Pensioni, disponibile funzione “Comunicazione Servizi INPS”. Invio posizioni convalidate

da Orizzontescuola

di redazione

Il Miur ha inviato una nota alle scuole, avente per oggetto le cessazioni del personale dal 01/09/2019.

Funzione “Comunicazione Servizi INPS”

L’Amministrazione, nello specifico, comunica che è disponibile per gli Uffici Scolastici Territoriali e per le segreterie scolastiche, la funzione “Comunicazione Servizi INPS” nell’area SIDI -Fascicolo Personale Scuola.

Aggiornamenti apportati alla funzione

Il Miur, oltre alla disponibilità della succitata funzione, comunica anche gli aggiornamenti apportati alla medesima. Ecco quali:

  • è possibile importare i servizi pre ruolo ante 1988;
  • è stato introdotto un controllo in fase di convalida servizi che avvisa l’utente, con un messaggio non bloccante, se sono presenti più servizi sovrapposti e se almeno uno dei servizi risulta svolto ad orario completo;
  • è stata aggiornata la valorizzazione del campo imponibile (che può essere comunque modificato dall’utente) in caso di servizio ad orario ridotto. Se è presente l’indicazione dell’orario l’importo è riproporzionato sulla base dell’orario effettivo svolto nel singolo periodo, altrimenti è riproporzionato al periodo su base giornaliera;
  • ad INPS saranno trasmesse settimanalmente tutte le posizioni convalidate entro le ore 20:00 del giovedì. Seguirà una successiva comunicazione con l’indicazione della tempistica verso INPS con la prima e l’ultima data di invio utile.

nota

Pensioni Quota 100, domanda insegnanti e ATA: due settimane di tempo

da Orizzontescuola

di redazione

La bozza del decreto su Pensioni Quota 100 ha riaperto per il personale della scuola, in particolare per insegnanti e ATA, la possibilità di poter aderire alla misura. Ma la presentazione delle domande è scaduta il 12 dicembre.

Pensionamenti dal 1° settembre 2019

Nella bozza del decreto già resa pubblica, che nei prossimi giorni sarà approvato dal consiglio dei ministri,   è chiaramente specificato nell’art. 14, comma 7, che per il personale della scuola ed AFAM rimangono in vigore le disposizioni dell’art. 59, comma 9 della legge n. 449/1997.

Tale articolo della legge 449 recita: “Per il personale del comparto scuola resta fermo, ai fini dell’accesso al trattamento pensionistico, che la cessazione dal servizio ha effetto dalla data di inizio dell’anno scolastico e accademico, con decorrenza dalla stessa data del relativo trattamento economico nel caso di prevista maturazione del requisito entro il 31 dicembre dell’anno.

Per il personale della scuola, quindi, il pensionamento al 1° settembre 2019 è possibile:  per il computo dei mesi necessari ai fini dell’accesso si tiene  conto di settembre, ottobre, novembre dicembre, anche se non  effettivamente prestati, qualora  in tal modo il pensionando  maturi i requisiti per  il pensionamento al 31 dicembre.

Nuova finestra su Istanze online

Unico punto interrogativo per i dipendenti del comparto scuola: non avendo presentato domanda di cessazione dal servizio a dicembre 2018 per il pensionamento il 1 settembre 2019 saranno necessarie indicazioni da parte del MIUR.

Queste ultime vengono anticipate nell’edizione odierna di Italia Oggi. Si tratta ancora di notizie non ufficiali, che potrebbero subìre delle modifiche in base agli eventi, ma sono un punto di partenza.

Due settimane per presentare domanda. Il Miur potrebbe decidere di assegnare due settimane circa per la presentazione delle domande, in  modo da non incidere troppo sul lavoro per la costituzione degli organici e le operazioni successive (mobilità, ruoli, supplenze). Obiettivo del Ministro chiudere tutto entro il 31 luglio.

Molte penalizzazioni, insegnanti e ATA potrebbero non aderire

Al momento il numero delle domande presentate é

Docenti: 15.190

Ata: 4.448

Personale educativo 34

IRC 131

A questi numeri andranno aggiunti quelli derivanti delle pensioni attribuite d’ufficio.

Si tratta di numeri ancora generali. Saranno adesso gli Uffici Scolastici, esaminate le domande,  a pubblicare il dettaglio delle pensioni per ordine di scuola e classe di concorso.

Le penalizzazioni (taglio dell’assegno del 5% per l’anticipo di un anno fino ad arrivare al 30% nel caso di 4 anni) legate al provvedimento Pensioni quota 100 potrebbero far desistere numerosi insegnanti e ATA dall’adesione, pur raggiungendo il requisito.

Secondo le indiscrezioni pubblicate dal Miur solo il 10% della platea potenziale (70.000) potrebbe decidere di aderire. Numeri che sostanzialmente non cambierebbero gli organici.

Ma si tratta di un’ipotesi. I numeri reali si potranno conoscere solo a domanda presentata.

E’ presto per dire se le date per i Dirigenti Scolastici saranno le stesse. Nel frattempo infatti per loro l’istanza è ancora aperta fino al 28 febbraio.

Estate all’estero con Intercultura, 170 borse di studio in scadenza a gennaio

da La Tecnica della Scuola

Di Lara La Gatta

Attenti al calendario, perché riportano scadenze diverse le 170 borse di studio offerte da aziende ed enti per partecipare a programmi di Intercultura nell’estate 2019.

Si tratta di borse di studio riservate agli studenti delle scuole superiori dai 14 ai 18 anni che desiderano trascorrere l’estate all’estero.

Confermate anche quest’anno le numerose borse di studio erogate da Telecom Italia (45 riservate ai figli dei dipendenti), Gruppo Poste Italiane (2 borse per i programmi scolastici annuali e 18 per quelli estivi riservate ai figli di dipendenti), Gruppo Esselunga (con 15 borse per i figli dei dipendenti), Pirelli (2 borse per i figli dei dipendenti).

Nella maggior parte dei bandi la scadenza per le iscrizioni è il 20 gennaio 2019, con qualche eccezione, come ad esempio le 25 Borse messe a disposizione da Intesa Sanpaolo per i figli dei Clienti delle banche italiane del Gruppo (scadenza 13 gennaio 2019).

Le mete offerte da Intercultura vanno dai “classici” soggiorni per potenziare la lingua innglese nel Regno Unito, Irlanda, Canada e USA, a programmi di 4 settimane in Argentina, Cina, Giappone, India, Russia, Tunisia.

La lista di tutte le borse sponsorizzate è consultabile all’indirizzo: www.intercultura.it/programmi-estivi/borse-di-studio-sponsorizzate-estive/.

Istat 2018: 90.000 studenti in meno, il calo maggiore nella scuola dell’infanzia

da La Tecnica della Scuola

Di Lara La Gatta

L’anno scolastico 2016/2017 ha registrato una diminuzione del numero degli studenti nelle scuole di primo e secondo ciclo, con addirittura più di 90.000 iscritti in meno rispetto all’anno precedente. Il calo più significativo nelle scuole dell’infanzia, con ben 64.284 bambini in meno, ma la diminuzione interessa anche gli alunni nelle scuole primarie (meno 13.347 unità) e nelle scuole secondarie di primo grado (meno 6.178), mentre il calo nelle scuole secondarie di secondo grado è meno significativo (meno 1.234).

In diminuzione anche i bambini stranieri nella scuola dell’infanzia, mentre continua ad aumentare la presenza degli studenti di cittadinanza non italiana nei vari cicli scolastici, pari ormai al 9,2 per cento del totale.

Questi sono alcuni dei dati riportati nel capitolo “Istruzione e Formazione” dell’Annuario Istat 2018.

In merito alla presenza di alunni stranieri nelle nostre scuole, c’è differenza a livello territoriale: gli iscritti stranieri sono più presenti nelle regioni del Nord (15,4 per cento) e meno nel Mezzogiorno (3,3).

In lieve diminuzione i ripetenti della scuola secondaria di secondo grado, che nell’anno scolastico 2016/2017 sono pari, in media, al 6,6 per cento degli iscritti.

La percentuale di licenziati sugli ammessi agli esami della scuola secondaria di primo grado si conferma pari al 99,8 per cento. Migliorano anche i voti: scende al 49,4 per cento il numero di alunni che consegue il titolo con un voto inferiore all’otto, ma cresce la quota di chi supera l’esame con i voti più alti (dieci o dieci e lode) che raggiunge 10,2 per cento (era il 9,3 l’anno scolastico precedente).

In calo anche la percentuale dei non ammessi alla classe successiva: nella scuola secondaria di I grado si passa dal 2,8 al 2,2 %) , mentre nella secondaria di secondo grado dove si attesta al 7,9 per cento (era l’8,2 per cento l’anno scolastico precedente).

Con riferimento agli esami di Stato conclusivi del secondo ciclo, la quota degli ammessi è stabile al 99,5 per cento. Gli studenti dei licei classici, musicali e coreutici sono quelli che ottengono i migliori risultati (si diploma il 99,9 per cento degli ammessi).

Nel 2016 rimane invece stabile la quota di giovani diplomati che si iscrive all’università subito dopo il conseguimento del diploma (50,3 per cento). Il tasso di passaggio all’università è più alto tra le donne e nelle regioni del Nord-ovest.

Quanti studenti iscritti regione per regione. Tutti i numeri

da La Tecnica della Scuola

Di Andrea Carlino

Da ieri e fino alle 20.00 del 31 gennaio 2019 le famiglie possono effettuare la procedura on line per l’iscrizione alle classi prime della scuola primaria e della secondaria di I e II grado.

Per poter trasmettere la domanda, è necessaria la preventiva registrazione al portale, al fine di ottenere le credenziali (codice utente e password).

La registrazione deve essere effettuata dal genitore o da chi esercita la responsabilità genitoriale (è necessario avere a portata di mano il proprio documento di identità).

Chi ha un’ identità digitale SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale) non deve fare la registrazione e può accedere direttamente alla compilazione della domanda a partire dal 7 gennaio 2019.

Gli studenti delle scuole italiane

Quanti sono gli studenti iscritti all’anno scolastico 2018-2019? In totale, in base ai dati Miur, sono 7.682.635 con la Lombardia in testa con 1.188.581 alunni.

Ecco il dato regione per regione.

Piemonte 530.382 (nelle superiori: 33.243 nei professionali, 58.979 nei tecnici, 83.304 nei licei)

Lombardia 1.188.581 (nelle superiori: 68.281 nei professionali, 135.875 nei tecnici, 178.316 nei licei)

Veneto 594.915 (nelle superiori: 41.931 nei professionali, 76.883 nei tecnici, 85.144 nei licei)

Friuli Venezia Giulia 144.004 (nelle superiori: 8.450 nei professionali, 18.207 nei tecnici, 22.721 nei licei)

Liguria 171.791 (nelle superiori: 12.344 nei professionali, 17.229 nei tecnici, 31.729 nei licei)

Emilia Romagna 549.100 (nelle superiori: 41.169 nei professionali, 66.399 nei tecnici, 83.747 nei licei)

Toscana 481.118 (nelle superiori: 34.797 nei professionali, 49.842 nei tecnici, 82.690 nei licei)

Umbria 117.665 (nelle superiori: 6.874 nei professionali, 10.366 nei tecnici, 21.366 nei licei)

Marche 210.045 (nelle superiori: 15.201 nei professionali, 21.968 nei tecnici, 34.158 nei licei)

Lazio 732.994 (nelle superiori: 32.285 nei professionali, 62.808 nei tecnici, 150.923 nei licei)

Abruzzo 173.061 (nelle superiori: 7.946 nei professionali, 17.420 nei tecnici, 31.620 nei licei)

Molise 38.079 (nelle superiori: 2.360 nei professionali, 4.610 nei tecnici, 6.942 nei licei)

Campania 879.561 (nelle superiori: 66.727 nei professionali, 85.567 nei tecnici, 162.990 nei licei)

Puglia 584.982 (nelle superiori: 44.715 nei professionali, 66.854 nei tecnici, 98.107 nei licei)

Basilicata 78.054 (nelle superiori: 6.632 nei professionali, 8.687 nei tecnici, 14.652 nei licei)

Calabria 275.748 (nelle superiori: 19.584 nei professionali, 32.002 nei tecnici, 46.751 nei licei)

Sicilia 729.810 (nelle superiori: 51.975 nei professionali, 71.594 nei tecnici, 122.849 nei licei)

Sardegna 202.745 (nelle superiori: 15.188 nei professionali, 22.750 nei tecnici, 36.881 nei licei).

Quota 100, sorridono docenti e Ata: per arrivare a 62 anni e 38 di contributi varrà tutto il 2019

da La Tecnica della Scuola

 Di Alessandro Giuliani

Il famigerato decreto con quota 100, ad un passo dall’approvazione in Consiglio dei ministri, potrebbe portare buone notizie per decine di migliaia di lavoratori della scuola.

L’ultima bozza disponibile, che comprende anche le modalità per ottenere il reddito di cittadinanza, spiega che “per il personale del comparto Scuola ad Afam si applicano le disposizioni di cui all’articolo 59, comma 9, della legge 27 dicembre 1997, n. 449”.

Cosa dice la Legge 449/97

In quel testo di legge, di 21 anni fa, si spiega che “per il personale del comparto scuola resta fermo, ai fini dell’accesso al trattamento pensionistico, che la cessazione dal servizio ha effetto dalla data di inizio dell’anno scolastico e accademico, con decorrenza dalla stessa data del relativo trattamento economico nel caso di prevista maturazione del requisito entro il 31 dicembre dell’anno”.

 

Allora, se le cose stanno così, sempre che la bozza non subisca modifiche all’ultimo momento, la doppia buona nuova è che per raggiungere il doppio requisito – età anagrafica minima e contributi da considerare nel “montante” dei 38 anni – varrà tutto il 2019.

Il 62° compleanno potrà cadere anche a dicembre

Questo significa che docenti, Ata e dirigenti scolastici che compiranno i 62 anni anche nei mesi terminali del 2019, comunque entro il 31 dicembre prossimo, dovrebbero comunque avere la possibilità di accedere a quota 100. In pratica, verrebbe la norma adottata con la pensione di vecchiaia.

E lo stesso discorso dovrebbe valere per il raggiungimento dei 38 anni complessivi di contribuzione: in pratica, varrebbero anche i quattro mesi che vanno da settembre a dicembre 2019, anche se il lavoratore non sarà più in servizio.

Altre regole per gli altri dipendenti pubblici

I dipendenti della scuola, invece, non potranno fruire della finestra e dei requisiti fissati per gli altri dipendenti statali: nello stesso decreto, infatti, si prevede che i dipendenti pubblici che maturano entro il prossimo 31 marzo i requisiti previsti dal comma 1 (il “raggiungimento di un’età anagrafica di almeno 62 anni e di un’anzianità contributiva minima di 38 anni”) “conseguono il diritto alla decorrenza del trattamento pensionistico trascorsi sei mesi dalla data di maturazione dei requisiti stessi”.

Pertanto, si legge sempre nella bozza del decreto in approvazione, “la domanda di collocazione a riposo deve essere presentata all’amministrazione di appartenenza con un preavviso di sei mesi”.

Nella stessa bozza, infine, leggiamo che i dipendenti pubblici che maturano dal 1° aprile 2019 i requisiti previsti dal comma 1 (almeno 62 anni e 38 di contributi utili), potranno accedere alla pensione “trascorsi sei mesi dalla data di maturazione dei requisiti stessi”.

Presto le indicazioni Miur-Inps

Viene da sé che per la scuola si attendono indicazioni ulteriori, prodotte congiuntamente dal ministero dell’Istruzione e dall’Inps, sempre dopo l’approvazione del decreto sull’anticipo pensionistico in CdM previsto forse giovedì prossimo.

Il Miur, soprattutto, dovrà scrivere, nero su bianco, i limiti temporali per l’età e per la validità della contribuzione, che dovrebbero essere quelli da noi illustrati, e anche i tempi di presentazione della domanda: tempi che si preannunciano molto stretti, probabilmente entro le prime settimane di febbraio, considerando che le esigenze di formazione degli organici della scuola partono proprio dai pensionamenti.

Intercultura: 170 borse di studio per trascorrere un’estate nel mondo

da Tuttoscuola

Attenzione al calendario per chi è in cerca di opportunità per i soggiorni estivi per i propri figli. Scadono in diverse date nel corso del mese di gennaio le iscrizioni per concorrere all’assegnazione di 170 borse di studio offerte da aziende ed enti per partecipare a programmi di Intercultura. Si tratta di borse di studio riservate agli studenti delle scuole superiori dai 14 ai 18 anni che desiderano trascorrere un’estate come cittadini del mondo, a contatto con nuove culture (la lista è consultabile all’indirizzo: www.intercultura.it/programmi-estivi/borse-di-studio-sponsorizzate-estive/).

Per chi è più propenso a conoscere luoghi lontani, i programmi di 4 settimane in Argentina, Cina, Giappone, India, Russia, Tunisia combinano l’incontro con culture diverse alla possibilità di imparare una nuova lingua. Se invece si è più interessati a rafforzare l’inglese, è possibile esplorare i programmi di Intercultura nel Regno Unito (Inghilterra e Galles), Irlanda, Canada (anglofono e francofono) e USA (Washington D.C. e San Diego). I programmi in Danimarca, Finlandia e Spagna sono a disposizione per chi vuole un’esperienza di carattere europeo.

Da segnalare la conferma anche quest’anno di numerose Borse di studio erogate da Telecom Italia (45 riservate ai figli dei dipendenti), Gruppo Poste Italiane (2 borse per i programmi scolastici annuali e 18 per quelli estivi riservate ai figli di dipendenti) Gruppo Esselunga (con 15 borse per i figli dei dipendenti), Pirelli (2 borse per i figli dei dipendenti). La maggior parte dei bandi prevede il termine delle iscrizioni per il 20 gennaio 2019, ma occorre fare attenzione a qualche eccezione come quella per le 25 Borse messe a disposizione da Intesa Sanpaolo per i figli dei Clienti delle banche italiane del Gruppo (scadenza anticipata al 13 gennaio 2019).

Un’estate all’estero può diventare un’esperienza interculturale, e non un solo viaggio, grazie al percorso di formazione che viene proposto agli studenti prima della partenza e grazie alle attività che vengono sviluppate all’estero, perché corsi di lingua ed esperienze sul campo si uniscono sinergicamente con l’obiettivo di aiutare i ragazzi a osservare la cultura locale e tornare a casa più consapevoli della propria.

170 DIVERSE PROPOSTE DI WELFARE AZIENDALE E TERRITORIALE

Sono sempre più numerosi gli enti, le Fondazioni, le aziende che sposano il progetto educativo di Intercultura e che, grazie al loro contributo, permettono a uno studente meritevole, ma bisognoso di sostegno economico, di poter trascorrere un periodo formativo all’estero

BORSE DI STUDIO PER STUDENTI RESIDENTI IN DETERMINATI TERRITORI

  • 6 Borse di studio da A2A Ambiente S.p.A. per studenti residenti o frequentanti una scuola nei Comuni di Acerra e Caivano
  • 9 Borse da A2A Energiefuture S.p.A. per studenti residenti o frequentanti una scuola nei Comuni di Brindisi, Carovigno, Latiano, Mesagne, San Pietro Vernotico, San Vito dei Normanni, Fogliano Redipuglia, Gradisca d’Isonzo, Monfalcone, Ronchi dei Legionari, San Canzian d’Isonzo, San Pier d’Isonzo, Staranzano, Sagrado, Doberdò del Lago, Duino, Turriaco, Barcellona Pozzo di Gotto, Castroreale, Gualtieri Sicaminò, Merì, Milazzo, Monforte San Giorgio, Pace del Mela, Roccavaldina, Rodì Milici, San Filippo del Mela, San Pier Niceto, Santa Lucia del Mela, Spadafora, Terme Vigliatore, Torregrotta, Valdina, Venetico.
  • 6 Borse da A2A Gencogas S.p.A. per studenti residenti o frequentanti una scuola nei Comuni di: Cassano d’Adda, Inzago, Vaprio d’Adda, Truccazzano, Brandizzo, Brusasco, Caluso, Casalborgone, Castagneto Po, Castiglione Torinese, Chivasso, Foglizzo, Gassino Torinese, Lauriano, Mazzè, Moncucco Torinese, Montanaro, Pavarolo, Rondissone, San Benigno Canavese, San Raffaele Cimena, San Sebastiano da Po, Sciolze, Settimo Torinese, Carpineto Sinello, Carunchio, Casalanguida, Furci, Gissi, Guilmi, Liscia, Palmoli, San Buono, Scerni, città di Piacenza, Castelnuovo del Garda, Monzambano, Peschiera del Garda, Ponti sul Mincio, Pozzolengo, Sirmione, Valeggio sul Mincio, Volta Mantovana, Bergantino, Bondeno, Carbonara di Po, Castelmassa, Felonica, Magnacavallo, Melara, Ostiglia, Poggio Rusco, Sermide.
  • 4 Borse da A2A S.p.A. per studenti residenti o frequentanti una scuola nei Comuni di: Chiavenna, Colico, Gera Lario, Gordona, Madesimo, Mese, Piuro, Prata Camportaccio, Samolaco, Sorico, Villa di Chiavenna, Ampezzo, Cavazzo Carnico, Comeglians, Gemona del Friuli, Osoppo, Ovaro, Somplago, Trasaghis, Tolmezzo, Villa Santina, Bormio, Grosio, Grosotto, Livigno, Morbegno, Sondalo, Sondrio, Tirano, Albi, Aprigliano, Caccuri, Cardinale, Catanzaro, Cosenza, Crotone, Cotronei, Magisano, Parenti, San Giovanni in Fiore, Satriano, Sersale, Sorbo San Basile, Taverna.
  • 1 Borsa di studio per l’ Irlanda (a Dublino), per giovani studenti in contatto con E.L. Associazione Emofilici del Lazio
  • 1 Borsa per gli studenti di eccellenza, partecipanti al progetto Airport Angels di AdB da Aeroporto G. Marconi di Bologna S.p.A
  • 1 Borsa da parte del Comune per gli studenti meritevoli, residenti nel Comune di Collecchio
  • 5 Borse parziali riservate a studenti meritevoli, residenti nel Comune di Limido Comasco.
  • 2 Borse da parte del Comune per gli studenti meritevoli, residenti nel Comune di Malnate, frequentanti una scuola secondaria di II grado, con media scolastica degli ultimi 2 anni (a.s. 2016-2017 e a.s. 2017-2018) non inferiore al 7 e che, nella prima valutazione dell’anno in corso, non abbiano riportato votazioni insufficienti
  • 1 Borsa parziale da parte del Comune per gli studenti meritevoli, residenti nel Comune di Oltrona di San Mamette
  • 8 Borse di cui 4 Borse di studio messe a disposizione da SACBO S.p.A. e 4 Borse di studio messe a disposizione da BGY International Services Srl riservate a giovani studenti di eccellenza, partecipanti al progetto ASL di SACBO S.p.A

BORSE DI STUDIO PER FIGLI DI DIPENDENTI (E AFFINI)

E’ il welfare più apprezzato: tantissime sono le aziende che, anche grazie ai benefici fiscali, previsti, mettono a disposizione per i figli dei loro dipendenti borse di studio; così come molti istituti di credito offrono ai figli dei titolari di un conto corrente questo beneficio. Inoltre, anche Associazioni e privati cittadini, in numero crescente nel corso degli anni, offrono il loro contributo intitolandolo alla memoria di persone care venute a mancare. Ecco le proposte:

  • 45 Borse da Telecom Italia riservate ai figli di dipendenti del Gruppo Telecom Italia
  • 25 Borse da Intesa Sanpaolo riservate ai figli dei Clienti delle banche italiane del Gruppo (scadenza 13 gennaio)
  • 20 Borse dal Gruppo Poste Italiane (di cui 2 Borse per un programma di studio annuale in Argentina e USA) riservate ai figli dei dipendenti delle società appartenenti al Gruppo Poste Italiane (Poste Italiane, BancoPostaFondi SGR, Europa Gestioni Immobiliari, Gruppo Poste Vita, Mistral Air, Postel, PostePay, SDA Express Courier)
  • 15 Borse da Gruppo Esselunga riservate ai figli di dipendenti
  • ACEM (Associazione Attività Culturali e Ricreative Dirigenza Energia e Multiservizi) mette a disposizione borse di studio a copertura parziale destinate ai figli dei Soci
  • Autoteam SpA mette a disposizione dei figli di dipendenti, in memoria di Nicola Lamanna, una Borsa per un’estate in Irlanda
  • Banca di Cherasco Credito Cooperativo offre 2 Borse di studio riservate ai figli/e dei suoi Soci ed 1 Borsa di studio, intestata all’ex Presidente Alberto Bravo, rivolta esclusivamente ai figli/e dei propri dipendenti
  • 1 borsa di studio a contributo parziale per i figli dei dipendenti delle donne imprenditrici/amministratrici iscritte al gruppo APID; aperta anche a studenti meritevoli residenti nella provincia di Brescia
  • 3 Borse da Confindustria Lecco e Sondrio riservate ai figli dei dipendenti delle aziende associate, residenti ed iscritti in une delle scuole della province di Lecco e Sondrio
  • CRIF mette a disposizione anche quest’anno borse di studio per i figli dei dipendenti
  • 1 Borsa da e-Geos S.p.A. riservata ai figli di dipendenti
  • 1 borsa di studio a contributo parziale da Euro Cosmetic S.r.l. riservata a figli di dipendenti o, in caso di mancanza di candidature, il contributo potrà essere assegnato ad un giovane residente nel Comune di Trenzano (BS) o ad un giovane iscritto presso il Centro locale di Intercultura di Brescia
  • 1 Borsa da Nexive riservata ai figli di dipendenti
  • 2 Borse da Pirelli per i figli di dipendenti
  • 2 Borse parziali da Slowear S.p.A. riservate ai figli dei dipendenti in forza
  • 3 Borse da Telespazio S.p.A. riservate ai figli di dipendenti
  • Toscana Aeroporti S.p.A. offre 2 Borse di studio, una per ciascuna delle proprie sedi di Firenze e di Pisa, per i figli dei dipendenti
  • 1 Borsa da Turbocoating in memoria di Rosaria Cancellieri riservata ai figli dei dipendenti.

BORSE DI STUDIO PER PROGRAMMI SCOLASTICI:  Il Gruppo Poste Italiane, come indicato sopra, mette a disposizione 2 borse di studio per programmi scolastici annuali in Argentina e USA (una borsa di studio per ogni destinazione).

Sostegno: la mancata perequazione nella distribuzione dei posti sul territorio

da Tuttoscuola

L’Istat ha pubblicato in questi giorni un’interessante ricerca sulla disabilità all’interno del mondo della scuola italiana. Una ricerca che, come già aveva evidenziato un rigoroso studio della Corte dei Conti dell’estate scorsa, mette in evidenza, accanto ai tanti meriti del sistema per assicurare il diritto allo studio degli alunni con disabilità, anche i limiti e le criticità degli interventi dei diversi soggetti pubblici preposti (Ministero dell’istruzione ed Enti Locali).

Una criticità rimasta in ombra e che Tuttoscuola più volte ha evidenziato è quella della perequazione mancata nella distribuzione dei posti di sostegno sul territorio.

In base alla legge (comma 2-bis, art. 15, legge 128/2013), il rapporto tra posti di sostegno comunque attivati e posti stabilizzati in organico di diritto deve rispondere a criteri di equità. La legge recita infatti:  Dall’anno scolastico 2014/2015 il riparto dei posti… è assicurato equamente a livello regionale, in modo da determinare una situazione di organico di diritto dei posti di sostegno percentualmente uguale nei territori.

Il riparto di cui parla la legge è la distribuzione dei posti di sostegno in organico di diritto sul territorio. In base a quel dispositivo di legge, dunque, il rapporto medio nazionale pari al 60,3% dei posti in organico di diritto rispetto alla totalità dei posti di sostegno dovrebbe essere assicurato su tutto il territorio, almeno a livello regionale o di area geografica.

La situazione rilevata per l’anno scolastico 2018-19 evidenzia, invece, un quadro fortemente sperequato. Le regioni del Nord Ovest, del Centro Italia e delle Isole registrano un rapporto di stabilizzazione dei posti al di sotto della media nazionale del 60,3%, facendo registrare rispettivamente il 56,6%, il 57,6% e il 57,3%.

Decreto MiBAC 9 gennaio 2019, n. 13

MINISTERO PER I BENI E LE ATTIVITA’ CULTURALI

Regolamento di modifica al decreto 11 dicembre 1997, n. 507, recante norme per l’istituzione del biglietto di ingresso ai monumenti, musei, gallerie, scavi di antichità, parchi e giardini monumentali. (19G00018)
(GU Serie Generale n.37 del 13-02-2019)

IL MINISTRO PER I BENI E LE ATTIVITA' CULTURALI

Visto l'articolo 1, comma 1, della legge 25 marzo 1997, n. 78, concernente la soppressione della tassa di ingresso ai musei statali; Visto l'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400; Visto il decreto legislativo 20 ottobre 1998, n. 368, recante «Istituzione del Ministero per i beni e le attivita' culturali, a norma dell'articolo 11 della legge 15 marzo 1997, n. 59»; Visti gli articoli 101, 102, 103, 110, 130 del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, recante «Codice dei beni culturali e del paesaggio, ai sensi dell'articolo 10 della legge 6 luglio 2002, n. 137»; Visto in particolare l'articolo 103, comma 3, del decreto legislativo n. 42 del 2004, concernente l'accesso agli istituti ed ai luoghi della cultura; Visto il decreto-legge 12 luglio 2018, n. 86, convertito, con modificazioni dalla legge 9 agosto 2018, n. 97, recante «Disposizioni urgenti in materia di riordino delle attribuzioni dei Ministeri dei beni e delle attivita' culturali e del turismo, delle politiche agricole alimentari e forestali e dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, nonche' in materia di famiglia e disabilita'»; Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 29 agosto 2014, n. 171, recante «Regolamento di organizzazione del Ministero dei beni e delle attivita' culturali e del turismo, degli uffici della diretta collaborazione del Ministro e dell'Organismo indipendente di valutazione della performance, a norma dell'articolo 16, comma 4, del decreto-legge 24 aprile 2014, n. 66, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 giugno 2014, n. 89»; Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 1° dicembre 2017, n. 238, concernente «Regolamento recante modifiche al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 29 agosto 2014, n. 171, concernente il regolamento di organizzazione del Ministero dei beni e delle attivita' culturali e del turismo, degli uffici della diretta collaborazione del Ministro e dell'Organismo indipendente di valutazione della performance, in attuazione dell'articolo 22, comma 7-quinquies, del decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 giugno 2017, n. 96»; Visto il decreto del Ministro per i beni culturali e ambientali 11 dicembre 1997, n. 507, recante norme per l'istituzione del biglietto di ingresso ai monumenti, musei, gallerie, scavi di antichita', parchi e giardini monumentali, modificato da ultimo con decreto ministeriale 14 aprile 2016, n. 111; Visto il decreto del Ministro dei beni e delle attivita' culturali e del turismo 27 novembre 2014, recante «Articolazione degli uffici dirigenziali di livello non generale del Ministero dei beni e delle attivita' culturali e del turismo», pubblicato nella Gazzetta Ufficiale - Serie generale - n. 5 dell'8 gennaio 2015; Visto il decreto del Ministro dei beni e delle attivita' culturali e del turismo 23 dicembre 2014, recante «Organizzazione e funzionamento dei musei statali», pubblicato nella Gazzetta Ufficiale - Serie generale - n. 57 del 10 marzo 2015; Visto il decreto del Ministro dei beni e delle attivita' culturali e del turismo 23 gennaio 2016, recante «Riorganizzazione del Ministero dei beni e delle attivita' culturali e del turismo ai sensi dell'articolo 1, comma 327, della legge 28 dicembre 2015, n. 208», pubblicato nella Gazzetta Ufficiale - Serie generale - n. 59 dell'11 marzo 2016; Visto il decreto del Ministro dei beni e delle attivita' culturali e del turismo 9 aprile 2016, recante «Disposizioni in materia di aree e parchi archeologici e istituti e luoghi della cultura di rilevante interesse nazionale ai sensi dell'articolo 6 del decreto ministeriale 23 gennaio 2016», pubblicato nella Gazzetta Ufficiale - Serie generale - n. 149 del 28 giugno 2016; Visto il decreto del Ministro dei beni e delle attivita' culturali e del turismo 30 giugno 2016, recante «Criteri per l'apertura al pubblico, la vigilanza e la sicurezza dei musei e dei luoghi della cultura statali», pubblicato nella Gazzetta Ufficiale - Serie generale - n. 247 del 21 ottobre 2016; Visto il decreto del Ministro dei beni e delle attivita' culturali e del turismo 21 febbraio 2018, recante «Adozione dei livelli minimi uniformi di qualita' per i musei e i luoghi della cultura di appartenenza pubblica e attivazione del Sistema museale nazionale», pubblicato nella Gazzetta Ufficiale - Serie generale - n. 78 del 4 aprile 2018; Uditi i pareri del Consiglio di Stato n. 2482 del 2 novembre 2018 e n. 2838 del 10 dicembre 2018 espressi dalla Sezione consultiva per gli atti normativi; Vista la comunicazione al Presidente del Consiglio dei ministri, a norma dell'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, effettuata con note dell'11 dicembre 2018, protocollo n. 30512, del 19 dicembre 2018, protocollo n. 31400 e del 20 dicembre 2018, protocollo n. 31518;

A d o t t a il seguente regolamento:

Articolo unico

1. All'articolo 4 del decreto ministeriale 11 dicembre 1997, n. 507, sono apportate le seguenti modifiche: a) al comma 2, secondo periodo, le parole «di ogni mese» sono sostituite dalle seguenti: «dei mesi da ottobre a marzo, nonche' nella settimana dedicata alla promozione dei musei e dei luoghi della cultura compresa nei mesi da gennaio a marzo e individuata ogni anno dal Ministro»; b) dopo il comma 2 e' aggiunto il seguente comma 2-bis: «Il competente Direttore del Polo museale regionale e, con riferimento ai musei e istituti dotati di autonomia speciale, il Direttore stabiliscono, d'intesa con la Direzione generale alla quale l'istituto o il luogo della cultura afferisce, ulteriori otto giornate di libero accesso o, in alternativa, fasce orarie di libero accesso in una misura complessiva corrispondente a otto giornate, tenendo conto delle esigenze degli utenti e delle caratteristiche dell'ambito territoriale di riferimento. Il relativo calendario e' comunicato al pubblico nell'ambito delle iniziative organizzate durante la settimana di cui al comma 2, dedicata alla promozione dei luoghi della cultura, e comunque pubblicato sui siti internet dell'istituto o luogo della cultura e del Polo museale regionale interessati, nonche' sul sito internet del Ministero.»; c) al comma 6, le parole: «ridotto della meta'» sono sostituite dalle seguenti: «pari a due euro»; d) dopo il comma 7, e' aggiunto il seguente comma 7-bis: «Con cadenza biennale la Direzione generale Musei predispone una relazione al Ministro concernente l'attuazione delle disposizioni di cui ai commi 2 e 2-bis sulla base di monitoraggi annuali.». 2. Le disposizioni del presente regolamento sono soggette alla prima verifica di impatto della regolazione al termine del primo anno di vigenza del medesimo. Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara' inserito nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare. Roma, 9 gennaio 2019 Il Ministro: Bonisoli Visto, il Guardasigilli: Bonafede Registrato alla Corte dei conti il 9 febbraio 2019 Ufficio controllo atti MIUR, MIBAC, Min. salute e Min. lavoro e politiche sociali, reg.ne prev. n. 161
N O T E
Avvertenza: Il testo delle note qui pubblicato e' stato redatto dall'amministrazione competente per materia, ai sensi dell'art.10, commi 2 e 3, del testo unico delle disposizioni sulla promulgazione delle leggi, sull'emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana, approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985, n.1092, al solo fine di facilitare la lettura delle disposizioni di legge modificate o alle quali e' operato il rinvio. Restano invariati il valore e l'efficacia degli atti legislativi qui trascritti. Note alle premesse: - Si riporta il testo vigente dell'articolo 1, comma 1, della legge 25 marzo 1997, n. 78, recante «Soppressione della tassa d'ingresso ai musei statali», pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 29 marzo 1997, n. 74: «1. La tassa d'ingresso per l'accesso ai monumenti, musei, gallerie e scavi di antichita' dello Stato, prevista dal regio decreto 11 novembre 1885, n. 3191, e successive modificazioni, e' soppressa.». - Si riporta il testo dell'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, e successive modificazioni, recante «Disciplina dell'attivita' di Governo e ordinamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri», pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 12 settembre 1988, n. 214, S.O.: «3. Con decreto ministeriale possono essere adottati regolamenti nelle materie di competenza del ministro o di autorita' sottordinate al ministro, quando la legge espressamente conferisca tale potere. Tali regolamenti, per materie di competenza di piu' ministri, possono essere adottati con decreti interministeriali, ferma restando la necessita' di apposita autorizzazione da parte della legge. I regolamenti ministeriali ed interministeriali non possono dettare norme contrarie a quelle dei regolamenti emanati dal Governo. Essi debbono essere comunicati al Presidente del Consiglio dei ministri prima della loro emanazione.». - Il decreto legislativo 20 ottobre 1998, n. 368, recante «Istituzione del Ministero per i beni e le attivita' culturali, a norma dell'art. 11 della legge 15 marzo 1977, n. 59», e' pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 26 ottobre 1998, n. 250. - Si riporta il testo vigente degli articoli 101, 102, 103, 110 e 130 del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, recante «Codice dei beni culturali e del paesaggio, ai sensi dell'articolo 10 della legge 6 luglio 2002, n. 137», pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 24 febbraio 2004, n. 45, S.O. n. 28: «Art. 101 (Istituti e luoghi della cultura). - 1. Ai fini del presente codice sono istituti e luoghi della cultura i musei, le biblioteche e gli archivi, le aree e i parchi archeologici, i complessi monumentali. 2. Si intende per: a) "museo", una struttura permanente che acquisisce, cataloga, conserva, ordina ed espone beni culturali per finalita' di educazione e di studio; b) "biblioteca", una struttura permanente che raccoglie, cataloga e conserva un insieme organizzato di libri, materiali e informazioni, comunque editi o pubblicati su qualunque supporto, e ne assicura la consultazione al fine di promuovere la lettura e lo studio; c) "archivio", una struttura permanente che raccoglie, inventaria e conserva documenti originali di interesse storico e ne assicura la consultazione per finalita' di studio e di ricerca; d) "area archeologica", un sito caratterizzato dalla presenza di resti di natura fossile o di manufatti o strutture preistorici o di eta' antica; e) "parco archeologico", un ambito territoriale caratterizzato da importanti evidenze archeologiche e dalla compresenza di valori storici, paesaggistici o ambientali, attrezzato come museo all'aperto; f) "complesso monumentale", un insieme formato da una pluralita' di fabbricati edificati anche in epoche diverse, che con il tempo hanno acquisito, come insieme, una autonoma rilevanza artistica, storica o etnoantropologica. 3. Gli istituti ed i luoghi di cui al comma 1 che appartengono a soggetti pubblici sono destinati alla pubblica fruizione ed espletano un servizio pubblico. 4. Le strutture espositive e di consultazione nonche' i luoghi di cui al comma 1 che appartengono a soggetti privati e sono aperti al pubblico espletano un servizio privato di utilita' sociale. Art. 102 (Fruizione degli istituti e dei luoghi della cultura di appartenenza pubblica). - 1. Lo Stato, le regioni, gli altri enti pubblici territoriali ed ogni altro ente ed istituto pubblico, assicurano la fruizione dei beni presenti negli istituti e nei luoghi indicati all'articolo 101, nel rispetto dei principi fondamentali fissati dal presente codice. 2. Nel rispetto dei principi richiamati al comma 1, la legislazione regionale disciplina la fruizione dei beni presenti negli istituti e nei luoghi della cultura non appartenenti allo Stato o dei quali lo Stato abbia trasferito la disponibilita' sulla base della normativa vigente. 3. La fruizione dei beni culturali pubblici al di fuori degli istituti e dei luoghi di cui all'articolo 101 e' assicurata, secondo le disposizioni del presente Titolo, compatibilmente con lo svolgimento degli scopi istituzionali cui detti beni sono destinati. 4. Al fine di coordinare, armonizzare ed integrare la fruizione relativamente agli istituti ed ai luoghi della cultura di appartenenza pubblica lo Stato, e per esso il Ministero, le regioni e gli altri enti pubblici territoriali definiscono accordi nell'ambito e con le procedure dell'articolo 112. In assenza di accordo, ciascun soggetto pubblico e' tenuto a garantire la fruizione dei beni di cui ha comunque la disponibilita'. 5. Mediante gli accordi di cui al comma 4 il Ministero puo' altresi' trasferire alle regioni e agli altri enti pubblici territoriali, in base ai principi di sussidiarieta', differenziazione ed adeguatezza, la disponibilita' di istituti e luoghi della cultura, al fine di assicurare un'adeguata fruizione e valorizzazione dei beni ivi presenti. Art. 103 (Accesso agli istituti ed ai luoghi della cultura). - 1. L'accesso agli istituti ed ai luoghi pubblici della cultura puo' essere gratuito o a pagamento. Il Ministero, le regioni e gli altri enti pubblici territoriali possono stipulare intese per coordinare l'accesso ad essi. 2. L'accesso alle biblioteche ed agli archivi pubblici per finalita' di lettura, studio e ricerca e' gratuito. 3. Nei casi di accesso a pagamento, il Ministero, le regioni e gli altri enti pubblici territoriali determinano: a) i casi di libero accesso e di ingresso gratuito; b) le categorie di biglietti e i criteri per la determinazione del relativo prezzo. Il prezzo del biglietto include gli oneri derivanti dalla stipula delle convenzioni previste alla lettera c); c) le modalita' di emissione, distribuzione e vendita del biglietto d'ingresso e di riscossione del corrispettivo, anche mediante convenzioni con soggetti pubblici e privati. Per la gestione dei biglietti d'ingresso possono essere impiegate nuove tecnologie informatiche, con possibilita' di prevendita e vendita presso terzi convenzionati; d) l'eventuale percentuale dei proventi dei biglietti da assegnare all'Ente nazionale di assistenza e previdenza per i pittori, scultori, musicisti, scrittori ed autori drammatici. 4. Eventuali agevolazioni per l'accesso devono essere regolate in modo da non creare discriminazioni ingiustificate nei confronti dei cittadini degli altri Stati membri dell'Unione europea. Art. 110 (Incasso e riparto di proventi). - 1. Nei casi previsti dall'articolo 115, comma 2, i proventi derivanti dalla vendita dei biglietti di ingresso agli istituti ed ai luoghi della cultura, nonche' dai canoni di concessione e dai corrispettivi per la riproduzione dei beni culturali, sono versati ai soggetti pubblici cui gli istituti, i luoghi o i singoli beni appartengono o sono in consegna, in conformita' alle rispettive disposizioni di contabilita' pubblica. 2. Ove si tratti di istituti, luoghi o beni appartenenti o in consegna allo Stato, i proventi di cui al comma 1 sono versati alla sezione di tesoreria provinciale dello Stato, anche mediante versamento in conto corrente postale intestato alla tesoreria medesima, ovvero sul conto corrente bancario aperto da ciascun responsabile di istituto o luogo della cultura presso un istituto di credito. In tale ultima ipotesi l'istituto bancario provvede, non oltre cinque giorni dalla riscossione, al versamento delle somme affluite alla sezione di tesoreria provinciale dello Stato. Il Ministro dell'economia e delle finanze riassegna le somme incassate alle competenti unita' previsionali di base dello stato di previsione della spesa del Ministero, secondo i criteri e nella misura fissati dal Ministero medesimo. 3. I proventi derivanti dalla vendita dei biglietti d'ingresso agli istituti ed ai luoghi appartenenti o in consegna allo Stato sono destinati alla realizzazione di interventi per la sicurezza e la conservazione e al funzionamento degli istituti e dei luoghi della cultura appartenenti o in consegna allo Stato, ai sensi dell'articolo 29, nonche' all'espropriazione e all'acquisto di beni culturali, anche mediante esercizio della prelazione. 4. I proventi derivanti dalla vendita dei biglietti d'ingresso agli istituti ed ai luoghi appartenenti o in consegna ad altri soggetti pubblici sono destinati all'incremento ed alla valorizzazione del patrimonio culturale.». Art. 130 (Disposizioni regolamentari precedenti). - 1. Fino all'emanazione dei decreti e dei regolamenti previsti dal presente codice, restano in vigore, in quanto applicabili, le disposizioni dei regolamenti approvati con regi decreti 2 ottobre 1911, n. 1163 e 30 gennaio 1913, n. 363, e ogni altra disposizione regolamentare attinente alle norme contenute in questa Parte.». - Il decreto-legge 12 luglio n. 86 convertito, con modificazioni dalla legge 9 agosto 2018, n. 97, recante «Disposizioni urgenti in materia di riordino delle attribuzioni dei Ministeri dei beni e delle attivita' culturali e del turismo, delle politiche agricole alimentari e forestali e dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, nonche' in materia di famiglia e disabilita'» e' pubblicato nella Gazzetta ufficiale - Serie Generale - n. 160 del 12 luglio 2018. - Il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 29 agosto 2014, n. 171, recante «Regolamento di organizzazione del Ministero dei beni e delle attivita' culturali e del turismo, degli uffici della diretta collaborazione del Ministro e dell'Organismo indipendente di valutazione della performance, a norma dell'articolo 16, comma 4, del decreto-legge 24 aprile 2014, n. 66, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 giugno 2014, n. 89», e' pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 25 novembre 2014, n. 274. - Il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 1° dicembre 2017, n. 238, concernente «Regolamento recante modifiche al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 29 agosto 2014, n. 171, concernente il regolamento di organizzazione del Ministero dei beni e delle attivita' culturali e del turismo, degli uffici della diretta collaborazione del Ministro e dell'Organismo indipendente di valutazione della performance, in attuazione dell'articolo 22, comma 7-quinquies, del decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 giugno 2017, n. 96» e' pubblicato nella Gazzetta Ufficiale - Serie Generale - n.55 del 7 marzo 2018. - Il decreto ministeriale 11 dicembre 1997, n. 507, e successive modificazioni, recante «Regolamento recante norme per l'istituzione del biglietto d'ingresso ai monumenti, musei, gallerie, scavi di antichita', parchi e giardini monumentali dello Stato», e' pubblicato nella Gazzetta ufficiale 12 febbraio 1998, n. 35. Note all'articolo unico: - Si riporta il testo vigente dell'articolo 4 del citato decreto ministeriale 11 dicembre 1997, n. 507, come modificato dal presente decreto: «Art. 4 (Libero ingresso e ingresso gratuito). - 1. E' autorizzato il libero ingresso agli istituti ed ai luoghi della cultura di cui all'articolo 1, comma 1, quando gli introiti derivanti dalla vendita dei titoli di legittimazione siano inferiori alle spese di riscossione, calcolate sulla base dei costi diretti ed indiretti sostenuti dal Ministero nell'anno precedente. 2. Il competente Direttore del Polo museale regionale, e, con riferimento ai musei dotati di autonomia speciale, il Direttore del museo possono stabilire, d'intesa con il Direttore generale Musei, che agli istituti e ai luoghi di cui al comma 1 di rispettiva competenza si acceda liberamente in occasione di particolari avvenimenti o in attuazione di specifiche direttive del Ministro. La prima domenica dei mesi da ottobre a marzo, nonche' nella settimana dedicata alla promozione dei musei e dei luoghi della cultura compresa nei mesi da gennaio a marzo e individuata ogni anno dal Ministro e' in ogni caso libero l'accesso a tutti gli istituti ed ai luoghi della cultura di cui all'articolo 1, comma 1, ivi inclusi, in assenza di un percorso espositivo separato e di un biglietto distinto, gli spazi in cui sono allestite mostre o esposizioni temporanee. 2-bis. Il competente Direttore del Polo museale regionale e, con riferimento ai musei e istituti dotati di autonomia speciale, il Direttore stabiliscono, d'intesa con la Direzione generale alla quale l'istituto o il luogo della cultura afferisce, ulteriori otto giornate di libero accesso o, in alternativa, fasce orarie di libero accesso in una misura complessiva corrispondente a otto giornate, tenendo conto delle esigenze degli utenti e delle caratteristiche dell'ambito territoriale di riferimento. Il relativo calendario e' comunicato al pubblico nell'ambito delle iniziative organizzate durante la settimana di cui al comma 2, dedicata alla promozione dei luoghi della cultura, e comunque pubblicato sui siti internet dell'istituto o luogo della cultura e del Polo museale regionale interessati, nonche' sul sito internet del Ministero. 3. E' consentito l'ingresso gratuito agli istituti ed ai luoghi della cultura di cui all'articolo 1, comma 1, ivi inclusi, in assenza di un percorso espositivo separato e di un biglietto distinto, gli spazi in cui sono allestite mostre o esposizioni temporanee: a) alle guide turistiche dell'Unione europea nell'esercizio della propria attivita' professionale, mediante esibizione di valida licenza rilasciata dalla competente autorita'; b) agli interpreti turistici dell'Unione europea quando occorra la loro opera a fianco della guida, mediante esibizione di valida licenza rilasciata dalla competente autorita'; c) al personale del Ministero; d) ai membri dell'I.C.O.M. (International Council of Museums); e) ai visitatori che non abbiano compiuto il diciottesimo anno di eta'. I visitatori che abbiano meno di dodici anni debbono essere accompagnati; f) a gruppi o comitive di studenti delle scuole pubbliche e private dell'Unione europea, accompagnati dai loro insegnanti, previa prenotazione e nel contingente stabilito dal direttore dell'istituto o del luogo della cultura; g) ai docenti ed agli studenti iscritti alle facolta' di architettura, di conservazione dei beni culturali, di scienze della formazione e ai corsi di laurea in lettere o materie letterarie con indirizzo archeologico o storico-artistico delle facolta' di lettere e filosofia, o a facolta' e corsi corrispondenti istituiti negli Stati membri dell'Unione europea. Il biglietto gratuito e' rilasciato agli studenti mediante esibizione del certificato di iscrizione per l'anno accademico in corso; h) ai docenti ed agli studenti iscritti alle accademie di belle arti o a corrispondenti istituti dell'Unione europea. Il biglietto gratuito e' rilasciato agli studenti mediante esibizione del certificato di iscrizione per l'anno accademico in corso; h-bis) al personale docente della scuola, di ruolo o con contratto a termine, dietro esibizione di idonea attestazione rilasciata dalle istituzioni scolastiche, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, sul modello predisposto dal Ministero dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca; i) ai portatori di handicap e ad un loro familiare o ad altro accompagnatore che dimostri la propria appartenenza a servizi di assistenza socio-sanitaria; l) agli operatori delle associazioni di volontariato che svolgano, in base a convenzioni in essere stipulate con il Ministero ai sensi dell'articolo 112, comma 8, del Codice, attivita' di promozione e diffusione della conoscenza dei beni culturali. 4. Per ragioni di studio o di ricerca, attestate da istituzioni scolastiche o universitarie, da accademie, da istituti di ricerca e di cultura italiani o stranieri nonche' da organi del Ministero, ovvero per particolari e motivate esigenze, i direttori degli istituti o dei luoghi della cultura possono consentire ai soggetti che ne facciano richiesta l'ingresso gratuito per periodi determinati. 5. Per le ragioni e le esigenze di cui al comma 4, il Direttore generale Musei puo' rilasciare a singoli soggetti tessere di durata annuale di ingresso gratuito a tutti gli istituti ed i luoghi di cui al comma 1, nonche' individuare categorie di soggetti alle quali consentire, per determinati periodi, l'ingresso gratuito ai medesimi luoghi. 5-bis. In occasione di eventi o manifestazioni di particolare rilevanza internazionale, sulla base degli indirizzi del Ministro, il Direttore generale Musei, anche su proposta dei direttori degli istituti e luoghi della cultura, puo' consentire a particolari categorie di visitatori l'ingresso gratuito, per periodi determinati, comunque previa esibizione del titolo di accreditamento all'evento o manifestazione. 6. Per i cittadini dell'Unione europea di eta' compresa tra i diciotto ed i venticinque anni, l'importo del biglietto di ingresso e' pari a due euro. 7. Ai cittadini di Stati non facenti parte dell'Unione europea, si applicano, a condizione di reciprocita', le disposizioni sulle riduzioni di cui al comma 6. 7-bis. Con cadenza biennale la Direzione generale Musei predispone una relazione al Ministro concernente l'attuazione delle disposizioni di cui ai commi 2 e 2-bis sulla base di monitoraggi annuali.».