Dietrofront: lo sciopero dei sindacati maggiori non si farà il 23 maggio, presto un’altra data

da La Tecnica della Scuola

Dietrofront: lo sciopero dei sindacati maggiori non si farà il 23 maggio, presto un’altra data

L’annunciato sciopero del 23 maggio, deciso dai sindacati maggiori per rivendicare un nuovo contratto e più risorse per la scuola, si farà in un’altra data.

La modifica rispetto alla data iniziale, resa pubblica il 28 aprile dai sindacati Flc-Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola e Snals, si deve al fatto che quello stesso giorno, il 23 maggio, è da oltre 20 anni dedicato alla commemorazione delle vittime dalla mafia. In particolare, il 23 maggio del 1992, perse la vita il giudice Giovanni Falcone, con la compagna e la scorta, proprio per mano mafiosa.

Con un comunicato unitario, firmato dai segretari generali Pantaleo, Gissi, Turi e Nigi, i sindacati spiegano che “la difesa della legalità e il contrasto alla mafia sono temi cui da sempre la scuola pone massima attenzione e impegno, considerandoli prioritari e centrali nella sua azione volta alla formazione della persona e del cittadino”.

“Per questa ragione, considerato che il 23 maggio si ricorderà in tutta Italia il tragico evento della strage di Capaci e che saranno numerose le iniziative di commemorazione promosse nelle nostre scuole, le segreterie nazionali di Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola e Snals Confsal, anche raccogliendo le sollecitazioni in tal senso pervenute da associazioni e istituti scolastici, hanno deciso di procedere all’individuazione di una data diversa da quella inizialmente prevista per lo svolgimento dello sciopero annunciato nel corso della manifestazione del 28 aprile, indetto per rivendicare il rinnovo del contratto nazionale e adeguate riposte alle tante emergenze del comparto, a partire da quelle legate all’applicazione della legge 107”.

Nel comunicato si spiega anche che “l’individuazione della nuova data di effettuazione dello sciopero avverrà nel corso di un incontro dei segretari organizzativi a tal fine già convocato per lunedì 2 maggio”.

Sui social, intanto, si scatenano le critiche: come hanno fatto i sindacati a dimenticare che il 23 maggio non si poteva scioperare?

Sciopero scuola, sarà scelta una data diversa dal 23 maggio

da tuttoscuola.com

Sciopero scuola, sarà scelta una data diversa dal 23 maggio

I segretari generali dei sindacati scuola, Domenico Pantaleo – Flc Cgil, Maddalena Gissi – Cisl Scuola, Giuseppe Turi – Uil Scuola e Marco Paolo Nigi – Snals Confsal,  promotori della proclamazione di sciopero per il 23 maggio, hanno emesso in giornata un comunicato di rettifica sulla data scelta.

“La difesa della legalità e il contrasto alla mafia sono temi cui da sempre la scuola pone massima attenzione e impegno, considerandoli prioritari e centrali nella sua azione volta alla formazione della persona e del cittadino.

Per questa ragione, considerato che il 23 maggio si ricorderà in tutta Italia il tragico evento della strage di Capaci e che saranno numerose le iniziative di commemorazione promosse nelle nostre scuole, le segreterie nazionali di Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola e Snals Confsal, anche raccogliendo le sollecitazioni in tal senso pervenute da associazioni e istituti scolastici, hanno deciso di procedere all’individuazione di una data diversa da quella inizialmente prevista per lo svolgimento dello sciopero annunciato nel corso della manifestazione del 28 aprile, indetto per rivendicare il rinnovo del contratto nazionale e adeguate riposte alle tante emergenze del comparto, a partire da quelle legate all’applicazione della legge 107.

L’individuazione della nuova data di effettuazione dello sciopero avverrà nel corso di un incontro dei segretari organizzativi a tal fine già convocato per lunedì 2 maggio.

Gissi (Cisl), la ministra ci risponda nel merito

da tuttoscuola.com

Gissi (Cisl), la ministra ci risponda nel merito

Non è accettabile che alle motivazioni di uno sciopero, puntuali e precise, si risponda deviando il discorso su altre questioni, come fa la ministra: ci dica se i lavoratori della scuola hanno diritto o no a vedersi rinnovato un contratto fermo da troppi anni. Ci dica se è vero o no che i nostri insegnanti, il personale ATA e gli stessi dirigenti continuano a essere i meno pagati in Europa, portando per intero sulle loro spalle la fatica di far vivere e funzionare ogni giorno la scuola pubblica italiana. Ci dica perché non accetta che i lavoratori pretendano garanzie di obiettività e trasparenza nelle procedure di assegnazione di sede, o si rifiutino di veder trasformata la valorizzazione professionale in un concorso a premi“. Così Lena Gissi, segretaria generale Cisl Scuola, dopo la mainfestazione sindacale di ieri davanti a Montecitorio.

Sono tutte questioni, insiste la sindacalista, “su cui è il ministro, non i sindacati, a rifiutarsi di discutere, di cercare insieme soluzioni ragionevoli, utili davvero alla miglior qualità del servizio e non solo alla tutela di chi lavora. Se poi vuole affrontare il tema del reclutamento, non se la cavi intestandosi il merito di aver bandito un concorso, senza spiegare perché nel frattempo restano senza risposta attese e diritti di migliaia e migliaia di precari. Che non abbiamo creato noi, ma un’insensata politica degli organici che si trascina da anni e che la legge 107 non ha affatto sanato, tant’è vero che abbiamo quest’anno più lavoro precario che in quelli precedenti“.
La proclamazione di uno sciopero, sottolinea Gissi, “non è mai una decisione che si assume a cuor leggero, perché lo sciopero è un sacrificio prima di tutto per chi lo fa e vi si ricorre sempre come extrema ratio, quando le porte del confronto e del negoziato restano sbarrate. Rifletta su questo, forse si stupirà di meno e capirà un po’ di più le ragioni della scuola e dei suoi lavoratori“.

Problemi legali dei DSA

Como. Problemi legali dei DSA

L’indennità di frequenza e il diritto del lavoratore alla flessibilità sono alcuni degli argomenti che tratterà l’avvocato Maria Cristina Forgione, Socia AID, Probiviro Fondazione Italiana Dislessia.
Un appuntamento con l’avvocato Maria Cristina Forgione, Socia AID, Probiviro Fondazione Italiana Dislessia.
L’appuntamento è previsto per il 10 maggio 2016 alle 21, presso la Sala comunale Circoscrizione n° 3 di Como – Camerlata (via Varesina 1/A – Como).
L’ingresso è gratuito.

Vogliamo che il 1° Maggio sia anche la nostra festa!

Vogliamo che il 1° Maggio sia anche la nostra festa! #DOWNLAVORO

Ogni anno in molti Paesi del mondo viene festeggiata la giornata del 1°Maggio, la Festa dei lavoratori, per ricordare l’impegno e i traguardi raggiunti dai lavoratori in campo economico e sociale.
La festa ricorda le battaglie operaie e la lotta per ottenere il diritto ad avere un lavoro per tutti.

L’Associazione Italiana Persone Down sostiene l’ingresso delle persone con sindrome di Down nel mondo del lavoro, ponendosi da molti anni l’obiettivo di individuare percorsi di inserimento professionale, formare personale specializzato per l’accompagnamento e il tutoraggio sul posto di lavoro, realizzare progetti concreti di inserimento in azienda.
Da persone con disabilità intellettiva da “tenere occupate” ad adulti lavoratori: questo è il cambiamento d’immagine delle persone con sindrome di Down che finalmente inizia a prendere forma nell’opinione pubblica e soprattutto tra le aziende che hanno iniziato ad assumere e conoscere lavoratori con sindrome di Down.
Il programma “Hotel 6 Stelle” di Rai3 nel 2013-2014 ha sensibilizzato molte aziende e grazie al lavoro di AIPD a seguito di questo e il progetto “Lavoriamo in rete” nelle regioni del sud, nel 2015-2016, sono state realizzate 13 assunzioni e 112 tirocini, oltre a 24 stage brevi e 24 tirocini all’estero. Nel complesso sono state 173 le esperienze lavorative avviate in questi 2 anni.
“A questi lavoratori speciali e a quelli che verranno l’AIPD dedica la Festa dei lavoratori. Persone tra le persone, lavoratori tra i lavoratori: così si realizza la vera inclusione” dice Anna Contardi coordinatrice nazionale di AIPD.

Guarda il video #DOWNLAVORO  realizzato dall’AIPD in occasione del 1°Maggio: