Legge di Bilancio, 3,7 miliardi per la scuola. Azzolina: cambio di passo culturale evidente, abbiamo una precisa visione

da La Tecnica della Scuola

Più di “3,7 miliardi di cui 2,2 per finanziare spesa corrente e più di 1,5 per gli investimenti. Queste le risorse per la scuola previste dal Disegno di legge di Bilancio, definitivamente approvato dal Governo, che ora passa al vaglio del Parlamento”: lo scrive il ministero dell’Istruzione, nel giorno di incontro con i sindacati, con i quali si è attuata un’informativa specifica sui contenuti della Legge di Bilancio per la scuola.

Il testo della legge economica di fine 2020 è approdato in Parlamento giusto in queste ore, dopo il via libera del Consiglio dei ministri dei giorni scorsi.

I fondi rivolti alla scuola, annunciano da Viale Trastevere, serviranno, tra le altre cose, ad attuare una serie di iniziative: “dalle assunzioni sul sostegno, ai fondi per il digitale, all’edilizia scolastica”.

Azzolina: risultato importante, istruzione tornata al centro

Secondo la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina “si tratta di un risultato importante per la scuola, c’è un cambio di passo culturale evidente, frutto di una precisa visione”.

“Il mondo dell’istruzione – ha detto la titolare del MI – è tornato al centro degli investimenti: lo dimostrano le risorse mobilitate in questi mesi, lo dimostra questa ulteriore iniezione di fondi”.

“Lo sviluppo del Paese passa dalla formazione dei più giovani che deve essere di qualità. E la qualità si ottiene solo investendo le risorse che servono”, ha concluso Azzolina.

Covid, anche il Dirigente scolastico fragile può fare smart working

da La Tecnica della Scuola

Una nota del Ministero dell’Istruzione del 18 novembre interviene a fare chiarezza su una situazione non così infrequente nelle scuole italiane: il dirigente scolastico in situazione di fragilità.

NOTA 36611 DEL 18 NOVEMBRE 2020

In pratica, nella nota indirizzata agli Uffici scolastici regionali, il MI spiega che valgono anche per i Presidi le regole riguardanti tutti i lavoratori e riepilogate dallo stesso Ministero in una nota dell’11 settembre scorso.

Quindi, questo è l’iter previsto:

  • il Direttore generale o dirigente titolare dell’USR, su istanza dell’interessato, invia il dirigente scolastico alla visita del medico competente
  • a seguito del riconoscimento della fragilità e sulla base del referto, avuto anche riguardo alle condizioni di lavoro, il direttore dell’USR, tenuto conto anche dell’eventuale organizzazione, nell’istituto di titolarità, dell’attività didattica secondo le modalità della DDI, può ammettere il dirigente scolastico a prestare la propria attività in modalità agile fino al termine indicato nella certificazione medica. Le modalità di esecuzione della prestazione lavorativa sono definite in modo autonomo dal dirigente scolastico e prevedono che gli interessati continuino ad assicurare il pieno funzionamento dell’istituzione scolastica, applicando le indicazioni di sicurezza nel rispetto di quanto previsto dal referto medico.

La nota si chiude con un’indicazione riguardante il luogo in cui fare smart working: “è opportuno che il dirigente, qualora residente in altra regione, anche se in lavoro agile, adotti ogni modalità organizzativa atta a garantire il corretto funzionamento dell’istituzione scolastica cui è preposto. La particolare situazione delle istituzioni scolastiche e la continua evoluzione delle condizioni in cui esse si trovano ad operare richiedono infatti, come comprovato da quanto verificatosi in questi mesi, una capacità di intervento ed un’attenzione gestionale che deve comunque essere assicurata in caso di necessità”.

Question time Camera dei Deputati, Azzolina risponde: Non si è investito solo negli arredi

da La Tecnica della Scuola

Oggi pomeriggio alle ore 15:00 si è svolta la question time della Camera dei deputati che ha visto, tra gli altri, la partecipazione della ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina.

In particolare la Ministra è stata chiamata a rispondere sulle interrogazioni parlamentari di:

  • Molinari (Lega) circa le iniziative volte a garantire tempestivamente a famiglie e istituti scolastici la dotazione informatica e infrastrutturale necessaria per la didattica a distanza, anche valutando il cambiamento di destinazione delle risorse previste per l’acquisto dei banchi a rotelle;
  • Vacca (M5S) circa la pianificazione di percorsi formativi sulla DDI;
  • Fusacchia (Gruppo Misto) circa le iniziative messe in campo per scongiurare ulteriori chiusure della scuola.

Per quanto riguarda la prima interrogazione, la ministra ha sottolineato come l’esecutivo abbia la solida convinzione che il diritto alla salute e il diritto all’istruzione non siano per niente in contrapposizione. L’onorevole Azzolina ha dichiarato: “Non si è investito impiegando 325 milioni di euro solo negli arredi, che rimarranno alla scuola come patrimonio arricchendola. Nel complesso, solo per l’avvio dell’anno scolastico sono stati stanziati più di 3 miliardi. Nell’affrontare la crisi si è velocizzata la capacità di spesa sull’innovazione, proprio partendo dall’esigenza di potenziare gli strumenti di connessione ad internet e di apprendimento a distanza, con particolare riguardo alla banda ultra-larga, per non lasciare nessuno indietro”.

E, inoltre, ha anche fatto un riferimento agli anni passati: “Ci stiamo impegnando duramente per recuperare in poco tempo il terreno perduto nel corso degli anni. Anni di tagli, riferiti a stagioni che la scuola italiana ha fretta di dimenticare, perché rappresentano una ferita troppo grande per la comunità scolastica. Stiamo investendo risorse e lavorando non solo per l’oggi, ma anche per il futuro, per una scuola nuova, aperta, coesa, solidale e innovativa e, soprattutto, inclusiva”.

In risposta all’on. Vacca sulla pianificazione dei percorsi formativi della didattica digitale integrata, la Ministra ha ribadito che i 2/3 dei docenti ha ricevuto una preparazione in tal senso: “L’utilizzo di metodologie didattiche innovative non può prescindere da un’adeguata formazione dei docenti e del personale scolastico rispetto alle nuove tecnologie, anche per capitalizzare e potenziare le esperienze e le competenze maturate in occasione della sospensione della didattica in presenza. Con i provvedimenti varati nei mesi precedenti il Governo ha stanziato apposite risorse dedicate proprio alla formazione del personale scolastico sulla didattica digitale integrata e ancora altre ne sono previste per la fine dell’anno.”

In ultimo, la ministra ha dato riscontro all’on. Fusacchia sulle iniziative messe in campo per scongiurare ulteriori chiusure della scuola. A tal riguardo, la pentastellata ha ribadito: “Posso rassicurare che il mio operato è quotidianamente volto a scongiurare il ricorso a soluzioni unilaterali, che in molti casi rischiano di accentuare la dispersione scolastica e le forme di disuguaglianza e di divario che, invece, è nostro precipuo dovere contrastare. In alcuni dei casi abbiamo dovuto assistere al disorientamento e allo sconforto manifestati dalle famiglie, dalle forze sociali, dai dirigenti scolastici e dal personale tutto, con riferimento alle disposizioni contenute in alcune ordinanze regionali”.

In conclusione, la ministra Lucia Azzolina ha sottolineato con forza: “Per comprendere la ratio dei provvedimenti e per spingere Regioni ed Enti locali a programmare a stretto giro la ripresa delle attività in presenza, ho invitato a condividere con il Ministero dell’istruzione i dati scientifici che hanno motivato le loro decisioni.

La Maturità sarà in classe? Azzolina: no a decisioni senza coinvolgere gli studenti

da La Tecnica della Scuola

Io lo so che gli studenti pensano agli esami di Stato e lo capisco perfettamente, li incontro spesso e so le preoccupazioni che hanno. Vedremo nei prossimi mesi cosa accadrà e come verrà fatta la Maturità”.

Così ha risposto la Ministra Azzolina ai microfoni di RTL, parlando del futuro della scuola e del possibile rientro in classe quando la curva dei contagi lo consentirà.

“Una cosa la posso sicuramente dire agli studenti: lo scorso anno scolastico, quando dovevamo decidere come fare l’esame di Maturità, abbiamo coinvolto gli studenti. Ci hanno fatto delle proposte molto mature e tante le abbiamo accolte. Non prenderemo alcuna decisione senza coinvolgere gli studenti”.

Governo approva Legge di Bilancio. I contenuti per la scuola

da Tuttoscuola

Oltre 3,7 miliardi di cui 2,2 per finanziare spesa corrente e più di 1,5 per gli investimenti. Queste le risorse per la scuola previste dal Disegno di legge di Bilancio, definitivamente approvato dal Governo, che ora passa al vaglio del Parlamento. Le misure sono state illustrate alle Organizzazioni Sindacali in un’apposita informativa.

“Si tratta di un risultato importante per la scuola, c’è un cambio di passo culturale evidente, frutto di una precisa visione”, commenta la Ministra Lucia Azzolina. “Il mondo dell’istruzione è tornato al centro degli investimenti: lo dimostrano le risorse mobilitate in questi mesi, lo dimostra questa ulteriore iniezione di fondi. Lo sviluppo del Paese passa dalla formazione dei più giovani che deve essere di qualità. E la qualità si ottiene solo investendo le risorse che servono”.

In particolare, con i fondi stanziati è previsto un piano pluriennale per l’assunzione di 25mila docenti di sostegno in organico di diritto che si accompagnerà allo stanziamento di appositi fondi per la formazione del personale docente sulle tematiche dell’inclusione delle alunne e degli alunni con disabilità e per l’acquisto di ausili didattici. Previsti 1.000 docenti in più per il potenziamento dell’offerta formativa nella scuola dell’infanzia. Vengono anche stanziati 60 milioni aggiuntivi all’anno per la fascia 0-6 anni.

Oltre 1,5 miliardi vanno all’edilizia scolastica. Il provvedimento proroga, poi, di un altro anno, i poteri commissariali ai sindaci di Comuni e Città metropolitane per una rapida realizzazione degli interventi agli istituti.

Aumenta il Fondo per l’arricchimento e l’ampliamento dell’offerta formativa delle scuole e per gli interventi perequativi che servono a ridurre le diseguaglianze: +117,8 milioni per il 2021, +106,9 milioni per il 2023, +7,3 milioni per ciascuno degli anni 2024 e 2025 e +3,4 milioni per l’anno 2026.

Sulla digitalizzazione è previsto un investimento di 40 milioni di euro in più, insieme allo stanziamento di ulteriori specifiche risorse per potenziare l’azione amministrativa e didattica nelle scuole, anche attraverso l’utilizzo degli animatori digitali. Confermate e potenziate le équipe formative di docenti che si occupano dell’attuazione del Piano Nazionale Scuola Digitale. Una misura, quest’ultima, che punta ad accelerare i processi di digitalizzazione dentro gli istituti scolastici, a promuovere le azioni di formazione del personale e di potenziamento delle competenze degli studenti sulle metodologie didattiche innovative e sulla didattica digitale integrata.

Confermati anche 1.000 assistenti tecnici nelle scuole del primo ciclo, figure da sempre presenti nel secondo ciclo, introdotte nel primo periodo dell’emergenza e ora stabilizzate per dare supporto a docenti e personale nell’uso di laboratori e tecnologie. Confermata a regime la trasformazione da tempo definito a tempo pieno di 4.500 collaboratori scolastici ex Lsu.

Concorso DS: pietra tombale del TAR sui ricorsi

da Tuttoscuola

Trecentocinquanta candidati del concorso per dirigenti scolastici, bandito alla fine dl 2017, esclusi per non avere superato la prova preselettiva per l’ammissione alle procedure concorsuali, avevano impugnato il decreto ministeriale di esclusione del luglio 2018, adducendo a motivo dell’impugnazione diverse ragioni tra cui principalmente la mancata valutazione della prova superata con esito di almeno sei decimi.

Nel timore che il ricorso potesse andare a buon fine, altri 110 candidati che avevano superato le procedure concorsuali si sono opposti in qualità di contro interessati.

A questo piccolo esercito di ricorrenti, di contro interessati con i rispettivi uffici legali patrocinanti, nonché al ministero dell’istruzione resistente chiamato in causa, ha risposto la Sezione terza bis del TAR Lazio con sentenza collegiale, pronunciata il 22 settembre scorso e pubblicata il 3 novembre 2020 (n. 11316).

La sentenza ha preso in esame in modo pertinente e approfondito tutti gli aspetti del ricorso, comprese le motivazioni di alcuni candidati ammessi con riserva alle successive fasi del concorso e per taluni anche all’inserimento in graduatoria di merito con riserva o nomina come vincitore, sempre con riserva.

Questa, alla fine, la sentenza sfavorevole per i ricorrenti, pronunciata dai magistrati amministrativi:

“Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Terza Bis), definitivamente pronunciando sul ricorso principale e sui ricorsi per motivi aggiunti, come in epigrafe proposti: a) dichiara in parte inammissibile, in parte improcedibile ed in parte respinge il ricorso principale; b) dichiara improcedibili tutti gli atti di motivi aggiunti presentati per sopravvenuta carenza di interesse.

Spese compensate. Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’autorità amministrativa”.

Per questo aspetto del travagliato concorso la sentenza sembra costituire una pietra tombale che difficilmente potrebbe essere rimossa anche con una nuova impugnativa davanti al Consiglio di Stato. Forse. Intanto i contro interessati tirano un sospiro di sollievo.

Invece per i candidati ammessi con riserva che nel frattempo erano stati inclusi tra i vincitori (alcuni anche con sede di servizio assegnata) l’unica speranza risiede in una eventuale sanatoria di legge.

Garantire la didattica in presenza a figli di medici e sanitari. Il MI chiede alle scuole quanti sono

da Tuttoscuola

Il DPCM dello scorso 3 novembre parla chiaro: la didattica in presenza, a prescindere dall’età dei ragazzi e dal colore della loro zona di appartenenza, deve essere garantita agli alunni con disabilità, BES e ai figli di personale medico e sanitario. Per fare in modo che questo avvenga, il Ministero dell’Istruzione, secondo quanto segnalato anche da Repubblica.it, ha diffuso una nota in cui chiede alle scuole di compilare un questionario e rispondere alla seguente domanda: “Quanti sono i figli di sanitari all’interno del vostro istituto e a quanti è garantita la didattica in presenza?”.

“Se sei un medico non puoi fare smart working”, dice Antonello Giannelli, presidente dell’Associazione nazionale presidi, “nelle zone rosse, in Campania, in Puglia, la Didattica a distanza è richiesta a ragazzini di undici, dodici anni, il provvedimento vuole assicurarsi che strati di popolazione particolari abbiano garantito il diritto allo studio universale”.

Aprea: ‘Azzolina tenga conto della bussola di Forza Italia’

da Tuttoscuola

“Forza Italia ha lanciato oggi la bussola per sconfiggere la pandemia e costruire il futuro in tutti i settori strategici del Paese. Abbiamo scelto la bussola e non la mappa, perché in un tempo dominato da emergenze, la bussola, pur orientando, è strumento molto più flessibile di qualsisia mappa per raggiungere una meta o, nel nostro caso, obiettivi e costringe ad usare creatività e scelte autonome per ricercare soluzioni ai problemi imprevedibili che continueremo a trovare sul nostro cammino reso sempre più difficile dal prolungarsi della pandemia. Significa anche, soprattutto nel caso della scuola, esplorare modelli innovativi di organizzazione degli apprendimenti e degli ambienti scolastici, finalizzati a delineare l’istruzione del terzo millennio in presenza e a distanza, facendo leva sulla rivoluzione digitale, propria del nostro tempo”. Lo afferma in una nota Valentina Aprea, deputata di Forza Italia e responsabile del Dipartimento Istruzione del movimento azzurro.

“Serve, allora, che il diritto all’istruzione sia assicurato pienamente a tutta la popolazione scolastica – continua Aprea – . Non è tollerabile che centinaia di migliaia di ragazzi siano privati della didattica a distanza per il digital divide. Dunque, sviluppo del digitale e della banda larga. Wi-fi per tutte le scuole e tutte le famiglie (credito d’imposta). Occorre investire nell’edilizia scolastica per costruire 1.000 scuole innovative del primo ciclo e 1.000 campus di scuola secondaria superiore; potenziare gli ITS attraverso 100 centri tecnologici avanzati che abbiano la funzione di Smart Academy per il Made in Italy. Occorre prevedere finanziamenti a fondo perduto per le scuole paritarie e finanziare patti educativi territoriali tra le 40.000 scuole statali e le 12.000 scuole paritarie per l’ampliamento degli spazi educativi nel rispetto del distanziamento fisico. È indispensabile prevedere, allo stesso modo, la deducibilità delle rette versate per alunno alle scuole paritarie dalle famiglie per un importo annuo fino ad un massimo di 5.500 euro ad alunno per garantire un reale pluralismo educativo e la libertà educativa delle famiglie. Non avremo mai una scuola del terzo millennio, poi, senza piani di formazione iniziale ed in servizio dei docenti sull’e-learning per il superamento del digital divide ed una migliore qualità della DaD. Occorre, infine, attivare monitoraggi quantitativi e qualitativi nelle scuole sulle modalità di DaD e didattica digitale integrata per maggiore trasparenza e per meglio orientare le decisioni politiche e allocare i finanziamenti pubblici nazionali ed europei. Fare tutto questo ora con la Legge di Bilancio ci consentirebbe di affrontare in modo nuovo il post Covid, puntando sull’innovazione, sulla libertà di educazione ed investendo finalmente su una nuova generazione di docenti. Abbiamo già perso molto tempo, ci auguriamo che il Governo valuti la nostra bussola e riscriva la Legge di Bilancio o sarà troppo tardi per la scuola e per le famiglie”.

Sciopero scuola 25 novembre: valgono ancora le vecchie regole

da Tuttoscuola

Per la prossima settimana, il 25 novembre, è indetto uno sciopero scuola proclamato dal sindacato USB PI-Scuola riguardante il personale “docente, ata, educativo e dirigente a tempo determinato e indeterminato delle scuole in Italia e all’estero”. Si tratta  del terzo sciopero di questo anno scolastico, dopo quelli del 3 ottobre indetto da CSLE e del 23 ottobre proclamato dai sindacati di base che, secondo i dati ufficiali della Funzione Pubblica, hanno avuto in entrambi i casi lo 0,66% di adesione su circa 950mila unità di personale scolastico in servizio in quei giorni, pari cioè a poco meno di 6.300 lavoratori in sciopero.

Ma certamente in quei giorni, anche se non quantificato da nessun monitoraggio ufficiale, il personale scolastico che non ha lavorato è stato di gran lunga superiore a quei 6.300 lavoratori in sciopero.

Tutto questo perché, secondo le attuali norme sugli scioperi, i capi d’istituto, non conoscendo l’intenzione dei docenti e degli Ata circa la personale intenzione di aderire allo sciopero (i sindacati considerano il non obbligo di dichiarare preventivamente l’adesione come un diritto alla pari di quello di adesione vera e propria allo sciopero), comunicano alle famiglie la non certezza di svolgimento regolare delle lezioni. Conseguentemente, soprattutto taluni genitori degli alunni più piccoli, in via prudenziale trattengono i figli a casa (non senza difficoltà per la loro assistenza), mentre a scuola gli insegnanti non scioperanti restano senza alunni.

Da mesi presso l’Aran si sta cercando di definire nuove regole di comportamento in caso di sciopero nella scuola, ma ad oggi sembra ancora in alto mare un’intesa con i sindacati della scuola.

Per lo sciopero scuole del 25 novembre avranno ancora valore le vecchie regole di cui forse potrà giovarsi il sindacato USB che lo ha proclamato, anche se ufficialmente, in base alle ultime elezioni per le RSU (2.679 iscritti e 7.833 voti), ha un tasso di rappresentatività dello 0,63%.

Nota 19 novembre 2020, AODGOSV 21183

Ministero dell’Istruzione
Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione
Direzione generale per gli ordinamenti scolastici e la valutazione del sistema nazionale di istruzione

Ai Direttori degli Uffici Scolastici Regionali
LORO SEDI
per il successivo inoltro
Alle Istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado e agli Istituti Tecnici Superiori del territorio LORO SEDI
e, p.c. Al Capo di Gabinetto dell’On.le Ministro
Al Capo Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione
Al Capo dell’Ufficio Stampa SEDE

OGGETTO: 30^ edizione JOB&Orienta Digital Edition – Fiera di Verona, 25-27 novembre 2020 “Orientamento: vaccino per l’occupazione”. Invito alla partecipazione a studenti, docenti e dirigenti scolastici

Ordinanza Ministero Salute 19 novembre 2020

MINISTERO DELLA SALUTE

Ordinanza Ministero Salute 19 novembre 2020 

Ulteriori misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19. (20A06423)

(GU n.289 del 20-11-2020)

IL MINISTRO DELLA SALUTE

Visti gli articoli 32, 117, comma 2, lettera q), e 118 della Costituzione; Vista la legge 23 dicembre 1978, n. 833, recante «Istituzione del servizio sanitario nazionale» e, in particolare, l’art. 32;

Visto l’art. 47-bis del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, che attribuisce al Ministero della salute le funzioni spettanti allo Stato in materia di tutela della salute;

Visto l’art. 117 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, in materia di conferimento di funzioni e compiti amministrativi dello Stato alle regioni e agli enti locali;

Visto il decreto-legge 25 marzo 2020, n. 19, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 maggio 2020, n. 35, recante «Misure urgenti per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da COVID-19»;

Visto il decreto-legge 16 maggio 2020, n. 33, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 luglio 2020, n. 74, recante «Ulteriori misure urgenti per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da COVID-19»;

Visto il decreto-legge 30 luglio 2020, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 25 settembre 2020, n. 124, recante «Misure urgenti connesse con la scadenza della dichiarazione di emergenza epidemiologica da COVID-19 deliberata il 31 gennaio 2020 e disciplina del rinnovo degli incarichi di direzione di organi del Sistema di informazione per la sicurezza della Repubblica»;

Visto il decreto-legge 7 ottobre 2020, n. 125, recante «Misure urgenti connesse con la proroga della dichiarazione dello stato di emergenza epidemiologica da COVID-19 e per la continuita’ operativa del sistema di allerta COVID, nonche’ per l’attuazione della direttiva (UE) 2020/739 del 3 giugno 2020»;

Visto il decreto-legge 9 novembre 2020, n. 149, recante «Ulteriori misure urgenti in materia di tutela della salute, sostegno ai lavoratori e alle imprese e giustizia, connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19», e in particolare l’art. 30;

Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 3 novembre 2020, recante «Ulteriori disposizioni attuative del decreto-legge 25 marzo 2020, n. 19, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 maggio 2020, n. 35, recante “Misure urgenti per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da COVID-19”, e del decreto-legge 16 maggio 2020, n. 33, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 luglio 2020, n. 74, recante “Ulteriori misure urgenti per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da COVID-19″», pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana 4 novembre 2020, n. 275, e in particolare gli articoli 2 e 3;

Vista l’ordinanza del Ministro della salute 4 novembre 2020, recante «Ulteriori misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da Covid-19», pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana 5 novembre 2020, n. 276, avente efficacia dal 6 novembre 2020 e per un periodo minimo di 15 giorni;

Visto il decreto del Ministro della salute 30 aprile 2020, recante «Adozione dei criteri relativi alle attivita’ di monitoraggio del rischio sanitario di cui all’allegato 10 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 26 aprile 2020», pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana 2 maggio 2020, n. 112;

Visto il decreto del Ministro della salute 29 maggio 2020 con il quale e’ stata costituita presso il Ministero della salute la Cabina di regia per il monitoraggio del livello di rischio, di cui al decreto del Ministro della salute 30 aprile 2020;

Viste le delibere del Consiglio dei ministri del 31 gennaio 2020, del 29 luglio 2020 e del 7 ottobre 2020 con le quali e’ stato dichiarato e prorogato lo stato di emergenza sul territorio nazionale relativo al rischio sanitario connesso all’insorgenza di patologie derivanti da agenti virali trasmissibili;

Vista la dichiarazione dell’Organizzazione mondiale della sanita’ dell’11 marzo 2020, con la quale l’epidemia da COVID-19 e’ stata valutata come «pandemia» in considerazione dei livelli di diffusivita’ e gravita’ raggiunti a livello globale;

Considerato l’evolversi della situazione epidemiologica a livello internazionale e nazionale e il carattere particolarmente diffusivo dell’epidemia da COVID-19;

Visto il documento di «Prevenzione e risposta a COVID-19: evoluzione della strategia e pianificazione nella fase di transizione per il periodo autunno-invernale», condiviso dalla Conferenza delle regioni e province autonome in data 8 ottobre 2020;

Visto il verbale del 18 novembre 2020 della Cabina di regia di cui al richiamato decreto del Ministro della salute 29 maggio 2020, dal quale risulta che «i dati relativi alla settimana 9-15 novembre 2020 sono al momento in fase di ricezione e verifica e pertanto e’ previsto un nuovo aggiornamento relativo alla classificazione del rischio nella giornata di venerdi’ 20 novembre 2020» e che «in base all’ultima classificazione del rischio realizzata il giorno 13 novembre la quasi totalita’ delle Regioni/PA italiane sono collocate a livello di rischio alto di una epidemia non controllata e non gestibile»;

Visto il verbale n. 128 della seduta del 19 novembre 2020 del Comitato tecnico-scientifico di cui all’ordinanza del Capo del Dipartimento della protezione civile 3 febbraio 2020, n. 630, e successive modificazioni e integrazioni;

Ritenuto, quindi, necessario reiterare le misure di cui all’ordinanza del 4 novembre 2020 fino al 3 dicembre 2020, fatto salvo l’accertamento della permanenza di una delle regioni per quattordici giorni consecutivi in un livello di rischio o scenario inferiore a quello che ha determinato le misure restrittive con conseguente nuova classificazione;

Sentiti i Presidenti delle Regioni Calabria, Lombardia, Piemonte, Puglia, Sicilia, Valle d’Aosta;

Emana
la seguente ordinanza:

Art. 1 Misure urgenti di contenimento del contagio nelle Regioni Calabria, Lombardia, Piemonte, Puglia, Sicilia, Valle d’Aosta.

1. Allo scopo di contrastare e contenere il diffondersi del virus COVID-19, l’ordinanza del Ministro della salute 4 novembre 2020 relativa alle Regioni Calabria, Lombardia, Piemonte, Puglia, Sicilia, Valle d’Aosta, e’ rinnovata fino al 3 dicembre 2020, ferma restando la possibilita’ di nuova classificazione prevista dagli articoli 2 e 3, comma 3, del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 3 novembre 2020.

La presente ordinanza e’ trasmessa agli organi di controllo e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.

Roma, 19 novembre 2020

Conferenza ministeriale EHEA

La conferenza ministeriale della European Higher Education Area, che si svolge per la prima volta in formato virtuale, sarà trasmessa in diretta streaming e disponibile in 6 lingue (italiano, inglese, spagnolo, francese, tedesco e russo).

Accettare la sfida, creare nuovi spazi, annullare le distanze. È quanto si propone la conferenza ministeriale della European Higher Education Area (EHEA), in programma in modalità virtuale giovedì 19 novembre 2020. Il progetto vede da venti anni la collaborazione  di 48 Paesi nella promozione e nello sviluppo di un’istruzione superiore basata su valori comuni: libertà di espressione, autonomia delle istituzioni, sindacati studenteschi indipendenti, libertà accademica, libera circolazione degli studenti.

L’evento di quest’anno, inserito in una realtà internazionale fortemente scossa dalla pandemia, si delinea come una preziosa opportunità per rafforzare la cooperazione tra i Paesi, costruire un futuro migliore nell’istruzione superiore, aumentare il numero delle realtà coinvolte (quest’anno verrà dato il benvenuto a San Marino) e per riflettere sulle prossime tappe nel cammino dell’EHEA.

A fare gli onori di casa sarà il ministro dell’Università e della Ricerca, prof. Gaetano Manfredi, che aprirà I lavori insieme alla Commissaria europea per l’Innovazione, la Ricerca, la Cultura, l’Istruzione e la Gioventù Mariya Gabriel.

Durante la conferenza, i ministri dell’EHEA presenteranno il Comunicato di Roma, il documento fondamentale che darà indicazioni sui prossimi dieci anni di lavoro dell’intero Spazio europeo dell’istruzione superiore. Grande rilievo verrà dato alla necessità di migliorare l’attuazione dei valori fondamentali, in particolare la democrazia, poiché i principi alla base dell’istruzione superiore sono nozioni di pace e libertà.

Nel pomeriggio si terranno gli interventi delle maggiori organizzazioni internazionali operanti a livello mondiale nel settore dell’Istruzione Superiore, al fine di promuovere un dialogo globale tra l’EHEA e le altre Regioni del mondo.

“La conferenza – le parole del ministro Manfredi – costituirà un’opportunità per promuovere un dibattito sui nostri obiettivi comuni per il prossimo decennio e rafforzare ulteriormente la nostra cooperazione, garantendo così un futuro migliore ai nostri sistemi di istruzione superiore e alle nostre società. È essenziale che il nostro lavoro sia costruttivo e lungimirante, tenendo in grande considerazione le sfide, gli ostacoli e le opportunità che dobbiamo affrontare. La pandemia stessa ci dice che la cooperazione e il sostegno reciproco sono fondamentali per promuovere i nostri obiettivi e che la diversità, in un contesto di comparabilità e connessione, è alla base dell’eccellenza accademica europea”.

La giornata potrà essere seguita dalle ore 9.00 in streaming collegandosi al sito https://ehea2020rome.it/ .