Rientro a settembre, Azzolina: stiamo lavorando a linee guida DaD in caso di seconda ondata dell’epidemia

da La Tecnica della Scuola

Intervistata stasera durante la trasmissione “In onda”, su La7, la Ministra Azzolina ha risposto ad alcuni dei tanti dubbi riguardanti la ripresa delle lezioni a settembre.

Tra le domande che le sono state rivolte, una ha riguardato la possibilità che non si possa rientrare a scuola in presenza, per via di una seconda ondata dell’epidemia da Covid-19.

Nel rassicurare che a settembre la situazione non potrà essere certo quella di marzo, quando la pandemia ci ha travolti e l’Italia era assolutamente impreparata, la Ministra ha precisato che per normare in qualche modo la didattica a distanza, che resta comunque una delle possibilità non si dovesse poter rientrare tutti a scuola, il Ministero sta lavorando ad apposite linee guida che serviranno per agevolare il lavoro dei docenti. Oltre a questo, la Azzolina ha fatto sapere che è anche in cantiere un Protocollo di sicurezza per la riapertura a settembre.

Nel rivendicare inoltre i ben 5,6 miliardi di euro di investimento sulla scuola da gennaio ad oggi, la Ministra ha ricordato di avere recuperato 800 milioni dai PON, che erano rimasti “chiusi in un cassetto” e mai utilizzati.

Infine, in vista dell’ormai imminente avvio dell’anno scolastico e in merito alle tempistiche alquanto ristrette per mettere in atto tutte le misure anti-covid, la titolare di Viale Trastevere ha ricordato che spetta agli Enti locali – che ha ringraziato per la proficua collaborazione – mettere a norma gli edifici scolastici e che già i Tavoli regionali stanno lavorando a pieno ritmo per la ripartenza.

Alunni con cittadinanza non italiana: secondo i dati del Ministero sono il 10% del totale

da La Tecnica della Scuola

È disponibile, da oggi, sul sito del Ministero dell’Istruzione, l’approfondimento statistico relativo ai dati su alunne e alunni con cittadinanza non italiana.

Nell’anno scolastico 2018/2019 le scuole hanno accolto complessivamente 8.580.000 studenti di cui 857.729 di cittadinanza non italiana (10% del totale). Rispetto all’anno precedente, il 2017/2018, la popolazione scolastica è calata complessivamente di quasi 85 mila unità, pari all’1%. Gli studenti con cittadinanza italiana hanno registrato una flessione di oltre 100 mila unità (-1,3%) a fronte, invece, di una crescita di 16 mila studenti con cittadinanza non italiana (+1,9%), per cui la loro incidenza sul totale passa dal 9,7% al 10%.
Al contempo, i dati di trend mostrano comunque che la presenza di questi ultimi tende a stabilizzarsi. Nel decennio 2009/2010 – 2018/2019 gli studenti con cittadinanza non italiana sono complessivamente aumentati del 27,3% (+184 mila unità), un ritmo di crescita assai lontano da quello verificatosi nel decennio 1999/2000 – 2008/2009, durante il quale l’incremento è stato del 425,9%, corrispondente a 510 mila unità. Si tratta per lo più di studentesse e studenti di seconda generazione, nati cioè in Italia da genitori non italiani. In particolare, la quota dei nati in Italia sul totale degli studenti di origine migratoria è salita al 64,5%, oltre un punto percentuale in più rispetto al 2017/2018 (63,1%).

I dati confermano che la maggior parte degli studenti con cittadinanza non italiana si concentra nelle regioni del Nord (65%), seguite dal Centro (22%). La presenza nel Mezzogiorno è di poco superiore al 13%. In Emilia-Romagna, gli studenti con cittadinanza non italiana sono, in rapporto alla popolazione scolastica regionale, il 16,4%, valore più elevato a livello nazionale. Seguono Lombardia (15,5%)Toscana (14,1%)Umbria (13,8%)Veneto (13,6%) e Piemonte (13,5%). Al Sud l’incidenza degli studenti con cittadinanza non italiana è ovunque inferiore alla media nazionale del 10%. L’indice varia tra il 7,5% dell’Abruzzo e il 2,6% della Sardegna.

Il 46,3% degli studenti con cittadinanza non italiana proviene da un Paese europeo. A seguire, ci sono gli studenti di provenienza o origine africana (25,7%) e asiatica (20,1%). Assai più contenuta la percentuale degli studenti provenienti dall’America e dall’Oceania (7,9% e 0,03%).

Rientro a settembre, Azzolina: fuori la politica dalla Scuola, ora serve l’aiuto di tutti

da La Tecnica della Scuola

Per ripartire a settembre serve la collaborazione di tutti, abbattendo posizioni politiche e ideologiche: non solo studenti e personale, ma anche enti locali, famiglie e sindacati. Lo ha detto il 2 luglio la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina ai rappresentanti degli studenti del Molise presso la Scuola Allievi Carabinieri ‘Frate’ di Campobasso dove si è poi svolto il tavolo tecnico per l’istruzione post-Covid, al quale hanno partecipato la dirigente Usr Molise Anna Paola Sabatini, l’assessore regionale all’Istruzione Roberto Di Baggio, i sindaci e i presidenti delle due province molisane, il dirigente Asrem Oreste Florenzano i rappresentanti dell’Anci.

“Si vince assieme ad enti locali, famiglie, sindacati”

La scuola non ha colore politico, se vogliamo riaprire la scuola a settembre il modello è quello degli Esami di Stato improntato alla collaborazione”, ha spiegato la ministra riferendosi alla riapertura delle scuole a settembre.

“La sfida è grande, riguarda otto milioni di studenti – ha proseguito Azzolina – ma si vince con la condivisione di proposte degli enti locali, famiglie, sindacati“.

Questo, perché “la scuola è tema e futuro del Paese, non riguarda solo ministero dell’Istruzione ma tutti”, ha ribadito Azzolina.

I metri quadrati necessari

Rivolgendosi direttamente agli studenti, la ministra ha detto: “Siete la parte più bella del Paese”. Ha quindi chiesto loro come è andato l’Esame di maturità. Quindi ha commentato: “Anche per me emozione doppia: esame e riapertura della scuola”. Quindi li ha rassicurati: “Settembre è il prossimo obiettivo”.

A questo scopo, Azzolina ha ricordato che è stato “creato un software che ci permette di incrociare tutti i dati, sia i metri quadrati che abbiamo per ogni scuola, il numero di studenti e il distanziamento previsto“: un meccanismo che ad oggi ha portato a quantificare oltre un milione gli alunni da collocare al di fuori dell’istituto scolastico dove sono iscritti.

“Questo strumento informatico è importantissimo – ha sottolineato – perché a livello nazionale ci permette di avere un quadro completo che prima non esisteva”.

In Molise poche classi pollaio

La ministra ha quindi commentato positivamente il quadro del territorio visitato. La titolare del MI ha sottolineato che “la situazione in Molise è buona, perché non abbiamo riscontrato un numero elevato di alunni per classe”.

E ancora: “Se la situazione in Italia fosse quella del Molise, io starei molto tranquilla”: qui “la situazione è confortante, dai dati che ho visto non abbiamo molte classi pollaio“: una situazione, quella delle classi con 28-30 e oltre alunni, che però non sembra scemare in altre regioni, soprattutto nei capoluoghi di provincia dove si arriva a classi-mostro di 34 allievi. Sul tema dei trasporti ha specificato che “siamo sulla buona strada”.

“Altro che il Molise non esiste! Dal punto di vista scolastico ci sono delle eccellenze e dei progetti innovativi. Il Molise è davvero molto avanti”.

“Ho riscontrato la massima collaborazione da parte delle istituzioni locali. Siamo pronti a recepire le richieste del Molise e a lavorare insieme per la riapertura delle scuole”, ha concluso Azzolina.

Le dichiarazioni della ministra in pillole: autonomia, sicurezza, presenza, digitalizzazione e insegnanti

da La Tecnica della Scuola

In pillole, cosa ha detto la ministra Lucia Azzolina in audizione al Senato, a parte l’assicurazione che “la didattica digitale non possa o debba sostituire la didattica in presenza?”

Autonomia

“L’Autonomia scolastica, ormai ventennale, costituisce uno strumento privilegiato per l’elaborazione di una corretta strategia di riavvio dell’anno scolastico che sia quanto più rispondente alle esigenze dei territori interessati”.

La ministra ha ricordato -si legge su RaiNews- che in base alle norme dell’Autonomia scolastica, le scuole hanno la “possibilità di costruire percorsi formativi funzionali alla realizzazione del diritto ad apprendere e alla crescita educativa di tutti gli alunni, attraverso la definizione di precisi ambiti di intervento organizzativo. “Le istituzioni scolastiche saranno chiamate a garantire a ciascun alunno la medesima qualità dell’offerta formativa, ferma restando l’opportunità di adottare soluzioni organizzative differenti”.

Problemi antichi e sicurezza

“L’emergenza ha fatto anche riemergere con forza problematiche decennali del sistema di istruzione che ci hanno spinti a interventi immediati, per reagire alla crisi, e che ora ci sollecitano ulteriori interventi che guardino già al futuro”.
“Nel mese di settembre 2020, le attività didattiche riprenderanno in presenza e in sicurezza su tutto il territorio nazionale”. Una ripresa che avverrà “nel rispetto di quella cornice dentro cui ci stiamo muovendo che sono le indicazioni finalizzate alla prevenzione del contagio contenute nel Documento Tecnico, elaborato dal Comitato Tecnico Scientifico (Ctc) “.

“Le singole scuole saranno chiamate ad operare nel rispetto di un complesso equilibrio tra sicurezza, benessere socio-emotivo di studenti e personale scolastico, qualità dei contesti e dei processi di apprendimento e rispetto dei diritti costituzionali alla salute e all’istruzione. Lo faranno da sole? No. Il loro lavoro sarà accompagnato dall’Amministrazione centrale e periferica e dagli Enti Locali”.

fondi in più alle scuole

“Il governo è costantemente impegnato nel reperimento delle risorse necessarie per garantire il corretto avvio dell’anno scolastico”. “In tal senso si sottolinea che l’articolo 235 del decreto legge 34/2020, in aggiunta agli stanziamenti di cui agli articoli 231, 232, 233 nonché di altre fonti di finanziamento da stanziamenti europei, istituisce presso il ministero dell’Istruzione un apposito fondo, denominato ‘Fondo per l’emergenza epidemiologica da Covid-19′, pari a 1 miliardo di euro, allo scopo di adottare le opportune misure per la riapertura delle istituzioni scolastiche”.

Risorse finanziarie

“Il governo sta compiendo un grande investimento, anche in termini di risorse finanziarie, sulla scuola. Il Governo ha stanziato più di 1 miliardo e mezzo per la scuola: 1 miliardo per il Fondo per gestione rientro a scuola a settembre (400 milioni nel 2020, 600 milioni nel 2021); 331 milioni per device, connettività, sicurezza, misure di protezione, assistenza medica, adattamento spazi in vista del rientro; 39 milioni per consentire esame di maturità in presenza, in sicurezza, comprando tutti i dispositivi di protezione necessari e assicurando l’igienizzazione costante degli ambienti; 150 milioni per le istituzioni scolastiche non statali, per la fascia d’età da  0 a 16 anni per coprire le mancate rette (135 milioni) e aumentare il fondo regionale (15 milioni). 30 milioni per gli Enti locali per interventi di edilizia scolastica cosiddetta ‘leggera’. Sono state previste anche misure di semplificazione in tema di edilizia scolastica, per consentire a enti locali medesimi, proprietari degli immobili di operare velocemente, eliminando i numerosi e farraginosi passaggi burocratici esistenti”.

Digitalizzazione

“Abbiamo stanziato oltre 400 milioni di euro, aumentandoli dagli iniziali 200, per potenziare la connettività delle scuole portando negli istituti. Li prevede il Piano Scuola approvato di recente dal comitato nazionale per la Banda ultralarga. L’obiettivo è garantire rapidamente una connessione veloce all’81,4% dei plessi scolastici, quelli del primo e secondo ciclo, per un totale di 32.213 edifici. Previsti anche voucher per le famiglie: fino a 500 euro, in base all’Isee, per connessioni veloci, pc e tablet”.

Assunzioni

“Avremo tutti gli spazi che servono e potremo assumere a tempo determinato il personale, docente e Ata, che si renderà necessario sulla base delle esigenze emergenti dai territori”.

Concorsi

“I concorsi si svolgeranno garantendo condizioni di massima sicurezza per i candidati”. “Il ministero dell’Istruzione  sta lavorando al piano logistico per il concorso straordinario per la scuola secondaria di I e II grado che sara’ il primo ad essere espletato”.

“Voglio ribadire la ferma volontà di assumere i futuri vincitori, a prescindere dalla data di formale conclusione delle operazioni, con retrodatazione giuridica al mese di settembre 2020, così come, nel mese di giugno scorso, sono stati assunti in ruolo moltissimi docenti sui posti della cosiddetta ‘Quota 100’ nelle singole regioni, con retrodatazione giuridica al 1 settembre 2019”.

Mobilità

“Sono orgogliosa, oggi, di poter restituire a voi la notizia della positiva conclusione della procedura di mobilità avviata: sono state elaborate più di centomila domande, di cui più della metà sono state soddisfatte, facendo registrare, in particolare, 8 mila trasferimenti fuori regione, per quei docenti che ora potranno, finalmente, riavvicinarsi a casa”.

“Abbiamo disegnato e proposto alle scuole, e ai territori, nuovi scenari di collaborazione, che potranno concretizzarsi nei ‘Patti educativi di comunità’. In essi, tutti i soggetti pubblici, finanche i rappresentanti del terzo settore, potranno costruire alleanze educative che prevedano un’apertura della scuola verso l’esterno, l’utilizzo di parchi, teatri, musei, archivi, biblioteche, al fine di poter ampliare gli spazi della conoscenza, anche in un’ottica di partecipazione al territorio che fortifichi l’alleanza educativa, civile e sociale di cui le scuole sono interpreti privilegiate”.

Il cruscotto

“E’ stato costituito un cruscotto informativo” che “consentirà di poter definire il distanziamento e di rendere evidente i casi in cui gli spazi non risultino sufficienti”. Si tratta di uno strumento che “restituisce dati di dettaglio relativi a regione, provincia, comune e singola istituzione scolastica, che consentiranno nei vari livelli istituzionali coinvolti, di operare a favore di soluzioni esperibili e tempestive. Di agire per priorità di intervento”.

“Grazie al coordinamento con il commissario straordinario per l’emergenza da Covid-19, assicureremo sollecitamente alle istituzioni scolastiche anche gli arredi che dovessero esser utili per rispettare le indicazioni sul distanziamento fisico, finanche nuovi banchi, moderni e più ‘dinamici’, in un’ottica di innovazione costante e della costruzione di ambienti didattici più moderni”.

I tavoli regionali

“A livello regionale, l’organizzazione dell’avvio dell’anno scolastico sarà curata da ciascuna Regione attraverso l’istituzione di appositi Tavoli regionali operativi, insediati presso gli Uffici scolastici regionali del ministero dell’Istruzione, a cui sono chiamati a partecipare il direttore dell’Ufficio scolastico regionale, individuato come coordinatore, l’Assessore regionale all’Istruzione, l’Assessore regionale ai trasporti, l’Assessore regionale alla salute, il rappresentante regionale dell’Unione Province Italiane (Upi), il rappresentante regionale dell’Associazione Nazionale dei Comuni d’Italia (Anci), il referente regionale della Protezione Civile”.

Esami di stato

Avere fatto gli esami di maturità “in presenza non è stato affatto un risultato scontato. Abbiamo voluto con forza che fosse così. Ci siamo adoperati per appositi protocolli di sicurezza siglati con le Organizzazioni sindacali, abbiamo lavorato ogni giorno perché tutto potesse funzionare per il meglio. Credo che l’obiettivo sia stato raggiunto pienamente”.

ANP: ‘Cruscotto informativo, oneroso adempimento a carico dei DS’

da Tuttoscuola

“Oggi l’ANP ha partecipato in videoconferenza ad un incontro con il Comitato tecnico-scientifico, costituito presso il Dipartimento della Protezione civile, presieduto dal Dott. Agostino Miozzo”. È quanto fa sapere l’Associazione Nazionale Presidi in una nota che riportiamo di seguito.

“La riunione, svoltasi alla presenza di una rappresentanza del Ministero dell’Istruzione e delle OO.SS. del comparto scuola e dell’Area istruzione e ricerca, era finalizzata a raccogliere eventuali criticità correlate alla attuazione del Piano scuola 2020/2021 in vista della formalizzazione del necessario Protocollo di sicurezza. L’ANP ha innanzitutto premesso che il riferimento all’autonomia scolastica, cui il documento rinvia in più punti, è fuorviante, poiché essa, fatta salva anche a livello costituzionale, è finalizzata al successo formativo degli alunni e non già alla tutela della salute pubblica. Quest’ultima, ovviamente, può essere attuata solo all’esito di puntuali indicazioni provenienti dagli organi competenti tra cui, per l’appunto, il CTS per quanto attiene all’ambito tecnico-scientifico, e il decisore politico per le conseguenti scelte”.

“Abbiamo poi rappresentato al CTS  – continua l’ANP – la necessità di precisare alcuni aspetti problematici, più volte segnalateci dai colleghi, quali:

  • il distanziamento fisico (il metro “da bocca a bocca” è statico o dinamico?)
  • l’individuazione dei più opportuni DPI per studenti e personale, tenendo presente l’esigenza di averne contezza con un congruo preavviso sull’inizio dell’anno scolastico, e non solo quindici giorni prima, poiché altrimenti mancheranno i tempi per approvvigionarsene
  • la periodicità con cui provvedere all’aerazione dei locali
  • le misure da adottare nell’ipotesi in cui, durante lo svolgimento delle attività scolastiche, si verifichi un caso di positività a Covid-19
  • l’ammissibilità di utilizzo dei locali scolastici da parte di terzi, negata nel documento del CTS del 28 maggio scorso e ammessa invece dal Piano scuola
  • la gestione dei lavoratori fragili
  • la possibilità effettiva, per i referenti medici dislocati presso le ASL, di far fronte a richieste di supporto da parte delle scuole che, invece, necessiterebbero di un proprio presidio sanitario interno

L’ANP ha anche sottolineato con forza che l’utilizzo del cruscotto informatico si sta trasformando in un oneroso adempimento a carico dei dirigenti scolastici, chiamati in questi giorni a disporre l’inserimento di dati sugli edifici che dovrebbero già essere in possesso degli enti locali”.

“Abbiamo infine segnalato l’opportunità di un eventuale programma di screening rivolto al personale scolastico e agli studenti. In risposta alle nostre richieste, il Coordinatore del CTS ha affermato che i DPI non dovranno essere reperiti dalle scuole ma che saranno acquistati dal Commissario straordinario. Ha poi aggiunto che la Protezione civile è a disposizione delle scuole per favorire la ripartenza e la gestione delle criticità, e ha infine sostenuto che l’obbligo della mascherina sussiste solo al di sotto del metro di distanza. Il Dott. Miozzo – conclude ANP – ha chiuso la riunione domandando che venissero esplicitate per iscritto le richieste di chiarimento e precisazioni, in modo da potervi rispondere puntualmente, e ha aggiornato la discussione a un ulteriore incontro da tenersi la prossima settimana”.

Decreto Dipartimentale 3 luglio 2020, AOODPPR 32

Ministero dell’Istruzione
Dipartimento per le risorse umane, finanziarie e strumentali

Individuazione di istituzioni scolastiche in grado di pianificare e implementare su scala nazionale proposte per la realizzazione di attività a supporto delle scuole nell’emergenza sanitaria da Covid-19