CCNL 2022-2024 Comparto istruzione e ricerca

CCNL Istruzione e Ricerca 2022-2024
ARAN, 23 dicembre 2025


Il 23 dicembre 2025 le organizzazioni sindacali sottoscrivono definitivamente il CCNL comparto Istruzione e Ricerca relativo al triennio 2022-2024.

“Con la firma definitiva oggi del CCNL del Comparto Istruzione e ricerca per il triennio 2022-2024 manteniamo la promessa di una rapida chiusura anche di questo secondo triennio di contrattazione.
Con questo importante passaggio, grazie al grande lavoro svolto, al personale della Scuola arriveranno, con il nuovo anno, aumenti di 150 euro al mese per i docenti e 110 euro al mese per gli ATA nonché arretrati pari, rispettivamente, a 1.948 e 1.427 euro. Peraltro, grazie alle risorse recuperate nel bilancio ministeriali, docenti e ATA riceveranno anche l’una tantum aggiuntiva pari a 149 e 109 euro per ciascuna delle due categorie.

E il nostro impegno non termina oggi bensì prosegue con determinazione per la veloce chiusura anche del CCNL 2025-2027. A tale riguardo abbiamo già trasmesso la nostra proposta di Atto di indirizzo. Il nostro auspicio è che entro gennaio possano essere assicurati aumenti ed arretrati”. Così ha dichiarato il Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara.


Le Sezioni riunite della Corte dei conti hanno certificato positivamente l’ipotesi per il triennio 2022-2024 firmato il 5 novembre presso l’ARAN da FSUR CISL, UIL Scuola RUA, SNALS Confsal, GILDA Unams e ANIEF.


Firmata da FSUR CISL, UIL Scuola RUA, SNALS Confsal, GILDA Unams e ANIEF, il 5 novembre, all’ARAN, l’Ipotesi CCNL Istruzione e Ricerca 2022-2024.


“È stato siglato il contratto 2022-2024 per il personale scolastico. È un risultato storico: per la prima volta nella scuola italiana garantiamo continuità contrattuale e ci sono tutte le premesse per chiudere il più presto possibile anche quello del triennio 2025-2027. Con la firma di quest’ultimo si raggiungerebbe un traguardo senza precedenti: tre contratti sottoscritti durante il mandato di un solo Governo”, ha dichiarato il Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara.

Dopo anni di blocco, il Ministro ha rivendicato la centralità restituita al personale scolastico: “Gli stipendi erano fermi da molti anni, dal 2009 al 2018, sotto diversi Governi. Oggi diamo rispetto e dignità a chi lavora per l’istruzione dei nostri giovani. Con i contratti 2019-2021 e 2022-2024 gli aumenti medi sono stati, rispettivamente, di 123 e 150 euro per i docenti, 89 e 110 euro per il personale ATA. Con il 2025-2027, quando sarà firmato anche questo contratto, arriveremo, compresi i relativi arretrati, a un totale di 416 euro lordi mensili in più per gli insegnanti e 303 euro in più per il personale ATA”.

Grazie alla gestione oculata delle risorse del MIM, per il contratto 2022-2024, sono stati stanziati inoltre 240 milioni di euro di provenienza ministeriale, che consentiranno di riconoscere, con la firma oggi del CCNL del triennio, anche una “una tantum” per docenti e ATA. La firma del CCNL 2022-24 determina altresì arretrati di 1.948 euro per i docenti e 1.427 per il personale ATA, che insieme agli arretrati del prossimo contratto 2025-2027 arriveranno a circa 2.500 euro per i docenti e di oltre 1.830 per il personale ATA.

A questo si aggiungono ulteriori misure economiche: nella legge di bilancio sono stati stanziati, infatti, 170 milioni di euro, per la detassazione del salario accessorio, pari a 140 euro quale ulteriore “una tantum” per il personale scolastico. Inoltre, il taglio del cuneo fiscale consentirà un incremento stipendiale fino a 850 euro all’anno per la maggior parte dei docenti. Aumenta anche il bonus mensile per le lavoratrici madri, portato a 60 euro al mese.

Valditara sottolinea, infine, l’importanza della nuova politica di welfare introdotta per la scuola: “Da gennaio 2026 partirà, poi, un’assicurazione sanitaria che ho fortemente voluto, con rimborsi fino a 3.000 euro l’anno, che si aggiunge alla copertura assicurativa contro gli infortuni sul lavoro, che invece prima del nostro intervento gravava sui lavoratori. Nonostante i 40 miliardi di euro di oneri per il Superbonus legato alle ristrutturazioni edilizie, che pesano sul bilancio dello Stato, siamo riusciti a investire sulla scuola. Andiamo avanti nella valorizzazione del personale scolastico: crediamo nella necessità di dare più soldi in busta paga e più tutele a chi lavora ogni giorno per il futuro dei nostri figli”, ha concluso il Ministro.
 

Il video

Gazzetta ufficiale – Serie Generale n. 296

296 del 22-12-2025

296 del 22-12-2025 (SO 39)

Nota 22 dicembre 2025, AOODGFIESD 81753

Ministero dell’istruzione e del merito
Dipartimento per le risorse, l’organizzazione e l’innovazione digitale
Direzione generale per l’edilizia scolastica, le risorse e il supporto alle istituzioni scolastiche
Ufficio VII

A tutte le Istituzioni scolastiche statali di ogni ordine e grado di istruzione
Ai Revisori dei conti operanti presso le istituzioni scolastiche ed educative statali per il tramite dell’Istituzione scolastica capofila dell’ambito
E p.c. Alle OO.SS.

Oggetto: A.F.2025 Cedolino Unico – Fondo per il miglioramento dell’offerta formativa – CCNI integrazione MOF – Assegnazione risorse finanziarie. CHIARIMENTI

Concorso Dirigenti tecnici

Concorso Dirigenti tecnici

  • Avviso 4 settembre 2025, AOODGRUF 51202
    Concorso pubblico, per titoli ed esami, per l’assunzione a tempo indeterminato di n. 145 dirigenti tecnici di seconda fascia con funzioni ispettive nel ruolo di cui all’articolo 419 del decreto legislativo 6 aprile 1994, n. 297, per le esigenze dell’Amministrazione centrale e periferica del Ministero dell’istruzione e del merito (Decreto Direttoriale n. 2269 del 9 dicembre 2024)
  • Decreto Direttoriale 9 dicembre 2024, AOODGRUF 2269
    Concorso pubblico, per titoli ed esami, per l’assunzione a tempo indeterminato di n. 145 dirigenti tecnici di seconda fascia con funzioni ispettive nel ruolo di cui all’articolo 419 del decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, per le esigenze dell’Amministrazione centrale e periferica del Ministero dell’istruzione e del merito

Dal 22 settembre, sulla piattaforma InPA e sul portale reclutamento, nella sezione info bando relativa a “Concorso pubblico, per titoli ed esami, per l’assunzione a tempo indeterminato di n. 145 dirigenti tecnici per le esigenze dell’Amministrazione centrale e periferica del Ministero dell’istruzione e del merito” è stato pubblicato l’avviso concernente il calendario e le sedi di svolgimento delle prove scritte, previste dagli artt. 5 e 6 del bando del concorso.
Ciascun candidato ammesso a sostenere le prove, ivi compreso il personale di cui all’articolo 16, comma 2, lettere b), c) e d) del bando di concorso, nonché i dirigenti scolastici delle scuole di cui alle predette lettere, può visualizzare nella propria area personale, disponibile sulla piattaforma di cui all’indirizzo https://reclutamento.istruzione.it, nella sezione info bando relativa al concorso in oggetto, la convocazione alle prove scritte.


Dal 19 dicembre, sul portale InPA e sulla piattaforma reclutamento, nella sezione info bando relativa a “Concorso pubblico, per titoli ed esami, per l’assunzione a tempo indeterminato di n. 145 dirigenti tecnici per le esigenze dell’Amministrazione centrale e periferica del Ministero dell’istruzione e del merito” è stato pubblicato l’avviso contenente l’elenco dei candidati ammessi a sostenere le prove scritte, di cui agli artt. 5 e 6 del bando di concorso, integrato con l’indicazione di n. 6 candidati ammessi, non inseriti nel precedente elenco per mero errore materiale.


Dal 17 dicembre 2025, sul portale InPA e sulla piattaforma reclutamento, nella sezione info bando relativa a “Concorso pubblico, per titoli ed esami, per l’assunzione a tempo indeterminato di n. 145 dirigenti tecnici per le esigenze dell’Amministrazione centrale e periferica del Ministero dell’istruzione e del merito” è stato pubblicato l’avviso contenente l’elenco dei candidati ammessi a sostenere le prove scritte, di cui agli artt. 5 e 6 del bando di concorso.”


Dal 5 dicembre 2025, sul portale InPA e sulla piattaforma reclutamento, nella sezione info bando relativa a “Concorso pubblico, per titoli ed esami, per l’assunzione a tempo indeterminato di n. 145 dirigenti tecnici per le esigenze dell’Amministrazione centrale e periferica del Ministero dell’istruzione e del merito” è stato pubblicato l’avviso concernente l’estrazione della prova preselettiva, di cui all’art. 14, comma 11, del bando di concorso.”


Dal 25 novembre, sulla piattaforma InPA e sul portale reclutamento, nella sezione info bando relativa a “Concorso pubblico, per titoli ed esami, per l’assunzione a tempo indeterminato di n. 145 dirigenti tecnici per le esigenze dell’Amministrazione centrale e periferica del Ministero dell’istruzione e del merito” è stato pubblicato l’avviso concernente il calendario e le sedi di svolgimento della prova asincrona, di cui all’art. 14, comma 11, del bando di concorso.
Le candidate ammesse a sostenere la prova potranno visualizzare nella propria area personale, disponibile sul portale reclutamento, all’indirizzo: https://reclutamento.istruzione.it/mim/dirigenti-tecnici/, la convocazione con l’indicazione della sede d’esame per lo svolgimento della prova asincrona.
Nell’avviso sono, altresì, indicate, le aule per eventuali candidati che siano in possesso di ordinanze o di decreti cautelari dei Giudici amministrativi loro favorevoli.”


Dal 12 novembre, sul portale InPA e sulla piattaforma reclutamento, nella sezione info bando relativa a “Concorso pubblico, per titoli ed esami, per l’assunzione a tempo indeterminato di n. 145 dirigenti tecnici per le esigenze dell’Amministrazione centrale e periferica del Ministero dell’istruzione e del merito”, è stato pubblicato l’avviso concernente la data di svolgimento della prova asincrona, di cui all’art. 14, comma 11, del bando di concorso.


Dall’8 ottobre, sul portale InPA e sulla piattaforma reclutamento, nella sezione info bando relativa a ” Concorso pubblico, per titoli ed esami, per l’assunzione a tempo indeterminato di n. 145 dirigenti tecnici per le esigenze dell’Amministrazione centrale e periferica del Ministero dell’istruzione e del merito” è stato pubblicato l’avviso relativo alla visibilità degli elaborati della prova preselettiva. Ciascun candidato potrà visionare, nella propria area personale, disponibile sulla piattaforma di cui all’indirizzo https://reclutamento.istruzione.it, il proprio elaborato, nonché scaricare dal pomeriggio della giornata odierna l’attestato di partecipazione. Il personale di cui all’articolo 16, comma 2, lettere b), c) e d) del bando di concorso, nonché i dirigenti scolastici delle scuole di cui alle predette lettere, riceveranno il proprio elaborato e l’attestato di partecipazione a mezzo posta elettronica certificata (PEC).


Il 3 ottobre sul portale InPA e sulla piattaforma reclutamento, nella sezione info bando relativa a “Concorso pubblico, per titoli ed esami, per l’assunzione a tempo indeterminato di n. 145 dirigenti tecnici per le esigenze dell’Amministrazione centrale e periferica del Ministero dell’istruzione e del merito” è stato pubblicato l’avviso concernente l’esito dell’estrazione della prova preselettiva, di cui all’art. 4 del bando di concorso.”


Il 30 settembre sul portale InPA e sulla piattaforma reclutamento, nella sezione info bando relativa a “Concorso pubblico, per titoli ed esami, per l’assunzione a tempo indeterminato di n. 145 dirigenti tecnici per le esigenze dell’Amministrazione centrale e periferica del Ministero dell’istruzione e del merito”, è stato pubblicato l’avviso concernente la proroga dell’estrazione della prova preselettiva, di cui all’art. 4 del bando di concorso.


Il 25 settembre sul portale InPA e sulla piattaforma reclutamento, nella sezione info bando relativa a ” Concorso pubblico, per titoli ed esami, per l’assunzione a tempo indeterminato di n. 145 dirigenti tecnici per le esigenze dell’Amministrazione centrale e periferica del Ministero dell’istruzione e del merito” è stato pubblicato l’avviso concernente l’estrazione della prova preselettiva, di cui all’art. 4 del bando di concorso.”


Il 17 settembre sul portale InPA e sulla piattaforma reclutamento, nella sezione info bando relativa a ” Concorso pubblico, per titoli ed esami, per l’assunzione a tempo indeterminato di n. 145 dirigenti tecnici per le esigenze dell’Amministrazione centrale e periferica del Ministero dell’istruzione e del merito” è stato pubblicato l’avviso concernente il calendario e le sedi di svolgimento della prova preselettiva, di cui all’art. 4 del bando di concorso.
Ciascun candidato può visualizzare nella propria area personale, disponibile al link https://reclutamento.istruzione.it/mim/dirigenti-tecnici/, la convocazione con l’indicazione della sede d’esame per lo svolgimento della prova preselettiva.
Il personale di cui all’articolo 16, comma 2, lettere b), c) e d) del bando di concorso, nonché i dirigenti scolastici delle scuole di cui alle predette lettere, riceveranno la convocazione a mezzo posta elettronica certificata (PEC).”


La prova preselettiva, prevista dall’art. 4 del bando del concorso pubblico, per titoli ed esami, per l’assunzione a tempo indeterminato di n. 145 dirigenti tecnici di seconda fascia con funzioni ispettive nel ruolo di cui all’articolo 419 del decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, per le esigenze dell’Amministrazione centrale e periferica del Ministero dell’istruzione e del merito, si svolge il 3 ottobre 2025, in un’unica sessione alle ore 14:30.

Bozza Legge Bilancio 2026 e Istruzione

Cosa prevede per ora la bozza della legge di bilancio 2026 per il Comparto Scuola e Istruzione

Avv. Gianfranco Nunziata (Foro di Salerno)

La bozza della Legge di Bilancio per il 2026 delinea una serie di interventi significativi per il comparto dell’istruzione, della scuola e dell’università, ovviamente continua ancora la fase emendativa, pertanto si attende entro il 31 dicembre il testo definitivo.

Quindi, in primo luogo è stata data un’attenzione particolare alla definizione e al finanziamento dei Livelli Essenziali delle Prestazioni (LEP) per l’inclusione degli alunni con disabilità e per il diritto allo studio universitario. Vengono inoltre introdotte misure di sostegno alle famiglie e disposizioni finanziarie di revisione della spesa.

Livelli Essenziali delle Prestazioni (LEP) per l’Inclusione Scolastica

L’articolo 127 della bozza di Legge di Bilancio 2026 interviene in modo strutturale per definire i Livelli Essenziali delle Prestazioni (LEP) relativi all’assistenza per l’autonomia e la comunicazione degli alunni e studenti con disabilità  

Definizione e Contenuti del LEP

Il provvedimento stabilisce che il servizio di assistenza all’autonomia e alla comunicazione costituisce un Livello Essenziale della Prestazione (LEP) e una componente fondamentale del processo di inclusione scolastica. 

Strumenti di Monitoraggio e Attuazione

Per garantire l’efficacia della misura, la bozza di legge prevede:

Registro Nazionale: Entro il 31 dicembre 2027, verrà istituito un registro nazionale per la ricognizione del fabbisogno territoriale di ore di assistenza, alimentato con i dati raccolti dal Ministero dell’istruzione e del merito tramite il Sistema Informativo dell’Istruzione (SIDI) e basato sui Piani Educativi Individualizzati (PEI).

Misure Transitorie (2026-2027): In attesa della piena operatività del registro, per gli anni 2026 e 2027 viene individuato un obiettivo di servizio specifico per avviare o potenziare il servizio negli enti territoriali dove è più carente. Gli enti dovranno assicurare una media oraria settimanale corrispondente alle risorse finanziarie trasferite dallo Stato, come richiesto dai PEI.

Livelli Essenziali delle Prestazioni (LEP) per il Diritto allo Studio Universitario

L’articolo 128 della bozza di legge si occupa dei LEP in materia di istruzione universitaria, con l’obiettivo di rimuovere gli ostacoli economici e sociali che limitano l’accesso ai gradi più alti degli studi per gli studenti capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi.

A tal fine, viene disposto un significativo incremento del fondo integrativo statale per la concessione di borse di studio, che aumenta di 250 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2026.

Sostegno alle Famiglie e Attività Socio-Educative

Per sostenere le famiglie e facilitare la conciliazione tra vita privata e lavoro, l’articolo 52 istituisce un Fondo per le attività socioeducative a favore dei minori. Questo fondo, con una dotazione di 60 milioni di euro annui a decorrere dal 2026, è destinato a finanziare iniziative dei comuni per il potenziamento di centri estivi, servizi socioeducativi territoriali e centri con funzione educativa e ricreativa. 

Disposizioni Finanziarie e Revisione della Spesa

L’articolo 129, in combinato disposto con l’Allegato VI, introduce misure di revisione della spesa per le amministrazioni centrali dello Stato. 

Per il Ministero dell’Istruzione e del Merito, l’Allegato VI prevede una riduzione delle dotazioni di spesa corrente(Titolo I) per il triennio 2026-2028 . Per l’anno 2026, la riduzione totale ammonta a 15.950.000 euro, così ripartita tra i principali programmi di spesa:

Istruzione del primo ciclo: riduzione di 5.178.000 euro.

Istruzione del secondo ciclo: riduzione di 6.967.000 euro.

Reclutamento e aggiornamento del personale scolastico: riduzione di 834.000 euro.

Sviluppo del sistema istruzione scolastica e promozione del diritto allo studio: riduzione di 1.476.000 euro.

L’articolo 141 autorizza l’impegno e il pagamento delle spese del Ministero dell’Istruzione e del Merito per l’anno finanziario 2026. 

Prevede inoltre specifiche disposizioni per la riassegnazione di fondi, tra cui:

Somme versate dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri per la realizzazione di azioni educative di prevenzione dell’uso di sostanze stupefacenti in età scolare.

Somme versate dagli enti locali a seguito di revoche o rinunce a finanziamenti, da riassegnare al fondo unico per l’edilizia scolastica.

Mentre, gli incrementi riguardano in particolare il diritto allo studio universitario, il sostegno alle famiglie, l’inclusione scolastica e la formazione dei docenti.

1.                   Diritto allo Studio Universitario

L’aumento più significativo riguarda il diritto allo studio universitario. L’articolo 128 della bozza di Legge di Bilancio 2026, al fine di definire i Livelli Essenziali delle Prestazioni (LEP) in questo ambito, dispone un incremento del fondo integrativo statale per la concessione di borse di studio.

2.                   Fondo per le Attività Socio-Educative

L’articolo 52 istituisce un nuovo fondo per sostenere le famiglie e la conciliazione vita-lavoro, con una dotazione stabile a partire dal 2026.

3.                   Inclusione Scolastica degli Alunni con Disabilità

La bozza della Legge di Bilancio 2026, all’articolo 127, definisce come Livello Essenziale della Prestazione (LEP) il servizio di assistenza all’autonomia e alla comunicazione per gli alunni con disabilità. Sebbene non stanzi direttamente nuove risorse, questa misura mira a garantire su tutto il territorio nazionale un diritto fondamentale, come più volte affermato dalla Corte Costituzionale.

4.                   Formazione Docenti e Personale Scolastico

La Legge di Bilancio per il 2025 (legge n. 207/2024), citata nelle fonti, ha previsto incrementi di spesa che avranno effetto anche nel 2026:

ü    Carta del Docente: L’autorizzazione di spesa per la Carta elettronica per l’aggiornamento e la formazione del docente è stata incrementata di 60 milioni di euro annui a decorrere dal 2025, estendendo il beneficio anche ai docenti con contratto di supplenza annuale.

ü    Contributo per Aree a Rischio: Il contributo per le scuole in aree a forte processo immigratorio è stato incrementato di 10 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2026.

ü    Personale Ministeriale: Per l’assunzione di 101 funzionari da destinare agli uffici scolastici regionali, è previsto un onere di 4.980.622 euro annui a decorrere dall’anno 2026.

 

5.                   Edilizia Scolastica

L’articolo 141 della bozza di Legge di Bilancio 2026 prevede che le somme versate dagli enti locali per revoche o rinunce a finanziamenti siano riassegnate al fondo unico per l’edilizia scolastica, garantendo così il mantenimento delle risorse nel settore. Inoltre, una delibera della Corte dei Conti menziona stanziamenti già previsti per il 2026, come 58.028.563,50 euro per interventi di sostituzione di edilizia scolastica.

Copertura assicurativa per responsabilità amministrativa del personale scolastico

La copertura assicurativa per la responsabilità amministrativa del personale scolastico

di Anna Armone

Secondo la giurisprudenza contabile costante commettono illecito contabile coloro che partecipano al procedimento diretto alla conclusione di una polizza assicurativa a favore del personale per la copertura del rischio derivante da perdite patrimoniali che l’assicurato sia tenuto a risarcire alla pubblica amministrazione per fatti connessi a responsabilità di tipo amministrativo e contabile regolarmente accertate a seguito di controllo da parte degli organi preposti. La sottoscrizione di un tale contratto costituisce danno erariale “in re ipsa” perché privo di sinallagma e non corrispondente ad un interesse pubblico.

Va preliminarmente ricordato che l’art. 3, comma 59, della L. 24 dicembre 2007, n. 244 detta un divieto generale di assicurare i dipendenti per i rischi che derivano dall’espletamento delle funzioni, limitatamente alla responsabilità per danni cagionati allo Stato o ad altri enti pubblici. La disposizione sanziona con la nullità il contratto di assicurazione con il quale un ente pubblico assicuri propri amministratori per i rischi derivanti dall’espletamento dei compiti istituzionali connessi con la carica, per i rischi che derivano da danni allo Stato o all’ente di appartenenza (responsabilità amministrativa per danno erariale).

La ratio legis cui tale norma è ispirata è duplice: da un lato, essa preserva il principio della responsabilità personale degli amministratori verso lo Stato o gli enti pubblici, ex art. 28 Cost. senza possibilità che tale onere venga artificiosamente addossato all’ente pubblico stesso tramite il pagamento dei premi assicurativi; da un altro lato, essa previene ipotesi di “rischio morale”: infatti, con la copertura del rischio di responsabilità per danni all’amministrazione di appartenenza, si rischierebbe di favorire o incentivare condotte disinvolte o negligenti da parte dei dipendenti pubblici. In sintesi, la norma rafforza il principio secondo cui l’amministratore pubblico deve agire con diligenza, proprio perché consapevole della responsabilità personale e delle conseguenze, anche patrimoniali delle proprie azioni. La responsabilità amministrativa è un deterrente finalizzato a indurre il funzionario al compimento del suo dovere, sotto la minaccia del suo anche personale coinvolgimento nelle conseguenze della sua eventuale condotta volontaria prevaricatrice. Pertanto, la predisposizione di un negozio giuridico assicurativo che tolga dallo status del pubblico funzionario quel deterrente, escludendo ogni tipo di responsabilità erariale, incide sul rapporto di dipendenza funzionale che lega il funzionario all’Ente, ledendo un principio fondamentale dell’ordinamento, che prevede che nei più gravi casi di deviazione dal dovere funzionale, l’agente debba risponderne personalmente.

La disposizione trova fondamento nei principi costituzionali di imparzialità e buon andamento della pubblica amministrazione (art. 97 Cost.), nonché nella responsabilità diretta del pubblico funzionario per danni arrecati a terzi e alla pubblica amministrazione (art. 28 Cost.), senza possibilità di traslazione ad altri soggetti o a coperture assicurative sostenute dall’ente pubblico stesso, pena la vanificazione del principio di responsabilità. Pertanto, un ente pubblico può assicurare quei rischi che rientrino nella sfera della propria responsabilità patrimoniale e che trasferiscano all’assicuratore la responsabilità patrimoniale stessa, mentre sarebbe priva di giustificazione e, come tale, causativa di danno erariale, l’assicurazione di eventi per i quali l’ente non deve rispondere e che non rappresentano un rischio per l’ente medesimo (Sez. contr. Lombardia, Deliberazione n. 665/2011). Unica eccezione rilevante, non applicabile alla generalità dei casi, l’unica deroga al divieto generale, è stata introdotta dal codice dei contratti pubblici di D.lgs. 36/2023 e riguarda solo l’obbligo per la PA di assicurare i dipendenti che svolgono funzioni tecniche specifiche come progettista e verificatore nell’ambito di appalti. Peraltro, la complessità del sistema normativo ha innescato un contrasto giurisprudenziale che ha portato alcune Sezioni regionali a ritenere che l’obbligo assicurativo fosse limitato alla copertura della responsabilità civile verso terzi, senza poter derogare al divieto di assicurare la responsabilità amministrativo-contabile.

Questa eccezione non si applica alla generalità del personale scolastico, docenti e ata, per la responsabilità amministrativa generica. 

Tornando al caso concreto offerto dalla rete, un’offerta di abbonamento a una rivista o l’acquisizione di un qualsiasi servizio che include automaticamente l’assicurazione per la responsabilità amministrativa dei dipendenti della scuola costituisce un tentativo di elusione del divieto di legge. L’elusione si ha anche se l’offerta della rivista e dell’assicurazione accessoria è aggregata alla fornitura del servizio assicurativo per la responsabilità civile, finanziato con i contributi delle famiglie. A tal proposito va ricordato come i contributi volontari fanno parte del Bilancio (D.I. n. 129/2018). Pertanto, i contributi volontari delle famiglie, in quanto risorse finanziarie acquisite dalla scuola, sono a tutti gli effetti entrate proprie dell’Istituzione scolastica che devono essere obbligatoriamente registrate nel Programma Annuale, nell’aggregato specifico “Contributi da privati” (art. 5, comma 2, lett. i) del D.I. 129/2018).

Una volta iscritti in bilancio, perdono la natura di mero “versamento privato” e diventano fondi pubblici, soggetti alle regole della contabilità pubblica.

La Corte dei conti, come su accennato, considera questa prassi come un’operazione finalizzata ad aggirare il principio generale di nullità di tali contratti contra legem. Il divieto ha la sua base nell’articolo 3 comma 59 della della Legge 24 dicembre 2007, n. 244 2008, più volte richiamato nelle considerazioni iniziali.

L’offerta di una casa editrice che unisce al servizio assicurativo la rivista con l’assicurazione per la responsabilità amministrativa del dirigente e del dsga  è un contratto misto. La sua finalità sostanziale è quella di fornire la copertura assicurativa vietata.  Se la scuola stipula un contratto del genere la clausola relativa all’assicurazione per la responsabilità amministrativo contabile del dipendente è nulla di diritto per contrarietà a norma imperativa (art. art. 1418 cc). il divieto è posto a tutela della responsabilità personale del dipendente in caso di danno erariale causato con dolo o colpa grave (attualmente solo per dolo e colpa grave omissiva

Anche il Dipartimento della Funzione Pubblica ha affermato che “gli enti possono stipulare contratti di assicurazione per danni causati dal dipendente o dall’amministratore, purché senza oneri per l’amministrazione, ossia con oneri ricadenti a carico dei soggetti assicurati”. (parere dipartimento funzione pubblica, UPPA, 16 ottobre 2008, n. 50/08).

Dal punto di vista sanzionatorio in caso di violazione, l’amministratore che pone in essere il contratto o che lo proroga ed il beneficiario della copertura assicurativa sono tenuti al rimborso, a titolo di danno erariale, di una somma pari a dieci volte l’ammontare dei premi contrattuali. In conclusione, la scuola che accetta l’offerta mista viola la legge per quanto riguarda la parte assicurativa ed è responsabilità del dirigente scolastico e del Dsga, in quanto responsabile dell’istruttoria contrattuale, assicurarsi che tali contratti non siano stipulati.

Propensioni genetiche e libertà di scelta

Propensioni genetiche e libertà di scelta

Come geni e ambiente si intrecciano nello sviluppo delle inclinazioni personali

di Bruno Lorenzo Castrovinci

L’idea che lo sviluppo umano sia il risultato dell’intreccio tra predisposizioni biologiche e possibilità offerte dall’ambiente ha attraversato la storia delle scienze dell’educazione, ma negli ultimi anni si è arricchita di nuove evidenze. Le ricerche della genetica comportamentale mostrano come le predisposizioni genetiche non agiscano in modo rigido o predeterminato. Al contrario, sembrano orientare, in modo sottile, il modo in cui ciascuno esplora il mondo, stabilisce relazioni, costruisce preferenze e si muove tra le opportunità disponibili.

Questa prospettiva non riduce la libertà individuale ma la amplia. La persona non è mai soltanto il frutto dell’ambiente e non è mai soltanto l’espressione dei geni ereditati. È un sistema dinamico, capace di interpretare e selezionare ciò che la vita offre, trasformando ciò che eredita in un percorso unico. Pensiamo a un bambino che nasce con una lieve predisposizione alla timidezza. Tale ingrediente di base non determina il suo destino. In una scuola che valorizza il lavoro in piccoli gruppi e sostiene le forme graduali di partecipazione, quella timidezza può trasformarsi in ascolto profondo, sensibilità, capacità relazionale. In un ambiente che invece premia solo l’estroversione, la stessa predisposizione potrebbe diventare un ostacolo.

Comprendere queste dinamiche significa ripensare il ruolo della scuola. Un ambiente educativo che riconosce le predisposizioni e le mette in dialogo con le opportunità può diventare il luogo in cui ciascun alunno trova la propria direzione.

La trama invisibile tra natura ed esperienza

Le predisposizioni genetiche non funzionano come un copione da seguire, ma come un insieme di tendenze che si manifestano attraverso preferenze, facilità o difficoltà in specifici ambiti. Studi longitudinali mostrano che bambini con particolari predisposizioni tendono spontaneamente a cercare attività che risuonano con le loro inclinazioni interne. Un bambino con predisposizione musicale, ad esempio, tende a canticchiare fin dalla primissima infanzia, presta attenzione ai rumori che per altri passano inosservati, riconosce melodie dopo pochi ascolti. Questo comportamento non è insegnato, ma è una spinta interna.

Allo stesso tempo l’ambiente reagisce. Un insegnante di scuola dell’infanzia che nota la sensibilità musicale di un bambino può introdurre strumenti ritmici, proporre attività di imitazione sonora, invitare il piccolo a “guidare” un momento musicale. In assenza di questo sguardo attento l’inclinazione potrebbe rimanere invisibile. Il rapporto tra geni ed esperienza diventa così una danza di reciproche influenze.

Immaginiamo ora il caso contrario. Un bambino molto portato al movimento cresce in un ambiente che considera negativamente la corporeità. Qui la predisposizione non trova spazio e tende a comprimersi, trasformandosi in inquietudine o disattenzione. Le stesse predisposizioni che in un ambiente adeguato diventano risorse, in un altro possono apparire difficoltà. La scuola, come luogo che accoglie ogni bambino con la propria storia e le proprie potenzialità, è il punto in cui queste dinamiche diventano visibili e, soprattutto, trasformabili.

La correlazione passiva: l’eredità che guida i primi passi

Nei primi anni di vita l’ambiente familiare influisce profondamente sulla possibilità che una predisposizione si esprima. Un bambino che mostra sensibilità artistica, musicale o linguistica spesso cresce accanto a un genitore che possiede inclinazioni affini. Pensiamo a una bambina che osserva il padre dipingere nel tempo libero. Senza alcuna richiesta esplicita, la bambina inizia a imitare quei gesti. Colori, materiali, tele, libri illustrati diventano strumenti quotidiani che anticipano la nascita di una competenza.

La predisposizione genetica e l’ambiente familiare si rinforzano a vicenda. Un bambino con predisposizione linguistica vive in una casa in cui si legge molto, si ascolta musica, si gioca con le parole. Un bambino portato per le attività manuali vive in una casa dove si riparano oggetti, si smontano piccoli apparecchi, si osserva il funzionamento delle cose. La famiglia offre ciò che conosce e ciò che ama. È in questo intreccio naturale che la predisposizione prende forma.

 

La correlazione reattiva: quando l’ambiente risponde alle caratteristiche del bambino

L’ingresso nella scuola rappresenta un momento decisivo. Qui la predisposizione viene osservata da occhi nuovi. Un bambino che si muove con agilità, ad esempio, può essere invitato a partecipare a progetti sportivi. Una bambina che dimostra curiosità scientifica può essere coinvolta nelle attività di laboratorio o nella cura dell’orto scolastico.

L’ambiente scolastico amplifica ciò che nota. Se un insegnante vede un talento nella scrittura, può proporre alla studentessa di partecipare a un concorso letterario. Se vede una predisposizione per la logica può introdurre giochi matematici o problemi stimolanti. Le scelte degli adulti creano contesti che nutrono la predisposizione.

Ma può accadere anche l’opposto. Un talento non riconosciuto può rimanere inespressa potenzialità. Pensiamo a un bambino molto curioso, ma anche molto vivace. Un insegnante che interpreta la vivacità come disturbo non gli offrirà attività scientifiche o esplorative, privandolo dell’occasione di incanalare quella curiosità. La correlazione reattiva insegna quanto siano importanti la sensibilità educativa e l’osservazione attenta.

La correlazione attiva: la ricerca autonoma delle occasioni

Con la crescita, la persona assume un ruolo sempre più decisivo nel proprio sviluppo. È la fase in cui la predisposizione si collega alla volontà. Un adolescente con predisposizione musicale, anche senza stimoli familiari, può cercare tutorial online, chiedere di iscriversi a un corso serale, risparmiare per comprare uno strumento. Un giovane con predisposizione scientifica può seguire divulgatori sui social, partecipare a fiere, iscriversi a club di robotica.

La correlazione attiva rappresenta la forma più matura della relazione tra geni e ambiente, poiché nasce dall’incontro tra predisposizione e intenzionalità. È il momento in cui la persona compie una scelta. È interessante osservare come molti adulti raccontino la nascita dei loro talenti non come percorsi lineari, ma attraverso una serie di occasioni che loro stessi hanno saputo creare. Un ragazzo appassionato di disegno che non trovava sostegno in casa si è costruito un piccolo spazio sul balcone. Una ragazza con passione per la scrittura, non incoraggiata a scuola, ha iniziato a pubblicare racconti online fino a trovare una comunità che la riconosceva.

Una visione più ampia dello sviluppo

La correlazione tra geni e ambiente ci invita a superare l’idea rigida che contrappone natura e cultura. Le predisposizioni non sono destini biologici, ma potenzialità che chiedono un contesto per fiorire. L’ambiente non è un contenitore neutro, ma un co-costruttore dell’identità che accoglie, amplifica o limita le potenzialità del bambino.

Esempi concreti mostrano come questa visione cambi la pratica educativa. Una scuola che offre diversi linguaggi espressivi permette a ogni predisposizione di trovare casa, quella che valorizza la corporeità sostiene i bambini che apprendono attraverso il movimento e infine quella che dispone di laboratori scientifici permette alle predisposizioni esplorative di emergere.

Ogni individuo vive una combinazione unica di predisposizioni e opportunità. L’educazione ha il compito di trasformare queste combinazioni in occasioni di crescita, in quanto un ambiente scolastico ricco e diversificato può trasformare una predisposizione in competenza e poi in talento.

Conclusioni

La prospettiva della correlazione tra geni e ambiente apre a una comprensione più profonda dello sviluppo umano, in quanto ogni individuo è il risultato di un dialogo continuo tra predisposizioni interne e possibilità esterne. I geni offrono tendenze e inclinazioni, l’ambiente crea opportunità, riconosce segnali, risponde e stimola percorsi inattesi.

Per la scuola questa visione è una responsabilità importante. Osservare attentamente gli studenti significa cogliere frammenti di un’identità in formazione. Creare ambienti differenziati significa offrire a ciascuno lo spazio per esplorare ciò che sente proprio, poichè il talento non nasce per caso ma è il frutto di una danza complessa tra ciò che ereditiamo e ciò che scegliamo di diventare.

Divari territoriali e contrasto alla dispersione scolastica

Ammontano a oltre 32,2 milioni le risorse che il Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha destinato alle scuole per la riduzione dei divari territoriali e il contrasto alla dispersione scolastica attraverso azioni mirate alle aree periferiche e a rischio.

“Ho voluto destinare queste ulteriori risorse – ha dichiarato il Ministro Valditara – al rafforzamento delle misure di contrasto alla dispersione scolastica, riservando una particolare attenzione alle scuole delle aree periferiche e delle aree a maggior rischio di dispersione. Proseguiamo le azioni di Agenda Sud e Agenda Nord a sostegno delle scuole situate nelle aree con maggiori fragilità, per promuovere attività innovative, di personalizzazione degli apprendimenti, di orientamento, di valorizzazione dei talenti e di tutoraggio, affinché nessuno studente sia lasciato indietro”.

Il decreto prevede la destinazione delle risorse alle Scuole secondarie di I e II grado collocate nelle aree periferiche o più esposte al rischio di dispersione scolastica, dove la scuola rappresenta il vero e fondamentale presidio, al fine di prevenire e contrastare il rischio di abbandono scolastico.

Gazzetta ufficiale – Serie Generale n. 295

295 del 20-12-2025

Dati adesione Sciopero 12 dicembre 2025

Ministero dell’Istruzione e del Merito

Ufficio di Gabinetto

COMPARTO E AREA ISTRUZIONE E RICERCA

Settore scuola

Sciopero generale per l’intera giornata del 12 dicembre 2025 proclamato dalla Confederazione CGIL con l’adesione della FLC CGIL per il Comparto e l’Area Istruzione e Ricerca e sciopero per tutto il personale docente e Ata delle Istituzioni scolastiche della Calabria proclamato dal SAESE.

Dati definitivi di adesione

In ottemperanza a quanto previsto dalla Legge n. 146/1990, si comunicano i dati definitivi di adesione allo sciopero del personale digitati dalle istituzioni scolastiche nell’apposito programma di rilevazione presente sul portale SIDI.

A tal proposito risulta che i dati definitivi dello sciopero in questione sono i seguenti:

– le scuole che hanno comunicato i dati di adesione sono state n. 6.688 su un totale di n. 7.671 (87,19%) comprese le istituzioni scolastiche di Trento e Bolzano.

– per quanto attiene il personale, gli aderenti allo sciopero sono stati n. 45.272, pari allo 4,62% delle n. 979.832 unità di personale tenuto al servizio. Questo numero non comprende le n. 110.980 unità di personale assente per altri motivi (es: malattia, ferie, permesso, etc…).

Gazzetta ufficiale – Serie Generale n. 294

294 del 19-12-2025

Fascicolo digitale del personale scolastico

Dal 19 dicembre è disponibile il “Fascicolo digitale del personale scolastico”, la nuova piattaforma del Ministero dell’Istruzione e del Merito che consente di consultare in modo semplice e sicuro le informazioni relative al proprio percorso professionale, attraverso i dati presenti nel sistema informativo dell’istruzione.

Il Fascicolo è accessibile dalla sezione Servizi del sito del MIM ed è rivolto al personale docente, al personale amministrativo, tecnico e ausiliario (ATA), agli insegnanti di religione cattolica e al personale educativo che abbiano prestato servizio presso istituzioni scolastiche.

Il servizio, avviato in fase sperimentale, si pone l’obiettivo di entrare pienamente a regime entro giugno 2026. Consente di effettuare la consultazione dei dati anagrafici e delle informazioni relative al ruolo, alla titolarità e al servizio prestato. In questa prima fase, il personale docente può inoltre accedere ai titoli conseguiti e autodichiarati nei concorsi banditi a partire dal 2020.

Entro marzo 2026 la sezione titoli sarà integrata con le informazioni in possesso dell’Amministrazione, estendendo la consultazione anche alle altre tipologie di personale. La piattaforma sarà progressivamente arricchita con nuove funzionalità e servizi a supporto dei lavoratori della scuola.

Il Fascicolo digitale si inserisce nel più ampio percorso di semplificazione avviato dal Ministero, sviluppato anche grazie alla collaborazione con le organizzazioni sindacali nell’ambito di gruppi di lavoro dedicati.

“La scuola ha bisogno di strumenti semplici e moderni, pensati per chi vi lavora ogni giorno. Il Fascicolo digitale va in questa direzione. È un punto di partenza che ci consentirà di migliorare progressivamente i servizi e di semplificare procedure fondamentali, come quelle sulla mobilità dei docenti”, ha dichiarato il Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara.

L’alta funzione dell’insegnamento

L’alta funzione dell’insegnamento

di Margherita Marzario

“Insegna a un ragazzo come deve vivere, anche da vecchio ricorderà l’educazione avuta” (Proverbi 22, 6)

L’educazione e le sue difficoltà hanno attraversato tutta la storia umana.

Il pedagogista Pier Cesare Rivoltella scrive: “La vera scuola è ancora quella di don Milani, il quale si chiedeva che cosa potesse essere utile e buono da insegnare ai suoi ragazzi, per farli diventare membri attivi della società e persone consapevoli e realizzate. Lo scopo della scuola sarà sempre questo. Ma lo farà in modo ogni volta diverso, seguendo i tempi, mettendo al centro il bene dei ragazzi e della società”. La scuola deve formare il pensiero e ha bisogno di operatori pensanti e non pesanti. La scuola è fatta di soggetti che devono interrogarsi e non di interrogazioni e prestazioni.

“Il ruolo di un adulto significativo, presente e non intrusivo, capace di incoraggiare gli sforzi che il bambino compie, il piacere del gioco, la curiosità e la libertà di movimento, la cura e il rispetto dei suoi tempi, sono insegnamenti di Elinor Goldschmied [pedagogista inglese]” (cit.). Oggi più del passato c’è bisogno di pedagogia e di cultura dell’infanzia.

Il maestro Albero Manzi, nella lettera di commiato agli alunni di quinta elementare, nel 1976: “Spero che abbiate capito quel che ho cercato sempre di farvi comprendere: non rinunciate mai, per nessun motivo, sotto qualsiasi pressione, ad essere voi stessi. Siate sempre padroni del vostro senso critico, e niente potrà farvi sottomettere. Vi auguro che nessuno mai possa plagiarvi o “addomesticare” come vorrebbe”. Insegnare: fornire agli alunni gli strumenti per essere se stessi, per esprimere e realizzare il meglio che sono e che hanno e non diventare copie o fotocopie di altro o altri.

Competenze dell’insegnante: “Sapere – acquisire una serie di conoscenze scientificamente fondate e aggiornate sulle emozioni che si manifestano in bambini e ragazzi nei primi anni di vita e fino alla fine del ciclo della scuola secondaria; Saper essere – sviluppare una maggiore consapevolezza del proprio stile relazionale nel rapporto con le emozioni di allievi e studenti, soprattutto in presenza di comportamenti sfidanti, oppositivi o problematici; Saper fare – apprendere alcuni strumenti operativi per il riconoscimento, la modulazione e la gestione degli stati emotivi di bambini e ragazzi in tutto il loro percorso di crescita a scuola, a casa e in altri contesti di vita quotidiana” (cit.). Sapere, saper essere e saper fare sono le tre dimensioni del processo di apprendimento che riguardano non solo il discente ma anche e innanzitutto il docente.

Ottavio De Bertolis, autore di filosofia del diritto, spiega: “L’amore non si impara da un libro, e non è nemmeno un dovere da adempiere a una certa età, ma lo si apprende solamente avendolo sperimentato sulla propria pelle, e sempre a partire da un altro che inizia per primo. Senza questa esperienza, è umanamente impossibile entrare a nostra volta in un rapporto stabile e profondo che duri nelle difficoltà, cioè nell’amore stesso. Questo diventa per troppi un desiderio invincibile, continuamente frustrato dalla presunta impossibilità di realizzarlo davvero: del resto, non è possibile iniziare a pensare in due, quando tutto il nostro mondo ci ha insegnato a pensare solo contando fino a uno, il sé. Dobbiamo ammettere che abbiamo insegnato ai nostri figli di anteporre l’io al noi; ma l’amore è frutto del dimenticarsi, ritrovando nel «due» quello che ognuno ha dovuto perdere per incontrare l’altro. È un mondo intero che mi ha insegnato che il mio tempo, i miei spazi, i miei desideri, le mie ambizioni vengono prima di te, e che quindi tu sei sacrificabile”. L’amore non si può insegnare ma si può trasmettere, si può educare all’amore, si può dare l’esempio di amore, nell’amore. Le nuove generazioni sono circondate, purtroppo, da disamore: privi di amore, privati dell’amore. Gli insegnanti appassionati e appassionanti possono trasmettere l’amore per la cultura, per l’altro, per il nuovo, per la vita.

Per esempio, tra i tanti, si può insegnare la storia e si può dare una chiave di lettura ai giovani dei loro tormenti, inquietudini e scontri con il mondo adulto anche attraverso la storia del cinema. Emblematici in tal senso la figura di Vittorio Gassman (spinto dalla madre a recitare, tanti amori, depressione) e il film da lui interpretato “Il sorpasso” in cui, tra l’altro, si tratta dell’alta velocità. Lo psicologo e formatore Stefano Centonze sostiene: “Un insegnante che porta il cinema in classe con intelligenza emotiva sta facendo qualcosa di profondo: sta insegnando ai ragazzi a vedere oltre la superficie. A riconoscere le dinamiche emotive che muovono le persone. A sviluppare empatia autentica”.

Il pedagogista Camillo Bortolato afferma: “[…] i bambini che nascono nell’integrità delle loro capacità sono come degli uccellini che guardano dall’alto e vogliono vedere tutto. Ma a scuola perdono le ali, perché insegniamo loro un numero alla volta, una lettera alla volta, che è come camminare al posto di volare. Loro vorrebbero vedere il panorama intero. Con l’apprendimento goccia a goccia, muoiono di sete. Vengono spenti perché questa modalità è opposta al loro modo naturale di apprendere”. L’insegnamento deve essere plurale, “pluviale”, per arrivare in abbondanza e a tutti, anche in linea con gli articoli 28 e 29 della Convenzione Internazionale sui Diritti dell’Infanzia.

La scuola deve essere laboratorio di ricerca e i bambini ricercatori, mentre gli insegnanti devono essere “intellettuali” nel senso di pensatori per stimolare il pensiero altrui e produrre nuova cultura.

Insegnare è dare solo una parte di sé (quello che si è imparato, che si sa…), per cui il bambino impara il pensiero dell’adulto, si permea di quel pensiero. Educare è dare tutto se stessi, esprimere, essere se stessi, così il bambino prova emozione e sviluppa ed esprime anche il suo pensiero (si legga anche l’art. 13 della Convenzione Internazionale sui Diritti dell’Infanzia). Il bambino “chiede” – etimologicamente “desiderare, cercare” – educazione e non istruzione.

La psicologa Torey L. Hayden si chiede: “Continuo a domandarmi quale sia il vero scopo della scuola. Qual è? Insegnare a leggere, scrivere e far di conto? Oppure dare ai bambini gli strumenti adeguati perché diventino gli esseri umani che un giorno ci aiuteranno a tirarci fuori da questo orrendo pasticcio in cui il mondo si trova? […] Il nostro lavoro, qui, è insegnare […]. A leggere, scrivere, a far di conto e a fare tutte le altre cose che ci sono nel programma. È così che miglioriamo gli altri. Non c’è altro modo” (nel libro “Figli di nessuno”). Etimologicamente “leggere” significa “raccogliere” e, quindi “cogliere il significato”. Da cui “intelletto”, “intelligenza”, composte da “intus legere” o “inter legere”. Non a caso oggi si parla di intelligenze, tra cui l’intelligenza emotiva. Promuovere la lettura, perciò, non è semplicemente insegnare a decodificare testi ma andare oltre. Chi promuove la lettura deve essere coinvolto e credibile.

Agli insegnanti è richiesta continuamente una “nuova professionalità”, non fatta di titoli di studio, specializzazioni o aggiornamenti quanto di “lavoro su stessi e su ogni singolo alunno”, come nei casi di DSA. “Conoscere i Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA) è fondamentale per promuovere un’educazione inclusiva e personalizzata. I DSA, come la dislessia, la discalculia, e la disgrafia, non sono legati all’intelligenza generale, ma influenzano il modo in cui il cervello elabora determinate informazioni. Perciò approfondire adeguatamente la tematica consente di evitare errori di giudizio, ridurre il rischio di demotivazione e insuccesso scolastico, e favorire strategie didattiche mirate. Interventi tempestivi con piani educativi individualizzati o strumenti compensativi, possono migliorare significativamente il percorso scolastico degli studenti con DSA” (cit.). Il neuropsichiatra infantile Leonardo Boatti puntualizza: “Gli insegnanti dovrebbero andare in pensione a 55 anni perché è un lavoro pesante. Non è facile lavorare con i bambini di oggi e soprattutto avere a che fare con i genitori di oggi” (in un webinar del 5 maggio 2025). Niente di più vero! Oggi il rapporto con i genitori è uno degli aspetti più deleteri di una delle professioni più belle e importanti. Alcuni genitori sono irrispettosi (o, peggio, irriverenti) e dispettosi più dei figli e scaricano ogni responsabilità sugli insegnanti, sui figli degli altri o sull’anonima società.

Violenza verso il personale scolastico

Il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha registrato un significativo calo dei casi di violenza nei confronti del personale scolastico: da settembre a oggi, sono state segnalate 4 aggressioni, a fronte delle 21 registrate nello stesso periodo dell’anno scolastico 2024/2025 e delle 19 del 2023/2024.

Il dato conferma una tendenza positiva: nell’anno scolastico 2024/2025 gli episodi complessivi erano stati 51, mentre nel 2023/2024 71. Le vittime sono prevalentemente gli insegnanti, colpiti, nella maggior parte dei casi, da familiari degli studenti.

“Anche se occorre attendere il consolidamento di questa linea di tendenza, si tratta certamente di dati molto importanti per la grande rilevanza del calo delle aggressioni. Un ruolo significativo lo ha giocato l’introduzione di sanzioni più severe nei confronti di chi usa violenza contro il personale scolastico e nessuna tolleranza verso ogni forma di aggressione nei loro confronti. Stiamo restituendo autorevolezza ai docenti e rimettendo al centro la cultura del rispetto. Deve essere chiaro che chi aggredisce un docente aggredisce anche lo Stato”, ha dichiarato il Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara.

Si riporta, in dettaglio, il risultato del monitoraggio costante, avviato dal MIM già nel 2023.

Nota 18 dicembre 2025, AOODGCASIS 8069

Ministero dell’istruzione e del merito
Dipartimento per le risorse, l’organizzazione e l’innovazione digitale
Direzione Generale per l’innovazione digitale, la semplificazione e la statistica

Ai Dirigenti scolastici/Coordinatori didattici delle Istituzioni scolastiche statali e paritarie di ogni ordine e grado
e, p.c. Ai referenti delle Regioni aderenti al sistema delle Iscrizioni on Line LORO E-MAIL
Al Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione
Al Dipartimento per le risorse, l’organizzazione e l’innovazione digitale
Alla Direzione Generale per gli ordinamenti scolastici, la formazione del personale scolastico e la valutazione del sistema nazionale di istruzione
Agli Uffici Scolastici Regionali

Oggetto: Iscrizioni on line anno scolastico 2026/2027 – Attività propedeutiche