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Test a domicilio e team militari, il piano del Governo per dribblare la Dad

da Il Sole 24 Ore

In aiuto del commissario per l’emergenza arriva la Difesa che mette in campo 11 laboratori in 8 regioni che possano affiancare l’enorme lavoro delle Asl

di Redazione Scuola

Con l’aumento esponenziale dei casi tra i più giovani e il conseguente boom delle classi scolastiche in quarantena, si intensifica lo sforzo del governo per evitare il ritorno della didattica a distanza, come ormai avviene quotidianamente in ogni regione d’Italia. In aiuto del commissario per l’emergenza, Francesco Figliuolo, arriva la Difesa che mette in campo 11 laboratori in 8 regioni che possano in qualche modo affiancare l’enorme lavoro cui sono sottoposte le Asl. Un piano anti-Dad rilanciato a 24 ore dal dietrofront di palazzo Chigi sull’annuncio delle lezioni da casa con un solo positivo in classe.

I dati

E, dal ministero dell’Istruzione, arrivano i primi dati ufficiali sulla situazione negli istituti italiani. Tra elementari e medie, la platea di studenti maggiormente a rischio infezione per la mancata copertura vaccinale, il 4% delle classi sono in Dad: il 2,6% del primo ciclo e l’1,4% del secondo. Il programma di testing, che fino a ieri sembrava traballare, viene dunque rafforzato grazie all’impiego dei laboratori di biologia molecolare dell’esercito. Le strutture, coordinate dal Comando operativo di vertice interforze, consentiranno di incrementare i test grazie anche all’impiego di due laboratori mobili che si trovano a Civitavecchia. Un sostegno concreto alle strutture sanitarie locali, come richiesto e ribadito oggi dall’Associazione nazionale presidi. «Le scuole – ha detto il presidente, Antonello Giannelli – stanno facendo quello che devono, ma anche le aziende sanitarie locali devono fare la loro parte, e invece attualmente la situazione che si registra nel Paese è di insufficienza. Le Asl devono migliorare, perché non riescono a fare quello che dovrebbero, cioè i tamponi, il tracing, la comunicazione delle quarantene».

Impennata di casi

Che ci si trovi davanti ad un’impennata di casi tra i più giovani lo conferma anche la sottosegretaria all’Istruzione, Barbara Floridia, che però rassicura studenti e genitori. «La situazione e sotto controllo», spiega in tv, diffondendo i primi dati sulle classi in quarantena, aggiornati al 20 novembre. «Sono in Dad il 2,6% delle classi del primo ciclo e l’1,4% del secondo», annuncia ribadendo che «la scuola in presenza è prioritaria» per tutto il governo. A fare la differenza, stando ai numeri, è la copertura vaccinale e, proprio per questo, anche i presidi rilanciano l’appello alla responsabilità. «L’invito che facciamo è di vaccinare i ragazzi dai 12 anni e, dopo l’atteso ok dell’Aifa per le dosi ai più piccoli, anche i bambini dai 5 agli 11 anni», dice il presidente dell’Anp di Roma, Mario Rusconi, evidenziando come il 60-70% delle classi che si trovano in Dad sono proprio delle elementari.

I docenti

Quasi completamente vaccinato è, invece, il personale scolastico, con il 95% dei docenti che sono immunizzati. Caso particolare è, invece, quello del Friuli-Venezia Giulia dove l’alto numero di prof non vaccinati rischia di compromettere il prosieguo delle lezioni nei prossimi mesi. «In alcuni istituti – è l’allarme dei presidi locali – si raggiungono punte di professori no vax fino a oltre il 10%, dal 15 dicembre in poi, quando scaterà l’obbligo, la vera emergenza potrebbe essere quella di non trovare supplenti, quindi di non poter garantire il diritto allo studio per mancanza di personale».

Sciopero scuola il 10 dicembre. Nota Ministero

da OrizzonteScuola

Di redazione

Venerdì 10 dicembre sciopero del comparto scuola. Come annunciato nei giorni scorsi, l’azione di sciopero è stata proclamata unitariamente da Flc Cgil, Snals, Uil, Gilda e separatamente da Anief. A scioperare anche altre sigle. Nota ministeriale del 1 dicembre 2021.

Le azioni di sciopero previste sono:

– Flc Cgil, Uil Scuola Rua, Snals Confsal e Federazione Gilda Unams (nota congiunta del 24 novembre u.s.): tutto il personale docente, ata ed educativo;
– Flc Cgil, Uil Scuola Rua e Snals Confsal (nota congiunta del 24 novembre u.s.): personale Dirigente Scolastico;
– AND (nota del 24 novembre u.s.): tutto il personale docente ed educativo;
– Anief (nota del 25 novembre u.s.): personale docente, ata ed educativo a tempo indeterminato e determinato;
– Cobas – Comitati di base della scuola (nota del 26 novembre u.s.): personale docente, educativo ed ata delle scuole di ogni ordine e grado;
– Cub Sur (nota del 26 novembre u.s.): personale docente, ata, educatore e dirigente, a tempo determinato, indeterminato e con contratto atipico;
– Fisi (nota del 26 novembre u.s.): tutto il comparto istruzione e ricerca – settore scuola;
– Sisa – Sindacato Indipendente Scuola e Ambiente (nota del 29 novembre): personale docente, dirigente ed ata, di ruolo e precario.

NOTA

Istruzione domiciliare per alunni con disabilità, i progetti saranno di fatto realizzati dal docente di sostegno

da La Tecnica della Scuola

Di Reginaldo Palermo

In queste ore l’Osservatorio permanente sull’inclusione scolastica sta dando il via libera al decreto ministeriale in materiale di istruzione domiciliare per gli alunni con disabilità.
Il decreto dà seguito anche alle Linee di indirizzo nazionali sulla scuola in ospedale e l’istruzione domiciliare adottate dal Ministero nel giugno 2019, ma soprattutto porta in esecuzione una precisa disposizione del decreto legislativo 66/2017 che, al comma 2 bis dell’articolo 16, prevede che “con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, da adottare entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore della presente disposizione, sono definite le modalità di svolgimento del servizio dei docenti per il sostegno didattico impegnati in attività di istruzione domiciliare”.

Il provvedimento, che per il momento è in fase di “limatura”, potrebbe essere diramato già nelle prossime ore.
Diverse associazioni sono poco soddisfatte del testo attuale perché la realizzazione del progetto viene di fatto demandata al docente di sostegno: “I docenti per il sostegno didattico – recita infatti l’articolo 3 del decreto – prestano il proprio servizio presso il domicilio dell’alunno, ove la tipologia e il grado della patologia lo consentano, per le ore e l’arco temporale stabilito nel progetto di istruzione domiciliare”.

I progetti in questione potranno essere anche finanziati dall’USR di riferimento a condizione che riguardino alunni con disabilità certificata ai per i quali sia accertata l’impossibilità della frequenza scolastica per un periodo non inferiore a trenta giorni di lezione, anche non continuativi.
Le istituzioni scolastiche potranno attivarsi sulla base di una richiesta della famiglia purché questa sia supportata da certificazione medica rilasciata dal medico ospedaliero o comunque dai servizi sanitari nazionali (sono escluse certificazioni di medici privati).

Il progetto – chiarisce ancora il decreto – deve essere elaborato dal consiglio di classe per la scuola secondaria ovvero dal team docente per la scuola primaria e approvato dagli organi collegiali della scuola.
In esse vanno indicati il numero dei docenti coinvolti, gli ambiti disciplinari cui dare la priorità e le ore di lezione previste.

Tracciamento Covid, militari nelle scuole per effettuare i tamponi

da La Tecnica della Scuola

Di Redazione

Supporto commissariale, test in tempi rapidi e soprattutto meno Dad. Il protocollo per le quarantene a scuola è cambiato due volte nel giro di 24 ore. L’obiettivo è quello di velocizzare il più possibile le procedure di tracciamento a scuola e alleggerire il lavoro delle Asl, in palese sofferenza.

Richiesta fatta al commissario straordinario Figliuolo da parte del Consiglio dei Ministri. Il generale ha elaborato un piano di intervento di screening per le scuole potenziato grazie ad assetti militari. Come riporta il ‘Corriere della Sera’ è previsto l’impiego della rete degli 11 laboratori della Difesa, già presente in 8 Regioni, in grado di processare tamponi molecolari effettuati a domicilio da team mobili militari, oltre al possibile dispiegamento di due laboratori mobili.

Sicurezza a scuola: ok delle Commissioni Finanza e Lavoro per lo “scudo penale” per i dirigenti scolastici

da La Tecnica della Scuola

Di Reginaldo Palermo

Si sono conclusi nella serata del 30 novembre i lavori delle Commissioni congiunte Finanze e Lavoro del Senato sulla conversione in legge del decreto 146 in materia di fisco e lavoro.
Sul filo di lana è stato approvato un emendamento al Decreto 81 del 1008 sulla sicurezza nei luoghi di lavoro.
La modifica riguarda l’articolo 18, quello riguardante gli obblighi del datore di lavoro.
Per la verità nel sito del Senato non è ancora disponibile la documentazione completa della discussione svoltasi nel corso dell’ultime sedute e quindi non è ancora possibile avere una idea chiara e precisa di cosa voglia di cosa sia stata effettivamente deciso dalle Commissioni.
Secondo quanto dichiara l’Associazione nazionale dei dirigenti scolastici, delle professionalità dell’area dell’istruzione e della ricerca (Udir) si fa chiarezza sulla responsabilità dei dirigenti scolastici che vengono così esonerati da responsabilità civili, amministrative e penali, nel momento in cui dimostrano di aver fatto quanto di loro competenza; inoltre, sempre secondo quanto prevede l’emendamento approvato, potranno interdire l’utilizzo degli edifici nel momento in cui dovessero valutare il rischio di pericolo.

Finalmente – dichiara il presidente dell’Udir Marcello Pacifico – i presidi, che non hanno mai avuto il potere di spesa sugli interventi, grazie all’emendamento approvato dalla Commissione del Senato, suggerito da Udir e presentato dal gruppo di Fratelli d’Italia, potranno essere tutelati da un buco normativo che li vedeva spesso inermi incolpevoli nel banco degli imputati”.
Viva soddisfazione viene espressa dai senatori del M5S Bruna Piarulli e Gaspare Marinello che dichiarano: “Abbiamo convintamente votato e sostenuto come M5S l’emendamento al dl fiscale che prevede lo scudo penale per i presidi che abbiano richiesto interventi strutturali e di manutenzione degli istituti scolastici. Siamo soddisfatti di aver dato una risposta concreta ad una categoria, quella dei dirigenti scolastici, da sempre sotto pressione ed ancor di più con l’emergenza covid, nel cui ruolo rientra quello di responsabili della sicurezza, con conseguenze inopportune anche quando hanno predisposto provvedimenti per evitare potenziali pericoli. Ci fa piacere che questo emendamento, presentato dall’opposizione, abbia trovato il sostegno e il voto favorevole di tutte le forze politiche”.

Per completezza di informazione va detto che per il momento la modifica al Decreto 81 è stata approvata dalle Commissioni; il provvedimento deve però ancora essere esaminato dall’aula del Senato e quindi, allo stato attuale, appare prematuro affermare che cambiano le regole in materia di sicurezza nelle scuole

Iscrizioni scuola 2022/23, il contributo è volontario e le famiglie devono esserne informate

da La Tecnica della Scuola

Di Lara La Gatta

Come ogni anno, in periodo di iscrizioni, si torna a parlare del contributo volontario, che come dice la parola stessa non è da versare obbligatoriamente.

Ci sono però istituti che addirittura vincolano l’accettazione dell’iscrizione al versamento di somme anche piuttosto consistenti, si parla anche di centinaia di euro, non specificando che trattasi di un’erogazione liberale e pertanto non obbligatoria.

Facciamo a questo punto un po’ di chiarezza.

I contributi sono volontari

Come ribadito anche dalla circolare annuale sulle iscrizioni, i contributi scolastici delle famiglie sono assolutamente volontari e distinti dalle tasse scolastiche che, al contrario, sono obbligatorie, con l’eccezione dei casi di esonero.

SCARICA LA NOTA

Ricordiamo in proposito che il principio dell’obbligatorietà e gratuità dell’istruzione, previsto dall’articolo 34 della Costituzione, è stato esteso dall’attuale normativa fino a ricomprendere i primi tre anni dell’istruzione secondaria superiore. In tutte le istituzioni scolastiche statali, pertanto, la frequenza della scuola dell’obbligo non può che essere gratuita, mentre, per le sole classi 4° e 5° della scuola secondaria di secondo grado, fatti salvi i casi di esonero, essa è subordinata esclusivamente al pagamento delle tasse scolastiche erariali.

Nessuna ulteriore capacità impositiva viene riconosciuta dall’ordinamento a favore delle istituzioni scolastiche, i cui consigli di istituto, pur potendo deliberare la richiesta alle famiglie di contributi di natura volontaria, non trovano però in nessuna norma la fonte di un vero e proprio potere di imposizione che legittimi la pretesa di un versamento obbligatorio di tali contributi.

Informazioni alle famiglie

Le famiglie dovranno essere preventivamente informate sulla destinazione dei contributi in modo da poter conoscere le attività che saranno finanziate con gli stessi, in coerenza con il Piano Triennale dell’Offerta Formativa. Nella sezione “Amministrazione trasparente” del sito internet dell’istituzione scolastica viene pubblicato il programma annuale, comprensivo della relazione illustrativa recante, tra l’altro, le finalità e le voci di spesa cui vengono destinate le entrate derivanti dal contributo volontario delle famiglie. Analoghi adempimenti sono previsti in fase di redazione del conto consuntivo e della relativa relazione illustrativa.

In proposito il Ministero richiama due note ministeriali del 2012 e 2013, con le quali erano già state fornite alcune indicazioni in merito.

Il contributo non potrà riguardare lo svolgimento di attività curricolari, fermo restando, ovviamente, l’obbligo di rimborsare alla scuola alcune spese sostenute per conto delle famiglie stesse, come, ad esempio, quelle per la stipula del contratto di assicurazione individuale per gli infortuni e la responsabilità civile degli alunni, o quelle per i libretti delle assenze o per le gite scolastiche.

Le risorse raccolte con contributi volontari delle famiglie devono essere indirizzate esclusivamente ad interventi di ampliamento dell’offerta culturale e formativa e non ad attività di funzionamento ordinario e amministrativo che hanno una ricaduta soltanto indiretta sull’azione educativa rivolta agli studenti.

All’atto del versamento, poi, le famiglie vanno sempre informate in ordine alla possibilità di avvalersi della detrazione fiscale.

Quali sono invece le tasse scolastiche?

Le tasse scolastiche sono dovute per la frequenza del quarto e del quinto anno degli istituti di istruzione secondaria di secondo grado.

Ai sensi dell’art. 4 del d.P.C.M. 18 maggio 1990 gli importi delle tasse scolastiche, convertiti in euro, sono:

  • tassa di iscrizione: € 6,04;
  • tassa di frequenza: € 15,13;
  • tassa per esami di idoneità, integrativi, di licenza, di maturità e di abilitazione: € 12,092;
  • tassa di rilascio dei relativi diplomi: € 15,13.

Il decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca 19 aprile 2019, n. 370 ha previsto l’esonero totale dal pagamento delle tasse scolastiche per gli studenti del quarto e del quinto anno dell’istruzione secondaria di secondo grado appartenenti a nuclei familiari il cui valore dell’Indicatore della Situazione Economica Equivalente (ISEE) è pari o inferiore a € 20.000,00.

Covid, Floridia: ‘In DaD il 2,6% delle classi del primo ciclo e l’1,4% del secondo’

da Tuttoscuola

Nelle scuole sta facendo didattica a distanza “il 2,6% delle classi del primo ciclo e l’1,4% del secondo”. E’ quanto ha dichiarato il sottosegretario all’Istruzione, Barbara Floridia, aggiungendo: “Le classi del primo ciclo in Dad sono più numerose perché non hanno copertura vaccinale completa”.

Va meglio, spiega il Sottosegretario, per quelle “più coperte a livello di immunizzazione. C’è un aumento ma è sotto controllo perché le percentuali sono basse, il tracciamento va intensificato per le scuole che possono essere in difficoltà”.

“Non compete a noi dire chi deve fare questo tracciamento. Era evidente che le Asl non riuscivano a gestire, ma non spettava a noi la decisione. La comunità scolastica lavora anche nel fine settimana e ha lavorato in maniera incessante nelle ultime due estati. Ci auguriamo che il percorso del tracciamento sia più veloce con la struttura commissariale”, conclude Floridia.

Le Cattedre Unesco italiane incontrano i Ministeri dell’Istruzione e dell’Università e della Ricerca

Il ruolo centrale dell’educazione, la necessità di una conoscenza integrata, lo sviluppo di nuove competenze e l’impegno per una transizione ecologica partecipata e condivisa. Questi alcuni dei temi al centro dell’incontro delle Cattedre Unesco italiane con i Ministeri dell’Istruzione e dell’Università e della Ricerca.

L’incontro è stato aperto dal Ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, e dal Ministro dell’Università e della Ricerca, Maria Cristina Messa. Hanno partecipato, inoltre, il Presidente della Commissione Italiana per l’Unesco (CNIU) Franco Bernabè e la Vice Direttrice Generale dell’Unesco per l’Educazione, Stefania Giannini.

Le Cattedre Unesco italiane, con il progetto “Dialoghi delle Cattedre Unesco: un laboratorio di idee per il mondo che verrà”, hanno avviato un percorso per proporsi come soggetto collettivo ad alto profilo scientifico e come comunità di saperi per contribuire alla sfida della sostenibilità e alla transizione socio-economica. L’incontro è la sintesi di un anno di confronto e dialogo tra i titolari delle Cattedre Unesco italiane impegnati nello sviluppo dell’educazione e della conoscenza in relazione alle sfide ambientali e sociali globali e per il raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite.

A tal fine, le Cattedre Unesco italiane sono al lavoro per fornire un laboratorio idee e conoscenze per le future generazioni, attuare un approccio educativo transdisciplinare e transnazionale, contribuire a introdurre la sfida ambientale nell’educazione scolastica e universitaria, sviluppare strumenti di condivisione e diffusione della conoscenza proponendosi come ponti tra il mondo accademico, la società civile e i decisori politici.

55° PREMIO ANDERSEN-BAIA DELLE FAVOLE

BANDO PER LA FIABA INEDITA RIVOLTO A TUTTI

È giunto alla 55ma edizione il Premio Andersen-Baia delle Favole, il concorso letterario per la
fiaba inedita dedicato alla narrativa per l’infanzia nato a Sestri Levante nel 1967 e
organizzato dal Comune e da Mediaterraneo Servizi.
In programma anche i webinar gratuiti “Scrivere una fiaba” con nomi d’eccellenza del
panorama letterario italiano.
Il Premio Andersen-Baia delle Favole compie 55 anni e si conferma uno dei concorsi letterari più
longevi d’Italia. Nato nel 1967 a Sestri Levante e dedicato alla fiaba inedita, negli anni ha
ampliato le categorie per rivolgersi a tutti, dai bimbi piccoli fino agli scrittori professionisti senza
escludere chi scrittore professionista non è o chi ama raccontare le fiabe attraverso l’illustrazione.
Si concorre inviando una fiaba a tema libero, mai pubblicata né veicolata sul web e che non
risulti già premiata in altri concorsi o inviata per partecipazione ad altri concorsi concomitanti.
Anche quest’anno sono sei le categorie a cui si può partecipare: PICCINI (3-5 anni, in gruppo),
BAMBINI (6-10 anni, individuale o in gruppo), RAGAZZI (11-17 anni, individuale o in gruppo),
ADULTI (da 18 anni, solo individuale), SCRITTORI PROFESSIONISTI (da 18 anni, con almeno
tre opere di narrativa compiute e a nome unico, non in self-publishing e non a pagamento o con case
editrici a doppio binario, solo individuale), ILLUSTRATORI (da 16 anni, individuale o in gruppo).
È possibile partecipare con opere in lingua italiana, inglese, francese, tedesca, spagnola, araba,
cinese e russa.
Il termine per la presentazione delle opere è il 6 marzo 2022 e sul sito www.andersensestri.it è
possibile consultare e scaricare il bando, le informazioni dettagliate (FAQ) e i moduli di iscrizione.
Il Premio Andersen-Baia delle Favole, – dichiara Valentina Ghio, sindaca di Sestri Levante – che
quest’anno tocca la 55ª edizione, è ormai, per generazioni di sestresi, sinonimo di casa e di
tradizione. La maggior parte di noi possiede infatti un ricordo legato al Premio, alle sue fiabe e al
loro potere di tramandare la magia dell’infanzia attraverso le parole. Il Premio, che non si è
fermato neppure nell’ultimo periodo di profonda difficoltà, ma anzi si è fatto veicolo di speranza e
di voglia di rinascere, si è contraddistinto fin dalle prime edizioni per la partecipazione di grandi
nomi della letteratura e della cultura italiana contemporanea, tra cui ricordo Italo Calvino, Alberto
Moravia, Roberto Piumini e Francesco Guccini.
L’Andersen-Baia delle Favole resta uno degli appuntamenti più attesi per la nostra città e perciò,
per accorciare il tempo, dopo il successo dello scorso anno siamo felici di annunciare il ritorno
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Info: www.andersensestri.it
Uffici stampa
Elisa Raffo 0185 478218 elisa.raffo@comune.sestri-levante.ge.it
Veronica Roti 0185 478602 roti@mediaterraneo.it
della rassegna “Scrivere una fiaba”: una serie di webinar con autori ed esperti della letteratura
dell’infanzia e per ragazzi rivolta a tutti gli aspiranti scrittori.
Dopo il successo della scorsa edizione, il Comune di Sestri Levante e Mediaterraneo Servizi stanno
infatti lavorando per riproporre “Scrivere una fiaba”, la serie di webinar gratuiti con nomi
d’eccellenza della narrativa italiana per l’infanzia: saranno dedicati alle varie categorie previste dal
bando con l’obiettivo di fornire strumenti narrativi attraverso docenti di qualità, incoraggiando i
partecipanti a scrivere la loro fiaba e, perché no, inviarla al Premio.
Il lancio del bando Andersen-Baia delle Favole – dichiara Elisa Bixio, assessora alla Cultura di
Sestri Levante – rappresenta l’inizio di un intenso percorso che culmina ogni anno nel mese di
giugno con la premiazione dei vincitori delle fiabe più belle per le diverse categorie. Un percorso
che racconta la fantasia, la creatività e la passione per un esercizio letterario antico come
l’umanità che da sempre ha accompagnato, confortato, istruito e raccontato paure sogni e
speranze.
Ogni anno la giuria ha il compito di leggere e valutare tutte le fiabe e ogni edizione si caratterizza
sempre per le piacevoli scoperte e i temi che variano da un’edizione all’altra prendendo spunto
anche dalla quotidianità e dagli eventi che ci vedono protagonisti. La categoria che da sempre la fa
da padrona è quella riservata agli adulti, ma negli ultimi anni sono aumentati anche i partecipanti
per gli scrittori professionisti e crescono costantemente le fiabe in lingua straniera. E nei mesi che
precedono la scadenza è meraviglioso il proficuo lavoro delle scuole che, partecipando in maniera
collettiva, rappresentano il modo migliore di crescere insieme abituando i bambini a confrontarsi
creando storie e lasciando libera la fantasia.
Queste le parole di Lidia Ravera, scrittrice e presidente della giuria artistica del Premio
Andersen-Baia delle Favole
Ed eccoci di nuovo qui, a sfidare la malasorte con il nostro carico di fiabe! Ne leggeremo centinaia,
ci aiuteranno, come sempre, a prendere le distanze dalla realtà, a superare la paura, a dar libero
sfogo all’immaginazione. Senza censure, senza vincoli, senza limitare la libertà del racconto con
responsabilità didattiche o moraleggianti. È inventare la profilassi della malinconia, la medicina
contro la depressione. È la fiaba il terreno di incontro fra noi e i bambini. E dai bambini abbiamo
tutto da imparare.
Ad affiancare la giuria tecnica, per decretare i vincitori delle diverse categorie ci sarà anche la
tradizionale prestigiosa giuria artistica presieduta dalla scrittrice Lidia Ravera e composta da nomi
celebri del panorama culturale e letterario italiano.
I risultati del premio Andersen-Baia delle Favole – dichiara Marcello Massucco, Amministratore
unico Mediaterrano – si conosceranno soltanto a giugno 2022, ma come ogni anno
l’organizzazione di Premio e Festival comincia nell’autunno precedente con il lancio del bando
letterario. Da qui in avanti è un susseguirsi di appuntamenti emozionanti anche per noi: i
laboratori per i bambini delle scuole, i webinar che raccolgono adesioni da tutto il mondo, la
ricerca di artisti e di nuove esperienze per gli spettacoli di strada. Ogni anno una sfida che
coinvolge tutta Mediaterraneo con l’obiettivo di mantenere alta la qualità di un’organizzazione per
un evento di sempre maggiore rilevanza nazionale e internazionale.
Nella scorsa edizione sono arrivate da tutta Italia e dall’estero quasi un migliaio di fiabe di cui circa
500 per la sezione adulti, oltre 200 scritte da piccini, bambini e ragazzi e oltre 100 a firma di
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Info: www.andersensestri.it
Uffici stampa
Elisa Raffo 0185 478218 elisa.raffo@comune.sestri-levante.ge.it
Veronica Roti 0185 478602 roti@mediaterraneo.it
scrittori professionisti, più quelle per la categoria degli illustratori e numerose fiabe in russo, inglese
e spagnolo.
Sono numeri che consolidano e rafforzano di anno in anno il Premio Andersen-Baia delle Favole.
Premiazione
La proclamazione ufficiale dei vincitori e la premiazione avverranno in contemporanea a Sestri
Levante, tradizionalmente durante l’Andersen Festival.
Premi
Ai vincitori del concorso verranno consegnati l’esclusiva “Sirefiaba Andersen”, il diploma e un
premio in denaro. La Giuria premierà inoltre: un’opera particolarmente significativa con il Trofeo
Baia delle Favole; l’autore della migliore fiaba in lingua straniera con un fine settimana a Sestri
Levante; le fiabe particolarmente meritevoli per contenuti e originalità con un diploma.
Quota di partecipazione
Solo per le categorie Adulti e Illustratori è previsto un contributo di lettura di 20,00 €.
Non è richiesto alcun contributo di lettura per tutte le altre categorie.
Scadenza: 6 marzo 2022
Bando, informazioni, dettagli e moduli: su www.andersensestri.it

Il ministro dell’Istruzione Bianchi: 5,2 miliardi per la scuola

da Il Sole 24 Ore

Dagli asili alla sicurezza, almeno il 40% al Sud. Priorità di spesa edifici nuovi, a consumo zero, mense e palestre

di Claudio Tucci

Tre miliardi di euro per il Piano per gli asili nido e le scuole dell’infanzia, di questi 2,4 miliardi per la fascia 0-2 anni (il 55,29% di queste risorse andrà al Mezzogiorno) e 600 milioni per la fascia 3-5 (40% al Mezzogiorno). È l’investimento più consistente previsto nel pacchetto di interventi da 5,2 miliardi per il sistema di Istruzione del Pnrr presentato il 30 novembre, dai ministri Bianchi, Carfagna e Bonetti. Nel capitolo nidi e servizi per l’infanzia, si realizzeranno complessivamente 1.800 interventi di edilizia scolastica, con la creazione di 264.480 nuovi posti per accogliere bambine e bambini. Ai 3 miliardi vanno aggiunti ulteriori 1,6 miliardi di un prima tranche di risorse.

Gli altri interventi

Sono previsti poi 800 milioni di euro per il piano di costruzione di 195 nuove scuole che sostituiranno vecchi edifici (il 40% delle risorse andrà al Mezzogiorno); 400 milioni per il potenziamento del tempo pieno attraverso l’incremento delle mense scolastiche (il 57,68% delle risorse andrà al Mezzogiorno); 300 milioni (il 54,29% delle risorse andrà al Mezzogiorno) per aumentare l’offerta di attività sportive attraverso la costruzione di palestre o la riqualificazione di quelle esistenti, per un totale di 230.400 metri quadrati da realizzare o riqualificare; 710 milioni di euro per il Piano di messa in sicurezza e riqualificazione delle scuole (il 40% delle risorse andrà al Mezzogiorno).

Bianchi: effetti anche sull’occupazione femminile

«Il Pnrr è un’azione di sistema che affronta i nodi del Paese. Con gli investimenti nell’istruzione ridurremo l’attuale divario tra Nord e Sud nei servizi educativi, in particolare nello 0-6 – ha sottolineato il ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi -. Garantire un maggiore accesso agli asili nido e alle scuole dell’infanzia significa anche affrontare il tema della denatalità e dare un sostegno concreto all’occupazione femminile. Con queste risorse avviamo, poi, il processo di innovazione della scuola sia sotto il profilo delle infrastrutture che della didattica».

Nuovo sito del Pnrr

In occasione della presentazione dei 5,2 miliardi per l’edilizia scolastica, il Ministro Bianchi ha anche lanciato il sito del PNRR per l’Istruzione, un portale unico che consentirà al mondo scuola, agli stakeholder, agli enti locali, ai cittadini, di trovare, dati, informazioni, schede sintetiche, avvisi pubblici e anche di verificare lo stato di avanzamento di lavori e investimenti anche attraverso il racconto delle scuole coinvolte.

Calcolo dell’anzianità piena per il servizio preruolo svolto dal personale Ata

da Il Sole 24 Ore

La Cassazione interviene sul calcolo della prestazione effettuata anche in base ai contratti a tempo determinato

di Andrea Alberto Moramarco

L’anzianità di servizio maturata dal personale Ata sulla base di contratti a tempo determinato deve essere considerata nella medesima misura prevista per i dipendenti assunti “ab origine” a tempo indeterminato, ai fini della progressione stipendiale e degli sviluppi di carriera. Ad imporlo è la clausola 4 dell’Accordo quadro sul rapporto di lavoro a tempo determinato, recepito dalla Direttiva 99/70/CE. Ciò vale anche nelle ipotesi in cui il rapporto di lavoro precario sia anteriore all’entrata in vigore della normativa europea, in quanto senza una espressa deroga il diritto Ue si applica anche «agli effetti futuri delle situazioni sorte nella vigenza della precedente disciplina», fermo restando che la parificazione può riguardare i trattamenti economici spettanti successivamente all’acquisto di efficacia nell’ordinamento italiano della normativa comunitaria.

L’ordinanza

A dirlo è la Cassazione (ordinanza 37272) aggiungendo un ulteriore tassello al tema del cosiddetto servizio preruolo del personale amministrativo, tecnico e ausiliario della scuola. Il calcolo dell’anzianità in favore del personale Ata assunto inizialmente con contratto a tempo determinato dovrà perciò tener conto anche di quella maturata prima dell’entrata in vigore della suddetta direttiva, in relazione ai trattamenti economici spettanti a partire da quanto il diritto Ue ha acquisito efficacia interna. Cassata con rinvio, pertanto, la decisione della Corte d’appello che non solo non aveva riconosciuto l’anzianità maturata dalla ricorrente prima dell’attuazione della suddetta direttiva, ma aveva addirittura integralmente escluso la valutazione della progressione di anzianità maturata durante il precariato, statuendo in senso diametralmente opposto all’orientamento ormai costante della giurisprudenza di legittimità.

Caos scuola, interviene Draghi e sconfessa Salute e Istruzione: niente Dad con un solo positivo. La priorità sono le lezioni in presenza

da OrizzonteScuola

Di Andrea Carlino

Doppia giravolta del governo nella gestione delle quarantene nelle scuole. L’emergenza Covid-19 torna a far paura con la variante Omicron che potrebbe nuovamente mettere in apprensione l’esecutivo che, da pochi giorni, ha approntato il decreto green pass con l’obbligo vaccinale per il personale scolastico.

A preoccupare, però, sono anche i contagi tra gli studenti, in particolare nella fascia 5-11 anni dove, però, ancora non è possibile la vaccinazione.

Nelle ultime ore, dunque, succede di tutto.

Ieri a tarda sera la circolare congiunta Salute-Istruzione che, in ragione dell’aumento dei contagi e delle difficoltà nel tracciamento, sospendeva il programma di “sorveglianza con testing” in vigore da appena tre settimane.

Poi nel pomeriggio lo stop, con l’intervento del premier Mario Draghi (decisamente risentito per quanto accaduto) che ha avocato a sé l’operazione dopo un approfondimento con il Cts e con il commissario all’emergenza Francesco Figliuolo, che ha garantito supporto per il tracciamento, andato in tilt con l’aumento della circolazione del virus.

Le regole, dunque, restano quelle in vigore: tutta la classe andrà automaticamente in quarantena solo se ci sono tre positivi.

“Non ci sarà alcun ritorno in Dad in caso di presenza di un solo alunno contagiato”, hanno precisato fonti di governo, e parallelamente la struttura del commissario straordinario Francesco Figliuolo “intensificherà le attività di testing nelle scuole, al fine di potenziare il tracciamento”, poiché “garantire la partecipazione in presenza e lo svolgimento delle lezioni a scuola in assoluta sicurezza è una priorità del Governo”.

Su Facebook migliaia i commenti di docenti, Ata o semplici genitori disorientati rispetto alla situazione venutasi a creare nelle ultime ore.

Un dietrofront che la dice lunga sulla gestione della pandemia, un’inversione a U clamorosa e per certi versi sconcertante, come afferma il presidente di ANP, Antonello Giannelli.

L’impressione, però, è che non sia finita qui.

L’accanimento della confusione: in meno di 24 ore scontro fra circolari

da La Tecnica della Scuola

Di Pasquale Almirante

Cambiano ancora le regole per le quarantene a scuola, ma non muta la confusione alla quale siamo, purtroppo, abituati. Infatti, se fino a ieri sera vigeva il protocollo dell’8 novembre, una circolare nella tarda serata lo annullava per specificare che basta un solo un contagio in classe e  tutti i compagni devono restare a casa in isolamento.

Tutti d’accordo, ma anche chi più e chi meno, e via coi commenti e le precisazioni, le spiegazioni e le verifiche per sottolineare e chiarire, nell’intera giornata di oggi,  le nuove direttive del Governo in ambasce perché sarebbe già arrivata in Italia la nuova variante sudafricana del virus, la famigerata Omicron, e dunque la obbligata novità protocollare per proteggere alunni e prof, dirigenza e personale delle scuole dai contagi.

E invece? E invece, neanche il tempo di terminare la sfilza delle notizie e neanche il tempo di posizionarsi con le nuove norme, e pensiamo ai presidi e ai docenti che si erano preparati alle nuove strategie dettate dalla circolare, che nel tardo pomeriggio di oggi, ovvero meno di 24 ore dopo l’annuncio del nuovo protocollo, arriva il ripensamento: “alla luce delle indicazioni della struttura commissariale si intendono conseguentemente superatele disposizioni di cui alla precedente circolare”. Tradotto: ci siamo sbagliati, ritorniamo nella vecchia trincea dell’8 novembre.

Meno male che non era dell’8 settembre, altrimenti qualcuno avrebbe fatto i dovuti scongiuri, benchè comunque rimanga lo stupore, ma anche lo sconcerto,  con cui si cambiano le regole nell’arco di qualche ora; e che non sono regole da poco, ma di rilevante importanza sia perché investono la salute dei ragazzi e sia perché mettono in subbuglio tutta l’organizzazione della scuola e delle famiglie che sono perciò abilitate a smarrirsi, a perdere l’orientamento, impantanandosi nei pasticci del Governo.

Una confusione alla quale ci hanno abituato a proposito dei vaccini, dell’età di coloro ai quali andavano somministrati e alle categorie, compreso il dibattito fra Astazeneca,  Pfeizer, Moderna e così via.

Sembra quasi ci sia una sorta di volontà pervicace, un accanimento insomma, a diffondere incertezza fra la gente, pasticcio e dunque smarrimento, mentre in questo momento, con tante notizie non belle in giro, occorre che almeno dalle parti di chi guida la Nazione ci siano certezze certe, punti di riferimento chiari, comunicati che, nascendo dalla ponderatezza della verifica dei dati, durino nel tempo: ma non è andata così.

L’augurio è tuttavia quello che almeno questo ultimo protocollo, col quale si ritorna al vecchio, abolendo il nuovo del 29/30 novembre, duri qualche tempo, magari un mese?, per consentirci di arientarci meglio e meglio informare i nostri lettori che magai possono pensare che sia colpa nostra nel dare con troppa tempestività le notizie. Speriamo bene.

Covid a scuola, quanto durano quarantena e isolamento?

da La Tecnica della Scuola

Di Lara La Gatta

La circolare interministeriale di ieri, 29 novembre 2021, porta indietro di un paio di mesi la gestione dei casi Covid in ambito scolastico.

Infatti, accantonate momentaneamente le misure contenute nella circolare del 3 novembre scorso, basate su un programma di “sorveglianza con testing”, con le nuove indicazioni dei Ministeri della Salute e dell’Istruzione si torna alle vecchie regole, cioè a quelle contenute nella circolare del Ministero della Salute dell’11 agosto scorso.

SCARICA LA CIRCOLARE

Modalità e tempi che si dovranno rispettare prima di rientrare in comunità sono dunque indicati in questa circolare.

La quarantena, in particolare, varia a seconda se i soggetti abbiano completato il ciclo vaccinale da almeno 14 giorni oppure no. E anche se si tratti di contatti stretti o meno.

Mentre l’isolamento cambia se si è asintomatici, sintomatici o positivi a lungo termine.

Bianchi presenta Pnrr: tanti soldi sulla riforma scuola. E gli stipendi?

da La Tecnica della Scuola

Di Carla Virzì

Oggi martedì 30 novembre, il Ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, insieme alla Ministra per le Pari opportunità e la Famiglia, Elena Bonetti, alla Ministra per il Sud e la Coesione territoriale, Mara Carfagna, e alla Ministra per gli Affari Regionali e le Autonomie, Mariastella Gelmini, presenterà alla stampa le prime misure del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) relative al settore Istruzione.

Un piano già illustrato nei mesi scorsi, su cui oggi probabilmente si scenderà nel dettaglio.

I primi 5 miliardi

Ecco come verranno ripartiti i primi 5 miliardi (i bandi annunciati entro novembre) secondo il comunicato del Governo:

  • 3 miliardi destinati a nuovi asili nido, aggiuntivi rispetto ai 700 milioni per progetti in essere e 900 milioni in conto corrente per sostenere gli enti nella gestione.
  • 800 milioni per la costruzione di scuole nuove, altamente sostenibili e adeguate a una didattica innovativa per gli studenti dei prossimi decenni.
  • 500 milioni per la messa in sicurezza delle scuole esistenti.
  • 300 milioni per oltre 430.000 mq di nuove palestre per valorizzare le competenze legate all’attività motoria e sportiva, nonché aumentare l’offerta formativa oltre l’orario curricolare.
  • 400 milioni per la costruzione e riqualificazione degli spazi dedicati alle mense, potente strumento per favorire l’attivazione del tempo pieno e la limitazione della dispersione scolastica in vista della prossima definizione e pubblicazione si avvierà un confronto con i territori e i soggetti interessati.

Con una scadenza meno ravvicinata, ma comunque in stadio avanzato di elaborazione, vi sono i bandi per i progetti per l’innovazione digitale (avviso entro marzo 2022), il piano di estensione del tempo pieno e il piano per la riduzione dei divari territoriali nella dispersione scolastica.