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2 agosto Iscrizione ai PAS

Dal 2 agosto sono aperte le iscrizioni on line ai Percorsi Abilitanti Speciali (PAS) per l’insegnamento, previsti dal DDG n. 58 del 25 luglio 2013, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 4a Serie Speciale – Concorsi ed Esami 30 luglio 2013, n. 60.

Scuola, Percorsi Abilitanti Speciali per l’insegnamento, il 2 agosto iscrizioni on line

Venerdì 2 agosto saranno aperte le iscrizioni on line ai Percorsi Abilitanti Speciali per l’insegnamento.

I Percorsi, previsti dal DDG n. 58 del 25 luglio 2013, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 30 luglio, istituiti da Atenei e Istituzioni Afam con durata annuale, sono finalizzati al conseguimento dell’abilitazione all’insegnamento presso scuola dell’infanzia, scuola primaria e scuole secondarie.

Le domande di partecipazione potranno essere inoltrate esclusivamente on line, tramite la procedura informatica Polis, nella sezione “Istanze on line – registrazione” sul sito del Miur www.istruzione.it, il 2 agosto. Le giornate del 31 luglio e 1° agosto saranno riservate alla fase preliminare della registrazione su Polis.

I corsi, la cui frequenza è obbligatoria, si svolgeranno secondo un calendario fissato dai competenti atenei e Istituzioni Afam e si concluderanno con un esame finale, avente valore di Esame di stato.

24 marzo Firmato il Decreto sul TFA speciale

Il Ministro firma il decreto contenete modifiche al regolamento di cui al decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca 10 settembre 2010, n. 249, concernente definizione della disciplina dei requisiti e delle modalità della formazione iniziale degli insegnanti della scuola dell’infanzia, della scuola primaria e della scuola secondaria di primo e di secondo grado.

Di seguito il comunicato del MIUR:

Firmato dal Ministro Profumo il Decreto sul Tfa speciale

E’ stato firmato dal Ministro dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca Francesco Profumo il Decreto rettificativo e integrativo del D.M. N.249/2010 che, oltre a prevedere nuovi criteri di programmazione del numero dei posti dei docenti abilitati necessari per il funzionamento del sistema formativo nazionale, ha affiancato al Tfa ordinario, percorsi abilitanti riservati (il cosiddetto TFA speciale), come misura transitoria limitata a tre annualità (2012-13, 2013-14 e 2014-15).
Il provvedimento, tanto atteso da numerosissimi docenti precari non abilitati ed in servizio da almeno 3 anni entro il periodo degli anni scolastici 1999-2000 e 2011-12 e il cui numero stimato e’ di circa 75.000, è stato completato.
Per diventare efficace deve ora solamente essere registrato alla Corte dei Conti e pubblicato in Gazzetta Ufficiale.
Come si svolge il Tfa speciale
Già nei prossimi giorni sarà avviata la programmazione di questi percorsi, che prevedono tre fasi, strettamente integrate tra loro, per acquisire l’abilitazione all’insegnamento nella scuola:
– prova nazionale, tendente ad accertare le capacità logiche, di sintesi e linguistiche del candidato, il quale potrà conseguire un punteggio fino a 35 punti;
la graduatoria compilata sulla base dei punteggi conseguiti nella prova nazionale servirà anche a stabilire l’ordine delle ammissioni ai percorsi abilitanti riservati nelle singole università, che, visto il numero rilevante degli aventi diritto, specie per alcune classi di concorso più affollate, potranno prevedere più edizioni.
– percorso universitario con insegnamenti in aula per un totale di 41 crediti formativi, con verifiche per ciascun insegnamento che – se superate – potranno far conseguire all’abilitando da 30 a 50 punti;
– prova finale, che andrà ad accertare la preparazione professionale dell’abilitando e che sarà valutata con un punteggio fino a 15 punti.
Il titolo di abilitazione sarà dunque conseguito se il candidato avrà ottenuto un punteggio complessivo di almeno 60/100.
Questo percorso è stato regolamentato da un secondo decreto ministeriale, di rango giuridico inferiore al primo, ma contestualmente firmato dal Ministro Profumo.
Graduatorie di II° fascia di istituto
Con un terzo distinto provvedimento ministeriale si è provveduto altresì a rivedere la tabella di valutazione dei titoli culturali e di servizio validi per l’inserimento e l’aggiornamento delle graduatorie di II° fascia di istituto, adempimento previsto dalla normativa vigente ogni tre anni, con prossima scadenza nella primavera 2014.
Nella tabella vigente, in quanto preesistente al D.M.n.249/2010, non era infatti prevista la valutazione del titolo di abilitazione che sarà conseguito da quanti stanno frequentando il TFA ordinario, né tanto meno quello che sarà conseguito al termine del percorso abilitante speciale. Si è colmata quindi anche questa lacuna, disponendo una differenziazione di punteggi tra abilitazioni conseguite nei percorsi ordinari e riservati nel segno della continuità con il passato, che già riconosceva un diverso punteggio alle abilitazioni conseguite a seguito della frequenza dei corsi SISS e delle sessioni riservate, ed in ossequio alla osservazione posta dalla VII° Commissione della Camera dei deputati in sede di esplicitazione di parere sul testo del D.M. rettificativo del D.M.n.249/2010.
Nessuna sovrapposizione con chi sta frequentando il Tfa ordinario
Con la firma dei tre sopracitati decreti ministeriali si è dunque cercato di porre finalmente rimedio agli squilibri prodotti da una programmazione insufficiente per quanto riguardava il fabbisogno di abilitati, e che negli anni passati ha avuto l’effetto di produrre ingenti schiere di precari non abilitati in servizio nelle scuole statali e paritarie, anche per più anni. Al contempo – e da qui origina l’elaborata gestazione dei tre provvedimenti – per espressa volontà del Ministro si è inteso trovare un punto di equilibrio che tutelasse anche le posizioni acquisite e le aspettative di quanti, dopo aver superato una selezione a numero chiuso, stanno frequentando il TFA ordinario, che si snoda attraverso un più lungo percorso abilitante (60 Crediti Formativi Universitari).

7 novembre Domanda Concorso a Cattedre

L’art 3 del Decreto del Direttore Generale 24 settembre 2012, n. 82 stabilisce che la domanda di partecipazione al concorso a posti e cattedre, per titoli ed esami, finalizzato al reclutamento del personale docente nelle scuole dell’infanzia, primaria, secondaria di I e II grado, a pena di esclusione, deve essere presentata in una sola regione, esclusivamente attraverso istanza on line, utilizzando la procedura informatica POLIS, accessibile dal 6 ottobre 2012 fino alle ore 14.00 del 7 novembre 2012.
I candidati, in possesso dei requisiti prescritti, possono concorrere per uno o più posti ovvero per una o più classi di concorso.

Scuola, tutti i numeri delle domande di partecipazione al concorso a cattedre
321.210 le domande pervenute al Miur

Boom di candidature tra donne, giovani e aspiranti docenti non iscritti alle graduatorie

(Roma, 8 Novembre 2012) Dopo la scadenza – ieri alle 14 – dei termini del bando di concorso a cattedre, il Ministero rende noti i dati relativi alle domande di partecipazione. Numeri che dimostrano, considerata la quantità di candidature pervenute al Miur attraverso il sito “Istanze on line”, quanto sia sentita nel mondo della scuola e tra gli aspiranti docenti la necessità di avviare una procedura di reclutamento anche per via concorsuale. Specialmente tra le donne, i giovani e gli aspiranti docenti non iscritti alle graduatorie ad esaurimento.

Oltre 321mila i candidati
In maggioranza donne e non iscritti alle graduatorie ad esaurimento

A fronte degli 11.542 posti disponibili, sono 321.210 i candidati complessivi. Di questi, la gran parte – 258.476 – è costituita da donne. I restanti 62.734, sono uomini. Ben i due terzi degli aspiranti insegnanti che hanno fatto domanda di partecipazione al concorso non proviene dalle graduatorie ad esaurimento. Sono 214.453 (66,8%), rispetto ai 106.757 (33,2%) che sono invece presenti nelle stesse graduatorie.

38,4 anni è l’età media dei candidati

L’età media dei canditati è di 38,4 anni. Di poco più alta è l’età media degli uomini (40 anni) rispetto a quella delle candidate donne (38 anni). Nello specifico, la maggior parte dei candidati (158.879) ha un’età compresa tra 36 e 45 anni. Seguono i 113.924 candidati con un’età pari o inferiore ai 35 anni e i 45.595 con un’età compresa tra i 46 e i 55 anni. I candidati con un’età superiore a 55 anni sono 2.812.

Ordini di scuola
Omogenea la distribuzione delle domande

Considerati gli ordini di scuola scelti dai candidati, le domande si distribuiscono in modo pressoché omogeneo. Il 26,2% delle domande riguarda i posti disponibili nella scuola dell’infanzia, il 26,6% la scuola primaria, il 20% la secondaria di I grado e il 27,2% la secondaria di II grado.
Circa la metà delle domande di partecipazione al concorso riguarda posti disponibili nel Sud: sono 164.827, il 51,3%. Percentuali minori per le domande riguardanti le regioni del Nord (29,3%) e del Centro (19,4%). La regione con il maggior numero di domande è la Campania: 56.773

Regione

Domande inoltrate

Piemonte

14.683

Lombardia

38.387

Veneto

15.974

Friuli VG

2.081

Liguria

4.036

Emilia Romagna

18.802

Toscana

21.211

Umbria

2.940

Marche

5.470

Lazio

32.799

Abruzzo

7.832

Molise

1.134

Campania

56.773

Puglia

26.163

Basilicata

2.493

Calabria

17.305

Sicilia

45.773

Sardegna

7.354

Italia

321.210

Ripartizione geografica

Domande inoltrate

Nord

93.963

Centro

62.420

Sud

164.827

Totale

321.210

 

9 ottobre Legge stabilità e Riforma Titolo V in CdM

Il Consiglio dei Ministri, nel corso della seduta del 9 ottobre, approva due disegni di legge relativi alle disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilità) e la riforma del Titolo V della Costituzione.

Di seguito un estratto del comunicato stampa:

Il Consiglio ha inoltre deciso di istituire nella legge di stabilità un Commissario anticorruzione che presiederà la Commissione per la valutazione, la trasparenza e l’integrità delle amministrazioni pubbliche. Il Commissario sarà nominato, su proposta dei Ministri della pubblica amministrazione, della giustizia e dell’interno, tra persone di notoria indipendenza che hanno avuto esperienza in materia di contrasto alla corruzione e persecuzione degli illeciti nella pubblica amministrazione, con decreto del Presidente della Repubblica previa delibera del Consiglio dei Ministri e parere favorevole di 2/3 dei componenti delle Commissioni parlamentari competenti. La Commissione potrà avvalersi della Guardia di finanza, che agisce con i poteri di indagine per gli accertamenti relativi all’imposta sul valore aggiunto e all’imposta sui redditi, e potrà richiedere indagini, accertamenti e relazioni all’Ispettorato per la funzione pubblica.

LEGGE DI STABILITÀ

Il Consiglio ha approvato il disegno di legge contenente le disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilità) e il disegno di legge contenente il bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2013 e bilancio pluriennale per il triennio 2013-2015.

La Legge di stabilità per il 2013-2015 rappresenta lo strumento con cui sono disposte le misure necessarie a realizzare gli obiettivi programmatici indicati nei documenti di programmazione di bilancio e finanza pubblica. I tempi e i contenuti della procedura sono coerenti con quanto previsto nell’ambito del cosiddetto Semestre Europeo, recentemente introdotto nell’ambito dell’Unione europea al fine di rafforzare le regole che presiedono ai meccanismi di governance e di coordinamento delle politiche macroeconomiche e fiscali.

Quest’anno la Legge di stabilità per il 2013-2015 consente, come previsto dagli impegni assunti in Europa, di conseguire il pareggio di bilancio in termini strutturali nel 2013.

Con la Legge di stabilità sono previste inoltre le norme che assicurano il coordinamento della finanza pubblica dei vari livelli di Governo, al fine di rispettare i requisiti economici e finanziari così come disposto dal Trattato di Maastricht, che anche l’Italia ha sottoscritto nel 1992 (parametri di Maastricht).

Con particolare riferimento al bilancio dello Stato, la legge di stabilità dispone le misure di modifica della legislazione vigente, su cui si fonda la previsione contenuta nel disegno di legge di bilancio. In base alle leggi in vigore, infatti, la legge di approvazione del bilancio non può introdurre nuovi tributi e nuove spese. La legge di bilancio, prevista dall’articolo 81 della Costituzione, in particolare, è il mezzo con cui il Parlamento autorizza il Governo a sostenere le spese indicate nella stessa legge di bilancio e ad acquisire le entrate previste per il successivo esercizio finanziario.

Il disegno di legge di bilancio e il disegno di legge di stabilità sono presentati al Parlamento entro il 15 ottobre di ciascun anno.

Gli obiettivi sono 5: anzitutto, evitare l’aumento di due punti percentuali dell’IVA a partire da luglio 2013. La legislazione vigente prevede l’aumento dell’IVA a partire dal primo luglio 2013. Con la legge di stabilità l’aumento viene dimezzato. Gli altri obiettivi sono i nuovi incentivi per l’aumento della produttività; le garanzie per gli esodati; la copertura del quadro esigenziale dei Ministeri per il 2013; il pagamento degli arretrati delle PA. Per realizzarli sono previsti tre strumenti. Il primo strumento è la revisione della spesa pubblica (spending review); il secondo comprende degli interventi fiscali in materia bancaria e assicurativa; il terzo, infine, riguarda l’imposta sulle transazioni finanziarie.

La legge di stabilità prevede anche la rimodulazione di alcune tax expenditures per i redditi superiori ai 15mila euro:

– si introduce una franchigia di 250 Euro per alcune deduzioni e detrazioni IRPEF e, per le sole detrazioni, si fissa il tetto massimo di detraibilità a 3000 euro.

– si prevede anche l’assoggettabilità ad IRPEF delle pensioni di guerra e di invalidità.

Al fine di introdurre un importante elemento di equità nella revisione della tassazione sui redditi e agevolare i consumi delle famiglie dal reddito più basso, la legge di stabilità introduce inoltre una riduzione di un punto percentuale (da 23 a 22 punti e da 27 a 26) dell’aliquota IRPEF sui primi due scaglioni di reddito (da 0 a 15mila euro e da 15mila a 28mila euro).

Nell’ambito della legge di stabilità il Consiglio ha approvato il secondo capitolo delle disposizioni per la revisione della spesa pubblica (spending review). Le nuove misure confermano l’azione avviata dal Governo il 5 luglio: razionalizzare la spesa pubblica, migliorare l’efficienza delle amministrazioni e mantenere inalterata la qualità dei servizi per i cittadini (cfr. comunicato stampa n. 38 del 5/6 luglio 2012).

La prima fase della spending ha garantito un risparmio di circa 4,4 miliardi per il 2012, 10,3 miliardi per il 2013 e 11,2 miliardi per il 2014. La spesa censita alla quale fanno riferimento questi risparmi è pari a circa 60 miliardi di acquisto di beni e servizi. Le nuove misure di razionalizzazione della spesa pubblica si basano su un censimento di spesa “aggredibile” pari a circa 50 miliardi: 11 miliardi per l’acquisto di farmaci, 7 miliardi per i dispositivi medici e 32 miliardi di acquisti per gli investimenti. L’importo censito nelle due fasi della spending è di 110 miliardi, circa il 65% della spesa pubblica per l’acquisto di beni e servizi.

A regime, il risparmio derivante dalla spending review è di 3,5 miliardi .

L’analisi del Commissario straordinario per la spending review Enrico Bondi si è avvalsa delle segnalazioni degli oltre 135mila cittadini e associazioni che hanno partecipato alla consultazione pubblica di maggio segnalando sprechi e inefficienze. Le voci di spesa su cui interviene il provvedimento allo scopo di ridurne gli eccessi sono: la reingegnerizzazione della rete di illuminazione pubblica, segnalata da oltre 8000 cittadini e predisposta con il contributo dell’associazione Cielobuio; gli acquisti di beni e servizi non sanitari, segnalati da oltre il 27% dei cittadini che hanno partecipato alla consultazione; il trasporto pubblico locale, oggetto di oltre 2000 segnalazioni; le università; le consulenze per l’informatica (oltre 5000 cittadini hanno scritto suggerendo soluzioni per l’ICT nelle pubbliche amministrazioni); gli affitti e la gestione degli immobili dello Stato (segnalate dal 2% dei cittadini).

Un capitolo importante del provvedimento riguarda i controlli dei bilanci delle Pubbliche Amministrazioni. Il Consiglio dei Ministri il 4 ottobre ha aperto ai controlli in tempo reale dei bilanci della PA (cfr. comunicato stampa n. 48 del 4 ottobre 2012). In particolare verrà rafforzata la capacità di controllo sui bilanci degli enti locali, che farà leva sulla Corte dei Conti, sui servizi ispettivi della Ragioneria Generale dello Stato e sulla Guardia di Finanza.

Inoltre si sta promuovendo una manutenzione del sistema SIOPE per renderlo uno strumento di controllo di gestione anche sotto l’aspetto economico e tentare di impostare la rilevazione dei consumi, elemento questo sistematicamente assente nei controlli fino ad oggi effettuati.

RIFORMA DEL TITOLO V DELLA COSTITUZIONE

Il Consiglio dei ministri ha approvato un disegno di legge costituzionale di riforma del Titolo V. Il testo interviene a undici anni di distanza dalla precedente revisione attuata con la legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3.

L’intervento si è reso necessario viste le criticità emerse nel corso di questi anni; tuttavia, dato il breve spazio di legislatura ancora a disposizione, l’obiettivo è quello di apportare modifiche quantitativamente limitate, ma significative dal punto di vista della regolamentazione dei rapporti fra lo Stato e le regioni.

L’intervento riformatore si incentra anzitutto sul principio dell’unità giuridica ed economica della Repubblica come valore fondamentale dell’ordinamento, prevedendo che la sua garanzia, assieme a quella dei diritti costituzionali, costituisce compito primario della legge dello Stato, anche a prescindere dal riparto delle materie fra legge statale e legge regionale. E’ la cosiddetta clausola di supremazia presente in gran parte degli ordinamento federali.

Si tende, inoltre, ad impostare il rapporto fra leggi statali e leggi regionali secondo una logica di complementarietà e di non conflittualità; per questo sono previste alcune innovazioni particolarmente incisive. Si inseriscono nel campo della legislazione esclusiva dello Stato alcune materie che erano precedentemente considerazione della legislazione concorrente: il coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario, le grandi reti di trasporto e di navigazione, la disciplina dell’istruzione, il commercio con l’estero, la produzione, il trasporto e la distribuzione nazionale dell’energia.

Inoltre nella competenza statale rientrano anche materie sino ad ora non specificamente individuate nella Costituzione e che sono state oggetto, in questi anni, di contenzioso costituzionale. Si tratta di materie suscettibili di un’autonoma configurazione e riferibili alla competenza esclusiva dello Stato: la disciplina giuridica del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche e la disciplina generale degli enti locali. La materia del turismo è stata altresì trasferita dalla competenza esclusiva delle regioni alla competenza concorrente dello Stato e potrà quindi introdurre una sua disciplina.

Si attribuisce alla legge statale un ruolo più duttile ed ampio nell’area della legislazione concorrente, prevedendo che spetta alla legge dello Stato non più di stabilire i problematici “principi fondamentali”, bensì di porre la disciplina funzionale a garantire l’unità giuridica ed economica della Repubblica. Si dispongono, poi, confini meno rigidi fra potestà regolamentare del Governo e potestà regolamentare delle regioni, prevedendo in modo semplice che lo Stato e le regioni possano emanare regolamenti per l’attuazione delle proprie leggi.

 

25 settembre Bando Concorsi in Gazzetta Ufficiale

Pubblicato, nella Gazzetta Ufficiale – 4ª Serie Speciale – Concorsi n. 75 del 25 settembre 2012, il Decreto del direttore generale per il personale scolastico, n. 82 del 24 settembre 2012, di indizione dei concorsi a posti e cattedre, per titoli ed esami, finalizzati al reclutamento finalizzati alla copertura di 11.542 posti e cattedre di personale docente nelle scuole dell’infanzia, primaria, secondaria di I e II grado.

4 maggio Aggiornamento recapiti

Il MIUR, con Nota 26 aprile 2012, AOODGSSSI Prot. n. 1920, comunica che, entro il 4 maggio, tutti gli interessati alle procedure inerenti il reclutamento (costituzione graduatorie provinciali e d’istituto) del personale della scuola, docente, educativo e A.T.A., devono aggiornare i propri dati di recapito, se modificati, tramite POLIS (Presentazione On-Line Istanze), qualora già registrati, ovvero tramite l’ufficio competente dello specifico procedimento.

15 dicembre Graduatorie III Fascia Personale ATA

Come previsto dalla Nota 14 novembre 2011, Prot. n. 9319, le domande di partecipazione alle graduatorie di circolo e di istituto di 3° fascia per il conferimento di supplenze al personale amministrativo, tecnico ed ausiliario della scuola statale, per il triennio scolastico 2011/14, redatte in carta semplice, secondo i modelli allegati al bando (All. D1 o D2), devono essere presentate entro il termine perentorio del 15 dicembre 2011.

La Nota 14 dicembre 2011, Prot. n. AOODGPER 10357, prevede che il termine ultimo per la presentazione on line dell’allegato D3 è stato prorogato alle ore 14.00 del 30 dicembre.

Il termine per la presentazione degli allegati cartacei D1, D2 e D4 rimane fissato al 15 dicembre.

4 agosto Firmato CCNL Assunzioni

Firmato il CCNL relativo al personale del comparto Scuola ai sensi dell’art. 9, comma 17, del D.L. 13 maggio 2011 convertito con modificazioni nella Legge 106 del 12 luglio 2011

Entro il 31 agosto saranno immessi in ruolo 30 mila docenti e 36 mila ATA.

Di seguito il dettaglio delle assunzioni del personale docente per anno scolastico:

Personale

A.S. 2010-11

A.S. 2011-12

TOTALI

educatori 36 72 108
infanzia 1.681 4.599 6.280
primaria 1.680 2.145 3.825
primo grado 1.680 5.597 7.277
secono grado 1.680 4.251 5.931
sostegno 3.243 3.644 6.887
10.000 20.308 30.308

 

13 luglio Immissioni in ruolo

Il 13 luglio a Palazzo Chigi ha avuto inizio la fase negoziale del Piano triennale per l’assunzione a tempo indeterminato di circa 65mila tra docenti e ATA, nell’arco degli anni 2011-2013.

Di seguito il comunicato stampa del MIUR:

Scuola, Piano triennale per evitare insorgenza nuovo precariato.
Assunzioni solo in base alle esigenze della scuola

(Roma, 13 luglio 2011) Oggi a Palazzo Chigi, alla presenza del ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Mariastella Gelmini, del ministro della Pubblica Amministrazione Renato Brunetta, del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta e dei sindacati di categoria, è iniziata la già prevista fase negoziale del Piano triennale per l’assunzione a tempo indeterminato di circa 65mila tra docenti e ATA, nell’arco degli anni 2011-2013, sulla base dei posti vacanti disponibili in ciascun anno. Il Piano, già deciso e approvato da alcuni mesi, eviterà la formazione di nuovo precariato in futuro e risponde ad una nuova filosofia: prevede infatti esclusivamente assunzioni basate sul reale fabbisogno del sistema d’istruzione, come sarà sempre, d’ora in poi, per tutte le assunzioni nel mondo della scuola.

Il Piano triennale di immissioni in ruolo è un ulteriore risultato della razionalizzazione attuata in questi anni. Allo stesso tempo, è una risposta concreta al problema del precariato e delle graduatorie, e garantisce la stabilità del servizio scolastico ed educativo e le aspettative di quegli insegnanti abilitati iscritti nelle graduatorie ad esaurimento che prestano continuativamente da anni la propria attività tramite incarichi annuali.

Il Piano è ad invarianza dei saldi di finanza pubblica e agisce in continuità e coerentemente con la politica di razionalizzazione. Proprio questa ottimizzazione, insieme al confronto con le parti sociali, oggi rende possibili le immissioni in ruolo, incidendo positivamente sulla qualità dell’insegnamento e riducendo i tempi per l’assorbimento dei precari. Proprio per la continuità del servizio scolastico, nel Decreto per lo sviluppo, è previsto anche che le graduatorie vengano aggiornate ogni tre anni, con la possibilità di scegliere una sola provincia. Chi viene immesso in ruolo non può chiedere il trasferimento in altre province per un periodo di cinque anni.

Le ultime stime elaborate dal Ministero prevedevano che, grazie ai pensionamenti e alle immissioni in ruolo degli ultimi anni, il fenomeno avrebbe trovato una definitiva soluzione in alcuni anni. I provvedimenti contenuti nel Decreto per lo sviluppo consentono, all’interno del quadro di riorganizzazione del personale della scuola, di ridurre i tempi previsti e dunque di risolvere definitivamente un problema nato nei decenni passati, a causa di scelte politiche irresponsabili che hanno fatto lievitare fino a 250mila il numero degli insegnanti abilitati, iscritti nelle graduatorie ad esaurimento.

1 giugno Aggiornamento Graduatorie ad Esaurimento

Il Decreto Ministeriale 12 maggio 2011, n. 44, modificato dal Decreto Ministeriale 26 maggio 2011, n. 47 – che ripristina la possibilità di trasferimento da una provincia all’altra, con collocazione nella corrispondente fascia di appartenenza e con il punteggio spettante, previa cancellazione dalla graduatoria ad esaurimento di provenienza – fissa al 1° giugno 2011 (20 giorni dalla pubblicazione sul sito internet del MIUR) il termine di presentazione delle domande di aggiornamento delle graduatorie.

7 febbraio Corte Costituzionale su Legge 167/09

Con Sentenza 41/2011 del 7 febbraio, la Corte Costituzionale dichiara l’illegittimità costituzionale dell’art. 1, comma 4-ter, del decreto legge 25 settembre 2009, n. 134 (Disposizioni urgenti per garantire la continuità del servizio scolastico ed educativo per l’anno 2009-2010), aggiunto dalla legge di conversione 24 novembre 2009, n. 167.

Di seguito il comunicato stampa del MIUR:

Scuola, Miur: Dopo la sentenza della Consulta sarà garantito il funzionamento

La sentenza della Corte Costituzionale abroga l’intero comma 4 ter dell’art. 1 della legge 167/2009 (legge salva-precari) che prevedeva non solo l’inserimento in coda per il biennio 2009-2010 e 2010-2011 in tre province oltre quella di appartenenza, ma anche l’inserimento a pettine in una sola provincia per il biennio 2011-2012 e 2012-2013.

Il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca adotterà i provvedimenti necessari per garantire l’ordinario funzionamento della scuola e per offrire in ogni caso le maggiori occasioni di impiego ai docenti per evitare che il ripristino della normativa previgente (legge 296/2006), determinato dalla sentenza della Corte Costituzionale, comporti un congelamento delle occasioni di lavoro alle sole graduatorie provinciali di appartenenza e l’insorgere di nuovo precariato.

6 agosto Immissioni in ruolo

Il 6 agosto 2010 si svolge un incontro tra MIUR e OO.SS. sulle nomine in ruolo del personale docente, educativo e ATA, per l’anno scolastico 2010-2011.

10.000 le nomine in ruolo per il personale docente, 6.500 per il personale ATA e 170 per i dirigenti scolastici autorizzate ufficialmente dal MEF.

Di seguito la ripartizione regionale e provinciale prevista per il personale docente:

Provincia/Regione Scuola dell’infanzia Scuola primaria Scuola secondaria di I grado Scuola secondaria di II grado Sostegno Personale
educativo
Totale
Chieti 18 3 7 2 50 80
L’Aquila 4 3 1 16 24
Pescara 10 1 9 3 26 49
Teramo 8 5 3 32 48
Abruzzo Totale 40 4 24 9 124 201
Matera 3 2 5 17 27
Potenza 14 2 4 4 55 1 80
Basilicata Totale 17 4 9 4 72 1 107
Catanzaro 6 2 7 9 26 1 51
Cosenza 14 4 21 3 45 1 88
Crotone 4 1 3 4 16 28
Reggio Calabria 12 19 7 37 1 76
Vibo Valentia 4 1 16 22 43
Calabria Totale 40 8 66 23 146 3 286
Avellino 9 8 11 44 72
Benevento 5 3 5 37 50
Caserta 18 18 9 90 135
Napoli 97 83 44 401 1 626
Salerno 22 19 17 65 123
Campania Totale 151 131 86 637 1 1.006
Bologna 47 41 21 9 78 196
Ferrara 7 7 10 2 36 62
Forli’ 17 6 10 5 19 57
Modena 35 36 20 12 58 161
Parma 9 14 11 4 24 1 63
Piacenza 7 8 9 2 37 63
Ravenna 17 17 11 6 26 77
Reggio Emilia 12 12 14 13 43 1 95
Rimini 4 4 10 8 17 43
Emilia Romagna Totale 155 145 116 61 338 2 817
Gorizia 10 3 2 7 22
Pordenone 11 6 13 3 23 56
Trieste 2 3 2 1 14 22
Udine 17 6 19 9 37 6 94
Friuli Venezia Giulia Totale 40 18 36 13 81 6 194
Frosinone 8 11 5 27 51
Latina 24 16 8 39 87
Rieti 16 5 3 12 36
Roma 109 110 168 72 452 911
Viterbo 12 7 1 19 39
Lazio Totale 169 110 207 89 549 1.124
Genova 16 4 17 10 86 133
Imperia 5 1 2 19 1 28
La Spezia 8 3 10 1 35 57
Savona 9 3 5 1 10 28
Liguria Totale 38 11 34 12 150 1 246
Bergamo 15 19 27 12 69 1 143
Brescia 25 52 37 13 70 1 198
Como 14 8 10 3 44 79
Cremona 15 8 9 7 25 64
Lecco 5 3 5 5 6 24
Lodi 7 4 4 5 17 37
Mantova 29 16 16 46 31 138
Milano 119 119 83 2 318 1 642
Pavia 26 13 12 4 33 88
Sondrio 2 1 6 6 15 1 31
Varese 6 16 22 12 47 103
Lombardia Totale 263 259 231 115 675 4 1.547
Ancona 20 5 16 3 32 76
Ascoli Piceno 7 14 6 25 52
Macerata 13 2 12 3 16 1 47
Pesaro 16 11 10 2 25 1 65
Marche Totale 56 18 52 14 98 2 240
Campobasso 10 2 6 3 24 1 46
Isernia 2 1 1 9 13
Molise Totale 12 2 7 4 33 1 59
Alessandria 19 4 13 2 53 1 92
Asti 5 3 7 1 28 44
Biella 6 3 7 3 28 47
Cuneo 14 6 27 2 60 109
Novara 16 8 31 55
Torino 91 52 78 27 162 2 412
Verbano-Cusio-Ossola 4 7 2 22 35
Vercelli 10 1 4 2 23 40
Piemonte Totale 165 69 151 39 407 3 834
Bari 64 40 26 184 314
Brindisi 7 17 4 51 79
Foggia 7 31 9 92 139
Lecce 7 14 8 50 79
Taranto 13 27 8 67 115
Puglia Totale 98 129 55 444 726
Cagliari 21 4 19 2 86 1 133
Nuoro 7 1 11 2 22 43
Oristano 1 2 2 18 23
Sassari 16 4 12 59 1 92
Sardegna Totale 45 9 44 6 185 2 291
Agrigento 4 17 1 10 32
Caltanissetta 2 14 1 16 33
Catania 18 42 8 188 256
Enna 2 7 10 19
Messina 9 4 2 30 45
Palermo 6 23 6 122 1 158
Ragusa 20 14 3 22 59
Siracusa 10 11 3 22 46
Trapani 5 6 2 20 33
Sicilia Totale 76 138 26 440 1 681
Arezzo 14 4 9 8 29 64
Firenze 68 39 41 27 67 242
Grosseto 10 1 6 1 9 27
Livorno 3 4 12 2 31 52
Lucca 12 4 10 3 33 62
Massa 5 2 7 3 3 1 21
Pisa 14 5 10 3 24 56
Pistoia 16 6 11 1 32 66
Prato 18 14 14 11 19 1 77
Siena 22 7 6 5 24 64
Toscana Totale 182 86 126 64 271 2 731
Perugia 46 7 13 8 48 122
Terni 6 3 8 1 15 33
Umbria Totale 52 10 21 9 63 155
Belluno 8 10 19 1 38
Padova 4 11 32 12 30 1 90
Rovigo 2 9 2 13 26
Treviso 14 6 45 33 42 140
Venezia 27 13 40 10 43 1 134
Verona 11 6 34 27 74 4 156
Vicenza 16 3 48 16 88 171
Veneto Totale 82 39 218 100 309 7 755
Totale complessivo 1.681 792 1.740 729 5.022 36 10.000