Ecco i nodi: chiamata e mobilità

da Italiaoggi

Carlo Forte

Abolizione della chiamata diretta e blocco quinquennale della mobilità per i docenti neoassunti. Due questioni con le quali la neoministra, Lucia Azzolina, dovrà confrontarsi nei prossimi mesi con i sindacati e all’interno del suo partito (il M5S). L’abolizione della chiamata diretta e la necessità di agevolare il rientro dei neoimmessi in ruolo dal Nord a Sud, peraltro, sono due questioni particolarmente care al M5S, sulle quali il movimento guidato da Luigi Di Maio aveva basato la propria campagna elettorale. E che erano state oggetto di un impegno scritto, all’epoca del governo Conte 1 tramite apposite clausole inserite nel contratto di governo. La chiamata diretta, però, si è arenata in zona Cesarini. Il provvedimento, infatti, era stato approvato dal senato (S. 763) e aveva ottenuto il placet della camera con modifiche (C 2005) per poi essere ritrasmesso al senato per la necessaria ratifica il 18 luglio scorso. Ma nel frattempo Salvini ha provocato la caduta del governo e l’iter si è bloccato.Nella nuova maggioranza che regge il governo Conte 2, infatti, vi sono forze politiche fortemente contrarie allo smantellamento di questo importante pilastro della legge 107/2015.

E secondo quanto risulta a Italia Oggi vi sarebbero anche diversi esponenti del M5S, tra cui alcuni dirigenti scolastici, che si stanno opponendo all’approvazione del provvedimento.

Pertanto, la soluzione del problema appare lontana e la questione resta in stand by.

Idem per quanto riguarda la faccenda del blocco quinquennale della mobilità per i neoimmessi in ruolo. In questo caso, peraltro, non si tratterebbe di dare lo sprint finale ad un procedimento di approvazione giunto ormai alle battute finali. Il blocco quinquennale, infatti, è stato introdotto dal decreto legge 126/2019 che, ormai, è stato anche convertito in legge.

La strada, dunque, è tutta in salita. Sarebbe necessario, infatti, un nuovo provvedimento legislativo. Che peraltro non si intravede nemmeno all’orizzonte.

Le possibilità, in questo caso, sarebbero essenzialmente due: l’introduzione di una norma speciale che cancelli o modifichi quella che prevede il blocco oppure l’adozione di un provvedimento legislativo che restituisca piena libertà di manovra alla contrattazione collettiva abrogando anche le disposizioni del decreto Madia che, in materia di mobilità, legano le mani al tavolo negoziale obbligando Aran e sindacati ai vincoli previsti dal decreto legge 126, in special modo per quanto riguarda la mobilità dei docenti.

Dalla Ue pioggia di fondi per i Pon Ma 1,8 miliardi non sono stati spesi

da Italiaoggi

Emanuela Micucci

Al via 3.157 nuovi progetti realizzati dalle scuole grazie a oltre 113,5 milioni di euro del Pon 2014-2020. Il Miur nei giorni scorsi ha autorizzato le attività che riguardano tre avvisi del Fondo sociale europeo (Fse) per combattere l’abbandono scolastico e creare percorsi di inclusione sociale. Saranno coinvolti anche gli enti nelle oltre 1.600 iniziative formative al di fuori dell’orario di lezioni rivolte agli studenti e alle loro famiglie in zone particolarmente disagiate, grazie a 63,7 milioni di euro del Pon «Inclusione sociale e lotta al disagio».

Punta soprattutto a contrastare la dispersione scolastica il Pon su Integrazione sociale e accoglienza che finanzia 1.273 progetti con oltre 41 milioni di euro. Mentre ulteriori 8,8 milioni di euro sono destinati a 270 progetti per la Formazione degli adulti. «Stiamo lavorando alla programmazione 2021-2027», annuncia la viceministra dell’istruzione del Pd Anna Ascani, «convinti che sia nostro dovere attrarre sempre maggiori fondi per sostenere i nostri istituti nella loro azione e garantire maggiori e diverse occasioni di crescita ai nostri studenti».

Tuttavia, non sono stati ancora spesi tutti i fondi stanziati nella programmazione Pon 2014-2020. Nelle regioni più sviluppate, infatti, si sono spesi 397 milioni di euro, in quelle meno sviluppate 593 milioni e in quelle in transizione 47 milioni. In totale, 1 miliardo 37 milioni di euro.

Manca all’appello ancora 1 miliardo 815 milioni di euro. Il Pon 2014-2020 ha consentito in questi anni di sostenere 2.392.176 studenti con oltre 52.343 progetti finanziati in 7.882 scuole grazie a una dotazione finanziaria complessiva di oltre 2 miliardi 852 mila euro (di cui 1,99 miliardi sugli stanziamenti Pon Fes e 861 milioni sui Pon Fesr). Oltre a interessare 37.716 adulti, 135.325 docenti e 24.614 genitori.

«Attraverso questo programma siamo riusciti», commenta Ascani, «a rafforzare la missione educativa del sistema scolastico, agendo strategicamente nelle realtà più svantaggiate e valorizzando le eccellenze. I risultati sono straordinari».

Azzolina, la priorità è il concorso Ma il tavolo con i sindacati forse slitta

da ItaliaOggi

Marco Nobilio

Tra i primi atti della neoministra dell’istruzione, la 5stelle Lucia Azzolina, dovrebbe esserci quello dell’apertura di un tavolo tecnico con i sindacati per l’elaborazione dei decreti attuativi sul reclutamento dei docenti. Nell’intesa siglata dal ministro uscente, Lorenzo Fioramonti, e i sindacati della scuola il 17 dicembre scorso vi è, infatti, una clausola che prevede l’apertura dei negoziati a partire dal 7 gennaio prossimo. Data questa nella quale forse il neoministro Azzolina avrà giurato. O forse no. Molto dipende dal consiglio dei ministri che con decreto legge dovrà scindere in due il ministero. In particolare, il dicastero di viale Trastevere si è impegnato ad aprire un tavolo politico di confronto «in merito all’attuazione del decreto legge n. 126 del 2019», recita il testo dell’accordo, «con riferimento particolare alle procedure di reclutamento ivi previste ed ai relativi bandi e decreti attuativi. Il confronto terminerà in tempo utile per consentire la pubblicazione dei bandi entro i primi giorni di febbraio».

Il cambio della guardia a viale Trastevere, però, potrebbe determinare delle modifiche su tempi e metodo. Perché il ministero ha titolo a procedere senza che vi sia la necessità di negoziare il testo dei decreti attuativi con i sindacati. L’articolo 17 della legge 400/88 prevede, infatti, che il ministro possa emanare decreti senza la previa concertazione con i sindacati (comma 3) fermo restando il previo parere del Consiglio di stato (comma 4). Resta il fatto, però, che l’intesa raggiunta con i sindacati, sebbene non leghi le mani al ministro, costituisca comunque un vincolo. Nel caso specifico, infatti, l’accordo assume la forma di verbale di conciliazione. E cioè di un atto negoziale che detta le condizioni affinché i sindacati rinuncino ad intraprendere agitazioni, compreso lo sciopero. Allo stato attuale i sindacati hanno assunto comportamenti conformi alle pattuizioni contenute nell’accordo. E se il governo non lo facesse, ci si troverebbe davanti a un comportamento che danneggerebbe in modo irreversibile la credibilità dell’esecutivo.

L’emanazione dei bandi di concorso, che saranno banditi solo nelle regioni dove risulteranno posti liberi, dovrà avvenire necessariamente in tempi brevi. Altrimenti si rischia di non fare in tempo ad avere i vincitori in cattedra per il prossimo anno.

In pole position l’emanazione delle regole per il concorso straordinario. Il decreto legge 126 prevede, infatti, una selezione concorsuale riservata agli aspiranti docenti di scuola secondaria di I e II grado in grado di vantare almeno tre anni di servizio nella scuola statale oppure con progetti regionali, prestati tra l’anno scolastico 2008/2009 e l’anno scolastico 2019/2020. Il triennio è valido anche se le annualità non siano state prestate consecutivamente e a patto che per ogni anno siano stati prestati almeno 180 giorni di servizio oppure il servizio sia stato prestato ininterrottamente dal 1° febbraio agli scrutini finali. Gli aventi titolo potranno partecipare in una sola regione sia per una classe di concorso che per il sostegno. Per partecipare alle selezioni per il sostegno sarà necessario essere in grado di vantare anche il titolo di specializzazione. La selezione è aperta anche ai docenti di ruolo.

Il concorso si baserà su una prova scritta, da svolgersi al computer. Dopo di che i candidati saranno inclusi in una graduatoria e saranno assegnati alle scuole per svolgere l’anno di prova, fino alla concorrenza dei posti disponibili autorizzati (che saranno complessivamente 24mila) e alla fine dell’anno sosterranno una prova orale davanti al comitato di valutazione. Per superare il concorso ed essere immessi in ruolo definitivamente, bisognerà che il candidato consegua, sia alla prova scritta che alla prova orale, un punteggio non inferiore a 7/10. Durante lo svolgimento dell’anno di formazione e di prova, i candidati che ne risultino sprovvisti, dovranno conseguire il 24 Cfu con oneri a carico dello stato. Contestualmente alla sessione straordinaria dovrebbe anche essere bandito il concorso ordinario, al quale potranno partecipare gli aspiranti docenti in possesso di lauree magistrali a ciclo unico o specialistiche oppure di titoli accademici di II livello equipollenti, che siano anche in grado di vantare il possesso di 24 crediti formativi in materia di acquisiti in forma curricolare, aggiuntiva o extra curricolare nelle discipline antropo-psico-pedagogiche e nelle metodologie e tecnologie didattiche, garantendo comunque il possesso di almeno 6 crediti in ciascuno di almeno tre dei seguenti quattro ambiti disciplinari: pedagogia, pedagogia speciale e didattica dell’inclusione; psicologia; antropologia; metodologie e tecnologie didattiche (si veda l’articolo 5 del decreto legislativo 59/2017). Le immissioni in ruolo autorizzate saranno suddivise, metà e metà, tra i vincitori dei nuovi concorsi ordinari e i vincitori dei concorsi straordinari fino alla concorrenza dei 24 mila posti messi a concorso.

Il curricolo di Educazione Civica

di Stefano Stefanel

            La legge n° 92 del 20 agosto 2019 ha introdotto l’Educazione Civica obbligatoria in tutti gli ordini di scuola a partire dall’anno scolastico 2020/2021. In realtà l’idea del Ministro Bussetti era di farla partire dal 1° settembre 2019, ma una disattenzione, che non depone comunque a favore della burocrazia, ha fatto slittare tutto al 1° settembre 2020, dando però tempo al mondo della scuola di fare le sue considerazioni. Io credo che il punto più importante di tutta l’operazione sia che, nel complesso, il mondo della scuola ha accolto bene questa innovazione (un curricolo di almeno 33 ore annue valutato come una disciplina a parte anche se svolto in forma trasversale) e, anche se in maniera molto cauta  forse un po’ lenta, si sta interrogando su come approcciarsi nel migliore dei modi alla questione. Segnalo gli importanti interventi di Giancarlo Cerini (Educazione civica: e se fosse un anno di preparazione?, su www.edscuola.it del 23 agosto 2019), Maurizio Tiriticco (Educazione civica in aula, su www.edscuola.it del 23 agosto 2019) e Franco De Anna (Educazione civica, Cittadinanza, Costituzione, in “Gessetti colorati” 7 settembre 2019), illuminanti come sempre.

            Io credo che il punto dirimente di questa innovazione (che però ha dei precedenti che risalgono molto lontano, almeno nella scuola dell’obbligo) sia in che modo il curricolo verrà costruito nelle scuole. Si tratterà di vedere se verrà fatta una scelta didattico/educativa o didattico/disciplinare, con l’introduzione di una nuova materia insegnata a più voci e valutata con meccanismi anche complessi e di tipo misurativo/docimologico da più docenti. Prima di entrare nel dettaglio delle mie osservazioni ritengo utile portare un’esperienza che dice molto sulle due strade possibili che io ho indicato. Per iniziativa di Marisa Michelini docente dell’Università di Udine e presidente nazionale di GEO (GEO – Centro Interuniversitario  per  lo studio della condizione giovanile, dell’organizzazione delle istituzioni educative e dell’orientamento) è stato organizzato il 30 ottobre 2019 a Brescia un importante seminario dal titolo: “Educazione. Cittadinanza. Costituzione”. L’incontro si è sviluppato attraverso una serie di interventi i cui titoli sono già significativi riguardo alla problematizzazione intelligente dell’innovazione. Li cito in ordine: “Per un pieno diritto Costituzionale” (Luigi Berlinguer), “Orientamento formativo in giurisprudenza e di educazione civica a scuola” (Gabriella Burba),  “Cittadinanza e costituzione, educazione civica: le esperienze della scuola italiana dentro il senso dello stato” (Stefano Stefanel), “Per una buona attuazione della legge 92/2019 sull’insegnamento dell’educazione civica” (Giunio Luzzatto), “L’educazione alla Costizuzione: ‘lievito’ di una cittadinanza consapevole” (Adriana Apostoli). Il Seminario – molto interessante – ha però aperto una vera spaccatura tra il mondo della scuola che opta per un’educazione civica didattico/formativa e il mondo dell’Università di parte giuridica che ritiene che senza uno studio della Costituzione e di elementi di Diritto costituzionale un’altra occasione sarà persa (e che quindi propende per un curricolo didattico/disciplinare). Il problema allora, per come è stato posto a Brescia, sembra essere quello solito: se cioè la scuola debba pensare a tutti i suoi studenti o solo ai liceali.

La scelta curricolare

            Dentro la divisione di cui ho parlato si colloca la scelta che le scuole italiane dovranno fare, nell’ambito di una redazione del curricolo di educazione civica, che dovrebbe avvenire in questo periodo in modo da poter essere avviato in maniera ordinata dal prossimo anno scolastico. La scelta è riassumibile nel modo seguente:

  • Curricolo progettuale: le scuole progettano un curricolo di almeno 33 ore (un’ora alla settimana o pacchetti più consistenti di ore anche in forma non periodica) e definiscono le modalità orarie (compensazione con una o più discipline) e le modalità di valutazione dei percorsi;
  • Curricolo valutativo: le scuole individuano tra le attività che già svolgono o tra attività aggiuntive definite dai Dipartimenti o dai Consigli di classe cosa viene valutato e con quali modalità.

Nel primo caso il rischio è quello di introdurre una nuova e complicata materia, affrontata in maniera frontale, con tutte le difficoltà insite in questa scelta. Nel secondo caso è bene individuare con chiarezza prima dell’avvio dell’anno scolastico quali attività e con quali modalità verranno valutate e poi far confluire tutto nella valutazione finale.

In entrambi i casi gli argomenti trattati possono essere gli stessi, ma le modalità sono molto differenti. Credo sia anche importante considerare che stiamo parlando di un inserimento per tutti e tre gli ordini di scuola e quindi per studenti dai 6 ai 19 anni. L’educazione civica obbligatoria a scuola con le modalità introdotte dalle legge 92 è una pratica innovativa perché introduce un voto in più (e questo – soprattutto nel secondo ciclo – cambia le cose. Cittadinanza e Costituzione (introdotta dalla legge 169/2008) era solo parzialmente entrata nell’attività ordinaria della scuola, con modalità spesso confuse e i contorni curricolari non chiari.

La scelta del Curricolo progettuale impone alla scuola una definizione oraria e di attività abbastanza rigida. In questo senso va definito anche il rapporto della scuola con lo studio della Costituzione e con il rapporto degli studenti con la conoscenza teorica connessa all’educazione civica. Perciò a seguito di questa scelta sarà dirimente il ruolo della valutazione e dei valutatori, che dovranno esprimere una voto finale che dovrebbe riguardare la crescita civica dello studente e non solo le sue conoscenze teoriche o lo studio di qualche argomento.

La scelta del Curricolo valutativo invece pone l’educazione civica dentro un meccanismo più culturale e diffuso, che lascia la valutazione del comportamento nel suo alveo, ma si concentra verso un vero recupero del senso dello Stato attraverso attività significative e progettate, anche di tipo giuridico e costituzionale, laddove possibile.

Nello schema che riporto sotto si vede chiaramente come le attività possono essere le stesse, solo che sono inserite in due modelli didattici molto diversi tra loro: uno che introduce e l’altro che valorizza quello che già si fa. E questo nel primo ciclo è fondamentale per non creare nuovi squilibri in un sistema che ha già le sue difficoltà. Nel secondo ciclo questo evita tutte le questioni che nascono appena qualcosa deve prendere il posto di qualcos’altro (cosa contraggo per introdurre l’educazione civica? A chi “tolgo” le ore? ).

CURRICOLO PROGETTUALE CURRICOLO VALUTATIVO
Progettazione delle 33 ore     Attività didattiche frontaliLa CostituzioneAttività relativa alle educazioni (ambientale, stradale, civica, ecc.)Progetti di educazione civicaValutazione di prodottiAzione collegiale progettuale del team docenti Nessuna progettazione specifica slegata dal PTOF già approvato   Valutazione di attività già presenti nel PTOF   Educazione ambientaleRaccolta differenziataEducazione stradaleLa Costituzione applicataLa cura del patrimonioLa cittadinanza consapevoleIl vivere insieme in comunitàIl corpus normativo come azione didatticaLa valutazione del percorso dello studente nell’ambito informale  

UNA PROPOSTA DI CURRICOLO VALUTATIVO

            Nell’ambito dell’introduzione dell’educazione civica in forma obbligatoria nel Liceo che dirigo è stato approvato il Curricolo Valutativo che di seguito riporto e che introduce un rapporto di piena autonomia dello studente anche nella scelta dei percorsi su cui farsi valutare. Questo comporta l’azione di una valutazione per processo e non per prodotto, perché lo studente viene valutato dopo una osservazione da parte del docente che svolge l’attività, anche se  non è un docente di classe. Tutto questo rientra nella politica del Liceo che dirigo di ampliare lo spettro della valutazione con una forte incidenza anche nel non formale e nell’informale.  

            Il Curricolo si organizza intorno alla valutazione, intesa come elemento che da valore alla scelta autonoma dello studente. In questo senso anche il lavoro teorico sulla Costituzione rientra dentro un processo complesso di crescita culturale e civica, che solo parzialmente interseca la valutazione del comportamento. Questo curricolo parte dall’idea che il PTOF adottato è un PTOF con forte valenza educativa e civica e come tale va valorizzato, agendo non sull’apprendimento formale, ma sulla scelta autonoma dello studente nell’ambito dell’apprendimento non formale.

         Questo il testo di quanto deliberato e che verrà attuato dal 1° settembre 2020:

  1. Le 33 ore annue non verranno effettuate nell’ambito di un rigido orario, ma costituiranno una struttura didattica flessibile obbligatoria per lo studente, pur con modalità diverse.
  2. Gli studenti verranno dotati di un Portfolio digitale in cui saranno certificate le ore svolte, mentre le valutazioni dei docenti interessati saranno inserite nel registro elettronico e costituiranno la base per l’attribuzione della valutazione periodica e finale. Lo studente sceglierà in forma autonoma i percorsi in cui farsi valutare.
  3. La responsabilità sull’Educazione Civica sarà collegiale del Consiglio di classe.
  4. Le attività ordinarie e progettuali che permetteranno allo studente di raggiungere le 33 ore di educazione civica vengono indicate nell’allegata tabella.
CLASSI PRIME
ATTIVITA’ ORE CERTIFICABILI VALUTAZIONE VALUTATORE
Progetto Accoglienza 5 NO NO
Assemblea precedente elezioni rappresentanti 2 NO NO
Assemblea di classe 2 SI Docente in servizio
Studio della Costituzione (in classe o a classi aperte) con compito finale – Articoli 1 – 12. L’analisi della Costituzione non sarà rigida e potrà sempre spaziare su tutti i suoi contenuti 5 SI Docente correttore
Partecipazione a Progetti inseriti nel PTOF d’Istituto: Giornate FAIPace e Diritti Umani Progetto “Anche ad essere si impara”Progetto solidalmente GiovaniProgetto “Sviluppo competenze sociali e civiche” per le classi primePianeta verdeSviluppare le competenze socialiScienza e CoscienzaProgetto Destinazione 21 marzo     10     SI     Docente referente
Volontariato 10 SI Docente referente
Attività sportiva – Fair play 5 SI Docente di Scienze motorie
Viaggi d’istruzione, scambi, stage: comportamento civico 10 SI Docenti accompagnatore
Attività decise dai consigli di classe 5 SI Docenti interessati
Rappresentanti di classe. Rappresentanti in Consiglio d’Istituto. Rappresentanti in Consulte 5 NO NO
Educazione civica e on line, privacy, contrasto al cyberbullismo 8 SI Docenti interessati
CLASSI SECONDE
ATTIVITA’ MASSIMO ORE CERTIFICABILI VALUTAZIONE VALUTATORE
Assemblea precedente elezioni rappresentanti 2 NO NO
Assemblea di classe 2 SI Docente in servizio
Studio della Costituzione (in classe o a classi aperte) con compito finale – Articoli 13 – 50 (cenni generali) L’analisi della Costituzione non sarà rigida e potrà sempre spaziare su tutti i suoi contenuti 10 SI Docente correttore
Partecipazione a Progetti inseriti nel PTOF d’Istituto: Giornate FAIPace e Diritti Umani Progetto “Anche ad essere si impara”Progetto solidalmente GiovaniProgetto “Sviluppo competenze sociali e civiche” per le classi primePianeta verdeSviluppare le competenze socialiScienza e CoscienzaProgetto Destinazione 21 marzo     10     SI     Docente referente
Volontariato 10 SI Docente referente
Attività sportiva – Fair play 5 SI Docente di Scienze motorie
Viaggi d’istruzione, scambi, stage: comportamento civico 10 SI Docenti accompagnatore
Attività decise dai consigli di classe 5 SI Docenti interessati
Rappresentanti di classe. Rappresentanti in Consiglio d’Istituto. Rappresentanti in Consulte 5 NO NO
Educazione civica e on line, privacy, contrasto al cyberbullismo 8 SI Docenti interessati
CLASSI TERZE
ATTIVITA’ MASSIMO ORE CERTIFICABILI VALUTAZIONE VALUTATORE
Assemblea precedente elezioni rappresentanti 2 NO NO
Assemblea di classe 2 SI Docente in servizio
Studio della Costituzione (in classe o a classi aperte) con compito finale – Articoli 51 – 138 (cenni generali) L’analisi della Costituzione non sarà rigida e potrà sempre spaziare su tutti i suoi contenuti 10 SI Docente correttore
Partecipazione a Progetti inseriti nel PTOF d’Istituto: Giornate FAIPace e Diritti Umani Progetto “Anche ad essere si impara”Progetto solidalmente GiovaniProgetto “Sviluppo competenze sociali e civiche” per le classi primePianeta verdeSviluppare le competenze socialiScienza e CoscienzaProgetto Destinazione 21 marzo     10     SI     Docente referente
Volontariato 10 SI Docente referente
Attività sportiva – Fair play 5 SI Docente di Scienze motorie
Viaggi d’istruzione, scambi, stage: comportamento civico 10 SI Docenti accompagnatore
Attività decise dai consigli di classe 5 SI Docenti interessati
Corso sulla sicurezza (PCTO – ex ASL) 16 SI Docente tutor
Che cos’è l’ Etica 4 SI Docente di filosofia
Rappresentanti di classe. Rappresentanti in Consiglio d’Istituto. Rappresentanti in Consulte 5 NO NO
Educazione civica e on line, privacy, contrasto al cyberbullismo 8 SI Docenti interessati
CLASSI QUARTE
ATTIVITA’ MASSIMO ORE CERTIFICABILI VALUTAZIONE VALUTATORE
Assemblea precedente elezioni rappresentanti 2 NO NO
Assemblea di classe 2 SI Docente in servizio
Studio della Costituzione – Le Norme europee. Compito finale 10 SI Docente correttore
Partecipazione a Progetti inseriti nel PTOF d’Istituto: Giornate FAIPatentino BLSD (Defribillatore)Pace e Diritti Umani Progetto “Anche ad essere si impara”Progetto solidalmente GiovaniProgetto “Sviluppo competenze sociali e civiche” per le classi primePianeta verdeSviluppare le competenze socialiScienza e CoscienzaProgetto Destinazione 21 marzo     10     SI     Docente referente
Volontariato 10 SI Docente referente
Attività sportiva – Fair play 10 SI Docente di Scienze motorie
Viaggi d’istruzione, scambi, stage: comportamento civico 10 SI Docenti accompagnatore
Attività decise dai consigli di classe 5 SI Docenti interessati
Approfondimenti su Etica, Bioetica, Rispetto dell’Ambiente, Cura della memoria storica e artistica 10 SI Docenti interessati
Rappresentanti di classe. Rappresentanti in Consiglio d’Istituto. Rappresentanti in Consulte 5 NO NO
Educazione civica e on line, privacy, contrasto al cyberbullismo 8 SI Docenti interessati
CLASSI QUINTE
ATTIVITA’ MASSIMO ORE CERTIFICABILI VALUTAZIONE VALUTATORE
Assemblea precedente elezioni rappresentanti 2 NO NO
Assemblea di classe 2 SI Docente in servizio
La fine della seconda Guerra Mondiale – L’Assemblea Costituente – La Costituzione e il suo ruolo 10 SI Docente di Storia
Partecipazione a Progetti inseriti nel PTOF d’Istituto: Giornate FAIPatentino BLSD (Defribillatore)Pace e Diritti Umani Progetto “Anche ad essere si impara”Progetto solidalmente GiovaniProgetto “Sviluppo competenze sociali e civiche” per le classi primePianeta verdeSviluppare le competenze socialiScienza e CoscienzaProgetto Destinazione 21 marzo     10     SI     Docente referente
Volontariato 10 SI Docente referente
Attività sportiva – Fair play 10 SI Docente di Scienze motorie
Viaggi d’istruzione, scambi, stage: comportamento civico 10 SI Docenti accompagnatore
Attività decise dai consigli di classe 5 SI Docenti interessati
Approfondimenti su Etica, Bioetica, Rispetto dell’Ambiente, Cura della memoria storica e artistica 10 SI Docenti interessati
Rappresentanti di classe. Rappresentanti in Consiglio d’Istituto. Rappresentanti in Consulte 5 NO NO
Educazione civica e on line, privacy, contrasto al cyberbullismo 8 SI Docenti interessati

5. Le attività e i contenuti indicati saranno svolti nelle ordinarie attività curricolari e progettuali e saranno estrapolate al fine valutativo e per il conteggio delle ore obbligatorie.

F. Brunini, Due sirene in un bicchiere

Brunini, come scrivere da scrittori

di Antonio Stanca

  Federica Brunini è nata a Busto Arsizio nel 1971, si è laureata in Lettere Moderne, si è diplomata presso la Civica Scuola di Arte Drammatica di Milano e già prima, nel 1994, quando aveva ancora ventitré anni, aveva cominciato a muoversi negli ambienti cinematografici. Aveva frequentato registi importanti, aveva scritto sceneggiature ed anche attrice era stata. Aveva poi iniziato a collaborare con giornali e riviste e si era avventurata in molti viaggi, dei quali aveva scritto e durante i quali si era esercitata nella fotografia, altra sua inclinazione. Alla narrativa sarebbe giunta nel 2013 con il romanzo La matematica delle bionde. Ne sarebbero seguiti altri finché nel 2018 non sarebbe comparso Due sirene in un bicchiere, edito da Feltrinelli ne “I Narratori” e dalla stessa casa editrice ristampato quest’anno nell’“Universale Economica”.

   E’ un’opera molto riuscita, si potrebbe dire che vi trovano espressione tutte le esperienze della Brunini, dal cinema alle altre della fotografia e dei viaggi. Il libro è una serie infinita d’immagini, una composizione che non finisce mai di compiersi dal momento che sempre altri elementi intervengono a completare, arricchire, sostituire quanto già c’era.

   Su una piccola isola del Mediterraneo si svolge la vicenda narrata, tra i tanti posti di quell’isola si muovono i suoi protagonisti, ognuno con il suo segreto, con il suo dolore, con la sua speranza di liberarsene.

   Il B&B delle Sirene Stanche è una locanda non molto grande che Dana e Tamara gestiscono da anni sull’isola e dove accolgono, dietro presentazione di domanda, persone che vorrebbero trascorrervi una breve vacanza al fine di liberarsi, curarsi di quanto assilla il loro animo, dei problemi della loro mente derivati da particolari circostanze vissute e patite. La buona cucina, gli esercizi del corpo, le voci dello spirito, la meditazione, la riflessione, la presa di coscienza, la fiducia nel destino, la pratica del mare, il rapporto con la natura e quant’altro verrà effettuato su consiglio soprattutto di Dana e da lei guidato, si è sempre rivelato utile, è sempre riuscito a correggere, risolvere i problemi di coloro che erano venuti nella locanda.

   Stavolta per guarire dai loro mali erano venute Vera da Londra, le gemelle Lisa e Lara da Milano, Olivia da Barcellona e, unico maschio, Jonas da Dubai. Tutti avevano sofferto o soffrivano un dramma, tutti volevano risolverlo. Nel caso di Vera, però, dietro il suo nome si celava quello della collega e rivale giornalista Eva che era venuta per scoprire quanto successo dieci anni prima nelle acque dell’isola senza che se ne fossero mai capite le cause e conosciute le conseguenze. Erano sparite la famosa popstar Mandala Singer e la piccola figlia Mia e il loro caso era rimasto privo di spiegazioni, non se ne era più parlato. Vera/Eva vuole sapere la verità e farne un argomento esclusivo per il suo giornale, vuole suscitare clamore. Sarà il motivo che percorrerà tutto il romanzo della Brunini, che attraverserà quanto in esso succede, si fa, si dice tra quelle persone che intendono riacquistare la sicurezza, la serenità che hanno perso. Prima, però, che alla verità sulla Singer giunga Vera/Eva vi giungerà Jonas. L’australiano scoprirà che Mandala Singer è ancora viva, che si cela nelle vesti di Tamara e che a morire tanti anni addietro in una disgrazia sul mare era stata solo la piccola Mia. Erano uscite insieme per una gita in barca e, sorprese da una tempesta, la loro era diventata una tragedia. 

   Il caso del loro mistero si è risolto ed anche i casi delle altre persone si sono risolti dopo i dieci giorni di permanenza al B&B delle Sirene Stanche. L’uno e gli altri sono stati molto abilmente combinati dalla scrittrice. Ha saputo la Brunini procedere con chiarezza, con scioltezza tra tante, diverse situazioni, tra tante, diverse esigenze, tra tante, diverse soluzioni. Tra queste ha saputo creare un’atmosfera sempre sospesa, coinvolgente anche se ogni caso ha avuto il suo percorso, ognuno ha seguito il proprio cammino, ha cercato la propria strada. Uniti e divisi si è stati. L’isola poi, i suoi paesaggi, le sue luci, i suoi colori, i suoi suoni, le sue acque, i suoi boschi hanno fatto da sfondo a quanto succedeva nella mente e nel corpo, nei pensieri e nelle azioni di ogni protagonista dell’opera.

   Molto vasta, molto varia la vita che la Brunini ha rappresentato nel romanzo, non ha mai smesso di farvi rientrare aspetti nuovi, diversi: così si scrive da scrittori!

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