Coronavirus, scuole chiuse in tutta Italia: se il Governo dice sì, 4 milioni di famiglie in crisi

da La Tecnica della Scuola

Chiudere tutte le scuole d’Italia, di ogni ordine e grado, in modo da ridurre al minimo i contagi da Coronavirus: è una delle possibili risposte operative per evitare il contagio, che le istituzioni e i responsabili della Salute pubblica esamineranno la mattina di martedì 25 febbraio.

La decisione – auspicata anche da associazioni di categoria, come Scuola Bene Comune, e alcune organizzazioni sindacali – verrà presa durante il vertice tra il Governo e le Regioni, finalizzato a proprio trovare un’iniziativa comune che coinvolga indistintamente gli enti locali sul territorio nazionale, considerando l’espandersi, ora dopo ora, del contagio (con 230 persone colpite e 6 decessi).

Più di una eventualità

In base alle informazioni che disponiamo, l’impressione è che la chiusura delle scuole almeno fino al 1° marzo sia più di una eventualità.

Una conferma indiretta è arrivata dalla messa in stand by, da parte del Governo, della richiesta formulata dei governatori di Marche e Calabria di bloccare le lezioni per fronteggiare l’emergenza Coronavirus.

Le dichiarazioni ufficiali non lo escludono

Ma anche dalle parole del capo della protezione civile, e commissario straordinario all’emergenza, Angelo Borrelli, orientate a realizzare un coordinamento unitario e delle decisioni comuni, piuttosto che aperte alla frammentarietà derivante da iniziative territoriali.

La stessa ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, ha detto “al momento ci sono scuole chiuse in alcune Regioni come misura precauzionale”, ma “la situazione è in evoluzione, stiamo valutando tutti gli scenari”.

I possibili scenari

La possibilità che le 8.200 istituzioni scolastiche italiane possano chiudere per diversi giorni rimane quindi più che plausibile.

In tal caso, le diverse situazioni regionali e provinciali di contagio creerebbero dinamiche diverse.

Laddove è stato deciso di non fare uscire nessuno di casa, se non per motivi di urgenza, come nel basso lodigiano, il problema non si pone: le famiglie si ritroverebbero unite nelle proprie abitazioni.

Nella maggior parte delle regioni (ad esempio al Centro-Sud), però, non vi sono condizioni di questo genere, perchè le altre attività quotidiane, ad iniziare da quelle lavorative, non sarebbero precluse: i genitori, quindi, continuerebbero ad andare al lavoro.

Così le famiglie si ritroverebbero obbligate ad organizzarsi, con pochissimo tempo a disposizione, per trovare soluzioni relative al “controllo” dei loro figli per tutto il tempo normalmente passato a scuola.

Le conseguenze

Il problema è particolarmente sentito in quei nuclei familiari dove i genitori lavorano entrambi ed i figli hanno un’età tale da non essere autonomi: il disagio, quindi, si creerebbe in particolare per i bambini della scuola dell’infanzia e primaria. E anche dei primi anni delle scuole medie.

Parliamo di circa quattro milioni di bambini: in pratica, tutti quelli che hanno fino a 11-12 anni e che frequentano la scuola.

Alcune aziende, nelle ultime ore, si sono poste il problema. Una di queste è la Condé Nast, che conta 380 dipendenti milanesi del gruppo editoriale, per lunedì 24 febbraio, primo giorno di stop delle lezioni in Lombardia, ha deciso di concedere una giornata a casa, per permettere a tutti, soprattutto alle dipendenti con figli, di organizzarsi al meglio.

Fedele Usai, amministratore delegato dell’azienda meneghina, ha detto: “Non c’è nessun allarmismo, però preferiamo prenderci mezza giornata per definire chi può lavorare da casa, perché magari viene da zone vicine a quella del focolaio o per motivi personali. Il 65-70% delle persone che lavora con noi è donna e madre e questa settimana le scuole a Milano sono chiuse, è ovvio che servano più di 12 ore per organizzarsi”.

Non tutte le aziende, purtroppo, si comporterebbero in questo modo.

Tfa sostegno 2020, come funziona il corso: tempi, docenti, chi lo organizza

da La Tecnica della Scuola

Il decreto 95 del 12 febbraio 2020 autorizza l’avvio del quinto ciclo dei percorsi di formazione per il conseguimento della specializzazione per le attività di sostegno didattico agli alunni con disabilità.

I posti a disposizione sono quasi 20.000, per l’esattezza 19.585, distribuiti tra i vari Atenei italiani autorizzati all’attivazione dei percorsi.

Tempistiche

Innanzitutto, diciamo che per accedere ai corsi sarà necessario superare alcune prove di accesso, costituite da un test preliminare, da una o più prove scritte ovvero pratiche e da
una prova orale, predisposte dagli atenei.

Le prove di accesso e le modalità di espletamento delle stesse saranno disciplinate dai bandi emanati da ciascun Ateneo.

Al momento, si conoscono le date di svolgimento dei test preliminari, fissate per tutti gli indirizzi della specializzazione per il sostegno per i giorni 2 e 3 aprile 2020.

In particolare, nella mattina del 2 aprile 2020 si svolgeranno le prove per la scuola dell’infanzia, il pomeriggio le prove per la scuola primaria.

La mattina del 3 aprile 2020 si terranno invece òe prove per la scuola secondaria I grado, il pomeriggio per la scuola secondaria II grado.

A seguire, verranno svolte le successive prove.

Il decreto precisa che i corsi dovranno concludersi entro il mese di maggio 2021.

Chi può partecipare per la scuola dell’infanzia e primaria

Potranno accedere al corso specializzazione sostegno per la scuola dell’infanzia e primaria chi possiede il  titolo di abilitazione all’insegnamento conseguito:

  •  i corsi di laurea in scienze della formazione primaria o analogo titolo conseguito all’estero e riconosciuto in Italia ai sensi della normativa vigente;
  • diploma magistrale, compreso il diploma sperimentale a indirizzo psicopedagogico, con valore di abilitazione e diploma
    sperimentale a indirizzo linguistico, conseguiti presso gli istituti magistrali o analogo titolo di abilitazione conseguito all’estero e riconosciuto in Italia ai sensi della normativa vigente, conseguiti, comunque, entro l’anno scolastico 2001/2002;

Chi può partecipare per la scuola secondaria

Invece, per la scuola secondaria di primo e secondo grado, è richiesto il possesso dei requisiti previsti al comma 1 o al comma 2 dell’articolo 5 del decreto legislativo 59/2017 con riferimento alle procedure distinte per la scuola secondaria di primo o secondo grado, nonché gli analoghi titoli di abilitazione conseguiti all’estero e riconosciuti in Italia ai sensi della normativa vigente.

Ciò vuol dire che per accedere ai posti del Tfa sostegno V ciclo per la scuola secondaria servono o l’abilitazione alla classe di concorso o la laurea magistrale o a ciclo unico, oppure diploma di II livello dell’alta formazione artistica, musicale e coreutica, oppure titolo equipollente o equiparato, coerente con le classi di concorso vigenti alla data di indizione del concorso. A questi requisiti bisogna aggiungere 24 Cfu, crediti formativi universitari o accademici, acquisiti in forma curricolare, aggiuntiva o extra curricolare nelle discipline antropo-psico-pedagogiche e nelle metodologie e tecnologie didattiche, garantendo comunque il possesso di almeno sei crediti in ciascuno di almeno tre dei seguenti quattro ambiti disciplinari: pedagogia, pedagogia speciale e didattica dell’inclusione; psicologia; antropologia; metodologie e tecnologie didattiche.

diplomati Itp potranno accedere al corso specializzazione sostegno con il diploma senza l’aggiunta dei 24 Cfu, così come previsto dal decreto 2020, che rimanda al decreto del 2019 in cui si prorogava fino al 2024/2025 il possesso dei nuovi requisiti.

Chi organizza i corsi

Come già detto, i corsi sono organizzati dai singoli Atenei che hanno validamente presentato la propria offerta formativa potenziale e autorizzati ad attivare i percorsi di formazione per il conseguimento della specializzazione per le attività di sostegno didattico agli alunni con disabilità.

Come si svolgerà il corso

Il corso avrà durata annuale (almeno 8 mesi).

Alla sua conclusione sarà rilasciato il diploma di specializzazione per le attività di sostegno.

Il corso prevede l’acquisizione di 60 CFU così suddivisi:

  • 36 cfu – insegnamenti disciplinari (M-PED/03, M-PED/01, M-PSI/04, IUS/09, MED/39)
  • 9 cfu – laboratori
  • 6 cfu – tirocinio diretto
  • 3 cfu – tirocinio indiretto
  • 3 cfu – tirocinio indiretto con le TIC
  • 3 cfu – prova finale

In termini di impegno orario, si tratta di un corso così suddiviso:

  • 288 ore di lezione degli insegnamenti disciplinari
  • 180 ore di laboratorio
  • 225 ore di tirocinio indiretto e diretto
  • 75 ore di tirocinio indiretto con le TIC.

Pensioni Dirigenti scolastici, domande entro il 28 febbraio

da La Tecnica della Scuola 

Contrariamente al restante personale che ha presentato domanda di cessazione dal servizio entro il 10 gennaio scorso, per i Dirigenti scolastici il termine per la presentazione della domanda è fissato come ogni anno al 28 febbraio.

La domanda deve essere trasmessa on-line tramite POLIS.

Requisiti per andare in pensione

Pensione di vecchiaia per uomini e donne con almeno 20 anni di contributi

  • 67 anni entro il 31 dicembre 2020.

Pensione di vecchiaia – art. 1 comma 147 legge 205/17 (esclusione dall’aspettativa di vita per i lavoratori dipendenti che svolgono attività gravose con contribuzione da almeno 30 anni)

  • 66 anni e 7 mesi entro il 31 agosto 2020 d’ufficio
  • 66 anni e 7 mesi entro 31 dicembre 2020 a domanda

Pensione anticipata

  • per le donne, 41 anni e 10 mesi di anzianità contributiva entro il 31 dicembre 2020;
  • per gli uomini, 42 anni e 10 mesi di anzianità contributiva entro il 31 dicembre 2020.

Sciopero scuola 6 marzo subirà slittamento?

da Tuttoscuola

L’emergenza del coronavirus sta interessando anche le iniziative di sciopero nei servizi pubblici essenziali previste in questi giorni. È di qualche ora fa la presa di posizione della Commissione di garanzia per l’attuazione della legge sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali relativamente ad uno sciopero imminente nel trasporto aereo.

La Commissione, preso atto dello stato di emergenza sanitaria proclamato sul territorio nazionale, ha rivolto un fermo invito a tutte le organizzazioni sindacali e alle associazioni professionali, affinché non vengano effettuate astensioni collettive dal 25 febbraio al 31 marzo 2020, al fine di evitare ulteriore aggravio alle Istituzioni coinvolte nell’attività di prevenzione e contenimento della diffusione del virus.

Lo sciopero del trasporto aereo, previsto per domani, 25 febbraio, è stato differito a data da destinarsi.

C’è da chiedersi, a questo punto, se anche lo sciopero della scuola, proclamato per il prossimo 6 marzo dai maggiori sindacati rappresentativi, verrà differito a data da destinarsi o sarà confermato, visto che era già stato anticipato rispetto all’iniziale data fissata per il 17 marzo.

Coronavirus, Azzolina riunisce task force al Ministero: ‘A breve pubblicheremo le FAQ’

da Tuttoscuola

La Ministra Lucia Azzolina ha riunito oggi a Roma la task force del Ministero dell’Istruzione impegnata nella gestione del coronavirus. Erano presenti gli alti vertici del Ministero, la Vice Ministra Anna Ascani, rappresentanti della Protezione Civile, dei pediatri, i referenti territoriali del Ministero, i rappresentanti delle Associazioni dei genitori e degli studenti, realtà pubbliche e private che supporteranno l’azione del MI nei prossimi giorni.

“Il Ministero dell’Istruzione è in campo, ci stiamo raccordando con tutte le autorità competenti per dare messaggi che rassicurino e supportino i nostri studenti, le famiglie, il personale scolastico. La nostra comunità scolastica sta dando una risposta molto positiva in tutto il Paese”, ha sottolineato la Ministra.

“Al momento ci sono scuole chiuse in alcune Regioni come misura precauzionale. La situazione è in evoluzione, stiamo valutando tutti gli scenari. Il diritto alla salute in questo momento viene prima di tutto, ma non vogliamo farci trovare impreparati. Stiamo studiando soluzioni per la didattica a distanza. Vogliamo garantire un servizio pubblico essenziale ai nostri studenti”, ha proseguito Azzolina.

“Nel frattempo forniremo ai dirigenti scolastici tutte le risposte necessarie, a partire dal tema dei viaggi di istruzione che abbiamo sospeso, sia in Italia che all’estero, per tutte le scuole del Paese. Stiamo predisponendo tutte le misure operative. Apriremo poi una sezione dedicata sul sito del Ministero per rispondere a tutte le domande che riceviamo, anche tramite apposite FAQ. Il Ministero dell’Istruzione – ha concluso la Ministra – è al lavoro: anche in un momento difficile come questo la comunità educante si farà trovare pronta”.

Direttiva Funzione Pubblica 25 febbraio 2020, n.1

Alle amministrazioni pubbliche di cui all’articolo1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n.165.

Oggetto: Prime indicazioni in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-2019 nelle pubbliche amministrazioni al di fuori delle aree di cui all’art. 1 del decreto-legge n. 6 del 2020

1. Il decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6
In relazione alla attuale situazione di emergenza sanitaria internazionale, il Governo è intervenuto con il decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6 che introduce misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVlD-2019. Il decreto interviene in modo organico, allo scopo di prevenire e contrastare l’ulteriore trasmissione del virus.  Il decreto, in particolare, prevede che nei comuni o nelle aree nei quali risulta positiva almeno una persona per la quale non si conosce la fonte di trasmissione o comunque nei quali vi è un caso non riconducibile ad una persona proveniente da un’area già interessata dal contagio, le autorità competenti sono tenute ad adottare ogni misura di contenimento adeguata e proporzionata all’evolversi della situazione epidemiologica.Si introduce, inoltre, la facoltà, per le autorità competenti, di adottare ulteriori misure di contenimento, al fine di prevenire la diffusione del virus anche al di fuori dai casi già elencati. Con il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 23 febbraio 2020 sono state adottate le prime misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVlD-2019 nei comuni interessati delle Regioni Lombardia e Veneto.Ferme restando le misure adottate dalle autorità competenti con riferimento ai comuni e alle aree di cui all’articolo I del decreto-legge n. 6 del 2020, con la presente direttiva sono forniti i primi indirizzi operativi di carattere anche precauzionale per le amministrazioni pubbliche di cui all’articolo I, comma 2 del decreto legislativo n. 165 del 2001 al di fuori delle predette aree geografiche al fine di garantire uniformità, coerenza ed omogeneità di comportamenti del datore di lavoro per la tutela della salute e sicurezza dei lavoratori nei luoghi di lavoro.

2. Ordinario svolgimento dell’attività amministrativa
Le amministrazioni pubbliche di cui all’articolo1 , comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n.165 nelle zone non soggette a misure di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-2019,  continuano ad assicurare, in via ordinaria e ciascuna per la propria competenza, la normale apertura degli uffici pubblici e il regolare svolgimento di tutte le proprie attività istituzionali. Le predette amministrazioni, nell’ambito delle proprie competenze, assicurano l’applicazione delle misure oggetto della direttiva alle società a controllo pubblico e agli enti vigilati. La direttiva non riguarda i servizi per le emergenze ed i servizi pubblici essenziali coinvolti nella gestione dell’emergenza epidemiologica in atto.

3. Modalità di svolgimento della prestazione lavorativa
Ferme restando le misure adottate in base al decreto-legge n.6 del 2020, al fine di contemperare l’interesse alla salute pubblica con quello alla continuità dell’azione amministrativa, le amministrazioni in indirizzo, nell ‘esercizio dei poteri datoriali, privilegiano modalità flessibili di svolgimento della prestazione lavorativa, favorendo tra i destinatari delle misure i lavoratori portatori di patologie che li rendono maggiormente esposti al contagio, i lavoratori che si avvalgono di servizi pubblici di trasporto per raggiungere la sede lavorativa, i lavoratori sui quali grava la cura dei figli a seguito dell’eventuale contrazione dei servizi dell’asilo nido e della scuola dell’infanzia. Le amministrazioni sono invitate, altresi, a potenziare il ricorso al lavoro agile, individuando modalità semplificate e temporanee di accesso alla misura con riferimento al personale complessivamente inteso, senza distinzione di categoria di inquadramento e di tipologia di rapporto di lavoro.

4. Obblighi informativi dei lavoratori Fermo restando quanto previsto in attuazione del decreto-legge n.6 del 2020 e nei successIvI provvedimenti attuativi, i dipendenti pubblici e coloro che, a diverso titolo, operano presso l’amministrazione, qualora provengano da una delle aree di cui all’articolo1 , comma1, del citato decreto-legge o che abbiano avuto contatto con persone provenienti dalle medesime aree sono tenuti a comunicare tale circostanza all’amministrazione ai sensi dell’articolo 20, del decreto legislativo 9 aprile 2008, n.81, anche per la conseguente informativa all’Autorità sanitaria competente ai fini della salvaguardia della salute del luogo di lavoro.

5. Eventi aggregativi di qualsiasi natura e attività di formazione
Le amministrazioni svolgono le iniziative e gli eventi aggregativi di qualsiasi natura, così come ogni forma di riunione e attività fonnativa (quali convegni, seminari di aggiornamento professionale, etc.) privilegiando modalità telematiche o tali da assicurare, in relazione all’entità dell’emergenza epidemiologica, un adeguato distanziamento come misura precauzionale. Con riferimento alle amministrazioni che forniscono servizi di mensa o che mettono a disposizione dei lavoratori spazi comuni, si evidenzia l’opportunità di adottare apposite misure di turnazione tali da garantire l’adeguato distanziamento.

6. Missioni
Le amministrazioni garantiscono lo svolgimento delle missioni nazionali e internazionali ritenute indispensabili o indifferibili rispetto alla propria attività istituzionale ovvero volte ad assicurare la partecipazione a riunioni organizzate o convocate dall’Unione europea o dagli Organismi internazionali di cui l’Italia è parte, promuovendo negli altri casi modalità di partecipazione in call conference  o sistema similare. Le sole aree verso le quali è opportuno escludere i viaggi di missione sono indicate dal Ministero per gli affari esteri e la cooperazione internazionale di intesa con il Ministero della salute.

7. Procedure concorsuali
Nello svolgimento delle procedure concorsuali le amministrazioni adottano le opportune misure organizzative volte a ridurre i contatti ravvicinati tra i candidati, garantendo comunque la necessaria distanza di sicurezza, durante la fase dell’accesso e dell’uscita dalla sede, dell’identificazione e dello svolgimento delle prove. Le amministrazioni che hanno in corso di svolgimento procedure concorsuali rispetto alle quali non sia già stato reso noto il calendario delle prove concorsuali, preselettive e scritte, in collaborazione con il Dipartimento di prevenzione dell’Azienda sanitaria locale competente per territorio, valutano l’eventuale necessità di riprogrammare le date di svolgimento delle prove di concorso, in ragione dell’evoluzione dell’emergenza sanitaria e tenuto conto della provenienza territoriale e del numero massimo dei candidati attesi. Le amministrazioni che hanno reso noto il calendario di prove concorsuali preselettive e scritte forniscono adeguata e sollecita informativa alle autorità di cui all’articolo 3, comma 2, del predetto decreto-legge, ai fini delle eventuali determinazioni di competenza, comunicando la sede, le date programmate per lo svolgimento delle prove, nonché il numero e la provenienza territoriale in termini di residenza e/o domici lio dei candidati. In ogni caso sono fatte salve le autonome determinazioni delle amministrazioni titolari della procedura concorsuale a garanzia dei principi di cui all ‘articolo 35 del decreto legislativo 30 marzo 2001 , n.165.

8. Ulteriori misure di prevenzione e informazione
Negli uffici adibiti al ricevimento del pubblico o in generale nei locali frequentati da personale esterno, si raccomanda di evitare il sovraffollamento anche attraverso lo scaglionamento degli accessi e di assicurare la frequente aerazione degli stessi, di curare che venga effettuata da parte delle ditte incaricate un’accurata pulizia e disinfezione delle superfici ed ambienti, di mantenere un’adeguata distanza con l’utenza. Le amministrazioni pubbliche provvedono a rendere disponibili nei propri locali, anche non aperti al pubblico, strumenti di facile utilizzo per l’igiene e la pulizia della cute, quali ad esempio dispensatori di disinfettante o antisettico per le mani, salviette asciugamano monouso, nonché, qualora l’autorità sanitaria lo prescriva, guanti e mascherine per specifiche attività lavorative, curandone i relativi approvvigionamenti e la distribuzione ai propri dipendenti e a coloro che, a diverso titolo, operano o si trovano presso l’amministrazione. Le amministrazioni pubbliche espongono presso gli uffici aperti al pubblico le informazioni di prevenzione rese note dalle autorità competenti e ne curano la pubblicazione nei propri siti internet istitituzionali.

9. Altre misure datoriali
Le pubbliche amministrazioni favoriscono la diffusione in tempo reale o comunque con la massima celerità tra i propri dipendenti, anche utilizzando gli strumenti telematici di comunicazione interna (come ad esempio: sito internet, intranet, newsletter, messaggistica per telefonia mobile), delle informazioni disponibili, con particolare riferimento alle indicazioni e ai comportamenti da seguire, sui seguenti siti:

In particolare, si rammentanto le seguenti raccomandazioni elaborate dal Ministero della salute:

  1. Lavarsi spesso le mani.
  2. Evitare il contatto ravvicinato con persone che soffrono di infezioni respiratorie acute.
  3. Non toccare occhi, naso e bocca con le mani.
  4. Coprire bocca e naso se si starnutisce o se si tossisce.
  5. Non prendere farmaci antivirali né antibiotici, a meno che siano prescritti dal medico.
  6. Pulire le superfici con disinfettanti a base di cloro o alcol.
  7. Usare la mascherina solo se si sospetta di essere malato o se si assistono persone malate.
  8. I prodotti MADE IN CHINA e i pacchi ricevuti dalla Cina non sono pericolosi.
  9. Contattare il numero verde 1500 se si ha febbre o tosse e si è tornati dalla Cina da meno di 14 giorni.
  10. Gli animali da compagnia non diffondono il nuovo coronavirus.

Le amministrazioni sensibilizzano i dipendenti che dovessero presentare sintomi, anche lievi, che possono essere indicativi di eventuale infezione, quali febbre, tosse, difficoltà respiratoria, stanchezza, dolori muscolari, ad evitare di accedere direttamente alle strutture di Pronto Soccorso del SSN rivolgendosi, invece, telefonicamente al proprio medico curante o al numero nazionale di emergenza 112 o al numero verde 1500 del Ministero della Salute.

10. Monitoraggio
Le amministrazioni comunicano tempestivamente al Dipartimento della funzione pubblica a mezzo PEC al seguente indirizzo: protocollo_dfp@mailbox.governo.itle misure adottate in attuazione della presente direttiva. La presente direttiva potrà essere integrata o modificata in ragione dell’evoluzione dell’emergenza sanitaria.

Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 25 febbraio 2020

Ulteriori disposizioni attuative del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, recante misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19. (20A01278)

(GU Serie Generale n.47 del 25-02-2020)

IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI

Visto il decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, recante «Misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19» e in particolare l’art. 3, comma 1;

Vista l’ordinanza del Ministro della salute 25 gennaio 2020, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana – Serie generale – n. 21 del 27 gennaio 2020;

Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 23 febbraio 2020, recante «Disposizioni attuative del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, recante misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19», pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana 23 febbraio 2020, n. 45, che individua misure di contenimento della diffusione del nuovo coronavirus nei comuni interessati dal contagio;

Vista l’ordinanza del Ministro della salute 30 gennaio 2020, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana – Serie generale – n. 26 del 1° febbraio 2020;

Vista l’ordinanza del Ministro della salute 21 febbraio 2020, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana – Serie generale – n. 44 del 22 febbraio 2020;

Viste le ordinanze adottate dal Ministro della salute d’intesa con il Presidente della Regione Lombardia e della Regione del Veneto rispettivamente in data 21 febbraio 2020 e 22 febbraio 2020;

Viste, altresi’, le ordinanze adottate dal Ministro della salute d’intesa con i Presidenti delle Regioni Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Piemonte e Veneto il 23 febbraio 2020;

Vista, inoltre, l’ordinanza adottata dal Ministro della salute d’intesa con il Presidente della Regione Liguria il 24 febbraio 2020;

Preso atto dell’evolversi della situazione epidemiologica, del carattere particolarmente diffusivo dell’epidemia e dell’incremento dei casi anche sul territorio nazionale;

Ritenuto di adottare ulteriori misure di contenimento dell’epidemia, ai sensi dell’art. 3 del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, in materia di svolgimento delle manifestazioni sportive di ogni ordine e disciplina, di organizzazione delle attivita’ scolastiche e della formazione superiore, di disciplina di misure di prevenzione sanitaria presso gli Istituti penitenziari, di regolazione delle modalita’ di accesso agli esami di guida, di organizzazione delle attivita’ culturali e per il turismo;

Su proposta del Ministro della salute, sentito il Ministro dell’interno, il Ministro della difesa, il Ministro dell’economia e delle finanze, nonche’ il Ministro per le politiche giovanili e lo sport, il Ministro dell’istruzione, il Ministro dell’universita’ e della ricerca, il Ministro della giustizia, il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, il Ministro per i beni e le attivita’ culturali e per il turismo, il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, il Ministro per gli affari regionali, nonche’ i Presidenti delle Regioni Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Veneto, Piemonte, Liguria e il Presidente della Conferenza delle regioni;

Decreta:

Art. 1 Misure urgenti di contenimento del contagio

1. In attuazione dell’art. 3, comma 1, del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, allo scopo di contrastare e contenere il diffondersi del virus COVID-19, sono adottate le seguenti ulteriori misure di contenimento:

a) in tutti i comuni delle Regioni Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Veneto, Liguria e Piemonte sono sospesi gli eventi e le competizioni sportive di ogni ordine e disciplina, in luoghi pubblici o privati. Resta consentito lo svolgimento dei predetti eventi e competizioni, nonche’ delle sedute di allenamento, all’interno di impianti sportivi utilizzati a porte chiuse, nei comuni diversi da quelli di cui all’allegato 1 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 23 febbraio 2020, richiamato in premessa;

b) i viaggi d’istruzione, le iniziative di scambio o gemellaggio, le visite guidate e le uscite didattiche comunque denominate, programmate dalle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado sono sospese fino al 15 marzo 2020; quanto previsto dall’art. 41, comma 4, del decreto legislativo 23 maggio 2011, n. 79, in ordine al diritto di recesso del viaggiatore prima dell’inizio del pacchetto di viaggio, trova applicazione alle fattispecie previste dalla presente lettera;

c) la riammissione nelle scuole di ogni ordine e grado per assenze dovute a malattia di durata superiore a cinque giorni avviene, fino alla data del 15 marzo 2020, dietro presentazione di certificato medico, anche in deroga alle disposizioni vigenti;

d) i dirigenti scolastici delle scuole nelle quali l’attivita’ didattica sia stata sospesa per l’emergenza sanitaria, possono attivare, di concerto con gli organi collegiali competenti e per la durata della sospensione, modalita’ di didattica a distanza avuto anche riguardo alle specifiche esigenze degli studenti con disabilita’;

e) il giorno domenica 1° marzo 2020, su tutto il territorio nazionale, non avra’ luogo il libero accesso agli istituti ed ai luoghi della cultura di cui all’art. 1, comma 1, del decreto 11 dicembre 1997, n. 507, «Regolamento recante norme per l’istituzione del biglietto d’ingresso ai monumenti, musei, gallerie, scavi di antichita’, parchi e giardini monumentali dello Stato»;

f) in relazione alle attivita’ espletate dagli uffici periferici del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, aventi sede nelle Province di Bergamo, Brescia, Cremona, Lodi, Milano, Padova, Parma, Pavia, Piacenza, Rovigo, Treviso, Venezia, Verona e Vicenza, sono adottate le seguenti misure:
1) sospensione degli esami di idoneita’ di cui all’art. 121 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, da espletarsi presso gli uffici periferici della Motorizzazione civile aventi sede in dette province;
2) regolazione delle modalita’ dell’accesso dell’utenza agli uffici della Motorizzazione civile aventi sede in dette province, mediante predeterminazione da parte del dirigente preposto all’ufficio del numero massimo degli accessi giornalieri ed individuazione di idonei spazi di attesa esterni alla sede dell’ufficio medesimo;

g) con apposito provvedimento dirigenziale e’ disposta in favore dei candidati che non hanno potuto sostenere le prove d’esame in ragione della sospensione di cui alla lettera f) la proroga dei termini previsti dagli articoli 121 e 122 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285;

h) nelle Universita’ e nelle Istituzioni di alta formazione artistica musicale e coreutica nelle quali non e’ consentita, per le esigenze connesse all’emergenza sanitaria di cui al presente decreto, la partecipazione degli studenti alle attivita’ didattiche o curriculari, le attivita’ medesime possono essere svolte, ove possibile, con modalita’ a distanza, individuate dalle medesime Universita’ e Istituzioni, avuto particolare riguardo alle specifiche esigenze degli studenti con disabilita’. Le Universita’ e le Istituzioni di cui al precedente periodo, successivamente al ripristino dell’ordinaria funzionalita’, assicurano, laddove ritenuto necessario ed in ogni caso individuandone le relative modalita’, il recupero delle attivita’ formative nonche’ di quelle curriculari ovvero di ogni altra prova o verifica, anche intermedia, che risultino funzionali al completamento del percorso didattico;

i) a beneficio degli studenti ai quali non e’ consentita, per le esigenze connesse all’emergenza sanitaria di cui al presente decreto, la partecipazione alle attivita’ didattiche o curriculari delle Universita’ e delle Istituzioni di alta formazione artistica musicale e coreutica, queste possono essere svolte, ove possibile, con modalita’ a distanza, individuate dalle medesime Universita’ e Istituzioni, avuto anche riguardo alle specifiche esigenze degli studenti con disabilita’. Le Universita’ e le Istituzioni di cui al precedente periodo assicurano, laddove ritenuto necessario ed in ogni caso individuandone le relative modalita’, il recupero delle attivita’ formative, nonche’ di quelle curriculari, ovvero di ogni altra prova o verifica, anche intermedia, che risultino funzionali al completamento del percorso didattico; le assenze maturate dagli studenti di cui alla presente lettera non sono computate ai fini della eventuale ammissione ad esami finali nonche’ ai fini delle relative valutazioni;

l) negli uffici giudiziari ricompresi nei distretti di Corte di appello cui appartengono i comuni di cui all’allegato 1 al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 23 febbraio 2020, sino al 15 marzo 2020, per i servizi aperti al pubblico e in relazione alle attivita’ non strettamente connesse ad atti e attivita’ urgenti, il Capo dell’ufficio giudiziario, sentito il dirigente amministrativo, puo’ stabilire la riduzione dell’orario di apertura al pubblico anche in deroga a quanto disposto dall’art. 162 della legge 23 ottobre 1960, n. 1196;

m) tenuto conto delle indicazioni fornite dal Ministero della salute, d’intesa con il coordinatore degli interventi per il superamento dell’emergenza coronavirus, le articolazioni territoriali del Servizio sanitario nazionale assicurano al Ministero della giustizia idoneo supporto per il contenimento della diffusione del contagio del Covid-19, anche mediante adeguati presidi idonei a garantire, secondo i protocolli sanitari elaborati dalla Direzione generale della prevenzione sanitaria, i nuovi ingressi negli istituti penitenziari e negli istituti penali per minorenni, con particolare riguardo ai soggetti provenienti dai comuni di cui all’allegato 1 al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 23 febbraio 2020, sino al termine dello stato di emergenza.

Art. 2 Lavoro agile

1. La modalita’ di lavoro agile disciplinata dagli articoli da 18 a 23 della legge 22 maggio 2017, n. 81, e’ applicabile in via provvisoria, fino al 15 marzo 2020, per i datori di lavoro aventi sede legale o operativa nelle Regioni Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Piemonte, Veneto e Liguria, e per i lavoratori ivi residenti o domiciliati che svolgano attivita’ lavorativa fuori da tali territori, a ogni rapporto di lavoro subordinato, nel rispetto dei principi dettati dalle menzionate disposizioni, anche in assenza degli accordi individuali ivi previsti. Gli obblighi di informativa di cui all’art. 22 della legge 22 maggio 2017, n. 81, sono assolti in via telematica anche ricorrendo alla documentazione resa disponibile sul sito dell’Istituto nazionale assicurazione infortuni sul lavoro.

2. L’art. 3 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 23 febbraio 2020 e’ soppresso.

Art. 3 Disposizioni finali

1. Sono confermate e restano in vigore, con l’integrazione di cui all’art. 1, lettera a), le disposizioni contenute nelle ordinanze adottate dal Ministro della salute d’intesa con i Presidenti delle Regioni Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Piemonte e Veneto il 23 febbraio 2020 nonche’ l’ordinanza adottata dal Ministro della salute d’intesa con il Presidente della Regione Liguria il 24 febbraio 2020.

2. Le disposizioni del presente decreto producono il loro effetto dalla data odierna e sono efficaci, salve diverse previsioni contenute nelle singole misure, fino al 1° marzo 2020 compreso. Fatto salvo quanto previsto all’art. 2, comma 2, restano ferme le previsioni del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 23 febbraio 2020.

Roma, 25 febbraio 2020

Il Presidente del Consiglio dei ministri
Conte

Il Ministro della salute
Speranza

Registrato alla Corte dei conti il 25 febbraio 2020 Ufficio controllo atti P.C.M. Ministeri della giustizia e degli affari esteri e della cooperazione internazionale, reg.ne n. 306

Nota Presidenza del Consiglio

La Presidenza del Consiglio smentisce le notizie che stanno circolando in queste ore su una presunta chiusura, per decisione del Presidente Conte, di tutte le scuole di ogni ordine e grado.

Le decisioni e le misure adottate dal governo vengono comunicate esclusivamente attraverso i canali e le fonti ufficiali, alle quali si prega di far riferimento.