Mascherina in classe, il Consiglio di Stato: “Bisogna provare che non abbia impatto sulla salute psico-fisica degli alunni”

da OrizzonteScuola

Di redazione

Il Consiglio di Stato ha sospeso l’obbligo di mascherina in classe per un’alunna con difficoltà respiratorie e invita a far luce sul tema dimostrando che l’uso prolungato della mascherina non produca effetti dannosi.

Occorre “una nuova, urgente, motivata rilevazione specifica dell’impatto dell’uso prolungato” delle mascherine sui minori di 12 anni “anche alla luce dei criteri dettati dall’Oms“.

Perché “l’imposizione non giustificata di un dispositivo come il DPI su scolari giovanissimi presuppone l’onere per l’autorità emanante di provare scientificamente che l’utilizzo non abbia impatto nocivo sulla salute psico-fisica dei destinatari“.

Lo scrive il presidente della Terza Sezione del Consiglio di Stato Franco Frattini in un decreto monocratico con cui sospende l’obbligo per una bambina, per difficoltà respiratorie, di indossare la mascherina

Concorso docenti religione cattolica, tutto quello che c’è da sapere. Bando entro il 2021

da OrizzonteScuola

Di redazione

Il concorso per assumere i docenti di religione cattolica dovrà essere bandito entro il 2021. Il provvedimento è diventato legge con l’approvazione del Decreto Milleproroghe.

Secondo quanto contenuto nel testo, il Ministero è autorizzato a bandire il concorso per i docenti di religione cattolica entro il 2021. I posti destinati al concorso sono quelli che si prevedono vacanti per gli anni scolastici 2021/2022, 2022/2023, 2023/2024.

Chi potrà accedere

Il 14 dicembre 2020 è stata siglata l’intesa fra il Ministero dell’Istruzione e la CEI per far partire il nuovo concorso di religione cattolica, previsto dall’articolo 1-bis della legge 159/19.

Il requisito principale di accesso è il possesso per i candidati della certificazione dell’idoneità diocesana: “è prevista la certificazione dell’idoneità diocesana di cui all’articolo 3, comma 4, della legge 18 luglio 2003, n. 186, rilasciata dal Responsabile dell’Ufficio diocesano competente nei novanta giorni antecedenti alla data di presentazione della domanda di concorso”.

Tuttavia, il testo dell’intesa ricorda che i posti messi a bando nella singola Regione per il “personale docente di religione cattolica, in possesso del riconoscimento di idoneità rilasciato dall’Ordinario diocesano, che abbia svolto almeno tre annualità di servizio, anche non consecutive, nelle scuole del sistema nazionale di istruzione” corrispondano a quanto stabilito dall’articolo 1-bis, comma 2, del decreto-legge n. 126 del 2019“.

La legge specifica infatti che dei posti messi a concorso, una quota non superiore al 50 per cento potrà essere riservata al personale docente di religione cattolica, sempre in possesso del riconoscimento di idoneità diocesana, che abbia svolto almeno tre annualità di servizio, anche non consecutive, nelle scuole del sistema nazionale di istruzione.

Nuovo Dpcm, c’è accordo su tutto meno che sulla scuola: martedì 2 marzo nuovo incontro della cabina di regia

da La Tecnica della Scuola

È praticamente pronto nuovo dpcm con le misure anti Covid. Manca solo un “dettaglio”: cosa fare sulla scuola, in particolare su come gestire eventuali chiusure e passaggi in dad. A sostenerlo sono le agenzie di stampa, al termine della riunione della cabina di regia svolta la sera di lunedì 1° marzo, alla quale ha partecipato anche il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi.

Sulla scuola discussione aperta

“Domani ci sarà un’altra riunione”, ha detto ai cronisti il coordinatore del Cts Agostino Miozzo all’uscita da Palazzo Chigi al termine della cabina di regia.

A quanto si apprende, il nuovo Dpcm con le misure sul Covid sarebbe quasi del tutto chiuso ma sarebbe ancora aperta la discussione sul tema della scuola, scrive l’Ansa.

Le incertezze del governo sono dovute al fatto che il Coronavirus si sta trasformando in modo davvero anomalo. E servono provvedimenti più rigidi di quelli attuati sinora.

“Sulle scuole ci saranno delle evoluzioni. Saranno chiuse nelle zone rosse“, ha aggiunto Agostino Miozzo, sempre all’uscita da Palazzo Chigi.

Sulle eventuali misure per le scuole nelle altre zone, in particolare quelle arancioni, però il numero uno del Cts non replica. Anche perchè è proprio sul quel punto che, sembra, vi si stato uno scontro tra i ministri. Con quelli del Nord orientanti in prevalenza alla chiusura.

Siete preoccupati sulla scuola? “Siamo preoccupati dall’andamento dell’epidemia. Sulle scuole il Cts si è riunito qualche giorno fa”, ha tagliato corto Miozzo.

L’esempio del Lazio

Il caso del Lazio – dove si va verso il record con circa 15 mila vaccini somministrati in un giorno – è emblematico.

Se è vero che sono calati i nuovi casi di Covid-19, aumentano però i ricoveri: su oltre 15 mila test, si registrano 1.044 casi positivi (-297 rispetto a ieri), 28 decessi e +1.094 guariti.

Nel Lazio, inoltre, si contano finora una decina di casi di variante brasiliana mentre “le più diffuse sono quella inglese e iberica” ha spiegato l’assessore che stamattina si è recato all’università La Sapienza per l’avvio dei primi tamponi molecolari per gli studenti dell’ateneo.

Sul fronte scuola, Alessio D’Amato ha spiegato: “Il rischio di chiusura c’è sempre perché dipende da come corre il virus. Noi speriamo di no, ma il rischio è concreto”.

Esami di Stato 2021: il parere del CSPI sulla bozza dell’O.M.

da La Tecnica della Scuola

Finalmente è arrivato il parere, atteso da qualche giorno, del CSPI sulle tre Ordinanze riguardanti gli esami di stato del primo e del secondo ciclo e la costituzione e nomina delle commissioni dell’esame di Stato conclusivo del secondo ciclo di istruzione.

Il CSPI valuta positivamente la decisione di confermare anche per l’a.s. 2020/2021 le modalità di svolgimento dell’esame di Stato del secondo ciclo, in considerazione delle forti problematiche che stanno caratterizzando nel corrente anno scolastico lo svolgimento delle attività didattiche e auspica che di questa condizione, ancora più preoccupante rispetto allo scorso anno, si facciano carico i consigli di classe, consentendo a tutti gli studenti di vivere serenamente l’esperienza dell’esame, attraverso un colloquio che valorizzi il percorso scolastico svolto e le competenze acquisite.

A tal fine nell’assegnazione dell’elaborato e nel colloquio d’esame dovranno essere privilegiate la prospettiva multidisciplinare e la possibilità di valorizzare sia le competenze disciplinari e trasversali sia quelle individuali e personali di ciascun candidato, evitando un’impostazione rigida e schematica della prova d’esame esclusivamente centrata sui contenuti disciplinari.

Il CSPI esprime parere favorevole comprensivo delle richieste di modifica avanzate, qui di seguito illustrate :

  1. nell’articolo 10, riguardante il documento del consiglio di classe, viene sottolineata l’importanza dell’insegnamento trasversale di Educazione Civica legato anche alle competenze di cittadinanza e Costituzione, e al testo della bozza: Al documento possono essere allegati atti e certificazioni relativi alle prove effettuate e alle iniziative realizzate durante l’anno in preparazione dell’esame di Stato, ai PCTO, agli stage e ai tirocini eventualmente effettuati, alle attività, i percorsi e i progetti svolti nell’ambito del previgente insegnamento di “Cittadinanza e Costituzione”, è stato aggiunto e dell’insegnamento dell’Educazione Civica riferito all’a.s. 2020/21”, nonché alla partecipazione studentesca ai sensi dello Statuto.
  2. nell’articolo 17, riguardante il colloquio, al comma 2, lettera c al testo della bozza:  di aver maturato le competenze e le conoscenze previste dalle attività di Educazione civica, sono state aggiunte le parole  e di Cittadinanza e Costituzione, per come enucleate all’interno delle singole discipline.
  3. Nell’articolo 18, articolazione e modalità di svolgimento del colloquio d’esame, viene spostata al 15 maggio, in coincidenza del termine previsto per l’elaborazione del documento del consiglio di classe, la data di consegna dell’elaborato al candidato da parte dei docenti e di conseguenza, viene anche trasferita al 7 giugno la data di restituzione alla scuola da parte del candidato, precedentemente fissata per il 31 maggio.
  4. Nell’articolo 18, inoltre, in riferimento alle indicazioni sullo svolgimento del colloquio, per sottolinearne la  pluridisciplinarità e allo scopo di evitare una rigida sequenza di quattro momenti distinti, nella frase iniziale del comma 1: L’esame è così articolato e scandito, viene eliminata la parola  scandito.
  5. Ancora nell’articolo 18 , per gli studenti dei licei musicali e coreutici, nella parte in cui si precisa che la discussione è integrata da una parte performativa individuale, a scelta del candidato, della durata massima di 10 minuti, viene precisato che la prova può essere svolta anche con l’accompagnamento di un altro strumento musicale
  6. Inoltre, sempre nell’articolo 18, il CSPI suggerisce di chiarire se i docenti di riferimento destinatari della consegna dell’elaborato da parte dei candidati debbano essere i docenti titolari delle discipline caratterizzanti l’indirizzo o possano essere anche altri docenti individuati dal consiglio di classe.

Ancora per quanto riguarda la conduzione del colloquio, il CSPI raccomanda, per maggiore chiarezza, di inserire, dopo la lettera d) del comma 1, uno specifico riferimento alle attività di Educazione civica, precisando, come per i PCTO, che una specifica trattazione delle attività di Educazione civica durante questa fase del colloquio è prevista solo nel caso in cui non sia ricompresa all’interno dell’elaborato.

  • L’articolo 24, voto finale, certificazione, adempimenti conclusivi, con riferimento ai commi 8 e 12, in un’ottica di significativa semplificazione del lavoro delle segreterie scolastiche e di dematerializzazione, specifica che sarebbe opportuno rendere disponibili il “Curriculum dello studente” e “il Supplemento Europass” all’interno della piattaforma “Curriculum dello studente”, accessibile agli studenti nell’area riservata del Ministero, in modo tale che gli stessi possano procedere autonomamente alla stampa. Il CSPI, pertanto, suggerisce di eliminare al comma 8 la frase seguente:  e dell’allegato Curriculum dello studente di cui al decreto del Ministro dell’istruzione 6 agosto 2020, n. 88.
  • Il CSPI propone, infine, la seguente riscrittura del comma 12: Le istituzioni scolastiche rilasciano inoltre, assieme al diploma, il “Curriculum dello Studente” e il “Supplemento Europass al certificato”. Entrambi i suddetti documenti sono collegati in maniera univoca al diploma tramite il riferimento al numero identificativo di quest’ultimo che è inserito dalle istituzioni scolastiche, quando disponibile, nell’apposita area SIDI Gestione alunni – Esami di Stato – Adempimenti finali. Entrambi i documenti sono altresì resi disponibili ad ogni studente diplomato all’interno della piattaforma “Curriculum dello Studente” presente nell’area riservata del Ministero

In riferimento alla “griglia di valutazione del colloquio”, il CSPI suggerisce di prevedere uno specifico indicatore con il relativo punteggio da attribuire alle prove performative dei licei musicali e coreutici.

Il parere del CSPI sulle commissioni.

Il parere del CSPI sugli esami di Stato secondo ciclo.

Esami di Stato primo ciclo, il parere del CSPI

da La Tecnica della Scuola

Il Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione (CSPI), nella seduta plenaria n. 54 del 26/02/2021, ha espresso il proprio parere favorevole, comprensivo di alcune richieste di modifica, sulla bozza di Ordinanza Ministeriale relativa agli “Esami di Stato nel primo ciclo di istruzione per l’anno scolastico 2020/2021″.

Nello specifico, il CSPI ritiene la prova d’esame rispondente alle “necessità formative degli studenti della classe terza della scuola secondaria di I grado che negli ultimi due anni hanno visto un’alternanza tra didattica a distanza e in presenza con problematiche eterogenee a livello nazionale”.

Icotea

Rispetto allo scorso anno le allieve e gli allievi, con il supporto dei docenti, avranno un mese di tempo per realizzare l’elaborato che costituirà l’elemento centrale del colloquio d’esame, attraverso il quale la commissione potrà accertare il livello di padronanza delle competenze acquisite. A tal proposito, il CSPI riconosce che l’Ordinanza “salvaguarda l’accertamento degli esiti in relazione al profilo finale dello studente, secondo le Indicazioni Nazionali per il Curricolo”.

Relativamente alla prova orale, prevista in sostituzione anche delle prove scritte, il CSPI suggerisce di riscrivere il secondo periodo del comma 5 dell’art. 2 dell’O.M. come segue: “Nel corso della prova orale, condotta a partire dalla presentazione dell’elaborato di cui all’articolo 3, è comunque accertato il livello di padronanza degli obiettivi e dei traguardi di competenza previsti dalle Indicazioni nazionali come declinati dal curricolo di istituto e dalla programmazione specifica dei consigli di classe, in particolare: a) della lingua italiana; b) delle competenze logico matematiche; c) delle competenze nelle lingue straniere“.

L’art. 3 dell’O.M. prevede che il consiglio di classe, entro il 7 maggio, individui una tematica in riferimento alla quale ciascun alunno produrrà un elaborato, nella forma che riterrà più congeniale rispetto alle proprie attitudini, agli stili cognitivi, al percorso scolastico effettuato, ecc. A tal proposito il CSPI suggerisce di non fare riferimento alla videoconferenza “al fine di consentire ai docenti di individuare le modalità ritenute più opportune per garantire il supporto previsto”, e di non indicare il limite delle 5.000 battute rispetto alla produzione dell’elaborato, in quanto il Consiglio ritiene che “non debba essere posto alcun vincolo esterno alla lunghezza dell’elaborato da concordare eventualmente a livello di istituzione scolastica con i docenti che supportano l’alunno nella realizzazione dell’elaborato”.

Ancora, il CSPI suggerisce di esplicitare nell’O.M. che per il presente anno scolastico “la partecipazione alle prove INVALSI non rappresenta requisito di ammissione all’esame conclusivo” e per quanto concerne gli studenti con bisogni educativi speciali, esso “ritiene di porre particolare attenzione a tutti gli allievi che in questo momento di emergenza sanitaria hanno vissuto maggiori difficoltà, oltre che nell’inclusione sociale, anche in relazione allo svolgimento del percorso scolastico”.

Infine, suggerimenti di integrazione, per favorire un’interpretazione più precisa dell’Ordinanza in alcuni passaggi, sono forniti per i candidati privatisti (art. 5 dell’O.M), per le scuole con lingua d’insegnamento slovena o bilingue sloveno-italiano del Friuli Venezia Giulia (art. 7 dell’O.M.), per i percorsi di istruzione degli adulti (art. 8 dell’O.M.).

Scuole Veneto, Zaia: Italia in arancione, scuole aperte primo fattore scatenante

da La Tecnica della Scuola

Se l’Italia si sta colorando di arancione e l’Rt continua a salire, secondo il Governatore della Regione Veneto Luca Zaia, la colpa sarebbe in buona parte delle scuole aperte. Lo ha dichiarato all’usuale conferenza stampa settimanale, per fare il punto dei contagi da Covd-19.

Insomma, sebbene ad oggi le scuole in Veneto (zona gialla) siano regolarmente in presenza (le superiori con quote di DaD), tranne nei casi di classi/istituti in quarantena, tuttavia la crescita dei contagi, specie in relazione alle varianti, preoccupa il Governatore Zaia, che l’1 marzo si è espresso così:

L’Italia si sta colorando di arancione. Noi, in Veneto, rispetto ai parametri nazionali, stabiliti ufficialmente dal Dpcm, non siamo ancora in zona arancione, ma abbiamo un Rt che è salito, per prima cosa alla luce della presenza delle scuole aperte. L’Italia che si è colorata per prima è quella che ha aperto per prima le scuole.”

Per il Governatore, cioè, gli istituti che hanno aperto nella prima settimana di gennaio hanno perso il loro vantaggio, visto che la chiusura forzata, da diffusione del virus, ha anticipato di un mese le chiusure di chi aveva aperto le classi i primi di febbraio.

“Io penso che la correlazione con le scuole ci sia fino in fondo,” ha continuato Zaia. “I ragazzi non hanno nessuna colpa, ma spesso hanno cariche virali alte seppure asintomatici. La scuola è un punto di snodo, dove il virus passa da una famiglia all’altra. Nella scuola avviene il passaggio del testimone del virus.”

E contro chi lo accusa di atteggiamenti retrogradi sul fronte scuola, il Presidente del Veneto si difende in questi termini: “Chiudere una scuola è una sconfitta. Quando apri una scuola chiudi le porte di una prigione, come diceva Victor Hugo. La scuola è aria e ossigeno e va vissuta in presenza, ma non può passare l’idea che chi chiude una scuola ha l’anello al naso e chi la vuole tenere aperta rappresenta il mondo intellettuale.”

“Se si chiude una scuola è perché ci sono indicazioni scientifiche e sanitarie. Sulla scuola nessuna posizione precostituita o ideologica. Sulla scuola ho chiesto ufficialmente il parere del Cts sabato scorso, per avere un dato obiettivo. Noi abbiamo l’obbligo di mettere in sicurezza i ragazzi e le loro famiglie.”

Fasce di colore dal 1° marzo 2021

  • area gialla: Calabria, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Puglia, Sicilia, Valle d’Aosta, Veneto
  • area arancione: Abruzzo, Campania, Emilia Romagna, Lombardia, Marche, Piemonte, Toscana, Bolzano, Trento, Umbria
  • area rossa: Basilicata, Molise
  • area bianca: Sardegna

Molte Regioni hanno adottato ordinanze con misure più restrittive per l’intero territorio o solo per alcune aree.

Nota 2 marzo 2021, AOODPPR 281

Ministero dell’Istruzione
Dipartimento per le risorse umane, finanziarie e strumentali

Agli Uffici Scolastici Regionali LORO SEDI
All’Intendenza Scolastica per la Lingua Italiana di BOLZANO
All’Intendenza Scolastica per la Lingua Tedesca di BOLZANO
All’Intendenza Scolastica per la Lingua Ladina di BOLZANO
Alla Provincia di Trento Servizio Istruzione TRENTO
Alla Sovrintendenza Agli Studi per la Regione Autonoma della Valle D’Aosta AOSTA
e. p.c. Alle Istituzioni Scolastiche di ogni ordine e grado LORO SEDI

Oggetto: Giornata dei Giusti dell’umanità – 6 marzo 2021

Nota 2 marzo 2021, AOODGOSV 4437

Ministero dell’Istruzione
Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione
Direzione generale per gli ordinamenti scolastici, la valutazione e l‘internazionalizzazione del sistema nazionale di istruzione

Ai Direttori degli Uffici Scolastici Regionali LORO SEDI
Ai Dirigenti Scolastici delle Istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado LORO SEDI
Al Sovrintendente agli Studi della Valle d’Aosta AOSTA
Al Dirigente del Dipartimento Istruzione per la Provincia Autonoma di TRENTO
All’Intendente Scolastico per le scuole delle località ladine di BOLZANO
All’Intendente Scolastico per la scuola in lingua tedesca di BOLZANO
Al Sovrintendente Scolastico della Provincia di BOLZANO

Oggetto: Concorso “Informatica e responsabilità sociale 2021” – Iniziativa “Programma il Futuro”

Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 2 marzo 2021


Ulteriori disposizioni attuative del decreto-legge 25 marzo 2020, n. 19, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 maggio 2020, n. 35, recante «Misure urgenti per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da COVID-19», del decreto-legge 16 maggio 2020, n. 33, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 luglio 2020, n. 74, recante «Ulteriori misure urgenti per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da COVID-19», e del decreto-legge 23 febbraio 2021, n. 15, recante «Ulteriori disposizioni urgenti in materia di spostamenti sul territorio nazionale per il contenimento dell’emergenza epidemiologica da COVID-19». (21A01331)

(GU Serie Generale n.52 del 02-03-2021 – Suppl. Ordinario n. 17)


PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI

COMUNICATO  

Comunicato relativo al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 2 marzo 2021, recante «Ulteriori disposizioni attuative del decreto-legge 25 marzo 2020, n. 19, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 maggio 2020, n. 35, recante «Misure urgenti per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da COVID-19», del decreto-legge 16 maggio 2020, n. 33, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 luglio 2020, n. 74, recante «Ulteriori misure urgenti per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da COVID-19», e del decreto-legge 23 febbraio 2021, n. 15, recante «Ulteriori disposizioni urgenti in materia di spostamenti sul territorio nazionale per il contenimento dell’emergenza epidemiologica da COVID-19»». (21A01409) (GU Serie Generale n.54 del 04-03-2021)

Nel decreto del Presidente del Consiglio dei ministri citato in epigrafe, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale – Serie generale – n. 52 del 2 marzo 2021 – Supplemento ordinario n. 17, alla pagina 15, all’articolo 49, comma 4, anziche’: «… l’ingresso nel territorio nazionale per ragioni di salute comprovate e non differibili, …», leggasi: «… l’ingresso nel territorio nazionale per ragioni comprovate e non differibili, …».



Il Presidente Mario Draghi ha firmato il 2 marzo 2021 il nuovo decreto del Presidente del Consiglio dei ministri (DPCM) che detta le misure di contrasto alla pandemia e di prevenzione del contagio da COVID-19.

Il DPCM sarà in vigore dal 6 marzo al 6 aprile 2021 e conferma, fino al 27 marzo, il divieto già in vigore di spostarsi tra regioni o province autonome diverse, con l’eccezione degli spostamenti dovuti a motivi di lavoro, salute o necessità.

Di seguito una sintesi delle principali novità e delle misure confermate.
 
ZONE BIANCHE

Nelle zone bianche, si prevede la cessazione delle misure restrittive previste per la zona gialla, pur continuando ad applicarsi le misure anti-contagio generali (come, per esempio, l’obbligo di indossare la mascherina e quello di mantenere le distanze interpersonali) e i protocolli di settore.
Restano sospesi gli eventi che comportano assembramenti (fiere, congressi, discoteche e pubblico negli stadi).
Si istituisce un “tavolo permanente” presso il Ministero della salute, con i rappresentanti delle regioni interessate, del Comitato tecnico-scientifico e dell’Istituto superiore di sanità, per monitorare gli effetti dell’allentamento delle misure e verificare la necessità di adottarne eventualmente ulteriori.

SCUOLA

Zone rosse – Dal 6 marzo, si prevede nelle zone rosse la sospensione dell’attività in presenza delle scuole di ogni ordine e grado, comprese le scuole dell’infanzia ed elementari. Resta garantita la possibilità di svolgere attività in presenza per gli alunni con disabilità e con bisogni educativi speciali.

Zone arancioni e gialle – I Presidenti delle regioni potranno disporre la sospensione dell’attività scolastica:

  1. nelle aree in cui abbiano adottato misure più stringenti per via della gravità delle varianti;
  2. nelle zone in cui vi siano più di 250 contagi ogni 100mila abitanti nell’arco di 7 giorni;
  3. nel caso di una eccezionale situazione di peggioramento del quadro epidemiologico.

 
MUSEI, TEATRI, CINEMA E IMPIANTI SPORTIVI

Nelle zone gialle si conferma la possibilità per i musei di aprire nei giorni infrasettimanali, garantendo un afflusso controllato. Dal 27 marzo, sempre nelle zone gialle, è prevista l’apertura anche il sabato e nei giorni festivi.

Dal 27 marzo, nelle zone gialle si prevede la possibilità di riaprire teatri e cinema, con posti a sedere preassegnati, nel rispetto delle norme di distanziamento. La capienza non potrà superare il 25% di quella massima, fino a 400 spettatori all’aperto e 200 al chiuso per ogni sala.

Restano chiusi palestre, piscine e impianti sciistici.

ATTIVITÀ COMMERCIALI

In tutte le zone è stato eliminato il divieto di asporto dopo le ore 18 per gli esercizi di commercio al dettaglio di bevande da non consumarsi sul posto.

SERVIZI ALLA PERSONA

Nelle zone rosse, saranno chiusi i servizi alla persona come parrucchieri, barbieri e centri estetici.

SPOSTAMENTI DA E PER L’ESTERO

Si amplia il novero dei Paesi interessati della sperimentazione dei voli cosiddetti “COVID tested”.

A chi è stato in Brasile nei 14 giorni precedenti è consentito l’ingresso in Italia anche per raggiungere domicilio, abitazione o residenza dei figli minori.

TAVOLO DI CONFRONTO CON LE REGIONI

È istituito un tavolo di confronto presso il Ministero della salute, con componenti in rappresentanza dell’Istituto superiore di sanità, delle regioni e delle province autonome, del Ministro per gli affari regionali e le autonomie e del Comitato tecnico-scientifico, con il compito di procedere all’eventuale revisione o aggiornamento dei parametri per la valutazione del rischio epidemiologico, in considerazione anche delle nuove varianti.