Università statali e il 100% delle risorse del FGMS annualmente attribuibili alle Università non statali legalmente riconosciute. Le predette risorse sono ripartite tra le Università in base ai seguenti parametri:
    a) Numero degli studenti regolari ai Corsi di tutti e tre i cicli, con l’esclusione degli immatricolati al primo anno delle Lauree di primo livello e delle Lauree Magistrali a Ciclo Unico (peso = 0,35).
    b) CFU conseguiti all’estero nell’a.a. precedente dagli studenti iscritti entro la durata normale del corso di studi (peso 0,3).
    c) Numero di laureati dell’anno solare precedente che hanno acquisito almeno 9 CFU all’estero (peso 0,3).
    d) Numero di dottori di ricerca dell’ultimo ciclo concluso che hanno trascorso almeno 3 mesi all’estero (peso=0,05).
  2. Nell’ambito di ciascuna assegnazione l’Ateneo procede all’incremento dell’importo mensile della borsa stabilito dal programma Erasmus plus o all’accensione di ulteriori borse di mobilità internazionale per attività formative finalizzate al conseguimento del Titolo, compresa la mobilità per dottorato di ricerca.

Art. 2
(Tutorato e attività didattiche integrative, propedeutiche e di recupero)

  1. Per l’obiettivo di cui alla lett. b) della legge è destinato il 15% delle risorse del FGMS annualmente attribuibili alle Università statali. Le predette risorse sono ripartite in proporzione al costo standard definito in attuazione di cui all’art. 8 del d.leg.vo 29 marzo 2012, n. 49 relativo al totale degli studenti in corso nell’anno di riferimento che hanno ottenuto almeno 20 CFU.
  2. Ciascun Ateneo eroga agli studenti capaci e meritevoli iscritti ai corsi di laurea magistrale o dottorato di ricerca assegni per l’incentivazione delle attività di tutorato, nonché per le attività didattico-integrative, propedeutiche e di recupero sulla base di criteri predeterminati dai competenti organi statutari. I predetti assegni sono cumulabili con la fruizione delle borse di studio di cui al d.leg.vo 29 marzo 2012, n. 68.
  3. Per gli studenti iscritti ai corsi di laurea magistrale l’importo dell’assegno mensile, rapportato all’impegno richiesto allo studente non superiore a 400 ore per anno, non potrà superare il limite di 4.000 euro per anno.

Art. 3
(Aree disciplinari di particolare interesse comunitario e Piano lauree scientifiche)

  1. Per l’obiettivo di cui alla lett. e) della legge è destinato il 10% delle risorse del FGMS annualmente attribuibili alle Università statali. Le predette risorse sono ripartite per la metà secondo quanto indicato ai successivi commi 2 e 3 e per la metà secondo quanto indicato ai successivi commi 4 e 5.
  2. Al fine di sostenere le iscrizioni in classi di interesse nazionale o comunitario, le relative risorse sono attribuite in proporzione alla media tra il numero degli studenti iscritti al secondo anno che hanno acquisito almeno 30 CFU e il numero di laureati entro il primo anno oltre la durata normale del corso, nei corsi di laurea afferenti alle classi L-27 (Scienze e tecnologie chimiche); L-30 (Scienze e tecnologie fisiche); L-35 (Scienze matematiche); L-41 (Statistica), L-34 (Scienze Geologiche), L-8 (Ingegneria dell’informazione), L-9 (Ingegneria industriale), L-31 (Scienze e tecnologie informatiche), L-7 (Ingegneria civile e ambientale).
  3. Ciascun Ateneo determina i criteri e le modalità di supporto ed incentivazione rivolte agli studenti, destinando il contributo assegnato a:
    a) esonero totale o rimborso parziale delle tasse e dei contributi dovuti dagli studenti iscritti ai corsi di laurea delle classi di cui al comma 2, da un numero di anni non superiore alla durata normale del corso, tenendo conto dei requisiti di reddito e merito degli studenti stessi;
    b) attribuzione di altre forme di sostegno agli studi, degli studenti di cui al punto a), incluso il sostegno ad attività di tirocinio da svolgersi in collaborazione con le imprese.

  4. Per il sostegno del Piano nazionale lauree scientifiche 2014-2016, le relative risorse sono attribuite:
    a) nella misura del 20% in proporzione al numero degli studenti iscritti al secondo anno che si sono immatricolati nell’anno precedente e che hanno acquisito almeno 30 CFU e al numero di laureati entro il primo anno oltre la durata normale del corso, nei corsi di laurea afferenti alle classi L-27 (Scienze e tecnologie chimiche); L-30 (Scienze e tecnologie fisiche); L-35 (Scienze matematiche); L-41 (Statistica), L-02 (Biotecnologie), L-13 (Scienze Biologiche), L-34 (Scienze Geologiche);
    b) nella misura dell’80% sulla base di progetti, che contemplino il coinvolgimento attivo degli istituti scolastici e dei loro docenti e prevedano specifiche azioni finalizzate a:
    mettere a sistema la pratica del “laboratorio” per l’insegnamento delle scienze di base, in particolare al fine dell’orientamento formativo degli studenti dell’ultimo triennio della scuola secondaria di II grado;
    aprire una nuova sperimentazione nelle scuole e negli Atenei di attività didattiche di autovalutazione e recupero, finalizzate al miglioramento della preparazione degli studenti relativamente alle conoscenze richieste all’ingresso dei corsi di laurea scientifici, in collegamento con le verifiche e gli obblighi formativi aggiuntivi previsti dai corsi di laurea ai sensi dell’articolo 6, comma 1, del DM 270/04;
    consolidare, sviluppare e mettere a sistema le opportunità di crescita professionale dei docenti di materie scientifiche in servizio nella Scuola secondaria di secondo grado, in relazione ai temi sopra indicati, che già si sono cominciate a realizzare attraverso le azioni del Piano Lauree Scientifiche;
    azioni finalizzate a ridurre il tasso d’abbandono tra il primo e il secondo anno nel corso degli studi universitari attraverso l’innovazione di strumenti e metodologie didattiche;

  5. Le risorse di cui al comma 4, lettera b) sono ripartite fra le Università in relazione alle proposte presentate (anche congiuntamente con altri Atenei)e valutate da un apposito Comitato tecnico scientifico “Piano lauree scientifiche”, nominato con provvedimento ministeriale e composto da professori universitari, rappresentanti ministeriali ed esperti di settore senza maggiori oneri per la finanza pubblica. La valutazione è effettuata sulla base dei seguenti criteri:
    coerenza delle proposte con gli obiettivi di cui al medesimo comma 4, lett. b);
    completezza e adeguatezza della definizione delle proposte;
    congruità tra obiettivi dichiarati e mezzi indicati, incluso l’eventuale cofinanziamento a carico dell’ateneo.
    Le proposte degli Atenei sono presentate secondo modalità definite dal Ministero.

Art. 4
(Disposizioni finali e Utilizzo delle risorse)

  1. Le disposizioni di cui al presente decreto si intendono riferite al triennio 2014-2016 e sono comunque confermate anche per gli anni successivi fino all’emanazione del decreto di modifica delle medesime.
  2. L’ammontare delle risorse complessive del FGMS, da destinare per gli interventi di cui agli artt. 1, 2 e 3 del presente decreto, è stabilito annualmente nell’ambito dei decreti ministeriali che fissano i criteri per la ripartizione rispettivamente del Fondo per il finanziamento ordinario delle università statali e del contributo statale, erogato ai sensi della legge 29 luglio 1991, n. 243, alle università non statali legalmente riconosciute.
  3. In considerazione delle specifiche modalità del finanziamento statale ai sensi dell’art. 2, c. 123, della legge 23 dicembre 2009, n. 191, l’importo relativo alla Libera Università di Bolzano per l’anno 2014 è attribuito in proporzione alla quota assegnata nel 2013 per la medesima finalità di cui all’art. 1 del presente decreto.
  4. Le risorse di cui all’articolo 1, assegnate agli Atenei ed eventualmente non utilizzate entro i due anni successivi a quello di riferimento, saranno recuperate sull’assegnazione del Fondo di Finanziamento Ordinario delle università statali, ovvero del contributo statale, erogato ai sensi della legge n. 243/1991, alle università non statali legalmente riconosciute per l’anno seguente.
  5. Le risorse di cui agli articoli 2 e 3 assegnate agli Atenei ed eventualmente non utilizzate entro l’anno successivo a quello di riferimento saranno recuperate sull’assegnazione del Fondo di Finanziamento Ordinario per l’anno seguente.
    Il presente decreto è trasmesso alla Corte dei conti per il controllo preventivo di legittimità e al competente Ufficio Centrale di Bilancio per il controllo preventivo di regolarità contabile.

(Trasmesso alla Corte dei Conti e all’ufficio Centrale di bilancio in data 29 dicembre 2014)

Roma, 29 dicembre 2014

IL MINISTRO
F.to Prof.ssa Stefania Giannini

Decreto Direttoriale 24 dicembre 2014, n. 4672

Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca

Dipartimento per la Formazione Superiore e la Ricerca

Direzione Generale per il Coordinamento, la Promozione e la Valorizzazione della Ricerca

VISTO il DD 254/Ric. del 18 maggio 2011 relativo all’Avviso per il potenziamento delle strutture e delle dotazioni scientifiche e tecnologiche delle Università, degli Enti Pubblici di Ricerca e degli Organismi di Ricerca delle Regioni della Convergenza (Campania, Puglia, Calabria, Sicilia);

TENUTO CONTO della manifesta esigenza di molti soggetti attuatori di ottenere una proroga del termini di conclusione delle attività progettuali, tenuto conto delle difficoltà oggettive evidenziate per garantirne la completa realizzazione, quali: Attuale fase di passaggio alla contabilità economico-patrimoniale degli Atenei da concludersi entro il 31 dicembre 2014; difficoltose procedure di acquisto delle attrezzature e di ristrutturazione edilizia tramite appalti ad evidenza pubblica ( molte delle quali di tipo europeo); passaggio al regime di bilancio unico di Ateneo 2014;

VISTA altresì la richiesta negli stessi termini formulata dalla CRUI in data 9 dicembre 2014, prot. n. 1225/P/gl;

CONSIDERATO che attualmente il termine previsto dal bando richiamato è fissato al 31 dicembre 2014;

ACQUISITO l’avviso positivo con nota n. 30551 del 24 dicembre 2014 dell’Ufficio VII della ex DGCSR -‘Autorità di Gestione del PON “Ricerca e Competitività 2007/2013” in ordine alla legittimità del presente atto, anche tenuto conto dell’esito positivo dell’Audit della Corte dei Conti Europea pervenuto in data 18 dicembre 2014;

CONSIDERATI i termini di eleggibilità della spesa previsti per il PON Ricerca e Competitività 2007-2013;

CONSIDERATA l’esigenza di provvedere alla proroga del termine fissato nel richiamato DD n. 254/Ric. del 18 maggio 2011 al fine di consentire agli atenei di portare a termine le procedure amministrative e garantire la completa attuazione delle attività progettuali;

DECRETA

Al fine di consentire il più completo utilizzo delle risorse comunitarie all’uopo destinate, il termine per la conclusione delle attività progettuali, di cui all’articolo 4, comma 4, dei Decreto Direttoriale del Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca n. 254/Ric. del 18 maggio 2011 è prorogato al 30 maggio 2015. Conseguentemente i termini per la presentazione delle rendicontazioni finali di spesa sono prorogati al 31 luglio 2015.

Roma, 24 dicembre 2014

Il Direttore Generale
(Dr. Vincenzo Di Felice)

Decreto Direttoriale 11 novembre 2014, n. 3656

Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca
Dipartimento per la Formazione Superiore e per la Ricerca

IL CAPO DIPARTIMENTO

VISTO il Decreto-Legge 16 maggio 2008, n. 85 recante: “Disposizioni urgenti per l’adeguamento delle strutture di Governo in applicazione dell’articolo 1, commi 376 e 377, della Legge 24 dicembre 2007, n. 244”, pubblicato nella G.U. n. 114 del 16 maggio 2008, convertito con modificazioni nella legge 14 luglio 2008, n. 121 pubblicata nella G.U. n. 164 del 15 luglio 2008;

VISTO il Decreto Legislativo del 27 luglio 1999, n. 297: “Riordino della disciplina e snellimento delle procedure per il sostegno della ricerca scientifica e tecnologica, per la diffusione delle tecnologie, per la mobilità dei ricercatori”, e in particolare gli articoli 5 e 7 che prevedono l’istituzione di un Comitato, per gli adempimenti ivi previsti, e l’istituzione del Fondo Agevolazioni alla Ricerca (F.A.R.);

VISTO il Decreto Ministeriale 8 agosto 2000 n. 593, recante: “Modalità procedurali per la concessione delle agevolazioni previste dal Decreto Legislativo del 27 luglio 1999, n.297” e ss.mm.ii., tra cui in specie il D.M. del 6 dicembre 2005, n. 3245/Ric. ed il D.M. del 2 gennaio 2008, prot. GAB./4 Adeguamento delle disposizioni del DM 593/2000 alla Disciplina Comunitaria sugli Aiuti di Stato alla Ricerca, Sviluppo ed Innovazione di cui alla Comunicazione 2006/C 323/01;

VISTO l’articolo 13 del Decreto Ministeriale 8 agosto 2000 n. 593 che disciplina gli interventi relativi a specifiche iniziative di programmazione;

VISTO il Decreto Ministeriale n. 860/Ric. del 18 dicembre 2000 di nomina del Comitato, così come previsto dall’articolo 7 del predetto Decreto Legislativo n. 297, e successive modifiche ed integrazioni;

VISTO il Decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze n. 90402 del 10 ottobre 2003 d’intesa con il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca “Criteri e modalità di concessione delle agevolazioni previste dagli interventi a valere sul Fondo per le agevolazioni alla Ricerca (F.A.R.), registrato alla Corte dei Conti il 30 ottobre 2003 e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 25 novembre 2003, n.274;

VISTO l’Accordo di Programma Quadro “Sviluppo Locale” stipulato tra il Ministero dell’Economia e delle Finanze, il Ministero delle Attività Produttive e la Regione Liguria in data 9 maggio 2006, integrato dall’Intesa Istituzionale di Programma del 18 dicembre 2008, sottoscritto dal MISE, MIUR e Regione Liguria, che prevede la realizzazione di un nuovo intervento denominato “Distretto ligure per le tecnologie marine” per risorse a carico del MIUR L.297/99 Art. 13 pari a 21 milioni di euro, e dal I Atto Integrativo sottoscritto in data 14 febbraio 2012 per ulteriori risorse a carico del MIUR L.297/99 Art. 13 pari a 35 milioni di euro, per complessive risorse a carico del MIUR L.297/99 Art. 13 pari a 56 milioni di euro;

VISTO il Decreto di ripartizione del F.A.R. relativo all’anno 2012, D.D. n. 435 del 13/03/2013, e il successivo decreto di modifica D.D. n. 2298 del 21/11/2013;

VISTE le disponibilità del F.A.R. per gli anni 2007-2012 con particolare riferimento alle risorse destinate a specifiche iniziative di programmazione;

VISTO il Decreto Direttoriale n. 1003/Ric. del 28/12/2012, registrato alla Corte dei Conti in data 23/04/2013, con il quale è stata ammessa a finanziamento la domanda DM62573;

VISTO il Decreto Direttoriale n. 1312 del 08/07/2013, registrato alla Corte dei Conti in data 24/09/2013, con il quale si è disposto il riconoscimento della maggiorazione spettante ai sensi dell’art. 2, comma 4 del DM 4/2008 in relazione al requisito di collaborazione effettiva con Università e tra Grande Impresa e PMI e, contestualmente si è proceduto alla rettifica delle agevolazioni disposte con Decreto Direttoriale n. 1003/Ric. del 28/12/2012;

VISTA la proposta di rimodulazione del 17/02/2014, con la quale il soggetto proponente DLTM, richiedeva, a parità di costo totale, una ridistribuzione dei costi comportante una riduzione dei costi per le attività di Ricerca Industriale a fronte di un incremento dei costi per le attività di Sviluppo Sperimentale, rispetto a quanto precedentemente concesso dal D.D. n. 1003/Ric. del 28/12/2012, così come rettificato dal D.D. n. 1312 del 08/07/2013;

ACQUISITI gli esiti istruttori con i quali l’Esperto Tecnico Scientifico con comunicazione e-mail del 17/07/2014, prot. MIUR del 17/07/214, n. 17272, confermava la permanenza della validità tecnico-scientifica del progetto alla luce della variazione proposta e sopra menzionata;

ACQUISITI gli esiti istruttori con i quali l’Istituto Convenzionato, con nota del 26/06/2014, prot. MIUR del 30/06/2014, n. 14879, confermava la permanenza della validità tecnico-scientifica del progetto alla luce della variazione proposta e sopra menzionata e, contestualmente, specificava che, visto che la nota 16, paragrafo 6 di cui alle “Note per la redazione della documentazione” del D.M. 593/2000, allo stato, non sarebbe applicabile ai soggetti consorziati dei soci del Distretto, sarebbe stato necessario, da parte del Consorzio Tecnomar, socio del DLTM, un apporto finanziario pari ad Euro 1.560.000;

CONSIDERATA la nota del 15/07/2014, prot. MIUR del 28/07/2014, n. 18297, con la quale il DLTM richiedeva all’Amministrazione indicazioni in merito alle modalità di rendicontazione dei costi sostenuti dalle Piccole e Medie Imprese consorziate nel Consorzio Tecnomar, fornendo, al contempo due possibili e alternative modalità di rendicontazione da parte delle predette PMI;

VISTA la nota MIUR del 05/09/2014, prot. n. 19400 con la quale l’Amministrazione, in riscontro alla sopra menzionata missiva, comunicava al Distretto che, a valle delle verifiche effettuate circa l’applicabilità delle modalità di rendicontazione proposte, autorizzava il DLTM all’applicazione della nota 16, par. 6 di cui alle “Note per la redazione della documentazione” del D.M. 593/2000, al Consorzio Tecnomar Liguria.

VISTA la nota MIUR del 25/09/2014, prot. n. 21038, con la quale l’Amministrazione, alla luce della sopra citata nota di autorizzazione richiedeva all’Istituto Convenzionato di effettuare un ulteriore supplemento istruttorio;

ACQUISITI gli esiti istruttori con i quali l’Istituto Convenzionato, con nota del 23/10/2014, prot. MIUR del 27/10/2014, n. 24320, confermava la permanenza della validità tecnico-scientifica del progetto;

RITENUTO necessario procedere alla rettifica delle agevolazioni disposte con Decreto Direttoriale n. 1003/Ric. del 28/12/2012, così come rettificato dal Decreto Direttoriale n. 1312 del 08/07/2013;

VISTO l’art. 11, comma 3, del Decreto Ministeriale n. 115 del 19 febbraio 2013, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana in data 27 maggio 2013, recante le “Modalita’ di utilizzo e gestione del Fondo per gli investimenti nella ricerca scientifica e tecnologica (FIRST). Disposizioni procedurali per la concessione delle agevolazioni a valere sulle relative risorse finanziarie, a norma degli articoli 60, 61, 62 e 63 del decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 134“;

VISTO il Decreto Legislativo n. 33 del 14 marzo 2013 recante “Riordino della disciplina riguardante gli

obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni”;

VISTO il D.P.C.M. dell’11 febbraio 2014, n.98, “Regolamento di organizzazione del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca”, entrato in vigore il 29 luglio 2014 e la conseguente decadenza degli incarichi di livello dirigenziale generale;

CONSIDERATE le disponibilità del F.A.R. per gli anni 2007-2012 con particolare riferimento alle risorse destinate a specifiche iniziative di programmazione;

 

DECRETA

Articolo unico

  • 1. Le disposizioni relative al progetto DM62573 contenute nella scheda allegata al Decreto Direttoriale n. 1003/Ric. del 28/12/2012, così come rettificate dal Decreto Direttoriale n. 1312 del 08/07/2013 sono sostituite dalla scheda allegata al presente decreto.
  • 2. La predetta scheda progetto, parte integrante del presente decreto, indica per il soggetto beneficiario partecipante alle attività progettuali i costi ammessi al finanziamento e la misura della corrispondente agevolazione;
  • 3. Le risorse necessarie per gli interventi di cui ai commi 1 e 2 sono determinate  complessivamente in Euro 3.513.990,00 nella forma di contributo nella spesa e credito agevolato, di cui Euro 1.250.410,00 come contributo nella spesa ed Euro 2.263.580,00 come credito agevolato, e graveranno sulle apposite disponibilità del F.A.R. relative agli anni 2007-2012, con particolare riferimento alle risorse destinate a specifiche iniziative di programmazione.
  • 4. Per tutto quanto non espressamente specificato nel presente decreto, si osservano le disposizioni contenute nel Decreto n. 1003/Ric. del 28/12/2012 di concessione delle agevolazioni e successivo Decreto Direttoriale di rettifica n. 1312 del 08/07/2013.
Roma, 11 novembre 2014

IL CAPO DIPARTIMENTO
(Prof. Marco Mancini)

Scheda costi

Decreto Direttoriale 3 novembre 2014, n. 3512

Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca
Dipartimento per la Formazione Superiore e per la Ricerca

IL CAPO DIPARTIMENTO

 

VISTO il Decreto-Legge 16 maggio 2008, n. 85 recante: “Disposizioni urgenti per l’adeguamento delle strutture di Governo in applicazione dell’articolo 1, commi 376 e 377, della Legge 24 dicembre 2007, n. 244”, pubblicato nella G.U. n. 114 del 16 maggio 2008, convertito con modificazioni nella legge 14 luglio 2008, n. 121 pubblicata nella G.U. n. 164 del 15 luglio 2008;

VISTO il Decreto Legislativo del 27 luglio 1999, n. 297: “Riordino della disciplina e snellimento delle procedure per il sostegno della ricerca scientifica e tecnologica, per la diffusione delle tecnologie, per la mobilità dei ricercatori”, e in particolare gli articoli 5 e 7 che prevedono l’istituzione di un Comitato, per gli adempimenti ivi previsti, e l’istituzione del Fondo per le Agevolazioni alla Ricerca (F.A.R.);

VISTO il Decreto Ministeriale 8 agosto 2000 n. 593, recante: “Modalità procedurali per la concessione delle agevolazioni previste dal Decreto Legislativo del 27 luglio 1999, n.297” e, in particolare, l’articolo 13 che disciplina gli interventi relativi a specifiche iniziative di programmazione;

VISTO il Decreto Ministeriale 2 gennaio 2008, Prot. GAB./4 recante: «Adeguamento delle disposizioni del Decreto Ministeriale 8 agosto 2000 n. 593 (“Modalità procedurali per la concessione delle agevolazioni previste dal D.Lgs. 27 luglio 1999, n. 297”) alla Disciplina Comunitaria sugli Aiuti di Stato alla Ricerca, Sviluppo ed Innovazione di cui alla Comunicazione 2006/C 323/01» registrato alla Corte dei Conti il 16 aprile 2008 Reg. n. 1 foglio n. 388, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 119 del 22 maggio 2008 unitamente alla Nota esplicativa relativa al Decreto stesso;

VISTO il Decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze n. 90402 del 10 ottobre 2003 d’intesa con il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca “Criteri e modalità di concessione delle agevolazioni previste dagli interventi a valere sul Fondo per le Agevolazioni alla Ricerca (F.A.R.), registrato alla Corte dei Conti il 30 ottobre 2003 e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 25 novembre 2003, n.274;

VISTO l’Accordo di Programma Quadro “Distretto Tecnologico per i Sistemi Intelligenti Integrati” stipulato tra il Ministero dell’Economia e delle Finanze, il Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca e la regione Liguria in data 28 settembre 2005 che prevede complessive risorse a carico del MIUR L.297/99 Art. 13 per la realizzazione dell’intervento denominato “Ricerca Industriale nell’ambito del Distretto Tecnologico per i Sistemi Intelligenti Integrati” pari a 25 milioni di euro;

VISTA la domanda DM62554, dal titolo “START-ECO – Soluzioni e Tecnologie Avanzate per Reti di Telecomunicazioni ECOsostenibili” presentata da SIIT S.C.p.A., nell’ambito del Distretto Tecnologico per i Sistemi Intelligenti Integrati, ai sensi dell’art. 13 del D.M. 8 agosto 2000, n.593;

EFFETTUATE ai sensi dell’art. 5 del D.M.593 dell’8 agosto 2000 le previste attività istruttorie;

ACQUISITI gli esiti istruttori dell’esperto scientifico e dell’istituto convenzionato;

VISTOl’art. 11, comma 3, del Decreto Ministeriale n. 115 del 19 febbraio 2013, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana in data 27 maggio 2013, recante le “Modalità di utilizzo e gestione del Fondo per gli investimenti nella ricerca scientifica e tecnologica (FIRST). Disposizioni procedurali per la concessione delle agevolazioni a valere sulle relative risorse finanziarie, a norma degli articoli 60, 61, 62 e 63 del decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 134“;

VISTO le disponibilità del Fondo per le Agevolazioni alla Ricerca (F.A.R.) relative agli anni 2006 e precedenti di cui al D.D. n. 2298  del 6/11/2006;

VISTO il D.D. prot. n. 435 del 13 marzo 2013 di ripartizione delle risorse relative al fondo F.A.R. per l’anno 2012;

VISTO il D.D. prot. n. 2298 del 21 novembre 2013 di incremento delle risorse relative al fondo F.A.R. per l’anno 2012;

CONSIDERATO he per il progetto proposto per il finanziamento esiste o è in corso di acquisizione la certificazione di cui al Decreto Legislativo del 6 settembre 2011, n. 159;

VISTOil Decreto Legislativo n. 165 del 30 marzo 2001 recante “Norme generali sull’ordinamento del lavoro alle dipendenze delle Amministrazioni Pubbliche e successive modifiche e integrazioni;

VISTOil Decreto Legislativo n. 33 del 14 marzo 2013 recante “Riordino della disciplina riguardante gli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni”;

RITENUTAla necessità di adottare, per il suddetto progetto ammissibile al finanziamento e nei limiti delle disponibilità finanziarie, il relativo provvedimento ministeriale stabilendo forme, misure, modalità e condizioni del finanziamento;

D E C R E T A

 

Articolo 1

  1. Il progetto di ricerca DM62554 dal titolo “START-ECO – Soluzioni e Tecnologie Avanzate per Reti di Telecomunicazioni ECOsostenibili” presentato da SIIT S.C.p.A., ai sensi dell’articolo 13 del D.M. 8 agosto 2000, n.593, è ammesso agli interventi previsti dalla normativa citate in premessa, nelle forme, misure, modalità e condizioni indicate, per ciascuno, nelle schede allegate al presente decreto di cui costituiscono parte integrante.

  2. I Codici Unici di Progetto (CUP), di cui all’art. 11 della Legge del 16 gennaio 2003 n. 3, riferiti ai soggetti beneficiari, sono riportati nell’elenco allegato al presente decreto.

Articolo 2

  1. Gli interventi di cui al precedente articolo 1 sono subordinati all’acquisizione della certificazione antimafia ai sensi del Decreto Legislativo del 6 settembre 2011, n. 159.

  2. Ai sensi del comma 35 dell’articolo 5 del D.M. 8 agosto 2000, n. 593 è data facoltà al soggetto proponente di richiedere una anticipazione per un importo pari al 30% dell’intervento concesso. Ove detta anticipazione sia concessa a soggetti privati la stessa dovrà essere garantita da fidejussione bancaria o polizza assicurativa di pari importo.

  3. La durata del progetto potrà essere maggiorata fino a 12 mesi per compensare eventuali slittamenti temporali nell’esecuzione delle attività poste in essere dal contratto.

 

Articolo 3

  1. Le risorse necessarie per l’intervento di cui all’articolo 1 del presente decreto sono determinate complessivamente in euro 1.795.860,00 nella forma di contributo nella spesa e graveranno sulle apposite disponibilità del F.A.R. relative all’anno 2006 e precedenti, con particolare riferimento alle risorse destinate a specifiche iniziative di programmazione.

Il presente Decreto sarà trasmesso agli Organi competenti per le necessarie attività di controllo.

Il presente decreto sarà pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana.

Roma, 3 novembre 2014

IL CAPO DIPARTMENTO
(Prof. Marco Mancini)

Nota 28 ottobre 2014, Prot. n.24468

Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca
Dipartimento per la Formazione Superiore e per la Ricerca
Direzione Generale per il Coordinamento, la Promozione e la Valorizzazione della Ricerca

Agli Istituti Convenzionati

Agli Esperti scientifici

Ai soggetti beneficiari dei progetti PON R&C

e p.c.   All’Unità di controllo I Livello (UNICO)

SEDE

Oggetto: Programma Operativo Nazionale “Ricerca e Competitività” (PON “R&C”) 2007-2013 – Fondo per le agevolazioni alla Ricerca (F.A.R.)

Circolare sulla  verifica del requisito della stabile sede e organizzazione

La presente circolare, che annulla e sostituisce le note MIUR Prot. 3413 del 14 febbraio 2014 e Prot. 4880 del 3 Marzo 2014, intende fornire un chiarimento in ordine alle problematiche connesse alla verifica del possesso del requisito della “stabile sede e organizzazione” da parte dei Soggetti Beneficiari, sia pubblici che privati, dei progetti a valere sul PON R&C 2007-2013 e sul FAR. In particolare, al fine di garantire l’uniformità delle verifiche, si è evidenziata la necessità di precisare le modalità operative delle stesse alla luce delle disposizioni normative e regolamentari vigenti.

Nel rispetto del D.M. 593/2000 e ss.mm.ii, il Soggetto Beneficiario è tenuto a dimostrare l’esistenza in Area convergenza di un laboratorio strutturato, ovvero di una stabile struttura dotata di attrezzature specifiche e personale di ricerca adeguatamente qualificato, per l’esecuzione delle attività di ricerca industriale e/o sviluppo sperimentale e/o formazione. Ai sensi della richiamata normativa ministeriale detto personale di ricerca deve avere stabile sede presso il laboratorio.

A tal proposito, si rende necessario ridefinire sul piano interpretativo l’inquadramento delle nuove forme contrattuali introdotte dalla legislazione successiva, nell’ambito del personale che concorre al rispetto della condizione di “stabile organizzazione”. Le figure professionali diverse dal personale dipendente in possesso di altre tipologie contrattuali, oltre ad essere ricomprese tra il “personale avente sede stabile di lavoro presso un laboratorio”, possono concorrere al rispetto della condizione di “stabile organizzazione”. Tale inclusione è determinata dalla considerazione che a tali forme contrattuali sono state conferite nel tempo sempre maggiori caratteristiche di stabilità e continuità tipiche del lavoro subordinato.

Sarà cura del Soggetto beneficiario fornire tutti gli elementi utili e necessari a dimostrare in sede di verifica da parte dei competenti organi di controllo che il personale con tipologie contrattuali non direttamente previste dalla norma presentano le caratteristiche che rientrano nella logica della stabile organizzazione.

Tutto ciò premesso, la verifica del rispetto delle predette caratteristiche di stabilità e adeguatezza della sede e organizzazione deve essere effettuata a cura dell’Istituto Convenzionato e dell’Esperto Tecnico Scientifico.

In particolare, l’Istituto Convenzionato deve verificare i requisiti contrattuali in merito all’esistenza delle strutture e del personale della predetta sede. A tal fine, l’Istituto Convenzionato deve considerare il mantenimento per almeno 5 anni oltre la conclusione del progetto, sia dei requisiti contrattuali in merito all’esistenza delle strutture attraverso ogni atto formale che abbia valore legale (titolo di proprietà, contratto di affitto registrato, contratto di comodato d’uso registrato o convenzione) idoneo a comprovare la disponibilità (a titolo oneroso o gratuito) da parte del Soggetto Beneficiario di una sede operativa in area convergenza, sia della validità contrattuale del personale avente sede stabile presso il laboratorio.

L’Esperto Scientifico deve verificare l’adeguatezza e la funzionalità della sede e del personale allo svolgimento delle attività di ricerca e formazione previste e al conseguimento dei relativi obiettivi.

Si precisa inoltre che, alla luce di quanto sopra determinato, le precedenti verifiche svolte dall’Istituto Convenzionato e dall’Esperto Tecnico Scientifico che abbiano avuto una valutazione negativa, alla luce di tale circolare, potranno essere riesaminate.

Ai sensi della richiamata normativa ministeriale, un altro requisito fondamentale per determinare l’aspetto qualitativo del progetto, è che il personale di ricerca avente stabile sede presso il laboratorio rappresenti la quota prevalente del numero di ore lavorate dai ricercatori globalmente impegnati in loco nell’attività stessa.

A tal proposito si precisa che, possono essere ricompresi nel calcolo del numero di ore svolte dal personale che contribuisce alla “stabile organizzazione”, anche il personale assunto con tipologie di contratto di lavoro diverse da quella a tempo indeterminato o determinato, laddove, presentino una durata tale da conferire carattere di continuità al rapporto di lavoro.

La verifica di tale requisito spetta all’Unità di Controllo di I livello (UniCo) che, a conclusione delle attività progettuali, deve accertare che il personale di ricerca abbia avuto stabile sede presso il laboratorio per un periodo almeno pari alla durata del progetto e che rappresenti la quota prevalente del numero di ore lavorate dal personale impegnato in loco nelle attività progettuali. Nel caso in cui, in sede di verifica di rendicontazione finale del progetto da parte dell’organo di controllo, risultasse un’eccedenza di ore di attività svolte da personale non avente i requisiti di cui sopra, i relativi costi non saranno ritenuti ammissibili tra i costi del personale.

Fermo restando quanto già previsto dalla normativa di riferimento, la predetta circolare attribuisce carattere di generalità alle indicazioni descritte e stabilisce che la “stabile sede e organizzazione” deve caratterizzarsi per i seguenti elementi:

  • – disponibilità da parte del soggetto beneficiario di un immobile in area convergenza;
  • – dotazione dei necessari impianti e attrezzature;
  • – personale regolarmente assunto e/o trasferito e personale inquadrato nelle forme contrattuali aventi le caratteristiche sopra descritte;
  • – numero di ore del personale, di cui al punto precedente, superiore al numero di ore del personale inquadrato con forme contrattuali non aventi caratteristiche di continuità;
  • – esistenza e consistenza delle strutture e del personale dichiarato nel progetto e comunque funzionali allo svolgimento delle attività di ricerca e formazione previste e al conseguimento dei relativi obiettivi;
  • – impegno dell’azienda a garantire la continuità operativa per un periodo di almeno 5 anni successivi alla conclusione del progetto in esame.

Infine, è nella facoltà dei Soggetti Beneficiari che hanno una particolare configurazione organizzativa che non è direttamente inquadrabile in quella richiesta dalla norma, ma è riconducibile ad una logica di “stabile organizzazione” proiettata in un contesto innovativo, rappresentare, in sede di verifica da parte degli organi di controllo preposti,  i processi organizzativi, sia in termini di risorse che in termini di struttura, messi in atto al fine di realizzare gli obiettivi progettuali e produrre tutta la documentazione idonea a dimostrare che gli stessi rientrano nella logica della stabile organizzazione così come configurata dalla normativa di riferimento. La valutazione di tali casi specifici è demandata al Miur.

Il DIRETTORE GENERALE
(Dott. Vincenzo Di Felice)

Decreto Direttoriale 24 ottobre 2014 n. 3304

Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca
DIPARTIMENTO PER LA FORMAZIONE SUPERIORE E PER LA RICERCA
Direzione Generale per il Coordinamento, la Promozione e la Valorizzazione della Ricerca

Ministero dello Sviluppo Economico
DIPARTIMENTO PER LO SVILUPPO E LA COESIONE ECONOMICA
Direzione Generale per gli incentivi alle imprese

IL DIRETTORE GENERALE PER IL COORDINAMENTO, LA PROMOZIONE E LA VALORIZZAZIONE DELLA RICERCA

e

IL DIRETTORE GENERALE PER GLI INCENTIVI ALLE IMPRESE

VISTO                    l’articolo 19, comma 1, lettera f), del D. Lgs.12 aprile 2006, n. 163 e ss.mm.ii, che esclude dal proprio campo di applicazione i contratti pubblici concernenti “servizi di ricerca e sviluppo diversi da quelli i cui risultati appartengono esclusivamente alla stazione appaltante, perché li usi nell’esercizio della sua attività, a condizione che la prestazione del servizio sia interamente retribuita da tale amministrazione”;

VISTA                    la Comunicazione COM(2007) 799 del 14 dicembre 2007 della Commissione europea al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni in materia di «Appalti pre-commerciali»;

VISTA                    la delibera CIPE 3 agosto 2012, n. 96/2012, relativa all’assegnazione delle risorse finanziarie provenienti dalla riduzione del cofinanziamento nazionale (Fondo di rotazione ex legge n. 183/1987) dei Programmi Operativi Nazionali e Regionali della Programmazione unitaria previsti anche in relazione al programma di intervento “Piano di Azione Coesione” (PAC);

VISTO                    il secondo aggiornamento del PAC, di cui il CIPE ha preso atto con la predetta delibera e con il quale è promossa una nuova azione di sostegno all’innovazione attraverso la domanda pubblica, prevedendo, relativamente alle quattro regioni Convergenza, interventi per l’acquisto da parte dei soggetti pubblici, tramite gli appalti pre-commerciali, di beni e servizi innovativi per fornire alla collettività servizi pubblici di elevata qualità, e allocando a tal fine risorse pari a 150 milioni di euro, di cui 100 milioni messi a disposizione dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR) e 50 milioni dal Ministero dello Sviluppo Economico (MISE);

VISTO                    il D.D. n. 437 del 13 marzo 2013 (“Avviso”) con cui, nel quadro dell’azione di sostegno all’innovazione attraverso la domanda pubblica prevista dal PAC, il MIUR e il MISE (“Ministeri”) hanno avviato, all’interno dei Territori della Convergenza, una rilevazione dei Fabbisogni di innovazione nei servizi di interesse generale attualmente non soddisfatti, anche parzialmente, da soluzioni tecnologiche e/o organizzative già presenti sul mercato, al fine di adottare successivamente azioni mirate di promozione e valorizzazione della Ricerca e Sviluppo, attraverso il meccanismo della domanda pubblica pre-commerciale, anche coinvolgendo come soggetti “pilota” le amministrazioni pubbliche che hanno manifestato i fabbisogni stessi;

VISTO                      il D.D. 1253 del 27 giugno 2013, con il quale si è proceduto a prorogare il termine di presentazione delle Manifestazioni di interesse, di cui all’art. 8 c. 1 dell’Avviso;

CONSIDERATO     che in risposta all’Avviso, entro il termine di scadenza indicato, sono pervenute tramite il sistema telematico SIRIO n. 199 Manifestazioni di interesse;

VISTO                    il D.D. prot. MISE n. 3534 del 22 novembre 2013, con il quale è stata nominata la Commissione di Valutazione composta da membri interni ai Ministeri e da esperti indipendenti;

CONSIDERATO     che le predette 199 Manifestazioni di interesse sono state preventivamente assoggettate ad una valutazione di ammissibilità, ai sensi dell’art. 5 dell’Avviso;

VISTO                    l’esito della verifica di ammissibilità condotta sulle Manifestazioni presentate, ai sensi del predetto art. 5 dell’Avviso, di cui al Decreto Direttoriale Interministeriale MIUR-MISE prot. MISE 1128 del 14 aprile 2014;

CONSIDERATO    che la predetta Commissione ha proceduto ad una valutazione comparativa di merito delle proposte dichiarate ammissibili mediante l’attribuzione a ciascuna di un punteggio sulla base dei criteri stabiliti dall’art. 6, comma1, dell’Avviso;

VISTI                     gli esiti della valutazione condotta e gli atti valutativi di conseguenza rilasciati;

VISTA                   la nota Prot. MIUR n. 15416 del 3 luglio 2014 con cui la Commissione ha trasmesso ai Responsabili del Procedimento tutti gli atti prodotti recanti gli esiti dell’attività valutativa compiuta;

VISTA                   la successiva nota prot. MIUR n. 15697 del 7 luglio 2014, con cui i Responsabili del Procedimento, verificata la correttezza della procedura espletata, hanno trasmesso gli atti prodotti dalla Commissione alle scriventi Direzioni Generali;

VISTO                   il D.P.C.M. dell’11 febbraio 2014, n. 98, “Regolamento di organizzazione del Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca“, entrato in vigore il 29 luglio 2014 e la conseguente designazione dei nuovi incarichi di livello dirigenziale generale;

RITENUTO           necessario procedere all’approvazione, con apposito Decreto, degli esiti della valutazione rilasciati e contenuti nella tabella ricognitiva complessiva (Allegato 1Tabella ricognitiva complessiva degli esiti della valutazione compiuta dalla Commissione);

DECRETANO

ART. 1

  • 1. Sono approvati gli esiti della valutazione compiuta dalla Commissione sulle Manifestazioni di Interesse relative all’Avviso 437 del 13 marzo 2013 contenuti nella tabella ricognitiva complessiva allegata al presente Decreto (Allegato 1 – Tabella ricognitiva complessiva degli esiti della valutazione compiuta dalla Commissione), parte integrante e sostanziale dello stesso.
  • 2. Della suddetta tabella, ai sensi dell’art. 6, comma 4 del predetto Avviso, vanno considerate, ai fini dell’allocazione delle risorse finanziarie del PAC, le prime 42 Manifestazioni di Interesse poiché hanno conseguito un punteggio complessivo di almeno 60 punti sui 100 conseguibili, di cui obbligatoriamente almeno 15 per il criterio n.1, almeno 20 per il criterio n. 2 e almeno 20 punti per il criterio n. 3, con costi rideterminati dalla richiamata Commissione di valutazione.
  • 3. Con successivo provvedimento si procederà alla ripartizione, tra i due Ministeri, delle 42 Manifestazioni di Interesse, di cui al precedente comma 2, ai fini dell’indizione della fase di domanda pubblica ex art. 7 dell’Avviso.

ART. 2

  • 1. Con specifica nota, correlata delle relative motivazioni, si procederà a comunicare gli esiti della valutazione compiuta ai soggetti proponenti.
  • 2. Il presente decreto e il relativo allegato saranno pubblicati sui siti internet del MIUR e del MISE nonché sul sito del Programma Operativo Nazionale “Ricerca e Competitività” 2007-2013 (PON “R&C”), alla Sezione dedicata al PAC.
Roma, 24 ottobre 2014
IL DIRETTORE GENERALE PER IL COORDINAMENTO, LA PROMOZIONE E LA VALORIZZAZIONE DELLA RICERCA
(dott. Vincenzo DI FELICE)
IL DIRETTORE GENERALE PER GLI INCENTIVI ALLE IMPRESE
(dott. Carlo SAPPINO)

Allegato 1 – Graduatorie

Decreto Direttoriale 13 ottobre 2014 n. 3057

Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca

Bando pubblico per la concessione dei contributi per il funzionamento degli enti privati che svolgono attività di ricerca

IL DIRETTORE GENERALE

VISTO il decreto del Ministro dell’Università e della Ricerca dell’8 febbraio 2008 n° 44 “Regolamento concernente criteri e modalità per la concessione di contributi per il funzionamento degli enti privati che svolgono attività di ricerca”;

VISTO, in particolare l’art. 1 del predetto decreto ministeriale 8 febbraio 2008 n° 44 che prevede l’emanazione di un bando per la selezione dei soggetti da inserire in un apposito elenco avente efficacia triennale;

VISTA la disponibilità del capitolo 1679 prevista a tali fini dalla LEGGE 27 dicembre 2013, n. 148 (legge di bilancio 2014) , pari a euro 4.505.000 per l’anno 2014, a euro 4.250.000 per l’anno 2015 e a euro 4.250.000 per l’anno 2016 ;

VISTO il Decreto Ministeriale n. 139 del 20 febbraio 2014 con il quale è stata costituita la Commissione di valutazione prevista dall’articolo 3 del citato decreto del Ministro dell’Università e della Ricerca dell’8 febbraio 2008 n° 44;

VISTA la legge 23 ottobre 2003 n. 293 “Norme sull’Istituto di Studi Politici S. Pio V di Roma”, con la quale, a decorrere dall’anno 2003, è prevista l’assegnazione a favore del predetto Istituto di € 1.500.000 all’anno, a carico del Cap. 1679 dello stato di previsione di questo Ministero “Contributi ad enti, istituti, associazioni, fondazioni ed altri organismi”;

CONSIDERATO pertanto che, al netto della quota pari a euro 1.500.000 assegnata di diritto all’Istituto di Studi Politici “S.Pio V”, le risorse utilizzabili ai fini del presente decreto risultano pari a euro 3.005.000;

DECRETA

Articolo 1 – Ambito operativo

  • 1. Ai sensi dell’articolo 1 del decreto ministeriale 8 febbraio 2008, n. 44, è adottato il presente bando pubblico contenente le modalità di presentazione delle domande e di svolgimento della procedura selettiva finalizzata all’assegnazione dei contributi per il funzionamento delle strutture dei soggetti di cui al successivo articolo 2, previo inserimento in apposita Tabella Triennale 2014-2016, nonché i criteri di selezione.

Art. 2  – Soggetti ammissibili

  • 1. Sono legittimati a presentare la domanda per la concessione dei contributi gli enti di ricerca che, alla data di scadenza del bando, hanno ottenuto da almeno tre anni il riconoscimento della personalità giuridica ai sensi dell’articolo 11 del codice civile e del decreto del Presidente della Repubblica 10 febbraio 2000, n. 361, e che svolgono, per prioritarie finalità statutarie e senza scopo di lucro, l’attività di ricerca finalizzata all’ampliamento delle conoscenze culturali, scientifiche, tecniche non connesse a specifici ed immediati obiettivi industriali o commerciali e realizzate anche attraverso attività di formazione post-universitaria specificamente preordinata alla ricerca.
  • 2. Non possono usufruire dei contributi di cui all’articolo 1 gli enti pubblici di ricerca, le università statali e non statali, i centri, i consorzi e le società di ricerca e loro consorzi, costituiti ai sensi degli articoli 91 e 91-bis del decreto del Presidente della Repubblica 11 luglio 1980, n. 382, e loro fondazioni costituite ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 24 maggio 2001, n. 254, nonché gli enti che hanno ottenuto nel corso del medesimo esercizio contributi di funzionamento o altri contributi aventi medesime finalità e natura giuridica, a carico del bilancio dello Stato.

Articolo 3 – Documentazione richiesta

  • 1. Le domande per la concessione del contributo di funzionamento di cui al precedente articolo 1 devono essere corredate della seguente documentazione:
    • a) Atto costitutivo;
    • b) Statuto;
    • c) Provvedimento riconoscimento della personalità giuridica;
    • d) Illustrazione della struttura organizzativa e di ricerca con l’indicazione del personale in servizio, compresi i collaboratori esterni, e relative qualifiche, e della consistenza del patrimonio didattico, scientifico e strumentale;
    • e) Descrizione dettagliata dell’attività scientifica e di formazione svolta nell’ultimo triennio e piano di attività programmatica per il triennio successivo a decorrere dall’anno di riferimento del bando;
    • f) Elenco delle pubblicazioni scientifiche dell’ultimo triennio (indicando autore, titolo, editore, anno pubblicazione) ed eventuali brevetti;
    • g) Descrizione dei programmi di attività di ricerca svolti in modo continuativo, anche mediante i collegamenti con altre istituzioni italiane o internazionali, in particolare con quelli dell’Unione Europea;
    • h) Illustrazione della tradizione storica dell’ente, la sua rilevanza nazionale e internazionale e la sua attualità sulla base dei riscontri riconosciuti dalla comunità scientifica;
    • i) Dichiarazione attestante che l’Ente non usufruisce di altri contributi di funzionamento o altri contributi aventi medesime finalità e natura giuridica, a carico del bilancio dello Stato;
    • j) Bilanci preventivi e consuntivi dell’ultimo triennio;
    • k) Budget dei costi di funzionamento da sostenere per l’esercizio finanziario 2014 e nel biennio successivo.

Articolo 4 – Risorse finanziarie e determinazione della misura del contributo concedibile

  • 1. Per il finanziamento delle domande di cui al presente bando sono destinate risorse pari a Euro 3.005.000 per l’anno 2014 e pari a 2.750.000 per ciascuno dei successivi anni 2015 e 2016, di cui, rispettivamente, euro 5.000 annui per il funzionamento della Commissione di cui al D.M. 139 del 20 febbraio 2014.
  • 2. La misura del contributo per gli anni 2015 e 2016, per ciascuno dei soggetti inseriti nell’apposita Tabella Triennale 2014-2016, potrà essere rideterminato in proporzione allo stanziamento definitivo previsto a legislazione vigente. Qualora lo stanziamento complessivo del capitolo 1679, al netto degli accantonamenti, per gli anni 2015 e 2016 dovesse risultare superiore del 20% a quello dell’anno precedente, la Tabella potrà essere aggiornata, ai sensi dell’art. 5 del decreto ministeriale 8 febbraio 2008 n° 44, con le modalità previste all’articolo 1 del medesimo decreto ministeriale 44/2008. Di conseguenza, esso viene ridotto in proporzione nel caso di riduzione annuale dello stanziamento medesimo.
  • 3. Il contributo a ciascun soggetto è riconosciuto nella misura dell’80% dei costi di funzionamento ammessi al finanziamento e comunque in misura non inferiore a 50.000 euro e non superiore a Euro 300.000, dedicati ad attività coerenti con le finalità del presente decreto, così come desunti dalla documentazione di cui al precedente articolo 3.

 

Articolo 5 – Criteri di valutazione

  • 1. La selezione delle domande è curata dalla Commissione nominata con decreto del Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca ai sensi dell’articolo 3 del decreto ministeriale 8 febbraio 2008, n. 44 che, a tal fine, può avvalersi di esperti o studiosi di settore con particolare riferimento alla valutazione della rilevanza della produzione scientifica e della qualità e della rilevanza dei programmi. Su proposta della Commissione, il Ministero procede alla nomina dei suddetti esperti.
  • 2. Le domande sono valutate nel rispetto dei criteri riportati al successivo comma 3; a tal fine la Commissione assicura l’uniformità di giudizio e di applicazione anche mediante la preventiva definizione di modalità idonee a garantire un omogeneo ed accurato impiego dei punteggi a disposizione.
  • 3. La Commissione propone al Ministro, entro e non oltre 90 (novanta) giorni dalla data di presentazione delle domande, la graduatoria delle stesse accompagnata da una relazione illustrativa sui punteggi assegnati secondo i criteri indicati nel successivo comma 4 e sulla base della quale il Ministro, valutata la proposta, provvede all’assegnazione dei contributi approvando la Tabella Triennale ai sensi dell’articolo 6 del presente decreto.
  • 4. In particolare, la valutazione è volta ad accertare:
    • a) la qualità e rilevanza dei programmi di attività di ricerca svolti in modo continuativo, anche mediante i collegamenti con altre istituzioni italiane o internazionali, in particolare con quelli dell’Unione Europea e i risultati conseguiti nell’ultimo triennio in tema per l’attività di ricerca finalizzata all’ampliamento delle conoscenze culturali, scientifiche, tecniche non connesse a specifici ed immediati obiettivi industriali o commerciali e realizzate anche attraverso attività di formazione post-universitaria specificamente preordinata alla ricerca(max 20 punti);
    • b) la tradizione storica dell’ente, la sua rilevanza nazionale e internazionale e la sua attualità sulla base dei riscontri riconosciuti dalla comunità scientifica (max 15 punti);
    • c) la coerenza e congruità del contributo richiesto rispetto alle attività svolte e programmate e rispetto ai flussi di bilancio dell’ente (max 5 punti);
    • d) la consistenza e qualificazione delle risorse umane coinvolte (max 5 punti);
    • e) consistenza del patrimonio didattico, scientifico e strumentale (max 5 punti);
  • 5. Sono approvate esclusivamente le domande che abbiano conseguito, nella sommatoria dei punteggi di cui alle lettere da a) ad e) del comma precedente, un punteggio complessivo di almeno 35 punti, e comunque un punteggio almeno pari a 15 per la lettera a) ed almeno pari a 10 per la lettera b).
  • 6. La Commissione si esprime anche sulle attività e sui programmi svolti ed attestati nelle relazioni scientifiche per l’erogazione del saldo di cui all’articolo 7, comma 2, del presente decreto.

Articolo 6 – Modalità di emanazione della Tabella Triennale

  • 1. La Tabella Triennale è approvata con decreto del Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, adottato di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze, previa acquisizione del parere delle commissioni parlamentari.
  • 2. Gli esiti sono tempestivamente comunicati ai soggetti proponenti unitamente alle relative motivazioni.
  • 3. La Tabella Triennale è pubblicata sul sito del Ministero.

Articolo 7 – Modalità di erogazione dei contributi

  • 1. L’erogazione del finanziamento è disposta, su base annuale, in due soluzioni: 50% a titolo di anticipazione e 50% a saldo.
  • 2. Il saldo è erogato previo il parere favorevole della Commissione, di cui al precedente articolo 5, sulle attività e sui programmi svolti ed attestati nelle relazioni scientifiche, e previa verifica amministrativo-contabile dei rendiconti del competente ufficio.

Articolo 8 – Controllo e monitoraggio

  • 1. Gli enti che ricevono il contributo devono inviare, con le modalità di cui al successivo articolo 10, entro sei mesi dall’erogazione dell’anticipo:
    • a) relazioni scientifiche relative alle attività svolte nell’anno di riferimento della Tabella triennale e comunque non oltre i predetti sei mesi;
    • b) rendiconti dettagliati e documentati delle spese sostenute.
  • 2. In sede di comunicazione degli esiti della procedura di selezione sono altresì comunicate le forme e le modalità per la compilazione della documentazione di cui al precedente comma 1.
  • 3. Qualora, trascorso un ulteriore mese dalla decorrenza dei termini sopra indicati, rilevati dal servizio telematico di cui al successivo articolo 10, comma 1, e senza motivazioni, non risultino trasmesse le predette documentazioni, il Ministero, a norma dell’art. 4 del decreto ministeriale 8 febbraio 2008 n° 44, procede alla revoca del contributo assegnato ed al recupero delle somme già accreditate.
  • 4. Analogamente provvede in caso di giudizio negativo sulle attività svolte e sulla realizzazione dei programmi preventivati.

Articolo 9 – Divieto di cumulo e revoca del contributo.

  • 1. Gli enti inseriti nella Tabella Triennale non possono beneficiare, nel corso del medesimo periodo, di altri contributi di funzionamento o di altri contributi aventi le stesse finalità e natura giuridica, a carico del bilancio dello Stato.
  • 2. In caso di violazione del descritto vincolo il Ministero procede alla revoca del contributo assegnato ed al recupero delle somme già accreditate.

Articolo 10 – Presentazione delle domande.

  • 1. Le domande per la concessione dei contribuiti di cui al presente Decreto dovranno essere compilate esclusivamente utilizzando il servizio telematico SIRIO all’indirizzo: http://roma.cilea.it/Sirio dove dovranno essere altresì caricati obbligatoriamente gli allegati previsti dal presente bando.
  • 2. Al medesimo indirizzo (http://roma.cilea.it/Sirio) il proponente dovrà registrare la propria utenza e consultare le guide all’utilizzo dei servizi.
  • 3. Il servizio telematico SIRIO consentirà la trasmissione delle domande e dei relativi allegati dalle ore 10.00 del 22 ottobre 2014 alle ore 15.00 del 19 novembre 2014; dopo tale termine non sarà più possibile effettuare la trasmissione della domanda e le domande pervenute con modalità diversa da quella indicata non saranno prese in considerazione.
  • 4. Una volta effettuata la trasmissione della domanda e dei relativi allegati secondo le modalità sopra specificate, il file PDF della domanda trasmessa sul servizio telematico SIRIO dovrà essere stampato e firmato dal legale rappresentante del soggetto richiedente e spedito insieme con una copia del documento di riconoscimento in corso di validità, senza gli allegati.
  • 5. La spedizione di cui al precedente punto 4 andrà effettuata al seguente indirizzo: Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR) – Dipartimento per la Formazione Superiore e per la Ricerca – Direzione Generale per il Coordinamento,  la Programmazione e la Valorizzazione della Ricerca –   Piazzale J. F. Kennedy, 20 – 00144 ROMA. La relativa busta deve recare la dicitura “Domanda di partecipazione al bando di cui al DM 44/2008”.
  • 6. Il plico potrà essere consegnato mediante servizio postale (a mezzo di raccomandata con avviso di ricevimento), mediante corrieri privati o agenzie di recapito debitamente autorizzati.
  • 7. Il termine perentorio entro il quale le domande firmate dovranno pervenire è il 27 novembre 2014
  • 8. Per i soggetti dotati di posta elettronica certificata  e di firma digitale, la domanda potrà essere inviata, firmata digitalmente, all’indirizzo PEC dgcsr@postacert.istruzione.it, corredata sempre di copia del documento di identità del legale rappresentante e nel termine perentorio del 27 novembre 2014.
  • 9. Le domande non trasmesse secondo le modalità specificate nei precedenti commi, e comunque pervenute oltre il termine perentorio del 27 novembre 2014, saranno escluse.
  • 10. Tutto il materiale trasmesso viene utilizzato dal MIUR esclusivamente per l’espletamento degli adempimenti connessi alle assegnazioni di cui al presente decreto.
  • 11. I soggetti debbono fornire in qualsiasi momento, su richiesta del MIUR, tutti i chiarimenti, le notizie e la documentazione ritenuti necessari dal Ministero stesso.

Articolo 11 – Informazioni

  • 1. Il Responsabile del Procedimento per il presente Decreto è il Dott. Antonio Di Donato, Direzione Generale per il Coordinamento,  la Programmazione e la Valorizzazione della Ricerca del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca.
  • 2. Il presente Decreto è pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale ed è disponibile, unitamente a tutta la documentazione ivi richiamata, sul sito www.miur.it e sul servizio telematico SIRIO.
  • 3. Ogni richiesta di informazioni può essere inoltrata al MIUR via e-mail al seguente indirizzo: antonio.didonato@miur.it
Roma, 13 ottobre 2014

IL DIRETTORE GENERALE
(Dr. Vincenzo Di Felice)

Decreto Direttoriale 25 settembre 2014 n. 2768

Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca
Dipartimento per la Formazione Superiore e per la Ricerca

IL CAPO DIPARTIMENTO

VISTO    il D. Lgs. 30 marzo 2001, n.165 e successive modificazioni ed integrazioni;

VISTO    il D.L. 16 maggio 2008, n. 85, recante: “Disposizioni urgenti per l’adeguamento delle strutture di Governo in applicazione dell’art. 1, commi 376 e 377, della L. 24 dicembre 2007, n. 244”, pubblicato nella G.U. del 16 maggio 2008, n. 114, convertito con modificazioni nella L. 14 luglio 2008, n. 121,  pubblicata nella G.U. del 15 luglio 2008, n. 164;

VISTI     i Regolamenti comunitari vigenti per la programmazione 2007-2013;

VISTA    la normativa  nazionale e comunitaria in materia di Aiuti di Stato alla ricerca nonché le specifiche disposizioni contenute nelle decisioni, circolari e/o negli orientamenti adottati a livello comunitario e nazionale in materia;

VISTO    il D.Lgs. del 27 luglio 1999, n. 297, “Riordino della disciplina e snellimento delle procedure per il sostegno della ricerca scientifica e tecnologica, per la diffusione delle tecnologie, per la mobilità dei ricercatori” pubblicato nella G.U. del 27 agosto 1999, n. 201 e  in particolare gli articoli 5 e 7 per quanto alle disposizioni in esso contenute in materia di Fondo di Agevolazione per la Ricerca – FAR e Comitato FAR;

VISTO     il D.M. dell’8 agosto 2000,  n. 593, “Modalità procedurali per la concessione delle agevolazioni previste dal D.Lgs. del 27 luglio 1999, n. 297” e ss.mm.ii. (il “D.M. 593/2000”), tra cui in specie il D.M. del 6 dicembre 2005, n. 3245/Ric., recante l’adeguamento delle disposizioni del D.M. 593/2000;

VISTO    il Decreto Ministeriale del 2 gennaio 2008, “Adeguamento delle disposizioni del D.M. 8 agosto 2000, n. 593 (“Modalità procedurali per la concessione delle agevolazioni previste dal D.Lgs. 27 luglio 1999, n. 297″) alla Disciplina Comunitaria sugli Aiuti di Stato alla Ricerca, Sviluppo ed Innovazione di cui alla Comunicazione 2006/C 323/01”;

VISTO    Il Decreto legge del 9 febbraio 2012, n. 5, “Disposizioni urgenti in materia di semplificazione e di sviluppo” convertito con modificazioni dalla legge 4 aprile 2012, n. 35;

VISTO     il Decreto Ministeriale n. 115 del 19 febbraio 2013, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana in data 27 maggio 2013, recante le “Modalità di utilizzo e gestione del Fondo per gli investimenti nella ricerca scientifica e tecnologica (FIRST). Disposizioni procedurali per la concessione delle agevolazioni a valere sulle relative risorse finanziarie, a norma degli articoli 60, 61, 62 e 63 del decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 134”; con particolare riferimento all’art. 6, commi 8 e 10;

VISTO     il Quadro Strategico Nazionale QSN per la politica regionale di sviluppo 2007-2013 (“QSN”), approvato con Delibera CIPE 174 del 22 dicembre 2006 e con Decisione Commissione Europea del 13 luglio 2007, n. 3329;

VISTI     i Programmi Operativi Regionali (POR) FESR e FSE 2007-2013 delle quattro Regioni della Convergenza (Calabria, Campania, Puglia e Sicilia) previsti dal QSN e adottati con Decisioni della Commissione Europea;

VISTO     il Programma Operativo Nazionale “Ricerca e Competitività” 2007-2013 per le Regioni della Convergenza (“PON R&C”), previsto dal QSN e adottato con Decisione CE (2007) 6882 della Commissione Europea del 21 dicembre 2007 (CCI: 2007IT161PO006), cofinanziato dal Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR) e dal Fondo di Rotazione (FDR) per l’attuazione delle Politiche Comunitarie, ex art. 5 della L. 16 aprile 1987, n. 183 e ss.mm.ii. e gli assi e gli obiettivi operativi all’interno dello stesso Programma descritti;

VISTA    la decisione assunta in sede di Comitato di Sorveglianza del PON nella seduta del 15 giugno 2012, di cui al punto 6 all’ordine del giorno che, nel quadro della riprogrammazione del PON R&C, rimodula, di concerto con la Commissione europea, a favore del Piano di Azione e Coesione (“PAC”) di competenza MIUR, una parte delle risorse finanziarie nazionali rinvenienti dalla riduzione del tasso di cofinanziamento nazionale relativa al PON Riprogrammato;

VISTO     quanto deciso dal CIPE nella seduta del 3 agosto 2012 in merito all’assegnazione delle risorse finanziarie provenienti dalla riduzione del cofinanziamento nazionale (fondo rotazione ex lege 183/87) dei Programmi Operativi Nazionali e Regionali della Programmazione unitaria, previsti anche in relazione al programma di intervento del PAC;

VISTA     la proposta di riprogrammazione del PON R&C, approvata con Decisione della Commissione Europea del 31 ottobre 2012 C(2012) 7629, recante la modifica della Decisione C(2007) 6882;

VISTO     lo schema di garanzia pubblicato unitamente al D.M. dell’8 agosto n. 593/2000, “Modalità procedurali per la concessione delle agevolazioni previste dal D.Lgs. del 27 luglio 1999, n. 297” e ss.mm.ii. (il “D.M. 593/2000”), tra cui in specie il D.M. del 6 dicembre 2005, n. 3245/Ric., recante l’adeguamento delle disposizioni del D.M. 593/2000;

VISTA    la legge 10 giugno 1982, n. 348, “Costituzione di cauzioni con polizze fidejussorie a garanzia di obbligazioni verso lo Stato ed altri Enti pubblici”, con particolare riferimento all’art. 1 e la ss Legge 27 dicembre 1997 n. 449, recante misure sulla finanza pubblica, con particolare riferimento all’art. 24, commi 32 e 33;

VISTA    la Legge 23 luglio 2009, n. 99, “Disposizioni per lo sviluppo e l’internazionalizzazione delle imprese, nonché in materia di energia” e ss.mm.ii, con particolare riferimento alle disposizioni contenute all’art. 3, comma 8;

VISTO    il D. Lgs. del 13 agosto 2010, n. 141, di recepimento della Direttiva 2008/48/CE, relativa ai contratti di credito ai consumatori, nonché modifiche del titolo VI del testo unico bancario (Decreto Legislativo n. 385 del 1993) in merito alla disciplina dei soggetti operanti nel settore finanziario, degli agenti in attività  finanziaria e dei mediatori creditizi T.U.;

CONSIDERATE    le verifiche sulla solidità e l’affidabilità economico-finanziaria, effettuate dagli Istituti Convenzionati sulla base dei dati degli ultimi bilanci approvati per i soggetti attuatori di natura privata;

CONSIDERATO    che in caso di esito negativo della verifica sulla solidità e affidabilità economico-finanziaria in fase di valutazione ex ante, l’ammissione alle agevolazioni è subordinata all’acquisizione da parte del MIUR di idonea garanzia;

CONSIDERATO    che in caso risulti negativo il parametro di onerosità della posizione finanziaria, verificato dall’Istituto Convenzionato all’atto di ogni erogazione, le erogazioni stesse sono subordinate all’acquisizione da parte del MIUR di idonea garanzia a copertura della quota di agevolazione rendicontata nonché della quota residua dell’agevolazione concessa e non rendicontata e valida, pertanto, anche a copertura delle successive erogazioni;

CONSIDERATA    la Circolare MIUR prot. n. 11305 del 8 novembre 2002, con particolare riferimento a quanto previsto al punto 2) che approvava lo schema di garanzia a prima richiesta da utilizzare in caso di mancato superamento delle verifiche parametriche propedeutiche all’erogazione;

RITENUTO     necessario, al fine di garantire e tutelare gli importi concessi e finanziati dal MIUR, procedere all’adozione di uno schema di garanzia a prima richiesta a copertura dell’importo da agevolare, in caso di non superamento delle verifiche concernenti la solidità e l’affidabilità dei soggetti proponenti in sede di ammissibilità;

RITENUTO    altresì necessario procedere all’adozione di un nuovo schema di garanzia a prima richiesta, in sostituzione di quello approvato con la succitata Circolare MIUR prot. n. 11305 del 8/11/2002, a copertura della parte di agevolazione rendicontata e non ancora erogata, pari al contributo risultante sui costi ammessi a seguito dell’espletamento delle verifiche dei competenti organi, nonché della quota residua dell’agevolazione concessa (e non rendicontata) dal decreto di concessione, in caso di esito negativo delle verifiche sulle erogazioni;

Per le ragioni indicate in premessa:
DECRETA

Art. 1
1.    A decorrere dalla  data di adozione del presente decreto è approvato lo “Schema di garanzia a prima richiesta” sub Allegato A), utilizzabile per ciascuna iniziativa, ai sensi della normativa nazionale e comunitaria vigente, sia a valere sui fondi FAR e PON che sul fondo PAC, laddove le verifiche concernenti la solidità e l’affidabilità economico-finanziaria dei soggetti proponenti, in sede di ammissibilità, risulti negativa.

2.    A decorrere dalla  data di adozione del presente decreto è approvato lo “Schema di garanzia a prima richiesta” sub Allegato B), utilizzabile per ciascuna iniziativa, ai sensi della normativa nazionale e comunitaria vigente, sia a valere sui fondi FAR e PON che sul fondo PAC, laddove la verifica dei parametro di onerosità finanziaria, effettuata all’atto dell’erogazione, risulti negativa. Tale schema di garanzia annulla interamente e sostituisce quello già adottato con Circolare MIUR prot. n. 11305 del 8 novembre 2002, fatti salvi gli effetti nel frattempo prodotti.
Art. 2
1.    I suddetti schemi di garanzia rivestono valore di modello di riferimento, e sono suscettibili di limitati adattamenti in relazione alla specificità dei casi.

2.    L’Amministrazione si riserva di poter valutare, sulla base delle informazioni in proprio possesso con riferimento a precedenti bandi e avvisi, se il soggetto emittente disponga dei requisiti di attendibilità necessari.

3.    Il presente decreto sarà pubblicato nelle forme di legge e sul sito internet del MIUR e del PON R&C.

Roma, 25 settembre 2014

IL CAPO DIPARTIMENTO
(Prof. Marco MANCINI)

Allegati

Avviso 19 settembre 2014

Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca
Dipartimento per l’Università, l’Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica e per la Ricerca
Direzione Generale per l’Internazionalizzazione della Ricerca

Nell’ambito del V China-Italy Innovation Forum (Ciif)  e dell’VIII Sino Italian Exchange Event ( Siee), si svolgerà la China – Italy Science & Technology Week (Napoli 13-14, Milano 16, Missioni Territoriali 15 – 17 ottobre 2014) finalizzata a promuovere la collaborazione italo-cinese in ambito scientifico e tecnologico.

Possono partecipare all’evento  le imprese e tutti i soggetti pubblici e privati (centri di ricerca, università, distretti innovativi, cluster impresa-ricerca, parchi scientifici e tecnologici etc.) con una sede in Italia, attivi nell’innovazione di prodotto, processo o nella ricerca scientifica e tecnologica e che hanno interesse a confrontarsi con potenziali clienti o partner della Repubblica Popolare Cinese. Data di Scadenza per l’iscrizione: 3 ottobre 2014

La call e il  programma sono pubblicati  sul sito dedicato

www.cittadellascienza.it/siee

Aperta online la consultazione per il PON Ricerca e Innovazione 2014-2020

Aperta online la consultazione per il PON Ricerca e Innovazione 2014-2020

Il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR) ha lanciato la consultazione pubblica sul documento del Programma Operativo Nazionale (PON) “Ricerca e Innovazione” 2014-2020 inviato il 22 luglio scorso alla Commissione Europea.

Tutti possono partecipare: c’è tempo fino al 30 settembre 2014.

Si tratta di una iniziativa di democrazia partecipativa avviata con l’obiettivo di condividere con tutti gli attori interessati – regioni, parti economico-sociali, stakeholders, soggetti del partenariato, cittadini – contenuti e finalità dello strumento di finanziamento che, nel nuovo ciclo di programmazione europea, succede al Programma Operativo Nazionale Ricerca e Competitività 2007-2013. Mobilitando risorse pari a 1.698 milioni di euro, il PON “Ricerca e Innovazione” intende agire sui principali volani della crescita delle regioni del Mezzogiorno.

La consultazione pubblica rappresenta una fase del percorso di definizione del Programma che porterà alla stesura del documento finale. Dopo aver recepito le osservazioni della Commissione Europea, il MIUR utilizzerà i risultati emersi per giungere a un testo definitivo del PON Ricerca e Innovazione 2014-2020, che ripresenterà alla Commissione per l’approvazione. Per consentire a chiunque di intervenire, la consultazione pubblica è aperta sia sul testo del documento originale trasmesso alla Commissione Europea, sia su un testo semplificato, per i non addetti ai lavori.

Partecipare  è semplice. Gli interessati sono chiamati a leggere e ad analizzare il testo del documento orginale e di quello semplificato e a proporre suggerimenti relativi alla strategia, al contenuto delle singole azioni e alle modalità attuative del Programma. Per lasciare un commento o un contributo, basta scegliere un capitolo nell’indice, cliccare il testo/titolo del paragrafo di interesse e e compilare il form che apparirà. È necessario indicare il proprio nominativo e l’indirizzo email. I contributi dovranno essere pertinenti, chiari e sintetici.

L’analisi e la valutazione delle proposte sarà affidata a un gruppo di lavoro che, dopo aver ordinato per argomento e per tipologia di intervento i contributi ricevuti, produrrà una prima relazione sugli esiti della consultazione. Ciascun contributo sarà letto, analizzato, discusso e valutato secondo i canoni di imparzialità e trasparenza dal MIUR, responsabile di recepire o meno i contenuti, anche in base alle osservazioni avanzate dalla Commissione Europea.

Il PON “Ricerca e Innovazione” è volto a favorire la crescita delle regioni in transizione – Abruzzo, Molise e Sardegna – e di quelle in ritardo di sviluppo – Basilicata, Campania, Calabria, Puglia, Sicilia. In linea con l’impianto strategico della Smart Specialisation Strategy (S3) e del Programma Nazionale per le Infrastrutture di Ricerca (PNIR), si realizza su 12 ambiti applicativi: Aerospazio; Agrifood; Blue Growth (economia del mare); Chimica verde; Design, creatività e made in Italy (non R&D); Energia; Fabbrica intelligente; Mobilità sostenibile; Salute; Smart, Secure and Inclusive Communities; Tecnologie per gli Ambienti di Vita; Tecnologie per il Patrimonio Culturale.

Fonte Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca
Data pubblicazione 01/08/2014

Decreto Direttoriale 20 febbraio 2014 n. 514

Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca
Dipartimento per l’università, l’alta formazione artistica, musicale e coreutica e per la ricerca
Direzione Generale per il Coordinamento e lo Sviluppo della RicercaDecreto Direttoriale 20 febbraio 2014 n. 514

Avviso per la presentazione di proposte in risposta a “sfide” di innovazione sociale nell’ambito del  programma “talent italy”

VISTO l’art. 19 della Legge n. 59 del 15 marzo 1997 e ss.mm.ii. per la riforma della pubblica amministrazione e per la semplificazione amministrativa;

VISTO il D.Lgs. n. 300 del 30 luglio 1999 e ss.mm.ii., sulla riforma dell’organizzazione del governo ex art. 11 della Legge n. 59 del 15 marzo 1997 ed, in particolare, l’art. 4, comma 4;

VISTO il D.Lgs. n. 165 del 30 marzo 2001e ss.mm.ii. sull’ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche;

VISTA la Legge n. 121 del 14 luglio 2008 di conversione, con modificazioni, del decreto-legge n. 85 del 16 maggio 2008, recante “Disposizioni urgenti per l’adeguamento delle strutture di governo in applicazione dell’art. 1, commi 376 e 377, della legge n. 244 del 24 dicembre 2007, con la quale è stato previsto che le funzioni del Ministero dell’Università e della Ricerca, con le inerenti risorse finanziarie, strumentali e di personale, sono trasferite al Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca;

VISTO il D.P.R. n. 17 del 20 gennaio 2009, “Regolamento recante disposizioni di riorganizzazione del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca“;

CONSIDERATA la Comunicazione COM(2011) 808 def della Commissione al Consiglio, al Parlamento Europeo, al Comitato Economico e Sociale Europeo e al Comitato delle Regioni “Horizon 2020” nella quale viene illustrato il quadro strategico comune in materia di ricerca e innovazione per il periodo 2014-2020, e che prevede tre priorità che si rafforzano reciprocamente: 1. generare una scienza di alto livello finalizzata a rafforzare l’eccellenza scientifica dell’UE a livello internazionale; 2. promuovere la leadership industriale mirata a sostenere l’attività economica, comprese le PMI; 3. innovare per affrontare le sfide sociali, in modo da rispondere direttamente alle priorità identificate nella strategia Europa 2020 per mezzo di attività ausiliari che coprono l’intero spettro delle iniziative, dalla ricerca al mercato;

VISTO il Decreto Legge n. 83 del 22 Giugno 2012, recante: “Misure urgenti per la crescita del paese“;

VISTO il Decreto Ministeriale n. 115 del 19 febbraio 2013 “Modalità di utilizzo e gestione del Fondo per gli Investimenti nella Ricerca Scientifica e Tecnologica (FIRST). Disposizioni procedurali per la concessione delle agevolazioni a valere sulle relative risorse finanziarie, a norma degli articoli 60, 61, 62 e 63 del decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 134″;

VISTO il D.M. n. 1049 del 19 dicembre 2013, emanato dal Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze, attualmente in corso di registrazione presso la Corte dei Conti, con il quale sono destinati euro 5.000.000 a valere sulle risorse del FIRST (al netto dei costi relativi alle attività di valutazione e monitoraggio) per interventi riguardanti attività di Social Innovation attraverso l’attribuzione di premi a soluzioni di particolare rilievo innovativo presentate in risposta a specifiche “sfide” lanciate dal Ministero;

VISTO il regolamento (CE) n. 1407/2013 della Commissione europea del 18 dicembre 2013, relativo all’applicazione degli articoli 107 e 108 del trattato agli aiuti di importanza minore (“de minimis”), pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea n. L 352 del 24.12.2013;

RITENUTO di procedere alla adozione e pubblicazione di uno specifico Avviso per la realizzazione di una specifica iniziativa denominata “Talent Italy”, basata sul modello già diffuso in Europa e Nord America, dedicata alla gestione di sfide di innovazione sociale, ossia di progetti di ricerca destrutturata per lo sviluppo di soluzioni innovative con assegnazione di premi.

CONSIDERATO che il tema della Open & Digital Education fa attualmente parte delle questioni centrali affrontate dalla Commissione e dal Consiglio dell’Unione europea e, altresì, che durante il semestre di Presidenza italiana sarà organizzato a Bruxelles un summit europeo sul tema.

 

DECRETA

Articolo 1
Finalità e oggetto dell’intervento

  • 1. Specifica finalità di questo intervento è favorire la capacità di ricerca e innovazione sul territorio nazionale attraverso il lancio di sfide (o Challenge), che prevedono l’assegnazione di premi in risposta a problemi di particolare rilevanza scientifica, tecnologica e sociale, in coerenza con gli ambiti strategici individuati dal Programma Quadro di Ricerca e Innovazione dell’Unione Europea “Horizon 2020”.
  • 2. I macro obiettivi del programma di challenge prize ”Talent Italy” (di seguito “il Programma”) sono:
    • – l’impatto sul sistema della ricerca e sui ricercatori: il Programma è funzionale all’obiettivo di creare una comunità di innovatori e ricercatori operanti all’interno di un ecosistema in cui nascono e prosperano sinergie con gli Stakeholders più significativi nel panorama nazionale ed europeo della ricerca e dell’innovazione;
    • – l’impatto sulla società: il Programma promuove il merito ed incoraggia la diffusione della conoscenza, stimolando la partecipazione di una platea di attori più ampia possibile (crowdsourcing) e offrendo la prospettiva di premi attribuiti a soluzioni di particolare rilievo innovativo e commisurati al risultato raggiunto;
    • – l’impatto sul sistema produttivo: il Programma si ispira ai principi della open innovation e consente di ridurre in maniera significativa i tempi di trasformazione dei risultati della ricerca in innovazioni aventi impatto sul mercato e ricadute sulla società.

 

Articolo 2
La sfida
Open Education: sviluppo di un MOOC per Scuole e Università italiane

  • 1. Negli ultimi anni, i Massive Online Open Course (di seguito “MOOC”), corsi online aperti ad un numero potenzialmente elevatissimo di studenti, stanno diventando sempre più popolari. L’idea di utilizzare il World Wide Web per tenere corsi online fruibili da migliaia di studenti di ogni età e provenienza geografica, dopo un’originaria diffusione negli Stati Uniti d’America, si sta affermando anche in Europa e nel resto del mondo. Tale diffusione è facilitata dalla maggiore disponibilità della banda larga e dalla crescente popolarità di dispositivi digitali. I MOOC, infatti, sembrano un modo attraente per espandere l’esperienza in aula e raggiungere, in maniera economica ed efficace, autodidatti di ogni tipo: dai lavoratori alle persone con disabilità, dagli abitanti di aree rurali a quelli di aree in via di sviluppo.
    Sebbene sia difficile stimarne con precisione l’impatto, una maggiore diffusione di esperienze educative sotto forma di MOOC risulta di notevole rilevanza sociale, culturale, civile ed economica. Per ottenere la massima efficacia da tale tipologia di corsi, oltre ad un elevato livello qualitativo dei contenuti, è fondamentale assicurare un approccio esperienziale all’apprendimento. Un MOOC deve garantire anche massima apertura (ad esempio mediante licenze libere Creative Commons) e tutela della privacy degli studenti. MOOC con contenuti liberi e che rispettano i fruitori possono diventare un’importante estensione della didattica tradizionale ed una modalità inclusiva di trasmissione della conoscenza.
  • 2. I soggetti proponenti di cui all’art. 3, comma 1, dovranno realizzare un MOOC completo, con contenuti di alto livello qualitativo e in linea con gli obiettivi formativi specifici, da rendere fruibile su una delle piattaforme disponibili online. Il MOOC dovrà presentare le seguenti caratteristiche:
    • – accesso gratuito;
    • – disponibilità online dei contenuti del corso e di tutti i materiali didattici (testi e video), offerti nella lingua ritenuta più idonea dal proponente;
    • – possibilità di fruizione del corso su larga scala in assenza di limiti numerici all’iscrizione;
    • – verifiche online dei livelli di apprendimento raggiunti dagli studenti;
    • – attività di supporto alla didattica che prevedano interazione tra docente e studente;
    • – certificazione finale che attesti il conseguimento degli obiettivi formativi da parte dello studente.
  • 3. La sfida è articolata in due fasi:
    • – nella prima fase le proposte pervenute al MIUR saranno sottoposte ad una valutazione comparata da parte della Giuria di esperti di cui all’art. 6, comma 6, del presente Avviso. Al termine di tale valutazione saranno ammesse alla seconda fase della sfida le proposte valutate idonee sulla base dei criteri previsti dall’art. 6, comma 7;
    • – le proposte ammesse alla seconda fase dovranno essere sviluppate e rese disponibili sulle piattaforme online ritenute più idonee dai soggetti proponenti, secondo i tempi previsti all’art. 6, comma 10. Al termine della seconda fase, ai quattro migliori MOOC selezionati dalla Giuria, saranno assegnati i premi previsti dall’art. 5, comma 3.

 

Articolo 3
Soggetti ammissibili

  • 1. Possono presentare le proposte in risposta alla sfida di cui al precedente articolo 2:
    • – tutti i cittadini, italiani o stranieri, residenti sul territorio nazionale;
    • – le imprese start-up iscritte nella sezione speciale del Registro delle Imprese “Start-up innovativa” istituito ai sensi dell’art. 25 del D.L. n. 179 del 18 ottobre 2012 convertito con la legge n. 221 del 17 dicembre 2012 ;
    • – le imprese spin-off costituite ai sensi dell’art. 11 del D.M. n. 593 dell’8 agosto 2000 e ss.mm.ii, ovvero imprese spin-off riconosciute da Università o Istituti universitari;
    • – le Scuole, le Università, gli Istituti universitari e gli Enti Pubblici di Ricerca.
  • 2. Le persone giuridiche di cui al comma 1 devono avere stabile organizzazione sul territorio nazionale.
  • 3. I soggetti di cui al comma 1 possono presentare le proposte in forma individuale, ovvero in forma congiunta, fino ad un numero massimo di tre persone giuridiche e/o dieci persone fisiche.

 

Articolo 4
Caratteristiche delle Proposte

  • 1. Le proposte dovranno contenere tutti i seguenti elementi:
    • – descrizione della proposta, con esplicazione di: ambito di riferimento, modalità di fruizione del MOOC, obiettivi e risultati formativi previsti, competenze ed esperienze del personale docente coinvolto nell’erogazione del corso;
    • – illustrazione delle attività necessarie per la realizzazione degli obiettivi previsti dalla sfida;
    • – illustrazione della novità e della originalità della metodologia didattica proposta;
    • – cronoprogramma della proposta, articolato per fasi realizzative coerenti con la tempistica prevista dalla sfida;
    • – impegno del/i soggetto/i proponente/i nelle attività previste per la realizzazione degli obiettivi della sfida;
    • – competenze del/i soggetto/i proponente/i;

 

Articolo 5
Risorse finanziarie disponibili, premi e forme di intervento

  • 1. Per il finanziamento della sfida di cui all’articolo 2, il MIUR mette a disposizione risorse a carico del FIRST complessivamente pari a euro 160.000.
  • 2. Al termine della prima fase, i soggetti proponenti delle proposte ritenute soddisfacenti dalla Giuria ai sensi dell’art. 6, comma 9, del presente Avviso dovranno rendere disponibili i loro MOOC sulle piattaforme ritenute da essi più idonee.
  • 3. Al termine della seconda fase, saranno assegnati, ai sensi dell’art. 6, comma 13, i seguenti premi monetari, al lordo delle ritenute applicabili:
    • a. euro 100.000 al primo classificato in ordine di graduatoria;
    • b. euro 20.000 al secondo, terzo e quarto classificato in ordine di graduatoria.
  • 4. Nel caso di partecipazione in forma congiunta, i premi di cui al comma 3 saranno equamente ripartiti tra i soggetti proponenti, salvo diverso accordo tra gli stessi, pervenuto al MIUR al momento della presentazione della proposta.
  • 5. I premi di cui al precedente comma 3, sono concessi ai sensi del regolamento (CE) n. 1407/2013 della Commissione europea del 18 dicembre 2013, relativo all’applicazione degli articoli 107 e 108 del trattato agli aiuti di importanza minore (“de minimis”), pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea n. L 352 del 24.12.2013. Ai fini della relativa applicazione, in sede di presentazione delle proposte ciascun soggetto dovrà fornire apposita dichiarazione così come previsto all’articolo 5, comma 1, del predetto regolamento.


Articolo 6

Modalità e criteri per l’ammissibilità e la valutazione delle Proposte

  • 1. Non sono ammissibili le proposte:
    • – pervenute al MIUR con modalità e termini differenti da quelli indicati all’art. 8 del presente Avviso.
    • – presentate da soggetti per i quali sia riscontrato, in qualunque momento, il mancato possesso dei requisiti di ammissibilità.
  • 2. Il MIUR ha facoltà di escludere le proposte il cui contenuto non sia ritenuto conforme al presente Avviso, alla legge italiana o europea.
  • 3. Il MIUR ha, in qualunque momento, facoltà di escludere il soggetto proponente che assuma un comportamento disonesto, inappropriato o potenzialmente pericoloso. In tali circostanze, il MIUR si riserva la facoltà di deliberare l’esclusione della proposta.
  • 4. Tutti i vincitori della sfida potranno essere oggetto di verifica da parte del MIUR, le cui decisioni sono definitive e vincolanti per tutte le questioni relative alla sfida.
  • 5. Tutti i costi di partecipazione alla sfida, inclusi i costi di trasporto, sono da considerarsi a carico esclusivo dei soggetti proponenti.
  • 6. La proposte saranno sottoposte ad una valutazione comparata, che sarà affidata ad una Giuria di esperti (di seguito “la Giuria”), nominata con decreto del Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e costituita da almeno tre personalità, anche straniere, di elevata qualificazione scientifica e comprovata esperienza nei settori rilevanti per la sfida di cui all’art. 2 del presente Avviso. La Giuria potrà avvalersi del supporto di esperti. I nominativi dei componenti della Giuria e degli eventuali esperti saranno resi noti sul portale www.talentitaly.it. La Giuria, che assicura il corretto svolgimento di ogni fase della sfida, ha il compito di valutare e selezionare le proposte nelle fasi di cui ai successivi commi.
  • 7. Nella prima fase, la Giuria valuterà le proposte attribuendo un punteggio in base a ciascuno dei criteri di seguito riportati: 
    • – potenziale risolutivo (max 25 punti): coerenza del contenuto e dell’articolazione dei moduli sulla base degli obiettivi di apprendimento dichiarati;
    • – solidità (max 25 punti): livello qualitativo dei contenuti proposti e del personale docente coinvolto nella realizzazione ed erogazione dei contenuti didattici del corso;
    • – fruibilità (max 20 punti): adeguatezza delle modalità di fruizione dei contenuti del MOOC;
    • – novità e originalità (max 20 punti): grado di innovazione della metodologia didattica proposta;
    • – competenza (max 10 punti): esperienze e competenze del/i soggetto/i proponente/i nell’ambito di riferimento della sfida.
  • 8. La valutazione della prima fase sarà espressa mediante un valore numerico definito dalla somma dei punteggi calcolati per ciascuno dei criteri previsti al precedente comma.
  • 9. Le proposte che abbiano raggiunto la soglia minima di 70 punti, saranno ammesse alla seconda fase della sfida.
  • 10. La seconda fase avrà una durata di sei mesi e si concluderà con un evento finale, durante il quale si procederà all’assegnazione dei premi. Le modalità di partecipazione alla seconda fase, nonché la data e l’ora dell’evento finale, saranno rese note successivamente alla chiusura della prima fase sul portale www.talentitaly.it.
  • 11.La valutazione delle proposte ammesse alla seconda fase sarà affidata alla stessa Giuria di cui all’art. 6, comma 6, che procederà sulla base dei seguenti criteri:
    • – risoluzione del problema (max 30 punti): coerenza del MOOC rispetto agli obiettivi di apprendimento dichiarati;
    • – solidità (max 30 punti): livello qualitativo dei contenuti sviluppati;
    • – specificità (max 20 punti): aderenza ad esigenze formative specifiche di particolari categorie di fruitori;
    • – impatto (max 20 punti): analisi del livello di gradimento del corso, valutazione da parte dei fruitori, diffusione del MOOC, numero di fruitori e tasso di abbandono.
  • 12. La Giuria, dopo aver concluso l’attività di valutazione, elabora la graduatoria finale sulla base dei punteggi conseguiti nella seconda fase.
  • 13. Il MIUR, acquisita dalla Giuria la graduatoria di seconda fase, procede ad erogare il premio di cui all’art. 5, comma 3, ai soggetti proponenti delle migliori quattro proposte, in ordine di graduatoria, che abbiano anche raggiunto un punteggio minimo di 70 punti.

 

Articolo 7
Proprietà intellettuale dei risultati

  • 1. La proprietà intellettuale delle proposte premiate sarà riconosciuta ai soggetti proponenti.
  • 2. I proponenti devono impegnarsi a rilasciare online tutti i contenuti tramite una licenza Creative Commons a scelta tra: Attribuzione (BY), Attribuzione-Condividi allo stesso modo (BY-SA), Attribuzione-Non Commerciale (BY-NC) e Attribuzione-NonCommerciale-Condividi allo stesso modo (BY-NC-SA).

 

Articolo 8
Modalità di presentazione delle Proposte

  • 1. Le proposte sono presentate dal singolo proponente, ovvero, nel caso di partecipazione congiunta, dal capofila che ha la responsabilità del progetto, anche in collaborazione e per conto di altri soggetti partecipanti di cui al comma 1 dell’art. 3 del presente Avviso.
  • 2. Ogni proposta, redatta esclusivamente in lingua inglese, prevede le seguenti componenti distinte:
    • a. form amministrativo (Parte A);
    • b. la proposta (Parte B);
    • c. la documentazione di supporto (Parte C);
  • 3. La proposta potrà essere accompagnata da un video di presentazione del progetto della durata massima di dieci minuti. Alternativamente al video, i soggetti proponenti potranno caricare una presentazione munita di eventuale commento vocale, della durata massima di dieci minuti. Il video e/o la presentazione, nonché l’eventuale commento vocale, dovranno essere realizzati in lingua inglese.
  • 4. Le proposte devono essere presentate tramite i servizi della piattaforma TalentItaly (al sito www.talentitaly.it), entro e non oltre le ore 23:59 del 3 aprile 2014. Sul sito sono rese disponibili la modulistica e le informazioni necessarie per la presentazione delle domande.
  • 5. Eventuali modifiche alle tempistiche della sfida saranno pubblicate sul sito www.talentitaly.it.
  • 6. Tutto il materiale trasmesso sarà utilizzato dal MIUR per l’espletamento degli adempimenti di cui al presente Avviso.
  • 7. I soggetti proponenti, in qualsiasi momento, devono fornire su richiesta del MIUR tutti i chiarimenti, le notizie e la documentazione ritenuti necessari dal Ministero stesso.

Articolo 9
Informazioni

  • 1. Il Responsabile del Procedimento per l’Avviso l’Ing. Mauro Massulli -Dirigente dell’Ufficio V della Direzione Generale per il coordinamento e lo sviluppo della ricerca.
  • 2. Il presente Avviso è pubblicato, unitamente alla documentazione ivi richiamata, sul sito www.talentitaly.it e www.miur.it.
  • 3. Ogni richiesta di informazioni può essere inoltrata al MIUR via e-mail al seguente indirizzo talentitaly@miur.it.
  • 4. Gli effetti del presente decreto sono soggetti alle positive verifiche degli organi di controllo, previste dalle vigenti disposizioni.
Roma, 20 febbraio 2014

IL DIRETTORE GENERALE
F.to (Dott. Emanuele Fidora)