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Giornata nazionale per la sicurezza nelle scuole

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Edilizia scolastica, il 22 e 23 novembre la Giornata nazionale per la sicurezza nelle scuole
Evento a Roma con la Ministra Fedeli

Due giorni di eventi, attività didattiche, occasioni di discussione e di sensibilizzazione, organizzati dalle scuole sui temi della sicurezza nell’edilizia scolastica, della prevenzione dei rischi e della sostenibilità. Il 22 e 23 novembre torna a svolgersi in tutta Italia la Giornata nazionale per la sicurezza nelle scuole, introdotta dalla legge 107/2015 (la Buona Scuola).

“È fondamentale che una corretta azione di sensibilizzazione sui temi della sicurezza inizi dalle singole scuole – dichiara la Ministra Valeria Fedeli – , con la promozione di iniziative per la conoscenza dei rischi realizzate in collaborazione con il proprio territorio, diffondendo un messaggio concreto su come la sicurezza debba essere un diritto di tutte e tutti. Confrontarsi con esperti, organizzare eventi e iniziative, conoscere di più le nostre scuole, ottenere informazioni sulle strutture, sulle competenze e sulle procedure può contribuire a creare una cultura della sicurezza”.

Tutte le scuole sono invitate, quindi, a organizzare attività sui temi dell’edilizia scolastica, in sinergia con il territorio, durante le attività scolastiche o extra scolastiche, e a comunicare le proprie iniziative sulla pagina web dedicata, accessibile dal sito internet del Miur:
www.istruzione.it/edilizia_scolastica/giornata_sicurezza2017.shtml. Mentre a Roma si terrà un evento nazionale con la Ministra Fedeli in cui saranno messi in mostra i 51 progetti vincitori del concorso #ScuoleInnovative.

Anche quest’anno l’iniziativa viene promossa dal Miur, in collaborazione con la Struttura di missione per l’edilizia scolastica della Presidenza del Consiglio dei Ministri, con tutti gli enti aderenti e con INDIRE, INAIL, Cittadinanzattiva, Legambiente, Fondazione Benvenuti in Italia – Fondo Vito Scafidi, Associazione Vittime della scuola, ANMIL, Save the Children e Croce Rossa.

Inoltre, gli istituti che aderiscono alla Giornata nazionale, segnalando il proprio evento, possono partecipare alla caccia al tesoro on line sui temi della sicurezza e al concorso #giornatadellasicurezza. Tutti i dettagli per partecipare sono nel Regolamento pubblicato sul sito. Le tre migliori attività e i migliori eventi realizzati dalle scuole e documentati attraverso un videoclip della durata massima di 180 secondi, da produrre secondo le modalità indicate nel Regolamento, riceveranno un contributo rispettivamente di 15.000 euro per la prima classificata; 12.000 euro per la seconda; 10.000 euro per la terza, da utilizzare per la riqualificazione di uno spazio all’interno del proprio istituto.

Le scuole potranno sviluppare liberamente le proprie attività. In ogni caso, per agevolarne l’ideazione, anche quest’anno viene fornito un kit con alcune indicazioni, proposte e spunti utili. Ad esempio, tra le molte opzioni, può essere utilizzato il modello TED, organizzazione di brevi interventi sui temi della sicurezza degli edifici e dei rischi del territorio; oppure eventi in cui le scuole illustrano le proposte per la sicurezza contenute nel proprio Piano Triennale dell’Offerta Formativa; collegamenti, per esempio attraverso la piattaforma di e-Twinning, con scuole europee che abbiano maturato particolari esperienze sui temi della sicurezza; o ancora creazione di profili Facebook, Twitter, Instagram, per condividere opinioni in tempo reale con attori del territorio, famiglie, istituzioni o altre scuole; raccontare i dati sulla sicurezza della propria scuola tramite Open Data; organizzare Flash mob e molto altro.

Sul sito internet sarà pubblicata una mappa interattiva che rappresenterà graficamente e in tempo reale la partecipazione degli istituti e le loro iniziative.

La Giornata nazionale per la sicurezza nelle scuole sarà anche l’occasione per premiare gli istituti che hanno ben rappresentato i temi della sicurezza partecipando al concorso dello scorso anno, i cui lavori saranno pubblicati sulla pagina web della Giornata nazionale.

Giornata della mobilità in sicurezza

MIUR-ACI-INDIRE: INSIEME PER LA SICUREZZA STRADALE

“Giornata della mobilità in sicurezza per gli studenti delle scuole primarie e secondarie”

 

Giovedì 16 novembre 2017

 

Centro di Guida Sicura ACI-SARA e Centro Congressi

Vallelunga, via Mola Maggiorana 4/6

Campagnano di Roma (RM)

 

Ore 9,00

Arrivo dei pullman

 

Ore 9,00/11,00 e 11,00/13,00

Formazione per i bambini 6/11 anni presso il Centro Congressi

 

Ore 9,30/11,00 e 11,30/13,00

Formazione per i ragazzi 14/18 anni presso il Centro di Guida Sicura

 

Ore 11,15

Indirizzi di saluto di:

 

Gabriele TOCCAFONDI

Sottosegretario del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca

Francesco TUFARELLI

Segretario Generale ACI

 

Giuseppina FUSCO

Vice Presidente ACI e Presidente AC Roma

 

Giovanni BIONDI

Presidente Indire

 

Ore 12,00

Servizio fotografico e video

Prevenzione vaccinale a Scuola

Il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca congiuntamente al Ministero della Salute pubblicano la Nota 1 settembre 2017, AOODPIT 1679 recante indicazioni operative, relative all’anno scolastico 2017/2018, per l’attuazione del decreto-legge 7 giugno 2017, n. 73, convertito con modificazioni dalla legge 31 luglio 2017, n. 119, recante “Disposizioni urgenti in materia di prevenzione vaccinale, di malattie infettive e di controversie relative alla somministrazione di farmaci” – Disposizioni per l’anno scolastico e il calendario annuale 2017/2018. Integrazione delle circolari n. 25233/2017 del Ministero della salute e nota AOODPIT 1622 del Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca del 16 agosto 2017.

La circolare ha lo scopo di agevolare le famiglie nell’adempimento degli obblighi vaccinali, che sono al centro della nuova normativa approvata a tutela della salute pubblica, e di favorire un positivo rapporto scuola-famiglia in fase di prima attuazione della normativa.

La comunicazione fornisce, in vista dell’avvio delle lezioni, indicazioni chiare sul fronte della documentazione da presentare (con un dettaglio ulteriore rispetto alle comunicazioni già fornite per quanto riguarda le modalità di richiesta di un appuntamento per i vaccini alla propria ASL); sulle scadenze previste e sulla loro armonizzazione con il calendario scolastico e con l’effettivo avvio delle lezioni; sull’accesso a scuola.

Per quanto riguarda i documenti, la circolare ricorda che è possibile fornire alle scuole: idonea documentazione comprovante l’effettuazione delle vaccinazioni obbligatorie previste dalla legge in base all’età; idonea documentazione comprovante l’avvenuta immunizzazione a seguito di una malattia naturale; idonea documentazione sanitaria comprovante la sussistenza dei requisiti per l’omissione o il differimento delle vaccinazioni; copia della formale richiesta di vaccinazione alla ASL territorialmente competente (con riguardo alle vaccinazioni obbligatorie non ancora effettuate) secondo le modalità indicate dalla stessa ASL per la prenotazione.

In particolare, proprio per agevolare le famiglie, per l’anno scolastico 2017/2018, la richiesta di vaccinazione potrà essere effettuata anche telefonicamente (purché la telefonata sia riscontrata positivamente, con un appuntamento fissato), inviando una mail all’indirizzo di posta elettronica ordinaria (PEO) o certificata (PEC) di una delle ASL della regione di appartenenza o inoltrando una raccomandata con avviso di ricevimento. In tutti questi casi, e solo per l’anno scolastico 2017/2018, in alternativa alla presentazione della copia della formale richiesta di vaccinazione si potrà autocertificare di aver richiesto alla ASL di effettuare le vaccinazioni non ancora somministrate.

Servizi e scuole dell’infanzia

Le famiglie con figli che frequentano servizi educativi per l’infanzia o scuole dell’infanzia (incluse quelle private non paritarie) dovranno presentare la documentazione richiesta entro l’11 settembre 2017, atteso che il termine indicato dal decreto-legge (10 settembre 2017) è un giorno festivo.

La presentazione della documentazione è requisito di accesso. Quindi, già per l’anno scolastico 2017/2018, a decorrere dal 12 settembre 2017, non potranno accedere ai servizi educativi per l’infanzia e alle scuole dell’infanzia i minori i cui genitori/tutori/affidatari non l’abbiano presentata entro i termini. La circolare armonizza le scadenze con i calendari scolastici: nelle scuole dove le lezioni partiranno dopo l’11 settembre, l’accesso sarà garantito ai minori che i cui genitori/tutori/affidatari abbiano presentato la documentazione entro la data di avvio delle lezioni stesse. In caso di autocertificazione, è confermato che la documentazione comprovante l’effettuazione delle vaccinazioni dovrà comunque essere prodotta entro il 10 marzo 2018. Sempre in caso di autocertificazione il minore avrà accesso ai servizi, ma entro il 10 marzo 2018 dovrà pervenire alla scuola un’idonea documentazione comprovante l’effettuazione delle vaccinazioni obbligatorie. In caso contrario il minore non potrà più accedere ai servizi. La circolare precisa, comunque, che, se il genitore/tutore/affidatario non ha presentato la documentazione richiesta entro l’11 settembre 2017 o, nel caso di dichiarazione sostitutiva della documentazione, entro il 10 marzo 2018, il minore non in regola con gli adempimenti vaccinali ed escluso dall’accesso ai servizi rimarrà iscritto ai servizi educativi per l’infanzia e alle scuole dell’infanzia e sarà nuovamente ammesso ai servizi, successivamente alla presentazione della documentazione richiesta. In ogni caso, la mancata presentazione della documentazione nei termini sarà segnalata, entro i successivi 10 giorni, alla ASL territorialmente competente che avvierà la procedura prevista per il recupero dell’inadempimento.

Scuole del I e II ciclo

Per chi ha figli iscritti alla scuola del I e II ciclo o nei centri di formazione professionale regionale la documentazione va presentata entro il 31 ottobre 2017 (o entro il 10 marzo per chi ha prodotto un’autocertificazione) e non costituisce requisito di accesso alla scuola. La mancata presentazione della documentazione entro i termini previsti sarà comunque segnalata, entro i successivi 10 giorni, dal dirigente scolastico o dal responsabile del centro di formazione professionale regionale all’ASL territorialmente competente che, avvierà la procedura prevista per il recupero dell’inadempimento.


Il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca ha inviato il 16 agosto alle scuole la nota AOODPIT 1622 che contiene le prime indicazioni operative per l’attuazione del decreto-legge n.73 del 7 giugno 2017, convertito con modificazioni dalla legge n. 119 del 31 luglio 2017, in materia di prevenzione vaccinale.

La circolare si apre con una premessa sulla legge e sulle sue finalità e prosegue con le indicazioni per le istituzioni scolastiche, a partire da quelle per la gestione della fase transitoria prevista per gli anni scolastici 2017/2018 e 2018/2019.

Le premesse

La legge – ricorda la circolare – intervenendo sull’obbligatorietà delle vaccinazioni, assicura a tutta la popolazione, in maniera omogenea sul territorio nazionale, le azioni dirette alla prevenzione, al contenimento e alla riduzione dei rischi per la salute pubblica. L’estensione della vaccinazione rappresenta, pertanto, un progresso nella tutela della salute della collettività e di ciascuna persona. Il Parlamento e il Governo hanno lavorato insieme, in sede di conversione del decreto-legge, per far sì che le scuole possano collaborare alla tutela della salute collettiva, nell’ambito delle proprie competenze e nel pieno rispetto del diritto all’istruzione.

L’articolo 3-bis del decreto-legge, aggiunto in sede di conversione, stabilisce che, a decorrere dall’anno scolastico 2019/2020, dopo una prima fase transitoria, siano le Aziende Sanitarie Locali (ASL), una volta ricevuto dalle scuole l’elenco delle iscritte e degli iscritti sino ai 16 anni di età, a restituirlo con l’indicazione di coloro che eventualmente non risultino in regola con gli adempimenti vaccinali. Per la scuola dell’infanzia la mancata presentazione della documentazione attestante l’adempimento degli obblighi vaccinali comporterà la decadenza dell’iscrizione. Per i gradi di istruzione successivi non sono previste invece ricadute sull’accesso al servizio scolastico.

Il decreto-legge, come convertito, non cambia la normativa vigente dal punto di vista dell’accesso a scuola: l’articolo 100 del Testo Unico in materia di Istruzione del 1994 già subordinava l’ammissione alla scuola dell’infanzia alla presentazione della certificazione di talune vaccinazioni. Con la legge, anzi, gli adempimenti previsti per le istituzioni scolastiche saranno semplificati: le scuole non dovranno più acquisire per tutte le iscritte e tutti gli iscritti dei vari gradi di istruzione le certificazioni delle vaccinazioni effettuate, ma semplicemente trasmettere l’elenco delle alunne e degli alunni alle ASL, tramite il sistema informativo del Ministero.

La fase transitoria

Per l’anno scolastico 2017/2018 e per il 2018/2019 valgono invece le modalità transitorie stabilite dalla legge e illustrate nella circolare, che potranno essere eventualmente semplificate in base ad accordi tra gli Uffici Scolastici Regionali e le Regioni, tramite le ASL, ciò al fine di agevolare le famiglie e le scuole. Alcune Regioni stanno infatti predisponendo azioni specifiche per semplificare la documentazione che le famiglie dovranno consegnare alle scuole sino all’anno 2018/2019 (dal 2019/2020 si passa alla semplificazione definita dalla legge).

La legge, come è noto, estende a 10 le vaccinazioni obbligatorie e gratuite per tutte le alunne e gli alunni di età compresa tra zero e 16 anni. E dispone l’obbligo per le Regioni di assicurare l’offerta attiva e gratuita, per i minori di età compresa tra zero e 16 anni, anche di altre 4 vaccinazioni non obbligatorie. All’obbligo si adempie secondo le indicazioni contenute nel calendario vaccinale nazionale relativo a ciascuna coorte di nascita. Il calendario vaccinale è reperibile al link fornito dal Ministero della Salute: www.salute.gov.it/vaccini.

Le scuole hanno il compito di acquisire la documentazione relativa all’obbligo vaccinale e devono segnalare alla ASL territoriale di competenza l’eventuale mancata presentazione di questa documentazione. Per comprovare l’effettuazione delle vaccinazioni potrà essere presentata una dichiarazione sostituiva. In caso di esonero, omissione o differimento delle vaccinazioni, potranno essere presentati uno o più documenti, rilasciati dalle autorità sanitarie competenti.

Per l’anno scolastico 2017/2018, la documentazione dovrà essere presentata alle scuole entro il 10 settembre 2017 per le bambine e i bambini della scuola dell’infanzia e delle sezioni primavera (comprese le scuole private non paritarie), ed entro il 31 ottobre 2017 per tutti gli altri gradi di istruzione.

Entro 10 giorni da queste scadenze il dirigente scolastico sarà tenuto a segnalare alla ASL territorialmente competente l’eventuale mancata consegna della documentazione da parte dei genitori.  La documentazione dovrà essere acquisita anche per le alunne e gli alunni che già sono iscritte e iscritti e frequentano l’istituzione scolastica.

Chi ha presentato una dichiarazione sostitutiva, entro il 10 marzo 2018 dovrà presentare la documentazione comprovante l’avvenuta vaccinazione. Per le scuole dell’infanzia e le sezioni primavera la consegna della documentazione vaccinale entro il 10 settembre 2017 è requisito di accesso.

Vista l’imminenza dell’avvio del nuovo anno scolastico, la circolare del Miur invita i dirigenti scolastici ad informare da subito i genitori sui nuovi obblighi vaccinali e sulle disposizioni applicative per il 2017/2018.

Il Ministero della Salute e il Miur daranno poi avvio, per l’anno scolastico 2017/2018, a iniziative di formazione del personale docente ed educativo, nonché di educazione delle alunne e degli alunni, delle studentesse e degli studenti, sui temi della prevenzione sanitaria e in particolare delle vaccinazioni. Anche con il coinvolgimento delle associazioni dei genitori e delle associazioni di categoria delle professioni sanitarie.


Vaccini, Fedeli: “Al lavoro per sostegno a famiglie e scuole. Bene proposta Anci”

(Roma, 17 agosto 2017) “Come Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca condividiamo la proposta dell’Associazione Nazionale Comuni Italiani di definire da subito procedure standard per l’applicazione della legge sui vaccini. Il nostro obiettivo è agevolare e sostenere le famiglie, le alunne e gli alunni, le scuole. Da subito ci siamo mossi in tal senso e continueremo a farlo nelle prossime settimane. Proprio oggi abbiamo inviato una circolare agli istituti scolastici per fornire indicazioni operative e chiarimenti sull’attuazione della norma e dare supporto, attraverso strumenti specifici, a tutti i soggetti coinvolti”. Così la Ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Valeria Fedeli.

“La legge sui vaccini nasce con uno scopo: garantire due diritti costituzionali alle nostre e ai nostri giovani, quello alla salute e quello all’istruzione. È chiaro – aggiunge la Ministra – che per raggiungere questo obiettivo dobbiamo mettere in campo procedure agevoli, snelle ed efficaci. E dobbiamo farlo in un’ottica di collaborazione, ciascuno per la propria parte e per la propria responsabilità, per applicare la legge nel modo più efficace possibile: Ministeri, Regioni, Enti locali, scuole e famiglie. Come Ministero lavoreremo in questa ottica, in collaborazione con le altre istituzioni, per spiegare e informare. Affinché l’attuazione della legge sia agile e priva di ostacoli”.

20 novembre Costruiamo la Giornata Nazionale per la sicurezza nelle Scuole

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Ufficializzata la Giornata Nazionale per la sicurezza nelle Scuole
Ministro Giannini firma decreto: sarà il 22 novembre di ogni anno
Stamattina il lancio al MIUR

La Giornata nazionale per la sicurezza nelle scuole, istituita dalla legge Buona Scuola, è stata al centro della mattinata di confronto al Ministero dell’Istruzione fra gli attori impegnati sul fronte della sicurezza a scuola e dell’edilizia scolastica. Presenti istituzioni e cittadini. I lavori sono stati aperti dal Sottosegretario Davide Faraone.

Il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Stefania Giannini, ha firmato in questa occasione il decreto che istituisce ufficialmente la ricorrenza, che si terrà il 22 novembre di ogni anno, a partire dal 2016, e che sarà l’occasione per organizzare nelle scuole di tutta Italia momenti di formazione e confronto sul tema della sicurezza.

La Giornata è il punto di arrivo di esperienze che nascono dal basso, come quella pluriennale di Cittadinanzattiva. Il 22 novembre non è una data casuale, ma è stata scelta anche in ricordo di Vito Scafidi, il ragazzo che nel 2008 ha perso la vita a Rivoli a causa del crollo di un controsoffitto nella sua classe, e sarà intitolata a tutte le vittime delle scuole insicure.
“Vogliamo che questa Giornata abbia per la scuola italiana un valore evocativo, commemorativo, ma soprattutto educativo. Come Governo ci siamo impegnati moltissimo, fin dal primo giorno, ad investire sull’edilizia scolastica e stiamo portando avanti velocemente la tabella di marcia degli interventi. Al contempo, vogliamo lavorare sul fronte educativo, formando ragazzi e insegnanti sui temi della sicurezza” ha dichiarato il Ministro Stefania Giannini. A questo scopo il Ministro ha anche firmato un Protocollo di intesa con Inail per interventi mirati.
“Con l’incontro di oggi abbiamo istituzionalizzato una Giornata nazionale durante la quale ricordare tutti i ragazzi e le ragazze che hanno perso la vita a scuola. Un ricordo, però, attivo. Un impegno concreto per far sì che la sicurezza degli istituti del nostro Paese sia la normalità, una caratteristica data per scontata. Come Governo stiamo già facendo più di qualsiasi altro prima di noi: 4 miliardi di risorse e 3.655 interventi di edilizia scolastica finanziati dal 2014 a oggi. Ma possiamo fare ancora di più. E dobbiamo farlo collaborando in sinergia tra Ministeri, con gli enti locali e le associazioni, con tutti quanti sono responsabili di una scuola sicura e decorosa in cui formare il futuro del Paese” ha spiegato il Sottosegretario Davide Faraone.

“La sicurezza nelle scuole si costruisce giorno dopo giorno, attraverso il dialogo costante tra Istituzioni ed Enti locali, il rapporto con le associazioni, i professionisti e i cittadini, il monitoraggio dei cantieri, puntando molto sull’innovazione. E grazie alla responsabilità personale di ciascuno” ha proseguito Laura Galimberti, coordinatrice della Struttura di missione di Palazzo Chigi per l’edilizia scolastica.

“I fondi cospicui – 300 milioni di euro – che l’Inail mette a disposizione per la costruzione di scuole innovative incrementano il già significativo ammontare delle risorse destinate dall’Istituto a investimenti immobiliari di elevata utilità sociale, anch’essi prevalentemente riguardanti strutture scolastiche. Con questa azione l’Inail può contribuire a un modo nuovo di fare educazione e cultura: per garantire agli studenti ambienti educativi sicuri, belli e coinvolgenti, per dare al valore della prevenzione e del lavoro pieno ‘diritto di cittadinanza’ tra le nuove generazioni. Il Protocollo d’intesa firmato oggi col Miur concorre alla stessa finalità” ha ricordato Massimo De Felice, presidente Inail.

Per le istituzioni sono intervenuti anche il vicepresidente dell’Anci (Associazione nazionale dei comuni italiani) Giovanni Di Giorgi, la rappresentante del direttivo dell’Upi (Unione delle Province italiane)Francesca Zaltieri, Agostino Gorettidel Dipartimento della Protezione Civile.

A chiudere gli interventi, Antonio Gaudioso, Segretario generale di Cittadinanzattiva: “L’istituzionalizzazione della Giornata nazionale per la sicurezza nelle scuole, promossa da 13 anni dalla nostra organizzazione, è un successo e un riconoscimento che ci rende orgogliosi. La Giornata – ha spiegato – è nata per diffondere e far crescere la cultura della sicurezza nella scuola e sul territorio. Ci auguriamo che diventi patrimonio di tutte le scuole e costituisca un’occasione di lavoro condiviso con tutti gli attori impegnati sul tema,nonchéun richiamo concreto affinchéle istituzioni tutte, nazionali elocali, non deroghino alle proprie responsabilità sul temadella sicurezza scolastica”.

Gli studenti dell’Istituto Lucilla Domizia di Roma hanno illustrato il loro progetto sulla sicurezza al Miur. In contemporanea, presso la scuola ‘Di Donato’ di Roma studenti e istituzioni si sono confrontati sui temi della sicurezza in una sequenza di interventi e giochi su rischio sismico e alluvione.


Costruiamo la Giornata Nazionale per la sicurezza nelle Scuole

La Giornata nazionale per la sicurezza nelle scuole, istituita dalla legge Buona Scuola, sarà al centro della mattinata di confronto al Ministero dell’Istruzione fra gli attori impegnati sul fronte della sicurezza a scuola e dell’edilizia scolastica.
Il fitto programma di interventi si aprirà con il punto sulle politiche del governo a cura del Sottosegretario all’Istruzione Davide Faraone.
Seguiranno, fra gli altri, gli interventi di Laura Galimberti, coordinatrice dalla Struttura di missione per l’Edilizia scolastica della Presidenza del Consiglio dei Ministri, del Presidente dell’Inail Massimo De Felice, del vicepresidente dell’Anci (l’Associazione nazionale dei comuni italiani) Giovanni Di Giorgi, della rappresentante del direttivo dell’Upi (Unione delle Province italiane) Francesca Zaltieri, del segretario generale di Cittadinanzattiva Antonio Gaudioso e di Antonio Goretti del Dipartimento della Protezione Civile.
L’intervento del Ministro Stefania Giannini chiuderà l’incontro nel corso del quale verrà firmato dal Ministro il Decreto di istituzione della Giornata Nazionale che si terrà il 22 novembre di ogni anno.
In contemporanea all’evento Miur, presso la scuola secondaria di I grado ‘Di Donato’ di Roma studenti e istituzioni si confronteranno sul tema della sicurezza a scuola.

13 giugno Edilizia scolastica in CdM

Nel corso della seduta del Consiglio dei ministri del 13 giugno il Presidente del Consiglio informa di avere firmato un Dpcm, concernente l’individuazione dei Comuni beneficiari, e del relativo importo, dell’esclusione dal Patto di stabilità interno, per gli anni 2014 e 2015, delle spese sostenute per interventi di edilizia scolastica, ai sensi dell’articolo 31, comma 14-ter, della legge 12 novembre 2011 n. 183.

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13 novembre 10 milioni di euro per la sicurezza

Con il Decreto Ministeriale 10 ottobre 2013, n. 267, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 266 del 13 novembre 2013, il MIUR rende disponibili 10 milioni di euro per procedure di cofinanziamento di interventi di edilizia scolastica e messa in sicurezza delle scuole, in attuazione di quanto disposto dalla direttiva 1° agosto 2013.

Bando da 10 milioni euro per il conseguimento del certificato di agibilità e il completamento della messa a norma delle sedi degli istituti scolastici statali

Un bando da 10 milioni di euro  per il conseguimento del certificato di agibilità e per il completamento della messa norma delle sedi degli istituti scolastici statali, di proprietà degli Enti Locali. È lo stanziamento messo a disposizione, con fondi propri, dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca per il 2013.

L’Avviso è stato pubblicato lo scorso 13 novembre in Gazzetta Ufficiale e prevede il cofinanziamento al 50% degli interventi da parte degli Enti locali, sino alla concorrenza della somma messa a bando. In totale potrà essere sviluppato un finanziamento di oltre 20 milioni.

Gli Enti locali hanno 30 giorni dalla pubblicazione in Gazzetta per inviare le domande di finanziamento. Il limite massimo di ciascun contributo è di 300.000 euro per ogni intervento ammesso a beneficio.

5 novembre 150 milioni per l’Edilizia scolastica

Come previsto dall’art. 18 del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98, recante disposizioni urgenti per il rilancio dell’economia, il ministro ha firmato il Decreto Ministeriale 5 novembre 2013, Prot. n. 906, con il quale sono stanziati 150 milioni per interventi urgenti per la riqualificazione e la messa in sicurezza delle scuole statali, in particolare quelle dove è presente l’amianto.

Edilizia, assegnati i primi 150 milioni del Dl Fare: via libera a 692 interventi urgenti, il 29% per bonifica dall’amianto

Carrozza firma decreto: “Soddisfatta per lavoro in tempi rapidi”

(Roma, 8 novembre 2013) Il ministro dell’Istruzione, dell’Università e della ricerca, Maria Chiara Carrozza, ha firmato il decreto che assegna alle Regioni i primi 150 milioni previsti dal Dl del Fare per interventi urgenti per la riqualificazione e la messa in sicurezza delle scuole statali, in particolare quelle dove è presente l’amianto. Via libera, dunque, a 692 interventi, di cui 202 (il 29%) esclusivamente per la bonifica delle strutture dall’amianto.

“Sono soddisfatta – sottolinea il Ministro Carrozza – perché abbiamo già provveduto in tempi rapidi e coinvolgendo i governi regionali a mettere in atto una delle azioni più importanti previste nel decreto del Fare. L’edilizia scolastica, come dichiarato all’inizio del mio mandato, rappresenta una delle priorità del Governo Letta. Quando c’è determinazione e condivisione si riescono a organizzare i livelli di governo nell’interesse della scuola e del Paese”.

Le Regioni entro lo scorso 15 ottobre hanno presentato al Miur una graduatoria di interventi immediatamente cantierabili, in ordine di priorità. Alle Regioni sono arrivate dagli enti locali 3.302 richieste di intervento di cui 2.515 ammissibili al finanziamento. Grazie ai 150 milioni stanziati per le urgenze saranno avviati già 692 interventi, ovvero il 27,5% del totale di quelli ammissibili al finanziamento. A questa cifra, come previsto sempre dal Dl del Fare, si affiancheranno, nel triennio 2014/2016, altri 300 milioni destinati tramite l’Inail all’edilizia scolastica.

Ora spetterà agli enti locali beneficiari dei finanziamenti provvedere alle gare per l’affidamento dei lavori che andranno aggiudicati entro il prossimo 28 febbraio 2014, pena la revoca delle risorse stanziate. Per rendere rapide le procedure di realizzazione degli interventi sindaci e presidenti di Provincia operano come commissari straordinari.

31 marzo Documento Programmatico per la Sicurezza

Entro il 31 marzo deve essere redatto il Documento Programmatico per la Sicurezza con la conseguente adozione delle misure minime di sicurezza da parte degli Uffici Scolastici Regionali e delle Istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado, come previsto dal punto 19 dell’allegato B (Disciplinare tecnico in materia di misure minime di sicurezza) al Decreto Legislativo 196/03.

L’art. 45 (Semplificazioni in materia di dati personali), comma 1, della Legge 4 aprile 2012, n. 35, di conversione del decreto-legge 9 febbraio 2012, n. 5, Disposizioni urgenti in materia di semplificazione e di sviluppo, stabilisce che “al codice in materia di protezione dei dati personali, di cui al decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) all’articolo 21 dopo il comma 1 e’ inserito il seguente:
«1-bis. Il trattamento dei dati giudiziari e’ altresi’ consentito quando e’ effettuato in attuazione di protocolli d’intesa per la prevenzione e il contrasto dei fenomeni di criminalita’ organizzata stipulati con il Ministero dell’interno o con i suoi uffici periferici di cui all’articolo 15, comma 2, del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, previo parere del Garante per la protezione dei dati personali, che specificano la tipologia dei dati trattati e delle operazioni eseguibili.»;
b) all’articolo 27, comma 1, e’ aggiunto, in fine, il seguente periodo: “Si applica quanto previsto dall’articolo 21, comma 1-bis.”;
c) all’articolo 34 e’ soppressa la lettera g) del comma 1 ed e’ abrogato il comma 1-bis;
d) nel disciplinare tecnico in materia di misure minime di sicurezza di cui all’allegato B sono soppressi i paragrafi da 19 a 19.8 e 26
“.

26 marzo 38 milioni di euro per l’Edilizia scolastica

Il Ministro firma una direttiva che destina 38 milioni di euro per la costruzione di edifici realizzati secondo le nuove Linee guida per le architetture interne in linea con l’innovazione nella scuola.

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Di seguito il comunicato stampa:

Edilizia scolastica: 38 milioni di euro per interventi nelle scuole statali attraverso il fondo immobiliare

Il Ministro Profumo firma direttiva che coinvolge, attraverso protocolli d’intesa, Regioni o Enti locali

(Roma, 27 marzo 2013) Sono 38 i milioni di euro da destinare alla costruzione di nuove scuole attraverso lo strumento del fondo immobiliare. Lo prevede la nuova direttiva firmata oggi dal Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Francesco Profumo. Si tratta di una iniziativa volta ad utilizzare la leva del fondo immobiliare per costruire le scuole del futuro.

Sono infatti state ridefinite le nuove Linee guida per le architetture interne delle scuole: non più solo aule, ma nuovi spazi di apprendimento in linea con l’innovazione nella scuola. Uno sguardo, quindi, verso il futuro strettamente collegato al più ampio piano di innovazione digitale delle scuole, di cui anche il recente DM sui libri di testo costituisce un tassello. La direttiva rappresenta anche un ulteriore passo in avanti nel programma pluriennale per l’edilizia scolastica, la sicurezza nelle scuole e la costruzione di plessi altamente tecnologici, così come avvenuto in Emilia Romagna dopo il terremoto. La sinergia e l’unione delle risorse tra MIUR, Regioni, edifici conferiti da Comuni, Provincie e Regioni, Fondi europei e beni confiscati dalla mafia può rappresentare un modello di rinascita economica per il Paese.

Il fondo immobiliare, da costituire attraverso una Società di Gestione del Risparmio appositamente individuata dall’Ente locale/Regione tramite procedure ad evidenza pubblica, è uno strumento finanziario destinato a realizzare le nuove strutture grazie alla valorizzazione degli immobili obsoleti, conferiti dall’Ente locale/Regione, e ad ogni ulteriore eventuale cofinanziamento.

Modalità di accesso ai fondi:
Per accedere ai contributi gli Enti locali/Regioni dovranno presentare richiesta, all’indirizzo di PEC: dppr@postacert.istruzione.it – entro il termine di 15 giorni dalla pubblicazione della direttiva sulla Gazzetta Ufficiale, specificando l’importo del contributo richiesto ed inviando il modello di protocollo di intesa, nel quale dovranno essere espressamente indicati gli interventi da realizzare ed il relativo costo totale.

Il contributo è concesso previa valutazione della congruità della domanda, secondo lo stretto ordine cronologico di ricevimento delle richieste, fino ad esaurimento delle risorse disponibili e, per ciascun Ente locale/Regione, non può eccedere il 25% del costo totale previsto per la realizzazione degli interventi né essere superiore a quanto richiesto e, comunque, superare l’importo complessivo di 5 milioni di euro. Le risorse verranno modulate in rapporto all’entità del fondo.

Gli Enti locali e le Regioni che hanno diritto al contributo, dovranno successivamente sottoscrivere formalmente con il MIUR il Protocollo di Intesa.

Il protocollo d’intesa tra Miur ed Ente locale/Regione
Con la sottoscrizione del protocollo per poter accedere ai contributi l’Ente locale o la Regione si impegna a definire, promuovere ed attivare l’esecuzione di un progetto di edilizia scolastica, consistente:

  • nella realizzazione di interventi di rigenerazione del patrimonio immobiliare scolastico di competenza, destinato all’istruzione statale, che comprendano anche interventi di costruzione di nuovi edifici scolastici da destinare anch’essi all’istruzione statale;
  • nell’uso dello strumento del fondo immobiliare per la realizzazione dei suddetti interventi, da costituire attraverso una Società di gestione del risparmio, appositamente individuata dall’Ente locale/Regione tramite procedure ad evidenza pubblica. Al fondo saranno conferiti e/o apportati da parte dell’Ente locale /Regione, immobili da valorizzare, aree pubbliche per le nuove costruzioni ed ogni eventuale ulteriore cofinanziamento.

Cliccando sui seguenti link possono essere consultate le ultime innovazioni introdotte in materia di edilizia scolastica.

Le nuove scuole costruite in Emilia Romagna dopo il sisma:
http://www.iltempodellascuola.it

Le architetture della scuola del futuro:
www.indire.it/eventi/quandolospazioinsegna

Sicurezza, qualità e comfort degli edifici scolastici

Sicurezza a scuola: X Rapporto di Cittadinanzattiva (2012)

Sicurezza, qualità e comfort degli edifici scolastici (X Rapporto 2012).

L’indagine che Cittadinanzattiva cura da 10 anni è stata condotta su un campione di 111 edifici scolastici di diverse zone del paese, vuole contribuire a tenere alto il livello di attenzione sui diversi aspetti legati alla non applicazione di diverse normative, tra cui quella sulla sicurezza dei luoghi di lavoro e, contemporaneamente, segnalare quanto ancora si debba e si possa fare per contribuire a far crescere nel nostro paese, negli amministratori e nei tecnici locali, negli operatori della scuola, negli studenti e nelle famiglie la cultura della sicurezza.

1 gennaio Certificati e dichiarazioni sostitutive

Dal 1° gennaio 2012 entra in vigore (salvo quanto previsto dall’articolo 33, commi 7, 9, 29, 31, 35 e 36) la legge 12 novembre 2011, n. 183.

Fra le altre nuove norme in vigore quelle relative a certificati e dichiarazioni sostitutive (art. 15).

Art. 15, c. 1, Legge 183/11:

Al decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, recante il testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di documentazione amministrativa, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) all’articolo 40 la rubrica è sostituita dalla seguente: «40. (L) Certificati» e sono premessi i seguenti commi:
«01. Le certificazioni rilasciate dalla pubblica amministrazione in ordine a stati, qualità personali e fatti sono valide e utilizzabili solo nei rapporti tra privati. Nei rapporti con gli organi della pubblica amministrazione e i gestori di pubblici servizi i certificati e gli atti di notorietà sono sempre sostituiti dalle dichiarazioni di cui agli articoli 46 e 47.
02. Sulle certificazioni da produrre ai soggetti privati è apposta, a pena di nullità, la dicitura: “Il presente certificato non può essere prodotto agli organi della pubblica amministrazione o ai privati gestori di pubblici servizi“»;
b) all’articolo 41, il comma 2 è abrogato;
c) all’articolo 43, il comma 1 è sostituito dal seguente:
«1. Le amministrazioni pubbliche e i gestori di pubblici servizi sono tenuti ad acquisire d’ufficio le informazioni oggetto delle dichiarazioni sostitutive di cui agli articoli 46 e 47, nonché tutti i dati e i documenti che siano in possesso delle pubbliche amministrazioni, previa indicazione, da parte dell’interessato, degli elementi indispensabili per il reperimento delle informazioni o dei dati richiesti, ovvero ad accettare la dichiarazione sostitutiva prodotta dall’interessato (L)»;
d) nel capo III, sezione III, dopo l’articolo 44 è aggiunto il seguente:
«Art. 44-bis. (L) – (Acquisizione d’ufficio di informazioni) – 1. Le informazioni relative alla regolarità contributiva sono acquisite d’ufficio, ovvero controllate ai sensi dell’articolo 71, dalle pubbliche amministrazioni procedenti, nel rispetto della specifica normativa di settore»;
e) l’articolo 72 è sostituito dal seguente:
«Art. 72. (L) – (Responsabilità in materia di accertamento d’ufficio e di esecuzione dei controlli). –
1.
Ai fini dell’accertamento d’ufficio di cui all’articolo 43, dei controlli di cui all’articolo 71 e della predisposizione delle convenzioni quadro di cui all’articolo 58 del codice dell’amminisrazione digitale, di cui al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, le amministrazioni certificanti individuano un ufficio responsabile per tutte le attività volte a gestire, garantire e verificare la trasmissione dei dati o l’accesso diretto agli stessi da parte delle amministrazioni procedenti.
2. Le amministrazioni certificanti, per il tramite dell’ufficio di cui al comma 1, individuano e rendono note, attraverso la pubblicazione sul sito istituzionale dell’amministrazione, le misure organizzative adottate per l’efficiente, efficace e tempestiva acquisizione d’ufficio dei dati e per l’effettuazione dei controlli medesimi, nonché le modalità per la loro esecuzione.
3. La mancata risposta alle richieste di controllo entro trenta giorni costituisce violazione dei doveri d’ufficio e viene in ogni caso presa in considerazione ai fini della misurazione e della valutazione della performance individuale dei responsabili dell’omissione»;
f) all’articolo 74, comma 2:
1) la lettera a) è sostituita dalla seguente:
«a) la richiesta e l’accettazione di certificati o di atti di notorietà (L)»;
2) è aggiunta la seguente lettera:
«c-bis) il rilascio di certificati non conformi a quanto previsto all’articolo 40, comma 02 (L)».

4 giugno Vademecum per la privacy a Scuola

Il 4 giugno 2010 il Garante della Privacy pubblica un vademecum per la privacy a scuola.

“La privacy tra i banchi di scuola”

Si possono usare i videofonini a scuola? Gli scrutini sono pubblici? Si possono filmare le recite scolastiche? Le scuole possono installare telecamere?

A questi e ad altri quesiti risponde il nuovo vademecum del Garante per la protezione dei dati personali dedicato alla scuola. Scritta con un linguaggio volutamente semplice e meno tecnico possibile, la guida intende offrire un primo contributo a presidi, insegnanti, operatori scolastici, ma anche a genitori e studenti, per approfondire i temi legati alla privacy.

La scuola è chiamata ogni giorno a costruire le condizioni per un futuro migliore delle nuove generazioni.

Non solo nello studio, ma anche nelle esperienze di vita che coinvolgono alunni, professori e personale scolastico si definisce il mondo dei valori che permette alla società di crescere nel rispetto reciproco.

Questa sfida positiva – nella scuola – riguarda anche il “corretto trattamento dei dati personali”. Un’espressione che può sembrare asettica, ma che in realtà costituisce una condizione essenziale per il rispetto della dignità delle persone, della loro identità, del loro diritto alla riservatezza.

La guida del Garante privacy

Oltre a chiarimenti sulla corretta applicazione della normativa in materia di protezione dei dati personali, la guida fornisce indicazioni generali tratte da provvedimenti, pareri e note del Garante. Per facilitarne la consultazione, la guida è organizzata in cinque brevi capitoli (Regole generali, Voti ed esami, Informazioni sugli studenti, Foto audio e video, Sicurezza e controllo) che riportano regole ed esempi, e in due sezioni “di servizio” (Parole chiave, Per approfondire) utili per comprendere meglio la specifica terminologia utilizzata nella normativa sulla privacy e per avere un sintetico quadro giuridico di riferimento.

L’opuscolo in formato cartaceo può essere richiesto all’Ufficio relazioni con il pubblico, Piazza di Monte Citorio n. 123, lunedì-venerdì ore 10,00-13,00 e-mail: urp@garanteprivacy.it

Di seguito il comunicato:

La privacy tra i banchi di scuola: il vademecum del Garante

Presentazione

Nelle scuole, di ogni ordine e grado, vengono trattate giornalmente numerose informazioni sugli studenti e sulle loro famiglie, sui loro problemi sanitari o di disagio sociale, sulle abitudini alimentari.

A volte può bastare una lettera contenente dati sensibili (quelli più delicati) su un minorenne, o un tabellone scolastico con riferimenti indiretti sulle condizioni di salute degli studenti, per violare anche involontariamente la riservatezza, la dignità di una persona.

Al tempo stesso, “la privacy” è stata talvolta utilizzata in maniera impropria, per non rendere pubbliche determinate informazioni, come i risultati scolastici e quelli degli esami.

Con un vademecum dal titolo “La Privacy tra i banchi di scuola”, Il Garante per la protezione dei dati personali intende offrire un contributo a favore di una comunità scolastica che possa promuovere il rispetto reciproco e tutelare il diritto degli studenti alla riservatezza.

Informazioni sugli studenti, riprese audio e video, trattamento dei dati, diritto di accesso, sono alcuni dei punti trattati nel vademecum, che raccoglie in un unico documento indicazioni generali tratte da provvedimenti, pareri e note del Garante in tema di privacy a scuola.

Scritta con un linguaggio volutamente semplice e meno tecnico possibile, la guida intende offrire un primo contributo a presidi, insegnanti, operatori scolastici, ma anche a genitori e studenti, per approfondire i temi legati alla privacy.

REGOLE GENERALI

Trattamento dei dati nelle istituzioni scolastiche pubbliche

Le scuole hanno l’obbligo di far conoscere agli studenti e alle loro famiglie – se gli studenti sono minorenni – come usano i loro dati personali.

Devono cioè rendere noto, attraverso un’adeguata informativa, quali dati raccolgono e come li utilizzano.

Le scuole pubbliche non sono tenute a chiedere il consenso per il trattamento dei dati personali degli studenti.

Gli unici trattamenti permessi sono quelli necessari al perseguimento di specifiche finalità istituzionali oppure quelli espressamente previsti dalla normativa di settore.

Alcune categorie di dati personali degli studenti e delle famiglie – come quelli sensibili e giudiziari – devono essere trattate con estrema cautela, verificando prima non solo la pertinenza e completezza dei dati, ma anche la loro indispensabilità rispetto alle “rilevanti finalità pubbliche” che si intendono perseguire.

Trattamento dei dati nelle istituzioni scolastiche private

Per poter trattare i dati personali le scuole private sono obbligate non solo a presentare un’informativa completa, ma anche a ottenere il consenso puntuale e liberamente espresso dei soggetti interessati (studenti maggiorenni, famiglie…).

Nel caso di trattamento di dati giudiziari e sensibili, gli istituti privati sono tenuti a rispettare anche le prescrizioni contenute nelle autorizzazioni generali del Garante, le quali esplicitano i trattamenti consentiti. È possibile, ad esempio, elaborare informazioni sulle convinzioni religiose degli studenti, al fine di permettere la scelta di avvalersi o meno dell’insegnamento della religione cattolica.

Diritto di accesso ai dati personali

Anche in ambito scolastico, ogni persona ha diritto di conoscere se sono conservate informazioni che la riguardano, di apprenderne il contenuto, di farle rettificare se erronee, incomplete o non aggiornate. Per esercitare questi diritti è possibile rivolgersi direttamente al “titolare del trattamento” (la scuola) anche tramite suoi incaricati o responsabili. Se non si ottiene risposta, o se il riscontro non è sufficiente, è possibile rivolgersi alla magistratura ordinaria o al Garante.

A tale proposito, è opportuno precisare che l’accesso agli atti amministrativi non è regolato dal Codice della privacy, né vigilato dal Garante per la protezione dei dati personali.

Come indicato nella legge n. 241 del 1990 (e successive modifiche) spetta alla singola amministrazione valutare se esistono i presupposti normativi che permettono di prendere visione e di estrarre copia di documenti amministrativi ai soggetti con un “interesse diretto, concreto e attuale” alla conoscibilità degli atti.

Fonte: Garante per la protezione dei dati personali

13 maggio Edilizia scolastica

Il 13 maggio il Cipe approva il primo stralcio del programma straordinario di interventi urgenti sul patrimonio scolastico con assegnazione di 358 milioni di euro. Gli interventi riguarderanno 1600 edifici sui circa 6 mila censiti. Lo stanziamento destinato all’edilizia scolastica fa parte del Fondo Infrastrutture ed è pari complessivamente a 765 milioni.

L’accordo sul primo stralcio relativo al piano per la messa in sicurezza degli edifici scolastici era stato raggiunto nella Conferenza Unificata del 29 aprile scorso.

2 novembre 100 milioni per la sicurezza

In ragione di quanto previsto dall’art. 1, comma 626, della Legge 296/06, con il protocollo d’intesa firmato col MPI, l’INAIL mette a disposizione, per il triennio 2007-2009, 100 milioni di euro, 30 dei quali già disponibili per il 2007, per promuovere l’attivazione di interventi diretti alla messa in sicurezza ed all’eliminazione delle barriere architettoniche nelle scuole secondarie. In via di definizione il bando che consentira’ l’accesso ai finanziamenti a Comuni e Province.