Mobilità 2021, il bonus “una tantum” di 10 punti nella mobilità a domanda e d’ufficio

da La Tecnica della Scuola

La tabella di valutazione dei titoli nella mobilità a domanda e d’ufficio (graduatorie finalizzate all’individuazione dei perdenti posto) prevede l’attribuzione di un punteggio di 10 punti per il personale docente ed educativo che si aggiunge al punteggio relativo ai titoli di servizio.

Si tratta di un punteggio “una tantum” che viene attribuito a condizione che l’aspirante al trasferimento o il docente chiamato a compilare la scheda per l’individuazione del soprannumerario, abbia potuto maturarlo e non lo abbia già speso o perduto nel corso di un movimento precedente . In quest’ultimo caso non è più possibile maturarlo nuovamente.

Esso spetta ai docenti e agli educatori che nel periodo compreso tra il 2000/2001 e il 2007/2008 non abbiano presentato domanda di trasferimento provinciale o passaggio provinciale, o l’abbiano revocata entro i termini previsti dall’O.M. sui trasferimenti e che, nel suddetto periodo, abbiano prestato servizio nella stessa scuola per almeno 4 anni consecutivi (l’anno di arrivo più i successivi tre).

Quindi, per ottenere il punteggio una tantum in questione, non bisogna aver presentato domanda di mobilità volontaria (o bisogna averla revocata) in ambito provinciale o domanda di utilizzazione o di assegnazione provvisoria provinciale o interprovinciale. Ne consegue che il docente che abbia prodotto, ottenendola, istanza di mobilità volontaria interprovinciale mantiene il punteggio dei 10 punti.

Il detto Bonus è riconosciuto anche ai docenti che presentino domanda condizionata di trasferimento in ambito provinciale in quanto individuati soprannumerari; oppure domanda di trasferimento per la scuola primaria tra i posti comune e lingua straniera nell’organico della stessa istituzione scolastica di titolarità; o ancora, domanda di rientro nella scuola di precedente titolarità nell’ottennio di fruizione del diritto alla precedenza, di cui ai punti II e IV dell’art. 13 comma 1 del CCNI.

L’ultimo anno utile alla maturazione del bonus è stato l’anno scolastico 2007/2008, pertanto coloro che negli ultimi 8 anni non avessero presentato mai domanda di trasferimento non potrebbero comunque ottenerlo.

Inoltre, è bene chiarire che trattandosi di un bonus una tantum, coloro che già ne avessero usufruito non potranno richiederlo nuovamente, pur possedendone i requisiti.

Concludendo, il bonus si perde esclusivamente nel caso in cui si ottenga (a seguito di domanda volontaria in ambito provinciale): il trasferimento, il passaggio, l’utilizzazione o l’assegnazione provvisoria. La mera presentazione della domanda di mobilità, anche in ambito provinciale, che comporti il mancato ottenimento del movimento richiesto, non determina la perdita del punteggio aggiuntivo acquisito.

Vaccini: stop per il personale scolastico. Preoccupazione per nuovi contagi

da Tuttoscuola

Doccia fredda per quel che sembra un vero stop alle vaccinazioni del personale scolastico proprio nel momento in cui da oggi tornano in presenza a scuola ben 6,6 milioni di alunni (una quantificazione definita, come di consueto, da Tuttoscuola e acquisita nelle comunicazioni di tutti i media). La frenata alle vaccinazioni del personale scolastico è la conseguenza di quanto disposto con ordinanza n. 6/2021 dal commissario straordinario gen. Figliuolo.

“La vaccinazione – si legge nell’ordinanza – rispetta il seguente ordine di priorità:

– persone di età superiore agli 80 anni;
– persone con elevata fragilità e, ove previsto dalle specifiche indicazioni contenute alla Categoria 1, Tabella 1 e 2 delle citate Raccomandazioni ad interim, dei familiari conviventi, caregiver, genitori/tutori/affidatari;
– persone di età compresa tra i 70 e i 79 anni e, a seguire, di quelle di età compresa tra i 60 e i 69 anni, … Parallelamente alle suddette categorie è completata la vaccinazione di tutto il personale sanitario e sociosanitario … nel trattamento e nella cura del COVID-19 e di tutti coloro che operano in presenza presso strutture sanitarie e sociosanitarie pubbliche e private. 
A seguire, sono vaccinate le altre categorie considerate prioritarie dal Piano nazionale, parallelamente alle fasce anagrafiche secondo l’ordine indicato …”.

Il personale della scuola è, dunque, compreso in quest’ultimo raggruppamento e non dispone più della precedenza assicurata fino ad oggi.

Personale della scuola che, nonostante alcune stime ottimistiche, è stato vaccinato per circa due terzi del totale. Il ritorno a scuola di milioni di ragazzi con molti docenti non vaccinati preoccupa non poco.

“Affermare che la riapertura delle scuole non causi un incremento dei casi è, diciamo, una baggianata” ha intanto dichiarato al Messaggero Andrea Crisanti, direttore del Laboratorio di microbiologia e virologia dell’Azienda ospedaliera di Padova e docente di Microbiologia. Per Crisanti  “le scuole senza avere vaccinato come ha fatto il Regno Unito, ci prendiamo un grande rischio”, perché “dove si è riaperta la scuola, immediatamente c’è stato un impatto sulla trasmissione del virus”.

Secondo lui avremmo dovuto seguire l’esempio dell’Inghilterra “che per 4-5 mesi ha sì chiuso, ma ha vaccinato moltissime persone. Vaccinando molto, molto di più di quanto è stato fatto in Italia, allora potevi permetterti di ricominciare le lezioni”.

Nota 13 aprile 2021, AOODGEFID 9068

Ministero dell’Istruzione
Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e di formazione
Direzione Generale per i fondi strutturali per l’istruzione, l’edilizia scolastica e la scuola digitale

Ai Direttori Generali degli Uffici scolastici regionali LORO SEDI
Ai Dirigenti titolari degli Uffici scolastici regionali per la Basilicata, il Molise e l’Umbria LORO SEDI
Ai Dirigenti scolastici delle istituzioni scolastiche ed educative LORO SEDI

OGGETTO: Piano scuola per la banda ultra larga. Nota informativa.