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Decreto FP 23 dicembre 2020

PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI DIPARTIMENTO DELLA FUNZIONE PUBBLICA

Decreto Funzione Pubblica 23 dicembre 2020

Proroga delle disposizioni di cui al decreto 19 ottobre 2020, recante «Misure per il lavoro agile nella pubblica amministrazione nel periodo emergenziale». (20A07384)

(GU Serie Generale n.323 del 31-12-2020)

IL MINISTRO PER LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

Vista la legge 23 agosto 1988, n. 400, recante la «Disciplina
dell’attivita’ di Governo e ordinamento della Presidenza del
Consiglio dei ministri» e successive modificazioni e integrazioni;

Visto il decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 303, recante
«Ordinamento della Presidenza del Consiglio dei ministri, a norma
dell’art. 11 della legge 15 marzo 1997, n. 59» e successive
modificazioni e integrazioni;

Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 4
settembre 2019 che dispone la delega di funzioni al Ministro per la
pubblica amministrazione on. Fabiana Dadone;

Vista la legge 22 maggio 2017, n. 81, recante «Misure per la tutela
del lavoro autonomo non imprenditoriale e misure volte a favorire
l’articolazione flessibile nei tempi e nei luoghi del lavoro
subordinato»;

Visto il decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, convertito, con
modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n. 27 e, in particolare,
l’art. 87, recante misure straordinarie in materia di lavoro agile
per il pubblico impiego;

Vista la delibera del Consiglio dei ministri 7 ottobre 2020 di
proroga, fino al 31 gennaio 2021, dello stato di emergenza in
conseguenza del rischio sanitario connesso all’insorgenza di
patologie derivanti da agenti virali trasmissibili;

Visto il decreto del Ministro per la pubblica amministrazione 19
ottobre 2020, recante «Misure per il lavoro agile nella pubblica
amministrazione nel periodo emergenziale», pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale – Serie generale – n. 268 del 28 ottobre 2020;

Considerata la necessita’ di continuare a garantire, in relazione
alla durata e all’evolversi della situazione epidemiologica,
l’erogazione dei servizi rivolti a cittadini e alle imprese con
regolarita’, continuita’ ed efficienza, cosi’ come previsto dall’art.
263, comma 1 del decreto-legge 19 maggio 2020, convertito, con
modificazioni, dalla legge 17 luglio 2020, n. 77;

Ritenuto necessario confermare, per tutta la durata dello stato
emergenziale, cosi’ come prorogata dalla citata delibera del
Consiglio dei ministri 7 ottobre 2020, le misure adottate con il
citato decreto del Ministro per la pubblica amministrazione 19
ottobre 2020;

Decreta:

Art. 1 Proroga delle disposizioni di cui al decreto 19 ottobre 2020

1. Le disposizioni di cui al decreto del Ministro per la pubblica
amministrazione 19 ottobre 2020 sono prorogate fino al 31 gennaio
2021.

Il presente decreto, previa sottoposizione agli organi di
controllo, sara’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica
italiana.

Roma, 23 dicembre 2020

Il Ministro: Dadone

Registrato alla Corte dei conti il 30 dicembre 2020
Ufficio di controllo sugli atti della Presidenza del Consiglio, del
Ministero della giustizia e del Ministero degli affari esteri, reg.ne
n. 3009

Nota 26 ottobre 2020, AOODPIT 1934

Ministero dell’Istruzione
Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e di formazione

ai Dirigenti Scolastici delle istituzioni del sistema nazionale di istruzione
ai Direttori Generali degli Uffici Scolastici Regionali ai dirigenti titolari degli Uffici scolastici Regionali per l’Umbria, la Basilicata e il Molise
e, p.c., al Sovrintendente Scolastico per la Scuola in lingua italiana di Bolzano all’Intendente Scolastico per la Scuola in lingua tedesca di Bolzano all’Intendente Scolastico per la Scuola delle località ladine di Bolzano al Dirigente del Dipartimento Istruzione e cultura per la Provincia di Trento al Sovrintendente Scolastico per la Regione Valle D’Aosta
ai Coordinatori Didattici delle istituzioni del sistema nazionale di istruzione
alle OO.SS. del comparto istruzione e ricerca e della dirigenza scolastica

Oggetto: Indicazioni operative per lo svolgimento delle attività didattiche nelle scuole del territorio nazionale in materia di Didattica digitale integrata e di attuazione del decreto del Ministro della pubblica amministrazione 19 ottobre 2020.


Ipotesi CCNI (24.10.2020)
Modalità e i criteri sulla base dei quali erogare le prestazioni lavorative e gli adempimenti connessi resi dal personale docente del comparto “Istruzione e ricerca”, nella modalità a distanza

Decreto Ministero PA 19 ottobre 2020
Lavoro agile nella pubblica amministrazione

Decreto Ministero PA 19 ottobre 2020

PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI
DIPARTIMENTO DELLA FUNZIONE PUBBLICA

Misure per il lavoro agile nella pubblica amministrazione nel periodo emergenziale. (20A05940)

(GU Serie Generale n.268 del 28-10-2020)

Comunicato PCM 15 ottobre 2020

PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI

COMUNICATO  

Adozione del Piano triennale per l’informatica nella pubblica amministrazione 2020-2022 (20A05473)

(GU Serie Generale n.255 del 15-10-2020)

Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 17 luglio 2020, registrato dalla Corte dei conti con il n. 2053/2020 e’ stato approvato, ai sensi dell’art. 14-bis, comma 2, lettera b), del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, il Piano triennale per l’informatica nella pubblica amministrazione 2020-2022.

Il decreto di approvazione e l’allegato Piano triennale per l’informatica nella pubblica amministrazione 2020-2022 sono pubblicati sui siti web istituzionali del Ministro per l’innovazione tecnologica e la digitalizzazione (www.innovazione.gov.it) e dell’Agenzia per l’Italia digitale (www.agid.gov.it).

Circolare Funzione Pubblica 24 luglio 2020, n. 3

Presidenza del Consiglio dei Ministri
MINISTERO PER LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

Alle amministrazioni pubbliche di cui all’articolo 1, comma 2, d.lgs. 165/2001

DFP 49124 – P

Oggetto: Indicazioni per il rientro in sicurezza sui luoghi di lavoro dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni.


Forum PA 2019

Il Forum PA 2019 si svolge dal 14 al 16 maggio 2019 presso il Roma Convention Center – La Nuvola in viale Asia a Roma.


Il Miur al #ForumPA2019 con 15 workshop Scuola, Università, Ricerca e AFAM per la creazione di “valore pubblico”

Uno stand di 100 metri quadri dove far incontrare esperti e cittadini, 15 workshop e un convegno dedicato al ruolo della PA come soggetto attivo in grado di creare il cosiddetto “valore pubblico”. Sono alcuni dei punti chiave della partecipazione del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca al Forum PA 2019 che si terrà dal 14 al 16 maggio 2019 presso il Roma Convention Center – La Nuvola in viale Asia a Roma.

Il valore pubblico è il tema centrale della 30° edizione di Forum PA. E sarà approfondito attraverso tre percorsi: i grandi processi di cambiamento organizzativo, culturale e istituzionale per una PA sempre più attenta all’impatto dell’azione pubblica e pronta alle sfide dei prossimi trent’anni; l’Agenda Digitale come ecosistema abilitante di tutte le riforme e come driver di sviluppo e rafforzamento della capacità innovativa del Paese; le grandi politiche pubbliche per lo sviluppo sostenibile del Paese nel quadro degli obiettivi dell’Agenda 2030.

Il Convegno
Al centro del programma del MIUR, il convegno sul ruolo della Scuola, dell’Università, della Ricerca e dell’Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica (AFAM) come agenti di promozione di valore pubblico attraverso l’indispensabile rafforzamento delle competenze di base, trasversali e di alta formazione necessarie per lo sviluppo e la crescita sostenibile del Paese. Interverranno Giuseppe Valditara, Capo Dipartimento per la Formazione Superiore e per la Ricerca, Carmela Palumbo, Capo Dipartimento per il Sistema Educativo di Istruzione e Formazione, Emilio Fortunato Campana, Direttore dell’INSEAN – CNR e Maria Luisa Chiusano, Ricercatore Associato della Stazione Zoologica “Anton Dohrn”. A moderare sarà Alessandra Migliozzi, Capo Ufficio Stampa del MIUR. L’appuntamento è giovedì 16 maggio alle ore 11:45.

Per iscriversi al convegno:

Event Details

I workshop e i partner
L’azione del MIUR per rafforzare e valorizzare le Infrastrutture di Ricerca: risultati, impatto e sostenibilità. Orientamento alla Scienza: il Piano Lauree Scientifiche per Scuole e Università. Fondo di Fondi PON Ricerca e Innovazione: investire in ricerca e innovazione nel Mezzogiorno. La valorizzazione delle idee di ricerca pubblica per lo sviluppo del Paese. Il PON e la valorizzazione del patrimonio culturale, artistico e paesaggistico. Questi sono alcuni dei temi che verranno trattati nei 15 workshop tenuti da personale esperto del MIUR. La Conferenza dei Rettori delle Università Italiane (CRUI), il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) e la Stazione Zoologica “Anton Dohrn” sono i quattro partner che hanno aderito all’iniziativa insieme al MIUR. Uno spazio specifico sarà dedicato anche all’attività di comunicazione social realizzata dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca. Da Facebook a Telegram verranno ripercorsi la storia della nascita del profilo social del Ministero, Miur Social, gli obiettivi iniziali di comunicazione e l’apertura di canali rivolti a diversi pubblici di riferimento.

Il Premio PA Sostenibile
Anche quest’anno il MIUR partecipa al “Premio PA sostenibile. 100 progetti per raggiungere gli obiettivi dell’Agenda 2030” con quattro progetti. La cerimonia di premiazione si svolgerà mercoledì 15 maggio dalle 13.00, nell’ambito del convegno “Promuovere l’innovazione sostenibile, orientare il mercato: un nuovo ruolo del government”.

I nostri workshop:

partner

Legge 11 febbraio 2019, n. 12

Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 14 dicembre 2018, n. 135, recante disposizioni urgenti in materia di sostegno e semplificazione per le imprese e per la pubblica amministrazione. (19G00017)
(GU Serie Generale n.36 del 12-02-2019)

La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno approvato;
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Promulga la seguente legge:

Art. 1
1. Il decreto-legge 14 dicembre 2018, n. 135, recante disposizioni urgenti in materia di sostegno e semplificazione per le imprese e per la pubblica amministrazione, e’ convertito in legge con le modificazioni riportate in allegato alla presente legge.
2. Il decreto-legge 29 dicembre 2018, n. 143, e’ abrogato. Restano validi gli atti e i provvedimenti adottati e sono fatti salvi gli effetti prodottisi ed i rapporti giuridici sorti sulla base del medesimo decreto-legge 29 dicembre 2018, n. 143.
3. Il decreto-legge 11 gennaio 2019, n. 2, e’ abrogato. Restano validi gli atti e i provvedimenti adottati e sono fatti salvi gli effetti prodottisi ed i rapporti giuridici sorti sulla base del medesimo decreto-legge 11 gennaio 2019, n. 2.
4. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.
La presente legge, munita del sigillo dello Stato, sara’ inserita nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana.
E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge dello Stato.
Data a Roma, addi’ 11 febbraio 2019
MATTARELLA
Conte, Presidente del Consiglio dei ministri
Visto, il Guardasigilli: Bonafede

Avvertenza: Il decreto-legge 14 dicembre 2018, n. 135, e’ stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale – Serie generale – n. 290 del 14 dicembre 2018. A norma dell’art. 15, comma 5, della legge 23 agosto 1988, n. 400 (Disciplina dell’attivita’ di Governo e ordinamento della Presidenza del Consiglio dei ministri), le modifiche apportate dalla presente legge di conversione hanno efficacia dal giorno successivo a quello della sua pubblicazione. Il testo del decreto-legge coordinato con la legge di conversione e’ pubblicato in questa stessa Gazzetta Ufficiale alla pag. 49.

PA e Autonomia differenziata in CdM

Il Consiglio dei ministri, nel corso della riunione del 21 dicembre 2018,

  • ha approvato, in esame preliminare, un disegno di legge delega per il miglioramento della pubblica amministrazione;
  • ha condiviso l’informativa sull’autonomia differenziata prevista dall’art. 116, terzo comma, della Costituzione, richiesta dalle Regioni Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna.

PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

Deleghe al Governo per il miglioramento della pubblica amministrazione (disegno di legge – esame preliminare)

Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro per la pubblica amministrazione Giulia Bongiorno, ha approvato, in esame preliminare, un disegno di legge che delega il Governo, entro diciotto mesi dall’approvazione della delega, ad adottare uno o più decreti legislativi per il miglioramento della pubblica amministrazione.

L’obiettivo del provvedimento è di individuare soluzioni concrete per garantire l’efficienza delle pubbliche amministrazioni, il miglioramento dell’organizzazione amministrativa e l’incremento della qualità dei servizi erogati, in primo luogo mediante una riforma del rapporto di lavoro alle dipendenze delle pubbliche amministrazioni che punti alla valorizzazione del merito, della competenza e delle capacità organizzative e relazionali del personale. Al riguardo, l’intervento normativo concerne i vari aspetti in cui tale rapporto si articola: accesso al pubblico impiego e alla qualifica dirigenziale, procedure di mobilità, procedimenti di valutazione delle competenze e procedimenti disciplinari.

Tra le novità: l’istituzione di un sistema nazionale di valutazione della performance coordinato dal Dipartimento della funzione pubblica, finalizzato anche all’individuazione e condivisione delle buone pratiche in materia di gestione del ciclo della performance; il coinvolgimento di utenti in rapporto diretto con l’amministrazione; l’utilizzazione di soggetti, anche estranei alla pubblica amministrazione, in possesso di un’effettiva competenza in materia di organizzazione amministrativa e di gestione delle risorse umane.

Il testo verrà quindi trasmesso alla Conferenza unificata per l’acquisizione del parere di competenza.


AUTONOMIA DIFFERENZIATA DELLE REGIONI

Illustrazione delle intese concernenti l’autonomia differenziata ai sensi dell’articolo 116, terzo comma, della Costituzione

Il Consiglio dei Ministri ha condiviso l’informativa svolta dal Ministro per gli affari regionali e le autonomie Erika Stefani in merito al percorso di attuazione dell’autonomia differenziata prevista dall’art. 116, terzo comma, della Costituzione e richiesta dalle Regioni Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna.

È stato delineato il percorso per il completamento dell’acquisizione delle intese citate, che prevede la conclusione della fase istruttoria entro il 15 gennaio 2019 e la definizione della proposta da sottoporre ai Presidenti delle Regioni interessate entro il 15 febbraio 2019.

Circolare Ministero PA 1 ottobre 2018, n. 3

Circolare Ministero PA 1 ottobre 2018, n. 3

Alle Amministrazioni pubbliche di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165

LORO SEDI

Oggetto: Responsabile per la transizione digitale – art. 17 decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82 “Codice dell’amministrazione digitale

Nell’ambito della serie di azioni, a cui il Governo intende dare corso, per la trasformazione digitale della pubblica amministrazione, affinché sia di supporto alla crescita digitale dell’Italia, riveste particolare importanza l’individuazione della figura del responsabile per la transizione al digitale.

Con la presente circolare si richiama l’attenzione su alcuni aspetti di particolare rilevanza connessi alla predetta nomina, ferma restando l’autonomia organizzativa riconosciuta dall’ordinamento giuridico alle amministrazioni in indirizzo.

La trasformazione digitale richiede il contributo ed il coinvolgimento di ogni articolazione della macchina pubblica e a tal fine il Codice dell’Amministrazione Digitale (CAD), adottato con d.lgs. 7 marzo 2005, n. 82, modificato da ultimo con i decreti legislativi n. 179 del 2016 e n. 217 del 2017, prevede all’art. 17 che le pubbliche amministrazioni garantiscano l’attuazione delle linee strategiche per la riorganizzazione e la digitalizzazione dell’amministrazione definite dal Governo.

L’art. 17, comma 1, CAD, stabilisce che ciascuna pubblica amministrazione sia tenuta ad affidare ad un unico ufficio dirigenziale, fermo restando il numero complessivo degli uffici, la “transizione alla modalità operativa digitale e i conseguenti processi di riorganizzazione finalizzati alla realizzazione di un’amministrazione digitale e aperta, di servizi facilmente utilizzabili e di qualità, attraverso una maggiore efficienza ed economicità” nominando un Responsabile per la Transizione al Digitale (RTD). Giova precisare che già nel testo previgente si attribuiva alla struttura per l’organizzazione, l’innovazione e le tecnologie una serie di compiti di rilievo strategico. Si consideri che rientrava tra i suoi compiti (confermati peraltro nella attuale formulazione del CAD) quello di analizzare la coerenza tra l’organizzazione dell’amministrazione e l’utilizzo delle tecnologie digitali, ovvero di ridurre i tempi e i costi dell’azione amministrativa, e anche di promuovere le iniziative attinenti l’attuazione delle direttive impartite dal Presidente del Consiglio dei Ministri o dal Ministro delegato per l’innovazione e le tecnologie.

La novella di cui al d.lgs. 179/2016 istituisce la figura del RTD, ne definisce la collocazione organizzativa e dispone che, con riferimento ai compiti relativi alla transizione alla modalità digitale, risponde direttamente all’organo di vertice politico o, in sua assenza, a quello amministrativo dell’ente (art. 17, commi 1-ter e 1-sexies, CAD). La rilevanza di una tale previsione nell’ordinamento giuridico italiano denota la volontà del legislatore di ricondurre immediatamente al vertice dell’amministrazione la governance – intesa come attività di indirizzo, coordinamento e correlata responsabilità – della transizione del Paese al digitale, attraverso la realizzazione di servizi pubblici rivisitati in un’ottica che ne preveda la piena integrazione con le nuove tecnologie e non più la giustapposizione di queste ultime alle esistenti forme di organizzazione. Da ciò si evince che, nel rispetto degli assetti organizzativi dell’amministrazione di riferimento e del principio di separazione tra funzioni del vertice politico e del vertice amministrativo, il legislatore attribuisce ai compiti demandati al RTD una valenza strategica tale da imprimere ai relativi obiettivi una derivazione diretta da parte del vertice politico che trova immediata espressione nella direttiva generale per l’attività amministrativa, successivamente da declinarsi nella programmazione strategica e operativa delineata nel piano della performance.

Ciò posto, dalla data di entrata in vigore di tale obbligo (14 settembre 2016) ad oggi, risulta che soltanto un numero limitato di amministrazioni ha provveduto ad individuare tale figura, essenziale per la digitalizzazione coordinata del Paese.

Con la presente Circolare, nella convinzione della centralità del ruolo del RTD ai fini della trasformazione digitale dell’amministrazione e del pieno adempimento delle norme in materia di innovazione della pubblica amministrazione, si richiamano le amministrazioni a provvedere, con ogni opportuna urgenza, alla individuazione del RTD preposto all’ufficio per la transizione al digitale e alla relativa registrazione sull’Indice delle pubbliche amministrazioni (IPA  www.indicepa.gov.it).

L’urgenza di provvedere a tale adempimento da parte di tutti i soggetti tenuti all’applicazione del CAD (così come individuati all’art. 2, comma 2, D. Lgs. n. 82/2005), emerge chiaramente dall’elenco esemplificativo e non esaustivo, contenuto nell’art. 17 citato, dei compiti attribuiti al suddetto Ufficio:

  1. coordinamento strategico dello sviluppo dei sistemi informativi di telecomunicazione e fonia;
  2. indirizzo e coordinamento dello sviluppo dei servizi, sia interni sia esterni, forniti dai sistemi informativi di telecomunicazione e fonia dell’amministrazione;
  3. indirizzo, pianificazione, coordinamento e monitoraggio della sicurezza informaticarelativamente ai dati, ai sistemi e alle infrastrutture anche in relazione al sistema pubblico di connettività;
  4. accesso dei soggetti disabili agli strumenti informatici e promozione dell’accessibilità;
  5. analisi periodica della coerenza tra l’organizzazione dell’amministrazione e l’utilizzo delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione, al fine di migliorare la soddisfazione dell’utenza e la qualità dei servizi nonché di ridurre i tempi e i costi dell’azione amministrativa;
  6. cooperazione alla revisione della riorganizzazione dell’amministrazione;
  7. indirizzo, coordinamento e monitoraggio della pianificazione prevista per lo sviluppo e la gestione dei sistemi informativi di telecomunicazione e fonia;
  8. progettazione e coordinamento delle iniziative rilevanti ai fini di una più efficace erogazione di servizi in rete a cittadini e imprese mediante gli strumenti della cooperazione applicativa tra pubbliche amministrazioni, inclusa la predisposizione e l’attuazione di accordi di servizio tra amministrazioni per la realizzazione e compartecipazione dei sistemi informativi cooperativi;
  9. promozione delle iniziative attinenti l’attuazione delle direttive impartite dal Presidente del Consiglio dei Ministri o dal Ministro delegato per l’innovazione e le tecnologie;
  10. pianificazione e coordinamento del processo di diffusione, all’interno dell’amministrazione, dei sistemi di identità e domicilio digitale, posta elettronica, protocollo informatico, firma digitale o firma elettronica qualificata e mandato informatico, e delle norme in materia di accessibilità e fruibilità nonché del processo di integrazione e interoperabilità tra i sistemi e servizi dell’amministrazione;

    j-bis) pianificazione e coordinamento degli acquisti di soluzioni e sistemi informatici, telematici e di telecomunicazione, al fine di garantirne la compatibilità con gli obiettivi di attuazione dell’agenda digitale e, in particolare, con quelli stabiliti nel piano triennale.

Al fine di assicurare piena attuazione al disposto normativo le Amministrazioni devono individuare, con atto organizzativo interno e nell’ambito della dotazione organica complessiva delle posizioni di funzione dirigenziale, l’ufficio dirigenziale, di livello generale ove previsto nel relativo ordinamento, cui attribuire i compiti per la transizione digitale declinati dal comma 1 dell’art. 17 CAD.

Il responsabile di tale ufficio deve formalmente assumere le funzioni di Responsabile per la transizione al digitale, essere dotato di “adeguate competenze tecnologiche, di informatica giuridica e manageriali”.

Ove sia già in corso l’incarico dirigenziale di titolare dell’ufficio per la transizione digitale, ferma restando la naturale scadenza dell’incarico in essere, l’affidamento delle funzioni aggiuntive previste dalla legge al dirigente responsabile di tale Ufficio avviene mediante atto interno di nomina che configura la fattispecie dell’incarico aggiuntivo ad opera dell’organo già competente al conferimento dell’incarico dirigenziale, nel rispetto del regime di onnicomprensività.

Nel caso in cui l’ufficio per la transizione digitale risulti vacante e, in via generale, per i successivi atti di nomina del responsabile dell’ufficio, la nomina di RTD è contestuale al conferimento dell’incarico dirigenziale, nel rispetto della normativa vigente, annoverando tra i requisiti richiesti il possesso di “adeguate competenze tecnologiche, di informatica giuridica e manageriali”.

Ferma restando l’autonomia organizzativa di ciascuna Amministrazione, la graduazione delle posizioni dirigenziali può essere congruamente rimodulata in considerazione del maggior aggravio di funzioni secondo le modalità previste dalla disciplina dei rispettivi ordinamenti interni.

Relativamente alle pubbliche amministrazioni in cui non siano previste posizioni dirigenziali le funzioni per la transizione digitale di cui all’art. 17, comma 1 CAD, possono essere affidate ad un dipendente in posizione apicale o già titolare di posizione organizzativa in possesso di adeguate competenze tecnologiche e di informatica giuridica fermi restando, mutatis mutandis, gli effetti sul trattamento economico sopra trattati.

È utile precisare che il comma 1-septiesdell’art. 17 CAD. prevede la possibilità per le amministrazioni diverse dalle amministrazioni dello Stato di esercitare le funzioni di RTD anche in forma associata. Tale opzione organizzativa, raccomandata specialmente per le PA di piccole dimensioni, può avvenire in forza di convenzioni o, per i comuni, anche mediante l’unione di comuni. La convenzione disciplinerà anche le modalità di raccordo con il vertice delle singole amministrazioni.

Al fine di garantire la piena operatività dell’Ufficio, si raccomanda di prevedere, nell’atto di conferimento dell’incarico o di nomina, nel caso di incarico in essere, oltre che i compiti espressamente previsti, anche quelli sotto indicati in ragione della trasversalità della figura:

  1. il potere del RTD di costituire tavoli di coordinamento con gli altri dirigenti dell’amministrazione e/o referenti nominati da questi ultimi;
  2. il potere del RTD di costituire gruppi tematici per singole attività e/o adempimenti (ad esempio: pagamenti informatici, piena implementazione di SPID, gestione documentale, apertura e pubblicazione dei dati, accessibilità, sicurezza, ecc.);
  3. il potere del RTD di proporre l’adozione di circolari e atti di indirizzo sulle materie di propria competenza (ad esempio, in materia di approvvigionamento di beni e servizi ICT);
  4. l’adozione dei più opportuni strumenti di raccordo e consultazione del RTD con le altre figure coinvolte nel processo di digitalizzazione della pubblica amministrazione (responsabili per la gestione, responsabile per la conservazione documentale, responsabile per la prevenzione della corruzione e della trasparenza, responsabile per la protezione dei dati personali);
  5. la competenza del RTD in materia di predisposizione del Piano triennale per l’informatica della singola amministrazione, nelle forme e secondo le modalità definite dall’Agenzia per l’Italia digitale;
  6. la predisposizione di una relazione annuale sull’attività svolta dall’Ufficio da trasmettere al vertice politico o amministrativo che ha nominato il RTD.

Nel ribadire, quindi, l’urgenza della nomina, si ricorda che il RTD rappresenta il punto di contatto con l’Agenzia per l’Italia Digitale e la Presidenza del Consiglio dei Ministri per le questioni connesse alla trasformazione digitale delle pubbliche amministrazioni, nonché per la partecipazione a consultazioni e censimenti previsti dal Piano triennale per l’informatica della pubblica amministrazione.

L’Agenzia per l’Italia Digitale fornirà mensilmente al Dipartimento della funzione pubblica i dati relativi alle nomine registrate sull’Indice delle Pubbliche Amministrazioni per i provvedimenti di competenza.

Il Ministro per la pubblica amministrazione
Sen. Avv. Giulia Bongiorno

DdL Lotta alla Corruzione in CdM

Il Consiglio dei Ministri, nel corso della riunione del 6 settembre, ha approvato un disegno di legge contenente nuove misure per il contrasto dei reati contro la pubblica amministrazione.


LOTTA ALLA CORRUZIONE

Misure per il contrasto dei reati contro la pubblica amministrazione (disegno di legge)

Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro della giustizia Alfonso Bonafede, ha approvato un disegno di legge che introduce nuove misure per il contrasto dei reati contro la pubblica amministrazione.

La prima parte del testo, in particolare, apporta modifiche alle norme che disciplinano la responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, delle società e delle associazioni anche prive di personalità giuridica, ed è finalizzato a potenziare l’attività di prevenzione, accertamento e repressione dei reati contro la pubblica amministrazione.

In sintonia con alcune raccomandazioni provenienti dal Gruppo di Stati contro la corruzione (GRECO) e dall’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE), il disegno di legge prevede:

  • l’innalzamento delle pene per i reati di corruzione per l’esercizio della funzione, con il minimo della pena che passa da uno a tre anni e il massimo da sei a otto anni di reclusione;
  • l’introduzione del divieto, per i condannati per reati di corruzione di contrattare con la pubblica amministrazione (cosiddetto “Daspo per i corrotti”) da un minimo di 5 fino a una interdizione a vita, non revocabile per almeno 12 anni neppure in caso di riabilitazione;
  • la possibilità di utilizzare anche per i reati di corruzione la figura dell’Agente sotto copertura;
  • l’introduzione di sconti di pena e di una speciale clausola di non punibilità per chi denuncia volontariamente e fornisce indicazioni utili per assicurare la prova del reato e individuare eventuali responsabili;
  • la confisca dei beni anche nel caso di amnistia o prescrizione intervenuta in gradi successivi al primo.

Il testo prevede, inoltre, l’assorbimento nella fattispecie del “traffico di influenze illecite” anche della ipotesi di “millantato credito”.

Vi è poi una seconda parte del testo che reca nuove norme in materia di trasparenza e controllo dei partiti e movimenti politici, volte a rendere in ogni caso palese al pubblico e sempre tracciabile la provenienza di tutti i finanziamenti ai partiti politici e altresì alle associazioni e fondazioni politiche nonché ad analoghi comitati e organismi pluripersonali privati di qualsiasi natura e qualificazione.

Decreto Legislativo 10 agosto 2018, n. 106

Decreto Legislativo 10 agosto 2018, n. 106

Riforma dell’attuazione della direttiva (UE) 2016/2102 relativa all’accessibilità dei siti web e delle applicazioni mobili degli enti pubblici. (18G00133)

(GU n.211 del 11-9-2018)

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Visti gli articoli 76, 87 e 117 della Costituzione;
Vista la direttiva UE 2016/2102 del Parlamento europeo e del
Consiglio, del 26 ottobre 2016, relativa all’accessibilita’ dei siti
web e delle applicazioni mobili degli enti pubblici;
Vista la legge 25 ottobre 2017, n. 163, recante delega al Governo
per il recepimento delle direttive europee e l’attuazione di altri
atti dell’Unione europea – Legge di delegazione europea 2016-2017, e,
in particolare, gli articoli 1 e 14;
Visto il decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, convertito, con
modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221, e in particolare
l’articolo 9;
Vista la legge 9 gennaio 2004, n. 4, recante disposizioni per
favorire l’accesso dei soggetti disabili agli strumenti informatici;
Visto il decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, recante Codice
dell’amministrazione digitale;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 1° marzo 2005, n.
75, recante regolamento di attuazione della legge 9 gennaio 2004, n.
4, per favorire l’accesso dei soggetti disabili agli strumenti
informatici;
Visto il decreto del Ministro per l’innovazione e le tecnologie 8
luglio 2005, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 183 dell’8 agosto
2005, recante requisiti tecnici e i diversi livelli per
l’accessibilita’ agli strumenti informatici;
Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei ministri,
adottata nella riunione del 16 maggio 2018;
Acquisito il parere della Conferenza unificata di cui all’articolo
8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, reso nella seduta
del 21 giugno 2018;
Acquisito il parere delle competenti Commissioni della Camera dei
Deputati e del Senato della Repubblica;
Vista la deliberazione del Consiglio dei ministri, adottata nella
riunione dell’8 agosto 2018;
Sulla proposta del Ministro per gli affari europei e del Ministro
per la pubblica amministrazione, di concerto con i Ministri per la
famiglia e le disabilita’, degli affari esteri e della cooperazione
internazionale, della giustizia e dell’economia e delle finanze;

Emana
il seguente decreto legislativo:

Art. 1

Modifiche alla legge 9 gennaio 2004, n. 4

  1. Il titolo della legge 9 gennaio 2004, n. 4, di seguito
    denominata «legge n. 4 del 2004», e’ sostituito dal seguente:
    «Disposizioni per favorire e semplificare l’accesso degli utenti e,
    in particolare, delle persone con disabilita’ agli strumenti
    informatici».
  2. Alla legge 9 gennaio 2004, n. 4, sono apportate le seguenti
    modificazioni:
    a) le parole: «persone disabili», ovunque ricorrano, sono
    sostituite dalle seguenti: «persone con disabilita’»;
    b) le parole: «lavoratori disabili», ovunque ricorrano, sono
    sostituite dalle seguenti: «lavoratori con disabilita’»;
    c) le parole: «alunni disabili», ovunque ricorrano, sono sostituite
    dalle seguenti: «alunni con disabilita’»;
    d) la parola: «disabili», ovunque ricorra singolarmente, e’
    sostituita dalle seguenti: «persone con disabilita’»;
    d-bis) le parole: «dipendente disabile», ovunque ricorrano, sono
    sostituite dalle seguenti: «dipendente con disabilita’»;
    e) le parole: «associazioni di disabili», ovunque ricorrano, sono
    sostituite dalle seguenti: «associazioni di persone con disabilita’»;
    f) le parole «siti INTERNET», ovunque ricorrano, sono sostituite
    dalle seguenti: «siti web e applicazioni mobili».
  3. All’articolo 2, comma 1, della legge n. 4 del 2004, sono
    apportate le seguenti modificazioni:
    a) alla lettera a) dopo le parole: «sistemi informatici» sono
    inserite le seguenti: «ivi inclusi i siti web e le applicazioni
    mobili,»;
    b) dopo la lettera a), sono inserite le seguenti:
    «a-bis) “applicazioni mobili”: il software applicativo progettato e
    sviluppato da parte o per conto dei soggetti erogatori, per essere
    utilizzato dagli utenti su dispositivi mobili, quali smartphone e
    tablet; e’ escluso il software che controlla tali dispositivi
    (sistemi operativi mobili) o lo stesso hardware informatico;
    a-ter) “sito Web”: insieme strutturato di pagine Web utilizzato per
    veicolare informazioni o erogare servizi, comunemente definito anche
    sito internet;
    a-quater) contenuti di extranet o intranet: siti web disponibili
    soltanto per un gruppo chiuso di persone e non per il pubblico;
    a-quinquies) “soggetti erogatori”: i soggetti di cui all’articolo
    3, comma 1;
    a-sexies) “dati misurati”: i risultati quantificati dell’attivita’
    di monitoraggio effettuata per verificare la conformita’ dei siti web
    e delle applicazioni mobili dei soggetti erogatori alle prescrizioni
    in materia di accessibilita’ di cui alla presente legge. I dati
    misurati comprendono informazioni quantitative sul campione di siti
    web e applicazioni mobili sottoposti a verifiche, tra i quali il
    numero di siti web e le applicazioni con il numero potenziale di
    visitatori o utenti, nonche’ informazioni quantitative sul livello di
    accessibilita’;».
  4. All’articolo 3 della legge n. 4 del 2004, sono apportate le
    seguenti modificazioni:
    a) al comma 1, dopo le parole «di servizi informatici,» sono
    inserite le seguenti: «agli organismi di diritto pubblico ai sensi
    dell’articolo 2, paragrafo 1, punto 4, della direttiva 2014/24/UE del
    Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 febbraio 2014»;
    b) al comma 2, le parole da «ai sistemi informatici» fino alla fine
    del comma sono sostituite dalle seguenti: «ai contenuti che si
    trovano esclusivamente su dispositivi mobili o programmi utente per
    dispositivi mobili sviluppati per gruppi chiusi di utenti o per uso
    specifico in determinati contesti e non disponibili e usati da ampi
    segmenti di utenti. Le medesime disposizioni non si applicano ai
    contenuti di extranet o intranet, di cui all’articolo 2, comma 1,
    lettera a-quater), pubblicati prima del 23 settembre 2019 fino a una
    loro revisione sostanziale.».
    Dopo l’articolo 3 sono inseriti i seguenti:
    «Art. 3-bis (Principi generali per l’accessibilita’). – 1. I siti
    web e le applicazioni mobili dei soggetti erogatori, sono accessibili
    se sono percepibili, utilizzabili, comprensibili e solidi.
  5. Sono accessibili i servizi realizzati tramite sistemi
    informatici, inclusi i siti web e le applicazioni mobili, che
    presentano i seguenti requisiti:
    a) accessibilita’ al contenuto del servizio da parte dell’utente;
    b) fruibilita’ delle informazioni offerte, caratterizzata da:
    1) facilita’ e semplicita’ d’uso, assicurando, fra l’altro, che le
    azioni da compiere per ottenere servizi e informazioni siano sempre
    uniformi tra loro;
    2) efficienza nell’uso, assicurando, fra l’altro, la separazione
    tra contenuto, presentazione e modalita’ di funzionamento delle
    interfacce, nonche’ la possibilita’ di rendere disponibile
    l’informazione attraverso differenti canali sensoriali;
    3) efficacia nell’uso e rispondenza alle esigenze dell’utente,
    assicurando, fra l’altro, che le azioni da compiere per ottenere in
    modo corretto servizi e informazioni siano indipendenti dal
    dispositivo utilizzato per l’accesso;
    4) soddisfazione nell’uso, assicurando, fra l’altro, l’accesso al
    servizio e all’informazione senza ingiustificati disagi o vincoli per
    l’utente.
  6. Con le linee guida adottate ai sensi dell’articolo 11, sono
    individuate le regole tecniche necessarie per garantire il rispetto
    dei principi e dei requisiti di accessibilita’ di cui ai commi 1 e 2.
    Art. 3-ter (Individuazione dell’onere sproporzionato per
    l’accessibilita’ dei siti web e delle applicazioni mobili). – 1. I
    soggetti erogatori applicano le prescrizioni in materia di
    accessibilita’ previste dalla presente legge sulla base delle linee
    guida di cui all’articolo 11, salvo che, nei casi di accessibilita’
    dei siti web e delle applicazioni mobili, cio’ imponga un onere
    sproporzionato.
  7. Per onere sproporzionato si intende un onere organizzativo o
    finanziario eccessivo per i soggetti erogatori ovvero un onere che
    pregiudica la capacita’ degli stessi di adempiere allo scopo
    prefissato o di pubblicare le informazioni necessarie o pertinenti
    per i compiti e servizi, pur tenendo conto del probabile beneficio o
    pregiudizio che ne deriverebbe per i cittadini e, in particolare, per
    le persone con disabilita’. Non possono costituire, di per se’, un
    onere sproporzionato i tempi occorrenti per sviluppare i siti web ed
    applicazioni mobili ovvero la necessita’ di acquisire le informazioni
    occorrenti per garantire il rispetto degli obblighi previsti dalla
    presente legge e dalle linee guida.
  8. I soggetti erogatori effettuano, sulla base delle Linee guida di
    cui all’articolo 11, la valutazione relativa alla sussistenza delle
    circostanze che determinano l’onere sproporzionato.
  9. Nei casi di cui al comma 2, i soggetti erogatori effettuano la
    dichiarazione di accessibilita’ secondo le modalita’ di cui
    all’articolo 3-quater, comma 2, lettera a).
    Art. 3-quater (Dichiarazione di accessibilita’). – 1. I soggetti
    erogatori, forniscono e aggiornano periodicamente una dichiarazione
    di accessibilita’ particolareggiata, esaustiva e chiara sulla
    conformita’ dei rispettivi siti web e applicazioni mobili alla
    presente legge.
  10. La dichiarazione di accessibilita’ comprende, altresi’, i
    seguenti elementi:
    a) indicazione delle parti di contenuto del sito web o
    dell’applicazione mobile non accessibili per onere sproporzionato ai
    sensi dell’articolo 3-ter, con le motivazioni che ne giustificano
    l’inaccessibilita’ e l’indicazione di eventuali soluzioni di
    accessibilita’ alternative fornite dai soggetti erogatori;
    b) la descrizione del meccanismo di feedback, e relativo link,
    istituito per consentire a chiunque di notificare ai soggetti
    erogatori eventuali difetti dei sistemi informatici, ivi compresi i
    siti web e le applicazioni mobili, in termini di conformita’ ai
    principi di accessibilita’ di cui all’articolo 3-bis e alle
    prescrizioni in materia di accessibilita’ dettate dalle linee guida
    di cui all’articolo 11, nonche’ di richiedere le informazioni non
    accessibili e l’adeguamento dei sistemi;
    c) il link alla procedura di cui all’articolo 3-quinquies cui e’
    possibile fare ricorso in caso di risposta insoddisfacente o di
    mancata risposta, nel termine di trenta giorni, alla notifica o alla
    richiesta di cui alla lettera b).
  11. Il modello di dichiarazione di accessibilita’ e’ definito con le
    linee guida di cui all’articolo 11, nel rispetto di quanto stabilito
    dalla Commissione europea.
  12. La dichiarazione di accessibilita’ e’ fornita in un formato
    accessibile ed e’ pubblicata sul sito web del soggetto erogatore.
  13. Per le applicazioni mobili la dichiarazione di accessibilita’ e’
    fornita in un formato accessibile e e’ resa accessibile nel sito web
    del soggetto erogatore che ha sviluppato l’applicazione mobile,
    unitamente ad altre informazioni disponibili al momento di scaricare
    l’applicazione.
    Art. 3-quinquies (Procedura di attuazione). – 1. La dichiarazione
    di accessibilita’ e’ verificata dall’Agenzia per l’Italia digitale
    con riferimento alla conformita’ al modello di cui all’articolo
    3-quater, comma 3, e ai casi di inaccessibilita’.
  14. In caso di contestazione sulla dichiarazione di accessibilita’
    ovvero in caso di esito insoddisfacente del monitoraggio di cui
    all’articolo 7, comma 1, lettere a) e a-bis), il difensore civico
    digitale di cui all’articolo 17 del decreto legislativo n. 82 del
    2005, decide in merito alla corretta attuazione della presente legge
    e dispone eventuali misure correttive.
  15. Il difensore civico digitale decide, altresi’, nei casi di cui
    all’articolo 3-quater, comma 2, lettera c), su segnalazione
    dell’utente, disponendo eventuali misure correttive e informando
    l’Agenzia per l’Italia digitale.».
  16. All’articolo 4 della legge n. 4 del 2004 sono apportate le
    seguenti modificazioni:
    a) al comma 1, le parole: «con il decreto» sono sostituite dalle
    seguenti «con le linee guida», dopo le parole: «all’articolo 11» sono
    inserite le seguenti: «sono necessari», le parole: «costituiscono
    motivo di preferenza a parita’ di ogni altra condizione nella
    valutazione dell’offerta tecnica, tenuto conto della destinazione del
    bene o del servizio» sono soppresse e dopo le parole: «servizi non
    accessibili» sono inserite le seguenti: «e’ consentita nei casi di
    cui all’articolo 3, comma 2, ovvero in presenza di un onere
    sproporzionato nei casi di cui all’articolo 3-ter ed»;
    b) al comma 2, primo periodo, le parole: «dal decreto di cui
    all’articolo 11» sono sostituite dalle seguenti: «dalle linee guida
    di cui all’articolo 11, fatto salvo quanto previsto dall’articolo
    3-ter»; al secondo periodo, le parole: «alla data di entrata in
    vigore del decreto» sono sostituite dalle seguenti: «alla data di
    pubblicazione delle linee guida» e infine, le parole: «dalla data di
    entrata in vigore del medesimo decreto» sono sostituite dalle
    seguenti: «dalla medesima data di adozione delle predette linee
    guida»;
    c) al comma 3, le parole: «dal decreto» sono sostituite dalle
    seguenti: «dalle linee guida».
  17. All’articolo 5, comma 2, della legge n. 4 del 2004, dopo le
    parole: «, accessibili» e’ inserita la seguente: «anche».
  18. All’articolo 7, comma 1, della legge n. 4 del 2004, sono
    apportate le seguenti modificazioni:
    a) al primo periodo, l’alinea e’ sostituito dal seguente:
    «L’Agenzia per l’Italia digitale:»;
    b) dopo la lettera a), e’ inserita la seguente:
    «a-bis) effettua il monitoraggio periodico sulla conformita’ dei
    siti web e delle applicazioni mobili in materia di accessibilita’,
    avvalendosi anche dell’Istituto superiore delle comunicazioni e delle
    tecnologie dell’informazione (ISCOM)»;
    c) alla lettera c), le parole: «dal decreto» sono sostituite dalle
    seguenti: «dalle linee guida»;
    d) alle lettere d), f), g) e h), le parole: «di concerto» sono
    sostituite dalle seguenti: «d’intesa con il Ministro per la famiglia
    e le disabilita’ e»;
    e) alla lettera e) dopo le parole: «strumenti informatici» sono
    inserite le seguenti: «, ivi inclusi i siti web e le applicazioni
    mobili,»;
    f) alla lettera h) dopo le parole: «dei sistemi informatici,» sono
    inserite le seguenti: «ivi inclusi i siti web e le applicazioni
    mobili,» e le parole: «programmi di formazione del personale.» sono
    sostituite dalle seguenti: «programmi di formazione del personale, in
    conformita’ alla legislazione europea vigente;»;
    g) dopo la lettera h), e’ aggiunta, in fine, la seguente:
    «h-bis) entro il 23 dicembre 2021 e successivamente ogni tre anni,
    presenta alla Commissione europea una relazione sugli esiti del
    monitoraggio sulla conformita’ dei siti web e delle applicazioni
    mobili dei soggetti erogatori inclusi nell’ambito di applicazione
    della direttiva (UE) 2016/2102, includendo i dati misurati. Il
    contenuto delle relazioni e’ reso pubblico in un formato
    accessibile.».
  19. All’articolo 8, comma 3, della legge n. 4 del 2004 sono
    aggiunte, in fine, le seguenti parole: «, ivi inclusi quelli relativi
    alle modalita’ di creazione, gestione ed aggiornamento di contenuti
    accessibili dei siti web e delle applicazioni mobili».
  20. All’articolo 9 della legge n. 4 del 2004, dopo le parole: «della
    presente legge» sono inserite le seguenti: «e’ rilevante ai fini
    della misurazione e della valutazione della performance individuale
    dei dirigenti responsabili e».
  21. L’articolo 11 della legge n. 4 del 2004 e’ sostituito dal
    seguente:
    «Art. 11 (Requisiti tecnici). – 1. L’Agenzia per l’Italia digitale,
    sentite anche le associazioni maggiormente rappresentative delle
    persone con disabilita’, nonche’ quelle del settore industriale
    coinvolto nella creazione di software per l’accessibilita’ di siti
    web e applicazioni mobili, d’intesa con la Conferenza unificata di
    cui all’articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281,
    emana, in conformita’ alle procedure e alle regole tecniche di cui
    all’articolo 71 del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, apposite
    linee guida con cui, nel rispetto degli atti di esecuzione adottati
    dalla Commissione europea ai sensi delle direttive
    sull’accessibilita’, sono stabiliti:
    a) i requisiti tecnici per l’accessibilita’ degli strumenti
    informatici, ivi inclusi i siti web e le applicazioni mobili,
    conformemente ai principi di cui all’articolo 3-bis e ai valori di
    cui al punto 1), lettera d), numero 3, dell’allegato B al decreto del
    Ministro per l’innovazione e le tecnologie 8 luglio 2005, pubblicato
    nella Gazzetta Ufficiale n. 183 dell’8 agosto 2005;
    b) le metodologie tecniche per la verifica dell’accessibilita’
    degli strumenti informatici, ivi inclusi i siti web e le applicazioni
    mobili;
    c) il modello della dichiarazione di accessibilita’ di cui
    all’articolo 3-quater;
    d) la metodologia di monitoraggio e valutazione della conformita’
    degli strumenti informatici, ivi inclusi i siti web e le applicazioni
    mobili, alle prescrizioni in materia di accessibilita’;
    e) le circostanze in presenza delle quali, tenuto conto di quanto
    previsto dall’articolo 5 della direttiva (UE) 2016/2102, si determina
    un onere sproporzionato, per cui i soggetti erogatori possono
    ragionevolmente limitare l’accessibilita’ di un sito web o
    applicazione mobile.
  22. Le linee guida sono aggiornate o modificate con la procedura di
    cui al comma 1.».
  23. All’articolo 12 della legge n. 4 del 2004, sono apportate le
    seguenti modificazioni:
    a) al comma 1, le parole «Il regolamento di cui all’articolo 10 e
    il decreto di cui all’articolo 11 sono emanati» sono sostituite dalle
    seguenti: «Le linee guida di cui all’articolo 11 sono emanate»;
    b) il comma 2, e’ abrogato.

Art. 2

Norme transitorie e abrogazioni

  1. Le disposizioni del presente decreto relative ai siti web e alle
    applicazioni mobili, ad eccezione di quanto disposto dall’articolo
    11, comma 1, lettera a), della legge n. 4 del 2004, come sostituito
    dall’articolo 1, comma 10, del presente decreto, limitatamente ai
    siti web e alle applicazioni mobili, si applicano come segue:
    a) ai siti web non pubblicati prima del 23 settembre 2018: a
    decorrere dal 23 settembre 2019;
    b) ai siti web non contemplati dalla lettera a): a decorrere dal 23
    settembre 2020;
    c) alle applicazioni mobili: a decorrere dal 23 giugno 2021.
  2. Gli articoli 6 e 10 della legge 9 gennaio 2004, n. 4, sono
    abrogati. Fino alla pubblicazione delle Linee guida di cui
    all’articolo 11 della legge 9 gennaio 2004, n. 4, continuano ad
    applicarsi le disposizioni adottate in attuazione dell’articolo 10
    della medesima legge.
  3. L’articolo 9, comma 8, del decreto-legge 18 ottobre 2012, n.
    179, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2012, n.
    221, e’ abrogato e ogni richiamo a tale disposizione si intende
    riferito all’articolo 3-quinquies della legge n. 4 del 2004, come
    introdotto dal presente decreto.
  4. Il decreto del Ministro per l’innovazione e le tecnologie 8
    luglio 2005, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 183 dell’8 agosto
    2005, e’ abrogato a decorrere dalla data di pubblicazione delle linee
    guida di cui all’articolo 11 della legge n. 4 del 2004, come
    sostituito dall’articolo 1, comma 10, del presente decreto.

Art. 3

Clausola di invarianza finanziaria

  1. Dall’attuazione del presente decreto non devono derivare nuovi o
    maggiori oneri per la finanza pubblica. Le amministrazioni
    interessate provvedono con le risorse umane, strumentali e
    finanziarie disponibili a legislazione vigente.
    Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara’ inserito
    nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica
    italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo
    osservare.
    Dato a Roma, addi’ 10 agosto 2018

MATTARELLA

Conte, Presidente del Consiglio dei
ministri

Savona, Ministro per gli affari
europei

Bongiorno, Ministro per la pubblica
amministrazione

Fontana, Ministro per la famiglia e
le disabilita’

Moavero Milanesi, Ministro degli
affari esteri e della cooperazione
internazionale

Bonafede, Ministro della giustizia

Tria, Ministro dell’economia e delle
finanze

Visto, il Guardasigilli: Bonafede