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Onesti nello Sport

Decima edizione di “Onesti nello Sport”, il concorso nazionale per promuovere e diffondere la cultura della legalità sportiva

Si è tenuta il 13 gennaio 2022, alla presenza del Ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi, la presentazione online della decima edizione di “Onesti nello Sport”, il concorso nazionale, che si svolge ogni anno a partire dal 2012, rivolto alle studentesse e agli studenti degli Istituti di II grado. L’iniziativa è promossa dalla Fondazione Giulio Onesti e dal CONI, in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione e l’Istituto per il Credito Sportivo e con il supporto del Comitato Olimpico Internazionale

All’evento, moderato da Novella Calligaris, hanno partecipato anche il Presidente della Fondazione Giulio Onesti, Franco Carraro, il Presidente del CONI, Giovanni Malagò, e il Segretario Generale del CONI, Carlo Mornati

Il concorso ha l’obiettivo di diffondere la cultura della legalità in ambito sportivo, educando i giovani a una cittadinanza attiva e al rispetto delle regole, combattendo ogni forma di violenza e di discriminazione e valorizzando l’importanza dello sport come strumento d’inclusione e coesione sociale

“La cultura della legalità e lo sport sono due aspetti complementari dell’educazione – dichiara il Ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi -. Sono grato agli organizzatori di questo concorso destinato alle ragazze e ai ragazzi delle Scuole di II grado, che quest’anno è dedicato a un tema fondamentale nell’azione del Ministero: il contrasto del bullismo e del cyberbullismo. Questa iniziativa rappresenta un ottimo esempio di collaborazione istituzionale, un’azione congiunta che guarda alla formazione dei nostri giovani affinché siano cittadini rispettosi delle regole, del loro benessere, degli altri”. 

Per ogni edizione viene proposta una tematica differente, da sviluppare secondo due categorie: il settore video-musicaleche prevede la produzione di un brano musicale e di un video originale della durata massima di 3 minuti, e il settore storiescon la produzione di un breve video della durata massima di un minuto. L’edizione 2022 concentra l’attenzione sul tema dell’importanza dello sport nel contrasto al bullismo in tutte le sue forme, incluse quelle che si manifestano attraverso le piattaforme digitali

La selezione dei video ricevuti si articola in due fasi: una votazione online, attraverso i canali social della Fondazione, alla quale segue la valutazione da parte di una commissione composta da rappresentanti del Ministero dell’Istruzione e della Fondazione stessa. È previsto un premio speciale per le due squadre vincitrici (12 studenti e due docenti accompagnatori): la possibilità di assistere all’evento più importante dell’anno in campo acquatico, la 36esima edizione dei Campionati Europei di Nuoto, che si svolgerà a Roma dall’11 al 21 agosto 2022. 

La Fondazione Giulio Onesti, proprio con l’intento di valorizzare lo sport e la sua centrale importanza nella formazione educativa e civica delle nuove generazioni, ha coinvolto nelle varie edizioni migliaia di istituti scolastici e complessivamente oltre un milione di studentesse e studenti.

Video

Scuola, ok Camera a proposta di legge sulle competenze non cognitive, ora va al Senato

da Il Sole 24 Ore

Prevista dal prossimo anno scolastico una sperimentazione triennale per valorizzare competenze extradisciplinari, dalla gestione dello stress all’empatia al problem solving

di Redazione Scuola

Via libera pressochè unanime dell’Aula della Camera alla proposta di legge presentata dall’intergruppo parlamentare per la Sussidiarietà che mira ad abilitare l’utilizzo e la valorizzazione delle competenze non cognitive nella scuola italiana attraverso una sperimentazione strutturata e inclusiva che valorizzi le competenze extradisciplinari, dalla gestione dello stress all’empatia al problem solving. I voti a favore sono stati 340, nessun contrario, cinque gli astenuti. Il testo passa al Senato.

La proposta

La proposta di legge approvata dalla Camera sulla valorizzazione delle competenze non cognitive prevede in particolare l’avvio a partire dal prossimo anno scolastico di una sperimentazione nazionale triennale per attività finalizzate allo sviluppo delle competenze non cognitive nei percorsi delle scuole di ogni ordine e grado, contemporanea ad un’attività di formazione dei docenti. Si tratta di incrementare dei “life skills”, quelle abilità che portano a comportamenti positivi e di adattamento, che rendono l’individuo capace di far fronte efficacemente alle richieste e alle sfide della vita di tutti i giorni. Tra questi, la capacità di gestire le emozioni, la gestione dello stress, la comunicazione efficace, l’empatia, il pensiero creativo e quello critico, la capacità di prendere decisioni e quella di risolvere problemi (il problem solving).


Idea vaccini a scuola. Bianchi: «Prolungare anno? Valuteremo»

da Il Sole 24 Ore

Il ministro dell’Istruzione non esclude – in caso di necessità – il ricorso agli hub vaccinali negli istituti e l’allungamento delle attività didattiche

di Redazione Scuola

L’idea di spingere le vaccinazioni per i bambini alle elementari e alle medie all’interno degli stessi istituti. E l’ipotesi – ma solo nel caso si renda necessario – di valutare l’allungamento delle lezioni fino a tutto il mese di giugno. Dopo aver rimandato al mittente le polemiche sulla ripresa della didattica in presenza in questo inizio 2022, nonostante i contagi in crescita in tutto il Paese, il Governo studia strategie per blindare la scelta di tenere aperti gli istituti ed evitare la Dad. Il primo fronte su cui si lavora sono le somministrazioni del siero ai bambini tra i 5 e gli 11 anni, che stentano a decollare e potrebbero essere la chiave con cui arginare il rischio di quarantene per le classi.

Modello Puglia

Il modello è quello della Puglia, dove in decine di istituti sono state raccolte le adesioni per le inoculazioni, eseguite dai team delle Asl pronti a raggiungere le scuole. Gli hub vaccinali nelle scuole «non sono impensabili», sostiene il ministro per l’Istruzione, Patrizio Bianchi, ma – chiarisce – «occorre distinguere la situazione dei ragazzi tra i 12 e i 19 anni dove si tratta di completare i cicli vaccinali, e quella dei bimbi più piccoli dove stiamo ragionando di portare il più vicino possibile le strutture per la vaccinazione sulla base dell’esperienza pugliese». Anche l’ipotesi di prolungare la didattica non è esclusa del tutto. «Finora – dice Bianchi – non è stato perso un giorno di scuola, ma se dovesse essere necessario ne possiamo ragionare con le Regioni». Soluzione al momento non contemplata, visto che è stata fatta «una scelta di unità del Paese che è il principio per cui la scuola deve essere l’ultima a chiudere».

Campania

Tornano tra i banchi gli studenti in Campania dopo il pronunciamento del Tar, che ha accolto la richiesta del Governo di annullare l’ordinanza del presidente della Regione, Vincenzo De Luca (il provvedimento disponeva la didattica a distanza in tutte le scuole del territorio per criticità legate alla pandemia). Ma anche in queste ore il governatore ribatte: «Noi abbiamo una linea diversa, le decisioni vanno prese prima che esploda il problema» e per quanto riguarda le misure del Governo «mi sembrano tutte virtuali e inattuabili, a cominciare dai tracciamenti e dalle garanzie da dare ai presidi e alle famiglie». De Luca segnala anche «bambini senza mascherine perché le Ffp2 non sono arrivate e costretti a stare in classe con le porte aperte». Questa tipologia di dispositivi – a meno che non si tratti di specifiche situazioni in determinate classi – non è però al momento prevista per i ragazzi.

Scuole in Dad

Restano comunque una serie di territori dove le scuole non sono ancora ripartite in presenza nel 2022. E in Molise la percentuale di Comuni che per la settimana in corso hanno attivato la Dad è molto più elevata rispetto alla media nazionale: sono 27 su 136 i sindaci della regione che hanno optato per la didattica a distanza, dunque quasi il 20% del totale mentre in Italia i Comuni che hanno fatto ordinanze in questa direzione sono il 3%. A Potenza, invece, lo screening su oltre 7.500 studenti della città ha rilevato complessivamente 122 positivi, poco più dell’1,6%.


Unione degli studenti: rientro insicuro, sarà sciopero nazionale il 14 gennaio

da Il Sole 24 Ore

«Basta al ricatto tra presenza e Dad. Trasporti e aule sovraffollati, mascherine Ffp2 non garantite nelle scuole, il sistema dei tracciamenti è completamente saltato»

di Redazione Scuola

«Rientro insicuro» e «problemi strutturali»: chiedono di essere ascoltati i ragazzi dell’Unione degli studenti che hanno indetto uno sciopero studentesco nazionale per il prossimo 14 gennaio. «Questa volta a dire basta siamo noi studentesse e studenti del paese – dice Luca Redolfi, coordinatore dell’Unione degli Studenti – dopo quasi due anni di pandemia è inaccettabile che la scuola continui a farsi trovare impreparata, il Governo ha delle responsabilità politiche gravi in questo disastroso rientro e noi studenti non siamo stati ascoltati».
«Diciamo basta al ricatto tra presenza e didattica a distanza. I trasporti e le nostre aule continuano ad essere sovraffollate, gli edifici scolastici sono inadatti per affrontare la pandemia, gli screening in tanti casi non sono stati fatti e non sono ancora stati programmati, le mascherine Ffp2 non sono garantite nelle scuole, il sistema dei tracciamenti è completamente saltato», afferma.

La Dad non è la soluzione

«La soluzione però non può essere ancora la dad, è stato dimostrato come la didattica a distanza debba restare uno strumento solamente emergenziale. Ha provocato difficoltà di apprendimento, disagio psicologico e dispersione scolastica. Dopo due anni non si può più parlare di emergenza», aggiunge. «Già in questi giorni in molte scuole del Paese le studentesse e gli studenti stanno scioperando, convochiamo la data di sciopero studentesco nazionale il 14 gennaio. Chiediamo di essere ricevuti il prima possibile dal ministro Bianchi, di avere la certezza che si intervenga sui problemi strutturali della scuola come trasporti e classi pollaio, che vengano garantiti tamponi e mascherine Ffp2 a tutte le studentesse e gli studenti, che si riattivi il sistema di tracciamento», conclude Redolfi.

Concorso infanzia e primaria, su Istanze online punteggio prova scritta e dicitura “incluso con riserva”

da OrizzonteScuola

Di redazione

Concorso infanzia e primaria di cui al DD n. 498 del 21 aprile 2020 come modificato dal Decreto n. 2215 del 5 novembre 2020: si è conclusa la prova scritta e gli Uffici Scolastici predispongono le prove orali per i candidati che hanno raggiunto la soglia minima di 70/100.

Visualizzazione punteggio prova scritta

In queste ore i candidati che hanno partecipato alla prova scritta accedono a Istanze online, sezione Altri Servizi e visualizzano il punteggio ottenuto. Ognuno di loro lo conosce già, sia perché è  stato immediatamente restituito alla fine della prova scritta, sia perchè molti Uffici Scolastici hanno già predisposto il calendario delle prove orali.

Nei prossimi giorni sarà possibile visualizzare anche la prova effettuata.

“Incluso con riserva”

Alcuni candidati ci chiedono cosa significhi la dicitura “Incluso con riserva”, presente nella schermata sia di coloro che hanno superato la prova, sia di chi non ha raggiunto il punteggio minimo.

La dicitura fa riferimento alla graduatoria, che sarà formata solo quando la commissione avrà valutato i titoli presentati nella domanda.  E questa fase riguarderà esclusivamente i candidati che avranno superato la prova scritta e supereranno anche la prova orale.  Quando iniziano le prove orali

Mobilità docenti 2022: nulla di fatto per vincolo triennale. Da fine gennaio probabili le domande

da OrizzonteScuola

Di redazione

Ripresa la trattativa per il rinnovo del contratto di mobilità. Dopo le assenze degli incontri precedenti, ci sono anche Flc Cgil, Uil Scuola, Snals Confsal e Gilda Unams, che nelle settimane avevano dichiarato lo stato di agitazione.

Tutti i sindacati, come già detto in precedenzahanno chiesto la cancellazione del vincolo triennale come condizione imprescindibile per l’apertura della contrattazioneRiunione terminata, ma nulla di fatto, per il momento. Tutto rinviato ad un nuovo incontro.

I tecnici ministeriali hanno affermato che non c’è nessuna possibilità di apertura di un tavolo contrattuale che possa modificare quanto presentato dal Ministero e rappresentato, invece, l’intenzione di far iniziare la mobilità per la fine di gennaio.

Ricordiamo che all’ultima riunione del 22 dicembre ha partecipato soltanto la Cisl Scuola, unico sindacato a non scioperare a dicembre. Riunione che non aveva portato ad alcuna intesa. Non sarà facile trovare un’intesa sull’eliminazione dei vincoli proprio perché l’amministrazione si attesterà sulle obiezioni di natura politica.

Uil: bozza irricevibile

Oggi lo strumento per modificare le leggi a favore della contrattazione c’è e va solo attuato: L’ art 2, comma 2, del Testo Unico n.165/01 prevede infatti che le norme di legge – presenti, passate e future – ed o regolamento, nonché di contratto precedente che prevede la propria inderogabilità, possono essere modificati dal contratto, per le materie che sono oggetto di contrattazione“, commenta la Uil Scuola dopo la riunione.

Per tali motivi la UIL Scuola ha ribadito “la netta contrarietà e irricevibilità della bozza presentata dal Ministero, per cui non è disposta a trattare nessun articolo in essa contenuto se non c’è la volontà, da parte dell’Amministrazione, di ricondurre il sistema di relazioni sindacali ad una visione partecipativa, opposta a quella di contrapposizione finora vissuta, a sostegno di un’azione che ripristini un clima più disteso e partecipato e favorevole alla condivisione“.

Per la UIL Scuola “è solo la contrattazione, strumento di assoluta modernità e flessibilità, che può eliminare le rigidità normative, introdotte dalla legge, che solo se contrattate e condivise, possono evitare inutili effetti punitivi che il personale della scuola, soprattutto in questo momento di emergenza, non merita“.

Se non ci saranno delle risposte in tal senso, la UIL Scuola ribadirà, in ogni sede, non ultima quella giudiziale, la necessità di confermare l’attuale struttura del contratto integrativo sulla mobilità che non prevede alcun vincolo, se non quello definito in sede di contratto nazionale.

Del resto, le stesse forze politiche si sono divise presentando emendamenti nel senso favorevole alle richieste sindacali, proprio recentemente in occasione della discussione della legge di bilancio il cui iter parlamentare zoppo, ha dimezzato il dibattito, inibito per ragioni di urgenza alla discussione e confronto in seno alla Camera dei Deputati. Sono stati infatti presentati emendamenti che non hanno avuto esito parlamentare per il veto posto da alcune delle forze politiche, ma che hanno visto la divisione le stesse forze parlamentari di maggioranza.

Deve essere il ministro a trovare il bandolo della matassa che dia soluzioni, in ambito parlamentare, per superare i veti incrociati e sottrarre la materia da un terreno di scontro politico per portarlo su quello negoziale.

Non sono accettabili interventi di parte che rendono ingestibile la stessa conduzione del ministero che dovrà prendere atto dell’indisponibilità sindacale e assumersi le responsabilità di gestione che non sono di natura legislativa ma amministrativa“.

Cisl: ancora un rinvio

Il tema su cui permangono forti distanze tra le parti continua a essere quello dei vincoli alla mobilità introdotti per legge“, commenta la Cisl Scuola. E aggiunge: “La Cisl già dal primo incontro del 16 novembre, si era detta assolutamente indisponibile a sottoscrivere il testo proposto dall’Amministrazione, che si limitava di fatto ad applicare norme di legge invasive delle prerogative contrattuali. Ha quindi presentato, negli incontri successivi, una proposta che, a partire da una lettura attenta del quadro normativo nella sua attuale formulazione, individua la possibilità per il personale di presentare la domanda di trasferimento al fine di acquisire la titolarità della sede“.

Su tale proposta – spiega il sindacato – , valutata anche dalla controparte come meritevole di interesse, l’Amministrazione, in esito a verifiche tecnico politiche successivamente condotte, si era detta tuttavia indisponibile a recepirla in un possibile accordo. Positive aperture erano invece emerse rispetto alla richiesta di mantenere i trasferimenti dai e sui posti di sostegno all’interno della mobilità territoriale anziché, come ipotizzato, ricondurli all’ambito della mobilità professionale.
Nell’incontro odierno l’Amministrazione, pur ribadendo la propria indisponibilità a rimuovere contrattualmente i vincoli alla mobilità derivanti da norme di legge, su sollecitazione della CISL Scuola e delle altre organizzazioni si è impegnata a riproporre la questione all’attenzione del Ministro e a riconvocare quanto prima il tavolo negoziale“.

Flc Cgil

Il rinnovo del CCNI si svolge alla vigilia del rinnovo del CCNL che è il livello deputato a definire le linee guida e gli obiettivi per la contrattazione integrativa: solo all’interno delle indicazioni che lì trovano sede, deve discendere la discussione che non può rimanere subalterna alle rigidità legislative“.

E ancora: “Si tratta di capire, quindi, in modo netto se c’è, oppure no, la volontà da parte del ministero di andare oltre le norme vigenti sui vincoli di permanenza recuperando e utilizzando gli spazi della contrattazione“.

Il Capo Dipartimento, pur con la premessa che “è sempre interesse dell’amministrazione trovare punti di incontro” ha risposto che è stato fatto un lavoro di approfondimento per cercare qualche possibile convergenza, ma nulla al momento attuale può supportare l’avvicinamento alle richieste di parte sindacale, fermo riservarsi un ulteriore passaggio politico con lo stesso Ministro Bianchi“.

Anief: aboliamo i vincoli

Il diritto alla famiglia deve essere contemplato con il diritto al lavoro – ribadisce Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief -, dunque i tempi sono più che mai maturi per dire basta a docenti immobilizzati o bloccati. Urge certamente un passaggio legislativo prima della firma del nuovo contratto integrativo e comunque una specifica deroga anche per le assegnazioni provvisorie che in quanto annuali devono essere agevolate e non più ostacolate come è accaduto nell’ultimo periodo”.

Contratto mobilità: continua il braccio di ferro fra sindacati e Ministero

da La Tecnica della Scuola

Di Reginaldo Palermo

Continua il braccio di ferro fra Ministero e sindacati sulla questione del contratto integrativo per la mobilità del personale della scuola.
Il motivo dello scontro è molto semplice: i sindacati chiedono che con il contratto si cancellino i vincoli previsti dalla legge, mentre il Ministero risponde che non è possibile modificare con il contratto una norma di legge.

E così anche l’incontro svoltosi nel pomeriggio dell’11 gennaio si è concluso con un nulla di fatto.
Cisl Scuola segnala che alla fine “l’Amministrazione si è impegnata a riportare nuovamente al Ministro le richieste delle organizzazioni sindacali per un ulteriore approfondimento e a riferirne gli esiti in un prossimo incontro”.
Secondo Maddalena Gissi, segretaria generale di Cisl Scuola, si potrebbe forse trovare una soluzione partendo “da una lettura attenta del quadro normativo nella sua attuale formulazione” e individuando quindi “la possibilità per il personale di presentare la domanda di trasferimento al fine di acquisire la titolarità della sede”.

Gli altri sindacati (Flc-Cgil, Gilda e Uil in particolare) sono fermi sul punto e chiedono che il Ministro “autorizzi” una deroga alle norme di legge che prevedono i vincoli alla mobilità.
Significativo, in proposito, un passaggio del comunicato della Uil Scuola: “Deve essere il ministro a trovare il bandolo della matassa che dia soluzioni, in ambito parlamentare, per superare i veti incrociati e sottrarre la materia da un terreno di scontro politico per portarlo su quello negoziale”.
Ma è proprio qui che nascono i problemi: nel corso dell’incontro i tecnici del Ministero hanno segnalato che già in occasione del dibattito sulla legge di bilancio gli emendamenti che tendevano a modificare le norme sui vincoli sono stati sistematicamente respinti dal Governo.
Per parte sua la Flc-Cgil ha ribadito che “la mobilità del personale è tema da ricondurre alla contrattazione e all’autonomia delle parti, superando ogni incursione di legge”.

In tutto questo articolato dibattito risulta quasi inspiegabile una questione: i vincoli sulla mobilità vennero introdotti nel 2019 con il decreto legge 126 convertito successivamente nella legge 159, provvedimenti adottati quando il Ministro era Lorenzo Fioramonti che aveva suscitato molte speranze proprio fra le stesse organizzazioni sindacali.
E c’è di più: fu proprio il Ministro a voler inserire nel testo del decreto regola secondo cui le disposizioni in materia di vincoli
non sono derogabili dai contratti collettivi nazionali di lavoro.

Tutti i sindacati fanno poi osservare che il testo contrattuale proposto dal Ministero contiene persino un peggioramento rispetto alle regole attuali: i trasferimenti da e verso i posti di sostegno verrebbero trattati alla stregua della mobilità professionale che prevede il contingentamento dei posti disponibili.
Sui tempi, la Gilda spiega: “L’Amministrazione e ci ha informato circa la propria intenzione di chiudere la partita sulla mobilità entro la fine di gennaio, per non vanificare gli esiti delle cessazioni che, quest’anno, sono state effettuate con largo anticipo, proprio per consentire alla mobilità di fruire di tutti i posti vacanti”.

Pensioni scuola, come funzionerà “quota 102” ed entro quando presentare domanda

da La Tecnica della Scuola

Di Lara La Gatta

L’articolo 1, comma 87, lettere a), b) e c), della Legge di Bilancio 2022 modifica l’articolo 14 del decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 marzo 2019, n. 26, in materia di pensione “quota 100”.

La lettera a) riconosce il diritto alla pensione anticipata al raggiungimento, entro il 31 dicembre 2022, di un’età anagrafica di almeno 64 anni e di un’anzianità contributiva minima di 38 anni (c.d. pensione “quota 102”).

Le successive lettere b) e c) coordinano la previgente disciplina della pensione “quota 100”, applicabile alla pensione anticipata introdotta dalla disposizione in oggetto, ai nuovi requisiti pensionistici da maturare entro l’anno 2022.

Requisiti “quota 102”

I nuovi requisiti per il pensionamento per il personale scolastico a decorrere dal 1° settembre 2022 sono:

  • 64 anni di età da compiere entro il 31/12/2022
  • 38 anni di contributi da maturare entro il 31/12/2022.

Come presentare domanda

Con messaggio n. 97 del 10 gennaio 2022, l’INPS ha fornito indicazioni per la presentazione delle domande di pensione secondo “quota 102”.

Il cittadino in possesso delle credenziali di accesso (SPID, Carta nazionale dei servizi, Carta di identità elettronica 3.0) può compilare e inviare la domanda telematica di pensione disponibile fra i servizi on line, sul sito www.inps.it, accessibili nella sezione “Domanda Pensione, Ricostituzione, Ratei, ECOCERT, APE Sociale e Beneficio precoci”.

Una volta effettuato l’accesso e scelta l’opzione “NUOVA PRESTAZIONE PENSIONISTICA”, occorre selezionare in sequenza: “Anzianità/Anticipata/Vecchiaia” > “Pensione di anzianità/anticipata” > “Requisito quota 102”.

Devono, infine, essere selezionati il Fondo e la Gestione di liquidazione.

La domanda può essere presentata anche per il tramite degli Istituti di Patronato e degli altri soggetti abilitati alla intermediazione delle istanze di servizio all’INPS ovvero, in alternativa, può essere presentata utilizzando i servizi del Contact center.

Presto la nota del MI

Per quanto riguarda il personale scolastico, si è in attesa della nota ministeriale, con tutte le indicazioni. Le domande si potranno presentare entro il 28 febbraio 2022 tramite Istanze on line.

Covid scuola: in aumento i casi di ricovero degli under 19 in una settimana

da La Tecnica della Scuola

Di Redazione

La quarta ondata del Covid è nel pieno della sua attività. Lo dimostrano i contagi giornalieri, ma anche i ricoveri che mai come in questa occasione riguardano la fascia d’età sotto i 19 anni.

Secondo i dati forniti all’Ansa dalla Società italiana di pediatria i casi sono passati da 1.024.963 del 28 dicembre a 1.182.094 del 5 gennaio e i ricoveri sono passati da 9423 a 10.082, le terapie intensive da 263 a 268 e i deceduti da 35 a 36.

Per quanto riguarda la fascia 6-11 anni si registra l’aumento dei casi (da 343.634 a 392.040), dei ricoveri (da 1605 a 1711) ma in maniera lieve le intensive (da 38 a 39).

Dunque fa sapere sempre la Società italiana di pediatria che non si possono escludere manifestazioni severe anche nei bambini consigliando la vaccinazione.

Riscatto della laurea: chi può richiederlo e cosa si può riscattare

da La Tecnica della Scuola

Di Lara La Gatta

Il riscatto del corso legale di laurea è un istituto che permette, al ricorrere delle condizioni di legge, di valorizzare ai fini pensionistici il periodo del proprio corso di studi. Pertanto, con il riscatto è possibile integrare la posizione contributiva ai fini del diritto e del calcolo di tutte le prestazioni pensionistiche, a condizione che sia stato conseguito il corrispondente titolo di studio.

Possono esercitare la facoltà di riscatto tutti coloro che hanno conseguito il titolo di studio universitario. Possono riscattare anche gli inoccupati, ossia coloro che non abbiano ancora iniziato l’attività lavorativa e non siano iscritti ad una gestione previdenziale.

Cosa si può riscattare

Si possono riscattare i periodi corrispondenti alla durata dei corsi legali di studio universitario a seguito dei quali hai conseguito uno o più titoli rilasciati dalle Università o da Istituti di livello universitario:

  • diplomi universitari (corsi di durata non inferiore a due anni e non superiore a tre)
  • diplomi di laurea (corsi di durata non inferiore a quattro anni e non superiore a sei)
  • diplomi di specializzazione, che si conseguono successivamente alla laurea e al termine di un corso di durata non inferiore a due anni
  • dottorati di ricerca i cui corsi sono regolati da specifiche disposizioni di legge
  • laurea triennale, laurea specialistica e laurea magistrale
  • diplomi rilasciati dagli Istituti di Alta Formazione Artistica e Musicale (AFAM).

Sono esclusi  gli anni fuori corso. È possibile anche riscattare solo una parte e non l’intero corso di studi.

Come presentare domanda

La domanda può essere presentata esclusivamente per via telematica, attraverso uno dei seguenti canali:

  • www.inps.it con il seguente percorso: “Prestazioni e servizi” > “Servizi” > “Portale riscatti -ricongiunzioni” (con accesso tramite SPID – Sistema Pubblico di Identità Digitale oppure Carta Nazionale dei Servizi oppure carta d’identità elettronica 3.0)
  • Patronati e intermediari dell’Istituto
  • Contact Center multicanale, chiamando da telefono fisso il numero verde gratuito 803 164 o da telefono cellulare il numero 06 164164, a pagamento in base al piano tariffario del gestore telefonico.

Come sapere quanto pagare

Sul sito dell’INPS è disponibile un simulatore che consente di avere informazioni personalizzate.

Non sono richieste credenziali, basta inserire in modo anonimo alcuni dati. Si avrà una simulazione orientativa del costo del riscatto, della sua rateizzazione, della decorrenza della pensione (con e senza riscatto) e del beneficio pensionistico stimato conseguente al pagamento dell’onere. Per ora è disponibile solo per chi è inoccupato e per chi rientra interamente nel sistema di calcolo contributivo.

IL SIMULATORE

Contratto mobilità 2022, i sindacati incontrano il MI e avvertono: firmiamo se il vincolo va via

da La Tecnica della Scuola

Di Carla Virzì

Come abbiamo preannunciato, questo pomeriggio i sindacati incontrano il Ministero dell’Istruzione per parlare di rinnovo del contratto sulla mobilità. Secondo fonti della Tecnica della Scuola, all’incontro sono presenti anche Stefano Versari, capo del Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e di formazione, e Filippo Serra, Direttore generale per il personale scolastico, segno che il ministero vorrebbe discutere sul fronte tecnico i diversi aspetti della questione. Tuttavia la partita è ancora molto politica. Il presupposto per il successo dell’incontro è che si metta sul tavolo la principale criticità di questi ultimi due anni scolastici: il vincolo, prima quinquennale, oggi triennale.

Tutte le Organizzazioni sindacali presenti all’incontro, infatti, FLC CGIL, Uil Scuola, Snals Confsal e Gilda Unams, ritengono questa questione una precondizione indispensabile per poter iniziare a discutere di contratto sulla mobilità.

“Solamente se c’è la volontà politica di eliminare i vincoli si potrà procedere alla discussione del contratto e arrivare alla firma. Diversamente abbandoneremo il tavolo della contrattazione”. I toni sono duri, insomma, e lasciano presagire che il buon esito della trattiva non sia affatto scontato.

Dunque i sindacati opereranno – avvertono – “così come fatto per il contratto precedente, che fu firmato in quanto venne eliminata la chiamata diretta, gli ambiti e gli aspetti più negativi della L.107”.

Ma su questo tema il capo dipartimento Versari risponde: “L’eliminazione della chiamata diretta? Fu possibile perché c’era un altro Governo, adesso c’è lo stesso Governo che ha introdotto i vincoli e non può andare contro i vincoli che ha predisposto. Derogare da una norma di legge richiede un grandissimo consenso che oggi non c’è. La stessa legge di bilancio non ci è venuta incontro, non ha avuto esito positivo”.

A quanto sembra, toccherà al dottore Versari l’ultima mediazione con il ministro. L’incontro tra i sindacati e il ministero si chiude con questo proposito.

De Luca: “Scuole riaperte dal Tar perchè Campania non è in zona rossa. Per il Governo va tutto bene”

da La Tecnica della Scuola

Di Redazione

Dopo la conferenza stampa di ieri del premier Draghi e del ministro dell’istruzione Bianchi e soprattutto la sospensiva del Tar riguardo la chiusura delle scuole in Campania, arriva la risposta del governatore Vincenzo De Luca intercettato da alcuni giornalisti.

“Ho ascoltato ieri la conferenza stampa del presidente del Consiglio che ho trovato per un verso sconcertante, per un altro verso insopportabilmente demagogico. Ha parlato per mezzora insieme al ministro della pubblica istruzione contro la didattica a distanza generalizzata che non ha chiesto nessuno in Italia, quindi ha scelto un obiettivo di comodo candidandosi a iscriversi al club di sfondatori di porte aperte. Chi gliel’ha chiesta la didattica a distanza? Così come ho trovato sconveniente che non ci sia stata una risposta di merito al problema limitato posto dalla Regione Campania, ovvero due settimane di respiro limitate alle elementari e alle primarie di primo grado per organizzarsi al meglio. Ieri, oggi avremo scuole nelle quali i bambini sono senza mascherine perché non sono arrivate le Ffp2 nel frattempo. Mi dicono che ieri i bambini sono stati costretti a stare con le finestre aperte con i cappotti addosso e i cappelli in testa. Si sarebbe dovuto parlare di questo. La mia sensazione è che siamo chiamati a dire, da qui all’elezione del presidente della Repubblica, che va tutto bene, che tutta l’economia è aperta, che tutte le scuole sono aperte e che viviamo nel migliore dei mondi possibili. Penso che la lettura della situazione in Italia debba essere meno pacificata e un po’ più ragionevole”.

Il Tar: scuole aperte

“Il Tar ha concesso la sospensiva rispetto alla richiesta del governo – spiega De Luca – ha fissato per il 22 febbraio la discussione in Collegio. Per il 22 febbraio sarà cambiato il mondo. I punti forti su cui si è basata la richiesta di sospensiva del governo sono questi: la Regione Campania non è in zona rossa e il governo nei suoi decreti ha messo in campo tutte le misure necessarie per contenere il Covid. Per quanto riguarda la prima osservazione, la zona rossa, credo che non sia obbligata una Regione ad aspettare di entrare in zona rossa, cioè la drammatizzazione del contagio per prendere misure preventive. Noi da sempre abbiamo una linea diversa, le decisioni riteniamo si debbano prendere prima che esploda il problema, non quando è esploso. E per quanto riguarda le misure previste dal governo, mi sembrano tutte virtuali e in larga misura inattuabili, a cominciare dai tracciamenti e dalla garanzia da dare ai presidi e conseguentemente alle famiglie di tranquillità”.

Vaccini ai bambini

“Lo voglio ribadire, siamo tutti per la scuola in presenza, ma non tutti condividiamo la necessità di parlare un linguaggio di verità per tutelare davvero, non per finta, la salute dei nostri bambini. Adesso si è aperto tutto, noi saremo impegnati all’ultimo respiro per ampliare quanto più possibile la platea ai bambini vaccinati. Siamo a 59mila vaccinazioni per la fascia 5-11 anni. Faremo l’impossibile per arrivare a fine gennaio oltre i 120mila bambini vaccinati perché, come ha detto in maniera limpida il prof. Brusaferro, il Covid non è una banalità. Se può fare piacere, pure la Campania da oggi può dire che va tutto bene, è tutto aperto, il Covid è un raffreddore e se volete posso pure giurarvi di aver visto il presidente Draghi camminare sulle acque del Tevere”.

Mobilità 2022, i sindacati incontrano il Ministero per il nuovo contratto. Verso l’abolizione del vincolo?

da La Tecnica della Scuola

Di Redazione

FLC CGIL, Uil Scuola, Snals Confsal e Gilda Unams parteciperanno all’incontro di oggi pomeriggio sul rinnovo del contratto sulla mobilità. Lo dichiarano gli stessi sindacati.

“Il tema dei trasferimenti del personale – affermano i segretari generali Sinopoli, Turi, Serafini e Di Meglio – è una delle grandi questioni aperte. Per questo all’incontro sarà ribadita la necessità di confermare l’attuale struttura contratto integrativo sulla mobilità che non prevede alcun vincolo, se non quello definito in sede di contratto nazionale”.

Insomma, come La Tecnica della Scuola ha più volte spiegato, la posizione unitaria dei sindacati è quella di riportare il vincolo entro la contrattazione. Ci sperano migliaia di docenti vincolati. Vedremo quale sarà l’esito dell’incontro con il ministro Bianchi.

“Superare le strettoie legislative è possibile – affermano i segretari – per questo è fondamentale verificare se esiste la volontà del ministero di superare ciò che la legge ha imposto. Lo strumento normativo per realizzare questo obiettivo già esiste (art 2, comma 2, del Testo Unico n.165/01) e consente di intervenire – riportando l’intera materia nell’alveo contrattuale – per eliminare i blocchi esistenti”.

“Va ricordato – aggiungono i segretari di FLC CGIL, Uil Scuola, Snals e Gilda – che il rinnovo del contratto integrativo per la mobilità del personale si svolge alla vigilia del rinnovo del contratto nazionale della categoria”.

“Appare del tutto chiaro che è il contratto nazionale che definisce le linee guida e gli obiettivi per la contrattazione integrativa di secondo livello. Non sarebbe opportuno concordare un nuovo contratto sulla mobilità che abbia caratteristiche e durata diverse da quelle che si andranno definendo in sede di contrattazione nazionale”.

“Abbiamo ribadito in tutti gli incontri politici – aggiungono i segretari – che la mobilità del personale è tema ricondotto alla contrattazione e all’autonomia delle parti, per questo vanno superate le diverse incursioni di legge, che hanno prodotto stratificazioni normative e vincoli che vanno superati”.

“I tempi ristretti e l’esigenza di affrontare nodi politici più impegnativi – sottolineano i quattro segretari – ci portano a ritenere opportuno prorogare di un anno il contratto attualmente in vigore, rinviando la trattativa sul nuovo integrativo a dopo il rinnovo del contratto nazionale il cui negoziato è malauguratamente ancora fermo, senza nemmeno l’atto di indirizzo all’Aran, mentre altri comparti sono già alla firma. Altra questione cruciale che andrà valutata in tempi brevissimi”.

5-6-7 aprile: Elezioni RSU – Tempistica e procedure per le elezioni

da Tuttoscuola

L’ARAN ha reso noti tempi e procedure per la rielezione delle RSU per l’istruzione che si svolgeranno nei giorni 5, 6 e 7 aprile.

Entro il 25 febbraio dovranno essere presentate in ciascuna istituzione scolastica le liste elettorali dei candidati.

31 gennaio 2022 lunedì annuncio delle elezioni da parte delle associazioni sindacali e contestuale inizio della procedura elettorale

1 febbraio 2022 martedì – messa a disposizione, da parte delle Amministrazioni, dell’elenco generale alfabetico degli elettori e consegna della relativa copia a tutte le organizzazioni sindacali che ne fanno richiesta; – contestuale inizio da parte delle organizzazioni sindacali della raccolta delle firme per la sottoscrizione delle liste che da questo momento potranno essere presentate

10 febbraio 2022 giovedì primo termine per l’insediamento della Commissione elettorale

16 febbraio 2022 mercoledì termine conclusivo per la costituzione formale della Commissione elettorale

25 febbraio 2022 venerdì termine per la presentazione delle liste elettorali

24 marzo 2022 giovedì affissione delle liste elettorali da parte della Commissione

5-6-7 aprile 2022 mart-merc-gio votazioni

8 aprile 2022 venerdì Scrutinio

8 -14 aprile 2022 da ven a gio affissione risultati elettorali da parte della Commissione

19-27 aprile 2022 da mart a merc invio, da parte delle Amministrazioni, del verbale elettorale finale all’A.Ra.N. per il tramite dell’apposita piattaforma presente sul sito dell’Agenzia

Nelle ultime elezioni l’ARAN ha ratificato ufficialmente i dati elettorali e di sindacalizzazione, individuando i sei sindacati che hanno conseguito la rappresentatività pari o superiore al 5% del settore istruzione.

ACCERTAMENTO RAPPRESENTATIVITÀ

TRIENNIO 2019-2021

Organizzazione Sindacale Deleghe Voti Media
CISL FSUR 169.218 25,63% 217.169 23,91% 24,77%
FLC CGIL 141.425 21,42% 241.351 26,58% 24,00%
Federazione UIL SCUOLA RUA 96.407 14,60% 150.940 16,62% 15,61%
SNALS   CONFSAL 97.606 14,78% 113.485 12,50% 13,64%
Federazione GILDA UNAMS 65.627 9,94% 77.349 8,52% 9,23%
ANIEF 41,125 6,23% 55.252 6,08% 6,16%

La scuola banco di prova della tenuta dei provvedimenti per le lezioni in presenza

da Tuttoscuola

È un ritorno a scuola dai risvolti inaspettati e preoccupanti quello che, dopo le vacanze natalizie, stanno affrontando poco meno di otto milioni e 400mila alunni delle scuole statali e paritarie. Anzi, almeno 300mila di loro sono da giorni già costretti a casa, e forse a loro andranno ad aggiungersi altre decine di migliaia tra la riapertura del 7 gennaio scorso in alcune regioni e di ieri, 10 gennaio per tutte le restanti. Ma la scuola, comunque, non chiude.

Nelle stesse ore in cui il ministro Bianchi conferma la ripresa regolare delle lezioni in presenza dopo le vacanze natalizie, come affermazione “del principio importante per tutti i bambini, i ragazzi e le ragazze di questo Paese, che è quello di avere una scuola in presenza”, il presidente della Campania De Luca pubblica l’ordinanza n. 1/7 gennaio 2022 (che il Governo vuole impugnare) di sospensione delle lezioni in presenza fino al 29 gennaio p.v. per i servizi educativi della prima infanzia, per le scuole dell’infanzia e per le scuole primarie e della secondaria di I grado. Il governatore della Sicilia Musumeci rinvia il rientro di tre giorni.

Il presidente della Puglia Emiliano ha dichiarato a malincuore: “”Non posso intervenire con un’ordinanza regionale perché lo scorso 6 agosto è stato emanato il decreto-legge 111 che consente ai presidenti delle Regioni di derogare alle disposizioni nazionali solo quando una regione si trova in zona rossa. La Puglia in questo momento si trova in zona bianca, ha un tasso di incidenza dei contagi e delle ospedalizzazioni inferiore alla media nazionale e percentuali di vaccinazione sopra la media”. Ma Emiliano un sassolino, comunque, se l’è tolto: “le Regioni hanno, invano, richiesto un posticipo della riapertura per avere il tempo di completare le vaccinazioni degli studenti e in particolare quelle dei più piccoli, ma il governo sul punto è stato irremovibile”.

Arrivano anche notizie di molti sindaci che hanno rinviato la ripresa delle lezioni nelle scuole del loro territorio, esercitando la funzione di autorità sanitaria locale riconosciuta loro dalla legge (art. 50 del D.lgs 267 del 2000). Il motivo delle ordinanze è sempre lo stesso: molti contagi di Covid-19 nel territorio, tra i minori e anche tra il personale scolastico.

La divergenza di decisioni rischia di costituire un vulnus istituzionale non di poco conto che va a sommarsi all’appello (sostanzialmente respinto) di circa 2.500 dirigenti scolastici (un quarto di tutti i capi d’istituto) che chiedevano il rinvio di due settimane della ripresa delle lezioni.

Il premier Draghi è riuscito a ottenere il consenso unanime della compagine governativa sul DL 1/22 “Misure urgenti per fronteggiare l’emergenza Covid-19” dopo avere mediato le proposte delle Regioni, ma proprio la scuola potrebbe ora costituire un difficile banco di prova per la tenuta dei provvedimenti faticosamente varati.

Questa settimana rappresenta la verifica di questa prova.