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Bicentenario nascita Francesco De Sanctis

Celebrazioni per il Bicentenario della nascita di De Sanctis, il Ministro Bussetti all’evento in Banca d’Italia

Lunedì 11 giugno a Roma, il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Marco Bussetti, interviene alla Cerimonia “Opus et labor, letteratura ed economia nel Rinascimento” che si tiene presso la Banca d’Italia in occasione delle Celebrazioni per il Bicentenario della nascita di Francesco De Sanctis.

L’evento è in programma dalle ore 11.30, a Palazzo Koch, ed è organizzato dalla Fondazione De Sanctis, in collaborazione con la Banca d’Italia, nell’ambito delle Celebrazioni per il Bicentenario della nascita del primo Ministro della Pubblica Istruzione, Francesco De Sanctis.


Celebrazioni per il Bicentenario della nascita di Francesco De Sanctis, primo Ministro della Pubblica Istruzione

Bussetti: “È ancora punto di riferimento per chi si occupa delle nuove generazioni.  Come lui guardiamo a studenti e scuola
con spirito di servizio e responsabilità”

“De Sanctis è un punto di riferimento imprescindibile per chi, come me, ha sviluppato il proprio percorso professionale all’interno del mondo dell’istruzione. Credo che oggi chi si trova a vario titolo a occuparsi della formazione e dell’istruzione delle nuove generazioni debba avere presente lo spirito che guidò l’azione di Francesco De Sanctis, uno spirito attento alle varie componenti del mondo dell’educazione. Tutti noi dobbiamo quindi guardare alle esigenze degli studenti e delle studentesse, alle istanze di cambiamento della scuola e del mondo della formazione nel suo complesso, con spirito di servizio e responsabilità”. Così il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Marco Bussetti, intervenendo oggi alla Cerimonia di “Opus et labor, letteratura ed economia nel Rinascimento”, presso la Banca d’Italia in occasione delle Celebrazioni per il Bicentenario della nascita del primo Ministro della Pubblica Istruzione Francesco De Sanctis.

“Nei corsi di Legislazione Scolastica che ho tenuto presso alcuni atenei, – ha aggiunto il Ministro – sono partito spesso da ciò che Francesco De Sanctis ha pensato e realizzato per l’Istruzione e la Formazione Italiana del suo tempo, un’azione culturale e politica che partiva dal presupposto che la libertà degli uomini e di un popolo dipendesse dallo studio e dalla cultura. Ma Francesco De Sanctis è, per me, un punto di riferimento ancora di più oggi, nel momento in cui mi trovo a ricoprire una carica che fu sua. Una carica che vorrei assumere con lo stesso spirito di servizio e con la stessa passione che hanno contraddistinto la sua azione governativa. In questi giorni mi accingo ad affrontare una sfida importante in un Ministero fondamentale per la vita del nostro Paese. Consapevole dell’importanza dei miei compiti, lavorerò per rendere sempre più efficienti e innovative l’Istruzione, l’Università e la Ricerca affinché siano capaci di rispondere ai bisogni di una Nazione che ha intrapreso il cammino del cambiamento. Mi impegnerò a risolvere le eventuali criticità che si presenteranno, scegliendo, di volta in volta, gli interlocutori, i collaboratori più qualificati e le strategie più idonee al raggiungimento degli obiettivi necessari a rendere il nostro sistema scolastico e universitario al passo con i tempi e con le più recenti sfide globali della cultura e del lavoro”.

In questo processo di cambiamento, ha sottolineato Bussetti, “saranno chiamate ad impegnarsi tutte le componenti professionali del mondo della scuola, gli studenti, le famiglie, ma anche le agenzie e le istituzioni territoriali e il mondo del lavoro. Perché, se vogliamo inaugurare veramente una stagione di rilancio del sistema di istruzione, è necessario pensare a un impegno che coinvolga tutta l’Italia”.

Presenti all’evento oltre al Ministro Bussetti, il Presidente del Senato della Repubblica, Maria Elisabetta Alberti Casellati, il Governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, il Vicepresidente del Comitato De Sanctis 200 anni, Gianni Letta, il Presidente della Fondazione De Sanctis, Francesco De Sanctis, i professori Massimo Cacciari, Giacomo Marramao e Cesare Mirabelli, l’attrice Laura Morante e numerosi esponenti del mondo della cultura, della politica e dell’impresa.

“Da insegnante, quale era stato, De Sanctis Ministro operò con grande pragmatismo: conosceva bene le criticità, le mancanze del mondo della scuola senza dimenticarne i punti forza. Sapeva che dare accesso all’istruzione era fondamentale per costruire un Paese di uomini e donne protagonisti e liberi. Sulla base di una conoscenza profonda e aperta della pedagogia e della didattica, si impegnò a rafforzare e a innovare tutti gli ordini di scuola. A Francesco De Sanctis dobbiamo un patrimonio di interventi normativi che hanno posto le basi di una scuola per tutti”, ha concluso Bussetti.


#ioleggoperché

Presentata martedì 8 maggio al Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca la nuova edizione di #ioleggoperché, la grande iniziativa di promozione del libro e della lettura organizzata dall’Associazione Italiana Editori (AIE) a sostegno delle biblioteche scolastiche di tutta Italia, in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR), con l’Associazione Librai Italiani (ALI), il Sindacato Librai e Cartolibrai (SIL), l’Associazione Italiana Biblioteche (AIB) e Libriamoci! Giornate di lettura nelle scuole, sotto gli auspici del Centro per il libro e la lettura.

La conferenza stampa è in programma alle 15.00 nel Salone dei Ministri della sede del MIUR, inviale Trastevere a Roma, e si svolgerà alla presenza della Ministra Valeria Fedeli. L’incontro sarà aperto dal dirigente del MIUR Giuseppe Pierro, che illustrerà la circolare che sarà inviata alle scuole. Interverrà il Presidente Ricardo Franco Levi (AIE) che presenterà l’iniziativa. Seguiranno i saluti di Flavia Cristiano (Direttrice CEPELL), Paolo Ambrosini (Presidente Ali Confcommercio), Ermanno Anselmi (Direttore nazionale SIL) e Vittorio Ponzani(vicepresidente AIB).

#ioleggoperché, giunta quest’anno alla sua quarta edizione, è la grande operazione sociale, in cui Istituzioni, enti, partner, media e privati cittadini condividono un unico obiettivo: far crescere un nuovo lettore, portando nuovi libri nelle biblioteche scolastiche italiane.


TORNA #IOLEGGOPERCHÉ

Si rinnova la grande iniziativa sociale, promossa da AIE, che ha portato sino ad ora oltre 350mila nuovi libri nelle biblioteche scolastiche di tutta Italia
Iscrizioni aperte per le scuole dal 23 maggio 2018
L’appuntamento per donare un libro è dal 20 al 28 ottobre 2018

La Ministra Fedeli: ” Una vera e propria operazione di inclusione sociale per coinvolgere la collettività di cittadine e cittadini, il comparto del libro, il mondo della conoscenza, le scuole e l’intera comunità educante, tutti insieme per dare alle studentesse e agli studenti pari opportunità di formazione e crescita”.

Roma, 8 maggio 2018 – Torna #ioleggoperché, la grande iniziativa nazionale dell’Associazione Italiana Editori (AIE) che punta con convinzione e continuità a formare nuovi lettori, rafforzando nella quotidianità dei ragazzi l’abitudine alla lettura grazie alla creazione e al potenziamento delle biblioteche scolastiche.
La nuova edizione del progetto – che conferma la collaborazione con il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR), con l’Associazione Librai Italiani (ALI), l’Associazione Italiana Biblioteche (AIB), con Libriamoci! Giornate di lettura nelle scuole e per la prima volta con il Sindacato Librai e Cartolibrai (SIL) e con il supporto della Società Italiana degli Autori ed Editori (SIAE), sotto gli auspici del Centro per il libro e la lettura – culminerà nel periodo 20 – 28 ottobre, come annunciato oggi a Roma nella sede del MIUR, dalla Ministra Valeria Fedeli e dal Presidente dell’AIE Ricardo Franco Levi, alla presenza di tutti i partner del progetto. La presentazione ha coinciso con l’invio di una circolare a tutte le scuole italiane (primarie, secondarie di primo e secondo grado e scuole dell’infanzia) che potranno aderire all’iniziativa iscrivendosi sulla piattaforma www.ioleggoperche.it a partire dal 23 maggio e gemellandosi con una o più librerie.
La partecipazione – cresciuta del 133,1% solo nell’ultimo anno, portando il progetto in ben 5636 scuole in tutta Italia – è infatti il primo grande tassello di un lavoro di squadra – editori, Istituzioni, media e privati cittadini – per formare i lettori di domani: “Per questo – ha sottolineato il Presidente Levi – chiediamo alle scuole di iscriversi sin d’ora. Aiutateci: questo è un grande progetto sociale, in cui le scuole hanno un grande ruolo e una grande responsabilità. Solo negli ultimi due anni sono entrati nelle biblioteche scolastiche italiane, grazie a #ioleggoperché, oltre 350mila libri, donati dai cittadini e dagli editori. Ci auguriamo che il progetto continui a crescere, grazie alla generosità e al coinvolgimento di tutti, per formare e far crescere nuovi, appassionati, lettori”.
E la conferma viene anche dai numeri. Un’indagine realizzata sulle scuole aderenti al progetto 2016 ha evidenziato come per l’87,5% abbia soddisfatto “l’obiettivo di promuovere la lettura tra gli studenti” con attività mirate (l’indagine sulle scuole aderenti all’edizione 2017 partirà il 23 maggio 2018: i risultati saranno poi presentati a ottobre). Non solo: l’Osservatorio sulla lettura e i consumi culturali dell’AIE, in collaborazione con Pepe Research, per la fascia 0-14 anni ha messo in luce come oggi siano proprio le biblioteche scolastiche a contribuire a formare i nuovi lettori: sono il 5% nella fascia 4-6 anni, il 41% nella fascia 6-9 e ben il 47% nella fascia 10 – 14 anni i piccoli o piccolissimi che hanno avuto un rapporto diretto con la biblioteca scolastica.
“#ioleggoperché è una pregevole e importante iniziativa di promozione del libro e della lettura e di sostegno alle biblioteche scolastiche – ha commentato la Ministra Valeria Fedeli -. Una vera e propria operazione di inclusione sociale che ha un grande merito: coinvolgere la collettività di cittadine e cittadini, il comparto del libro, il mondo della conoscenza, le scuole e l’intera comunità educante, tutti insieme per dare alle studentesse e agli studenti pari opportunità di formazione e crescita. Si tratta di un atto di cittadinanza attiva importante che dà, tra l’altro, attuazione all’articolo 3 della nostra Costituzione. I dati della scorsa edizione ci raccontano di un successo superiore a ogni aspettativa: la partecipazione è cresciuta del 133% e solo nello scorso anno sono arrivati nelle nostre biblioteche scolastiche oltre 220.000 volumi. Segno del senso di responsabilità nei confronti delle nuove generazioni e, quindi del Paese di domani, che tutte e tutti noi che componiamo a vario titolo la comunità educante avvertiamo. E’ per questo che abbiamo voluto lanciare, anche quest’anno, una nuova edizione dell’iniziativa. La lettura è mezzo di democrazia, è capacità di andare a fondo nella realtà, di esserne protagonisti attivi. Consente di sognare realtà altre da noi e allo stesso tempo di avere occhi ben aperti sul mondo. La lettura è un’attività che cambia la vita di chi legge. Come Ministero continueremo a impegnarci, rinnovando le preziose sinergie messe in campo in questi anni, per offrire un futuro di protagonismo, di cittadinanza attiva, di partecipazione democratica e di uguaglianza alle nostre giovani e ai nostri giovani. A partire dalla conoscenza e dal sapere”.
L’iniziativa – come ben illustrato anche nella circolare – è destinata alle scuole primarie, secondarie di primo e secondo grado e alle scuole d’infanzia, che potranno iscriversi dal 23 maggio al 21 settembre e gemellarsi con una o più librerie.
“Nello specifico nella settimana dal 20 al 28 ottobre si chiederà a tutti gli italiani di acquistare in libreria un libro da donare per contribuire alla biblioteca di una scuola precisa, con cui la libreria è “gemellata”. Il libro sarà marchiato per sempre dal nome del donatore. Sarà possibile per le scuole anche iscriversi al concorso #ioleggoperché, e organizzare insieme alle librerie, durante i nove giorni di campagna in ottobre, un evento o un’attività in libreria per promuovere #ioleggoperché e incentivare le donazioni. AIE, attraverso gli editori associati, contribuirà a donare altrettanti libri alle scuole partecipanti che ne faranno richiesta, fino ad un tetto massimo di 100 mila copie. Tale momento sarà preceduto e seguito – anche in concomitanza e collaborazione con “Libriamoci” del Centro per il libro e la lettura – dalla presenza nelle scuole di editori, autori, redattori per raccontare le professioni dell’editoria”.
#ioleggoperché è un progetto di AIE, in collaborazione con Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR), con l’Associazione Librai Italiani (ALI), con il Sindacato Italiano Librai e Cartolibrai (SIL), con l’Associazione Italiana Biblioteche (AIB) e con Libriamoci! Giornate di lettura nelle scuole, sotto gli auspici del Centro per il libro e la lettura e con il supporto della Società Italiana Autori ed Editori (SIAE).

Mediapartner: Corriere della Sera, Gruppo Mondadori, Robinson la Repubblica.

Partecipano all’organizzazione: ALI, SIL, LaFeltrinelli, Giuntialpunto, Libraccio, Librerie Claudiane, Librerie Coop, MondadoriStore, Paoline, San Paolo, TCI Touring Club Italiano, Ubik.

Per saperne di più: www.ioleggoperche.it

Indicazioni nazionali e nuovi scenari


Educazione alla sostenibilità, Costituzione, digitale, pensiero computazionale, lingue: nelle Indicazioni nazionali di infanzia e primo ciclo più attenzione alle competenze di cittadinanza

Fedeli: “Diamo a studentesse e studenti gli strumenti per affrontare i cambiamenti del presente e proiettarsi al meglio nel futuro”

Garantire a tutte le studentesse e a tutti gli studenti le competenze chiave per affrontare i cambiamenti e le sfide del loro presente, per proiettarsi al meglio nel futuro, per diventare cittadine e cittadini attivi e consapevoli, capaci di condividere valori comuni e di confrontarsi positivamente con l’altro. È l’obiettivo che si prefigge il documento “Indicazioni nazionali e nuovi scenari”, presentato oggi al MIUR e frutto del lavoro del Comitato scientifico per le Indicazioni nazionali della scuola dell’Infanzia e del primo ciclo di istruzione, coordinato dal professor Italo Fiorin.

Il documento propone alle scuole una rilettura delle Indicazioni nazionali emanate nel 2012 ed entrate in vigore dall’anno scolastico 2013/2014 (sono il  punto di riferimento per la progettazione del curricolo da parte delle istituzioni scolastiche) attraverso la lente delle competenze di cittadinanza, di cui si propone il rilancio e il rafforzamento. Dalle lingue (quella madre e quelle straniere), al digitale, all’educazione alla sostenibilità, ai temi della Costituzione. Passando in maniera trasversale per le arti, la geografia, la storia, il pensiero matematico e computazionale. Questo anche in ragione delle novità che saranno introdotte nell’Esame finale del I ciclo in cui già da quest’anno si terrà maggiore conto, nel colloquio orale, delle competenze connesse alle attività svolte nell’ambito di Cittadinanza e Costituzione.

“Ci stiamo ritrovando, oggi, a riflettere sulle competenze e sulle conoscenze che ciascuno deve possedere per vivere, muoversi in modo attivo nella società, costruire una cultura della democrazia. Per partecipare con protagonismo alla vita del proprio Paese e del mondo – ha dichiarato la Ministra Valeria Fedeli -. Stiamo ragionando sulla questione in termini innovativi: guardiamo alle competenze quali processi dinamici, in evoluzione. Espressioni di valori, atteggiamenti, attitudini e conoscenze. Credo sia un punto di vista necessario e innovativo: una competenza non è acquisita una volta nella vita. Va aggiornata e approfondita, rinnovata ed esercitata all’interno delle comunità in cui viviamo. In questo processo di acquisizione di competenze, di costruzione di forme di cittadinanza attiva la filiera educativa riveste un ruolo di primo piano. La scuola è il luogo in cui le giovani e i giovani vengono educati al rispetto dei diritti degli altri, all’apertura nei confronti della diversità personale e culturale, al senso civico, all’equità, al senso di giustizia, alla conoscenza di sé e all’attitudine al dialogo e al confronto. Parlare di competenze di cittadinanza vuol dire anche rinnovata attenzione all’educazione linguistica, artistica, storica, geografica, al pensiero computazionale. Vuol dire offrire strumenti per affrontare il mondo globale”, ha concluso la Ministra.

Il documento presentato oggi non è una integrazione né una riscrittura delle Indicazioni nazionali. Non si tratta, si legge nel testo illustrato al MIUR, “di ‘aggiungere’ nuovi insegnamenti, ma di ricalibrare quelli esistenti”, rileggendo le Indicazioni del 2012, alla luce dei nuovi spunti offerti che guideranno le scuole nella predisposizione della loro offerta formativa, della loro progettazione. Il tema della cittadinanza viene affrontato come il “vero sfondo integratore e punto di riferimento di tutte le discipline che concorrono a definire il curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo di istruzione in una prospettiva verticale. Cittadinanza che riguarda tutte le grandi aree del sapere, sia per il contributo che possono offrire i singoli ambiti disciplinari, sia, e ancora di più, per le molteplici connessioni che le discipline hanno tra di loro”. Con riferimento, in particolare all’educazione al rispetto e alla cittadinanza consapevole, ad una più sicura padronanza delle competenze di base (comprese le competenze linguistiche e quelle digitali), all’incontro con saperi e discipline che rispondono all’esigenza di uno sviluppo orientato alla sostenibilità in tutte le sue dimensioni, con l’acquisizione dei contenuti dell’Agenda 2030.

Questi temi sono già presenti nel testo programmatico del 2012, che mantiene intatto il suo valore culturale, pedagogico e giuridico, ma richiedono ulteriori attenzioni e approfondimenti che vengono affidati alla ricerca e all’elaborazione curricolare delle scuole e degli insegnanti. Si tratta di dare, si legge nel testo presentato oggi, una ancor più concreta risposta all’istanza, già presente nelle Indicazioni nazionali, quando affermano che è “decisiva una nuova alleanza fra scienze, storia, discipline umanistiche, arti e tecnologia, in grado di delineare la prospettiva di un nuovo umanesimo.

Il documento sarà ora consegnato alle scuole, sarà messo alla ‘prova sul campo’, sarà oggetto di consultazione e confronto con le istituzioni scolastiche e la comunità scientifica nazionale per un eventuale intervento di regolazione sulle Indicazioni nazionali. La Direzione Generale per gli Ordinamenti Scolastici e la Valutazione del Sistema Nazionale di Istruzione del MIUR assicurerà misure di accompagnamento avvalendosi della collaborazione del Comitato scientifico nazionale per Indicazioni. Saranno organizzati seminari nazionali su tre ambiti tematici: Cittadinanza e Costituzione, Cittadinanza digitale, Cittadinanza e sostenibilità. Saranno poi raccolte le esperienze più significative per costituire un archivio dinamico delle innovazioni metodologiche e didattiche, come base utile per alimentare la ricerca sul curricolo, la formazione in servizio e l’evoluzione delle Indicazioni.

Nel corso dell’evento di oggi al MIUR, oltre al professor Fiorin, sono intervenuti anche altri due componenti del Comitato,  Giancarlo Cerini e  Sergio Cicatelli, la Capo Dipartimento per il Sistema Educativo di Istruzione e Formazione, Rosa De Pasquale, la Capo Dipartimento per la Programmazione e la Gestione delle Risorse Umane, Finanziarie e Strumentali, Carmela Palumbo, il Direttore Generale per gli Ordinamenti Scolastici e la Valutazione del Sistema Nazionale di Istruzione, Maria Assunta Palermo.


INDICAZIONI NAZIONALI E NUOVI SCENARI

22 febbraio 2018 – ore 14.00-17.00
MIUR – Sala della Comunicazione
Viale Trastevere, 76/A – Roma

Programma

14.00 Registrazione partecipanti

14.30 Apertura dei lavori e saluti istituzionali

Valeria Fedeli
Ministra dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca

Rosa De Pasquale
Capo Dipartimento per il Sistema educativo di istruzione e formazione

Carmela Palumbo
Capo Dipartimento per la Programmazione e la gestione delle risorse umane, finanziarie e strumentali

15.00 Presentazione del Documento “Indicazioni Nazionali e nuovi scenari”

Italo Fiorin
Coordinatore del Comitato Scientifico Nazionale per le Indicazioni per il curricolo dell’infanzia e del primo ciclo di istruzione

15.30 Azioni di accompagnamento per le scuole

Giancarlo Cerini
Componente del Comitato Scientifico Nazionale per le Indicazioni per il curricolo dell’infanzia e del primo ciclo di istruzione

16.00 Dibattito

16.30 Conclusioni

Maria Assunta Palermo
Direttore Generale per gli Ordinamenti scolastici e la valutazione del sistema nazionale di istruzione

Modera:

Sergio Cicatelli
Componente del Comitato Scientifico Nazionale per le Indicazioni per il curricolo dell’infanzia e del primo ciclo di istruzione

Le Reti Territoriali per l’Apprendimento Permanente

Mercoledì 24 gennaio, dalle ore 9.30, presso la Sala della Comunicazione del Miur, in viale Trastevere 76/a, si svolgerà la prima Conferenza nazionale “Le Reti Territoriali per l’Apprendimento Permanente: verso un Piano Nazionale di ‘Garanzia delle competenze’ della popolazione adulta”.

I lavori saranno aperti dalla Ministra Valeria Fedeli, che terrà anche l’intervento conclusivo alla fine della giornata.

Verranno presentate le cinque azioni del MIUR per il rilancio del tema delle competenze della popolazione adulta, verso la realizzazione di un Piano Nazionale per l’apprendimento permanente.


Apprendimento Permanente, Miur lancia percorso per un Piano
nazionale di Garanzia delle competenze

Presentate le prime cinque azioni, Fedeli:
“È sfida importante per la crescita dell’intero Paese”

“Parlare di apprendimento permanente vuol dire mettere al centro la persona, le sue capacità, le sue competenze, le sue inclinazioni, le sue ambizioni, i suoi sviluppi. Vuol dire metterla al centro delle nostre politiche e dei nostri interventi già a partire dal sistema di istruzione e formazione e continuare a farlo lungo tutto il corso della sua esistenza”. Lo ha sottolineato la Ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Valeria Fedeli, aprendo il convegno organizzato dal MIUR sull’apprendimento permanente durante il quale sono state presentate le prime cinque azioni che il Ministero metterà in campo per intervenire ulteriormente sul fronte delle competenze della popolazione adulta.

“Se prima la scuola o l’università erano considerate fasi di formazione propedeutiche all’accesso al mondo del lavoro, adesso cambia la prospettiva: l’inserimento nel mercato occupazionale non è il termine ultimo del percorso di istruzione e di formazione di una donna o di un uomo. È necessario tendere costantemente all’aggiornamento, rinnovare le proprie competenze, esercitare quelle già acquisite e immagazzinarne di nuove – ha sottolineato la Ministra -. Mettersi in gioco periodicamente per non disperdere quanto conquistato lungo il corso degli studi e per adeguarsi ai mutamenti in atto, mutamenti che richiedono risposte di volta in volta diverse e non sempre codificabili con le conoscenze tradizionali maturate in ambito scolastico o accademico. È una sfida. Ma è anche una straordinaria occasione per continuare a investire su se stessi, per aprirsi delle strade inconsuete e nuovi scenari, per darsi nuove possibilità”

Il MIUR ha voluto assumersi la responsabilità di promuovere una riflessione approfondita e ha per questo attivato un tavolo di lavoro sull’apprendimento permanente al quale hanno preso parte le Organizzazioni sindacali, i rappresentanti dei Centri provinciali per l’istruzione degli adulti (CPIA), quelli della Rete universitaria per l’apprendimento permanente (RUIAP), quelli del terzo settore e dell’Associazione Nazionale Comuni Italiani (ANCI). È stato inoltre riaperto il tavolo interistituzionale istituito presso la Conferenza Unificata.

La conferenza di oggi ha rappresentato un momento di confronto e di discussione per rilanciare il dibattito sulle competenze che devono essere possedute dalla popolazione adulta e sulla costruzione delle reti territoriali che dovranno sostenerne l’apprendimento permanente. Reti che dovranno essere frutto di un impegno sinergico e condiviso dei vari attori coinvolti.

Nella giornata di oggi è stata lanciata anche la proposta di un Piano di garanzia delle competenze della popolazione adulta, a partire da cinque proposte elaborate dal Ministero, ovvero:

Favorire e sostenere la partecipazione dei CPIA alla costruzione e al funzionamento delle reti territoriali per l’apprendimento permanente.

Favorire e sostenere – in coerenza con quanto previsto da “Agenda 2030” e dalla “Nuova Agenda europea delle competenze” – l’attivazione di “Percorsi di Garanzia delle Competenze” destinati alla popolazione adulta in età lavorativa  finalizzati all’acquisizione delle competenze di base (matematiche, alfabetiche, linguistiche e digitali), trasversali (capacità di lavorare in gruppo, pensiero creativo, imprenditorialità, pensiero critico, capacità di risolvere i problemi o di imparare ad apprendere e alfabetizzazione finanziaria).

Potenziare e consolidare i Centri di ricerca, sperimentazione e sviluppo in  materia di istruzione degli adulti, già attivati.

Favorire e sostenere la piena applicazione ai percorsi di istruzione degli adulti di strumenti di flessibilità e in particolare della “fruizione a distanza”.

Favorire e sostenere l’attivazione di “Percorsi di Istruzione Integrati” finalizzati a far conseguire, anche in apprendistato, una qualifica e/o un diploma professionale nella prospettiva di consentire il proseguimento della formazione nel livello terziario (universitario e non). L’obiettivo primario è l’attivazione entro il 2019, d’intesa con le Regioni, di una sperimentazione nazionale dei “Percorsi di Istruzione Integrati”.

La conferenza di oggi è stata, inoltre, l’occasione per richiamare le responsabilità condivise di tutti gli attori che sono coinvolti, ciascuno secondo il proprio ruolo e secondo la propria competenza, nell’attività di potenziamento dell’apprendimento permanente e dell’implementazione delle reti.

Secondo il Rapporto dell’Ocse “Strategia per le competenze” riguardante l’Italia, nel nostro Paese “più di 13 milioni di adulti hanno competenze di basso livello. Gli adulti che hanno competenze di basso livello in Italia sono, in gran parte, lavoratori più anziani e immigrati e sono concentrati nelle imprese più piccole, in settori meno progrediti e nelle regioni meno sviluppate. Il 39% di chi ha un’età compresa tra 25-65 anni possiede un livello basso di competenze, sia di lettura sia matematiche, ma solo il 14% partecipa alla formazione per gli adulti; il terzultimo risultato registrato nella Survey PIAAC”.

“Il quadro registrato ci dice che non abbiamo tempo da perdere e che dobbiamo mettere in campo azioni strategiche per sopperire a questo problema quanto prima – ha detto la Ministra -. Il nostro Paese ha prodotto negli ultimi anni importanti riforme del lavoro e dell’istruzione, ma questo non basta. Se non rinnoviamo l’intero ambito d’intervento questi cambiamenti rischiano di rimanere al palo. Agire sulla formazione e sull’aggiornamento delle proprie competenze significa impegnarsi per far sì che il lavoro in Italia sia di qualità, sempre e in ogni ambito. Significa orientare strategicamente settori professionali alle prospettive di sviluppo del Paese, facendo del digitale e dell’innovazione una straordinaria occasione di progresso condivisa e diffusa. L’industria 4.0 dei prossimi anni e le trasformazioni dell’industria manifatturiera dei servizi alle quali assisteremo nel futuro prossimo richiedono all’intero sistema di formazione e istruzione un allineamento che oggi, e non solo in Italia, stenta ad affermarsi. Dobbiamo incidere in tal senso. Trovare risposte adeguate e promuovere un cambiamento ormai irrimandabile”.

Le prime azioni sono già state messe in campo. Nel 2017, nell’ambito del PON Scuola, la Ministra Fedeli ha lanciato un bando sulla formazione degli adulti da 20 milioni di euro. Cresce, intanto la quota di adulti iscritti ai CPIA, profondamente riformati nel 2013: i patti formativi siglati nel 2016/2017 dalle studentesse e dagli studenti iscritti ai percorsi sono stati, in tutto, 229.400. Erano 182.863 l’anno prima. “La strada è tracciata – ha chiuso la Ministra – ora occorre continuare ad agire in questa direzione. Un adeguato livello di istruzione degli adulti rappresenta un importante elemento per la realizzazione di società più inclusive, basate sulla conoscenza e che permettono maggiori opportunità di realizzazione alle loro cittadine e ai loro cittadini. Con questo avviso abbiamo voluto promuovere progetti in rete per innalzare il livello di formazione degli adulti in un’ottica di apprendimento permanente. Oggi abbiamo un’ulteriore occasione di definizione di intervento. Sono sicura che sapremo renderla operativa e determinante grazie alla collaborazione e ai suggerimenti di tutti. È una sfida importante per le nostre individualità e per la crescita dell’intero Paese”.

Responsabilità di Proteggere

Scuola e diritti umani, Fedeli e Giro al lancio di Responsabilità di Proteggere

Un progetto nato per promuovere la tutela della popolazione civile in caso di gravi violazioni e sensibilizzare ragazze e ragazzi
sull’importanza di un sistema internazionale di protezione

Sensibilizzare e formare le ragazze e i ragazzi sul tema della tutela dei diritti e delle libertà fondamentali e sull’importanza di stabilire un sistema internazionale di protezione di chi è più debole. È lo scopo del progetto Responsabilità di Proteggere (RtoP), presentato oggi presso la Sala Cinema dell’IISS Cine-TV “R. Rossellini” di Roma dalla Ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Valeria Fedeli, e dal Vice Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Mario Giro.

I principi della “Responsabilità di Proteggere” sono stati elaborati in ambito Nazioni Unite a partire dal 2000 e adottati formalmente dal Vertice Mondiale del 2005, con l’obiettivo di promuovere la tutela della popolazione civile in caso di gravi e persistenti violazioni dei diritti umani e di prevenire tragedie come quelle avvenute nel passato, quali l’Olocausto o i genocidi in Ruanda e nei Balcani. Occorre, infatti, che la comunità internazionale non fallisca mai più nell’agire di fronte a crimini di guerra e contro l’umanità.

Con questa iniziativa MIUR e MAECI intendono promuovere e stimolare tra le ragazze e i ragazzi delle scuole secondarie di II grado competenze relazionali fondate su rispetto delle differenze, cultura della parità e mediazione non violenta dei conflitti. Per questi motivi è stato elaborato un kit di divulgazione e presentazione del progetto RtoP per le scuole secondarie di II grado, trasmesso con una circolare lo scorso 20 dicembre a tutti gli Uffici Scolastici Regionali e reperibile sul sito del Miur www.lascuolanelmondo.it, nella sezione “Giustizia e diritti umani”. Il kit contiene documenti informativi per le e gli insegnanti sulle Nazioni Unite, le istruzioni per il gioco di ruolo di “Zoffrak”, ambientato in un Paese in guerra civile e sull’orlo del genocidio, oltre a un video che introduce il concetto della RtoP e a un modulo di riscontro delle attività.

“Penso che questa esperienza sia particolarmente importante, non solo nel metodo, ma anche nel merito. Attraverso questo gioco di ruolo acquisirete conoscenza e competenza sulle dinamiche dei conflitti”, ha affermato questa mattina la Ministra Valeria Fedeli, rivolgendosi alle studentesse e agli studenti. “Per me è una scelta intelligente usare un metodo didattico per approfondire le proprie conoscenze in merito alle ingiustizie che accadono nel mondo, per far sì che non si ripetano mai più”, ha concluso la Ministra.

Responsabilità di Proteggere vuole essere un intervento educativo efficace per parlare di cittadinanza e promuovere tra le e i giovani la consapevolezza di essere cittadini del mondo, forti della propria identità, ma anche aperti all’altro.

Adolescenti Oggi

‘Adolescenti Oggi’, a Roma due giorni di confronto tra esperti
Fedeli presenta il lavoro
del Gruppo ministeriale dedicato
Video-intervento di Gardner e Morin

“Adolescenti oggi: nuove sfide, nuove alleanze educative”. È il titolo della due giorni di confronto organizzata dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca che si terrà oggi e domani a Roma. La conferenza vedrà la partecipazione di studiosi ed esperti del settore e sarà l’esito del percorso di ascolto e di dialogo con il mondo della scuola, delle famiglie, delle studentesse e degli studenti, degli esperti e della società civile avviato nei mesi scorsi dal Miur con la costituzione del gruppo di lavoro dedicato voluto dalla Ministra Valeria Fedeli e guidato da Anna Serafini.

L’iniziativa prenderà il via questo pomeriggio, partire dalle ore 15. Domani la giornata di approfondimento sui lavori del Gruppo Miur. È previsto un video-intervento di Howard Gardner e di Edgar Morin. Chiuderà i lavori la Ministra Valeria Fedeli. Il dibattito del mattino sarà moderato dalla giornalista e scrittrice Maria Latella. Sempre domani saranno presentate anche le proposte che emergeranno dall’Adolescen/Ack, una gara di idee che si svolgerà a Roma fra oggi e domani e vedrà protagonisti le ragazze e i ragazzi delle scuole secondarie.


16 NOVEMBRE 2017

ore 14:30
Registrazione partecipanti
Costituzione gruppi di lavoro
ore 15:00-18:00
Gruppi di lavoro per il Libro Bianco
1. Adolescenti tra nuovi rischi e inedite opportunità
2. Adolescenti nell’era digitale. Nuovo modello scolastico e nuovo umanesimo
3. Adolescenti e nuova relazione educativa nella famiglia, nella scuola e nella società

17 NOVEMBRE 2017

Ore 9.30
Accoglienza partecipanti
PRESENTAZIONE VIDEO
“PERCORSO DI DIALOGO E CONFRONTO SUGLI ADOLESCENTI”
Ore 10:00 – 11:00
INTERVISTA DI GIOVANNI BIONDI A MAURO CERUTI
Ore 11:00
VIDEO INTERVENTO DI: EDGAR MORIN (Institut des Sciences de la Communication CNRS/Paris Sorbonne)
HOWARD GARDNER (Howard University)
Ore 11:15
ANNAMARIA SERAFINI – Consigliera della Ministra Valeria Fedeli: presentazione del percorso di ascolto e di dialogo
Ore 11:30
FILOMENA ALBANO – Autorità Garante per l’infanzia e l’adolescenza
Ore 11:45
PREMIAZIONE STUDENTI VINCITORI DELL’ADOLESCEN/ACK
Ore 12:00
VALERIA FEDELI – Ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca
Coordina i lavori della mattina: Maria Latella, giornalista
ore 14:30
PAROLA AGLI STUDENTI
Presentazione delle soluzioni proposte dagli studenti che hanno partecipato ad ADOLESCEN/ACK
ore 15:00
TAVOLA ROTONDA “ADOLESCENTI TRA NUOVI RISCHI
E INEDITE OPPORTUNITÀ”
Luigi Cancrini – Psicoterapeuta
Maria Rita Parsi – Già rappresentante dell’Italia al Comitato ONU per i Diritti del Fanciullo
Isabella Mastropasqua – Direzione personale, risorse e attuazione provvedimenti
Promozione di interventi di prevenzione della devianza del Ministero della Giustizia
Elvira D’Amato – Vice Questore Aggiunto, Centro Nazionale per il Contrasto alla Pedopornografia
sulla Rete Internet del Ministero dell’Interno
Annalisa Monti – SINPIA – Società Italiana Neuropsichiatrica dell’infanzia e dell’adolescenza
Monica Micheli – Psicoterapeuta, Vice Presidente CISMAI – Coordinamento Italiano dei Servizi
contro il Maltrattamento e l’Abuso all’infanzia
Elena Bozzola – Consigliere Segretario Società Italiana di Pediatria e Dirigente Medico
Ospedale Pediatrico Bambino Gesù
moderatore: Gustavo Pietropolli Charmet, psichiatra e psicoterapeuta
ore 16:00
TAVOLA ROTONDA “ADOLESCENTI NELL’ERA DIGITALE.
NUOVO MODELLO SCOLASTICO E NUOVO UMANESIMO”
Andrea Garavaglia – Università degli Studi di Milano Bicocca – SIREM, Società Italiana di Ricerca
sull’Educazione Mediale
Paolo Ferri – Università degli Studi di Milano Bicocca
Elena Ferrara – Senatrice della Repubblica – Commissione Bicamerale Infanzia e Adolescenza
Adelaide Iacobelli – Movimento Studenti di Azione Cattolica
Rosa De Pasquale – Capo Dipartimento per il Sistema Educativo di Istruzione e di Formazione MIUR
moderatore: Luigi D’Alonzo, Università Cattolica di Milano
ore 17:00
TAVOLA ROTONDA “ADOLESCENTI E NUOVA RELAZIONE EDUCATIVA
NELLA FAMIGLIA, NELLA SCUOLA E NELLA SOCIETÀ”
Federico Bianchi di Castelbianco – Psicoterapeuta e direttore dell’Istituto di Ortofonologia di Roma
Maria Giovanna Ruo – Presidente associazione “Cammino – Camera nazionale avvocati per la persona,
le relazioni familiari e i minorenni”
Ermenegilda Siniscalchi – Capo Dipartimento per le politiche della Famiglia Presidenza del Consiglio
Gianmario Gazzi – Presidente Consiglio Nazionale Assistenti Sociali
Angela Nava – Rappresentante Forum Genitori (FONAGS) – CGD
Giulio Cederna – Save the Children
Silvia Costa – Parlamentare Europea e Coordinatore gruppo S&D Commissione Cultura
e Istruzione Parlamento Europeo
moderatore: Massimo Ammaniti, psichiatra e psicanalista

Biblioteche per apprendere

Il 23 ottobre si tiene presso la Sala della Comunicazione del MIUR , dalle ore 9:30 alle ore 17:00 il seminario internazionale di studi “Biblioteche per apprendere”.

Scopo del seminario: promuovere una visione innovativa delle biblioteche come luoghi di apprendimento partendo dall’analisi delle problematiche e opportunità che caratterizzano il contesto italiano. Il seminario è inserito nel progetto di una Rete globale “Libraries Renaissance: Greater Expectations” ideato da David Lankes, per creare una rete di biblioteche innovative unite da obiettivi comuni.

In tempi di sovrabbondanza dell’informazione in Internet, le biblioteche hanno il compito di svolgere un ruolo formativo e di stimolo alla creatività, per dare agli studenti capacità critiche di valutazione, creazione e presentazione dell’informazione (information and media literacy).

Il Seminario internazionale è organizzato in due fasi: un Panel con esperti che presentano la loro posizione rispetto al tema “Il rinascimento delle biblioteche” insieme a presentazioni brevi di esperienze di successo. Nella seconda fase tutti i partecipanti saranno coinvolti attivamente nella discussione attraverso un processo decisionale di gruppo.

G7 della Scienza

Il vertice dei Ministri della Scienza e della Ricerca a Venaria

Nelle giornata del 27 e 28 settembre i Ministri della Scienza e della Ricerca del G7 si incontreranno a Venaria per il G7 della Scienza che, insieme alle Ministeriali Industria e Lavoro, compone la Settimana del G7 dell’Innovazione (G7 Innovation Week), organizzata dalla Presidenza italiana e dedicata alle sfide globali poste dalla “Prossima Rivoluzione del Sistema Produttivo” (Next Production Revolution). Capo delegazione per l’Italia, la Ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Valeria Fedeli.

La transizione tecnologica globale che stiamo vivendo sta trasformando profondamente la società e certamente eserciterà, per la sua velocità, la sua portata e la sua complessità, effetti radicali sulle istituzioni, sulla vita individuale e sociale delle persone, sul sistema economico nel suo complesso. In questa transizione, il ruolo del sistema educativo e della ricerca è fondamentale per assicurarsi che il nuovo paradigma tecnologico sia un’occasione di crescita sociale oltre che economica, capace di ricomporre la coesione sociale, diminuire le disuguaglianze, avviare i nostri Paesi a una crescita inclusiva e sostenibile.

Con questo obiettivo, nel corso del G7 della Scienza i Ministri affronteranno le possibili soluzioni collaborative rispetto alla formazione del capitale umano, e in particolare delle ricercatrici e dei ricercatori, e al sostegno che si può offrire loro affinché sfruttino al meglio le opportunità della quarta rivoluzione industriale e contribuiscano alla generazione di nuova conoscenza. La discussione sarà articolata in tre sessioni, la prima dedicata agli strumenti volti a garantire che i percorsi formativi di ricercatrici e ricercatori, con un’attenzione particolare alle donne e ai giovani, includano le competenze, formali e informali, richieste dal nuovo paradigma tecnologico.

La seconda sessione affronterà il tema delle policy e della finanza per una ricerca inclusiva e responsabile. Si discuterà di come adeguare gli strumenti e le politiche attuali anche attraverso lo stimolo alla domanda di innovazione e nuove tecnologie e della ridefinizione degli spazi di intervento di pubblico e privato. Tema centrale sarà come assicurare che i benefici generati da tali investimenti contribuiscano a raggiungere gli obiettivi di sviluppo sostenibile (SDG), aumentando l’impatto sociale delle politiche di ricerca e dando particolare attenzione alla responsabilità sociale delle attività di ricerca.

L’ultima sessione sarà infine dedicata alla discussione su come aumentare le sinergie per creare infrastrutture di ricerca globali, comprese le reti di infrastrutture elettroniche (e-infrastructures), che rendano accessibili e riutilizzabili i risultati della ricerca in tutti i campi. Catalizzare le risorse e gestire in modo aperto i dati scientifici, rendendoli interoperabili e accessibili anche agli sviluppatori di innovazione, sono infatti le condizioni imprescindibili per un’economia basata sulle conoscenze avanzate e la multidisciplinarietà e per diffondere le competenze nella società.


Concluso il G7 Scienza, on line la dichiarazione finale
La Ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Valeria Fedeli, ha chiuso, con una conferenza stampa, i lavori della Ministeriale G7 della Scienza

(Giovedì, 28 settembre 2017) La Ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Valeria Fedeli, ha chiuso, con una conferenza stampa, i lavori della Ministeriale G7 della Scienza.

Al centro della due giorni di lavori la formazione delle ricercatrici e dei ricercatori, i meccanismi di finanziamento della ricerca e le politiche per la scienza, le infrastrutture di ricerca globali.

“Le sfide globali della quarta rivoluzione industriale e i cambiamenti in atto pongono alle comunità scientifiche, sfide inedite e rilevantissime – ha sottolineato la Ministra -. Dobbiamo renderci conto che la quarta rivoluzione industriale, di cui stiamo parlando in questi giorni, non è una rivoluzione tecnologica, è una rivoluzione sociale”.

“C’è una straordinaria convergenza di impegno e di visione, oltre che di azioni concrete, tra i Paesi del G7 sulla centralità della ricerca scientifica e dei suoi finanziamenti – ha proseguito Fedeli -. La responsabilità che incombe sui paesi del G7, di guidare la transizione tecnologica globale, richiede politiche coordinate e lungimiranti, coinvolgendo tutte le parti interessate, dal settore pubblico al privato, dalla comunità scientifica alla società civile”.

“Abbiamo posto al centro della nostra discussione il rapporto tra scienza e societa’. Anche in termini di comunicazione: non bisogna solo dire stiamo spendendo risorse ma bisogna far comprendere che l’investimento in ricerca serve alle persone, a migliorare la condizione della loro vita”, ha spiegato Fedeli.

Fra gli impegni della dichiarazione finale della Ministeriale, c’è l’istituzione di un Gruppo di lavoro G7 Scienza focalizzato sul “Finanziamento della ricerca per la crescita inclusiva”. Operando anche in collaborazione con l’Ocse, il Gruppo mapperà e monitorerà le politiche dei membri del G7 e dell’UE con l’obiettivo di cercare potenziali sinergie nelle collaborazioni tra pubblico e privato. Nella dichiarazione finale viene anche riconosciuta la necessità di ampliare la partecipazione delle donne nei settori della scienza e dell’innovazione.

Carta del Docente A.S. 2017-2018

Riattivato il borsellino elettronico per la formazione e l’aggiornamento delle e degli insegnanti
È stata riattivata oggi la piattaforma web per la Carta del Docente

(Roma, 14 settembre 2017) È stata riattivata oggi la piattaforma web per la Carta del Docente (http://www.miur.gov.it/web/guest/-/carta-del-docen-1), il borsellino elettronico che permette di utilizzare le risorse a disposizione di ogni insegnante per la formazione e l’aggiornamento professionale. La piattaforma era stata temporaneamente sospesa nei giorni scorsi per permettere le necessarie operazioni di aggiornamento per il nuovo anno scolastico.

Sono quasi 9 su 10 le docenti e i docenti che risultano registrati alla piattaforma nell’anno scolastico appena concluso (635.098 sui 723.950 previsti) e che hanno effettuato acquisti. Più di 256,5 milioni di euro l’importo totale speso. In particolare le insegnanti e gli insegnanti hanno utilizzato il bonus a loro disposizione per l’acquisto di hardware e software, per la somma di quasi 199 milioni di euro (il 77,44 per cento della spesa totale). A seguire, i fondi sono stati utilizzati per libri e testi, anche in formato digitale (per oltre 38 milioni di euro, il 14,93 per cento dell’importo totale); per corsi di formazione e aggiornamento (quasi 17 milioni di euro, il 6,60 per cento); per l’acquisto di biglietti per spettacoli teatrali, cinematografici, musei, mostre ed eventi culturali.

La Carta, prevista dalla legge 107 del 2015 (La Buona Scuola), anche per questo anno scolastico mette a disposizione di ciascuna e ciascun docente 500 euro per l’acquisto di libri e testi, pubblicazioni e riviste, hardware e software, biglietti per musei, mostre, eventi culturali, rappresentazioni teatrali e cinematografiche, iniziative coerenti con le attività individuate nell’ambito del Piano triennale dell’offerta formativa, corsi per attività di aggiornamento e qualificazione professionale, iscrizione a corsi di laurea.

Ogni insegnante in possesso di una utenza SPID (chi ne è ancora sprovvisto può richiederla accedendo alla piattaforma) potrà utilizzare da subito il proprio bonus. Nelle prossime settimane, e comunque entro la fine del mese di ottobre, sarà accreditato l’importo eventualmente non speso nel precedente anno scolastico (o i bonus non validati). E questo per permettere le operazioni di verifica e di aggiornamento.

Reclutamento e formazione iniziale dei docenti

Il 10 agosto la ministra firma il decreto ministeriale sulle modalità di acquisizione dei crediti formativi universitari e accademici


Laureande e laureandi potranno acquisirli gratuitamente, tetto massimo di spesa per chi è già in possesso di una laurea

La Ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Valeria Fedeli, ha siglato oggi il decreto con le modalità di acquisizione dei crediti formativi universitari o accademici (Cfu/Cfa) necessari alle laureate e ai laureati non abilitati all’insegnamento per poter partecipare al prossimo concorso per l’ingresso nella scuola secondaria che sarà bandito nel 2018 in base alle nuove regole previste da uno dei decreti attuativi della Buona Scuola.

D’ora in poi è infatti previsto che candidate e candidati debbano avere nel curriculum di studi 24 crediti formativi universitari o accademici (acquisiti in forma curricolare, aggiuntiva o extra curricolare) nelle discipline antropo-psico-pedagogiche e nelle materie didattiche.

Il decreto firmato oggi fornisce elementi utili per verificare come e dove integrare, se necessario, i propri crediti formativi universitari. Con precisi paletti anche per quanto riguarda i costi da affrontare, che vengono fortemente calmierati grazie al decreto e in accordo con Università e istituzioni AFAM: chi sta per conseguire la laurea potrà effettuare gli eventuali esami aggiuntivi gratuitamente. Una misura che guarda alle giovani e ai giovani che vogliono avvicinarsi all’insegnamento. Mentre chi è già laureato e deve integrare gli esami potrà farlo pagando al massimo 500 euro, che saranno ridotti in proporzione al reddito e al numero di crediti da conseguire.

I crediti potranno essere acquisiti esclusivamente presso enti interni al sistema universitario o dell’Alta formazione artistica, musicale e coreutica. Si potranno acquisire per modalità telematica un massimo di 12 crediti. Potranno essere riconosciuti anche i crediti conseguiti nell’ambito di Master, Dottorati di ricerca, Scuole di specializzazione. Il decreto indica i settori scientifico-disciplinari all’interno dei quali possono essere acquisiti i crediti, quali obiettivi formativi debbano conseguire studentesse e studenti universitari ed accademici affinché i relativi esami siano considerati validi per il conseguimento dei crediti stessi. In fase di prima attuazione delle novità introdotte, per favorire le studentesse e gli studenti in questo periodo transitorio, il numero degli esami ‘riconoscibili’ per i 24 cfu presso i diversi settori scientifico-disciplinari è stato molto ampliato.

“Con uno dei decreti attuativi della Buona Scuola abbiamo rivisto le modalità di accesso all’insegnamento nella scuola secondaria, con un nuovo modello di reclutamento e formazione iniziale che punta ad evitare che si formino nuove sacche di precariato, ad offrire orizzonti temporali certi e un percorso chiaro fra concorso e immissione in ruolo alle giovani e ai giovani che vogliono insegnare, a garantire l’elevata qualificazione del percorso di formazione delle future e dei futuri docenti – spiega la Ministra Valeria Fedeli -. Si tratta di un cambiamento molto importante che stiamo accompagnando con una apposita fase transitoria. Questo decreto è un primo importante passo per avviare il nuovo percorso”.

La fase transitoria guarda anche a chi già insegna da tempo: il requisito del possesso dei 24 Cfu/Cfa non è previsto per la partecipazione ai concorsi che riguarderanno i docenti già abilitati e quelli che, pur non essendolo, hanno comunque maturato almeno tre anni di servizio come supplenti. Personale che è già formato allo svolgimento della professione docente o è già in possesso di esperienza al riguardo.

Piano per l’Educazione alla Sostenibilità

Venerdì 28 luglio alle ore 14, presso la Sala della Comunicazione del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, in Viale Trastevere 76/a, la Ministra Valeria Fedeli presenta il Piano per l’Educazione alla Sostenibilità. Intervengono inoltre la Capo di Gabinetto del Miur Sabrina Bono e il Coordinatore del gruppo di lavoro Miur per l’Educazione alla Sostenibilità Enrico Giovannini.


Presentato al Miur il Piano per l’Educazione alla Sostenibilità

20 azioni coerenti con obiettivi Agenda 2030
Fedeli: “Scuola, università e ricerca centrali nella promozione di forme di  sviluppo sano in ogni campo della società”

Cinque milioni di euro per progetti di efficientamento energetico nelle scuole elaborati da studentesse e studenti durante percorsi di Alternanza scuola-lavoro. Formazione per le docenti e i docenti neoassunti e in servizio sui temi della sostenibilità. Borse di mobilità internazionale finanziate dal Fondo Giovani per studentesse e studenti in condizioni economiche svantaggiate. Sessantacinque borse di dottorato su ambiti di ricerca coerenti con l’Agenda 2030 dell’Onu e con la Strategia Nazionale di Sviluppo Sostenibile, prevista dalla legge 221 del 2015. Sono solo alcune delle 20 azioni che compongono il Piano per l’Educazione alla Sostenibilità, presentato questo pomeriggio al Miur dalla Ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Valeria Fedeli.
Il Piano è stato elaborato dal Gruppo di lavoro “Scuola, Università e Ricerca per l’Agenda 2030”, costituito a maggio di quest’anno, composto da esperte ed esperti e vertici del Ministero e coordinato da Enrico Giovannini. Scopo: trasformare il sistema di istruzione e formazione – dalla scuola al mondo della ricerca – in agente di cambiamento verso un modello di sviluppo sostenibile, facendo in modo che in ognuno degli ambiti di intervento le politiche del Miur siano coerenti con i 17 obiettivi dell’Agenda 2030, il documento siglato dalle Nazioni Unite durante l’Assemblea Generale ONU del 25 settembre 2015 contenente gli obiettivi che dovranno essere realizzati a livello globale entro il 2030 per costruire società eque, sostenibili e prospere.
“È motivo di orgoglio per me – ha dichiarato la Ministra Fedeli – presentare il Piano per l’Educazione alla Sostenibilità, primo contributo strutturato dei Ministeri per l’attuazione degli obiettivi dell’Agenda 2030. Uno dei primi atti dal mio insediamento è stata la creazione del Gruppo di lavoro che ha prodotto questo importante documento. Scuola, università e mondo della ricerca sono centrali nella promozione di forme di  sviluppo sostenibile. Il sapere è elemento trasversale per il cambiamento: migliora conoscenze, competenze, stili di vita. Diffonde modelli virtuosi di produzione e consumo sostenibili e una cittadinanza consapevole e attiva. E investire sulle nuove generazioni, le cittadine e i cittadini del domani, vuol dire agire sul lungo periodo per far sì che passi in maniera radicale questo cambiamento di paradigma. L’Agenda 2030 pone come quarto obiettivo l’educazione di qualità. Stiamo agendo e continueremo a farlo per conseguire questo risultato. Ma siamo convinti che il Miur, in quanto Ministero cui spetta il compito di scegliere strategicamente nel campo dell’educazione e dell’istruzione, possa essere vettore per diffondere la sostenibilità in ogni campo della società e sostenerla dal punto di vista culturale e tecnologico. Il Piano presentato oggi risponde a questa volontà e a questa visione”.
“Il Piano presentato oggi – ha affermato Giovannini – costituisce il frutto di un approccio innovativo al disegno delle politiche, in quanto integra i principi dello sviluppo sostenibile nelle diverse linee di intervento del MIUR, a partire dal piano  formativo, della didattica e della ricerca, senza trascurare il piano organizzativo e logistico impattando, per esempio, sulla gestione del patrimonio immobiliare o sulla catena di fornitura dei beni e servizi usati dal Ministero e dal sistema scolastico. Data la centralità e la trasversalità dell’obiettivo 4, quello dedicato all’istruzione di qualità, nella realizzazione dell’impianto complessivo dell’Agenda 2030, questo Piano può rappresentare un modello per molte altre pubbliche amministrazioni che, a livello nazionale e locale, intendono contribuire concretamente al raggiungimento, entro il 2030, degli Obiettivi di sviluppo sostenibile sui quali l’Italia, come tutti i Paesi del mondo, si è impegnata alle Nazioni Unite”.
Sono 20 le azioni iniziali delineate nel Piano, riguardanti tutto lo spettro di attività del Ministero. Sono raggruppate in quattro macro-aree: strutture ed edilizia; didattica e formazione delle e dei docenti; università e ricerca; informazione e comunicazione.
Queste alcune delle azioni principali: saranno inseriti requisiti di sostenibilità degli edifici tra i criteri per la realizzazione degli interventi nella programmazione dei fondi PON, dei poli innovativi per l’infanzia, del piano triennale nazionale, nel bando per gli Arredi innovativi e nel bando per i Fondi per Edilizia AFAM (Alta formazione artistica, musicale e coreutica). Saranno destinati 5 milioni di euro per finanziare interventi di efficientamento energetico delle scuole progettati dalle ragazze e dai ragazzi durante percorsi di Alternanza o percorsi di educazione ambientale. Sarà predisposto un protocollo per l’Alternanza scuola-lavoro con ENEA, per percorsi durante i quali studentesse e studenti possano partecipare a progetti di valutazione energetica delle scuole. La legge 440 sarà orientata verso tutti gli obiettivi dell’Agenda 2030, con un percorso unitario e coerente, per costruire sempre più una scuola che sia strumento per la sostenibilità sociale, economica e ambientale. Saranno lanciate nei prossimi giorni le linee guida relative al comma 16 della Buona Scuola per contrastare stereotipi, violenza e discriminazioni in linea con la Convenzione di Istanbul. Saranno destinate alle studentesse e agli studenti, in base alla condizione economica delle famiglie di appartenenza, borse di mobilità internazionale, finanziate dal Fondo Giovani, per permettere questa esperienza a chi, altrimenti, non potrebbe accedervi. Verranno stanziate 65 borse di dottorato su ambiti di ricerca coerenti con l’Agenda 2030 e con la Strategia Nazionale, costruiti insieme da Università e territori.
Il Gruppo di lavoro, dopo la presentazione del Piano, si è diviso in quattro sottogruppi il cui obiettivo è lavorare alla realizzazione, implementazione e valutazione delle azioni messe in campo.

Il Piano Scuola Digitale incontra il Paese

Il 26 Luglio, a Roma, presso la Sala Centrale dell’Acquario Romano, si svolge l’evento “Il Piano Scuola Digitale incontra il Paese”.


L’iniziativa, che si svolgerà alla presenza della Ministra, Valeria Fedeli, sarà l’occasione per fare il punto sui primi diciotto mesi del Piano Nazionale Scuola Digitale (PNSD) e per rilanciare le politiche per l’innovazione del sistema educativo.

La mattinata sarà animata dal confronto fra rappresentanti delle Istituzioni, del mondo accademico, di Regioni e Comuni e di imprese, che interverranno per rilanciare il proprio coinvolgimento verso il PNSD. L’appuntamento sarà anche l’occasione per aggregare gli stakeholder che, insieme alle scuole e al Ministero, hanno contribuito e stanno contribuendo a sostenere l’innovazione del sistema educativo.
Nel corso dell’evento saranno presentati alcuni dati preliminari dell’Osservatorio Scuola Digitale, per avere uno sguardo sullo stato di avanzamento dell’innovazione della scuola italiana.
La Ministra Valeria Fedeli indicherà le priorità per i prossimi anni, annunciando le nuove azioni del Piano Nazionale Scuola Digitale che il Miur metterà in campo a partire da settembre. Anche insieme ai partner istituzionali.

L’evento sarà l’occasione per avviare una più forte sinergia tra mondo della ricerca e innovazione del sistema educativo, in collaborazione con la CRUI, e rilanciare il patto con i territori: saranno annunciati nuovi accordi con Regioni e Città Metropolitane e presentate le migliori esperienze di innovazione della scuola sviluppate dai Comuni. La parte finale della mattinata sarà poi dedicata al confronto con imprese e società civile.

Interverranno Antonello Giacomelli, Sottosegretario di Stato al Ministero per lo Sviluppo Economico con Delega alle Telecomunicazioni, Diego Piacentini, Commissario Straordinario per l’Agenda Digitale, Presidenza del Consiglio, Gaetano Manfredi, Presidente della CRUI, Debora Serracchiani, Referente per l’Agenda Digitale per le Regioni, Elio Catania, Presidente di Confindustria Digitale, e Agostino Santoni, Presidente di Assinform.

Nel pomeriggio, a partire dalle 14.00, si svolgeranno alcuni tavoli tematici.

La chiusura dei lavori è prevista per le 18.00.


Scuola, Fedeli: “Piano Digitale è traino per innovazione. Dai laboratori per le periferie, ai fondi per il registro elettronico: i prossimi 16 passi”
A Roma l’evento ‘Il Piano Scuola Digitale incontra il Paese’

Centoquaranta milioni di euro per i laboratori professionalizzanti in chiave digitale; 15 milioni per estendere il registro elettronico a tutte le classi del primo ciclo; 2,5 milioni per la creazione di ambienti didattici innovativi contro la dispersione scolastica nelle scuole delle periferie; tre gruppi di lavoro al Ministero per portare le competenze digitali in modo strutturale negli ordinamenti scolastici rivedendo le indicazioni nazionali, mappando le nuove metodologie didattiche, intervenendo sui provvedimenti che regolano attualmente l’uso dei device personali (dal tablet allo smartphone) in classe.
Sono alcuni dei prossimi 16 passi per l’attuazione del Piano Nazionale Scuola Digitale (PNSD), che saranno messi in campo fra settembre e novembre, annunciati oggi dalla Ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Valeria Fedeli in occasione dell’evento dal titolo ‘Il Piano Scuola Digitale incontra il Paese’. L’iniziativa si è svolta oggi a Roma per rilanciare le alleanze istituzionali, territoriali e con le imprese a sostegno dell’innovazione del sistema di Istruzione.
Nel corso della mattinata sono stati presentati alcuni dei primi dati emersi dalle rilevazioni in corso dell’Osservatorio Scuola Digitale. I dati riguardano un campione di 3.500 scuole e dicono che il 97% degli edifici scolastici è connesso ad Internet per la didattica, con connessione adeguata, cioè con una buona connessione, nel 47% dei casi. Per quanto riguarda il cablaggio interno degli istituti, il 48% degli edifici è interamente cablato, il 75% dei laboratori è cablato e connesso, il 56% delle aule è cablato e connesso. Guardando agli ambienti per la didattica digitale, il 54% delle aule risulta adeguato (come strumentazione) alla didattica digitale, il 50% delle scuole promuove l’utilizzo di strumenti digitali personali in classe (il cosiddetto BYOD, Bring Your Own Device), il 30% ha un regolamento sul BYOD. L’82% delle scuole utilizza strutturalmente il registro elettronico di classe, il 96% degli istituti usa strumenti digitali per parlare con le famiglie. Competenze digitali: il 74% delle scuole ha attivato percorsi di cittadinanza digitale, il 60% di pensiero computazionale o robotica, il 59% di creatività digitale (ad esempio scrittura e lettura creativa), il 16% di economia e imprenditorialità. Oltre 1,6 milioni di ragazze e ragazzi hanno fatto pensiero computazionale a scuola grazie al progetto ‘Programma il Futuro’. Fra gli altri dati connessi al digitale a scuola, emerge che: sono 568.033 le utenze attivate per la Carta del docente, lo strumento che consente di utilizzare on line i 500 euro per l’aggiornamento professionale, oltre 35.000 esercenti registrati, oltre 200 i milioni spesi per l’acquisto di beni e servizi; sono 2,7 milioni le Carte dello studente (per l’accesso a sconti e agevolazioni) in circolazione di cui 1 milione attivate.
“Per troppo tempo la scuola è stata considerata un luogo lontano dall’innovazione. Separata dal Paese da tecnicismi, problemi e dibattiti che non hanno fatto giustizia al ruolo abilitante che l’educazione deve avere. Tra i pregi della Buona Scuola vi è indubbiamente l’inversione di questa narrativa – ha ricordato la Ministra Fedeli -. La lotta alla dispersione scolastica nelle periferie con le scuole aperte al pomeriggio, l’alternanza scuola-lavoro e il Piano Nazionale Scuola Digitale sono tre delle principali strategie di apertura del sistema educativo introdotte dalla riforma”.
L’innovazione “è una sfida per ogni individuo e organizzazione. Lo è per interi settori e per le economie di interi Paesi. È normale, quindi, che lo sia anche per il sistema educativo – ha ricordato Fedeli -. Ed è qui che la visione complessiva, la cura dei dettagli e l’ampiezza degli investimenti del Piano Nazionale Scuola Digitale rappresentano un capitale straordinario da valorizzare e su cui costruire qualcosa che va molto oltre l’innovazione del sistema scolastico: stiamo spingendo la domanda di innovazione e la capacità di innovare del nostro Paese. I dati che abbiamo presentato oggi, anche se si tratta di un campione parziale, parlano chiaro. I passi avanti fatti in poco più di un anno e mezzo sono stati straordinari e il cambio di passo visibile, prima di tutto alle scuole. Solo due anni fa i numeri evidenziavano una storia molto diversa. Una scuola che vedeva solo le briciole degli investimenti in innovazione e un rapporto OCSE che raccontava un’Italia indietro di 15 anni in fatto di digitalizzazione. Una grossa fetta di questo divario è ora stata colmata, con coraggio e determinazione. Ma il lavoro non è finito”.
Colmare i divari ancora esistenti, in modo mirato, investendo dove è più necessario. Consolidare gli stanziamenti più importanti, come quello sulla formazione delle e dei docenti. Investire sul coinvolgimento degli innovatori che trainano tutta la comunità scolastica. Creare un ecosistema di innovazione attorno alla scuola. Saranno queste le direttrici per i prossimi passi di attuazione del PNSD.
“Dobbiamo lavorare sulle connessioni, sull’accesso, ma anche accelerare sul tema delle competenze digitali delle ragazze e dei ragazzi e sulla formazione delle e degli insegnanti: si tratta di fornire alle nuove generazioni strumenti per incidere sul presente e sul domani in maniera consapevole e di sostenere le docenti e i docenti, attraverso l’aggiornamento delle loro conoscenze, nel loro ruolo di guida delle studentesse e degli studenti. Sono loro il vero cuore del Piano Scuola Digitale. L’innovazione passa dalla conoscenza. E l’educazione non è un settore: è la condizione abilitante di un Paese. Una premessa indispensabile per tutte le altre politiche. E una scuola più innovativa influenza la domanda di innovazione, la spesa, gli investimenti”, ha chiuso Fedeli.
Sedici le azioni annunciate con partenza fra settembre e novembre. Fra queste: 140 milioni per laboratori professionalizzanti in chiave digitale (bando il 20 settembre); 2,5 milioni per ambienti innovativi nelle scuole di periferia contro la dispersione (bando il 29 settembre); 5,7 milioni per la manutenzione della strumentazione tecnologica nelle scuole del I ciclo (bando il 15 novembre); 15 milioni per portare il registro elettronico in tutte le classi del I ciclo (bando il 16 ottobre); servizi digitali più semplici ed efficienti per le scuole (provvedimento entro il 15 settembre); lancio del nuovo design per i siti web delle scuole (a ottobre); avvio di tre tavoli per rendere le competenze digitali strutturali negli ordinamenti (entro il 15 settembre); cittadinanza digitale, un kit per ogni scuola (a ottobre); attività sulle discipline STEM in ogni scuola (a novembre); una community online per gli animatori digitali e i team per il digitale delle scuole (lancio il 12 settembre). In allegato le slide illustrate dalla Ministra.
Sempre nella mattinata di oggi sono stati rilanciati gli accordi territoriali con le Regioni e i Comuni, è stata annunciata la creazione di uno Stakeholders’ Club per riunire attorno a obiettivi comuni imprese, enti, associazioni, università che intendono sostenere l’attuazione del PNSD anche attraverso una Coalizione per l’imprenditorialità per rafforzare la diffusione di imprenditorialità e autoimprenditorialità in chiave digitale fra le ragazze e i ragazzi.
Nel corso della mattinata sono intervenuti: Antonello Giacomelli, Sottosegretario al Ministero per lo Sviluppo Economico con Delega alle Telecomunicazioni, che ha annunciato un “voucher” per gli istituti scolastici per  garantire una connessione a 100 Megabit entro il 2020 a tutte le scuole italiane; Gaetano Manfredi, Presidente della CRUI, la Conferenza dei rettori; Debora Serracchiani, Referente per l’Agenda Digitale per le Regioni; Anna Ascani, componente dell’Intergruppo per l’innovazione della Camera dei deputati; Elio Catania Presidente di Confindustria Digitale; Agostino Santoni, Presidente di Assinform. Diego Piacentini, Commissario Straordinario per l’Agenda Digitale della Presidenza del Consiglio, ha inviato un video per confermare il sostegno all’attuazione del PNSD.
In rappresentanza dei territori e della necessità di stringere alleanze per la diffusione del PNSD sono intervenuti: Cristina Giachi, Presidente Commissione Istruzione dell’ANCI; Valeria Fascione, Assessora all’Internazionalizzazione, alle Startup e all’Innovazione della Regione Campania; Cristina Grieco, Assessora all’Istruzione, alla Formazione e al Lavoro della Regione Toscana; Valentina Aprea, Assessora all’Istruzione, alla Formazione e al Lavoro della Regione Lombardia; Sebastiano Leo, Assessore per la Formazione e il Diritto allo Studio, la Scuola, l’Università, la Formazione Professionale della Regione Puglia; Ilaria Cavo, Assessora a Politiche giovanili, Scuola, Università e Formazione della Regione Liguria; Giuseppe Dessena, Assessore all’Istruzione della Regione Sardegna; Flavia Marzano, Assessora Roma semplice della Città di Roma; Maria Luisa Chiofalo, Assessora alle Politiche socioeducative, all’Innovazione e alle Pari opportunità del Comune di Pisa; Diego Prandini, Sindaco di Casto (BS).

S.O.F.I.A.

Come previsto dalla Nota 19 maggio 2017, AOODGPER 22272, dal 22 maggio 2017 è aperta la piattaforma digitale S.O.F.I.A. – Sistema Operativo per la Formazione e le Iniziative di Aggiornamento dei docenti (sofia.istruzione.it) per la gestione della formazione.


È aperta alle insegnanti e agli insegnanti dal 22 maggio 2017 la piattaforma digitale S.O.F.I.A. – Sistema Operativo per la Formazione e le Iniziative di Aggiornamento dei docenti, realizzata dal Miur per la gestione della formazione.
Uno degli obiettivi cardine dell’agenda 2030 sullo sviluppo sostenibile riguarda l’istruzione di qualità. In questo ambito, diventa ancor più evidente la necessità di garantire la qualità della formazione delle docenti e dei docenti.

S.O.F.I.A. consentirà di gestire l’offerta di formazione attraverso una procedura di accreditamento dei soggetti interessati, svolta completamente on line. Inoltre, la piattaforma permetterà di catalogare, a cura degli enti di formazione, le iniziative formative che si intende proporre al personale docente su tutto il territorio nazionale, come previsto dalla Direttiva n.170/2016. Le insegnanti e gli insegnanti potranno iscriversi direttamente attraverso la piattaforma. L’elenco dei percorsi di formazione svolti da ogni docente costituirà una vera e propria “storia formativa” e sarà la base per la realizzazione di un portfolio professionale, cui saranno aggiunti, in seguito, gli ulteriori aspetti dell’anagrafe della professionalità, del bilancio di competenze e degli ulteriori elementi di documentazione della propria attività didattica. Il sistema darà la possibilità di gestire l’intero “ciclo di vita della formazione” e di comprendere come stia procedendo l’attuazione del piano di formazione docenti attraverso l’analisi in tempo reale di dati integrati, consentendo di definire azioni di miglioramento sulla base di rilevazioni oggettive.

Carta del Docente


Carta del Docente, al via accesso per gli insegnanti sulla piattaforma

Già oltre 9.000 registrati fra enti di formazione, esercenti, scuole e musei

È accessibile dal 1° dicembre per gli insegnanti di ruolo l’applicazione web cartadeldocente.istruzione.it che consente di utilizzare, attraverso un borsellino elettronico, i 500 euro per la formazione.
Sono già oltre 9.000 gli enti e gli esercenti accreditati sulla piattaforma. In particolare, si tratta di 251 fra musei ed aree archeologiche,510 tra enti di formazione, università ed altri esercenti , 8.406 Istituzioni scolastiche (per la parte della formazione) . Enti ed esercenti potranno continuare a registrarsi in qualsiasi momento sulla piattaforma, non c’è limite temporale. A loro supporto una serie di link di approfondimento, domande frequenti e un help desk.
I docenti potranno utilizzare i 500 euro generando sull’apposita piattaforma buoni di spesa per:
– l’acquisto di libri e di testi, anche in formato digitale;
– l’acquisto di pubblicazioni e di riviste utili all’aggiornamento professionale;
– l’acquisto di hardware e software;
– l’iscrizione a corsi per attività di aggiornamento e di qualificazione delle competenze professionali, svolti da enti accreditati presso il Ministero dell’Istruzione;
– l’iscrizione a corsi di laurea, di laurea magistrale, specialistica o a ciclo unico, inerenti al profilo professionale;
– l’acquisto di biglietti per rappresentazioni teatrali e cinematografiche;
– l’acquisto di biglietti di musei, mostre ed eventi culturali e spettacoli dal vivo;
– iniziative coerenti con le attività individuate nell’ambito del piano triennale dell’offerta formativa delle scuole e del Piano nazionale di formazione.

Per accedere alla piattaforma serve ottenere l’identità digitale SPID presso uno dei gestori accreditati (http://www.spid.gov.it/richiedi-spid). L’acquisizione delle credenziali SPID si può fare in qualunque momento, non c’è scadenza. Si tratta di un codice unico che consentirà di accedere, con un’unica username e un’unica password, ad un numero considerevole e sempre crescente di servizi pubblici (http://www.spid.gov.it/servizi).
Sulla piattaforma è disponibile il numero di un call center dedicato all’utilizzo della Carta per supportare gli insegnanti per problemi di ordine tecnico (Assistenza tecnica 800.863.119 dal lunedì al sabato, dalle 08.00 alle 20.00).
I buoni di spesa generati dai docenti daranno diritto ad ottenere il bene o il servizio presso gli esercenti o gli enti di formazione registrati con la semplice esibizione su smartphone o tablet. La stampa sarà ovviamente possibile, ma non necessaria. I 500 euro della Carta del Docente potranno essere spesi in qualunque momento, durante tutto il corso dell’anno scolastico.
Il nuovo sistema che parte quest’anno consentirà agli insegnanti di avere uno strumento elettronico per effettuare e tenere sotto controllo i pagamenti. E alle scuole di essere alleggerite dalla burocrazia e dalle procedure di rendicontazione. Le somme relative all’anno scolastico 2016/2017 eventualmente già spese dal 1° settembre 2016 al 30 novembre 2016 dovranno essere registrate attraverso la piattaforma digitale e saranno erogate ai docenti interessati, a seguito di specifica rendicontazione, dalle scuole di appartenenza.


Carta del Docente, da oggi on line la piattaforma: al via la registrazione di esercenti ed enti di formazione

È on line dal 28 novembre – per consentire la registrazione di enti accreditati ed esercenti – l’applicazione web cartadeldocente.istruzione.it che, a partire dal 30 novembre, consentirà agli insegnanti di ruolo di utilizzare on line, attraverso un borsellino elettronico, i 500 euro per l’aggiornamento professionale.

Quest’anno i 500 euro potranno essere spesi generando sull’apposita piattaforma buoni di spesa per:

  • l’acquisto di libri e di testi, anche in formato digitale;
  • l’acquisto di pubblicazioni e di riviste utili all’aggiornamento professionale;
  • l’acquisto di hardware e software;
  • l’iscrizione a corsi per attività di aggiornamento e di qualificazione delle competenze professionali, svolti da enti accreditati presso il Ministero dell’Istruzione;
  • l’iscrizione a corsi di laurea, di laurea magistrale, specialistica o a ciclo unico, inerenti al profilo professionale;
  • l’acquisto di biglietti per rappresentazioni teatrali e cinematografiche;
  • l’acquisto di biglietti di musei, mostre ed eventi culturali e spettacoli dal vivo;
  • iniziative coerenti con le attività individuate nell’ambito del piano triennale dell’offerta formativa delle scuole e del Piano nazionale di formazione.

Per accedere alla piattaforma serve ottenere l’identità digitale SPID presso uno dei gestori accreditati (http://www.spid.gov.it/richiedi-spid). L’acquisizione delle credenziali SPID si può fare in qualunque momento, non c’è scadenza. Si tratta di un codice unico che consentirà di accedere, con un’unica username e un’unica password, ad un numero considerevole e sempre crescente di servizi pubblici (http://www.spid.gov.it/servizi).
A partire dal 30 novembre, giorno di apertura del sito ai docenti, sarà attivo un call center interamente dedicato all’utilizzo della Carta per supportare gli insegnanti. I buoni di spesa generati dai docenti daranno diritto ad ottenere il bene o il servizio presso gli esercenti o gli enti di formazione registrati con la semplice esibizione su smartphone o tablet. La stampa sarà ovviamente possibile, ma non necessaria.
I 500 euro della Carta del Docente potranno essere spesi in qualunque momento, durante tutto il corso dell’anno scolastico.

Il nuovo sistema che parte quest’anno consentirà agli insegnanti di avere uno strumento elettronico per effettuare e tenere sotto controllo i pagamenti. E alle scuole di essere alleggerite dalla burocrazia e dalle procedure di rendicontazione. Le somme relative all’anno scolastico 2016/2017 eventualmente già spese dal 1° settembre 2016 al 30 novembre 2016 dovranno essere registrate attraverso la piattaforma digitale e saranno erogate ai docenti interessati, a seguito di specifica rendicontazione, dalle scuole di appartenenza.

Per gli enti ed esercenti l’applicazione web prevede una serie di link di approfondimento, domande frequenti e un help desk a supporto della procedura di registrazione. Un esercente o un ente possono registrarsi da oggi in qualsiasi momento, non c’è scadenza limite. Sono gà inseriti in piattaforma, fra gli altri, 228 musei23 aree archeologiche, 8.406 scuole di ogni ordine e grado (per la parte che riguarda la formazione).


Carta degli insegnanti, come e quando spendere i 500 euro per l’aggiornamento

Dallo scorso anno gli oltre 740.000 docenti di ruolo della scuola italiana hanno a disposizione 500 euro da spendere per l’aggiornamento professionale. Un bonus che nella sua prima erogazione è stato assegnato eccezionalmente con accredito sullo stipendio. Quest’anno cambia il sistema di erogazione, come annunciato nel Piano di formazione degli insegnanti e attraverso la nota del 29 agosto relativa alla rendicontazione delle spese dello scorso anno.

L’importo resta lo stesso: 500 euro che saranno assegnati attraverso un ‘borsellino elettronico’. L’applicazione web “Carta del Docente” sarà disponibile all’indirizzo Cartadeldocente.istruzione.it entro il 30 novembre. Attraverso l’applicazione sarà possibile effettuare acquisti presso gli esercenti ed enti accreditati a vendere i beni e i servizi che rientrano nelle categorie previste dalla norma.

Ogni docente, utilizzando l’applicazione, potrà generare direttamente dei “Buoni di spesa” per l’acquisto di libri e di testi, anche in formato digitale, per:

  • l’acquisto di pubblicazioni e di riviste utili all’aggiornamento professionale;
  • l’acquisto di hardware e software;
  • l’iscrizione a corsi per attività di aggiornamento e di qualificazione delle competenze professionali, svolti da enti accreditati presso il Ministero dell’Istruzione;
  • l’iscrizione a corsi di laurea, di laurea magistrale, specialistica o a ciclo unico, inerenti al profilo professionale;
  • l’acquisto di biglietti per rappresentazioni teatrali e cinematografiche;
  • l’acquisto di biglietti di musei, mostre ed eventi culturali e spettacoli dal vivo;
  • iniziative coerenti con le attività individuate nell’ambito del piano triennale dell’offerta formativa delle scuole e del Piano nazionale di formazione.

I buoni di spesa generati dai docenti daranno diritto ad ottenere il bene o il servizio presso gli esercenti autorizzati con la semplice esibizione. Per l’utilizzo della “Carta del Docente” sarà necessario ottenere l’identità digitale SPID presso uno dei gestori accreditati (http://www.spid.gov.it/richiedi-spid) e successivamente ci si potrà registrare sull’applicazione. L’acquisizione delle credenziali SPID si può fare sin da ora. Si tratta di un codice unico che consentirà di accedere, con un’unica username e un’unica password, ad un numero considerevole e sempre crescente di servizi pubblici (http://www.spid.gov.it/servizi).

Il nuovo sistema che parte quest’anno consentirà ai docenti di avere uno strumento elettronico per effettuare e tenere sotto controllo i pagamenti. E alle scuole di essere alleggerite dalla burocrazia e dalle procedure di rendicontazione. Sarà possibile spendere i 500 euro a partire dall’attivazione della Carta.

Le somme relative all’anno scolastico 2016/2017 eventualmente già spese dal 1° settembre 2016 al 30 novembre 2016 dovranno essere registrate attraverso la piattaforma digitale e saranno erogate ai docenti interessati, a seguito di specifica rendicontazione, dalle scuole di appartenenza.

Scuole-polo per la Formazione

Come previsto dalla Nota 15 settembre 2016, AOODPIT 2915, gli Uffici scolastici regionali devono comunicare al MIUR, entro il 30 ottobre 2016, le scuole-polo per la formazione, individuate da ogni rete di ambito territoriale, alle quali saranno attribuite le risorse finanziarie per la formazione per un triennio, a partire dall’EF 2016.

Le scuole-polo dovranno garantire possibilmente i seguenti requisiti:

  1. favorire una progettazione didattica delle scuole della rete anche su azioni trasversali di formazione per più gradi scolastici, ferma restando la possibilità di costituire reti di scopo;
  2. essere disponibili a raccordarsi con l’ufficio scolastico regionale per armonizzare le azioni formative in coerenza con le priorità indicate nel Piano Nazionale per la Formazione;
  3. ricercare e sviluppare accordi di partenariato con i diversi enti e soggetti deI territorio, al fine di garantire un costante incremento della qualità delle iniziative formative realizzate per i docenti dell’ambito territoriale.