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Certificazioni di precedenza legge 104/92

Il Tribunale di Rossano conferma che le certificazioni di precedenza legge 104/92  devono essere possedute nei termini di scadenza delle domande di trasferimento e condanna il comportamento dell’ex dirigente dell’I. Omn.vo di Campana, anche al pagamento delle spese, per oltre 2.500 euro, per aver riconosciuto la precedenza, su autocertificazione a danno di altra docente. Soddisfazione del SAB che ha patrocinato tutto il contenzioso.

 

Il Giudice del Lavoro del Tribunale di Rossano, con sentenza n. 1182 del 17/12/2012, accoglie la domanda proposta dalla prof.ssa F. T. rappresentata e difesa in giudizio dagli avv.ti Domenico Lo Polito del foro di Castrovillari ed Elisabetta De Marco del foro di Rossano, dichiara illegittima l’esclusione dalla graduatoria interna d’istituto di altra docente per l’a.s. 2009/10, condanna i resistenti al risarcimento del danno determinato in via equitativa in 1.000,00 euro in favore della ricorrente ed, in solido tra loro, alla refusione delle spese e competenze di lite che liquida in 1.500,00 euro, oltre IVA e CAP come per legge.

Il SAB che tramite il segretario generale prof. Francesco Sola, ha patrocinato tutto il contenzioso, compresa la fase conciliativa con l’ex dirigente scolastico dott. P.P., delegato anche a rappresentare l’amministrazione nel contenzioso, ora in pensione, dell’Istituto omnicomprensivo di Campana, esprime viva soddisfazione per tale sentenza che conferma i dettati del contratto che regolamenta la mobilità, in particolare sulla perentorietà di alcuni termini di scadenza, come quelli di predisporre le graduatorie dei soprannumerari nei 15 gg. successivi alla scadenza delle domande di trasferimento, termine spesso disatteso dai dirigenti scolastici.

Nel merito, il predetto dirigente, a seguito di contrazione di organico di Italiano, Storia, ecc, e in presenza della trasformazione c/o la scuola media di Campana di un posto, da interno ad esterno con completamento c/o la sezione associata di Scala Coeli, andava a predisporre la graduatoria d’istituto per l’individuazione del docente da assegnare su detto posto ed escludeva, dalla medesima, una docente che aveva dichiarato di essere beneficiaria dell’art. 21 legge 104/92, per cui assegnava la prof.ssa F., con maggior punteggio, sul posto esterno.

Una volta acquisiti gli atti si contestava tale assegnazione in quanto, nei termini di scadenza delle domande di trasferimento, non era stata presentata nessuna certificazione, nemmeno, quella sostitutiva prevista dal contratto che regolamenta la mobilità, bensì una semplice dichiarazione di avere presentato domanda per il riconoscimento dei benefici ex legge n. 104/92, dichiarazione ritenuta non valida dal Giudice, ma valida dal dirigente scolastico che si è giustificato anche con il suo potere di assegnare i docenti alle classi ed ai plessi ritenendo, la sede associata di Scala Coeli, non sede autonoma in organico, bensì un plesso di Campana.

Anche tale giustificazione è illegittima in quanto, per le scuole medie e superiori, le sedi staccate e/o associate hanno un proprio organico e codice meccanografico per cui, ai fini della mobilità, sono considerate autonome ed esprimibili quindi, l’assegnazione dei docenti deve avvenire sull’organico di diritto, confermato o meno su quello adeguato alla situazione di fatto ma mai considerare dette scuole come classi o plessi della sede centrale.

In merito alla certificazione, il Giudice osserva che la norma è chiara e stabilisce che l’esclusione dalla graduatoria per l’asserito possesso di precedenze, debba essere diligentemente certificata e prodotta entro i termini stabiliti. Il dirigente, quindi, avrebbe potuto e dovuto solo valutare la documentazione in suo possesso a quella data, in maniera improrogabile cioè quella di scadenza delle domande di trasferimento e che le graduatorie interne d’istituto andavano predisposte nei successivi 15 gg dalla predetta data di scadenza valutando i titoli posseduti entro e non oltre tale data.

Acclarata l’esistenza del diritto vantato dalla ricorrente, bisogna valutare l’avanzata e conseguente richiesta risarcitoria del danno subito per la “sottrazione” della cattedra a lei spettante che ha comportato, per la predetta, l’assegnazione di una sede più disagiata, lontana km 15,5 dalla sua abitazione con l’obbligo a viaggiare per recarsi a Scala Coeli, con i relativi rischi e con innegabili ripercussioni patrimoniali e non, liquidati, con la somma simbolica di 1.000,00 euro relativa ai disagi subiti durante l’espletamento del servizio nell’a.s. da parte della ricorrente. All’accoglimento della domanda consegue la condanna dei convenuti alla rifusione delle spese di lite che liquida in 1.500,00 euro più IVA e CAP.

F.to Prof. Francesco Sola

Segretario Generale SAB

Il Governo non si preoccupa della salute dei lavoratori

Il Governo si preoccupa della febbre catarrale delle pecore e non della salute dei lavoratori

Quando la UE apre una procedura d’infrazione per tutelare i nostri ovini, subito, il legislatore interviene; quando ne apre una sui precari della scuola, invece, emana norme in deroga per abusare dei contratti a termine, senza pensare alla conseguenze esistenziali di tale scelte nella vita degli assunti e sanzionatorie a carico di tutta la comunità. ANIEF-Confedir chiede l’accesso agli atti e continua il ricorso ai tribunali.

Mentre l’ultimo decreto-legge n. 216/12 di questa legislatura reca disposizioni per attuare due direttive comunitarie del 2010 (n. 45 su sistema comune di imposta; n. 18 su congedo parentale), per rispondere a quattro procedure d’infrazione aperte nel 2012 (n. 369 su parità di trattamento fra uomini e donne; n. 370 su organi umani destinati ai trapianti; n. 372 su farmacovigilanza; n. 434 su vaccinazione contro la febbre catarrale degli ovini) e per eseguire una sentenza della Corte europea del 2009 (causa C-302), l’ultima finanziaria approvata ieri dal Parlamento (n. 5534-bis-B) prevede la proroga dei contratti a termine dopo i 36 mesi per i precari della pubblica amministrazione, con l’accordo dei sindacati (art. 1, c. 400), in deroga alla direttiva n. 70/99. La norma, d’altronde, è attualmente derogata nella scuola dopo l’approvazione della legge 106/2011, che è intervenuta, invano, per rispondere alla procedura di messa in mora dello Stato italiano per la mancata stabilizzazione del personale ATA, a seguito delle non soddisfacenti risposte date nel corso della procedura d’infrazione n. 2124 aperta nel 2010, a cui ne sarebbero seguite altre due nel solo 2012, riguardanti anche i docenti precari.

Il presidente ANIEF e delegato Confedir alla scuola e alle alte professionalità, Marcello Pacifico, proprio in questi giorni sta inoltrando alla Commissione UE un’istanza urgente di accesso agli atti su tutte le procedure d’infrazione attivate nello scorso trimestre contro lo Stato italiano per la violazione della direttiva comunitaria 1999/70, in nome del principio comunitario della trasparenza, vista la secretazione degli atti voluta dal Governo per la delicatezza della questione.

Ma se la questione è così delicata, perché il Governo oltre a pensare alla salute degli ovini non pensa anche alla salute dei lavoratori e alle tasche dei cittadini che potrebbero pagare condanne fino a 8 milioni di euro per ogni atto di messa in mora? Se il 15% del personale della scuola è utilizzato come precario non importa, se il rischio del burnout è ancora più alto nella professione docente perché parlarne, se addirittura qualcuno si priva della vita sono suoi problemi esistenziali. Ma fino a quando si abuserà della pazienza dei precari docenti, ata, infermieri o medici e di tutto il pubblico impiego? L’ANIEF-Confedir non smetterà di difenderli nei tribunali, visto che la giustizia sembra preclusa agli uomini che parlano ma non agli animali che belano.

Il Decreto legge n. 216/12, si occupa di:

– direttiva 2010/45/UE del 13 luglio 2010 relativa al sistema comune di imposta sul valore aggiunto per quanto riguarda le norme in materia di fatturazione;

– direttiva 2010/18/UE dell’8 marzo 2010, che attua l’accordo quadro riveduto in materia di congedo parentale);

– direttiva 2010/41/UE del 7 luglio 2010, sull’applicazione del principio della parità di trattamento fra gli uomini e le donne. che esercitano un’attività autonoma. Procedura di infrazione n. 2012/0369;

– direttiva 2010/53/UE del 7 luglio 2010 in materia di qualità e sicurezza degli organi umani destinati ai trapianti. Procedura di infrazione 2012/0370;

– direttiva 2010/84/UE del 15 dicembre 2010, relativa alla farmacovigilanza. Procedura di infrazione 2012/0372;

– direttiva 2012/5/UE del 14 marzo 2012, relativa alla vaccinazione contro la febbre catarrale degli ovini – Procedura d’infrazione 2012/0434;

– Esecuzione della decisione della Commissione europea 2000/394/CE del 25 novembre 1999 e della sentenza della Corte di giustizia dell’Unione europea, resa in data 6 ottobre 2011, nella causa C-302/09, Commissione europea c. Repubblica italiana.

Matematica, il successo dipende dalla motivazione

da lastampa.it

Matematica, il successo dipende dalla motivazione

berlino

Il successo in matematica a scuola non dipende da quanto uno studente è intelligente, ma da quanto è motivato e da quanto studia.

Lo ha scoperto uno studio pubblicato dalla rivista Child Development delle università tedesche di Monaco e Bielefeld, secondo cui l’intelligenza aiuta solo nei primi passi nel mondo matematico.

I ricercatori hanno studiato i dati di 3520 studenti delle superiori in Germania, determinandone l’abilità matematica insieme alle motivazioni e l’intelligenza.

Dallo studio è emerso che il quoziente intellettivo è strettamente legato al successo in matematica ma solo all’inizio dello sviluppo della competenza, mentre motivazione e tempo di studio diventano fattori più importanti, e l’intelligenza diventa trascurabile: «Questo suggerisce che le competenze matematiche possono essere acquisite con l’educazione – spiegano gli autori – e che programmi specifici per aumentare la motivazione potrebbero essere molto efficaci».

Concorso, a metà febbraio le prove scritte: stavolta non ci saranno simulazioni

da Tecnica della Scuola

Concorso, a metà febbraio le prove scritte: stavolta non ci saranno simulazioni
di Alessandro Giuliani
L’indicazione sul periodo di svolgimento è del ministro Profumo, che però smonta in partenza la possibilità che possano comparire esempi sui quesiti disciplinari a risposta aperta (probabilmente non più di 5) che verranno proposti agli 88.610 che hanno superato le preselettive. Gli unici riferimenti rimangono il bando di concorso e il decreto del direttore generale n. 80/2012.
Si svolgeranno nel mese di febbraio le prove scritte del concorso a cattedra, le cui preselettive si sono svolte nei primi due giorni di questa settimana e al termine delle quali il 77,5% dei partecipanti è stato estromesso,. La data precisa non è stata ancora comunicata, ma il mese è stato indicato dal ministro dell’Istruzione, Francesco Profumo, nel corso di una video chat tenuta su RaiUno: rispondendo alla domanda di un candidato che avendo passato la verifica dei test a risposta multipla chiedeva indicazioni sul periodo di svolgimento degli scritti (per quello comune a tutti stavolta servirà prendere almeno 28 punti su 40 complessivi), il Ministro ha detto che le prove verranno svolte a “metà febbraio, circa”.
Per quanto riguarda le modalità e la tipologie di prove che attendono gli oltre 88mila aspiranti rimasti in “gara”, Profumo ha freddato le speranze di quelli che speravano in qualche indicazione: il responsabile del Miur ha, infatti, sottolineato che stavolta, a differenza delle preselettiva, non sarà pubblicata alcuna simulazione.
Uno dei due strumenti utili ai candidati desiderosi di prepararsi al meglio per la verifica scritta rimane, allora, l’attenta lettura del bando di concorso. Negli articoli 7, 8 e 9, si parla, rispettivamente, della descrizione delle “Prove scritte ovvero scritto-grafiche”, nonché dell’“Articolazione delle prove scritte per classi di concorso comprese in ambiti disciplinari” e delle “Prove di laboratorio e pratiche”.
Il primo articolo, il 7, indica che le prove consisteranno “in una serie di quesiti a risposta aperta (le indiscrezioni parlano di non più di 5 domande n.d.r.) e sono finalizzate a valutare la padronanza delle competenze professionali nonché delle discipline oggetto di insegnamento”. Entrando nello specificità delle scuole, il Miur ricorda che “la prova scritta della scuola primaria comprende anche l’accertamento della conoscenza della lingua inglese”.
Al comma 4 si parla del punteggio: quello complessivo che potrà assegnare la commissione sarà “di 40 punti. Nel caso di due o più prove, il punteggio è ottenuto dalla media aritmetica delle singole prove, a ciascuna delle quali è assegnato un punteggio massimo di 40 punti. La prova è superata dai candidati che conseguono nella prova ovvero in ciascuna delle singole prove un punteggio non inferiore a 28 punti”.
Fanno eccezione i candidati che dovranno sostenere anche prove di laboratorio e pratiche: premesso che si tratta degli ambiti disciplinari 7 (cl. 36/A e 37/A), 8 (cl. 38/A – 47/A – 49/A), 4 e 9 (cl. 43/A – 50/A – 51/A – 52/A), il Miur ha stabilito che in questi casi “la commissione assegna, per la prova ovvero per le prove di cui al comma 1, un punteggio complessivo massimo di 30 punti. Nel caso di due o più prove, il punteggio è ottenuto dalla media aritmetica delle singole prove, a ciascuna delle quali è assegnato un punteggio massimo di 30 punti. La prova è superata dai candidati che conseguono nella prova ovvero in ciascuna delle singole prove un punteggio non inferiore a 21 punti. Al suddetto punteggio si somma quello conseguito nella prova” di laboratorio e pratica. “Il punteggio finale è di conseguenza espresso in quarantesimi e costituisce il punteggio di ammissione alla prova orale”.
Per avere dei riferimenti sui contenuti delle prove e i relativi programmi, suddivisi per disciplina, si deve invece fare un passo indietro. E andare a leggere l’art. 6 del bando, che riporta contenuti e programmi delle prove al decreto ministeriale del 21 settembre 2012, n. 80, oltre che all’allegato 3 dello stesso bando. Chi lo fa potrà verificare la presenza di diversi macro-argomenti. La cui vastità non farà certo piacere a candidati che si apprestano a svolgere le prove di febbraio. Per loro non rimane altro che iniziare a studiare. E anche bene, visto che ad oggi sono ancora presenti candidati in quantità ben superiore (circa otto volte) rispetto al numero (fisso) di quelli che prenderanno l’agognato ruolo.

Ma era possibile superare la selezione seguendo le regole ministeriali?

da Tecnica della Scuola

Ma era possibile superare la selezione seguendo le regole ministeriali?
di Daniela Girgenti
A seguito dell’articolo pubblicato sull’ultimo numero della Tecnica e quello redatto su questo sito da Pasquale Almirante ho ricevuto decine di e mail di lettori che mi hanno espresso la loro “solidarietà”. Ed è a questi lettori “svantaggiati” che dedico il racconto della mia avventura da candidata “infiltrata”.
Naturalmente, non mi ero presentata alla selezione per andare ad insegnare (avrei potuto farlo trent’anni fa) ma solo per capire il funzionamento della prova che sin dall’inizio mi è sembrata davvero demenziale.
Così come ho scritto nell’articolo, mi sono “allenata” solo con i mezzi messi a disposizione 19 giorni prima dal Miur e cioè con l’esercitatore ministeriale.
I 50 quesiti presentati, così come lo sono stati agli esami, erano in sequenza: 18 di logica, 18 di comprensione del testo, 7 di informatica e 7 di lingua straniera.
Ad ogni domanda, venivano fornite 4 risposte di cui, ovviamente, solo una giusta. Ma il problema non stava solo nella difficoltà delle domande che spaziavano dalle equazioni ai principi di fisica, dall’insiemistica agli indovinelli enigmistici, quanto nel fatto che una volta finita la prova (si avevano a disposizione 50 minuti per le 50 domande) il sistema ti diceva quante domande avevi azzeccato (in verde), quante ne avevi sbagliato (in rosso), ma non ti mostrava la risposta giusta.
Cosicché andavi avanti alla cieca senza renderti conto dei tuoi errori, senza poterti confrontare con altri (i quesiti erano 3.500 in totale) e senza poter capire se avevi sbagliato tu la risposta o era già errata in partenza.
Tutto questo meccanismo è stato elaborato dagli alti dirigenti del Miur per “evitare che gli aspiranti memorizzassero i quesiti”. Come se fosse possibile in 19 giorni mandare a memoria senza capirli migliaia di domande. E poi, anche se questo fosse successo, quanti candidati (dotati di memoria sicuramente eccezionale) sarebbero stati in grado di farlo: 1.000, 2.000? E per una così piccola percentuale si toglie alle altre centinaia di migliaia la possibilità di apprendere dai propri errori che è poi il principio base dell’insegnamento?
Inoltre, gli esami si sono svolti al computer privi di tastiere, perché tra le domande di informatica ce ne erano alcune che ne riguardavano l’uso (ad esempio quale lettera viene dopo la Q nella tastiera italiana). Mi chiedo, ma anziché togliere le tastiere rendendo a tutti (aspiranti e preposti al controllo) la vita difficile, non era più semplice togliere i quesiti che ne riguardavano l’uso?
Non mi soffermo più sulle assurdità di questi test di cui si è già tanto parlato, ma vorrei porre alcune domande al ministro Profumo.
Prima domanda: Chi ha superato le prove, ne sono certa, non ha utilizzato solo l’esercitatore ministeriale, ma si è servito di altri strumenti presenti su internet, dove oltre ai quesiti erano fornite anche le risposte giuste.
Così come segnalato in altro articolo, c’è stata, infatti, una vera e propria fuga di notizie a poche ore dalla messa in linea dell’esercitatore e il Ministero non ha potuto far nulla per evitarlo (siamo ancora in attesa di sapere che fine ha fatto l’ispezione della Polizia postale sulla “talpa” che ha fatto uscire (o li ha venduti?) i test a distanza di pochi minuti dalla loro pubblicazione. Come è finita? E per quale motivo, il Ministero dopo il furto non ha deciso di cambiare tattica e di fare lo stesso, dando a tutti la possibilità di conoscere le risposte giuste?
Seconda domanda: perché il Ministro non ha fornito a nessuno, neanche ai sindacati l’intera batteria dei test, con le relative risposte corrette, come previsto dal bando? Facendo così non ha dato a nessuno la possibilità di controllare il contenuto dei test né di capire se i quesiti somministrati ai candidati erano gli stessi di quelli contenuti nell’esercitatore.
Terza domanda:come sono state assegnate le sedi e le relative postazioni?
Un’ultima considerazione: chi si è mosso nella legalità, come la sottoscritta, senza navigare in siti pirata ma solo servendosi dell’esercitatore aveva probabilità vicino allo zero di superare la prova e quindi è stato fortemente penalizzato e svantaggito rispetto a chi che non ha rispettato le regole.
Desidererei avere delle risposte, come regalo di Natale, se non dal Ministro da coloro che hanno predisposto questa prima fase di selezione.
Infine grazie a chi mi ha scritto e come me è stato bocciato. Nessun aspirante ammesso alle prove successive, sino ad oggi mi ha inviato una riga. Spero che mi racconti la sua esperienza.
Comunque, auguri a tutti e in bocca al lupo a chi ce l’ha fatta!

daniela.girgenti@tecnicadellascuola.it

22 dicembre: arrivano le prime risposte degli ammessi e qualche commento degli esclusi.

Pensionamenti 2013 per i lavoratori della scuola. Guida ragionata

da Tecnica della Scuola

Pensionamenti 2013 per i lavoratori della scuola. Guida ragionata
di Giovanni Sicali
Mentre la circolare Inps n.131/2012 è valida per tutti i pensionandi d’Italia, i lavoratori della conoscenza – aspiranti all’agognata pensione – devono tenere conto della C.M. MIUR n. 98 del 20 dicembre 2012 prot. n. AOODGPER 9733 avente per oggetto: D.M. n 97 del 20 dicembre 2012. Cessazioni dal servizio dal 1° settembre 2013. Trattamento di quiescenza – Indicazioni operative
Il decreto ministeriale stabilisce la data del 25 Gennaio 2013 entro la quale il personale della scuola può presentare la domanda di cessazione dal servizio.
Il 25 gennaio di ogni anno è dedicato alla conversione di Saulo-San Paolo oltre che essere il giorno di chiusura dell’ottavario di preghiere per l’unità dei Cristiani… Ma questo ricordo lo lasciamo ai credenti. Per tutti gli altri, l’invito è a segnare a chiare lettere sul calendario il 25 gennaio 2013 ultimo giorno utile per produrre la domanda di quiescenza.
Tutti coloro che potevano andare in pensione il 1°/9/2012 possono pensionarsi l’1/9/2013. Difatti la circolare 98/2012 stilata a chiare lettere dal direttore generale Luciano Chiappetta dice che i requisiti posseduti al 31 dicembre 2011continuano ad essere validi. “Per l’accesso al trattamento pensionistico di anzianità i requisiti sono di 60 anni di età e 36 di contribuzione o 61 anni di età e 35 di contribuzione, maturati entro il 31 dicembre 2011. E, fermo restando il raggiungimento della quota 96, i requisiti minimi che inderogabilmente devono essere posseduti alla suddetta data, senza alcuna forma di arrotondamento, sono di 60 anni di età e 35 di contribuzione. L’ulteriore anno eventualmente necessario per raggiungere la “quota 96” può essere ottenuto sommando ulteriori frazioni di età e contribuzione (es. 60 anni e 4 mesi di età, 35 anni e 8 mesi di contribuzione). Il diritto al trattamento pensionistico di anzianità si consegue altresì , indipendentemente dall’età, in presenza di un requisito di anzianità contributiva non inferiore a 40 anni maturato entro il 31 dicembre 2011. I requisiti utili per la pensione di vecchiaia sono di 65 anni di età per gli uomini e 61 di età per le donne, con almeno 20 anni di contribuzione. (15 per chi è in possesso di anzianità contributiva al 31 dicembre 1992) se posseduti entro la data del 31 dicembre 2011. Per le donne che optano per la pensione liquidata con il sistema contributivo rimane in vigore l’art. 1, comma 9, della L. 243/04 che prevede il requisito di almeno 57 anni di età e una contribuzione pari o superiore a 35 anni. In tal caso, tuttavia,ai fini del conseguimento del diritto al trattamento di pensione dal 1° settembre 2013 i requisiti anagrafici e contributivi devono essere stati conseguiti entro il 31 dicembre 2012. Tali lavoratrici sono destinatarie, infatti, della finestra di cui all’articolo 1, comma 21, della L. 148/2011.
Si ribadisce che, secondo quanto previsto dai commi 3 – seconda parte- e 14 dell’art. 24 della legge 22/11/2011 n.214 e specificato nella circolare del Dipartimento della Funzione Pubblica n. 2 dell’8 marzo 2012, tutti coloro che hanno maturato i requisiti di cui sopra, entro il 31 dicembre 2011, rimangono soggetti al regime previgente per l’accesso e per la decorrenza del trattamento pensionistico di vecchiaia e di anzianità e non sono soggetti, neppure su opzione, al nuovo regime sui requisiti di età e di anzianità contributiva, fermo restando che si applica anche a loro il regime contributivo pro-rata per le anzianità maturate a decorrere dal 1/1/2012. Ne consegue che il personale che alla data del 31 dicembre 2011 ha maturato i requisiti per l’accesso al pensionamento vigenti prima del DL n. 201 del 2011 (sia per età, sia per anzianità contributiva di 40 anni indipendentemente dall’età, sia per somma dei requisiti di età e anzianità contributiva – cd. “quota”), e compie i 65 anni di età entro il 31 agosto 2013 dovrà essere collocato a riposo d’ufficio (salvo trattenimento in servizio)”.
Per tutti coloro che non rientrano nei requisiti sopra descritti e vogliono accedere alla quiescenza dall’1/9/2013 le regole da applicarsi sono le seguenti:
Per la pensione di vecchiaia il requisito anagrafico è di 66 anni e 3 mesi compiuti entro il 31 agosto 2013 (collocamento d’ufficio) o, a domanda entro il 31 dicembre 2013 in virtù della disposizione prevista dall’art. 59, coma9 della L.449/97, sia per gli uomini che per le donne, con almeno 20 anni di anzianità contributiva. La pensione anticipata, rispetto a quella di vecchiaia, potrà conseguirsi , a domanda, solo al compimento di 41 anni e 5 mesi di anzianità contributiva, per le donne, e 42 anni e 5 mesi per gli uomini da possedersi entro il 31 dicembre 2013, senza operare alcun arrotondamento. Va ricordato, in proposito, che per i dipendenti con età inferiore a 62 anni la norma prevede una penalizzazione”.
In conclusione, se repetita juvant, la domanda: “Chi potrà andare in pensione l’1/9/2013?” trova la seguente risposta sintetica (pubblicata già nel n.9 della Tecnica della Scuola online, alle pagg.18-19).
Ovviamente potranno pensionarsi coloro che (pur non avendo fatto richiesta di pensionamento) avevano già maturato i requisiti previsti dalla vecchia normativa al 31/12/11 e cioè per tre condizioni: – per “vecchiaia” chi aveva 65 anni e almeno 20 di contributi; – per “anzianità” con 40 anni di contributi a prescindere dall’età oppure per aver raggiunto quota 96 (almeno 60 anni e 36 di servizio o 61 e 35 di contributi).
Per tutti gli altri, la riforma prevede: (A) per la pensione di Vecchiaia che al 31/8/2013 abbiano 66 anni se uomini o 62 se donne; (B) per la pensione anticipata, al 31/8/2013 abbiano 42 anni e 5 mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e 5 mesi per le donne. Per “anticipare” la pensione occorreranno almeno 62 anni di età pena una lieve riduzione economica nella percentuale del 2% per ogni anno prima dei 60 e dell’1% dopo.
Inoltre: dall’1/9/2013 si può subire la cessazione dal servizio da parte dell’Ufficio (ma con preavviso scritto): se nati prima dell’1/9/1947 con 20 anni di contributi, oppure con 15 svolti prima del 1/1/1993; se nati tra l’1/9/1947 e il 31/8/1948 ed entro il 31/12/2011 abbiano già maturato i requisiti della precedente normativa (cioè 35 anni di contributi).
Coloro i quali, pur ricevendo la comunicazione di pensionamento di Ufficio, volessero rimanere in servizio dovranno fare domanda scritta. Difficilmente l’Ufficio accoglierà le richieste data la crisi economica in atto. Ricordiamo infine che, le donne con 61anni di età e 20 di già al 31/12/11, continuano ad avere diritto ad andare in pensione secondo le vecchie regole senza penalizzazioni di sorta. E, sempre fino al 2015, le donne che abbiano 57 anni e 35 di contributi possono optare per il pensionamento ma accettando il trattamento solo contributivo, che risulta però economicamente sfavorevole per le forti riduzioni percentuali.

Irregolarità al concorso? In Abruzzo parte la denuncia della UilScuola

da Tecnica della Scuola

Irregolarità al concorso? In Abruzzo parte la denuncia della UilScuola
di A.D.F.
Dalla regione Abruzzo si ventilano possibili irregolarità nella prova preselettiva del cosiddetto concorsone: prove corrette via intranet e concorrenti già in possesso dei test? Investita la Procura.
L’irregolarità procedurale reale o presunta che sia, sembra essere una costante degli ultimi concorsi gestiti dal MIUR, partendo dal concorso per Dirigenti scolastici arrivando a quello per docenti.
L’attuale concorso a cattedra non fa eccezione, infatti, le notizie che giungono dalla regione Abruzzo raccontano di possibili irregolarità nella prova preselettiva del cosiddetto concorsone.
Irregolarità che possono sfociare nell’azione illecita, quando si sospetta e si denuncia alla Procura della Repubblica competente per territorio di prove corrette attraverso la rete intranet, ma soprattutto quando si afferma che alcuni candidati erano in possesso dei test della preselettiva una settimana prima della pubblicazione ufficiale da parte del ministero.
Nell’esposto che il sindacato UIL scuola Abruzzo ha presentato alla Procura della Repubblica e alla Polizia Postale si parla di irregolarità, di raccomandazioni, di segnalazioni e di fuga di notizie. La stessa fuga di notizie che fu denunciata il primo settembre 2011 riguardante la batteria dei test a risposta multipla valida per la preselezione del concorso a Dirigenti scolastici.
Oggi nel concorso a cattedra sappiamo che su 327.798 aspiranti docenti attesi se ne sono presentati 264.423, di cui solo 88.610 candidati pari al 33,5% sono stati ammessi alla fase concorsuale successiva. Una percentuale che identifica una preselezione severa e che proprio per questo motivo non doveva essere sminuita da esposti come quello della UIL scuola Abruzzo.
Ricordando che nel concorso per Dirigenti scolastici analogo esposto alla Polizia Postale non ebbe alcun riscontro mediatico nella sua definizione, l’augurio è che in questo caso sia data maggior informazione sulle fasi successive dell’indagine conoscitiva. Per maggiori informazioni sull’esposto UIL scuola Abruzzo.

Quali sono i doveri del docente durante le assemblee d’Istituto dei ragazzi?

da Tecnica della Scuola

Quali sono i doveri del docente durante le assemblee d’Istituto dei ragazzi?
di Lucio Ficara
In alcune scuole i dirigenti hanno concesso per il 22 dicembre l’ultima assemblea d’Istituto dell’anno, anche per scambiarsi gli auguri. È utile ricordare quali sono i doveri del docente durante lo svolgimento dell’assemblea d’Istituto e soprattutto quali sono i comportamenti da adottare qualora si fosse deciso di sospendere le attività didattiche.
Cominciamo con il dire che l’organizzazione e la vigilanza durante le assemblee d’istituto competono in via esclusiva al comitato studentesco o al presidente dell’assemblea e che comunque, al dirigente scolastico come specificato dalla circolare ministeriale n. 312/1979 e dall’art. 14 D.lgs. n. 297/94, spetta l’obbligo di intervenire in caso di necessità. Per cui il Ds, quale titolare dell’organizzazione dell’attività scolastica avvalendosi anche dei docenti fiduciari ai quali possono essere delegati specifici compiti come previsto dall’art. 25 n. 5 D.Lgs. n. 165/2001, è tenuto ad intervenire quando, in qualsiasi modo, venga a conoscenza che ricorrano gli estremi previsti dalla Legge per un suo intervento, che potrebbe giungere anche al limite di sospendere l’attività assembleare.
Bisogna ricordare, per principio di correttezza ,che non esiste nessun obbligo normativo da parte dei docenti, in caso di concessione di assemblea d’Istituto, che imponga loro di rispettare il regolare orario di servizio personale , rimanendo a disposizione nei locali della scuola, anche dopo che gli alunni sono usciti dalla scuola per rientrare a casa. Ci viene segnalato infatti che qualche dirigente ha scritto, incautamente, in circolari interne alla propria scuola , che esisterebbe tale obbligo di legge, asserendo quanto segue: “ai sensi del comma 8 art. 13 D. l.vo 297/94 all’assemblea di istituto possono assistere oltre al dirigente o suo delegato, i docenti che lo desiderino, i quali, sono comunque tenuti a rispettare l’orario personale, rimanendo a disposizione nei locali del liceo”.
È bene sapere che l’art.13 comma 8 prevede invece esattamente quanto segue: “non possono aver luogo assemblee nel mese conclusivo delle lezioni. All’assemblea di classe o di istituto possono assistere, oltre al preside od un suo delegato, i docenti che lo desiderino” e non è scritto da alcuna parte che i docenti sono tenuti a rispettare l’orario personale, rimanendo nei locali della scuola. Non si comprenderebbe, del resto a quali compiti didattici o di funzione all’insegnamento gli insegnati sarebbero chiamati ad assolvere in un giorno in cui le lezioni sono sospese. A supporto di tali convinzioni ci sono sentenze di giurisprudenza amministrativa, che hanno definitivamente chiarito quanto segue: “non è ipotizzabile per i docenti l’obbligo della semplice presenza nella scuola indipendentemente dall’impegno in attività programmate”; “non è consentito imporre al singolo insegnante obblighi di semplice presenza nella sede della scuola, i quali avrebbero carattere meramente formale, senza alcuna utilità per l’amministrazione” Consiglio di Stato n. 173/88, conforme: Tar Lazio n. 888/86. Insomma ne abbiamo abbastanza per dire che il Ds non può obbligare il docente a rimanere a scuola, quando l’attività didattica è sospesa. Questo dice la normativa vigente, altra cosa è lo spirito collaborativo dei docenti, che con particolare sensibilità e senso deontologico spontaneo, garantiscono la propria presenza fin quando gli alunni terminano l’assemblea e lasciano la scuola per fare rientro a casa.

Per imparare la matematica serve la motivazione

da tuttoscuola.com

Per imparare la matematica serve la motivazione

Uno studio pubblicato dalla rivista Child Development delle università tedesche di Monaco e Bielefeld sostiene che il successo in matematica a scuola non dipende da quanto uno studente è intelligente (l’intelligenza aiuta solo nella fase iniziale dell’apprendimento della matematica), ma da quanto è motivato e da quanto studia.

I ricercatori hanno studiato i dati di 3520 studenti delle superiori in Germania, determinandone l’abilità matematica insieme alle motivazioni e l’intelligenza. Dallo studio è emerso che il quoziente intellettivo è strettamente legato al successo in matematica solo all’inizio dello sviluppo della competenza, mentre successivamente la motivazione e il tempo di studio diventano i fattori più importanti, e l’intelligenza diventa trascurabile.

Secondo gli autori della ricerca “Questo suggerisce che le competenze matematiche possono essere acquisite con l’educazione e che programmi specifici per aumentare la motivazione potrebbero essere molto efficaci”.

ANP-Microsoft: premiati docente e classe dell’anno

da tuttoscuola.com

Alla presenza del ministro Profumo e del sottosegretario Ugolini
ANP-Microsoft: premiati docente e classe dell’anno

Sono stati assegnati ieri a Roma, alla presenza del ministro dell’istruzione Francesco Profumo e del sottosegretario Elena Ugolini,  i premi della quarta  edizione dell’Iniziativa “ANP per l’innovazione”,  realizzata da ANP per diffondere l’uso delle tecnologie informatiche nell’ambito dell’insegnamento,  stimolando i docenti a condividere i propri progetti educativi all’interno di una comune piattaforma di collaborazione.

La giuria ha preso in esame materiali didattici realizzati dai docenti, insieme alle loro classi, per rendere più efficace l’insegnamento. Come è tradizione tutti i partecipanti hanno potuto usufruire di materiali di approfondimento all’interno  di ambienti collaborativi messi a disposizione da Microsoft nella Community online ‘Apprendereinrete’.

Questi i vincitori nelle diverse sezioni previste:

Docente dell’anno: Cristofaro Sorrentino, Docente dell’I.C. “Dante Alighieri” Meldola (FC), che ha realizzato il progetto “Edmodo: l’apprendimento diventa multimediale, collaborativo, divertente e ‘social’ con il microblogging!”

Classe Digitale: Classi della Scuola Primaria C. Branda Castiglioni – Castiglione Olona (VA)  coordinate dall’insegnante Monica Albertin, che hanno realizzato il progetto:  “Hazzardus 7- Una sfida sui numeri romani”.

Il Docente dell’anno si è aggiudicato uno stage all’estero di una settimana, presso una scuola che fa uso didattico delle tecnologie in modo innovativo, per effettuare un’esperienza diretta in un paese diverso, per confrontare le metodologie di lavoro ed acquisire competenze utili per l’attività professionale.

Alla scuola cui appartengono le  classi vincitrici per la categoria Classe Digitale è stata assegnata  una Lavagna Interattiva Multimediale Promethean completa di videoproiettore integrato e di un breve corso per l’avvio all’uso.

La premiazione di questa iniziativa è ormai un appuntamento per l’Associazione e per la scuola. L’interesse e la partecipazione, insieme alla qualità sempre più elevata dei progetti presentati, – ha dichiarato Giorgio Rembado, presidente dell’ANP – sono testimonianza di quanto sia importante valorizzare i professionisti della scuola, portando in luce e premiando coloro che, con impegno e dedizione, si adoperano costantemente per migliorare la qualità della didattica e favorire risultati di apprendimento più elevati”.

A sua volta Rita Tenan, Direttore Public Sector Microsoft Italia, ha sottolineato che “l’impegno per la scuola è una delle priorità di Microsoft in Italia: è necessario che tutti gli attori coinvolti, in particolare i dirigenti scolastici e gli insegnanti, abbiano la possibilità e gli strumenti per raggiungere l’eccellenza in ambito didattico e realizzare una vera scuola 2.0”.

Il Protocollo d’intesa con ANP permette di realizzare azioni congiunte di formazione e sensibilizzazione del corpo insegnanti, ha proseguito Tenan, “per un utilizzo sempre più consapevole, sicuro e innovativo della tecnologia all’interno del percorso didattico. Grazie alla nostra community Apprendere in Rete, i docenti e i dirigenti avranno anche la possibilità di confrontarsi e di condividere le proprie esperienze, così da essere sempre aggiornati e informati sulle innovazioni in campo didattico”.

Gazzetta Ufficiale – Serie Generale n. 298

Gazzetta Ufficiale – Serie Generale  n. 298 del 22-12-2012
Sommario

 


DECRETI PRESIDENZIALI

 

DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 10 dicembre 2012
Scioglimento del consiglio comunale di Riardo e nomina del commissario straordinario. (12A13281)
Pag. 1
DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 10 dicembre 2012
Scioglimento del consiglio comunale di Scandale e nomina del commissario straordinario. (12A13282)
Pag. 1
DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 10 dicembre 2012
Scioglimento del consiglio comunale di Seminara e nomina del commissario straordinario. (12A13283)
Pag. 2
DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 10 dicembre 2012
Scioglimento del consiglio comunale di Castello di Godego e nomina del commissario straordinario. (12A13284)
Pag. 3
DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 10 dicembre 2012
Scioglimento del consiglio comunale di Vedelago e nomina del commissario straordinario. (12A13285)
Pag. 4
DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 10 dicembre 2012
Scioglimento del consiglio provinciale di Vibo Valentia. (12A13345)
Pag. 4
DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 10 dicembre 2012
Scioglimento del consiglio comunale di Polinago e nomina del commissario straordinario. (12A13346)
Pag. 5
DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 10 dicembre 2012
Scioglimento del consiglio comunale di Bonifati e nomina del commissario straordinario. (12A13347)
Pag. 6

DECRETI, DELIBERE E ORDINANZE MINISTERIALI

 

MINISTERO DELL’ISTRUZIONE, DELL’UNIVERSITA’ E DELLA RICERCA
DECRETO 16 novembre 2012
Assegnazione alle Universita’ dei contratti di formazione specialistica aggiuntivi derivanti da finanziamenti regionali o da finanziamenti comunque acquisiti dalle Universita’, relativi all’a.a. 2011/2012. (12A13272)
Pag. 7
MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI
DECRETO 3 dicembre 2012
Sostituzione di un componente del comitato provinciale INPS di Como, in rappresentanza dei lavoratori autonomi. (12A13315)
Pag. 58
DECRETO 3 dicembre 2012
Sostituzione di un componente della commissione speciale contenzioso artigiani, presso l’INPS di Como. (12A13316)
Pag. 59
MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO
DECRETO 23 novembre 2012
Scioglimento della «La Capanna – Societa’ cooperativa edilizia di abitazione a r.l.», in Firenze e nomina del commissario liquidatore. (12A13298)
Pag. 60
DECRETO 23 novembre 2012
Scioglimento della «Societa’ cooperativa edilizia La Pineta», in Pisa e nomina del commissario liquidatore. (12A13300)
Pag. 61
DECRETO 27 novembre 2012
Scioglimento della «D.L.S. – Societa’ cooperativa», in Seregno e nomina del commissario liquidatore. (12A13299)
Pag. 61
DECRETO 28 novembre 2012
Scioglimento di 137 societa’ cooperative, senza nomina del commissario liquidatore. (12A13314)
Pag. 62
DECRETO 7 dicembre 2012
Autorizzazione al rilascio di certificazione CE conferito alla societa’ «Bureau Veritas Italia S.p.a.» in Milano, ad operare in qualita’ di Organismi Notificati per la certificazione CE ai sensi della direttiva 97/23/CE. (12A13296)
Pag. 68
DECRETO 7 dicembre 2012
Autorizzazione al rilascio di certificazione CE conferito alla societa’ «Istituto Giordano S.p.a.» in Bellaria, ad operare in qualita’ di Organismi Notificati per la certificazione CE ai sensi della direttiva 97/23/CE. (12A13297)
Pag. 69

DECRETI E DELIBERE DI ALTRE AUTORITA’

 

AGENZIA ITALIANA DEL FARMACO
DETERMINA 11 dicembre 2012
Medicinali la cui autorizzazione all’immissione in commercio risulta decaduta ai sensi dell’art. 38 del decreto legislativo 24 aprile 2006, n. 219, e successive modificazioni ed integrazioni. (Determina n. 2039/2012). (12A13474)
Pag. 71
UNIVERSITA’ DELLA CALABRIA
DECRETO 10 dicembre 2012
Emanazione del nuovo statuto. (12A13295)
Pag. 75

ESTRATTI, SUNTI E COMUNICATI

 

AUTORITA’ DI BACINO DEI FIUMI ISONZO, TAGLIAMENTO, LIVENZA, PIAVE, BRENTA-BACCHIGLIONE
COMUNICATO
Avviso relativo alle procedure di consultazione e partecipazione pubblica dell’aggiornamento del Piano di gestione del distretto Alpi Orientali. (12A13366)
Pag. 103
CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE
COMUNICATO
Annuncio di una proposta di legge di iniziativa popolare (12A13492)
Pag. 103
MINISTERO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE
COMUNICATO
Rettifica relativa al comunicato recante: «Conto riassuntivo del Tesoro al 30 giugno 2012 – Situazione del bilancio dello Stato e situazione trimestrale dei debiti pubblici». (Comunicato pubblicato nel Supplemento Straordinario n. 13 alla Gazzetta Ufficiale n. 251 del 26 ottobre 2012). (12A13493)
Pag. 104
MINISTERO DELL’INTERNO
COMUNICATO
Estinzione della Confraternita della SS. Annunziata, in S. Cipriano Picentino. (12A13301)
Pag. 105
COMUNICATO
Estinzione della Confraternita di Maria SS. Addolorata, in Fisciano. (12A13302)
Pag. 105
COMUNICATO
Estinzione della Confraternita denominata Congregazione di S. Margherita Vergine e Martire, in Eboli. (12A13303)
Pag. 105
COMUNICATO
Estinzione della Confraternita denominata Congregazione di S. Maria della Pieta’, in Eboli (12A13304)
Pag. 105
MINISTERO DELLA DIFESA
COMUNICATO
Concessione di ricompense al valore e al merito delle Forze armate. (12A13271)
Pag. 105
MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO
COMUNICATO
Avvio del procedimento per lo scioglimento di centosessantuno societa’ cooperative aventi sede nella regione Abruzzo. (Avviso n. 1/CC/2012). (12A13305)
Pag. 116

SUPPLEMENTI STRAORDINARI

 

MINISTERO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE
COMUNICATO
Conto riassuntivo del Tesoro al 31 agosto 2012 – Situazione del bilancio dello Stato. (12A11720)   (Suppl. Straordinario)

TFA speciali – Basta indugi

TFA speciali – Basta indugi, il Governo esorti il CdS ad esprimersi: i corsi abilitanti devono partire, non si può continuare a dire a decine di migliaia di precari di attendere. Tra le modifiche ci aspettiamo che per l’accesso ai corsi siano ritenuti validi 360 giorni.

 

Anief chiede pubblicamente al Governo di esortare il Consiglio di Stato ad esprimere un parere entro pochi giorni sulle modifiche al D.M. 249/10, al fine di avviare finalmente i corsi di abilitazione rivolti ai docenti che hanno alle spalle un determinato periodo di servizio.

 

Sono ormai anni che decine di migliaia di precari aspettano di essere valutati per certificare le loro competenze acquisite attraverso titoli di studio ed esperienze formative sul campo. Nei prossimi giorni ci aspettiamo che dopo il via libera del Consiglio di Stato, le commissioni di competenza possano attuare anche le modifiche necessarie all’attuazione di un regolamento il più possibile equo.

 

“A tal proposito – dichiara Marcello Pacifico, presidente dell’Anief – il nostro sindacato ha in questi giorni rinnovato la richiesta agli organi competenti per far valere il medesimo regolamento adottato nelle precedenti tornate abilitanti, nel 1999 e nel 2004, quando bastarono 360 giorni di servizio per essere ammessi ai corsi. Inoltre dovrebbe valere, sempre come titolo di accesso, anche il servizio svolto come dottore di ricerca. Tale indicazione, tra l’altro, è stata di recente coerentemente espressa dal Consiglio Nazionale della Pubblica Istruzione”.

 

Obbligo delle ferie per i precari

Obbligo delle ferie per i precari: alcune note e consigli

La Gilda torna sul problema dei dirigenti scolastici che obbligano i supplenti a fruire delle ferie durante la sospensione delle lezioni

In prossimità delle vacanze natalizie si sta ripresentando il problema dei Dirigenti scolastici che obbligano i supplenti a fruire dei giorni di ferie durante i periodi di sospensione delle lezioni.
Infatti l´art. 5, comma 8, del DL 95 del 6 luglio 2012 (spending review) faceva divieto ai Dirigenti scolastici di pagare le ferie al personale a tempo determinato, contravvenendo per legge alle norme contrattuali.

La FGU-Gilda degli Insegnanti è intervenuta sia presso il Miur sia presso il Parlamento, prima per pretendere il pagamento delle ferie non fruite dell´a.s. 2011/12 e poi per segnalare la specificità della scuola e del personale scolastico a tempo determinato e chiedere che i supplenti fossero sottratti alla norma della spending review.

Infatti la legge di stabilità per il 2013 (art. 1, comma 43), già approvata dalla Camera il 22 novembre 2012, e in approvazione al Senato, recita: “All´articolo 5, comma 8, del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, è aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Il presente comma non si applica al personale docente e amministrativo, tecnico e ausiliario supplente breve e saltuario o docente con contratto fino al termine delle lezioni o delle attività didattiche, limitatamente alla differenza tra i giorni di ferie spettanti e quelli in cui è consentito al personale in questione di fruire delle ferie»” e di fatto scorpora la scuola dalla norma della spending review relativa al divieto di pagamento delle ferie al personale a tempo determinato.

Ciò significa che qualsiasi provvedimento emanato ora dai Dirigenti scolastici finalizzato alla “concessione coatta” delle ferie per il periodo natalizio è da considerarsi sub jure condendo e pertanto non perfettamente legittimo.

In attesa dell´approvazione definitiva della legge di stabilità e dei conseguenti provvedimenti del Miur (circolari applicative) si invitano i docenti assunti a tempo determinato a non sottoscrivere alcuna richiesta di ferie e ad attendere lo specifico ordine di servizio da parte dei dirigenti che intendono applicare ugualmente le norme della spending review. Ciò consentirà di impugnare i provvedimenti illegittimi. Per questo è necessario che i colleghi interessati tengano copia del provvedimento del dirigente debitamente protocollato.

Ricordiamo infine che tale situazione si applica anche ai docenti a tempo determinato nominati fino ad avente titolo.

In questo momento sembra che il Miur non riesca ad emanare le graduatorie definitive in tempo utile prima delle vacanze natalizie. In caso di revoca unilaterale della supplenza per non pagare le vacanze (cosa del tutto illecita) deve essere richiesta (per iscritto con numero di protocollo) copia del provvedimento da parte del dirigente scolastico per consentire l´eventuale impugnativa.

Concorso a cattedra: ricorso straordinario al Presidente della Repubblica

Concorso a cattedra: ricorso straordinario al Presidente della Repubblica per l’ammissione alle prove scritte

 

Riservato ai candidati laureati tra il 2002 e il 2012, idonei alle prove pre-selettive, che non hanno ricorso al Tar Lazio, e che riceveranno nei prossini giorni la notifica di esclusione. La procedura deve essere seguita anche da chi ha conseguito il punteggio di 30-34,5/50.

Nonostante l’invito dell’ANIEF a tutti i laureati tra il 2002 e il 2012 non abilitati ad aderire entro lo scorso 23 novembre (ovvero entro il termine di legge di 60 giorni) al ricorso al TAR per ottenere un’ordinanza che sancisse il loro diritto a partecipare al concorso – e che il tribunale amministrativo ha puntualmente riconosciuto a chi ha raccolto tale invito – sono moltissimi coloro i quali, pur se in possesso di titoli non riconosciuti come validi dal bando, hanno presentato la domanda di partecipazione e hanno preso parte alle preselezioni del 17/18 dicembre.

Tra questi, numerosi sono quelli che le hanno superate totalizzando almeno 35/50 punti, soglia minima prevista dal bando per l’accesso alle prove successive. Su di essi, però, pende adesso la spada di Damocle dell’esclusione per mancanza dei requisiti d’accesso previsti. Per evitare la loro esclusione, ANIEF riapre i termini di adesione proponendo un ricorso straordinario al Presidente della Repubblica (i cui termini di scadenza sono di 120 giorni dall’emanazione del bando), al fine di consentire a questi candidati di poter prendere parte alle prove scritte che verranno calendarizzate il prossimo 15 gennaio e che, con tutta probabilità, si svolgeranno nel mese di febbraio 2013.

Tutti gli interessati dovranno inviare entro il 5 gennaio 2013 un’e-mail a esclusi.pdr@anief.net, con oggetto “istruzioni esclusi PdR” e per contenuto: cognome e nome, luogo e data di nascita, codice fiscale, indirizzo e-mail e recapiti telefonici.

Potranno aderire al ricorso al Presidente della Repubblica anche i candidati non in possesso dei titoli d’accesso al concorso che non hanno fatto ricorso né con ANIEF né con altri, e che non hanno superato le preselettive totalizzando però un punteggio compreso tra 30 e 34,5, che per l’ANIEF potrebbe comunque rivelarsi sufficiente per il passaggio alla fase successiva. Questa tipologia di candidati necessita, pertanto, di un contenzioso che consenta sia di far riconoscere la loro laurea conseguita tra il 2002 ed il 2012 come titolo di accesso valido per l’accesso al concorso, sia di far riconoscere come sufficiente il punteggio ottenuto alle preselezioni (purché compreso tra 30 e 34,5) per l’accesso alle prove scritte. Chi rientra in questa tipologia, dovrà inviare una mail entro il 5 gennaio 2013 a soglia.pdr@anief.net con oggetto “istruzioni soglia PdR” e per contenuto: cognome e nome, luogo e data di nascita, codice fiscale, indirizzo e-mail e recapiti telefonici.

Ricordiamo, infine, che sempre entro il 5 gennaio 2013 è possibile per i candidati in possesso dei requisiti di accesso al concorso, oppure privi di questi ultimi ma che hanno già fatto ricorso al TAR, con ANIEF o con altri, ricorrere sempre al Tribunale Amministrativo per ottenere l’ammissione alle prove scritte, a patto che il punteggio complessivo finale ottenuto alle preselezioni sia compreso tra 30 e 34,5 punti. Per ricevere le istruzioni operative per il TAR è sufficiente inviare un’e-mail a concorsoacattedra@anief.net.

Diritti a scuola 2012-13

Diritti a scuola 2012-13

Adesione massiccia delle scuole e

migliaia di opportunità per i lavoratori della scuola

 

È stato pubblicato ieri, 20 dicembre 2012, sul Bollettino Ufficiale della Regione Puglia l’esito dell’esame della commissione regionale che ha valutato i progetti candidati dalle scuole per l’iniziativa regionale Diritti a scuola.

Una vera e propria pioggia di progetti è giunta negli uffici regionali dalle scuole del nostro territorio che, mai come in questa annualità, hanno risposto in maniera massiccia all’avviso pubblico predisposto dalla Regione Puglia.

Sono 301 le scuole che da tutta la Regione sono riuscite ad ottenere l’ammissibilità a finanziamento di 1264 progetti che costringeranno la Regione ad ampliare il fondo inizialmente messo a disposizione  (€ 25 milioni) di altri € 7,6 milioni. Un successo in larga parte inatteso, considerando che lo scorso anno l’ampia disponibilità offerta dalla Regione era rimasta non impiegata proprio per l’insufficienza delle candidature pervenute dalle scuole.

Una partecipazione così larga non si era mai registrata, segno che le scuole hanno compreso l’importanza dell’iniziativa, ma anche che i tagli al funzionamento e all’organico ordinario di docenti e ATA sulle scuole hanno inciso pesantemente sull’offerta formativa e sui servizi amministrativi e ausiliari, costringendo le istituzioni scolastiche a sopperire con progettualità integrative.

La FLC CGIL di Bari non può che esprimere la massima soddisfazione per quest’esito così favorevole – al quale la nostra organizzazione lavora da diversi anni, assistendo scuole e lavoratori impegnati nelle attività progettuali – considerando che l’elevato numero di progetti approvati si tradurrà in cospicue opportunità lavorative per le migliaia di precari inseriti nelle graduatorie provinciali e d’istituto della nostra regione. Lo scorso anno con 618 progetti finanziati nella nostra provincia hanno potuto lavorare circa 600 docenti e 250 unità di personale ATA, quest’anno le previsioni basate sul numero di progetti approvati non può che far prevedere un incremento marcato delle opportunità di lavoro per i docenti dei vari ordini di scuole e per amministrativi e collaboratori scolastici.

Auspichiamo in questa fase che, come abbiamo già chiesto nell’incontro tenutosi con l’Ufficio scolastico provinciale di Bari a margine dell’iniziativa dello scorso 13 dicembre, l’Amministrazione ora possa procedere in tempi celeri alla nomina del personale da impiegare sui progetti regionali e che vengano superati tutti gli intoppi per il riconoscimento giuridico del servizio prestato dai lavoratori impiegati in queste attività.

L’impegno della FLC CGIL in questo senso per questa categoria di lavoratori precari continuerà ad essere massimo.