Il Consiglio dei Ministri, nel corso della riunione del 30 luglio 2025, ha approvato, in esame definitivo, due regolamenti, da adottarsi con altrettanti decreti del Presidente della Repubblica, relativi a:
Modifiche e integrazioni al decreto del Presidente della Repubblica 22 giugno 2009, n. 122, in materia di valutazione degli studenti del secondo ciclo di istruzione
Modifiche e integrazioni al decreto del Presidente della Repubblica 24 giugno 1998, n. 249, recante lo statuto delle studentesse e degli studenti della scuola secondaria
I testi tengono conto dei pareri espressi dalla Sezione consultiva per gli atti normativi del Consiglio di Stato.
Il Consiglio dei Ministri ha approvato oggi in via definitiva i regolamenti che riformano il voto di condotta e la disciplina della valutazione degli studenti della scuola secondaria, dopo i pareri favorevoli espressi dal Consiglio di Stato. Le misure saranno pienamente operative a partire dall’anno scolastico 2025/2026, segnando un punto fermo nella costruzione di una scuola fondata sulla responsabilità e sul merito.
“È un segnale forte e chiaro: nella scuola italiana il rispetto per la persona e per le istituzioni è imprescindibile. Con questa riforma, il voto di condotta torna a essere un importante strumento educativo per far crescere cittadini responsabili e consapevoli. Vogliamo una scuola autorevole, non autoritaria, in cui il merito, il rispetto e la centralità della persona sono fondamentali”, ha dichiarato il Ministro Valditara.
La riforma restituisce centralità al voto di condotta, che assume un valore formativo e non meramente disciplinare: un indicatore del rispetto delle regole e delle persone e dell’impegno verso la comunità scolastica. Il comportamento degli studenti sarà valutato lungo l’intero anno scolastico e terrà conto, in particolare, di eventuali episodi di violenza o aggressione ai danni del personale scolastico e degli altri studenti.
Saranno ammessi alla classe successiva le studentesse e gli studenti che, in sede di scrutinio finale, avranno ottenuto una valutazione superiore a sei decimi. Inoltre, un voto di condotta pari a sei decimi comporterà la sospensione del giudizio di ammissione alla classe successiva e la redazione di un elaborato su tematiche di cittadinanza attiva, collegato ai motivi che hanno determinato il voto ottenuto.
Inoltre, viene completamente rivista la funzione delle sanzioni a carico degli studenti: non più strumenti unicamente punitivi ma, al contrario, una occasione di crescita educativa grazie alla volontà di assegnare – in luogo di una mera sospensione dalle lezioni – attività di approfondimento sulle conseguenze dei propri comportamenti o lo svolgimento di attività di cittadinanza solidale presso enti o associazioni previamente individuati dalle scuole.
Ministero dell’istruzione e del merito Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione Direzione generale per gli ordinamenti scolastici, la formazione del personale scolastico e la valutazione del sistema nazionale di istruzione Ufficio VI -Valutazione e innovazione del sistema nazionale di istruzione e formazione e valorizzazione del merito
Ai Direttori generali/Dirigenti titolari degli Uffici Scolastici Regionali Al Sovrintendente agli Studi per la Valle d’Aosta Ai Dirigenti scolastici/Coordinatori didattici delle scuole dell’infanzia e delle istituzioni scolastiche del primo e secondo ciclo di istruzione statali e paritarie LORO SEDI E, p.c. Al Capo Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione SEDE
Sul Sistema di valutazione dei dirigenti scolastici: quando il meglio è nemico del bene
di Francesco G. Nuzzaci
I. Anticipiamo qui la sintesi di un corposo lavoro, e relativo apparato di note, in corso di pubblicazione; con cui intendiamo esprimere alcune sia pur sommarie considerazioni sul Sistema di valutazione dei risultati dei dirigenti scolastici, potendo contare sul fatto che sulla sua illustrazione e sul suo funzionamento è comunque già stato scritto a sufficienza nelle varie riviste di settore, cartacee e on line.
Come è noto, si tratta del Sistema introdotto dall’articolo 13 del decreto legge n. 71 del 31 maggio 2024, convertito dalla legge n. 106 del 29 luglio 2024, dopo il puntuale fallimento delle eterne sperimentazioni susseguitesi, e confusamente accavallatesi, nell’ultimo ventennio (fino alla Direttiva n. 36 del 18 agosto 2016) per cogliere la – pretestuosa – specialità della dirigenza scolastica.
Valutazione che, dopo la fase transitoria valevole per il solo anno scolastico 2024/2025, andrà a regime dal primo settembre 2025, nei termini e modalità dettagliati nel decreto interdipartimentale n. 2276 del 6 agosto 2025.
Dovrebbe così finalmente concludersi il tormentato percorso che i figli di un dio minore hanno dovuto intraprendere per riscattarsi dall’avvilente status di mezzi dirigenti, la cui più significativa interfaccia è il tuttora deteriore trattamento economico: concentrato, per l’appunto, sulla retribuzione di risultato, dopo che – accanto alla retribuzione tabellare, la sola ab origine pari a quella percepite da tutti i dirigenti pubblici non aggettivati di analoga fascia – si è riusciti a perequare la retribuzione di posizione fissa (con il CCNL 2016/2018) e ci si è sostanzialmente allineati alla retribuzione di posizione variabile (con il Contratto integrativo nazionale-CIN 2023/2024, sostitutivo degli opachi e sperequati Contratti integrativi regionali).
II. Il nuovo dispositivo, al di là dei giudizi di valore che possono esprimersi, soggiace dunque alla stringente previsione legale dell’articolo 13, comma 1 del decreto legge 71/2024, citato, laddove è prescritto che i dirigenti scolastici “sono valutati tenuto conto della specificità della funzione e sulla base degli strumenti e dei dati a disposizione del sistema informativo del Ministero dell’istruzione e del merito nonché del Sistema nazionale di valutazione dei risultati dei dirigenti scolastici, adottato con decreto del Ministero dell’istruzione e del merito, che stabilisce gli indirizzi per la definizione degli obiettivi strategici volti ad assicurare il buon andamento dell’azione dirigenziale e individua i soggetti che intervengono nella procedura di valutazione, in coerenza con la direttiva generale del Ministero dell’istruzione e del merito, di cui all’articolo 15, comma 2, lettera a) del decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150”.
È quindi in grado di corrispondere alla risalente – ma rimasta priva di seguito – previsione contenuta nel CCNL 1 marzo 2002, di “procedure essenziali e snelle volte ad apprezzare i contenuti della funzione dirigenziale”.
III. Che il Sistema non sia esente da difetti lo si può ben affermare – potrebbe dirsi – per definizione. E sarà l’esperienza sul campo a suggerire “le integrazioni e/o le modifiche necessarie, previo confronto con le organizzazioni sindacali di categoria” (art. 2, comma 2, D.M. n. 47 del 12 marzo 2025, cit.). Ma di certo non giovano le reiterate, tanto granitiche quanto sterili, posizioni ideologiche che confermano le “fortissime riserve sull’impianto complessivo del nuovo sistema di valutazione … da respingere perché privo di trasparenza e oggettività, finalizzato esclusivamente ad esercitare un controllo diretto sull’attività dei dirigentiscolastici e delle scuole”; o che ne denunciano la deriva burocratica, con il rischio “che il dirigente diventi un semplice esecutore di procedure perdendo la sua centralità all’interno della comunità scolastica … svuotato della sua missione pedagogica e di guida dell’istituto”. Laddove è di palmare evidenza che su queste basi ogni costruttiva interlocuzione – funzionale al suo miglioramento – è, radicalmente, impossibile. E può tranquillamente continuarsi ad abbaiare alla luna, condannandosi all’irrilevanza.
Più argomentate, ma in concreto irricevibili – e difatti disattese dal MIM – appaiono le osservazioni del CSPI nel parere di rito reso nella seduta plenaria n. 141 del 4 febbraio 2025. Che, analizzate negli elementi portanti, risultano però del tutto distoniche rispetto a norme giuridiche cogenti, nonché attinte dal libro dei sogni; nel mentre il Sistema di valutazione lo si è disegnato e dovrà essere attuato “senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica”.
IV. L’intera procedura – che il CSPI ha dovuto riconoscere conforme a legge – si svolge su piattaforma digitale sulla base degli strumenti e dei dati a disposizione del MIM e/o deducibili da altri sistemi. Si compendia in una scheda contenente gli obiettivi nazionali assegnati, quantificabili e misurabili, distinti in generali e specifici, quindi articolati in indicatori e target; in un’altra contenente l’obiettivo di rilevanza regionale; infine in una terza in cui sono formalizzati i comportamenti professionali e organizzativi, che mettono capo al residuo punteggio massimo di venti punti e assegnato in base a una rubrica di valutazione strutturata su quattro indicatori al loro interno graduati su cinque livelli.
Un dispositivo, dunque, “sostenibile”, vale a dire preordinato alla sua concreta fattibilità, con gli obiettivi definiti sulla base di strumenti e di dati oggettivi, e dunque con valutazione più trasparente; che toglie ogni margine di discrezionalità al direttore dell’USR che formalmente li assegna, sulla base delle priorità contenute nell’atto d’indirizzo politico-istituzionale annualmente emanato – con piena legittimità – dal Ministro. E mette poi conto sottolineare che i dirigenti scolastici hanno la possibilità di integrare le informazioni presenti sulle piattaforme con evidenze riferibili ai singoli obiettivi specifici assegnati, anche al fine di argomentare su eventuali aspetti impeditivi del raggiungimento dei target o traguardi attesi.
E a proposito di discrezionalità (e trasparenza), il CSPI ne aveva proposto la riduzione da venti a dieci punti nella valutazione – necessariamente elastica – dei comportamenti professionali e organizzativi di competenza del direttore dell’Ufficio scolastico regionale; mentre sarebbe stato semmai più logico incrementarli in quanto aventi una funzione obiettivamente compensatoria, per il raggiungimento della soglia superiore agli effetti della retribuzione di risultato, e non punitiva: altrimenti non sarebbe giustificabile – in sede di contraddittorio, poi davanti all’Organo di garanzia, infine ed eventualmente presso il giudice del lavoro – l’attribuzione di un punteggio minimale o addirittura nullo a chi, in ipotesi, abbia pure raggiunto gli ottanta punti massimi sugli obiettivi assegnati e da soli bastevoli per collocarsi nella più alta fascia retributiva.
V. Circola lo spauracchio – nutrito dalle immarcescibili giaculatorie e da altrettanto inossidabili parole d’ordine – che il dirigente scolastico rischia di dover rispondere del mancato o insufficiente raggiungimento degli obiettivi che non sono – o che non sarebbero – nella sua disponibilità, come la costituzione di reti di scuole e/o di adesione alle medesime, l’attivazione di progetti con istituzioni scolastiche estere, le iniziative di innovazione e di sviluppo della didattica, l’approntamento di un piano di formazione del personale che sia coerente con il PTOF e in linea con il Piano nazionale di formazione … fino alla conduzione della contrattualistica: laddove si rimarca che il Consiglio d’istituto e/o il Collegio dei docenti hanno qui un potere deliberante (e vincolante) e non meramente propositivo o consultivo; mentre il solo soggetto giuridicamente responsabile dei risultati delservizio, che la norma vuole di qualità generalizzata ed inclusiva, resta il dirigente scolastico.
Tuttavia l’enfasi posta anche dal CSPI su questa – reale o presunta – aporia non considera il potere politico del dirigente scolastico di predeterminare ed incanalare l’azione degli organi collegiali tramite il suo Atto d’indirizzo “per le attività della scuola e delle scelte di gestione e diamministrazione”, propedeutico alla – sua – predisposizione del PTOF, poi (solo) elaborato dal Collegio dei docenti e (solo) approvato dal Consiglio d’istituto (comma 14.4, legge 107/2015).
VI. Vi è un dato oggettivo: Il Sistema di valutazione dei risultati dei dirigenti scolastici mette fine alla stucchevole pantomima inscenata dalle parti, trascinatasi da un CCNL all’altro, a dichiarare che “sono concordi nel ritenere che il sistema di valutazione della dirigenza scolastica dovrà essere oggetto di uno specifico approfondimento in sede MIUR (ora MIM) attraverso le modalità del confronto”; fino a quando con il tuttora vigente CCNL 2019/2021, rendendosi esse consapevoli di aver perso ogni credibilità, hanno dovuto prendere atto che “La retribuzione di risultato, la cui finalità è la remunerazione della performance individuale, è attribuita sulla base dei diversi livelli di valutazione conseguiti dai dirigenti … e nel rispetto delle disposizioni di legge in materia, solo a seguito di una valutazione positiva” (art. 21, nel Capo III delleDisposizioni comuni sugli istituti economici).
VII. Dopo di che, è vero: il Sistema – lo ribadiamo: provvidamente e finalmente! – non è perfetto. Ma è – realisticamente – il migliore dei mondi possibili. E qualora si degnassero appena di uno sguardo, neanche troppo attento, le norme – imperative, pertanto non modificabili da accordi tra Amministrazione e Sindacati – non può ritenersi una “deriva burocratica” l’assegnazione di obiettivi (specifici) riguardanti la progettazione e gestione del PTOF, l’inclusione scolastica, l’attivazione di iniziative di sperimentazione, la promozione di innovazioni organizzativo-didattiche, la predisposizione di percorsi di formazione e aggiornamento del personale, l’adesione a reti di scuole e la sottoscrizione di protocolli d’intesa anche con associazioni del terzo settore, l’attivazione di scambi pure virtuali con istituzioni scolastiche all’estero e sempre per qualificare o integrare l’offerta formativa, le azioni intraprese per lo sviluppo delle competenze STEM, et similia; né può ritenersi una “deriva burocratica” pretendere che – come ogni dirigente pubblico preposto alla conduzione di qualsivoglia struttura organizzativa, più o meno complessa – anche il dirigente scolastico provveda alle pubblicazioni di legge e nelle modalità previste, alla tempestività della nomina di supplenti affinché sia garantito senza interruzioni il diritto allo studio, alla puntualità dei pagamenti per evitare contenziosi (beninteso, una volta disponibile la provvista), alla corretta gestione della contrattualistica ovvero dei – più o meno cospicui – finanziamenti ricevuti e/o (ancor più) delle risorse reperite in virtù delle sue capacità latamente imprenditoriali (e potrà pur sempre evidenziare le eventuali difficoltà incontrate, quali le possibili carenze del suo Ufficio di segreteria o l’instabilità degli organici).
Sicché non può continuare a dirsi che questi obiettivi non sono nella disponibilità del dirigente scolastico, se non in aperta malafede o per partito preso. Pur se qualche eccezione sembra emergere scorrendo la scheda in Allegato B, parte integrante del decreto interdipartimentale, relativa agli obiettivi di rilevanza regionale. Ma si tratta di casi veramente marginali e in ordine ai quali il valutando sicuramente avrà avuto modo di evidenziarlo.
Ragion per cui se possono esserci dirigenti scolastici finora non adeguatamente attenti anche agli aspetti formali e al rispetto delle varie tempistiche nell’esercizio della funzione, adesso hanno lo stimolo – e puntuali direttrici di marcia – per sanare trascuratezze e omissioni; ed, è pleonastico dirlo, di certo non disinteressandosi di adempimenti – per tutti, la normativa sulla sicurezza e la normativa sulla privacy – sol perché non sussumibili negli obiettivi e inerenti indicatori figuranti nell’atto d’incarico.
Ne riverrà il duplice beneficio della propria crescita professionale e dell’incremento del valore pubblico dell’istituzione scolastica diretta.
Regolamento concernente modifiche al decreto del Presidente della Repubblica 24 giugno 1998, n. 249, recante lo statuto delle studentesse e degli studenti della scuola secondaria. (25G00140)
Regolamento recante modifiche al decreto del Presidente della Repubblica 22 giugno 2009, n. 122, in materia di valutazione degli studenti del secondo ciclo di istruzione. (25G00141)
Ministero dell’istruzione e del merito Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione Dipartimento per le risorse, l’organizzazione e l’innovazione digitale
Piattaforma di valutazione: cosa fare se mancano i dati
Con la Nota n. 4929 del 31 luglio 2025, il MIM ha annunciato l’apertura ufficiale della piattaforma di valutazione dei dirigenti scolastici dal 1° agosto 2025, dopo qualche giorno di prove tecniche che hanno messo in evidenza errori e omissioni di dati con riferimento ad alcuni obiettivi.
Ad oggi continuano a pervenire segnalazioni di colleghi che vedono la mancata o parziale attribuzione del punteggio per le medesime ragioni, con riferimento a indicatori che hanno come fonte di reperimento dati la piattaforma PTOF.
Sembra configurarsi la seguente casistica:
Ptof correttamente compilato e pubblicato sulla piattaforma dedicata
Ptof integrato dopo la riapertura della relativa piattaforma per gli adeguamenti alle disposizioni della Legge n. 150/2024 e agli obiettivi di valutazione resi noti dal D.I. 616/2025, come da nostro comunicato del 24 aprile 2025
Ptof elaborato fuori dalla piattaforma e pubblicato sul sito della scuola.
Nel primo caso, nonostante l’inserimento dei contenuti richiesti dall’indicatore, evidentemente la piattaforma di valutazione non riesce a effettuare il rilievo in automatico.
Nel secondo caso rientrano le istituzioni scolastiche che hanno dovuto pubblicare il Ptof modificato sul proprio sito istituzionale, in quanto la piattaforma non ne ha consentito la pubblicazione automatica su Scuola in Chiaro.
L’ultimo caso nasce dalla “non obbligatorietà” di uso della piattaforma Ptof, con conseguente impossibilità per la piattaforma di valutazione di rilevare i dati utili al calcolo del punteggio da attribuire.
Per tutte e tre le situazioni suggeriamo ai colleghi di segnalare nella sezione “evidenze”, corrispondente all’obiettivo, il possesso dei requisiti richiesti per il conseguimento del relativo punteggio, seguendo le indicazioni da noi fornite nel webinar del 1° agosto u.s.
Riteniamo, naturalmente, che – soprattutto in fase di avvio delle funzionalità della piattaforma – sia fondamentale porre rimedio tempestivamente ai problemi tecnici, onde evitare l’inserimento massivo di evidenze documentali che produrrebbero un contraddittorio di immani dimensioni, qualora non si riconoscesse ai colleghi il meritato punteggio.
Per l’ANP è pacifico che eventuali difficoltà tecniche della piattaforma – del tutto comprensibili in fase di lancio – non debbano in alcun modo pesare sulla valutazione dei dirigenti scolastici. Se così fosse, la previsione normativa di rivalutazione del punteggio per un solo obiettivo in presenza di motivi non dipendenti dalla volontà del dirigente si dovrebbe doverosamente estendere anche agli altri obiettivi.
INFORMATIVA DEL MIM SU: ASSUNZIONI DEI NEODS 25/26 – OBIETTIVI NAZIONALI E REGIONALI DI VALUTAZIONE DEI DIRIGENTI SCOLASTICI 25/26 – PIATTAFORMA DI VALUTAZIONE PER IL 24/25
L’ANP ha partecipato, in data odierna, alla riunione convocata dal MIM per rendere l’informazione sui seguenti punti:
i numeri del contingente assunzionale dei dirigenti scolastici per l’anno scolastico 2025-2026
gli obiettivi nazionali e regionali che saranno oggetto del decreto interdipartimentale per la valutazione dei dirigenti scolastici nell’anno scolastico 2025-2026
le funzionalità della piattaforma informatica di valutazione per l’anno scolastico 2024-2025.
Per il primo punto, l’Amministrazione è stata rappresentata dalla Dott.ssa Maria Assunta Palermo, Direttore Generale per il personale scolastico, e dalla Dott.ssa Maria Teresa Stancarone, Dirigente dell’Ufficio II della medesima direzione generale.
In premessa, è stato comunicato che, per il 1° settembre 2025, sono state autorizzate in totale 347 assunzioni di cui 21 sono trattenimenti in servizio. Altri 8 posti sono destinati alla coda del concorso ordinario campano del 2011. Pertanto, risultano disponibili 318 posti che l’Amministrazione medesima ha interamente destinato all’assunzione dei vincitori dell’ultimo concorso ordinario, rendendone nota la distribuzione regionale.
L’ANP ha chiesto che le procedure relative all’assunzione avvengano in tempi certi e brevi.
Sul secondo punto, l’Amministrazione rappresentata dalla Dott.ssa Carmela Palumbo, CapoDipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione, e dalla Dott.ssa Antonella Tozza, Direttore generale per gli ordinamenti scolastici, la formazione del personale scolastico e la valutazione del sistema nazionale di istruzione, ha osservato che, per l’anno scolastico 2025/26:
gli obiettivi nazionali saranno integrati con un obiettivo regionale di peso pari a 10, definito dai singoli USR in accordo con i Capi dipartimento, mantenendo immutato il meccanismo di determinazione del punteggio in base al peso, alla natura e al target dell’indicatore
gli obiettivi generali e specifici di cui all’allegato A del D.I. n. 616/2025 saranno associati a un numero più ampio di indicatori rispetto alla prima attuazione del sistema di valutazione.
Con riferimento agli obiettivi regionali, l’ANP ritiene condivisibile la distinzione rispetto al grado e all’ordine di scuola. Naturalmente, va posta particolare attenzione alla potenziale sovrapposizione tra competenze collegiali e prerogative dirigenziali – da risolvere mediante intervento legislativo primario – nonché all’interferenza tra norme pattizie e obiettivi relativi all’aggiornamento del personale. Inoltre, gli obiettivi devono essere circoscrivibili al singolo anno scolastico.
Per quanto concerne il terzo punto, l’Amministrazione ha precisato che la piattaforma è stata aperta temporaneamente solo al fine di compiere una prova tecnica delle sue funzionalità ma che essa sarà disponibile da domani 1° agosto. Ha puntualizzato, altresì, che nei casi in cui l’attestazione degli obblighi di pubblicazione da parte dei revisori dei conti non risultasse disponibile, essa non sarà presa in considerazione ai fini valutativi purché il dirigente ne fornisca l’evidenza. A seguito di una specifica richiesta dell’ANP, l’Amministrazione ha infine precisato che il parametro relativo alla celerità dei tempi di autorizzazione delle rate degli stipendi dei supplenti sarà calcolato tenendo conto dell’intervallo tra la data di autorizzabilità delle medesime e quella di effettiva autorizzazione da parte del dirigente.
L’ANP ha anche chiesto che:
la chiusura della piattaforma sia posticipata al 30 settembre;
l’algoritmo di calcolo dei punteggi sia reso noto e pienamente trasparente;
ciascun dirigente possa inserire evidenze in suo favore, qualora riscontri errori od omissioni in relazione ad alcuni dati indicativi del raggiungimento dei vari obiettivi.
L’Amministrazione ha replicato che:
la chiusura della piattaforma sarà effettivamente posticipata, individuando il 20 settembre quale possibile termine
l’attribuzione dei punteggi discende direttamente dalla lettura dei dati inseriti, senza intervento di alcun algoritmo
ciascun dirigente avrà facoltà di inserire le evidenze utili a comprovare il raggiungimento degli obiettivi.
Ministero dell’istruzione e del merito Dipartimento per le risorse, l’organizzazione e l’innovazione digitale Direzione generale per l’innovazione digitale, la semplificazione e la statistica Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione Direzione generale per gli ordinamenti scolastici, la formazione del personale scolastico e la valutazione del sistema nazionale di istruzione
Ai Dirigenti scolastici delle Istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado e p.c Ai Direttori generali/Dirigenti titolari degli Uffici Scolastici Regionali Al Capo di Gabinetto Al Capo del Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e di formazione Al Capo del Dipartimento per le risorse, l’organizzazione e l’innovazione digitale
Oggetto: Sistema nazionale di valutazione dei risultati dei Dirigenti scolastici – Piattaforma di valutazione dei risultati a.s. 2024/2025 – Rilascio nuove funzionalità.
Sistema di valutazione dei dirigenti scolastici: apertura della piattaforma
Segnaliamo che la piattaforma di valutazione dei dirigenti scolastici, disegnata dal DM n. 47/2025, è finalmente disponibile per la consultazione, la verifica dei risultati e la possibilità di inserire evidenze che integrino i contenuti messi a disposizione dal sistema informatico del Ministero.
L’ANP – già con il comunicato del 4 luglio u.s. – aveva sollecitato l’apertura della piattaforma in considerazione del termine di chiusura fissato al 31 agosto, al fine di dare ai dirigenti un tempo adeguato per implementare i dati a sistema in un periodo già denso di attività, nonostante la pausa estiva.
La piattaforma offre la possibilità di visualizzare:
i dati di contesto, estratti dal RAV pubblicato dalla scuola, che possono essere ulteriormente arricchiti
la fonte dei dati, segnalata accanto a ciascun indicatore
i risultati conseguiti in relazione al target e ai criteri di determinazione del punteggio.
Al momento non compaiono ancora i punteggi di valutazione, ma è stata inserita la sezione “evidenze” che consente per ciascun obiettivo specifico di integrare le informazioni presenti con documenti e argomentazioni, al fine di rappresentare il lavoro di gestione del dirigente sia in relazione agli aspetti ostativi al raggiungimento dei target previsti sia con riferimento al risultato positivo conseguito secondo il criterio di determinazione del punteggio.
Tale sezione è il risultato del serrato e costruttivo confronto che ANP ha portato avanti per la messa a regime del Sistema, consentendo una valutazione più appropriata e aderente alla realtà che tenga conto delle osservazioni, delle attività svolte, della documentazione effettivamente prodotta dalla scuola e delle ragioni che hanno oggettivamente impedito al dirigente di raggiungere un determinato target.
Risultano ancora “in aggiornamento” alcuni indicatori collegati a piattaforme o a sistemi di raccolta dati non direttamente gestiti dal Ministero.
Riteniamo che tale organizzazione della piattaforma, insieme alla possibilità di interazione – seppure indiretta – con il valutatore, sia un elemento di garanzia, su cui abbiamo molto insistito, per una valutazione che tenga pienamente conto della complessità del lavoro nello specifico contesto scolastico.
In considerazione dell’attivazione della piattaforma oltre i tempi previsti dal Sistema e dell’assenza ancora di alcuni dati, l’ANP coglierà l’occasione offerta dall’incontro di informazione che avrà luogo al MIM giovedì 31 luglio per chiedere di prolungarne l’apertura fino al 30 settembre, così da consentire ai colleghi di poter lavorare con tempi congrui e distesi.
Ministero dell’istruzione e del merito Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e di formazione Direzione generale per gli ordinamenti scolastici, la formazione del personale scolastico e la valutazione del sistema nazionale di istruzione
Ai Direttori generali/Dirigenti titolari degli Uffici Scolastici Regionali Al Sovrintendente agli Studi per la Valle d’Aosta Ai Dirigenti scolastici/Coordinatori didattici delle Istituzioni scolastiche statali e paritarie e p.c. Al Capo di Gabinetto Al Capo Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione Al Capo Dipartimento per le risorse, l’organizzazione e l’innovazione digitale Al Direttore generale per l’innovazione digitale, la semplificazione e la statistica
Oggetto: SNV – apertura delle funzioni per il questionario scuola nella piattaforma RAV e prime indicazioni per la somministrazione del questionario docente
Ministero dell’i struzione e del merito Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione Direzione generale per gli ordinamenti scolastici, la formazione del personale scolastico e la valutazione del sistema nazionale di istruzione
Uffici scolastici regionali LORO SEDI Provincia autonoma di Bolzano Direzione istruzione e formazione italiana Direzione istruzione e formazione tedesca Direzione istruzione, formazione e cultura ladina BOLZANO Provincia autonoma di Trento Dipartimento istruzione e cultura TRENTO Regione autonoma Valle d’Aosta Dipartimento sovraintendenza agli studi AOSTA
Ministero dell’istruzione e del merito Dipartimento per le risorse, l’organizzazione e l’innovazione digitale Direzione Generale per l’innovazione digitale, la semplificazione e la statistica
Ai Direttori generali/Dirigenti titolari degli Uffici Scolastici Regionali e.p.c all’Ufficio di Gabinetto Al Capo del Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e di formazione Al Capo del Dipartimento per le risorse, l’organizzazione e l’innovazione digitale Alla Direzione generale per gli ordinamenti scolastici, la formazione del personale scolastico e la valutazione del sistema nazionale di istruzione
Oggetto: Sistema nazionale di valutazione dei risultati dei Dirigenti scolastici – Messa a disposizione della piattaforma ai Direttori degli Uffici Scolastici Regionali e ai Dirigenti scolastici
III secondaria di primo grado (prova al computer – CBT)
Sessione ordinaria Classi Campione: martedì 1, mercoledì 2, giovedì 3 e venerdì 4 aprile 2025 In questa finestra la scuola sceglie tre giorni per svolgere le prove di Italiano, Matematica e Inglese (lettura e ascolto).
Sessione ordinaria Classi NON Campione, prove di Italiano, Matematica e Inglese (lettura e ascolto): da martedì 1 aprile 2025 a mercoledì 30 aprile 2025
Sessione suppletiva: dal 26 maggio 2025 al 6 giugno 2025.
II secondaria di secondo grado (prova al computer – CBT)
Sessione ordinaria Classi Campione, prove di Italiano e Matematica: lunedì 12, martedì 13, mercoledì 14 maggio 2025 In questa finestra la scuola sceglie due giorni per svolgere le prove di Italiano, Matematica.
Sessione ordinaria Classi NON Campione, prove di Italiano e Matematica: da lunedì 12 maggio 2025 a venerdì 30 maggio 2025
V secondaria di secondo grado (prova al computer – CBT)
Sessione ordinaria Classi Campione: lunedì 10, martedì 11, mercoledì 12, giovedì 13 marzo 2025 (aggiornemento del 7.10.2024) In questa finestra la scuola sceglie tre giorni per svolgere le prove di Italiano, Matematica e Inglese (lettura e ascolto).
Sessione ordinaria Classi NON Campione, prove di Italiano, Matematica e Inglese (lettura e ascolto): da lunedì 3 marzo 2024 a lunedì 31 marzo 2025
Sessione suppletiva: dal 26 maggio 2025 al 6 giugno 2025.
Il Consiglio dei Ministri, nel corso della riunione di mercoledì 30 aprile 2025, ha adottato, fra gli altri, i seguenti provvedimenti.
INFORMATIVE
In apertura dei lavori, il Presidente del Consiglio è intervenuta sul tema della sicurezza nei luoghi di lavoro, annunciando lo stanziamento di nuovi fondi e assicurando che il Governo continuerà a mettere al centro della sua agenda la cultura della prevenzione. Il Presidente ha anche specificato che verranno dedicate risorse alla formazione dei lavoratori e alla conoscenza di questi temi tra i giovani, sottolineando che il Governo intende condividere queste misure con le organizzazioni sindacali. Subito dopo, il Presidente ha dato la parola al Ministro del lavoro e delle politiche sociali, la quale ha svolto una informativa sullo stato della sicurezza nei luoghi di lavoro. In particolare, il Ministro ha evidenziato:
Un andamento del fenomeno infortunistico a partire dalle denunce presentate all’Inail, con un focus sugli infortuni occorsi agli studenti a seguito dell’estensione delle tutele assicurative Inail previste dal decreto-legge n. 48/2023.
Le attività di carattere normativo effettuate negli ultimi due anni per il rafforzamento delle regole in materia di salute e sicurezza sul lavoro, l’aggiornamento e la maggiore efficienza dei controlli ispettivi, la tutela dei lavoratori, il contrasto al lavoro sommerso e la promozione dell’attività di vigilanza, l’aumento del personale ispettivo, il più efficace utilizzo delle informazioni presenti nelle banche dati, l’investimento nella prevenzione degli infortuni, l’attuazione della patente a crediti in edilizia.
Le azioni di formazione e informazione per la promozione di una vita sicura, a partire dall’introduzione della salute e della sicurezza sul lavoro tra le materie di insegnamento nell’ambito dell’educazione civica e l’avvio di un piano integrato del Ministero in materia.
Il Ministro per le disabilità ha informato il Consiglio che, in linea con quanto prevede la legge di ratifica della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità, il Comitato tecnico Scientifico dell’Osservatorio nazionale sulla condizione delle persone con disabilità ha predisposto una prima bozza di proposta del Piano di Azione triennale per la promozione dei diritti e l’integrazione delle persone con disabilità.
(…)
SCUOLA
1. Disposizioni in materia di consenso informato in ambito scolastico (disegno di legge)
Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dell’istruzione e del merito, ha approvato un disegno di legge che ha l’obiettivo principale di assicurare, attraverso disposizioni ad hoc, il consenso informato preventivo delle famiglie in relazione alle attività scolastiche che riguardano l’ambito della sessualità. Lo schema di disegno di legge dispone che venga chiesto obbligatoriamente da parte delle istituzioni scolastiche il consenso informato preventivo, in forma scritta, ai genitori o agli studenti se maggiorenni, per la partecipazione sia alle attività extracurriculari sia a quelle rientranti nell’ampliamento dell’offerta formativa che riguardino tematiche relative alla sessualità.
2. Disposizioni in materia di tutela del personale docente della scuola e dei dirigenti scolastici (disegno di legge)
Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dell’istruzione e del merito, ha approvato un disegno di legge volto a contrastare il fenomeno delle aggressioni a danno del personale scolastico rafforzandone la tutela e garantendo lo svolgimento dell’attività scolastica in sicurezza e controllo. Analogamente a quanto già previsto per il personale sanitario, vengono apportate modifiche all’articolo 380 del codice di procedura penale in materia di arresto obbligatorio in flagranza nei casi in cui si ravvisino condotte violente che cagionino lesioni personali al personale scolastico, inteso quale dirigente scolastico o membro del personale docente. Viene introdotta una specifica aggravante della pena all’articolo 583-quater del Codice penale nei confronti di coloro che arrecano lesioni personali, indipendentemente dalla loro gravità, al personale scolastico nell’esercizio o a causa delle funzioni e del servizio.
3. Modifiche e integrazioni al decreto del Presidente della Repubblica 24 giugno 1998, n. 249, recante lo statuto delle studentesse e degli studenti della scuola secondaria (decreto del Presidente della Repubblica – esame preliminare)
Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dell’istruzione e del merito, ha approvato un decreto che interviene sullo statuto delle studentesse e degli studenti della scuola secondaria, emanato con d.P.R. 24 giugno 1998, n. 249, recante i diritti e i doveri, nonché le assunzioni di responsabilità da parte degli studenti. In considerazione dei frequenti fenomeni di violenza fisica e psicologica, bullismo e aggressività, compiuti da alunni e studenti nei confronti dei propri compagni e del personale docente, il provvedimento ha l’obiettivo di rispristinare un rapporto equilibrato tra gli studenti, le scuole e le famiglie, in linea con i principi di partecipazione e rispetto reciproco. L’intervento normativo è diretto anche ad attuare quanto previsto dall’articolo 5 della legge 17 maggio 2024, n. 70. in materia di bullismo e cyberbullismo. È previsto un ampliamento dell’impegno delle istituzioni scolastiche per creare le condizioni necessarie per garantire l’individuazione e l’emersione di episodi riconducibili a fenomeni di bullismo e cyberbullismo, nonché di situazioni di uso o abuso di sostanze alcoliche o stupefacenti e di altre forme di dipendenza.
4. Modifiche e integrazioni al decreto del Presidente della Repubblica 22 giugno 2009, n. 122, in materia di valutazione degli studenti del secondo ciclo di istruzione (decreto del Presidente della Repubblica – esame preliminare)
Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dell’istruzione e del merito ha approvato le modifiche al decreto del Presidente della Repubblica 22 giugno 2009, n. 122, in materia di valutazione degli studenti del secondo ciclo di istruzione. Nello specifico, vengono riformate la valutazione periodica e finale degli apprendimenti e quella relativa al comportamento degli studenti delle istituzioni scolastiche secondarie di secondo grado. Il sistema di valutazione viene rivisto anche a causa del notevole aumento di episodi di violenza fisica e psicologica nelle scuole, compiuti dagli studenti ai danni dei compagni o del personale scolastico e per riaffermare il ruolo educativo svolto dal corpo docente.