Archivi tag: Edilizia

18 aprile CdM approva DPR “otto per mille”

Il 18 aprile il Consiglio dei Ministri approva definitivamente il decreto del Presidente della Repubblica concernente “Regolamento recante modifiche ed integrazioni al decreto del Presidente della Repubblica 10 marzo 1998, n. 76, in materia di criteri e procedure per l’utilizzazione della quota dell’otto per mille dell’IRPEF devoluta alla diretta gestione statale”

QUOTA 8X1000 IRPEF

Su proposta del Presidente del Consiglio è stato approvato in via definitiva, dopo aver acquisito i pareri del Consiglio di Stato e delle Commissioni parlamentari competenti, un regolamento sui criteri e le procedure per l’utilizzazione della quota dell’8×1000 dell’IRPEF devoluta alla diretta gestione statale, destinata agli interventi straordinari per fame nel mondo, per calamità naturali, per assistenza ai rifugiati e per conservazione di beni culturali (confronta comunicato stampa n. 67 del 31 gennaio 2013)

Le modifiche proposte intendono migliorare la disciplina dell’erogazione del contributo dell’8×1000 adeguandola ai principi di certezza e trasparenza di distribuzione delle risorse e ai principi di razionalizzazione e contenimento della spesa.

Le novità principali riguardano:

– l’estensione degli interventi di assistenza ai rifugiati anche nei confronti di coloro a cui è riconosciuta protezione internazionale o umanitaria. Un quarto delle risorse provenienti dall’otto per mille dell’IRPEF a gestione statale è riservato a tale categoria.

– l’equa distribuzione territoriale divisa per cinque aree geografiche;

– la possibilità di derogare, in caso di necessità e urgenza, all’equa ripartizione, concentrandole invece su un singolo intervento. In questi casi il Governo deve inviare al Parlamento una relazione per indicare le nuove modalità di ripartizione.

17 aprile Commissione speciale su DPR “otto per mille”

Il 17 aprile la Commissione speciale esprime parere favorevole con condizioni sullo schema di decreto del Presidente della Repubblica concernente “Regolamento recante modifiche ed integrazioni al decreto del Presidente della Repubblica 10 marzo 1998, n. 76, in materia di criteri e procedure per l’utilizzazione della quota dell’otto per mille dell’IRPEF devoluta alla diretta gestione statale”

«La Commissione speciale per l’esame di disegni di legge di conversione di decreti-legge e di altri provvedimenti urgenti presentati dal Governo,

            esaminato lo schema di decreto del Presidente della Repubblica concernente “Regolamento recante modifiche ed integrazioni al decreto del Presidente della Repubblica 10 marzo 1998, n. 76, in materia di criteri e procedure per l’utilizzazione della quota dell’otto per mille dell’IRPEF devoluta alla diretta gestione statale” (atto n. 2);

            considerato che la nuova disciplina appare rafforzare la trasparenza della procedura per la ripartizione della quota statale dell’otto per mille;

rilevata l’opportunità di:

            riformulare in maniera conforme alla prassi vigente le clausole di neutralità finanziaria di cui all’articolo 4, comma 1, capoverso Art. 5, comma 2, e di cui all’articolo 7, comma 1, capoverso Art. 8, comma 5;

            prevedere, nel caso in cui si deroghi al criterio della ripartizione in parti uguali per le quattro tipologie di intervento previste, che il Governo trasmetta al Parlamento una relazione nella quale dia conto delle ragioni per le quali ha derogato ai criteri di cui all’articolo 1, comma 2, capoverso 2-bis, commi 1 e 5;

            prevedere altresì l’obbligo per il Governo di predisporre una relazione alle competenti Commissioni parlamentari in merito alle modalità di reintegrazione delle risorse medesime e alle conseguenti iniziative nel caso di approvazione di provvedimenti legislativi di sua iniziativa che dispongano la riduzione o la diversa destinazione della quota statale dell’otto per mille;

            all’articolo 4, comma 1, capoverso Art. 5, comma 4, prevedere che la presidenza del Consiglio dei ministri definisca lo schema del decreto concernente il piano di ripartizione delle risorse in coerenza con le valutazioni delle suddette Commissioni;

            prevedere la soppressione del termine di cui al comma 2 del nuovo articolo 7, fissato in trenta giorni per l’espressione dei pareri delle Commissioni parlamentari competenti, oltre il quale decorre il termine ulteriore di 15 giorni per l’adozione del decreto di destinazione dei fondi, nonostante la norma di legge che prevede l’espressione dei pareri parlamentari (articolo 3, comma 19 della legge n. 664 del 1996) non fìssi alcun termine in proposito, nel rispetto dei Regolamenti delle Camere;

            specificare a decorrere da quale esercizio finanziario si applicheranno le disposizioni previste dallo schema di regolamento e disciplinare la fase transitoria del passaggio dal vigente al nuovo meccanismo di ripartizione della quota statale relativa all’otto per mille;

esprime parere favorevole con le seguenti condizioni:

            all’articolo 1, comma 2, capoverso Art. 2-bis, sopprimere il comma 2;

            all’articolo 1, comma 2, capoverso Art. 2-bis, dopo il comma 5 aggiungere il seguente:

“5-bis. Ove sia stata disposta, con un provvedimento legislativo di iniziativa governativa, la riduzione o la diversa destinazione delle risorse di cui al comma 1, il Governo riferisce alle competenti Commissioni parlamentari in merito alle modalità di reintegrazione delle risorse medesime e alle conseguenti iniziative.”;

            all’articolo 1, comma 2, capoverso Art. 2-bis, al comma 6, aggiungere in fine il seguente periodo: “Nell’apposita sezione dedicata all’8 per mille del sito istituzionale della Presidenza del Consiglio dei ministri sono resi disponibili, anche in formato elaborabile, i dati relativi alle richieste di ammissione al riparto delle risorse, agli interventi ammessi al suddetto riparto, le relazioni delle Commissioni tecniche che hanno proceduto alla valutazione delle singole iniziative, gli atti relativi alla successiva fase di erogazione dei fondi con esplicita indicazione dei termini di pagamento, nonché i risparmi realizzati e che possono essere conservati dai beneficiari;

            all’articolo 2, comma 1, capoverso Art. 3, comma 1, sostituire il secondo periodo con il seguente: “sono in ogni caso esclusi i soggetti aventi finalità di lucro”;

            all’articolo 2, comma 1, capoverso Art. 3, comma 2, sostituire la lettera a), con la seguente: “a) essere in regola con gli obblighi relativi al pagamento delle imposte, delle tasse e delle assicurazioni sociali, nonché, nei casi previsti dalla legge, all’applicazione dei contratti collettivi nazionali di lavoro”;

            all’articolo 4, comma 1, capoverso Art. 5, comma 2, sostituire l’ultimo periodo con i seguenti: “La partecipazione alle Commissioni di cui al presente comma non dà luogo alla corresponsione di compensi, emolumenti, indennità o rimborsi spese. Dal funzionamento delle medesime Commissioni non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica”;

            all’articolo 4, comma 1, capoverso Art. 5, comma 4, dopo le parole: “e definisce” aggiungere le seguenti: “, in coerenza con le valutazioni delle suddette Commissioni,”;

            all’articolo 6, capoverso “Art. 7”, sostituire il comma 2 con il seguente: “2. Il presidente del Consiglio, acquisito il parere delle competenti Commissioni parlamentari, espresso nel termine previsto dai Regolamenti delle Camere, adotta il decreto di destinazione dei fondi entro 15 giorni.”.

            all’articolo 7, comma 1, capoverso Art. 8, comma 5, sostituire l’ultimo periodo con i seguenti: “La partecipazione alle Commissioni di cui al presente comma non dà luogo alla corresponsione di compensi, emolumenti, indennità o rimborsi spese. Dal funzionamento delle medesime Commissioni non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica”;

            all’articolo 11, sostituire il comma 1 con il seguente:

“1. Il presente regolamento si applica a decorrere dal 1o gennaio 2014″;

Schema Decreto del Presidente della Repubblica (Senato, 17.4.13)

Regolamento recante modifiche ed integrazioni al decreto del Presidente della Repubblica 10 marzo 1998, n. 76, in materia di criteri e procedure per l’utilizzazione della quota dell’otto per mille dell’Irpef devoluta alla diretta gestione statale

Decreto Interministeriale 11 aprile 2013

Decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca
di concerto
con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti
con il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare

Adozione delle linee guida contenenti indirizzi progettuali di riferimento per la costruzione di nuove scuole, anche in linea con l’innovazione introdotta nell’organizzazione della didattica con la diffusione delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione

Linee guida

Norme tecniche-quadro, contenenti gli indici minimi e massimi di funzionalità urbanistica, edilizia, anche con riferimento alle tecnologie in materia di efficienza e risparmio energetico e produzione da fonti energetiche rinnovabili, e didattica indispensabili a garantire indirizzi progettuali di riferimento adeguati e omogenei sul territorio nazionale

11 aprile Linee guida Edilizia scolastica

Il Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, di concerto con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti e con il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, acquisito il parere della Conferenza Unificata, vara un decreto per l’adozione delle linee guida contenenti indirizzi progettuali di riferimento per la costruzione di nuove scuole, anche in linea con l’innovazione introdotta nell’organizzazione della didattica con la diffusione delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione

Di seguito il comunicato stampa:

Scuola, varate in Conferenza Unificata le nuove linee guida per l’edilizia scolastica
Scuole più sicure e spazi di apprendimento  al passo con l’innovazione digitale

(Roma, 11 aprile 2013) Se la scuola cambia e si rinnova, allora devono cambiare anche gli edifici e gli spazi educativi, secondo nuovi criteri per la costruzione degli edifici scolastici e uno sguardo al futuro, ai nuovi spazi di apprendimento coerenti con le innovazioni determinate dalle tecnologie digitali e dalle evoluzioni della didattica. Sono questi i principi ispiratori delle nuove Linee Guida per le architetture interne delle scuole varate oggi, su proposta del ministro Francesco Profumo, dopo il parere della Conferenza Unificata. Tra gli obiettivi di fondo, garantire edifici scolastici sicuri, sostenibili, accoglienti e adeguati alle più recenti concezioni della didattica, sostenute dal percorso di innovazione metodologica intrapreso grazie alla progressiva diffusione delle ICT nella pratica educativa.
Le Linee Guida rinnovano i criteri per la progettazione dello spazio e delle dotazioni per la scuola del nuovo millennio. Per questo motivo si discostano dallo stile prescrittivo delle precedenti, risalenti al 1975. La nuova logica, infatti, è di tipo “prestazionale”, e rende i criteri di progettazione più agevolmente adattabili alle esigenze didattiche e organizzative di una scuola in continuo mutamento. Vengono dunque riconfigurate la architetture interne, proponendo una concezione dello spazio differente da un modello di organizzazione della didattica rimasto ancorato alla centralità della lezione frontale. Le Linee Guida appena approvate propongono invece spazi modulari, facilmente configurabili e in grado di rispondere a contesti educativi sempre diversi, ambienti plastici e flessibili, funzionali ai sistemi di insegnamento e apprendimento più avanzati. Se infatti cambiano le metodologie della didattica, superando l’impostazione frontale, anche la realizzazione degli edifici scolastici dovrà rispondere a parametri e criteri architettonici e dell’organizzazione dello spazio del tutto nuovi.
La predisposizione e l’approvazione delle nuove Linee Guida si inserisce all’interno di un percorso, seguito dal Miur, iniziato con un’approfondita ricognizione internazionale, presentata nell’ambito del convegno “Quando lo spazio insegna” del 16 maggio 2012. In quella occasione è stata avviata una ricerca di soluzioni operative che consentano un’effettiva rigenerazione del patrimonio scolastico, per renderlo più adatto all’evoluzione tecnologica e rispondente ai criteri di sicurezza. Un impegno, questo, che si è poi concretizzato anche attraverso la recente direttiva firmata dal ministro Profumo, che prevede lo stanziamento di 38 milioni di euro da destinare alla costruzione di nuove scuole attraverso lo strumento del fondo immobiliare e nel rispetto delle nuove Linee Guida.

26 marzo 38 milioni di euro per l’Edilizia scolastica

Il Ministro firma una direttiva che destina 38 milioni di euro per la costruzione di edifici realizzati secondo le nuove Linee guida per le architetture interne in linea con l’innovazione nella scuola.

Ørestad_Gymnasium_Copenhagen

Di seguito il comunicato stampa:

Edilizia scolastica: 38 milioni di euro per interventi nelle scuole statali attraverso il fondo immobiliare

Il Ministro Profumo firma direttiva che coinvolge, attraverso protocolli d’intesa, Regioni o Enti locali

(Roma, 27 marzo 2013) Sono 38 i milioni di euro da destinare alla costruzione di nuove scuole attraverso lo strumento del fondo immobiliare. Lo prevede la nuova direttiva firmata oggi dal Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Francesco Profumo. Si tratta di una iniziativa volta ad utilizzare la leva del fondo immobiliare per costruire le scuole del futuro.

Sono infatti state ridefinite le nuove Linee guida per le architetture interne delle scuole: non più solo aule, ma nuovi spazi di apprendimento in linea con l’innovazione nella scuola. Uno sguardo, quindi, verso il futuro strettamente collegato al più ampio piano di innovazione digitale delle scuole, di cui anche il recente DM sui libri di testo costituisce un tassello. La direttiva rappresenta anche un ulteriore passo in avanti nel programma pluriennale per l’edilizia scolastica, la sicurezza nelle scuole e la costruzione di plessi altamente tecnologici, così come avvenuto in Emilia Romagna dopo il terremoto. La sinergia e l’unione delle risorse tra MIUR, Regioni, edifici conferiti da Comuni, Provincie e Regioni, Fondi europei e beni confiscati dalla mafia può rappresentare un modello di rinascita economica per il Paese.

Il fondo immobiliare, da costituire attraverso una Società di Gestione del Risparmio appositamente individuata dall’Ente locale/Regione tramite procedure ad evidenza pubblica, è uno strumento finanziario destinato a realizzare le nuove strutture grazie alla valorizzazione degli immobili obsoleti, conferiti dall’Ente locale/Regione, e ad ogni ulteriore eventuale cofinanziamento.

Modalità di accesso ai fondi:
Per accedere ai contributi gli Enti locali/Regioni dovranno presentare richiesta, all’indirizzo di PEC: dppr@postacert.istruzione.it – entro il termine di 15 giorni dalla pubblicazione della direttiva sulla Gazzetta Ufficiale, specificando l’importo del contributo richiesto ed inviando il modello di protocollo di intesa, nel quale dovranno essere espressamente indicati gli interventi da realizzare ed il relativo costo totale.

Il contributo è concesso previa valutazione della congruità della domanda, secondo lo stretto ordine cronologico di ricevimento delle richieste, fino ad esaurimento delle risorse disponibili e, per ciascun Ente locale/Regione, non può eccedere il 25% del costo totale previsto per la realizzazione degli interventi né essere superiore a quanto richiesto e, comunque, superare l’importo complessivo di 5 milioni di euro. Le risorse verranno modulate in rapporto all’entità del fondo.

Gli Enti locali e le Regioni che hanno diritto al contributo, dovranno successivamente sottoscrivere formalmente con il MIUR il Protocollo di Intesa.

Il protocollo d’intesa tra Miur ed Ente locale/Regione
Con la sottoscrizione del protocollo per poter accedere ai contributi l’Ente locale o la Regione si impegna a definire, promuovere ed attivare l’esecuzione di un progetto di edilizia scolastica, consistente:

  • nella realizzazione di interventi di rigenerazione del patrimonio immobiliare scolastico di competenza, destinato all’istruzione statale, che comprendano anche interventi di costruzione di nuovi edifici scolastici da destinare anch’essi all’istruzione statale;
  • nell’uso dello strumento del fondo immobiliare per la realizzazione dei suddetti interventi, da costituire attraverso una Società di gestione del risparmio, appositamente individuata dall’Ente locale/Regione tramite procedure ad evidenza pubblica. Al fondo saranno conferiti e/o apportati da parte dell’Ente locale /Regione, immobili da valorizzare, aree pubbliche per le nuove costruzioni ed ogni eventuale ulteriore cofinanziamento.

Cliccando sui seguenti link possono essere consultate le ultime innovazioni introdotte in materia di edilizia scolastica.

Le nuove scuole costruite in Emilia Romagna dopo il sisma:
http://www.iltempodellascuola.it

Le architetture della scuola del futuro:
www.indire.it/eventi/quandolospazioinsegna

Direttiva 26 marzo 2013

MINISTERO DELL’ISTRUZIONE, DELL’UNIVERSITA’ E DELLA RICERCA

Direttiva 26 marzo 2013
(GU n.81 del 6-4-2013)

Finanziamenti per interventi di edilizia scolastica – fondi immobiliari. (13A02914)

IL MINISTRO DELL’ISTRUZIONE,DELL’UNIVERSITA’ E DELLA RICERCA

Vista la legge 11 gennaio 1996, n. 23 recante “Norme per l’edilizia scolastica”;

Visto il decreto-legge 9 febbraio 2012, n. 5 convertito, con modificazioni, nella legge 4 aprile 2012 n. 35, recante “Disposizioni urgenti in materia di semplificazione e di sviluppo” ed, in particolare, l’art. 53, recante norme in materia di modernizzazione del patrimonio immobiliare scolastico e riduzione dei consumi e miglioramento dell’efficienza degli usi finali di energia;

Visto il decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179 convertito, con modificazioni, nella legge 17 dicembre 2012 n. 221, recante “Ulteriori misure urgenti per la crescita del Paese” ed, in particolare, l’art. 11 dal comma 4 al comma 4-octies;

Visto il decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 concernente “Norme generali sull’ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche” ed, in particolare, l’art. 4;

Viste le priorita’ politiche del Ministero dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca contenute nell’Atto di Indirizzo per l’anno 2013 ed, in particolare, quella concernente “implementazione e sviluppo di modelli e interventi di edilizia scolastica e messa in sicurezza delle scuole” che impegna il Ministero nella promozione di interventi di messa in sicurezza degli edifici scolastici esistenti, nonche’ di costruzione di nuovi edifici scolastici;

Dato atto che, nello stato di previsione del Ministero dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca, sono iscritti, per l’e.f. 2013, i capitoli 7545, 7625, 7645, 7785 denominati “Spese per la realizzazione di iniziative a carattere nazionale in materia di sicurezza nelle scuole” e che negli stessi sono iscritte, fra l’altro, risorse, quali “residui di lettera F” provenienti dall’esercizio finanziario 2012, destinate all’edilizia scolastica ed utilizzabili per le finalita’ di cui alla presente direttiva;

Considerata la necessita’ degli Enti locali e delle Regioni di garantire edifici scolastici sicuri, sostenibili ed accoglienti, in un contesto di rigenerazione integrata del patrimonio immobiliare scolastico in linea con l’innovazione della didattica, con la diffusione delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione, nonche’ l’esigenza di innalzare il livello di sicurezza degli edifici e di migliorarne la gestione energetica attraverso l’efficientamento dei consumi e la conseguente riduzione dei costi energetici;

Ritenuta l’esigenza di favorire, nelle more della costituzione del Fondo unico per l’edilizia scolastica di cui al prefato art. 11, il tempestivo avvio e la realizzazione delle suindicate attivita’ da parte delle competenti Amministrazioni, al fine di consentire all’utenza scolastica interessata il miglior esercizio del diritto
allo studio in ambienti idonei, sicuri e rispondenti alle piu’ attuali esigenze della didattica;

Considerata, inoltre, l’opportunita’, nell’ottica della massimizzazione delle risorse disponibili per detti scopi, di incoraggiare un’adeguata compartecipazione finanziaria da parte delle Amministrazione competenti anche con l’adozione di strumenti finanziari di carattere innovativo come, in particolare, i fondi immobiliari, in cui far confluire, per un effetto moltiplicatore e sinergico delle stesse, risorse pubbliche e private;

Valutata, infine, l’opportunita’, di promuovere iniziative, a carattere sperimentale, di concreto utilizzo di tali strumenti;

E m a n a
la seguente direttiva:

Art. 1

1. Ai sensi e per gli effetti di quanto indicato nelle premesse integralmente richiamate nel presente dispositivo, la Direzione Generale per la politica finanziaria e per il bilancio provvede ad assegnare agli Enti locali e alle Regioni, nel limite complessivo di euro 38 milioni a valere sulle risorse iscritte quali residui di stanziamento ai sensi dell’art. 275 comma 1 lettera f) del regio decreto 23 maggio 1924 n. 827 nei capitoli 7545, 7625, 7645, 7785 dello stato di previsione di questo Ministero, secondo le modalita’ sotto indicate ed entro i limiti della presente direttiva, appositi contributi dedicati a cofinanziare interventi di edilizia scolastica,
come di seguito specificati, da realizzarsi tramite lo strumento del fondo immobiliare.

2. Sono ammessi ai contributi gli interventi finalizzati alla rigenerazione del patrimonio immobiliare scolastico, destinato all’istruzione statale, comprensivi anche di interventi di costruzione di nuovi edifici scolastici, da realizzarsi attraverso lo strumento del fondo immobiliare, costituito da una Societa’ di Gestione del Risparmio appositamente individuata dall’Ente locale o dalla Regione con procedure ad evidenza pubblica, a cui saranno
conferiti e/o apportati immobili da valorizzare, aree pubbliche per nuove costruzioni ed ogni eventuale ulteriore cofinanziamento.

3. Ai fini dell’accesso ai suddetti contributi, a pena di decadenza, gli Enti locali/Regioni devono presentare espressa richiesta, sottoscritta dal rispettivo rappresentante legale – esclusivamente all’indirizzo di PEC: dppr@postacert.istruzione.it – entro il termine perentorio di 15 giorni dalla pubblicazione della presente direttiva sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana, specificando l’importo del contributo richiesto ed inviando il modello di protocollo di intesa, allegato A, debitamente compilato, nel quale dovranno essere espressamente indicati gli interventi da realizzare ed il relativo costo totale.

4. Il contributo e’ concesso secondo lo stretto ordine cronologico di ricevimento delle richieste, come risultante dalla data e dall’orario della PEC, fino ad esaurimento delle risorse disponibili per le finalita’ di cui alla presente direttiva e, per ciascun Ente locale/Regione, non puo’ eccedere il 25% del costo totale previsto per la realizzazione degli interventi ne’ essere superiore a quanto richiesto e, comunque, superare l’importo complessivo di 5 milioni di euro.

5. Gli Enti locali e le Regioni che, a fronte di quanto indicato nei precedenti commi, hanno titolo al contributo, dovranno successivamente sottoscrivere con il MIUR, nel termine che sara’ loro rispettivamente comunicato, il modello di protocollo di intesa di cui al precedente comma 3, vincolandosi in tal modo formalmente all’osservanza degli impegni in esso contenuti.

Art. 2

1. Successivamente, con proprio decreto, pubblicato sul sito INTERNET www.istruzione.it, il Direttore generale per la politica finanziaria ed il bilancio indica agli Enti locali e alle Regioni, che hanno sottoscritto i protocolli di intesa di cui al precedente art. 1, termini e modalita’ per l’effettiva assegnazione ed erogazione dei contributi di cui alla presente direttiva.

Roma, 26 marzo 2013

Il Ministro: Profumo

ALLEGATO A
MODELLO DI PROTOCOLLO DI INTESA

PROTOCOLLO D’INTESA
TRA
IL MINISTERO DELL’ISTRUZIONE, DELL’UNIVERSITÀ E DELLA RICERCA
E
L’ENTE LOCALE/REGIONE……….
PER LA REALIZZAZIONE DI INTERVENTI DI RIGENERAZIONE DEL PATRIMONIO IMMOBILIARE SCOLASTICO E DI COSTRUZIONE DI NUOVI EDIFICI SCOLASTICI, DESTINATI ALL’ISTRUZIONE STATALE

VISTA la legge 11 gennaio 1996, n. 23 recante “Norme per l’edilizia scolastica”;
VISTO il decreto legge 9 febbraio 2012, n. 5 convertito, con modificazioni, nella legge 4 aprile 2012 n. 35, recante “Disposizioni urgenti in materia di semplificazione e di sviluppo” ed, in particolare, l’articolo 53, recante norme in materia di modernizzazione del patrimonio immobiliare scolastico e riduzione dei consumi e miglioramento dell’efficienza degli usi finali di energia;
VISTO il decreto legge 18 ottobre 2012, n. 179 convertito, con modificazioni nella legge 17 dicembre 2012 n. 221, recante “Ulteriori misure urgenti per la crescita del Paese” ed, in particolare, l’articolo 11;
VISTE le priorità politiche del Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca contenute nell’Atto di Indirizzo del 4 febbraio 2013 e, in particolare, quella concernente “Implementazione e sviluppo di modelli e interventi di edilizia scolastica e messa in sicurezza delle scuole”;
VISTA la Direttiva del Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca pubblicata in G.U. il ….;

PREMESSO CHE

– il MIUR, le Regioni e i competenti Enti locali, al fine di garantire edifici scolastici sicuri, sostenibili e accoglienti, sono impegnati, per quanto di rispettiva competenza, nell’avvio di iniziative di rigenerazione integrata del patrimonio immobiliare scolastico, anche attraverso la realizzazione di nuovi complessi scolastici, secondo la più recente concezione della didattica, in linea con l’innovazione avviata mediante la diffusione delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione nonché con le funzioni sociali della scuola;
– il MIUR ha interesse a promuovere iniziative, a carattere sperimentale, di utilizzo, da parte delle competenti Amministrazioni, dello strumento dei fondi immobiliari per la realizzazione di interventi di edilizia scolastica, considerato che tale strumento consente di convogliare risorse private e pubbliche e di realizzare un effetto moltiplicatore e sinergico delle stesse;
– l’Ente locale/Regione….. ha individuato gli interventi, di cui all’Elenco, da attivare ai sensi del presente Protocollo di intesa volti a…. , ai fini della promozione di un Progetto, in ogni caso coerente con quanto previsto dalla vigente normativa;
– conformemente alle disposizioni richiamate in premessa, l’Ente locale/Regione…. intende realizzare gli interventi oggetto del Progetto mediante il coinvolgimento di capitali pubblici e privati attraverso l’uso dei fondi immobiliari;
– il MIUR ha interesse a sostenere l’attivazione del Progetto da parte dell’Ente locale/Regione…., allo scopo di valutare i risultati dello stesso con particolare riferimento alla concreta applicazione dello strumento dei fondi immobiliari nel settore dell’edilizia scolastica;

TUTTO CIÒ PREMESSO E CONSIDERATO

il MIUR e l’Ente locale/Regione…., di seguito denominati congiuntamente anche “Parti”,
CONVENGONO E STIPULANO QUANTO SEGUE

Art. 1
(Premesse)
Le Parti condividono le premesse, le quali costituiscono parte integrante e sostanziale del presente Protocollo d’intesa.
Costituisce, altresì, parte integrante e sostanziale del presente Protocollo d’intesa l’Elenco allegato.

Art. 2
(Progetto)
Con la sottoscrizione del presente Protocollo d’intesa, l’Ente locale/Regione…. si impegna a definire, promuovere ed attivare l’esecuzione di un Progetto di edilizia scolastica, consistente:
– nella realizzazione di interventi di rigenerazione del patrimonio immobiliare scolastico di competenza, destinato all’istruzione statale, che comprendano anche interventi di costruzione di nuovi edifici scolastici, da destinare anch’essi all’istruzione statale;
– nell’uso dello strumento del fondo immobiliare, per la realizzazione dei suddetti interventi, da costituire attraverso una Società di Gestione del Risparmio, appositamente individuata dall’Ente locale/Regione tramite procedure ad evidenza pubblica. Al fondo saranno conferiti e/o apportati, da parte dell’Ente locale/Regione, immobili da valorizzare, aree pubbliche per le nuove costruzioni ed ogni eventuale ulteriore cofinanziamento.

Art. 3
(Interventi)
L’Ente locale/Regione…. ha individuato gli interventi oggetto del presente Protocollo, di cui all’Elenco, nel quale sono altresì specificati i relativi costi previsti per la realizzazione.

Art. 4
(Realizzazione e impegni dell’Ente locale/Regione….)
Le Parti prendono atto e riconoscono che, conformemente a quanto previsto nelle premesse, il Progetto sarà realizzato mediante il coinvolgimento di capitali pubblici e privati e a tale scopo, l’Ente locale/Regione…. si impegna:
– a promuovere la costituzione di uno o più fondi immobiliari destinati alla valorizzazione e razionalizzazione del proprio patrimonio immobiliare;
– ad eseguire una rendicontazione periodica delle fasi di realizzazione del Progetto medesimo, dandone evidenza al MIUR, al fine di garantire un costante monitoraggio sull’andamento dello stesso e la più ampia trasparenza in merito alla gestione dei capitali pubblici utilizzati per l’esecuzione;
– a fornire informazioni in merito al relativo monitoraggio anche attraverso il proprio sito web istituzionale.

Art. 5
(Durata)
Il presente Protocollo d’intesa ha durata per il tempo necessario alla realizzazione del Progetto e, comunque, non superiore a tre anni.

Per il Miur

Per l’Ente locale/Regione….

dir26313

 

Nota 11 giugno 2012, MIURAOODGSSSI prot. n. 2806/RU/U

Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca

Dipartimento per la programmazione e la gestione delle risorse umane, finanziarie e strumentali

Direzione generale per gli studi, la statistica e i sistemi informativi

 

Ai Direttori Generali degli U.S.R.

Ai Dirigenti delle sedi provinciali degli U.S.R.

Ai Dirigenti Scolastici delle istituzioni scolastiche statali

 

LORO SEDI

 

Oggetto: Anagrafe Edilizia Scolastica – riapertura funzioni per completamento attività

 

 

Si rende noto che sono nuovamente disponibili le funzioni di anagrafe dell’edilizia scolastica per:

 

completare il censimento degli edifici scolastici nei casi in cui l’attività non sia ancora stata effettuata (si tratta di circa 400 istituti principali mancanti e di circa 2.700 scuole non censite all’interno degli edifici). Il dettaglio è stato fornito agli USR tramite il servizio di consulenza territoriale del gestore del sistema informativo;

integrare gli edifici già anagrafati con le informazioni richieste a decorrere dal 20 aprile; ciascun dirigente scolastico può verificare se il censimento degli edifici occupati dalle proprie scuole è incompleto accedendo in interrogazione e visualizzando lo stato di compilazione degli ultimi campi presenti in coda a ciascun edificio. In alternativa può chiedere all’USP competente di verificare lo stato di completamento delle attività di propria competenza tramite l’apposita funzione di monitoraggio analitico messa a disposizione degli USP/USR;

provvedere alla rilevazione delle caratteristiche antincendio, al completamento della quale mancano ancora almeno il 20% delle sedi principali. Anche in questo caso l’USP e l’USR hanno a disposizione appositi monitoraggi analitici per la verifica dell’avanzamento delle attività;

verificare eventuali duplicazioni degli edifici censiti in anagrafe. E’ stato infatti osservato che, in più casi, lo stesso indirizzo è scritto in modi diversi, probabilmente per evitare il controllo che la funzionalità effettua a parità di comune, indirizzo, numero civico. Ad es. Via Leonardo da Vinci può essere scritta come:

– Via L. da Vinci

– Via Da Vinci

– Via Leonardo da Vinci.

Si ricorda che, in caso di edifici condivisi fra istituzioni dipendenti da dirigenti diversi, si è stabilita la seguente regola:

 

I criteri per stabilire chi deve compilare la scheda, in caso di edificio condiviso, sono i seguenti:

qualora all’interno di uno stesso edificio fossero ospitate più istituzioni scolastiche con dirigenti diversi, l’acquisizione è a carico del dirigente dell’istituzione scolastica con il grado più alto;

qualora le istituzioni avessero lo stesso grado l’acquisizione è a carico del dirigente con il maggior numero di alunni presenti all’interno dell’edificio.

Questi casi devono essere rivisti con il supporto dell’USR, che, tramite il servizio di consulenza territoriale del gestore del sistema informativo, riceverà una estrazione aggiornata della banca dati, e sistemati puntualmente.

 

Si ricorda, infine, la regola proposta per i numeri civici da assegnare agli edifici censiti, come riportata nella pagina introduttiva all’acquisizione:

 

“La funzione parte dal presupposto che non possano essere presenti più edifici allo stesso indirizzo. Poiché, però, in casi particolari potrebbe succedere, occorre prevedere la possibilità di inserire due edifci allo stesso indirizzo: in questo caso occorre agire sul numero civico, inserendo il carattere / seguito da un progressivo. Cioè: se l’edificio già inserito ha il recapito Via Ugo Foscolo n. 125, l’eventuale nuovo edificio che avesse lo stesso indirizzo deve essere codificato con indirizzo Via Ugo Foscolo n. 125/1.”

 

In data 19 giugno sarà resa disponibile agli USR una funzionalità che estrarrà gli edifici ordinandoli per comune e indirizzo, al fine di agevolare i controlli.

 

Si raccomanda la massima accuratezza e tempestività nella verifica dei dati introdotti in quanto a valle di questa fase sarà attribuito un progressivo agli edifici identificati e questi saranno associati agli edifici censiti nell’anagrafe delle Regioni. Eventuali errori in questa fase potrebbero pregiudicare in modo definitivo le attività future.

 

Il Direttore Generale

F.to Emanuele Fidora

 

Nota 23 marzo 2012, MIURAOODGSSSI prot. n. 1369/RU/U

Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca
Dipartimento per la programmazione e la gestione delle risorse umane, finanziarie e strumentali
Direzione generale per gli studi, la statistica e i sistemi informativi
DGSSSI – Ufficio VII

Ai Dirigenti delle Istituzioni scolastiche statali di ogni ordine e grado

e p.c.
Ai Direttori Generali degli Uffici Scolastici Regionali
Ai Dirigenti degli Uffici Scolastici Territoriali
Loro Sedi

Oggetto: Edilizia scolastica: aggiornamento anagrafe.

Il Ministero, nel corso del 2010, ha aggiornato la banca dati sull’edilizia scolastica per dare un quadro informativo di maggior dettaglio sulla situazione del patrimonio immobiliare scolastico. A distanza di due anni occorre disegnare una nuova mappa degli edifici scolastici, sia per tener conto dei cambiamenti intervenuti nel frattempo e sia per acquisire informazioni aggiuntive, quali lo stato di sicurezza e le caratteristiche antincendio degli edifici medesimi. Dati, questi ultimi, che saranno rilevati d’intesa con il Ministero dell’Interno – Dipartimento dei Vigili del Fuoco.
L’aggiornamento dei dati prevede due fasi.

  • Nella prima fase è effettuato il censimento dei singoli edifici tenendo conto che, nel caso di edifici utilizzati contemporaneamente da differenti istituzioni scolastiche, il dirigente della scuola di livello più elevato e, a parità di livello con il maggior numero di alunni, provvede al censimento dell’edificio.
  • Nella seconda fase ogni istituzione scolastica verifica che siano stati censiti tutti gli edifici dove svolge la propria attività e compila, per ogni edificio, il questionario di rilevazione delle caratteristiche antincendio.

In considerazione della natura di alcuni dei dati richiesti, è auspicabile anche il coinvolgimento del Responsabile del servizio di prevenzione e protezione presente in ogni istituzione scolastica (art.32, del D.lvo n.81/2008).
Dal 26 marzo 2012 al 13 aprile 2012 è possibile accedere nell’apposita area del SIDI Edilizia Scolastica -> Anagrafe Edilizia Scolastica e procedere all’inserimento dei dati.
Dal 16 aprile al 30 aprile 2012 è possibile nella stessa area del SIDI, verificare gli edifici censiti per ogni istituzione scolastica e compilare, se previsto, il questionario delle caratteristiche antincendio.
Nell’area Procedimenti Amministrativi -> Edilizia Scolastica è disponibile, inoltre, la Guida Operativa con tutte le indicazioni necessarie per la compilazione.
L’Ufficio di Statistica del Ministero è disponibile ai seguenti recapiti telefonici: 0658493708 – 0658493751 – 0658493173 – 0658492657 per fornire indicazioni e chiarimenti sull’attività di rilevazione.
Resta comunque possibile contattare il numero verde del gestore del sistema informativo 800.90.30.80 per la risoluzione di problemi di natura tecnica.
Apposite avvertenze, per la compilazione della scheda, sono disponibili nell’area SIDI dedicata alla rilevazione.

Il Direttore Generale
Emanuele Fidora

Nota 12 novembre 2010, Prot. AOODGSSSI 2010 n. 4477

Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca

Dipartimento per la programmazione e la gestione delle risorse umane, finanziarie e strumentali

Direzione generale per gli studi, la statistica e i sistemi informativi- Ufficio VII

Ai Dirigenti delle istituzioni scolastiche statali

di ogni ordine e grado

LORO SEDI

e p.c.

Agli Uffici Scolastici Regionali

LORO SEDI

Oggetto: Anagrafe edilizia scolastica – Aggiornamento 2010/2011.

L’anagrafe dell’edilizia scolastica è stata aggiornata, ad aprile di quest’anno, da parte delle scuole (nota n. 631 del 18.02.2010), con l’inserimento di informazioni volte a conoscere lo stato di sicurezza degli edifici e i relativi interventi di manutenzione richiesti dalle scuole stesse agli Enti locali.

I dati rilevati hanno fornito un quadro di dettaglio del quale, alla data attuale, occorre valutare l’eventuale evoluzione, in modo tale da poter definire le ulteriori iniziative da porre in essere.

Pertanto, a partire dal 15 novembre 2010 nel SIDI viene attivata, sotto la voce Rilevazioni, la funzione per aggiornare l’anagrafe in esame.

Considerato che le informazioni da acquisire sono di limitata entità, l’area rimane attiva fino al 30 novembre p.v..

L’Ufficio di Statistica del Ministero è disponibile ai seguenti recapiti telefonici:

0658493776 – 0658493751 – 0658493184 – 0658493807.

per fornire indicazioni e chiarimenti per facilitare l’attività di rilevazione.

Resta comunque possibile contattare il numero verde del gestore del sistema informativo 800903080 per la risoluzione di problemi di natura tecnica.

Apposite avvertenze per la compilazione della scheda sono disponibili nell’area SIDI dedicata alla rilevazione.

IL DIRETTORE GENERALE

Emanuele Fidora

13 maggio Edilizia scolastica

Il 13 maggio il Cipe approva il primo stralcio del programma straordinario di interventi urgenti sul patrimonio scolastico con assegnazione di 358 milioni di euro. Gli interventi riguarderanno 1600 edifici sui circa 6 mila censiti. Lo stanziamento destinato all’edilizia scolastica fa parte del Fondo Infrastrutture ed è pari complessivamente a 765 milioni.

L’accordo sul primo stralcio relativo al piano per la messa in sicurezza degli edifici scolastici era stato raggiunto nella Conferenza Unificata del 29 aprile scorso.

Parere Conferenza unificata 29 aprile 2010, n. 4

Parere sul programma straordinario stralcio proposto dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti relativo agli interventi urgenti sul patrimonio scolastico finalizzati alla messa in sicurezza e alla prevenzione e riduzione del rischio connesso alla vulnerabilita’ degli elementi, anche non strutturali, degli edifici scolastici – proposta di assegnazione di 350 milioni di euro a favore degli enti locali (sito 4.131200917 CU).

Repertorio atti n. 4 del 29 aprile 2010

Parere Conferenza unificata 29 aprile 2010, n. 4

Nota 18 febbraio 2010, Prot. n. AOODPPR/Reg.Uff./631/USC

Oggetto: Anagrafe dell’edilizia scolastica

Dipartimento per la Programmazione

Come è noto, la legge 11 gennaio 1996, n. 23 ha previsto, all’articolo 7, la realizzazione di un’anagrafe dell’edilizia scolastica diretta ad accertare la consistenza, la situazione e la funzionalità del patrimonio edilizio scolastico.

La medesima disposizione legislativa ha individuato nell’anagrafe nazionale dell’edilizia scolastica uno strumento conoscitivo fondamentale ai fini dei diversi livelli di programmazione degli interventi nel settore, da attuare ad opera dei vari Soggetti ed Enti competenti.

I dati dell’anagrafe, presenti attualmente nel sistema informativo del Ministero, necessitano di un aggiornamento, tale da consentire una conoscenza più puntuale, almeno per quanto concerne gli aspetti di maggior rilievo. L’aggiornamento continuo dei dati permetterà di rappresentare con maggiore efficacia e puntualità i problemi segnalati alle autorità locali competenti e programmare gli interventi e investimenti necessari.

Ciò premesso, a partire da martedì 23 febbraio p.v. viene attivata nel SIDI sotto la voce Rilevazioni un’apposita sezione dedicata alla rilevazione in argomento, per consentire l’inserimento dei dati conoscitivi, al momento ritenuti necessari, nella prospettiva della realizzazione di una banca dati continuamente aggiornabile on-line dalle singole istituzioni scolastiche.

Tenuto conto della limitata estensione delle informazioni da rilevare, l’area rimane attiva fino al 1 marzo p.v., data entro la quale devono essere improrogabilmente inseriti i dati richiesti.

L’ufficio preposto alla rilevazione è l’Ufficio di Statistica del Ministero, che può essere contattato ai seguenti recapiti telefonici. Per gli aspetti tecnici è possibile contattare il numero verde del gestore del sistema informativo 800903080.

Nella compilazione puntuale della scheda si raccomanda di consultare le apposite avvertenze per la compilazione immediatamente disponibili accedendo all’area dedicata alla rilevazione.

È indispensabile che l’inserimento dei dati avvenga nei tempi previsti per consentire le iniziative di programmazione degli investimenti.

IL CAPO DIPARTIMENTO

f.to Giovanni Biondi