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Commissione per l’accesso ai documenti amministrativi – Seduta del 13 settembre 2011

Seduta del 13 settembre 2011

La Commissione per l’accesso ai documenti amministrativi, presieduta dal Sottosegretario Dott. Gianni Letta, si è riunita, il 13 settembre 2011, alle ore 15,30 a Palazzo Chigi.

Nel corso della seduta, sono state esaminate ed approvate n. 8 richieste di parere e decisi n. 50 ricorsi.

Nell’ambito dell’attività consultiva:

  • la Commissione ha ribadito che i diritti di ricerca e visura possono essere richiesti legittimamente dall’ente locale in quanto – secondo la giurisprudenza amministrativa (cfr. C.d.S., Sez. V 25 ottobre 1999, n. 1709), alla quale si è allineata anche quella di questa Commissione (cfr. parere 1 luglio 2008) – per costo non deve intendersi solo quello di riproduzione del documento, ma anche tutti gli altri costi sostenuti dall’Amministrazione (quali, per esempio, quelli concernenti la ricerca dei documenti e/o l’istruzione della pratica), ma in questo caso l’importo (che non può essere predeterminato a livello generale, ma deve costituire oggetto di responsabile valutazione da parte di ogni singola amministrazione) deve essere equo e non esoso, in quanto la richiesta di un importo elevato costituisce un limite all’esercizio del diritto di accesso.

In particolare, costi tariffati per l’accesso eccessivi (nel caso di specie l’Amministrazione chiedeva per diritti di ricerca la somma di euro 50,00 o euro 70,00 a seconda del numero delle pratiche) sono da ritenersi illegittimi, in quanto si atteggiano a irragionevole e sproporzionata misura volta a scoraggiare l’accedente dall’esercitare un diritto soggettivo. Illegittima è anche la richiesta di versamento indipendentemente dal numero dei documenti richiesti e dall’esito dell’istanza di accesso. Ciò si pone in netto contrasto con l’art. 25, comma1 della legge n. 241 del 1990 secondo cui “l’esame dei documenti è gratuito. Il rilascio di copia è subordinato soltanto al rimborso del costo di riproduzione, salve le disposizioni vigenti in materia di bollo, nonché i diritti di ricerca e di visura”, nonché con la previsione di cui all’art 7 c. 6 del d.P.R. 12 aprile 2006, n. 184 che prevede: “in ogni caso, la copia dei documenti è rilasciata subordinatamente al pagamento degli importi dovuti ai sensi dell’articolo 25 della legge secondo le modalità determinate dalle singole amministrazioni. Su richiesta dell’interessato, le copie possono essere autenticate”. Ne consegue che i costi indicati si atteggiano a irragionevole e sproporzionata misura volta a scoraggiare l’accedente dall’esercitare un diritto soggettivo.

  • la Commissione ha anche confermato il proprio consolidato orientamento, secondo cui il diritto di accesso agli atti degli enti locali da parte del cittadino-residente non è condizionato (diversamente da quanto l’art. 22, comma 1, lett. b, legge n. 241/90 prescrive per l’accesso ai documenti di amministrazioni centrali dello Stato) dalla titolarità in capo al soggetto accedente di una situazione giuridica differenziata, atteso che l’esercizio di tale diritto è equiparabile all’attivazione di un’azione popolare finalizzata ad una più efficace e diretta partecipazione del cittadino stesso all’attività amministrativa dell’ente locale di residenza e alla realizzazione di un più immanente controllo sulla legalità dell’azione amministrativa. Non è, pertanto, possibile in alcun modo subordinare il diritto di accesso del cittadino-residente alla dimostrazione della titolarità di un interesse giuridicamente rilevante. Viceversa è possibile negare l’accesso volto ad ottenere non meglio precisati “chiarimenti” sui motivi di adozione di delibere comunali, già rese accessibili all’istante;

  • inoltre, la Commissione ha risposto alla richiesta di parere di un funzionario comunale circa le reiterate richieste di accesso agli atti del bilancio, provenienti da un consigliere comunale, adducendo, in particolare, dubbi sulla legittimità dell’istanza d’accesso alle indennità del Sindaco negli ultimi dieci anni (1999 – 2011) in quanto, per il numero di atti richiesti e per l’ampiezza della richiesta, la stessa si tradurrebbe in un eccessivo e minuzioso controllo dell’ente, estraneo alla funzione di controllo dei consiglieri e determinerebbe un rischio di paralisi delle ordinarie attività amministrative. La Commissione ha osservato anzitutto che, secondo l’articolo 11 del d.lgs. n. 150 del 2009, la trasparenza amministrativa – che sta assumendo tendenzialmente portata generale, tanto che rientra, nei livelli essenziali delle prestazioni disciplinate nella Costituzione (articolo 117, comma 2, lett. m) – è intesa come accessibilità totale delle informazioni concernenti ogni aspetto dell’organizzazione e dell’utilizzo delle risorse per il perseguimento delle funzioni istituzionali. In tale ottica, è stato imposto ad ogni amministrazione l’obbligo di pubblicare sul proprio sito internet istituzionale, tra l’altro, i curricula e le retribuzioni di coloro che rivestono incarichi di indirizzo politico amministrativo (vedi art 11, comma 8 lett. h). Tale ampio regime di pubblicità delle informazioni inerenti la situazione reddituale dei titolari di cariche elettive attribuisce, di conseguenza, anche il diritto di accedere ai documenti formati dalla pubblica amministrazione e a qualsiasi informazione concernente indennità e altri emolumenti corrisposti dall’Amministrazione a favore del Sindaco e degli assessori. Ciò è, peraltro, conforme all’articolo 43 del d.lgs. n. 267 del 2000 che attribuisce ai Consiglieri comunali un diritto pieno e non comprimibile ad accedere a tutte le notizie e le informazioni in possesso degli uffici, utili all’espletamento del proprio mandato, che è quello di controllare l’attività degli organi istituzionali del Comune. In secondo luogo, in conformità al consolidato orientamento giurisprudenziale amministrativo (cfr., fra le molte, C.d.S., Sez. V, 22 maggio 2007, n. 929), riguardo le modalità d’accesso alle informazioni e alla documentazione richieste dai consiglieri comunali ex art 43 TUEL, la Commissione ha ribadito che il diritto di accesso agli atti di un consigliere comunale non può subire compressioni per pretese esigenze di natura burocratica dell’Ente, tali da ostacolare l’esercizio del suo mandato istituzionale, con l’unico limite di poter esaudire la richiesta (qualora essa sia di una certa gravosità) secondo i tempi necessari per non determinare interruzione alle altre attività di tipo corrente: ciò in ragione del fatto che il consigliere comunale non può abusare del diritto all’informazione riconosciutogli dall’ordinamento pregiudicando la corretta funzionalità amministrativa dell’ente civico con richieste non contenute entro i limiti della proporzionalità e della ragionevolezza che possano aggravare l’ordinaria attività amministrativa. Pertanto, nella fattispecie, la Commissione ha ritenuto che la richiesta di accesso in questione rientri senza dubbio nelle facoltà di esercizio del munus del consigliere comunale, sia sufficientemente specifica e possa essere evasa, senza aggravare l’ordinaria attività amministrativa, anche avvalendosi dei sistemi telematici o di supporti informatici.

Con riferimento all’attività concernente i ricorsi, si segnalano le seguenti decisioni:

  • la Commissione ha confermato il costante orientamento secondo cui l’interesse alla tutela della riservatezza del contribuente, in relazione alle informazioni ed ai dati contenuti nella dichiarazione dei redditi, non può non recedere qualora la conoscenza di tali dati da parte dell’accedente sia necessaria ai fini della cura e della difesa dei propri interessi in giudizio intentato nei suoi confronti dall’ex coniuge che abbia chiesto la rimozione del suo obbligo di corrispondere alla ricorrente ed ai figli l’assegno di mantenimento divorzile;

  • la Commissione ha accolto il ricorso di un ex dipendente di un’Agenzia fiscale che ha chiesto di potere avere visione e copia delle determinazione direttoriale e provvedimenti di nomina dei vincitori degli interpelli per la copertura di posti dirigenziali e dei relativi contratti individuali, delle domande di partecipazione e/o dichiarazioni di disponibilità formulate dai vincitori dei predetti interpelli ed ogni allegato. I chiesti documenti sono accessibili da parte del ricorrente in quanto necessari per tutelare i propri diritti relativi al proprio rapporto di lavoro e scaturenti dalla risoluzione unilaterale di quest’ultimo da parte dell’amministrazione resistente, che illegittimamente ha negato l’accesso;

  • inoltre, la Commissione ha riconosciuto il diritto d’acceso di un genitore che, dopo avere essere stato convocato dai docenti delle figlia ha chiesto di potere accedere ad una serie di documenti approvati dagli organi collegiali dell’istituto scolastico e ai registri dei professori. In particolare, nel caso di specie, il genitore della studentessa afferma che i chiesti documenti sono indispensabili per conoscere le ragioni alla base della bocciatura della figlia.. L’amministrazione resistente nega parzialmente l’accesso, precisando di non concedere l’accesso ai registri dei professori al fine di conoscere le valutazioni dei compagni di classe, atteso che la funzione docente non è diretta alla scelta dei più meritevoli secondo una graduatoria di valore, ma alla formazione degli alunni ed alla verifica dei risultati da ciascuno conseguiti. La Commissione accoglie il ricorso ritenendo di non discostarsi dal proprio precedente orientamento secondo il quale i registri di classe sono accessibili “al fine di verificare l’operato della commissione esaminatrice, ossia se vi sia stata una omogenea applicazione dei criteri di valutazione degli studenti o se siano stati utilizzati specifici ed uniformi criteri di valutazione e di attribuzione del punteggio. In altri termini, i predetti documenti sono necessari al fine di poter appurare se vi sia stata disparità di trattamento nei confronti del ricorrente, e, in caso affermativo, accedere le vie giurisdizionali” (decisione della Commissione del 19 settembre 2006). Al riguardo si osserva che la giurisprudenza, proprio in tema di accesso agli elaborati degli alunni della medesima classe, ha affermato la legittimità della richiesta di accesso ai registri di classe ed ai temi degli altri alunni, sia pure in forma anonima, poiché attraverso i citati documenti i ricorrenti possono giudicare la correttezza delle valutazioni compiute dalla commissione rispetto agli altri studenti ed, eventualmente, consentire all’istante di adire le vie giurisdizionali;

  • infine in tema d’accesso endoprocedimentale, la Commissione ha accolto il ricorso di un’Organizzazione Sindacale che, avendo chiesto, per conto di alcuni dipendenti ministeriali, all’amministrazione resistente l’accesso a copia dell’elenco delle sedi di assegnazione degli istanti, nonché degli atti di nomina e immissione in ruolo, con indicazione della sede conferita, a motivo del fatto che il Ministero resistente ha stretto un accordo, fra gli altri, con la stessa Federazione Sindacale, in cui si impegna a stabilizzare il personale in servizio, prima di assumere nuovi dipendenti ed essendo previste nuove assunzioni, i suddetti lavoratori hanno per ciò interesse al trasferimento. Il gravame è stato accolto in quanto non appare dubbio che i documenti chiesti, qualora effettivamente esistenti, incidono nella sfera giuridica degli istanti, poiché la spettanza a parte ricorrente del diritto ad accedervi si fonda sulla loro natura di atti endoprocedimentali, ai sensi del combinato disposto dell’art.7, c. 1, e dell’art. 10, c. 1, lett. a), della legge n. 241/90.

8 settembre DdL costituzionali e Licei sportivi in CdM

Il consiglio dei ministri, nel corso della riunione dell’8 settembre, ha approvato due disegni di legge costituzionale ed uno schema di regolamento per l’introduzione dei Licei sportivi.

Di seguito un estratto del comunicato stampa del CdM ed il comunicato del MIUR:

Il Consiglio ha esaminato ed approvato due disegni di legge costituzionale. Il primo, su proposta del Presidente del Consiglio e del Ministro dell’economia, introduce nella Costituzione il principio del pareggio di bilancio. Il secondo, su proposta del Presidente del Consiglio e dei Ministri per le riforme ed il federalismo e per la semplificazione normativa, disciplina il procedimento di soppressione della provincia quale ente locale statale.

Il Consiglio ha poi approvato i seguenti provvedimenti:

(…) su proposta del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, Gelmini:

– uno schema di regolamento di organizzazione dei percorsi della sezione di indirizzo sportivo del sistema dei licei, per colmare un vuoto normativo con l’introduzione di percorsi didattici omogenei su tutto il territorio nazionale e garantire così agli studenti la possibilità di studio delle scienze motorie e sportive, l’applicazione dei metodi della pratica sportiva in diversi ambiti, l’elaborazione dell’analisi critica dei fenomeni sportivi, la riflessione metodologica sullo sport e sulle procedure sperimentali ad esso inerenti, la ricerca di strategie tese a favorire la scoperta del ruolo pluridisciplinare e sociale dello sport, l’approfondimento della conoscenza e della pratica delle diverse discipline sportive; il testo sarà trasmesso al Consiglio nazionale della pubblica istruzione, alla Conferenza unificata, al Consiglio di Stato ed alle Commissioni parlamentari

 

Organizzazione dei licei ad indirizzo sportivo

Colmare un vuoto normativo con l’introduzione di percorsi didattici omogenei su tutto il territorio nazionale e garantire agli studenti non solo la possibilità di studio delle scienze motorie e sportive, ma anche l’applicazione dei metodi della pratica sportiva in diversi ambiti, l’elaborazione dell’analisi critica dei fenomeni sportivi, la riflessione metodologica sullo sport e sulle procedure sperimentali ad esso inerenti, la ricerca di strategie tese a favorire la scoperta del ruolo pluridisciplinare e sociale dello sport, l’approfondimento della conoscenza e della pratica delle diverse discipline sportive: questo lo schema di regolamento di organizzazione dei percorsi della sezione di indirizzo sportivo dei licei approvato dal Consiglio dei Ministri l’8 settembre 2011 su proposta del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, Gelmini.

La sezione ad indirizzo sportivo si inserisce strutturalmente, a partire dal primo anno di studio, nel percorso del liceo scientifico di cui all’articolo 8 del decreto del Presidente della Repubblica 15 marzo 2010, n . 89, nell’ambito del quale propone insegnamenti ed attività specifiche .

Le istituzioni scolastiche che richiedono l’attivazione della sezione ad indirizzo sportivo devono disporre di impianti ed attrezzature ginnico-sportive adeguate.

La sezione ad indirizzo sportivo è volta all’approfondimento delle scienze,motorie e sportive e di una o più discipline sportive all’interno di un quadro culturale che favorisce, in particolare, l’acquisizione delle conoscenze e dei metodi propri delle scienze matematiche, fisiche e naturali nonché dell’economia e del diritto. Guida lo studente a sviluppare le conoscenze e le abilità ed a maturare le competenze necessarie per individuare le interazioni tra le diverse forme del sapere, l’attività motoria e sportiva e la cultura propria dello sport , assicurando la padronanza dei linguaggi, delle tecniche e delle metodologi e relative.

Le istituzioni scolastiche coinvolte assicurano, con opportune misure anch e attraverso gli itinerari di orientamento, le pari opportunità di tutti gli studenti , compresi quelli che si trovano in condizione di criticità formativa e in condizion e di disabilità nei limiti delle risorse finanziarie disponibili a legislazione vigente.

La sezione ad indirizzo sportivo realizza il profilo educativo, culturale e professionale dello studente a conclusione del secondo ciclo del sistema educativo di istruzione e di formazione per il sistema dei licei di cui all’allegato A al decreto del Presidente della Repubblica 15 marzo 2010, n . 89. A tale fine, il profilo è integrato con i risultati di apprendimento previsti per la sezione ad indirizzo sportivo.

I risultati di apprendimento, il piano degli studi e gli obiettivi specifici di apprendimento relativi alla sezione ad indirizzo sportivo sono riportati nell’allegato A al presente decreto.

12 agosto Stabilizzazione finanziaria in CdM

Il Consiglio dei ministri, nel corso della riunione del 12 agosto, ha approvato

un decreto-legge che individua ulteriori ed immediate misure per la stabilizzazione finanziaria, per favorire lo sviluppo, a sostegno dell’occupazione, per la riduzione dei costi degli apparati istituzionali, nonché in materia di liberalizzazione di attività economiche. In particolare:

Disposizioni per la stabilizzazione finanziaria

Disposizioni per la riduzione della spesa pubblica

– Anticipazione e rafforzamento dei tagli ai Ministeri.

– Anticipazione dei tagli agli Enti territoriali compensata con l’anticipazione del federalismo fiscale.

– Riduzione delle dotazioni organiche dei Ministeri e degli enti pubblici nazionali.

– Anticipazione finanziaria degli effetti della riforma assistenziale e fiscale.

– Pensioni: finestra per i pensionamenti nella scuola ed altro.

Disposizioni in materia di entrate

– Prelievi di solidarietà e lotta all’evasione: sanzioni più forti per chi non emette fattura.

– Interventi sulle rendite finanziarie.

– Misure in materia di giochi ed accise sul fumo.

Liberalizzazioni, privatizzazioni ed altre misure per favorire lo sviluppo

– liberalizzazione delle professioni e delle attività economiche.

– Privatizzazione dei servizi pubblici locali.

– Norme in materia di società municipalizzate.

– Liberalizzazione in materia di segnalazione certificata di inizio attività, denuncia e dichiarazione di inizio attività. Ulteriori semplificazioni.

– Attuazione della disciplina di riduzione delle tariffe elettriche e del gas.

Misure a sostegno dell’occupazione

– Sostegno della contrattazione collettiva di prossimità.

– Collocamento obbligatorio e regime delle compensazioni.

– Fondi interprofessionali per la formazione continua.

– Livelli di tutela essenziali per l’attivazione dei tirocini.

– Intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro.

Riduzione dei costi degli apparati istituzionali

– Trattamento economico dei parlamentari ed incompatibilità.

– Riduzione del numero dei consiglieri ed assessori regionali e relative indennità. Misure premiali.

– Riduzione ed accorpamento di Province sulla base del censimento del 2011 e dimezzamento dei consiglieri e assessori.

– Riduzione dei costi relativi alla rappresentanza politica.

– Riforma del Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro.

– Voli in classe economica per parlamentari, amministratori pubblici, dipendenti dello Stato, componenti di enti ed organismi.

Per far fronte alle esigenze della scuola, nell’imminenza dell’avvio del nuovo anno scolastico, su proposta dei Ministri Brunetta e Tremonti, è stato inoltre approvato un decreto presidenziale che autorizza per il solo anno 2011-2012 il trattenimento in servizio di 414 dirigenti scolastici; il decreto, altresì, prende atto di quanto definito dalla programmazione triennale delle assunzioni nella scuola, autorizzando l’assunzione a tempo indeterminato di 30.300 unità di personale docente ed educativo e di 36.000 unità di personale amministrativo, tecnico ed ausiliario.

28 luglio Consiglio dei ministri

Il Consiglio dei ministri si e’ riunito il 28 luglio 2011.

Di seguito un estratto del comunicato stampa:

Il Consiglio ha poi approvato i seguenti provvedimenti: (…)

su proposta del Ministro dell’istruzione, Gelmini:

– due provvedimenti di attuazione alla delega conferita al Governo a riformare il sistema universitario. Il primo è uno schema di decreto legislativo, sul quale verranno acquisiti i pareri prescritti, finalizzato a disciplinare l’introduzione di un sistema di accreditamento iniziale e periodico delle sedi e dei corsi di studio universitari, la previsione di un sistema di valutazione e di assicurazione della qualità, dell’efficienza e dell’efficacia della didattica e della ricerca, nonché il potenziamento del sistema di autovalutazione della loro qualità ed efficacia. Gli obiettivi da raggiungere sono: meccanismi premiali a favore degli atenei virtuosi, per mirare alla realizzazione degli obiettivi qualitativi, pervenendo così gradualmente ad una nuova e più attenta disciplina della distribuzione delle risorse pubbliche; l’attribuzione dei compiti di valutazione ad un ente esterno al Ministero, distinto ed indipendente, con personalità giuridica pubblica; la verifica dei risultati raggiunti, in termini di qualità, efficienza ed efficacia dalle strutture universitarie, da parte dell’ANVUR che valuta gli atenei più virtuosi, da riconoscere a livello nazionale mediante accreditamento e da premiare con le risorse pubbliche; il monitoraggio degli obiettivi programmati dalle università tramite un sistema di controllo interno che viene potenziato e collegato con gli obiettivi definiti dall’ANVUR. Il secondo decreto è un regolamento che mira a raggiungere un criterio di selezione altamente qualificato rispetto alle procedure espletate negli anni accademici precedenti all’entrata in vigore della legge delega, nonché un elevato grado di preparazione e di competenza dei professori universitari, in linea con i parametri e gli standard europei. Sul testo sono stati acquisiti i pareri del Consiglio di Stato e delle Commissioni parlamentari. (…)

Il Consiglio ha autorizzato il Ministro per la pubblica amministrazione e l’innovazione ad esprimere il parere favorevole del Governo sull’Ipotesi di contratto collettivo nazionale di lavoro relativo al personale del comparto Scuola, funzionale alla stabilizzazione dei precari.

22 luglio Consiglio dei Ministri

Il Consiglio dei ministri si e’ riunito il 22 luglio 2011

Di seguito un estratto del comunicato stampa:

Il Consiglio dei Ministri ha approvato un disegno di legge costituzionale, su proposta del Presidente Berlusconi e del Ministro per le riforme per il federalismo, Bossi, che contiene una serie articolata di modifiche dirette a modernizzare la nostra architettura costituzionale. I punti principali della riforma sono i seguenti:

– Riduzione del numero dei parlamentari

La riforma costituzionale prevede il dimezzamento del numero dei deputati e dei senatori, che comporta istituzioni più snelle e riduzione dei costi della politica. Inoltre è previsto in Costituzione che l’indennità parlamentare sia commisurata almeno per una parte significativa all’effettiva partecipazione ai lavori.

– Riforma del bicameralismo e trasformazione in senso federale del Senato

Si riforma il nostro sistema bicamerale paritario e simmetrico trasformando in senso federale il Senato, avviando una forte semplificazione dei procedimenti legislativi e garantendo la piena governabilità del sistema.

L’età per potere essere eletti alla Camera e al Senato viene abbassata per ambedue le Camere.

– Migliore ripartizione delle competenze legislative fra Stato e Regioni

La riforma punta a fare chiarezza nella ripartizione delle competenze legislative fra Stato e Regioni in materie molto delicate come l’energia e le infrastrutture strategiche.

– Procedimento legislativo più veloce, più garanzie per Governo e opposizioni

Il procedimento legislativo diviene più semplice e tempestivo; solo per poche e delicate materie (come la revisione costituzionale) si procederà con il sistema bicamerale perfetto, mentre negli altri casi la competenza sarà distinta tra i due rami.

Il Governo avrà il potere di richiedere la conclusione dell’esame di disegni di legge, presso la Camera dei deputati, entro tempi certi.

Spetterà ai Regolamenti parlamentari definire più incisivi poteri del Governo in Parlamento e predisporre adeguate garanzie per le opposizioni parlamentari.

– Più stabilità di Governo, rafforzamento del Premier

La riforma intende garantire una maggiore stabilità di Governo ed un rafforzamento del Premier, che assumerà la denominazione di Primo Ministro. La legge elettorale per la Camera dei deputati, anche attraverso l’indicazione del candidato Primo Ministro, dovrà garantire la formazione di maggioranze solide; in tal modo, l’individuazione del Primo Ministro e della maggioranza che appoggia il Governo sarà facile ed immediata. Infatti, il Primo Ministro sarà nominato dal Presidente della Repubblica sulla base dei risultati delle elezioni.

L’eventuale approvazione della mozione di sfiducia non comporta lo scioglimento necessario della Camera dei deputati. E’ possibile che il Presidente della Repubblica, nel rispetto dei risultati delle elezioni, nomini un nuovo Primo Ministro. E’ comunque previsto che il Primo Ministro possa chiedere al Presidente della Repubblica lo scioglimento delle Camere.

Il Primo Ministro nomina e revoca i Ministri ed i Viceministri. Può richiedere al Presidente della Repubblica lo scioglimento della Camera dei deputati.

– Salde le istituzioni di garanzia

La riforma mantiene “inalterate” le istituzioni di garanzia dell’ordinamento costituzionale.

Il Presidente della Repubblica rimane il supremo garante dell’equilibrio fra i poteri, intervenendo, in particolare, nella fase di scioglimento delle Camere, di promulgazione delle leggi e di emanazione degli atti aventi valore di legge e dei regolamenti. Anzi, il suo ruolo sarà destinato ad accentuarsi a seguito dell’apertura della rappresentanza parlamentare alle istanze degli enti territoriali. (…)

 

Il Consiglio ha poi approvato i seguenti provvedimenti: (…)

su proposta del Ministro per la pubblica amministrazione e l’innovazione, Renato Brunetta:

– un decreto legislativo che interviene in materia di conferimento di incarichi dirigenziali da parte delle Regioni e degli Enti locali e di non applicabilità di alcune disposizioni relative alla valutazione della performance del personale in ente con un numero di dipendenti inferiore a quindici. Il provvedimento offre, inoltre, una corretta e definitiva interpretazione delle regole sulla partecipazione sindacale e sulle competenze della contrattazione collettiva integrativa, al fine di sanare eventuali discrasie organizzative. Il testo ha ricevuto il parere della Conferenza unificata e delle Commissioni parlamentari.

15 luglio Legge la Manovra finanziaria

Il 15 luglio la Camera approva definitivamente il ddl di conversione del Decreto-Legge 6 luglio 2011, n. 98 in materia di stabilizzazione finanziaria. Il testo era stato già approva dal Senato il 14 luglio us.

Decreto-Legge 6 luglio 2011, n. 98

Di seguito il comunicato stampa di Governo.it:

La manovra finanziaria è diventata legge

Approvata dal Parlamento in tempo di record, il decreto legge n.98 del 30 giugno 2011 convertito in legge n.111 del 16 luglio 2011 è in vigore da oggi con le modifiche introdotte nel corso dell’esame al Senato.

Il provvedimento mira a conseguire gli obiettivi di finanza pubblica indicati nel Documento di economia e finanza (DEF) e nel Patto di Stabilità ovvero il pareggio di bilancio nel 2014. Rispetto al testo varato dal Consiglio dei ministri del 30 giugno scorso, con la correzione dei conti pubblici di circa 18 miliardi nel 2013 e 25 miliardi nell’anno successivo, la manovra pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 16 luglio 2011 è pari ora, in termini di riduzione dell’indebitamento netto a circa 2,1 miliardi nell’esercizio in corso, 5,6 miliardi nel 2012, 24,4 miliardi nel 2013 e 47,9 miliardi (2,7, del Pil) nel 2014.

 

Le modifiche introdotte nel corso dell’esame al Senato:

 

1. Livellamento remunerativo Italia-Europa

Il trattamento economico di titolari di cariche elettive e i vertici di enti e istituzioni non può superare la media, ponderata rispetto al PIL, degli analoghi trattamenti economici percepiti dai titolari di omologhe cariche negli altri sei principali Stati dell’area euro. Nella formulazione originaria il riferimento è alla media tra tutti gli Stati dell’area euro e senza alcun richiamo a criteri di ponderazione.

 

2. Benefits

Divieto di attribuire una serie di benefici ai titolari di incarichi o cariche pubbliche, elettive o conseguite per nomina, dopo la cessazione dall’ufficio. In base alla modifica introdotta dal Senato, la limitazione dei benefici per i Presidenti delle Camere e della Corte costituzionale riguarda non i benefici riconosciuti, ma quelli che vengono riconosciuti.

 

3. Norma di interpretazione autentica

La Commissione tecnica di verifica dell’impatto ambientale – VIA e VAS e la Commissione istruttoria per l’autorizzazione integrata ambientale – IPPC vengono escluse dall’ambito di applicazione di alcune disposizioni di carattere generale riguardanti gli organi collegali introdotte dal decreto-legge 112/2008 e dal decreto-legge 223/2006, quali i limiti alla proroga, la valutazione di perdurante utilità, il limite della durata biennale con proroga legata ad obiettivi di risparmio.

 

4.Trattamento malattia personale del comparto sicurezza e difesa

Per tali categorie di personale non viene mai meno il trattamento accessorio previsto invece come misura di risparmio e razionalizzazione della spesa delle pubbliche amministrazioni.

 

5. Razionalizzazione spesa sanitaria

Riduzione di 105 milioni di euro – dai 486,5 inizialmente previsti – del livello di finanziamento del Servizio sanitario nazionale per il 2011 a cui concorre ordinariamente lo Stato. Viene anticipata alla data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto-legge, la ripresa dell’efficacia delle disposizioni che prevedono la quota di partecipazione di 10 euro, a carico dei cittadini non esenti, per le prestazioni di assistenza specialistica ambulatoriale.

 

6.Interventi in materia previdenziale

L’articolo 18 è stato ampiamente modificato e integrato al Senato. Per quanto concerne la rivalutazione dei trattamenti pensionistici, è stato previsto che essa operi, per il biennio 2001-2013, esclusivamente con riferimento ai trattamenti di importo superiore a 5 volte il trattamento minimo INPS. Per tali trattamenti la rivalutazione opera nella misura del 70% per la sola fascia di importo inferiore a 3 volte il trattamento minimo. Nel testo originario del decreto-legge era previsto che, per il medesimo biennio, l’indice di rivalutazione dei trattamenti pensionistici non si applicasse in alcuna misura per la fascia di importo dei trattamenti superiore a cinque volte il trattamento minimo INPS e si applicasse nella misura del 45% per la fascia di importo dei trattamenti compresa tra tre e cinque volte il predetto trattamento minimo.

 

Per quanto riguarda l’adeguamento dei requisiti pensionistici all’incremento della speranza di vita rilevata dall’ISTAT, è stato disposto l’anticipo del primo adeguamento al 1° gennaio 2013 (comma 4). Nel testo originario del decreto-legge l’anticipo era fissato al 1° gennaio 2014, mentre nella normativa previgente il primo adeguamento era previsto per 1° gennaio 2015.

Introdotto un contributo di perequazione, applicabile dal 1° agosto 2011 e fino al 31 dicembre 2014, sui trattamenti pensionistici più elevati corrisposti da enti gestori di forme di previdenza obbligatorie, pari al 5% per gli importi che superino i 90.000 euro lordi annui e fino a 150.000 euro, e del 10% per la parte eccedente i 150.000 euro. Posticipo delle decorrenze del pensionamento di anzianità, pari a 1 mese per coloro che maturano i requisiti nel 2012, a 2 mesi per coloro che maturano i requisiti nel 2013 e a 3 mesi per coloro che maturano i requisiti a decorrere dal 2014; le decorrenze previgenti continuano tuttavia ad applicarsi a un contingente di 5.000 lavoratori che si trovino in particolari condizioni.

 

7. Patto di stabilità

Le modifiche apportate dal Senato riguardano principalmente i parametri di virtuosità da applicare a regioni ed enti locali ai fini della redistribuzione degli obiettivi del patto fra le singole amministrazioni e il taglio – per gli enti locali – dei rimborsi e delle compensazioni relativi alle imposte.

 

Nello specifico:

– soppresso l’automatismo dell’esclusione dal ‘patto concordato’ delle regioni che nel triennio precedente non abbiano rispettato il patto o siano sottoposte al piano di rientro dal deficit sanitario;

– modificato l’elenco dei parametri di virtuosità. Tra i parametri di virtuosità, indicatori quantitativi e qualitativi relativi agli output dei servizi resi (in relazione all’esercizio delle funzioni soggette a livelli essenziali delle prestazioni e delle funzioni fondamentali); ai fini della valutazione dei parametri, la nozione di un coefficiente di correzione connesso alla dinamica di miglioramento conseguito dalle singole amministrazioni (da individuare con lo stesso decreto che dovrà ripartire tra gli enti l’ammontare del concorso agli obiettivi di finanza pubblica);

– parametri demografici minimi per i comuni al fine dell’esercizio associato delle funzioni fondamentali;

– anticipato al 2012, per le sole province, il termine di decorrenza dell’esclusione degli enti appartenenti alla prima classe di virtuosità dal concorso agli obiettivi di finanza pubblica; il contributo degli enti appartenenti alla prima classe è, inoltre, ridotto di 200 milioni di euro (è soppresso il carattere facoltativo della riduzione, disposta dalla stesura iniziale del testo).

– taglio dei rimborsi e delle compensazioni relativi alle imposte degli enti locali, a compensazione della soppressione del taglio dei trasferimenti agli enti locali.

 

8. Sovraprezzo canone trasporto alta velocità

Introdotto un sovrapprezzo al canone per il trasporto di passeggeri sulle linee ad alta velocità. La determinazione del sovrapprezzo dovrà essere effettuata in conformità al diritto comunitario. Nel corso dell’esame da parte del Senato è stato specificato che si dovrà tenere conto in particolare della direttiva 2007/58/CE, finalizzata a favorire l’apertura del mercato dei servizi ferroviari passeggeri all’interno della Comunità.

 

9. Disposizioni in materia di IRAP

A decorrere dal periodo d’imposta in corso al 6 luglio 2011 incremento dell’aliquota IRAP applicata nei confronti di alcuni soggetti passivi:

– per le banche e gli altri enti e società finanziari

– per i soggetti operanti nel settore assicurativo

– nei confronti delle società esercenti attività in concessione, purché diverse da quelle di costruzione e gestione di autostrade e trafori.

 

10. Imposta di bollo deposito titoli

Incrementato l’ammontare dell’imposta di bollo sulle comunicazioni relative ai depositi di titoli inviati dagli intermediari finanziari:

– per i depositi di titoli il cui complessivo valore nominale o di rimborso presso ciascuna banca sia inferiore a cinquantamila euro, dal 2011 per ogni esemplare di comunicazione inviato con periodicità annuale l’imposta è aumentata ammonterà a 34,20 euro (ossia 17,1 euro per quelle con periodicità semestrale, 8,55 euro con periodicità trimestrale e 2,85 euro con periodicità mensile); rispetto alla formulazione previgente della norma, per i depositi di tali entità non è previsto un ulteriore incremento dell’imposta nel tempo;

– per le comunicazioni relative a depositi di ammontare pari o superiore alla predetta soglia di 50.000 euro, le norme dispongono un graduale aumento dell’imposta nel tempo, variabile secondo l’entità dei depositi.

 

11. Deducibilità accantonamenti imprese concessionarie

In luogo del 5 per cento previgente – la deducibilità degli accantonamenti per spese di ripristino o di sostituzione dei beni gratuitamente devolvibili e per spese di manutenzione, riparazione, ammodernamento e trasformazione, nei confronti delle imprese concessionarie di costruzione e gestione di autostrade e trafori è limitata all’1 per cento.

 

12. Gestione crediti Equitalia

Giustizia

Sarà Equitalia Giustizia S.p.A. a gestire i crediti relativi alle spese di giustizia riguardanti provvedimenti divenuti definitivi prima del 1° gennaio 2008 o il mantenimento in carcere per condanne per cui sia cessata l’espiazione in istituto prima del 1° gennaio 2008. Sono poi definite le modalità di gestione, da parte dell’ente stesso, dell’attività di recupero dei crediti di giustizia, prevedendo in particolare che i dipendenti della predetta società possano essere delegati a firmare i ruoli da questa formati.

Il comma 36 abroga conseguentemente le disposizioni della legge finanziaria 2010, che disciplinano la gestione dei predetti crediti e fanno salve le disposizioni del testo unico sulle spese di giustizia relative alla natura del credito.

A seguito di una modifica apportata al Senato:

– viene mantenuta la destinazione delle entrate – prevista dalla medesima legge finanziaria 2010 – ad un piano straordinario per lo smaltimento dei processi civili e al potenziamento dei servizi istituzionali dell’amministrazione giudiziaria, con particolare riferimento all’assunzione di personale del Corpo di polizia penitenziaria, previa verifica della compatibilità finanziaria;

– viene specificato che la predetta assunzione avviene nei limiti delle risorse derivanti da alcune disposizioni in materia di spese di giustizia.

 

13. Regime fiscale stock options e bonus

Modificata la disciplina fiscale delle cd. stock options e dei bonus corrisposti a dirigenti e collaboratori di imprese operanti nel settore finanziario, mediante l’aumento della quota di reddito imponibile colpita dall’addizionale nella misura del 10 per cento: per i compensi percepiti dall’entrata in vigore della legge di conversione del decreto in esame, essa si applicherà sull’ammontare che eccede la parte fissa della retribuzione (in luogo dell’ammontare che eccede il triplo della parte fissa della retribuzione).

 

14. Aliquote di accisa sui carburanti

Dal 1° gennaio 2012 scattano gli aumenti delle aliquote di accisa sui carburanti disposte dalla determinazione del Direttore dell’Agenzia delle Dogane n. 77579 del 2011: nel dettaglio tale determinazione fissa dal 1° luglio 2011 l’aliquota di accisa sulla benzina a 613, 20 euro per mille litri e quella sul gasolio a 472,20 euro per mille litri.

 

15. Regime fiscale contribuenti minimi

A decorrere dal 1° gennaio 2012, il regime fiscale semplificato per i cosiddetti contribuenti minimi si applica, per il periodo d’imposta in cui l’attività è iniziata e per i quattro successivi, esclusivamente alle persone fisiche che intraprendono un’attività d’impresa, arte o professione o che l’abbiano intrapresa dopo il 31 dicembre 2007. Pertanto la platea dei beneficiari del c.d. “forfettone” (una tassazione forfettaria del 20 per cento per i titolari di partite Iva e i lavoratori autonomi che a fine anno incassano meno di 30 mila euro) è ridotta a coloro i quali hanno iniziato l’attività negli ultimi tre anni e mezzo o vorranno iniziarla adesso. Contestualmente l’imposta sostitutiva dell’imposta sui redditi e delle addizionali regionali e comunali viene ridotta al 5 per cento a decorrere dal 1° gennaio 2012. Con una norma introdotta nel corso dell’esame al Senato è previsto che il suddetto regime fiscale di vantaggio per l’imprenditoria giovanile si applica anche oltre il quarto periodo d’imposta successivo a quello di inizio dell’attività, ma non oltre il periodo d’imposta di compimento del trentacinquesimo anno d’età.

 

16. Liberalizzazione servizi e attività economiche

Il Governo, sentita l’Alta Commissione, elaborerà proposte di riforma in materia di liberalizzazione dei servizi e delle attività economiche da presentare alle categorie interessate. In ogni caso, decorso il termine di 8 mesi dalla conversione del Decreto legge, tali servizi e attività economiche si intenderanno liberalizzati, salvo quanto espressamente regolamentato con apposite norme. Questa liberalizzazione non si applica alle categorie implicitamente menzionate dall’art. 33, comma 5, della Costituzione, che fa riferimento alle professioni per le quali è prescritto un esame di Stato abilitante all’esercizio professionale.

 

17. Dismissioni partecipazioni azionarie

Approvazione, entro il 31 dicembre 2013, da parte del Ministro dell’economia e finanze, previo parere del Comitato di consulenza globale e di garanzia per le privatizzazioni, su conforme deliberazione del Consiglio del Ministri, di uno o più programmi di dismissione di partecipazioni azionarie dello Stato e di enti pubblici non territoriali.

 

18. Concessioni autostradali

L’Agenzia per le infrastrutture stradali e autostradali, nell’esercizio delle funzioni in qualità di amministrazione concedente di autostrade, può procedere alla selezione dei concessionari autostradali e alla relativa aggiudicazione, o in alternativa all’affidamento diretto ad Anas s.p.a. delle concessioni, in scadenza o revocate, per la gestione di autostrade, nonché delle concessioni per la costruzione e gestione di nuove autostrade.

 

19. Sanzioni amministrative pubblicità stradali

Aumentata la sanzione amministrativa pecuniaria per la mancata osservanza delle prescrizioni contenute nell’autorizzazione alla collocazione di mezzi pubblicitari lungo le strade. Si prevede inoltre la responsabilità solidale del soggetto pubblicizzato con il contravventore.

 

20. Soglia esenzione contributo unificato controversie di lavoro

Ampliata l’area dell’esenzione dal contributo unificato per le controversie in materia di lavoro: il pagamento del contributo è dovuto dalle parti titolari di un reddito IRPEF pari a tre volte il reddito massimo richiesto per l’accesso al gratuito patrocinio, ovvero almeno 31.884,48 euro (il testo del decreto legge richiedeva invece un reddito di almeno 21.256,32 euro).

 

21. Disposizioni in materia di contenzioso previdenziale e assistenziale

E’ stato individuato nel tribunale del circondario di residenza dell’attore (rispetto all’atecnica definizione “tribunale del capoluogo di provincia…”, del testo vigente), il giudice competente a ricevere il ricorso per richiedere l’accertamento tecnico preventivo volto alla verifica delle condizioni sanitarie legittimanti la pretesa giudiziale.

 

22. Disposizioni in materia di giustizia tributaria

Ai fini della determinazione delle cause di incompatibilità dei giudici tributari, è previsto che per coniugi, conviventi o parenti fino al terzo grado o gli affini in primo grado sussistano contemporaneamente le due condizioni – prima alternative – di iscrizione in albi professionali ed esercizio delle attività individuate nella lettera i) nella regione e nelle province confinanti con la predetta regione dove ha sede la commissione tributaria provinciale ovvero nella regione dove ha sede la commissione tributaria regionale o nelle regioni con essa confinanti. E’ inoltre stabilito che all’accertamento della sussistenza delle cause di incompatibilità provvede il Consiglio di Presidenza.

 

23. Disposizioni finanziarie

L’articolo 40, recante disposizioni finanziarie, è stato modificato, prevedendo, al comma 1, l’incremento della dotazione del Fondo per interventi strutturali di politica economica sia pari, per l’anno 2012, a 2.850 milioni di euro (in luogo dei 5850 milioni originariamente previsti). Il nuovo comma 1-bis, prevede che gli accantonamenti disposti, prima della data di entrata in vigore del decreto, ai sensi del terzo periodo dall’articolo 1, comma 13, terzo periodo, della legge di stabilità per il 2011, in relazione all’assegnazione dei diritti d’uso delle frequenze radioelettriche, siano resi definitivi con le modalità previste nella medesima disposizione. Le entrate derivanti dall’assegnazione delle frequenze, stimate dalla legge di stabilità in misura non inferiore a 2.400 milioni di euro, sono conseguentemente destinate al miglioramento dei saldi di finanza pubblica. Il nuovo comma 1-ter dispone la riduzione del 5 per cento per l’anno 2013 e del 20 per cento a decorrere dall’anno 2014 dei regimi di esenzione, esclusione e favore fiscale di cui all’allegato C-bis. Per i casi nei quali tale riduzione non sia suscettibile di diretta ed immediata applicazione, con uno o più decreti del Ministro dell’economia e delle finanze, sono stabilite le modalità tecniche per l’attuazione con riferimento ai singoli regimi interessati. Il nuovo comma 1-quater prevede che tale disposizione non si applichi qualora entro il 30 settembre 2013 siano adottati provvedimenti legislativi in materia di riordino della spesa fiscale e assistenziale, tali da determinare effetti positivi, ai fini dell’indebitamento netto, non inferiori a 4.000 milioni di euro per l’anno 2013 ed a 20.000 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2014. Le modifiche apportate al comma 2 rimodulano taluni importi riferiti all’anno 2012 relativi alla copertura delle minori entrate e delle maggiori spese derivanti da specifici articoli del decreto-legge in esame.

14 luglio Audizione Ministro in 7a Senato

Il 5 ed il 14 luglio si svolge in 7a Commissione Senato l’audizione del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca sull’attuazione delle politiche del suo Dicastero

Resoconto sommario n. 312 del 05/07/2011

Il PRESIDENTE introduce l’audizione del Ministro, ringraziandolo per aver dato la sua disponibilità ad essere presente nella seduta odierna.

Ha la parola il ministro Mariastella GELMINI, che riferisce sull’attuazione delle politiche del suo Dicastero facendo presente che la legge 8 ottobre 2010 n. 170 ha identificato la dislessia, la disortografia, la disgrafia e la discalculia come Disturbi specifici di apprendimento (DSA), assegnando al sistema nazionale di istruzione e agli atenei il compito di individuare le forme didattiche e le modalità di valutazione più adeguate affinché gli alunni e gli studenti possano raggiungere il successo formativo. Tale legge ha riconosciuto una particolare forma di tutela del diritto allo studio degli alunni affetti da DSA, centrata su una didattica individualizzata e personalizzata, sulla individuazione di strumenti compensativi, sulla attivazione di misure dispensative e sulla previsione di adeguate forme di verifica e valutazione. Il 26 maggio 2011, con nota circolare del Ministero indirizzata alle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado, i dirigenti scolastici sono stati invitati a ritenere valide, ai fini degli strumenti compensativi e delle misure dispensative da adottare anche nello svolgimento degli esami di Stato, le diagnosi o le certificazioni di DSA rilasciate da specialisti o strutture accreditate anteriormente al 2 novembre 2010, data di entrata in vigore della legge n. 170, e comunque in tempi utili per l’attivazione delle previste misure educative e didattiche individualizzate e personalizzate. La citata legge n. 170 del 2010 prevede che il Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca emani un decreto, di concerto con il Ministro della salute, previa intesa in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato le Regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, recante linee guida pei la predisposizione di protocolli regionali, da stipulare entro i successivi sei mesi, per le attività di identificazione precoce dei DSA. Prevede altresì un decreto ministeriale per individuare le modalità di formazione dei docenti e dei dirigenti, le misure educative e didattiche di supporto, le forme di verifica e di valutazione del rendimento degli alunni e degli studenti. In attuazione della legge n. 170 e al fine di predisporre i suddetti provvedimenti, è stato istituito con decreto ministeriale n. 144 del 17 dicembre 2010 il previsto Comitato tecnico-scientifico, composto da esperti di comprovata competenza in materia di disturbi specifici di apprendimento. Si tratta, in particolare, sia di esperti dell’Amministrazione, che del mondo clinico-scientifico, scolastico e universitario. Il Comitato ha lavorato per la definizione del testo dei due decreti ministeriali sopra citati (sia per le attività di identificazione precoce dei DSA che per quelle per il diritto allo studio degli studenti con DSA). Il Comitato ha licenziato in questi giorni il testo delle linee guida che sono state trasmesse al Ministero della salute per il prescritto concerto. Il Comitato licenzierà il prossimo 12 luglio lo schema di decreto, contenente in allegato le linee guida per il diritto allo studio degli studenti con DSA. Le istituzioni scolastiche dovranno adottare modalità valutative che consentano all’alunno o allo studente con DSA di dimostrare effettivamente il livello di apprendimento raggiunto. Con specifico riguardo alla possibilità di usufruire dell’esonero dall’insegnamento della lingua straniera, si è ritenuto di inserire norme specifiche in materia nell’emanando decreto ministeriale, che consentiranno dal prossimo anno scolastico due modalità di fruizione dall’esonero. La prima consiste nell’esonero dalle sole prove scritte di lingua straniera. In tal caso, lo studente potrà essere valutato per la sola esposizione orale, anche in sede di esame di Stato, conseguendo un diploma di licenza media che consenta l’iscrizione a pieno titolo alla scuola secondaria di secondo grado o un diploma di maturità che consenta l’iscrizione a pieno titolo all’università. La seconda modalità consiste nell’esonero totale dall’insegnamento della lingua straniera. Tale possibilità residuale verrà concessa solo in presenza di una grave forma di DSA, associata ad altra disabilità appositamente certificata. Per rendere operativi tali previsioni è stato firmato in questi giorni un accordo con la Conferenza nazionale permanente dei presidi di Scienze della formazione (cui afferiscono 32 facoltà universitarie su tutto il territorio nazionale) per l’istituzione di un corso di perfezionamento o master in didattica e psicopedagogia dei disturbi specifici d’apprendimento. Nell’ambito di tale accordo quadro, gli uffici scolastici regionali potranno stipulare apposite convenzioni con le facoltà di Scienze della formazione, per l’attivazione presso le stesse di corsi di perfezionamento o master rivolti a dirigenti e docenti delle scuole di ogni ordine e grado. La definizione entro la metà di luglio del decreto ministeriale e delle linee guida per il diritto allo studio, consentirà al Ministero di poter fornire le opportune istruzioni alle istituzioni scolastiche in tempi congrui per l’avvio del nuovo anno scolastico.

Con riferimento alle pronunce giurisdizionali relative all’inquadramento dei docenti precari titolari di tre contratti consecutivi, fa presente che alla luce dei contrasti giurisprudenziali sorti in merito alla trasformazione dei contratti a tempo determinato in contratti a tempo indeterminato nell’ambito del sistema scolastico, l’articolo 9 del decreto legge n. 70 del 2011 aggiunge espressamente tra le ipotesi di esclusione dall’applicazione della direttiva comunitaria 1999/70/CE, anche i contratti a tempo determinato stipulati per il conferimento delle supplenze del personale docente e ausiliario-tecnico-amministrativo, considerata la necessità di garantire la costante erogazione del servizio scolastico ed educativo. Inoltre, proprio al fine di garantire la continuità nella erogazione del servizio scolastico e educativo e al fine di conferire il maggior grado possibile di certezza nella programmazione degli organici della scuola, la stessa norma prevede l’adozione di un piano triennale straordinario di immissioni in ruolo di personale docente e di personale ATA. La stabilizzazione potrà avvenire nei limiti dei posti vacanti e disponibili nell’organico di diritto, tenuto conto delle disponibilità finanziarie e delle esigenze di stabilità di bilancio dello Stato. Il fenomeno del precariato va affrontato tenendo conto della specificità della scuola, nell’ambito della quale va in ogni caso assicurata la presenza di docenti in caso di assenza dei docenti titolari. Inoltre, sempre per quanto attiene il precariato della scuola, si sottolinea che, per far fonte alla situazione dei docenti annuali precari perdenti posto sono state prorogate, sempre con il medesimo articolo 9 del decreto-legge n. 70 del 2011, anche per l’anno scolastico 2011-2012, le misure legislative a favore dei succitati docenti (precedenza assoluta in tutte le nomine, riconoscimento del punteggio intero, automatismo della liquidazione dell’indennità di disoccupazione, laddove dovuta, da parte dell’INPS, priorità nella assegnazione dei progetti avviati a seguito di convenzioni con le Regioni).

Con riferimento alle dotazioni organiche dei docenti per l’anno scolastico 2011-2012 ed ai criteri per la formazione delle classi, prosegue il Ministro ricordando che con l’anno scolastico 2011-2012 si conclude la razionalizzazione del sistema scolastico e la riforma degli ordinamenti che ha avuto avvio con l’articolo 64 del decreto-legge n. 112 del 2008 e con i relativi provvedimenti attuativi. Si tratta di un complesso di provvedimenti di straordinaria importanza in quanto nel loro insieme realizzano una vera e propria riforma di sistema che, a regime, consentirà di riqualificare l’offerta formativa secondo criteri e soluzioni di qualità.

Giova precisare che l’intervento di riordino e di riassetto del sistema scolastico, nonché, in particolare, la riforma del sistema educativo di istruzione e formazione del secondo ciclo, in particolare, risponde ad una esigenza diffusa e fortemente avvertita da alcuni decenni, come provano i numerosi tentativi, purtroppo non andati a buon fine, di Governi precedenti. L’articolo 64 citato ha introdotto, come elemento nuovo e qualificante, la valorizzazione del merito avendo previsto la messa a disposizione della scuola del 30 per cento delle risorse risparmiate vale a dire: 410 milioni per il 2010, 664 milioni per il 2011 e 957 milioni a regime (dal 2012 in poi). In particolar modo, la destinazione di tali risorse alla valorizzazione e allo sviluppo professionale della carriera del personale della scuola a decorrere dall’anno 2010 è già stata realizzata sotto un duplice profilo: la possibilità che il Ministero ha avuto di compensare il blocco delle progressioni economiche del personale della scuola per il triennio 2011, 2012 e 2013, previsto dall’articolo 9 della legge n. 122 del 2010. A normativa vigente, infatti, gli incrementi stipendiali per il personale della scuola sono l’unico meccanismo di progressione stipendiale prevista per gli insegnanti. Con il decreto del 29 marzo 2011 sono stati attivati due progetti di sperimentazione, uno annuale, per premiare gli insegnanti che si distinguono per un generale apprezzamento professionale all’interno di una scuola (progetto, denominato “Valorizza” che ha coinvolto 33 scuole nelle province di Napoli e delle regioni Piemonte e Lombardia) ed un altro triennale relativo alle modalità, criteri e strumenti per la valutazione delle scuole (progetto denominato “VSQ).

Per quanto riguarda specificamente le dotazioni organiche dell’anno scolastico 2011-2012, è necessario premettere che, come è noto, le dotazioni organiche a livello nazionale e la ripartizione a livello regionale sono fissate con decreto interministeriale, da emanare di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze e tenuto conto dei criteri di cui all’articolo 64 citato. I due decreti ministeriali (rispettivamente uno per il personale docente e uno per il personale ATA) sono stati già firmati e vistati dalla Ragioneria Generale dello Stato. I criteri utilizzati per la determinazione delle dotazioni organiche, come per gli anni scorsi, sono l’entità della popolazione scolastica, la presenza di alunni portatori di handicap e di alunni di cittadinanza non italiana, le caratteristiche geomorfologiche dei territori interessati, le condizioni socio-economiche e di disagio sociale delle diverse realtà, la distribuzione delle classi tra i vari gradi di istruzione e relativo tempo scuola (tempo pieno nella scuola primaria e tempo prolungato nella scuola di primo grado), la presenza dei plessi e delle sezioni staccate. Gli organici sono stati altresì determinati tenendo conto dei nuovi quadri orario previsti dai regolamenti sia per il primo che per il secondo ciclo, per il quale la riforma si applica solo alle classi prime e seconde. Pertanto, grazie all’azione sinergica e razionalizzatrice delle tre linee del Piano programmatico (riforma degli ordinamenti del primo e del secondo ciclo di istruzione, quello per ridefinizione del rapporto alunni/docente, in avvicinamento agli standard europei, nonché quello della riorganizzazione dell’offerta formativa sul territorio), a fronte della riduzione complessiva dell’organico docenti prevista dai saldi finanziari dell’articolo 64 del citato decreto-legge n. 112 del 2008, pari a 19.700 posti per l’anno scolastico 2011-2012, come ultimo anno del triennio interessato alla razionalizzazione, anche per il prossimo anno scolastico siamo riusciti a non avere alcuna ripercussione sul funzionamento delle scuole e sulla qualità e quantità del servizio scolastico offerto. Le classi a tempo pieno, che nell’anno scolastico 2007-2008 erano pari a 33.224 (circa il 24,15 per cento del totale delle classi) e che sono aumentate negli anni successivi, passando nell’anno scolastico 2008/2009 a 34.317 (pari al 25,03 per cento del totale), nell’anno scolastico 2009/2010 a 36.493 (pari al 26,95 per cento del totale), nell’anno scolastico 2010/2011 a 37.407 (pari al 27,95 per cento del totale), aumenteranno ancora nell’anno scolastico 2011/12 a 38.120 (pari al 28,93 per cento del totale delle classi). Un altro esempio è relativo alla dotazione organica degli insegnanti di sostegno. Al riguardo, nessuna riduzione ha riguardato né riguarderà i posti di sostegno che, anzi, sulla base della sentenza della Corte costituzionale n. 80 del 2010, sono aumentati nell’anno scolastico 2010-2011 di ben 4.400 unità (portando l’organico di fatto da circa 90.000 docenti a 94.400 docenti). Per l’anno scolastico 2011-2012, è stato confermato interamente anche l’organico di diritto dei docenti di sostegno agli alunni disabili oltre 63.400 posti, che è il risultato di un incremento di circa 15.000 posti negli ultimi tre anni scolastici; tali posti sono utili per le immissioni in ruolo e per la stabilizzazione dei docenti di sostegno. Del resto anche la recente manovra approvata dal Consiglio dei Ministri del 30 giugno ultimo scorso non ha determinato alcun taglio alle dotazioni organiche dei docenti di sostegno, confermando anzi l’organico dell’anno scolastico 2010/2011, fatto salva la possibilità di deroga necessaria per assicurare la piena tutela dell’integrazione scolastica. Ha previsto, inoltre, per un migliore ed efficiente utilizzo delle risorse umane, che i docenti di sostegno siano assegnati complessivamente alla scuola o a reti di scuole allo scopo costituite, proprio per rendere possibile, con più flessibilità, l’intervento di personale e l’utilizzo di strumenti specificamente finalizzati al tipo di disabilità, promuovendo, nel contempo, anche nei confronti degli altri docenti dei consigli di classe, una più diffusa cultura dell’integrazione. Infine, per quanto riguarda il riparto tra Regioni dell’organico, si segnala che è in corso un confronto con la struttura tecnica della Conferenza unificata per definire criteri condivisi di riparto dell’organico fra le Regioni. Tale struttura tecnica, proprio di recente, ha proposto dei nuovi criteri di riparto, che sono oggetto di valutazione e la cui efficacia, quindi, non potrà che decorrere dall’anno scolastico 2012/2013, tenuto conto dello stato attuale delle procedure e dell’esigenza di complesse modifiche al software del sistema informativo del Ministero. Per quanto riguarda, invece, la dotazione organica dei dirigenti scolastici per l’anno scolastico 2011/2012, non vi sarà un numero cospicuo di immissioni in ruolo perché con le immissioni del corrente anno scolastico sono state quasi del tutto esaurite le relative graduatorie. Per questa ragione, nei prossimi giorni sarà pubblicato in Gazzetta Ufficiale il bando per il concorso ordinario a 2.386 posti di dirigenti scolastici. E’ fondato prevedere, pertanto, che da settembre si avvierà la relativa procedura concorsuale, che presenta aspetti innovativi rispetto al passato con l’introduzione di una prova preselettiva, cui potranno partecipare tutti coloro che hanno il requisito dei cinque anni di docente di ruolo. In tal modo, si supera la vecchia logica di valutare esclusivamente l’anzianità di servizio, dando quindi la possibilità anche ai giovani docenti di partecipare al concorso.

Per quanto riguarda i criteri per la formazione delle classi, sottolinea che i criteri adottati per il prossimo anno scolastico sono esattamente quelli già adottati nell’anno scolastico in corso; sono, cioè, quelli espressamente previsti dal decreto del Presidente della Repubblica n. 81 del 2009, rispetto ai quali il decreto interministeriale sulle dotazioni organiche si limita alle necessarie contestualizzazioni tenuto conto del numero degli alunni iscritti e delle situazioni specifiche del territorio. In ogni caso, è in corso un monitoraggio da parte degli uffici scolastici regionali per verificare eventuali limitati scostamenti da tali criteri ed intervenire prima dell’avvio delle lezioni con sdoppiamenti di classe, tenuto conto anche delle specifiche situazioni edilizie dei vari contesti.

Con riferimento al recente svolgimento delle prove INVALSI, il 20 giugno 2011 si è svolta, nell’ambito dell’esame di Stato conclusivo del primo ciclo di istruzione, la prova nazionale predisposta dall’INVALSI. Hanno partecipato alla prova oltre 593.000 studenti, circa 29.000 classi, circa 6.000 scuole tra statali e paritarie. Va subito precisato, con estrema chiarezza, che i fascicoli contenenti le prove, così come la griglia di correzione per l’individuazione delle risposte corrette e per l’attribuzione del punteggio non contenevano alcun errore, per cui l’esame di Stato si è concluso regolarmente ed è valido a tutti gli effetti di legge. L’unico profilo di criticità, che ha destato un clamore eccessivo e strumentale, ha riguardato la maschera elettronica per il calcolo automatico del punteggio e del voto da esso derivato, che l’INVALSI ha messo a disposizione, unitamente alla usuale griglia per la correzione manuale, quale ulteriore strumento per facilitare il lavoro delle scuole. Il software relativo a detta maschera conteneva un errore che è stato immediatamente identificato e corretto dagli esperti dell’Istituto.

Riferendosi allo stato di avanzamento del riordino degli enti di ricerca il Ministro fa presente che nell’ambito del processo di riordino di cui al decreto legislativo n. 213 del 2009,il 10 maggio 2011 sono entrati in vigore i nuovi statuti degli enti di ricerca vigilati dal Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca. L’approvazione dei predetti statuti è il risultato di una complessa procedura, frutto anche di intensi contatti e interlocutorie con gli enti stessi, volta a garantire non solo il rispetto delle generali disposizioni di legge, ma anche di quelle correlate alla specificità delle attività svolte da ciascun ente. Relativamente ai membri dei Consigli di amministrazione di nomina governativa, con decreto dello scorso 2 maggio è stato costituito il Comitato di selezione previsto dall’articolo 11 del decreto legislativo n. 213 del 2009 con il compito di sottoporre al Ministro, per ciascun ente e sulla base delle rispettive norme statutarie, una rosa di cinque nominativi per ogni incarico di Presidente e di tre nominativi per ciascuna carica di consigliere. Il Comitato, nel valutare le singole candidature, avrà cura di garantire prioritariamente che il profilo dei candidati risponda ad elevata qualificazione tecnico-scientifica, comprovata da particolari competenze professionali, acquisite anche in ambito internazionale. Il Comitato ha prontamente avviato i propri lavori e il 20 maggio scorso ha emanato l’avviso pubblico per la presentazione delle candidature.

Con riferimento allo stato di avanzamento dell’attuazione della riforma universitaria e, in particolare, l’assunzione dei ricercatori e i tempi di entrata in vigore dell’abilitazione scientifica nazionale, la legge 30 dicembre 2010, n. 240, recante “Norme in materia di organizzazione delle università, di personale accademico e reclutamento, nonché delega al Governo per incentivare la qualità e l’efficienza del sistema universitario”, entrata in vigore il 29 gennaio 2011, prevede che la piena attuazione della riforma venga completata dall’emanazione di 38 provvedimenti di varia natura giuridica (decreti ministeriali ed interministeriali, regolamenti e decreti legislativi). Il Ministero ha dato avvio, già prima dell’entrata in vigore della legge, a tutte le azioni necessarie affinché i decreti attuativi della riforma potéssero vedere la luce quanto prima, tenendo in piena considerazione la necessità di definire da subito tutti gli aspetti di merito toccati dalla legge di riforma e oggetto dei provvedimenti attuativi. Tra i provvedimenti attuativi della riforma universitaria merita una speciale menzione anche il disposto dei commi da 3 a 16 dell’articolo 9 del decreto legge n. 70 del 2011, che ha istituito e disciplinato la Fondazione dedicata alla gestione del Fondo per il merito di cui all’articolo 4 della legge n. 240 del 2010 con lo scopo di promuovere la cultura del merito e la valorizzazione delle eccellenze nel sistema scolastico (esame di maturità) ed universitario, attraverso i due strumenti dei premi (cioè borse di studio) e dei buoni studio (cioè prestiti di onore).

Per quanto attiene l’assunzione dei ricercatori, sono attualmente in fase di svolgimento in tutti gli atenei circa 900 concorsi di ricercatore (sono gli ultimi di ricercatore a tempo indeterminato, i cui bandi erano stati pubblicati prima dell’entrata in vigore della legge n. 240 del 2010). Per quanto riguarda i nuovi bandi di ricercatore a tempo determinato, di cui all’articolo 24, comma 3, della legge n. 240 del 2010 (nelle due tipologie quella dei tre anni prorogabili per altri due e quella dei tre anni non prorogabili), si specifica che ciascun ateneo, ai sensi della nuova norma, deve dotarsi di un apposito regolamento al riguardo. Anche a seguito di un’apposita nota trasmessa dalla Direzione generale dell’università agli atenei, in cui si specificava la necessità di tale preliminare adempimento e si chiariva, inoltre, che tale regolamento non è soggetto ad approvazione o autorizzazione da parte del Ministero, molte università si stanno già dotando ditale regolamento. Ciò potrà consentire loro di partire con i nuovi concorsi il prossimo anno accademico.

Per quanto attiene, infine, ai tempi di entrata in vigore della nuova abilitazione nazionale, nonché degli ulteriori provvedimenti attuativi ivi previsti, tali provvedimenti potranno essere definitivamente approvati entro ottobre 2011 e le procedure per l’abilitazione nazionale potranno essere avviate tra ottobre e dicembre 2011.

 

Il PRESIDENTE dichiara aperto il dibattito.

 

La senatrice Vittoria FRANCO (PD) fa presente l’allarme di molte famiglie sulla difficoltà che queste incontrano nell’ottenere il pieno riconoscimento di quanto disposto dalla legge n. 170 del 2010 da parte delle scuole e degli insegnanti, che ancora non hanno metabolizzato i contenuti di tale legge. Auspica quindi che, per il prossimo anno, in seguito ai chiarimenti forniti dal Ministero, la situazione possa migliorare, anche traendo spunto da alcune best practice che sono comunque segnalate nell’ambito di alcune Regioni. Rimane tuttavia il dubbio che classi in soprannumero riescano a gestire adeguatamente i contenuti didattici in favore dei soggetti affetti da DSA. Si sofferma quindi sui tagli operati alla scuola nelle regioni Toscana e Lazio riportando dati quantitativi puntuali dai quali emerge che le riduzioni sono sicuramente più cospicue rispetto alla semplice razionalizzazione a cui il Ministro ha fatto riferimento. Bisogna infatti contrastare il fenomeno della dispersione scolastica. Inoltre, il tempo pieno, inteso come modalità didattica e non come semplice rientro pomeridiano a scuola, non è sempre garantito. Richiama quindi l’attenzione del Ministro sul fatto che nel decreto-legge n. 70 del 2011, attualmente in sede di conversione, non c’è traccia del piano di assunzione dei docenti, circostanza che insieme al blocco del turn over rischia di pregiudicare il funzionamento delle istituzioni scolastiche. L’accorpamento degli istituti comprensivi con più di mille studenti arreca un danno notevole agli studenti stessi e alle famiglie che finiscono per fruire di un servizio di qualità peggiore. Conclude infine sottolineando che, se l’economia tedesca è tornata a crescere, ciò è stato possibile grazie ad investimenti sul piano formativo, ad iniziare dalle attività formative rivolte all’infanzia.

 

Il senatore RUSCONI (PD) fa presente che le poche notizie relative alla manovra finanziaria che filtrano individuano nel settore dell’istruzione uno degli ambiti preferiti per effettuare riduzioni in termini di assegnazioni di risorse. Il piano triennale dei tagli per otto miliardi e mezzo di euro e 130.000 posti di lavoro in meno non si esaurisce quest’anno, perché nel prossimo triennio andranno a regime le cosiddette riforme della scuola primaria e superiore con i relativi tagli di monte-ore e personale. La prospettiva di grandi plessi scolastici, con l’aggregazione di scuole materne, elementari e medie, comporta l’eliminazione dei limiti numerici degli alunni in presenza di studenti diversamente abili. Certamente non migliorerà la qualità e l’efficienza della scuola italiana il congelamento degli organici con la contestuale previsione di un aumento degli alunni. Rimane poi aperto il problema del precariato scolastico, nonostante le promesse del Ministro relative ad un piano triennale di assunzioni, ed i giovani che vogliono intraprendere l’attività di insegnamento non hanno alcuna prospettiva. A questa situazione drammatica si aggiungono i tagli e i ritardati pagamenti alle scuole paritarie, e non si ha notizia dei 2,5 miliardi destinati dall’articolo 64 del decreto-legge n. 112 del 2008 all’incentivazione degli insegnanti migliori. Per quanto riguarda poi il versante universitario, soltanto adesso giunge all’attenzione del Parlamento il primo dei numerosi decreti attuativi della legge n. 240 del 2010, che pure prevedeva un fondo per il merito che adesso viene sostituito dalla disciplina recata dall’articolo 9 del decreto-legge n. 70 del 2011. Il contesto finanziario entro il quale gli atenei stanno attualmente programmando le assunzioni si presenta difficile per il 2011 ed inaccettabile – secondo le parole del presidente della CRUI – per il 2012, con una riduzione del Fondo per il finanziamento ordinario di più del 5 per cento delle risorse.

 

Il senatore GIAMBRONE (IdV) interviene incidentalmente per chiedere, nel caso in cui non si arrivi a concludere la procedura informativa in corso, la prosecuzione dell’audizione del Ministro Gelmini, tanto attesa dalla Commissione, in una prossima seduta.

 

Il PRESIDENTE fa presente l’esigenza di contenere la durata degli interventi, limitandoli alla richiesta di chiarimenti e non estendendoli a valutazioni generali sulle politiche del Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca, al fine di consentire l’intervento di tutti i senatori iscritti a parlare.

 

Il senatore VALDITARA (FLI) richiama l’attenzione del ministro Gelmini sui disegni di legge relativi alla riforma del reclutamento facendone presente la validità dei contenuti. Chiede chiarimenti sulle modalità con cui il Ministero intende affrontare un tema sociale di grande rilevanza come quello del precariato nella scuola. Auspica poi una riforma in senso anglosassone delle modalità di svolgimento dell’esame di maturità, anche in considerazione del successivo accesso all’università. Con riferimento all’INVALSI, chiede di conoscere quando tale sistema di valutazione potrà essere esteso a tutte le scuole al fine di disporre di un importantissimo strumento di valutazione e di controllo della qualità del servizio scolastico erogato. Per quanto riguarda gli enti di ricerca ricorda brevemente che l’idea di un Comitato di selezione (search committee) era nata in seno alla maggioranza. Chiede inoltre chiarimenti in merito alle progressioni stipendiali di anzianità, che sono state salvaguardate anche nel comparto universitario, ma che non sono state ancora corrisposte nell’anno in corso. Dopo aver fatto presente che, nel periodo 2008-2013, sono previsti tagli per un miliardo di euro, chiede come si pensa di attuare la norma che prevede l’assunzione dei futuri abilitati alla funzione di associato. Se non sono previsti nuovi ingressi di professori universitari, sottolinea infine che i blocchi delle retribuzioni per gli insegnanti, gravano su stipendi il cui importo risulta già adesso insufficiente.

 

Il senatore PROCACCI (PD) chiede quando potrà andare a regime il sistema di assunzione degli insegnanti per concorso e potrà concludersi l’immissione in ruolo dei precari. Ricorda poi che gli scatti di anzianità per il 2010 sono stati attribuiti al personale docente con un decreto nel 2011. Chiede quindi se il ministero intenda procedere con analogo provvedimento nel 2012 e nel 2013, oppure se tali scatti verranno attribuiti automaticamente. Riporta infine le preoccupazioni degli insegnanti di alcune classi di concorso che subiscono la concorrenza di insegnanti di classi di concorso diverse che possono insegnare la loro materia, senza che viga una condizione di reciprocità.

 

Il senatore CERUTI (PD) dichiara di condividere la preoccupazione espressa dal ministro Gelmini sull’assenza di una programmazione coordinata degli enti di ricerca che condiziona pesantemente l’efficiente uso delle risorse finanziarie. Analoga mancanza di coordinamento vale anche per le università con un proliferare di corsi di laurea rispetto al quale chiede se il Ministro stia svolgendo il necessario monitoraggio. Per quanto riguarda poi la ripartizione dei settori disciplinari in settori concorsuali, osserva che l’utilità amministrativa non corrisponde alla necessità della valutazione della qualità dei futuri professori. Se da un lato proliferano le specializzazioni disciplinari, in base ad un meccanismo di selezione di tipo darwiniano, si rischia di perdere il bagaglio scientifico molto approfondito che in taluni ambiti è patrimonio di pochi professori. Chiede al riguardo quali siano gli strumenti di compensazione che il ministero intende adottare nei raggruppamenti di settori disciplinari per tener conto di talune specializzazioni molto approfondite ma non altrettanto diffuse.

 

Il senatore VITA (PD) sottolinea la situazione di grande sofferenza vissuta dal mondo universitario a seguito della riforma avviata con la legge n. 240 del 2010. Chiede quindi al Ministro se sia a conoscenza del fatto che gli studenti e i professori dell’Accademia di belle arti di Roma hanno iniziato, il 29 giugno scorso, uno sciopero della fame per sollecitare l’attenzione delle istituzioni sulle problematiche che interessano il loro settore. Accademie e conservatori vivono infatti uno stato di degrado scoraggiante che pregiudica la qualità della vita delle persone che vivono di cultura.

 

La senatrice Mariapia GARAVAGLIA (PD) fa preliminarmente riferimento alle problematiche vissute nel settore musicale. Il Paese ha infatti un problema di sopravvivenza della cultura e, in prospettiva, un problema sociale, se si tiene conto del fatto che, nel volgere di dieci anni, saranno disponibili nelle strutture sanitarie italiane la metà degli specialisti di cui tale settore ha bisogno. Va quindi garantito agli studenti il diritto ad un corso di studi e a poter programmare il proprio futuro professionale. In tale contesto, il ministero dovrebbe intervenire facilitando una razionalizzazione delle facoltà di medicina, che non consista però nella creazione di scuole mediche al di fuori dell’università, ed evitando la fuga dei medici italiani che all’estero sono pure molto apprezzati.

 

Il PRESIDENTE ringrazia il Ministro Gelmini ed i senatori intervenuti per il dibattito sin qui svolto, comunicando che l’audizione proseguirà in una prossima seduta.

Rinvia quindi il seguito della procedura informativa.

 

Resoconto sommario n. 315 del 14/07/2011

Riprende l’audizione sospesa nella seduta del 5 luglio scorso.Nel dibattito interviene il senatore ASCIUTTI (PdL) il quale ringrazia anzitutto il ministro Gelmini di aver fugato le preoccupazioni sorte in ordine ai tempi di applicazione della riforma universitaria (legge n. 240 del 2010) e prende atto con soddisfazione che gran parte della normativa secondaria prevista sarà approvata prima dell’estate.

Si sofferma indi sull’Alta formazione artistica e musicale (AFAM), stigmatizzando che i titoli conseguiti dagli studenti non siano spendibili a livello europeo. Auspica pertanto una sollecita approvazione del disegno di legge n. 1693 a sua prima firma, sul quale il Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca ha finalmente reso i chiarimenti richiesti dal Dicastero dell’economia, da cui si attende ora il definitivo via libera. Domanda indi al Ministro se ritenga opportuna la permanenza di una direzione generale apposita per l’AFAM nel suo Dicastero, ovvero non concordi sull’ipotesi di accorparla alla direzione generale per l’università, stante la piena equiparazione dei due segmenti formativi. Chiede inoltre quali prospettive di statizzazione vi siano per le cinque Accademie di belle arti private, sollecitando nei loro confronti l’applicazione dell’articolo 3 della legge n. 240 e la conseguente federazione con università vicine.

Dopo aver registrato con favore il prossimo completamento dell’iter applicativo della legge n. 170 del 2010, sui disturbi specifici di apprendimento (DSA), esprime apprezzamento anche per il piano di assunzioni per 67.000 unità nella scuola, fra docenti e personale ATA, contenuto nella manovra finanziaria in corso di approvazione. Con riguardo a quest’ultima, chiede peraltro chiarimenti in ordine alla prevista aggregazione in istituti comprensivi delle scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di primo grado.

 

La senatrice BASTICO (PD) ritiene che l’esposizione introduttiva del Ministro sia inficiata da un eccesso di ottimismo. Dalla scuola, e soprattutto da coloro che sono maggiormente impegnati per garantirne la qualità, si leva infatti un grido di dolore certamente non corporativo.

Ella manifesta quindi soddisfazione per l’intento del Ministro di stabilizzare il personale scolastico e, nel contempo, di imporre la permanenza per cinque anni nella medesima posizione. Ritiene infatti che la qualità dell’insegnamento sia intimamente connessa alla continuità. Chiede peraltro conferma che le 67.000 assunzioni previste dalla manovra finanziaria siano concentrate nel prossimo anno scolastico, tanto più che si tratta di posti vacanti. Se la misura fosse spalmata in tre anni, si finirebbe invece per coprire appena un terzo dei pensionamenti. Al contrario, occorre che nei successivi due anni del triennio si coprano per intero gli altri posti vacanti.

Ella si sofferma poi sulla formazione in ingresso dei docenti, lamentando che il regolamento recentemente approvato non abbia affrontato anche il connesso tema del reclutamento. Al riguardo, invita il Ministro a pronunciarsi sul complesso intreccio fra assunzione dei precari e accesso alla professione di giovani formati con le nuove modalità.

Passando al dimensionamento scolastico, deplora l’aggregazione in istituti comprensivi prevista dalla manovra finanziaria, di cui peraltro non sono neanche quantificati i risparmi. Si tratta a suo giudizio di una misura addirittura incostituzionale, atteso che l’organizzazione scolastica e la programmazione dell’offerta formativa sono di competenza delle Regioni come confermato dalla Corte costituzionale che, con la sentenza n. 200 del 2009, ha annullato una norma di legge che disciplinava proprio il dimensionamento. Non a caso, in questo senso va anche il parere reso dalla Commissione affari costituzionali sulla manovra finanziaria. Invita pertanto a percorrere la corretta strada dell’intesa con gli enti locali, evitando atti di imperio.

In merito agli insegnanti di sostegno, rileva che risultano in aumento non solo le certificazioni degli alunni disabili, ma anche i casi di profondo disagio sociale, che meritano altrettanta attenzione. Ribadisce pertanto la proposta dell’organico funzionale, affinché alle scuole sia assegnato un contingente di docenti stabile, cui affiancare una variabile legata alle dinamiche evolutive.

Auspica indi la piena generalizzazione della scuola dell’infanzia, la cui copertura non è attualmente sufficiente sì da ledere il diritto all’apprendimento dei bambini da 3 a 6 anni.

Dopo aver sollecitato una modifica della recente riforma degli istituti tecnici e professionali, che ha inopinatamente dimezzato le ore di laboratorio con gravissimi effetti sulla preparazione degli studenti, lamenta che le 40 ore attualmente assicurate dalle scuole non corrispondano al tempo pieno, come concepito precedentemente in termini di formazione e compresenza.

In tema di federalismo scolastico, deplora che non sia ancora stato approvato l’accordo fra Regioni e Ministero per la prima applicazione del nuovo Titolo V della Costituzione, con il relativo passaggio di competenze alle autorità locali ed evidenzia la necessità di riequilibrare la distribuzione delle risorse.

Coglie infine l’occasione per chiedere se la ventilata abolizione del valore legale del titolo di studio si riferisca all’università o anche alla scuola.

 

Il senatore GIAMBRONE (IdV) stigmatizza la forte emergenza culturale del Paese determinata dalle politiche formative del Governo in carica, fortemente contestate dall’opposizione in quanto del tutto marginali rispetto a quelle economiche. Cita, fra l’altro, il taglio nel triennio di 100.000 unità nella scuola, di cui 33.000 solo nell’ultimo anno. Chiede quindi a sua volta se le 67.000 assunzioni previste dalla manovra saranno concentrate nel prossimo anno, stante la condizione di grave precarietà che ormai caratterizza la scuola pubblica nel suo complesso.

Dopo essersi associato alle richieste di precisazione in ordine agli insegnanti di sostegno, domanda infine se il Ministro condivide la posizione espressa a titolo personale dal direttore generale per l’AFAM del Ministero, dottor Bruno Civello, in ordine alla opportunità di prorogare il mandato dei direttori dei Conservatori, su cui la sua parte politica è nettamente contraria.

 

Il senatore MARCUCCI (PD) rimprovera al Ministro di sottovalutare i disagi determinati dalla riforma scolastica nelle aree montane e rurali del Paese, che i direttori regionali non hanno gli strumenti per affrontare, tanto più a fronte dei pesanti tagli imposti agli enti locali che limitano il diritto all’apprendimento dei bambini.

Pone poi l’accento sull’esigenza di mettere in sicurezza tutti gli edifici scolastici, secondo regole e priorità definite e rispettate. Nella consapevolezza dei cospicui investimenti necessari, invoca al riguardo una precisa programmazione.

 

La senatrice SOLIANI (PD) critica i colossali disinvestimenti operati dal Ministro nella scuola e il conseguente smantellamento del sistema pubblico di istruzione, mentre altri Paesi europei, come la Germania, hanno affrontato la crisi proprio con investimenti nel settore formativo.

Ella rileva poi che in molti comuni si registra un andamento demografico crescente, anche connesso all’immigrazione, cui tuttavia fa fronte una costante riduzione dell’impegno dello Stato.

Prende indi atto con soddisfazione della prossima applicazione delle norme sui DSA. Sottolinea tuttavia che, contemporaneamente, è aumentato il numero di alunni per classe e diminuito quello degli insegnanti di sostegno, compromettendo il diritto all’apprendimento e all’integrazione degli alunni in difficoltà.

Si sofferma poi sulla Scuola europea di Parma, per la quale è stata approvata una legge apposita, il cui regolamento applicativo è stato emanato di recente. Vi è tuttavia il rischio che dal prossimo anno scolastico si determini un brusco avvicendamento del personale docente, ancora una volta improntato a criteri di risparmio. Invoca pertanto flessibilità, affinché non sia disperso il grande patrimonio di eccellenza che ha finora retto la Scuola.

Conclude evidenziando la condizione critica dell’Istituto superiore di studi musicali Vincenzo Bellini di Catania, che attende da tempo la statizzazione. Nel rilevare come essa non comporterebbe oneri, fa presente che comunque molte risorse pubbliche sono dilapidate in modo poco trasparente.

 

La senatrice BLAZINA (PD) pone l’accento sulle scuole con lingua di insegnamento slovena, con riferimento alle quali molte questioni sono rimaste aperte nonostante le promesse. E’ ad esempio ancora fermo l’organico dell’ufficio scolastico, a dieci anni di distanza dalla legge n. 38 che ne prevedeva la copertura. Auspica pertanto che esso quanto meno non rientri nelle riduzioni di spesa previste dalla manovra. Si augura poi che l’imminente bando per dirigenti scolastici preveda la copertura dei tantissimi posti attualmente vacanti e si domanda se anche la dotazione del personale ATA, così come quella dei docenti, sarà determinata in sede nazionale.

Si sofferma infine sul comma 5 dell’articolo 19 della manovra, in merito al quale ha presentato un ordine del giorno, osservando che esso rischia di privare intere Province dei dirigenti scolastici delle scuole di lingua slovena. Invoca conclusivamente un particolare riguardo per questa minoranza linguistica che, a differenza delle altre, non gode di autonomia in materia scolastica.

 

Il senatore de ECCHER (PdL) sottolinea che la maggioranza rinuncia ad intervenire nella discussione per dare più tempo alla replica del Ministro.

 

Conncluso il dibattito, agli intervenuti replica il ministro Mariastella GELMINI, la quale conferma quanto anticipato nell’esposizione introduttiva sui regolamenti applicativi della legge n. 170. Il comitato tecnico-scientifico ha infatti concluso i suoi lavori ed è stato conseguentemente firmato il decreto ministeriale recante le modalità di formazione dei docenti e dei dirigenti, le misure educative e didattiche di supporto, nonché le forme di verifica e di valutazione del rendimento degli alunni. Quanto al secondo decreto, relativo all’identificazione precoce dei DSA, esso è attualmente in attesa del concerto del Ministero della salute, prima dell’invio alla Conferenza Stato-Regioni per la prescritta intesa. Il Ministro assicura comunque che anche per il 2012 saranno disponibili risorse a sostegno della legge, stante le sue importanti finalità.

Quanto alle immissioni in ruolo, invita a contestualizzare la politica del Governo nell’attuale situazione di crisi economica e giudica errato sul piano morale incolpare la maggioranza di insensibilità e superficialità nei confronti delle tematiche scolastiche. Cita peraltro dati oggettivi che dimostrano come non corrispondano al vero le affermazioni della senatrice Bastico sul taglio degli insegnanti di sostegno e della senatrice Soliani sull’innalzamento degli alunni per classe. Gli insegnanti di sostegno sono infatti aumentati di circa 4.000 unità e la manovra non comprende alcuna misura penalizzante per il rapporto studenti per classe, con riferimento al quale è stata pienamente rispettata la recente sentenza della Corte costituzionale. Invita quindi a non strumentalizzare il dibattito politico diffondendo notizie false che appesantiscono il rigoroso quadro di interventi necessitato dalla situazione.

Conferma poi con soddisfazione che, dopo le numerose misure di razionalizzazione, sono state reperite risorse sufficienti per immettere in ruolo 67.000 unità da settembre prossimo, secondo un accordo raggiunto con le organizzazioni sindacali. L’ARAN è pertanto al lavoro per elaborare la convenzione necessaria all’attuazione di questo impegno ed a tal fine ella ha registrato il pieno sostegno degli altri Ministri interessati.

Inoltre, il settore scolastico è stato oggetto di una doverosa eccezione, che lo ha escluso dal parziale blocco del turn over previsto per le altre categorie del pubblico impiego.

Quanto al tempo pieno, ella comunica che dalle 33.224 classi dell’anno scolastico 2007-2008 si è passati a 38.120 nel 2011-2012. Si può quindi convenire sulla prospettiva di estendere ulteriormente il servizio, ma non si può sostenere che esso sia stato ridotto, né che si tratti di mero doposcuola.

Con riferimento agli istituti comprensivi, i risparmi previsti sono pari a 52 milioni nel 2011 e a 172 milioni nel 2012. Va infatti ricordato che la clausola di salvaguardia prevista da una legge finanziaria approvata nella scorsa legislatura impone determinati risparmi di spesa. Poiché il piano di razionalizzazione scolastica è stato applicato solo parzialmente proprio per andare incontro alle esigenze del territorio, sono necessarie ulteriori economie, che il Ministero ha ritenuto di conseguire attraverso l’aggregazione delle scuole in quanto meno traumatica per gli studenti.

Ella comunica poi, rispondendo ad un quesito del senatore Rusconi, che per il 2011 sono previsti 280 milioni di euro per le scuole paritarie. Di questi sono stati già assegnati agli uffici scolastici regionali, ai fini della successiva destinazione alle scuole, 8/12 del totale, pari a 168 milioni di euro. Nel frattempo sono stati stanziati ulteriori 245 milioni di euro, il cui decreto di riparto a livello regionale sarà approvato entro settembre.

Sempre al senatore Rusconi fa presente poi che il 30 per cento dei risparmi previsti dall’articolo 64 del decreto-legge n. 112 del 2008, destinato alla valorizzazione del personale scolastico, ammonta a 351 milioni di euro, di cui 320 milioni sono stati utilizzati per garantire gli scatti di anzianità del personale. I restanti 31 milioni sono stati invece destinati al sistema nazionale di valutazione e a due progetti sperimentali, di cui uno individuale ed uno di gruppo. Il primo, denominato “Valorizza”, ha interessato 33 istituti scolastici in tre Regioni campione (Campania, Lombardia e Piemonte) e si è concluso il 30 giugno scorso con l’individuazione di 276 docenti meritevoli su 905 candidati. Il secondo progetto, che promuove lo spirito di squadra, ha invece carattere triennale ed interessa 77 scuole nelle province di Arezzo, Mantova, Pavia e Siracusa. In proposito, si riserva di riferire in settembre sui dati raccolti.

Passando ai quesiti sul reclutamento, posti fra gli altri dai senatori Valditara e Bastico, il Ministro conferma che sta ricercando una soluzione equa fra le esigenze di coloro che stanno da tempo in graduatoria e le giovani generazioni. E’ stato istituito un gruppo di lavoro e va emergendo l’orientamento di assegnare il 50 per cento del reclutamento alle graduatorie e il 50 per cento ai giovani. Occorre peraltro incrociare le istanze di federalismo scolastico e superare il centralismo, conservando tuttavia la natura statale della scuola, in un difficile equilibrio fra spinte diverse. In particolare ella dichiara di non essere contraria agli albi regionali, ma di ritenere che il sistema scolastico deve rimanere nazionale. Le proposte in merito saranno comunque affrontate dopo l’avvio del prossimo anno scolastico, atteso che risulta prioritario garantire tempestivamente le immissioni in ruolo.

Quanto alla valutazione, ella sottolinea l’importanza di aver reperito 10 milioni di euro per assicurare continuità al sistema. Riferisce altresì che, alla fine dell’anno scolastico 2010-2011, l’INVALSI ha garantito la rilevazione in tutte le classi seconda e quinta della scuola primaria, prima e terza della scuola secondaria di primo grado e seconda della scuola secondaria di secondo grado. Si sta altresì ragionando sull’ipotesi di aggiungere una prova oggettiva anche agli esami di Stato conclusivi del secondo ciclo, eventualmente rimodulando il numero complessivo delle prove, per assicurare loro equità ed omogeneità, tanto più che il voto finale influisce sull’ammissione all’università.

Rispondendo al senatore Procacci, che aveva sollevato il problema delle classi di concorso, il Ministro afferma poi che i temi del sovranumero, dei trasferimenti e degli esuberi è all’attenzione del suo Dicastero. Certamente, l’accorpamento determina criticità, così come è accaduto nell’università con riguardo ai settori scientifico-disciplinari. Si tratta tuttavia di una misura indispensabile per superare l’eccessiva frammentazione. Gli uffici sono comunque al lavoro per trovare i correttivi possibili volti ad evitare le problematiche più pesanti.

Con riferimento alla proliferazione dei corsi di laurea, stigmatizzata dal senatore Ceruti, ella conferma la riduzione del 20 per cento (da 5.879 a 4.370) oltre a quella del 40 per cento dei settori scientifico-disciplinari, conseguita grazie alla collaborazione di CUN e CRUI.

Riferisce altresì che è in corso un confronto con il ministro Fazio per cercare una soluzione condivisa alla questione delle facoltà di medicina sollevata dalla senatrice Mariapia Garavaglia. In particolare, risulta più semplice ridurre la durata delle scuole di specializzazione, mentre è più complesso analogo provvedimento sulle facoltà, che sono disciplinate a livello europeo. Sono in corso riflessioni anche circa il test di ingresso, alla luce delle sperimentazioni effettuate. Annuncia quindi che, prima della pausa estiva, conta di illustrare le misure oggetto di accordo con il Ministro della salute.

Ella si sofferma indi sulle tematiche relative all’AFAM, comunicando anzitutto che lo schema dell’ultimo regolamento necessario per completare la riforma, sulle procedure e modalità per la programmazione dello sviluppo e la razionalizzazione del sistema, nonché sul reclutamento e la valutazione, è stato trasmesso al Ministero dell’economia e alla Funzione pubblica per il concerto. Indi, dovrà essere approvato dal Consiglio dei ministri e sottoposto al parere del Consiglio di Stato e del Parlamento. In proposito, ella condivide l’assoluta urgenza dell’atto, che ha ripetutamente sollecitato, in assenza del quale non possono essere predisposte ulteriori iniziative ad esempio sui centri di eccellenza e la distribuzione territoriale delle istituzioni. Più semplice risulta invece l’iter delle modiche da apportare al regolamento sulla composizione e funzionamento del CNAM, nell’ottica di adeguarlo ai nuovi settori disciplinari. Quanto alla doppia frequenza, sono emerse posizioni diverse nel CNAM (favorevole ad attribuire 90 crediti) e nel CUN (favorevole a 70 crediti), rispetto alle quali si cerca un’intesa. Sono poi allo studio provvedimenti per consentire lo sdoppiamento delle cattedre in due spezzoni ed andare così incontro alle esigenze di flessibilità del sistema. I risparmi conseguenti a tale razionalizzazione consentirebbero peraltro la stabilizzazione dei 600-650 precari attuali. Nella manovra non è invece entrato lo sgravio fiscale sull’IVA, immaginato sulla falsa riga di quanto riconosciuto all’università, per il quale occorrerà quindi procedere con altro strumento. Dopo aver sottolineato come la statizzazione degli istituti musicali pareggiati necessiti in realtà di idonee risorse, riferisce di aver istituito un tavolo tecnico con tutti i referenti del comparto, che si riunirà per la prima volta il 27 luglio prossimo, con il compito di individuare le maggiori criticità che ostacolano la piena attuazione della riforma. Manifesta infine interesse per la proposta di istituire i politecnici delle arti, quali centri di eccellenza della formazione artistica. Nel riferire sulle esperienze già in atto a Napoli e Verona, sottolinea l’esigenza di sinergie e collaborazioni che, da un lato, determinino economie di spese e, dall’altro, migliorino la gestione e l’offerta formativa.

Ella si riserva poi di rispondere alla senatrice Soliani sulla Scuola europea di Parma, di cui sottolinea il carattere di eccellenza, e risponde affermativamente alla domanda della senatrice Blazina sui concorsi per dirigenti scolastici con riferimento alle scuole in lingua slovena. Manifesta altresì disponibilità ad un nuovo incontro sugli organici di dette scuole con le realtà istituzionali preposte.

Dopo aver assicurato di non voler procedere in modo unilaterale sul dimensionamento, informa indi che una prima tranche del miliardo stanziato a favore dell’edilizia scolastica è stata già distribuita. Non è tuttavia facile spendere le risorse, per la concorrenza delle competenze e la farraginosità delle procedure. Ella si ripromette tuttavia di risollevare la questione nella prossima riunione della Conferenza Stato-regioni, onde avviare una proficua collaborazione. Comunica che è stata peraltro completata l’Anagrafe degli edifici scolastici, cosicché è finalmente possibile disporre di un attendibile elenco di priorità.

Ancorchè sia stata di recente approvata la riorganizzazione del Ministero, conviene infine che la direzione generale per l’AFAM possa in futuro essere accorpata a quella dell’università, sia pure nel rispetto delle singole specificità, sottolineando l’opportunità di sviluppare sinergie fra le due articolazioni.

 

Conclusa la replica del Ministro, ha la parola il senatore RUSCONI (PD) il quale esprime profonda amarezza per l’accusa di comportamenti disonesti rivolta a due componenti del suo Gruppo. Si tratta, a suo avviso, di un’espressione inaccettabile, che ha travalicato il dovuto rispetto reciproco. Non si può infatti non riconoscere alla sua parte politica di difendere sempre le proprie idee con passione, convinzione ed onestà.

 

Il ministro GELMINI chiarisce di non aver voluto offendere nessuno. Se l’espressione usata può essere stata infelice, ella ribadisce che il Governo non è affatto insensibile a tematiche delicate e rilevanti come la disabilità. E’ dunque scorretto insistere, come l’opposizione ha fatto negli ultimi tre anni, nell’accusare il suo Dicastero di colpe che i dati smentiscono sul piano oggettivo.

 

La senatrice BASTICO (PD) tiene a precisare che non ha mai affermato che gli insegnanti di sostegno siano diminuiti, bensì ha sollecitato l’adozione dell’organico funzionale. Coglie poi l’occasione per manifestare sorpresa in ordine alla cifra di un miliardo che, secondo il Ministro, sarebbe destinata all’edilizia scolastica. Quanto alla prima tranche¸ pari a 358 milioni, puntualizza che, a quanto le consta, le scuole non l’hanno ancora ricevuta.

 

Il ministro GELMINI conferma che le risorse sono state ripartite.

 

La senatrice SOLIANI (PD) chiarisce la portata delle sue critiche rivolte alla politica scolastica del Governo in tema di sostegno all’handicap, rilevando che a seguito delle misure introdotte la condizione degli alunni disabili è peggiorata.

 

Il PRESIDENTE ringrazia il Ministro per i contenuti dell’audizione, nonché per le precisazioni rese, ricche di dettagli ed informazioni. Dichiara indi conclusa l’audizione.

 

La seduta termina alle ore 10.

13 luglio Immissioni in ruolo

Il 13 luglio a Palazzo Chigi ha avuto inizio la fase negoziale del Piano triennale per l’assunzione a tempo indeterminato di circa 65mila tra docenti e ATA, nell’arco degli anni 2011-2013.

Di seguito il comunicato stampa del MIUR:

Scuola, Piano triennale per evitare insorgenza nuovo precariato.
Assunzioni solo in base alle esigenze della scuola

(Roma, 13 luglio 2011) Oggi a Palazzo Chigi, alla presenza del ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Mariastella Gelmini, del ministro della Pubblica Amministrazione Renato Brunetta, del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta e dei sindacati di categoria, è iniziata la già prevista fase negoziale del Piano triennale per l’assunzione a tempo indeterminato di circa 65mila tra docenti e ATA, nell’arco degli anni 2011-2013, sulla base dei posti vacanti disponibili in ciascun anno. Il Piano, già deciso e approvato da alcuni mesi, eviterà la formazione di nuovo precariato in futuro e risponde ad una nuova filosofia: prevede infatti esclusivamente assunzioni basate sul reale fabbisogno del sistema d’istruzione, come sarà sempre, d’ora in poi, per tutte le assunzioni nel mondo della scuola.

Il Piano triennale di immissioni in ruolo è un ulteriore risultato della razionalizzazione attuata in questi anni. Allo stesso tempo, è una risposta concreta al problema del precariato e delle graduatorie, e garantisce la stabilità del servizio scolastico ed educativo e le aspettative di quegli insegnanti abilitati iscritti nelle graduatorie ad esaurimento che prestano continuativamente da anni la propria attività tramite incarichi annuali.

Il Piano è ad invarianza dei saldi di finanza pubblica e agisce in continuità e coerentemente con la politica di razionalizzazione. Proprio questa ottimizzazione, insieme al confronto con le parti sociali, oggi rende possibili le immissioni in ruolo, incidendo positivamente sulla qualità dell’insegnamento e riducendo i tempi per l’assorbimento dei precari. Proprio per la continuità del servizio scolastico, nel Decreto per lo sviluppo, è previsto anche che le graduatorie vengano aggiornate ogni tre anni, con la possibilità di scegliere una sola provincia. Chi viene immesso in ruolo non può chiedere il trasferimento in altre province per un periodo di cinque anni.

Le ultime stime elaborate dal Ministero prevedevano che, grazie ai pensionamenti e alle immissioni in ruolo degli ultimi anni, il fenomeno avrebbe trovato una definitiva soluzione in alcuni anni. I provvedimenti contenuti nel Decreto per lo sviluppo consentono, all’interno del quadro di riorganizzazione del personale della scuola, di ridurre i tempi previsti e dunque di risolvere definitivamente un problema nato nei decenni passati, a causa di scelte politiche irresponsabili che hanno fatto lievitare fino a 250mila il numero degli insegnanti abilitati, iscritti nelle graduatorie ad esaurimento.

7 luglio Senato approva DL Sviluppo

Il 7 luglio il Senato approva definitivamente la “Conversione in legge del decreto-legge 13 maggio 2011, n. 70, concernente Semestre Europeo – Prime disposizioni urgenti per l’economia” (AS 2791)

Di seguito il comunicato stampa (da Governo.it)

Il Decreto sviluppo è legge

Approvato definitivamente dal Senato il 7 luglio scorso il decreto legge sullo sviluppo (decreto legge 13 maggio 2011 n.70), in vigore dal 14 maggio dopo la promulgazione del Capo dello Stato e la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del 13 maggio scorso.

Con 162 voti favorevoli, 134 contrari ed un’astensione l’Aula di Palazzo Madama ha approvato in via definitiva l’articolo unico del disegno di legge n. 2791, sul quale il Governo aveva posto la questione di fiducia.

Il ddl di “Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 13 maggio 2011, n. 70, concernente Semestre Europeo – Prime disposizioni urgenti per l’economia” era stato già approvato dalla Camera dei deputati il 21 giugno scorso.

Queste le principali modifiche introdotte nel testo del decreto convertito in legge:

Credito d’imposta

Valido per le imprese che investono nel Mezzogiorno. Viene istituito per ogni lavoratore assunto a tempo indeterminato nei dodici mesi successivi all’entrata in vigore della legge di conversione del decreto. Se i posti di lavoro creati non sono conservati per un periodo minimo di 3 anni o di due anni nelle caso delle pmi e se vengono accertate violazioni non formali, l’imprenditore deve restituire con l’aggiunta di sanzioni il credito d’imposta già usufruito.

Rispetto al decreto legge, le modifiche introdotte in sede parlamentare estendono il credito l’imposta a favore delle imprese che finanziano progetti di ricerca anche per gli istituti di ricovero e cura a carattere scientifico. In credito d’imposta è introdotto in via sperimentale fino al 2012.

 

Distretti turistici

che perdono la parola “Alberghieri” per rimanere solo distretti turistici. Mentre il diritto di superficie ventennale contenuto nella prima versione del decreto viene stralciata. I distretti turistici godono di una serie di agevolazioni e semplificazioni di carattere fiscale, finanziario e amministrativo e costituiscono ‘zone a burocrazia zero”.

 

Equitalia e fisco

Se i debiti con il fisco sono inferiori ai duemila euro, le azioni cautelari ed esecutive possono scattare solo dopo l’invio di due solleciti di pagamento a distanza di almeno sei mesi.

L’ipoteca sulla prima casa può essere iscritta solo se l’importo complessivo del credito è superiore a 20mila euro. Così per gli espropri che potranno essere effettuati solo se la somma supera i 20mila euro. Se invece non si tratta della prima casa e l’iscrizione al ruolo non è più contestabile, la soglia che fa scattare l’ipoteca ed esproprio si abbassa a 8mila euro. Prima di iscrivere ipoteca sui beni immobili, l’agente della riscossione deve comunicare al contribuente che, in assenza di pagamento delle somme dovute entro il termine di trenta giorni, si procederà con l’iscrizione.

I controlli in azienda da parte del fisco devono essere nel tetto dei 15 giorni lavorativi e contenuti al massimo in un trimestre.

Inoltre, dal primo gennaio 2012, l’attività di riscossione delle entrate fatta da Equitalia per conto dei Comuni termina per tornare in capo agli enti locali.

Sugli interessi delle cartelle esattoriali, si stabilisce che la misura degli interessi per il versamento, la riscossione e i rimborsi dei tributi venga fissata nel limite massimo di un punto percentuale (attualmente è di tre) rispetto al tasso al saggio legale pubblicato annualmente a cura del ministero dell’Economia. Questa norma è valida solo per le cartelle future.

 

Rinegoziazione mutui

Viene ampliata la platea dei destinatari della disciplina sulla rinegoziazione dei mutui ipotecari a tasso variabile. In particolare, l’importo dei finanziamenti rinegoziabili è elevato da 150 mila a 200 mila euro.

 

Sportello unico imprese

Nei Comuni inadempienti verranno nominati commissari ad acta.

 

Due nuovi enti

Viene istituita l’Agenzia nazionale per la regolazione e la vigilanza in materia di acqua e l’ente per il microcredito.

30 giugno Manovra Finanziaria 2011

Il Consiglio dei Ministri, nel corso della seduta del 30 giugno, ha approvato, su proposta del Ministro dell’economia e delle finanze, due disegni di legge relativi al Rendiconto generale dell’Amministrazione dello Stato per il 2010 e alle disposizioni per l’assestamento del bilancio di previsione dello Stato per l’anno 2011.

Il primo disegno di legge prende atto dei risultati conseguiti nel decorso esercizio, nell’evoluzione dei conti pubblici. Il Rendiconto generale dello Stato, nelle sue componenti del conto del bilancio e del conto del patrimonio, è stato assoggettato a parificazione dalla Corte dei conti il 28 giugno scorso.

Il saldo netto da finanziare per la competenza dell’anno 2010, in termini di accertamenti e impegni, al netto delle regolazioni contabili e debitorie, si attesta a 17.402 milioni di euro, derivante da entrate finali accertate per 485.297 milioni di euro e da spese finali impegnate per 502.699 milioni di euro; l’avanzo primario si cifra in 52.121 milioni di euro.

Il secondo disegno di legge riguarda l’assestamento del bilancio di previsione per il 2011, che riporta l’impostazione per missioni e programmi approvata con la legge di bilancio 2011 (n. 221 del 2010).

I dati del provvedimento, al netto delle regolazioni contabili e debitorie, recepiscono l’andamento delle entrate tributarie, con un incremento di circa 7,6 miliardi di euro, e quello delle entrate extra-tributarie, con un incremento di circa 100 milioni di euro. In particolare, le variazioni allineano le previsioni di bilancio 2011 al quadro macroeconomico corrente, assunto a base per l’elaborazione delle stime contenute nel Documento di economia e finanza per gli anni 2012-2014.

Dal loro canto le spese, sempre al netto delle regolazioni contabili e debitorie, evidenziano un decremento di circa 2 miliardi di euro, dovuto principalmente alla contrazione della spesa per interessi.

L’assestamento del bilancio in termini di competenza, al netto delle predette regolazioni, mostra un miglioramento (circa 9 miliardi di euro) del saldo netto da finanziare, che si colloca intorno ai 32.100 milioni di euro, rispetto ai 40.600 milioni di euro iniziali, mentre restano sostanzialmente neutrali gli effetti sull’indebitamento netto e sul fabbisogno statale, in quanto le variazioni sono già state inglobate nei tendenziali.

12 giugno Referendum

Il 12 e 13 giugno 2011 si svolgono le votazioni su quattro referendum popolari.

Di seguito la nota del Ministero dell’Interno:

Domenica 12 e lunedì 13 giugno 2011 i cittadini italiani saranno chiamati al voto per esprimersi su quattro referendum popolari per l’abrogazione di disposizioni di leggi statali.

Le denominazioni sintetiche, formulate dall’Ufficio centrale per il referendum costituito presso la Corte Suprema di Cassazione, in relazione a ciascuno dei quattro quesiti referendari dichiarati ammissibili, sono:

a) referendum popolare n. 1 – Modalità di affidamento e gestione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica. Abrogazione;

b) referendum popolare n. 2 – Determinazione della tariffa del servizio idrico integrato in base all’adeguata remunerazione del capitale investito. Abrogazione parziale di norma;

c) referendum popolare n. 3 – Nuove centrali per la produzione di energia nucleare. Abrogazione parziale di norme;

d) referendum popolare n. 4 – Abrogazione di norme della legge 7 aprile 2010, n. 51, in materia di legittimo impedimento del Presidente del Consiglio dei Ministri e dei Ministri a comparire in udienza penale, quale risultante a seguito della sentenza n. 23 del 2011 della Corte Costituzionale.

I decreti del Presidente della Repubblica del 23 marzo 2011, di indizione dei referendum, sono stati pubblicati nella Gazzetta Ufficiale n.77 del 4 aprile 2011.

9 giugno CdM approva DLvo Permessi e Aspettative

Il Consiglio dei ministri, nel corso della seduta del 9 giugno 2011, approva, su proposta del Ministro per la pubblica amministrazione e l’innovazione e del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, un decreto legislativo per il riordino delle possibilità di fruizione di permessi, congedi e aspettative nel settore pubblico e privato, a fini di razionalizzazione, semplificazione e risparmio di spesa. Il provvedimento ha ricevuto il parere favorevole della Conferenza unificata e delle Commissioni parlamentari.

Nella medesima seduta, su proposta del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, il CdM approva:
– uno schema di decreto legislativo per la revisione degli strumenti contabili, economico-finanziari e di controllo di gestione degli Atenei, con l’obiettivo di dare vita ad un nuovo e più moderno sistema contabile che salvaguardi l’autonomia delle Università e garantisca nel contempo una rilevazione di dati omogenei di rendiconto delle attività svolte;
– uno schema di decreto legislativo che disciplina adempimenti e procedure nel’eventualità di dissesto finanziario di un Ateneo e nell’ipotesi di commissariamento;
su entrambi i testi verrà acquisito il parere delle Commissioni parlamentari.

24 maggio Piano ITS

Il ministro dell’Istruzione presenta il Piano ITS – Istituti Tecnici Superiori

Di seguito il comunicato stampa:

Piano ITS – Istituti Tecnici Superiori
Da settembre 58 istituti per integrare istruzione, formazione e lavoro

 

(Roma, 24 Maggio 2011) Il ministro Mariastella Gelmini ha presentato il Piano ITS – Istituti Tecnici Superiori, per l’istituzione di un canale di istruzione terziaria non universitaria. Saranno scuole speciali di tecnologia e da settembre ne verranno attivate 58.

Gli ITS sono fondazioni costituite da scuole, università e imprese per dare vita ad un’autentica integrazione tra istruzione, formazione e lavoro. Alla loro nascita hanno contribuito 16 regioni, con il coinvolgimento di 110 istituti tecnici e professionali, più di 60 tra province e comuni, 200 imprese, 67 tra università e centri di ricerca, 87 strutture di alta formazione ed altri soggetti pubblici e privati, comprese le camere di commercio. Costituiranno dunque partnership con le imprese e svilupperanno cultura tecnologica per i giovani e per gli adulti occupati, contribuiranno ad una nuova valorizzazione del “made in Italy” e contribuiranno al rilancio dell’apprendistato.

Per la prima volta nel nostro Paese viene avviato un percorso di formazione di questo livello, a distanza di 37 anni dal primo tentativo organico di formare supertecnici con l’istituzione di “scuole speciali di tecnologia” nel 1973.

Gli ITS formeranno “super-tecnici” nelle aree tecnologiche del piano di intervento “Industria 2015”: 1) efficienza energetica; 2) mobilità sostenibile negli ambiti della logistica, del trasporto aereo, marittimo e ferroviario; 3) nuove tecnologie per il “made in Italy”, negli ambiti: meccanica, moda, alimentare, casa e servizi alle imprese; 4) beni e attività culturali; 5) informazione e comunicazione 6) tecnologie della vita.

Con gli Istituti Tecnici Superiori anche l’Italia si dota finalmente di un’offerta formativa post-secondaria, integrata di istruzione, formazione e lavoro: essa si sviluppa in parallelo ai percorsi universitari e, in base alla recente riforma dell’università, si sostituirà in parte e in modo progressivo, a numerosi corsi accademici a carattere tecnico-professionale, che potranno meglio essere sviluppati con gli ITS.

Questa sostituzione è già stata sollecitata con il “Piano triennale dell’università” 2010/2012, che prevede anche che gli atenei possano federarsi con gli ITS e realizzare progetti per il riconoscimento dei crediti acquisiti a conclusione dei relativi percorsi.

L’ultimo rapporto dell’OCSE ha dato grande risalto all’avvio degli ITS e in particolare a questo tipo di relazione con il sistema universitario.

E’ importante sottolineare che gli ITS non sono un prolungamento del sesto e settimo anno della scuola superiore ma corsi professionalizzanti di alta specializzazione tecnica realizzati secondo i modelli internazionali più avanzati (le SUPSI svizzere, le IUT francesi e le Fachhochschule tedesche).

Gli ITS per funzionare dovranno creare le competenze realmente richieste dalle imprese e non definite esclusivamente dalle scuole. Acquisiranno quindi una specifica identità culturale e formativa.

Il Miur, insieme alle Regioni, monitorerà ed accompagnerà lo sviluppo degli ITS. Per definire le competenze comuni e le competenze specifiche delle singole aree tecnologiche, verrà osservato il principio di sussidiarietà e del rispetto dell’autonomia dei soggetti formativi, al fine di garantire la spendibilità dei diplomi finali su tutto il territorio nazionale, e di lasciare ampi spazi per rispondere alle esigenze del territorio.

 

Una nuova istruzione tecnica: opportunità per giovani e imprese

Gli ITS si collocano nel percorso di riforma dell’istruzione tecnica e professionale, come valore aggiunto e fattore competitivo nell’economia del Paese.

L’istruzione tecnica e professionale è alla base della lotta contro la disoccupazione giovanile e del raggiungimento degli obiettivi di Europa 2020, per ridurre l’abbandono scolastico sotto la soglia 10%.

E’ necessario un maggiore raccordo tra mondo del lavoro e istruzione. Per questo la riforma punta alla modernizzazione dell’impianto organizzativo attraverso un’offerta formativa innovata soprattutto per gli istituti tecnici e professionali.

Nel nostro Paese, il deficit annuo di tecnici intermedi è di circa 110mila unità. Le aziende non trovano le professionalità tecniche di cui necessitano e questa carenza costituisce un ulteriore elemento di debolezza nella competitività internazionale. La riforma ha quindi voluto eliminare i pregiudizi per affermare la pari dignità tra licei, istruzione tecnica e istruzione professionale.

E’ necessario ora dare attuazione a programmi coordinati di orientamento, formazione degli insegnanti, modernizzazione dei laboratori, in stretto collegamento con la domanda del settore produttivo, rafforzando le esperienze di stage, tirocinio e alternanza scuola-lavoro e il raccordo scuola-impresa attraverso i Comitati Tecnico Scientifici e i Dipartimenti.

Per raggiungere questo obiettivo, sono stati diffusi in rete strumenti per l’orientamento alle iscrizioni agli istituti tecnici e professionali per i giovani e le loro famiglie, i docenti e i dirigenti scolastici, utilizzando i risultati del lavoro comune con le associazioni datoriali (Confindustria), prodotto nell’edizione di Job & Orienta 2010, riservando anche una nuova attenzione al problema dell’orientamento.

Lo spazio riservato sul sito Miur all’orientamento contiene anche dati sintetici sui risultati dell’ultima indagine Excelsior di Unioncamere, perché gli studenti e, soprattutto, le loro famiglie, all’atto delle iscrizioni ai percorsi del secondo ciclo di istruzione e formazione, compiano scelte consapevoli anche in relazione ai fabbisogni formativi espressi dal mondo del lavoro e delle professioni.

La scelta di puntare sull’istruzione tecnica è stata premiata dalle iscrizioni, a dimostrazione che occorre un’azione di diffusione culturale del recupero della valenza formativa del lavoro e dell’istruzione tecnica e professionale.

Nell’anno scolastico 2011/2012 c’è stata una ripresa delle iscrizioni rispetto allo scorso anno scolastico (+0,4%): aumenta la preferenza per il settore Tecnologico (+1,1%). In aumento anche gli studenti iscritti al Liceo scientifico per l’opzione scienze applicate (+1,9%).

 

Apprendistato
Stanziati 5 milioni per progetti pilota in 8 regioni

Il diploma superiore dell’ITS è conseguibile anche attraverso l’apprendistato. Il Testo Unico sull’apprendistato approvato dal Governo finalmente ricompone l’intera disciplina dell’integrazione scuola e lavoro e valorizza la cultura del lavoro nei contesti educativi.

Sono state così coordinate tutte le misure del governo per contrastare la disoccupazione giovanile, favorire l’ingresso dei più giovani nel mondo del lavoro ed arginare il fenomeno della dispersione scolastica.

L’apprendistato non è l’addestramento professionale. Nell’apprendistato, i contenuti formativi minimi previsti sono quelli necessari per l’acquisizione di quelle competenze e conoscenze per l’esercizio dei diritti di cittadinanza.

Il testo unico disciplina tre diversi tipi di contratto di apprendistato: 1) l’apprendistato per la qualifica professionale; 2) l’apprendistato professionalizzante o contratto di mestiere; 3) l’apprendistato di alta formazione e di ricerca.

Attraverso questi contratti di apprendistato sarà possibile:

– assolvere l’obbligo di istruzione e conseguire una qualifica, con l’apprendistato per la qualifica professionale;

– conseguire il diploma regionale, per poi proseguire di formazione terziaria degli IFTS, con l’apprendistato professionalizzante o contratto di mestiere;

– conseguire diploma di ITS, lauree e dottorati, con l’apprendistato di alta formazione e di ricerca,

Il nuovo apprendistato rappresenta uno strumento di successo anche per i più bravi e motivati allo studio delle scuole secondarie superiori, delle università e dei dottorati di ricerca.

Sull’apprendistato per la qualifica professionale sono già stati stipulati accordi con la Regione Lombardia e la Regione Veneto e sono in fase di elaborazione accordi con altre Regioni.

Il Miur ha già stanziato 5 milioni di euro per realizzare, in otto regioni, progetti pilota per percorsi di apprendistato utili all’assolvimento dell’obbligo di istruzione.

Il documento “Italia 2020 – Piano per l’occupabilità dei giovani”, firmato dal Miur con il Ministero del Lavoro e il Ministero della Gioventù, rappresenta la volontà di integrare sempre di più scuola e lavoro e testimonia la proficua collaborazione tra le amministrazioni per affrontare e risolvere problemi cruciali per il futuro dei giovani e del Paese.