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Nota 25 novembre 2014, AOODGOSV Prot. n. 7277

Ministero dell’lstruzione dell’Università e della Ricerca
D.G. per gli Ordinamenti scolastici e la Valutazione del S.N.I.

Ai Direttori Generali degli Uffici Scolastici Regionali
LORO SEDI
Ai Dirigenti degli Ambiti Territoriali Provinciali
LORO SEDI
Al Dirigente Generale del Dipartimento Istruzione per la
Provincia di TRENTO
All’Intendente Scolastico per la Scuola in lingua italiana
BOLZANO
All’Intendente Scolastico per la Scuola in lingua ladina
BOLZANO
All’Intendente Scolastico per la Scuola in lingua tedesca
BOLZANO
Al Sovrintendente agli Studi per la Regione autonoma Valle d’Aosta
AOSTA
Ai Dirigenti scolastici delle Istituzioni scolastiche secondarie di I e Il grado STATALI e PARITARIE
LORO SEDI

Nota 25 novembre 2014, AOODGOSV Prot. n. 7277

OGGETTO: Riconoscimento della formazione professionale di docente acquisita in Spagna

16 luglio Interrogazione del Ministro alla Camera

Svolgimento di interrogazioni a risposta immediata (Camera, 16.7.14)

Intendimenti in merito alla riforma della professionalità del docente, anche alla luce di recenti dichiarazioni di esponenti del Governo sull’orario di lavoro nelle scuole – n. 3-00950

ELENA CENTEMERO. Presidente, ci rivolgiamo alla signora Ministra in relazione a ciò che il Governo ha affermato all’inizio del suo insediamento, quando ha detto di voler rivoluzionare la scuola, ponendo al centro della stessa la valorizzazione dei docenti, che si è tradotto, pochi giorni fa, in un’intervista su un quotidiano nazionale in cui il sottosegretario Reggi ha posto come rivoluzione l’aumento dell’orario di servizio, di lavoro, dei docenti a 36 ore (da 18 e 24), l’apertura delle scuole dalle 7 alle 22, undici mesi su dodici. Questo, ovviamente e auspicabilmente, con un aumento di stipendio non quantificabile allo stato attuale, perché il contratto collettivo nazionale di lavoro è ancora quello del 2006-2009, ed è bloccato, allo stato attuale. E all’interno di questo contratto, all’articolo 29, ci sono le attività funzionali all’insegnamento, che sono quelle che vengono indicate dal sottosegretario, ma non si capisce come si possa realizzare questo cambiamento senza neanche confrontarsi con quella che è la realtà all’interno dell’Unione europea.
Per questo chiedo alla signora Ministra come e in che termini il Ministero intenda attivarsi per la riforma complessiva della professionalità del docente.

PRESIDENTE. La Ministra dell’istruzione, dell’università e della ricerca, Giannini, ha facoltà di rispondere.

STEFANIA GIANNINI, Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca.
Signor Presidente, ha molto ben colto la questione, l’onorevole Centemero, ricordando che questo Governo mette e ha messo la scuola, fin dall’inizio, al centro della propria agenda politica, a partire da una valorizzazione di chi nella scuola opera ogni giorno (chi insegna, chi studia) e quindi tutto il bisogno di riprogettare un modello educativo che sia adeguato alla società, che dia sostanzialmente quello sviluppo qualitativo, quindi lo sviluppo economico ma anche lo sviluppo umano, sociale, e quella crescita economica di cui la scuola è una delle leve fondamentali.
Per questa ragione, all’interno del Ministero che ho l’onore di presiedere, si è lavorato immediatamente per cercare di affiancare all’inesorabile ed inevitabile attività emergenziale che il mondo della scuola, tra gli altri, ci presenta ogni giorno, una visione strategica e una visione di programmazione.
Quindi, ad oggi, io credo che vi siano alcune emergenze, che ho premura di ricordare in questo momento e che questo Governo sta cercando di affrontare per le vie che saranno possibili nei tempi più brevi, come quella della « quota 96 », della possibilità quindi di mandare finalmente in pensione questi 4 mila insegnanti che lo chiedono e che sono stati vittime, come in altri settori, di un errore di Governi precedenti, il che risolverebbe un problema vecchio, permettendo di immettere 4 mila giovani nel mondo della scuola.
Ecco, oltre a queste urgenze sulle questioni del reclutamento e della valorizzazione della professionalità dei docenti, dell’autonomia e della governance delle scuole da rivisitare, delle competenze che vogliamo che la scuola trasmetta ai nostri ragazzi e quindi di un modello educativo, come dicevo prima, che va ripensato, su tutto questo si è aperta un’ampia riflessione che è interna al Ministero e su cui consegneremo al Presidente del Consiglio un documento articolato nei prossimi giorni, avendo già avuto occasione di offrirgli una sintesi su questi spunti, e che sarà il contributo del Ministero ad un ampio dibattito necessario per il mondo della scuola, come per tutti i settori vitali, per poter avviare questa programmazione di tipo riformista.
Credo sia assolutamente importante che si lavori, per esempio, all’organico di diritto, al superamento della dicotomia tra organico di diritto e organico di fatto, a costituire finalmente gli organici dell’autonomia, a incentivare la formazione in servizio e a prevedere la formazione nella carriera degli insegnanti: insomma tutti temi a lei, onorevole Centemero, credo ben noti e credo anche molto cari.
Per quanto riguarda la misurazione dell’orario di lavoro e anche dell’apertura comunque in termini così precisi di orario scolastico, essa non è stata finora uno dei punti di discussione, se non nell’ambito di un dibattito pubblico legittimamente legato anche alle interpretazioni giornalistiche, e non intende esserlo nei prossimi mesi all’interno di questa più ampia discussione che stiamo attivando.

PRESIDENTE. L’onorevole Centemero, cofirmataria dell’interrogazione, ha facoltà di replicare.

ELENA CENTEMERO. Signor Presidente, innanzitutto ringrazio la signora Ministra per essersi soffermata sull’orario di insegnamento dei docenti e sulla necessità che l’orario di insegnamento e l’orario di servizio siano sottoposti ad un’ampia riflessione con le parti in causa ma anche con il Paese.
Io parlo da insegnante, da dirigente scolastico, non parlo da sindaco come il sottosegretario Reggi, quindi ho a cuore la qualità della formazione dei nostri studenti, la qualità dell’offerta formativa.
Credo che questi obiettivi vadano perseguiti attraverso interventi concreti, norme precise, interventi anche non normativi, ma comunque linee d’indirizzo del Ministero e non attraverso le pagine dei giornali, perché questo può creare un dibattito certo ma anche parecchio sconcerto in chi opera all’interno del mondo della scuola.
Anche noi abbiamo presentato in questi giorni – e vorremmo contribuire al dibattito pubblico perché la scuola è di tutti – un patto per la scuola che ci trova concordi su alcuni dei punti che lei ha enunciato.
Innanzitutto, il tema dell’autonomia, con la riforma della governance e del fondo per l’autonomia scolastica; poi, accanto a questo, la parità scolastica e, insieme a questo, il costo standard, che credo sia uno dei punti fondamentali. Ma per valorizzare i docenti io credo che gli interventi normativi precisi, preceduti da un dibattito pubblico, debbano incentrarsi sulla valorizzazione dei docenti attraverso uno status giuridico anche confrontato con quello europeo, attraverso una carriera, attraverso una valutazione e attraverso una formazione. La formazione appartiene all’università ma il reclutamento, la selezione appartiene al Ministero dell’istruzione, appartiene alle scuole, quindi noi dobbiamo mandare in classe solo chi sa insegnare, anche con periodi, non solo piccoli tirocini, ma un anno intero di formazione all’interno delle scuole in cui si veda veramente chi sa insegnare; e solo queste persone possono fare un concorso, solo queste persone possono entrare nella scuola.

Decreto Direttore Generale 7 maggio 2014, AOODPIT Prot. n. 190

Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca
DIPARTIMENTO DELL’ISTRUZIONE
DIREZIONE GENERALE PER IL PERSONALE SCOLASTICO
Ufficio VI

Decreto Direttore Generale 7 maggio 2014, AOODPIT Prot. n. 190

Integrazione Gruppo di lavoro costituito con Decreto Direttore Generale 8 aprile 2014, AOODPIT Prot. n. 111

Nota 6 maggio 2014, AOODGPER Prot. 4362

Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca
Dipartimento per l’Istruzione
Direzione Generale per il personale scolastico
Uff. sesto

Alla c.a. Luigi Calcerano
Elisabetta Giustini
Marco Campione
Ivana Di Biase
Veronica Gigliotti
Alberto Tirelli
Francesca Delle Vergini
Giorgio Allulli
Nerino Arcangeli
Giovanni Bachelet
Luigi Berlinguer
Giancarlo Cerini
Dino Cristanini
Luciano Corradini
Dario Cillo
Giuseppina Di Guida
Andrea Gavosto
Gregorio lannaccone
Roberto Maragliano
Tommaso Montefusco
Giancarlo Onger
Angelo Paletta
Paolo Pappone
Antonio Petrolino
Damiano Previtali
Giorgio Ragusa
Piera Recchini
Raffaele Sanzo
Domenico Sarracino
Aurelio Simone
Maurizio Tiriticco
Adalgisa Maurizio
Alfonso Noto
Giulietta Ottaviano
Ezia Palmeri
Stefania Cosima Chimienti
Patrizia Sciarma
Alessandra Silvestri
Maria Grazia Vitale
Clelia Di Giorgio
Patrizia Ferrante
Stefania Petrera
Tonino Proietti
Carlo Rinzivillo
Annalisa Spadolini
Giovanni Margiotta

Nota 6 maggio 2014, AOODGPER Prot. 4362

OGGETTO: Convocazione gruppo di lavoro “Riflessione sui percorsi di valorizzazione professionale del personale della scuola”. 14 maggio 2014.

Decreto Direttore Generale 8 aprile 2014, AOODPIT Prot. n. 111

Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca
DIPARTIMENTO DELL’ISTRUZIONE
DIREZIONE GENERALE PER IL PERSONALE SCOLASTICO
Ufficio VI

Decreto Direttore Generale 8 aprile 2014, AOODPIT Prot. n. 111

Costituzione Gruppo di Lavoro per il sostegno all’iniziativa “Riflessione sui percorsi di valorizzazione professionale del personale della scuola”

Nota 6 dicembre 2012, MIURAOODGOS prot.n. 8063 /R.U./U

Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca

Dipartimento per l’Istruzione
Direzione Generale per gli Ordinamenti e per l’Autonomia Scolastica

– Ufficio IX –

 

Ai Direttori Generali degli Uffici Scolastici Regionali

Ai Sovrintendenti Scolastici delle Province Autonome di Bolzano e Trento

Al Sovrintendente agli studi della Regione Autonoma Valle d’Aosta

Ai Dirigenti Scolastici di tutte le istituzioni scolastiche

Alla Direzione Generale del Personale Scolastico

 

OGGETTO: Provvedimenti di riconoscimento della professione di docente – Direttiva 2005/36/CE – Insegnamento tecnico pratico “Conversazione di lingua straniera” – classe di concorso 3/C. Chiarimenti.

 

Pervengono a questo Ministero numerose segnalazioni riguardanti l’inserimento, nelle graduatorie d’istituto di terza fascia (docenti abilitati), di cittadini comunitari che, avendo ottenuto da questa Direzione Generale un decreto di riconoscimento della formazione professionale acquisita in Paesi diversi dall’Italia, dichiarano di possedere l’idoneità all’esercizio della professione d’insegnante tecnico pratico di “Conversazione di lingua straniera” classe di concorso 3/C.

Al riguardo occorre chiarire quanto di seguito indicato.

Questa Direzione, nell’ambito della propria competenza, riconosce, ai sensi della direttiva 2005/36/CE le formazioni professionali di docente acquisite in altri Paesi, rilasciando, in particolare, decreti di riconoscimento per l’insegnamento della lingua straniera nella scuola secondaria di primo e di secondo grado per le classi di concorso 45/A e 46/A.

Accade che, spesso, i titolari di tale riconoscimento, dichiarino, nella scheda on line d’iscrizione nelle graduatorie d’istituto, di essere abilitati anche all’insegnamento di Conversazione di madrelingua. Ciò non corrisponde al vero.

Il titolo di ammissione alla classe di concorso 3/C “Conversazione in lingua straniera” è costituito, secondo l’ordinamento scolastico italiano, da “Titolo di studio conseguito nel paese o in uno dei paesi in cui la lingua oggetto di conversazione è lingua madre corrispondente a diploma d’istruzione secondaria di secondo grado congiunto ai titoli professionali” (D.M. n. 39 del 30 gennaio 1998).

L’attività di conversazione in lingua straniera, pertanto, oltre che non essere professione corrispondente nell’altro Paese, non risponde neppure alla definizione di professione regolamentata ai sensi della direttiva citata in oggetto: Il titolo di ammissione, infatti, non è costituito da un titolo di formazione italiano al quale assimilare, in base alla direttiva comunitaria, il corrispondente titolo rilasciato da altro Paese comunitario, ma è costituito direttamente da un titolo di altro Paese che, avendo diretta valenza in Italia per disposto normativo nazionale, non ha bisogno di riconoscimento con atto amministrativo, rendendo, in tal modo, inapplicabile la direttiva medesima.

In sostanza, la normativa nazionale già garantisce agli interessati il libero esercizio professionale, quali docenti non idonei.

L’idoneità a tale insegnamento, come risaputo, si consegue mediante procedura concorsuale riservata prevista dalla normativa nazionale.

Si chiarisce che quest’Amministrazione, nelle prime applicazioni delle direttive comunitarie 89/48 e 92/51, ora sostituite dalla direttiva 2005/36, e fino a tutto l’anno 2002, riconosceva, erroneamente, unitamente all’abilitazione all’esercizio della professione di docente di lingua straniera nelle scuole di istruzione secondaria di primo e di secondo grado – classi di concorso 45/A e 46/A, anche l’insegnamento tecnico pratico di conversazione in lingua madre.

In seguito, però, e più esattamente dall’anno 2003, l’Amministrazione ha mutato il proprio avviso, assumendo, per le ragioni sopra esposte, un orientamento negativo, non rilasciando più decreti di riconoscimento per l’insegnamento tecnico pratico di “conversazione di lingua straniera”.

Tutto ciò premesso, s’invitano le SS.LL. a voler attentamente vigilare, anche attraverso il ricorso a monitoraggio, sulla posizione nelle graduatorie di coloro che hanno autocertificato, subdolamente o erroneamente, il possesso dell’idoneità all’esercizio della professione di docente tecnico pratico di “Conversazione di Lingua straniera” a seguito di riconoscimento professionale da parte del MIUR, intervenendo nelle situazioni d’irregolarità che dovessero riscontrarsi.

f.to IL DIRETTORE GENERALE

Carmela Palumbo

Avviso 4 ottobre 2012

Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca

Dipartimento per la programmazione e la gestione delle risorse umane, finanziarie e strumentali

 

Integrazione dell’anagrafe della professionalità

 

Dal 6 ottobre al 7 novembre 2012, gli iscritti nelle graduatorie provinciali a esaurimento possono aggiornare la propria scheda della professionalità con le informazioni relative ai titoli di studio e di specializzazione.

La scheda è disponibile tra le istanze del sistema Polis, tuttavia, per chi presenta la domanda di partecipazione al concorso a cattedre e a posti di insegnamento, di cui al D.D.G. n. 82 del 24 settembre 2012, esiste anche un accesso diretto all’anagrafe in chiusura della presentazione online della domanda al concorso.

L’Amministrazione potrà così contare su una migliore conoscenza della professionalità di tutti coloro che aspirano a esercitare stabilmente la funzione docente per favorirne la valorizzazione delle competenze.

 

IL CAPO DIPARTIMENTO

Giovanni Biondi

Decreto del Presidente della Repubblica 7 agosto 2012, n. 137

Decreto del Presidente della Repubblica 7 agosto 2012, n. 137
(in GU 14 agosto 2012, n. 189)

Regolamento recante riforma degli ordinamenti professionali, a norma dell’articolo 3, comma 5, del decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 settembre 2011, n. 148. (12G0159)

Capo I

Disposizioni generali

 

                   IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 

  Visto l'articolo 87, comma quinto, della Costituzione; 
  Visto l'articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400; 
  Visto l'articolo 3, comma 5, del decreto-legge 13 agosto  2011,  n.
138, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 settembre 2011, n.
148; 
  Vista la preliminare  deliberazione  del  Consiglio  dei  Ministri,
adottata nella riunione del 15 giugno 2012; 
  Udito il parere del Consiglio  di  Stato,  espresso  dalla  Sezione
consultiva per gli atti normativi nell'Adunanza del 5 luglio 2012; 
  Acquisiti i pareri delle competenti commissioni  della  Camera  dei
deputati e del Senato della Repubblica; 
  Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri,  adottata  nella
riunione del 3 agosto 2012; 
  Sulla proposta del Ministro della giustizia; 

                                Emana 

                      il seguente regolamento: 

                               Art. 1 

                Definizione e ambito di applicazione 

  1. Ai fini del presente decreto: 
    a) per «professione  regolamentata»  si  intende  l'attivita',  o
l'insieme delle attivita', riservate  per  espressa  disposizione  di
legge o non riservate, il cui esercizio e' consentito solo a  seguito
d'iscrizione in ordini o  collegi  subordinatamente  al  possesso  di
qualifiche  professionali   o   all'accertamento   delle   specifiche
professionalita'; 
    b) per «professionista» si  intende  l'esercente  la  professione
regolamentata di cui alla lettera a). 
  2. Il presente decreto si applica alle professioni regolamentate  e
ai relativi professionisti.

Capo I

Disposizioni generali

                               Art. 2 

          Accesso ed esercizio dell'attivita' professionale 

  1. Ferma la disciplina  dell'esame  di  Stato,  quale  prevista  in
attuazione dei principi di cui all'articolo 33 della Costituzione,  e
salvo  quanto  previsto  dal  presente   articolo,   l'accesso   alle
professioni regolamentate e' libero. Sono  vietate  limitazioni  alle
iscrizioni agli albi professionali che non sono fondate  su  espresse
previsioni inerenti  al  possesso  o  al  riconoscimento  dei  titoli
previsti dalla legge per la qualifica  e  l'esercizio  professionale,
ovvero alla mancanza di condanne penali o disciplinari irrevocabili o
ad altri motivi imperativi di interesse generale. 
  2. L'esercizio della professione e' libero e fondato sull'autonomia
e indipendenza di giudizio, intellettuale e tecnico. La formazione di
albi  speciali,  legittimanti   specifici   esercizi   dell'attivita'
professionale, fondati su  specializzazioni  ovvero  titoli  o  esami
ulteriori, e' ammessa solo su previsione espressa di legge. 
  3.  Non  sono  ammesse  limitazioni,  in  qualsiasi  forma,   anche
attraverso previsioni deontologiche, del numero di persone titolate a
esercitare la professione, con attivita' anche abituale e prevalente,
su tutto o parte del territorio dello Stato, salve  deroghe  espresse
fondate su ragioni di  pubblico  interesse,  quale  la  tutela  della
salute.   E'   fatta   salva   l'applicazione   delle    disposizioni
sull'esercizio delle funzioni notarili. 
  4. Sono in ogni caso  vietate  limitazioni  discriminatorie,  anche
indirette, all'accesso e  all'esercizio  della  professione,  fondate
sulla  nazionalita'  del   professionista   o   sulla   sede   legale
dell'associazione professionale o della societa' tra professionisti.

Capo I

Disposizioni generali

                               Art. 3 

                        Albo unico nazionale 

  1.  Gli  albi  territoriali  relativi  alle   singole   professioni
regolamentate, tenuti  dai  rispettivi  consigli  dell'ordine  o  del
collegio territoriale, sono pubblici e recano l'anagrafe di tutti gli
iscritti, con l'annotazione dei provvedimenti  disciplinari  adottati
nei loro confronti. 
  2. L'insieme degli albi  territoriali  di  ogni  professione  forma
l'albo unico nazionale degli iscritti, tenuto dal consiglio nazionale
competente. I consigli territoriali forniscono senza indugio per  via
telematica ai consigli nazionali tutte le informazioni  rilevanti  ai
fini dell'aggiornamento dell'albo unico nazionale.

Capo I

Disposizioni generali

                               Art. 4 

            Libera concorrenza e pubblicita' informativa 

  1. E' ammessa con ogni mezzo la pubblicita' informativa  avente  ad
oggetto   l'attivita'    delle    professioni    regolamentate,    le
specializzazioni, i titoli posseduti attinenti alla  professione,  la
struttura dello studio professionale e i compensi  richiesti  per  le
prestazioni. 
  2.  La  pubblicita'  informativa  di  cui  al  comma  1  dev'essere
funzionale  all'oggetto,  veritiera  e  corretta,  non  deve  violare
l'obbligo  del  segreto  professionale  e  non  dev'essere  equivoca,
ingannevole o denigratoria. 
  3. La violazione della disposizione di cui al comma  2  costituisce
illecito  disciplinare,  oltre  a  integrare  una  violazione   delle
disposizioni di cui ai decreti legislativi 6 settembre 2005, n.  206,
e 2 agosto 2007, n. 145.

Capo I

Disposizioni generali

                               Art. 5 

                      Obbligo di assicurazione 

  1. Il professionista e' tenuto a stipulare, anche per il tramite di
convenzioni collettive negoziate dai consigli nazionali e dagli  enti
previdenziali dei professionisti, idonea assicurazione  per  i  danni
derivanti al  cliente  dall'esercizio  dell'attivita'  professionale,
comprese le attivita' di custodia di documenti e valori ricevuti  dal
cliente stesso. Il professionista deve rendere noti  al  cliente,  al
momento dell'assunzione  dell'incarico,  gli  estremi  della  polizza
professionale, il relativo massimale e ogni variazione successiva. 
  2. La violazione della disposizione di cui al comma  1  costituisce
illecito disciplinare. 
  3.  Al  fine  di  consentire  la  negoziazione  delle   convenzioni
collettive di cui al comma 1, l'obbligo di assicurazione  di  cui  al
presente articolo acquista efficacia decorsi dodici mesi dall'entrata
in vigore del presente decreto.

Capo I

Disposizioni generali

                               Art. 6 

                       Tirocinio per l'accesso 

  1. Il tirocinio professionale  e'  obbligatorio  ove  previsto  dai
singoli  ordinamenti  professionali,  e  ha  una  durata  massima  di
diciotto mesi. Resta ferma l'esclusione delle  professioni  sanitarie
prevista dall'articolo 9, comma 6, del decreto-legge 24 gennaio 2012,
n. 1, convertito dalla legge 24  marzo  2012,  n.  27.  Il  tirocinio
consiste nell'addestramento,  a  contenuto  teorico  e  pratico,  del
praticante, ed e' finalizzato a conseguire  le  capacita'  necessarie
per l'esercizio e la gestione organizzativa della professione. 
  2. Presso il consiglio dell'ordine o del collegio  territoriale  e'
tenuto  il  registro  dei  praticanti,  l'iscrizione  al   quale   e'
condizione per lo svolgimento del tirocinio  professionale.  Ai  fini
dell'iscrizione nel registro  dei  praticanti  e'  necessario,  salva
l'ipotesi di cui al comma 4,  secondo  periodo,  aver  conseguito  la
laurea o il diverso titolo di istruzione  previsti  dalla  legge  per
l'accesso alla professione regolamentata,  ferme  restando  le  altre
disposizioni previste dall'ordinamento universitario. 
  3. Il professionista affidatario deve avere almeno cinque  anni  di
anzianita' di iscrizione all'albo, e' tenuto  ad  assicurare  che  il
tirocinio si svolga in modo funzionale alla sua finalita' e non  puo'
assumere la funzione per piu' di tre  praticanti  contemporaneamente,
salva la motivata autorizzazione rilasciata dal competente  consiglio
territoriale  sulla   base   di   criteri   concernenti   l'attivita'
professionale  del  richiedente  e  l'organizzazione  della   stessa,
stabiliti con regolamento del consiglio nazionale dell'ordine  o  del
collegio, previo parere vincolante del ministro vigilante. 
  4. Il tirocinio puo' essere svolto, in misura non superiore  a  sei
mesi,  presso  enti  o  professionisti  di  altri  Paesi  con  titolo
equivalente e abilitati all'esercizio della professione. Il tirocinio
puo' essere altresi' svolto per i primi  sei  mesi,  in  presenza  di
specifica convenzione quadro tra il consiglio nazionale dell'ordine o
collegio, il ministro dell'istruzione, universita' e  ricerca,  e  il
ministro vigilante, in concomitanza con l'ultimo anno  del  corso  di
studio per il  conseguimento  della  laurea  necessaria.  I  consigli
territoriali e le universita' pubbliche e private  possono  stipulare
convenzioni, conformi a quella di  cui  al  periodo  precedente,  per
regolare i reciproci  rapporti.  Possono  essere  stipulate  analoghe
convenzioni tra i consigli nazionali degli  ordini  o  collegi  e  il
ministro per la pubblica amministrazione e la semplificazione, per lo
svolgimento del tirocinio presso pubbliche amministrazioni, all'esito
del corso di  laurea.  Resta  ferma  l'esclusione  delle  professioni
sanitarie prevista dall'articolo 9, comma  6,  del  decreto-legge  24
gennaio 2012, n. 1, convertito dalla legge 24 marzo 2012, n. 27. 
  5. Il tirocinio puo' essere  svolto  in  costanza  di  rapporto  di
pubblico impiego ovvero di rapporto di  lavoro  subordinato  privato,
purche' le relative discipline prevedano modalita' e orari di  lavoro
idonei a consentirne l'effettivo svolgimento. Sul  rispetto  di  tale
disposizione vigila il locale consiglio dell'ordine o collegio. 
  6. Il tirocinio  professionale  non  determina  l'instaurazione  di
rapporto  di  lavoro  subordinato  anche  occasionale,  fermo  quanto
disposto dall'articolo 9, comma 4, ultimo periodo, del  decreto-legge
24 gennaio 2012, n. 1, convertito, con modificazioni, dalla legge  24
marzo 2012, n. 27. 
  7.  L'interruzione  del  tirocinio  per  oltre  tre   mesi,   senza
giustificato motivo, comporta l'inefficacia, ai fini dell'accesso, di
quello previamente svolto. Quando  ricorre  un  giustificato  motivo,
l'interruzione del tirocinio puo' avere una durata  massima  di  nove
mesi, fermo l'effettivo completamento dell'intero periodo previsto. 
  8. I praticanti osservano gli stessi doveri e  norme  deontologiche
dei professionisti e sono soggetti al medesimo potere disciplinare. 
  9.  Il  tirocinio,  oltre  che  nella  pratica  svolta  presso   un
professionista,  puo'  consistere  altresi'   nella   frequenza   con
profitto, per un periodo non superiore a sei mesi, di specifici corsi
di formazione professionale organizzati da ordini o collegi. I  corsi
di formazione possono essere organizzati  anche  da  associazioni  di
iscritti agli albi e da  altri  soggetti,  autorizzati  dai  consigli
nazionali degli ordini o collegi. Quando deliberano sulla domanda  di
autorizzazione di cui al periodo  precedente,  i  consigli  nazionali
trasmettono motivata proposta di delibera al  ministro  vigilante  al
fine di acquisire il parere vincolante dello stesso. 
  10. Il consiglio nazionale dell'ordine o  collegio  disciplina  con
regolamento, da  emanarsi,  previo  parere  favorevole  del  ministro
vigilante, entro un anno dall'entrata in vigore del presente decreto: 
  a) le modalita' e le condizioni  per  l'istituzione  dei  corsi  di
formazione di cui al comma 9, in modo da garantire la liberta'  e  il
pluralismo   dell'offerta   formativa   e   della   relativa   scelta
individuale; 
  b) i contenuti formativi essenziali dei corsi di formazione; 
  c) la durata minima dei corsi di formazione, prevedendo  un  carico
didattico non inferiore a duecento ore; 
  d) le modalita' e le condizioni  per  la  frequenza  dei  corsi  di
formazione da parte del praticante nonche' quelle  per  le  verifiche
intermedie e finale del profitto, affidate a una commissione composta
da  professionisti  e  docenti  universitari,  in  pari   numero,   e
presieduta  da  un  docente  universitario,  in  modo  da   garantire
omogeneita'  di  giudizio  su  tutto  il  territorio  nazionale.   Ai
componenti  della  commissione  non   sono   riconosciuti   compensi,
indennita' o gettoni di presenza. 
  11. Il ministro vigilante,  previa  verifica,  su  indicazione  del
consiglio nazionale dell'ordine o collegio, dell'idoneita' dei  corsi
organizzati a norma del comma 9 sul territorio nazionale, dichiara la
data a decorrere dalla quale la disposizione di cui al medesimo comma
e' applicabile al tirocinio. 
  12. Il consiglio dell'ordine o collegio presso il quale e' compiuto
il tirocinio rilascia il relativo certificato. Il  certificato  perde
efficacia  decorsi  cinque  anni  senza  che  segua  il   superamento
dell'esame di Stato quando  previsto.  Quando  il  certificato  perde
efficacia  il  competente  consiglio   territoriale   provvede   alla
cancellazione del soggetto dal registro  dei  praticanti  di  cui  al
comma 2. 
  13. Le  regioni,  nell'ambito  delle  potesta'  a  esse  attribuite
dall'articolo   117   della   Costituzione,   possono    disciplinare
l'attribuzione di fondi per  l'organizzazione  di  scuole,  corsi  ed
eventi di tirocinio professionale. 
  14. Le disposizioni del presente articolo si applicano ai  tirocini
iniziati dal giorno successivo alla data di  entrata  in  vigore  del
presente decreto, fermo quanto gia' previsto dall'articolo  9,  comma
6,  del  decreto-legge  24  gennaio  2012,  n.  1,  convertito,   con
modificazioni, dalla legge 24 marzo 2012, n. 27.

Capo I

Disposizioni generali

                               Art. 7 

                         Formazione continua 

  1. Al fine di garantire la qualita' ed efficienza della prestazione
professionale,   nel   migliore   interesse   dell'utente   e   della
collettivita',  e   per   conseguire   l'obiettivo   dello   sviluppo
professionale, ogni professionista ha l'obbligo di curare il continuo
e  costante  aggiornamento  della  propria  competenza  professionale
secondo  quanto  previsto  dal  presente  articolo.   La   violazione
dell'obbligo  di  cui  al  periodo  precedente  costituisce  illecito
disciplinare. 
  2. I corsi di formazione possono essere organizzati,  ai  fini  del
comma 1, oltre che da ordini e  collegi,  anche  da  associazioni  di
iscritti agli albi e da  altri  soggetti,  autorizzati  dai  consigli
nazionali degli ordini o collegi. Quando deliberano sulla domanda  di
autorizzazione di cui al periodo  precedente,  i  consigli  nazionali
trasmettono motivata proposta di delibera al  ministro  vigilante  al
fine di acquisire il parere vincolante dello stesso. 
  3. Il consiglio nazionale dell'ordine  o  collegio  disciplina  con
regolamento, da  emanarsi,  previo  parere  favorevole  del  ministro
vigilante, entro un anno dall'entrata in vigore del presente decreto: 
  a) le modalita' e le condizioni per l'assolvimento dell'obbligo  di
aggiornamento  da  parte  degli  iscritti  e  per   la   gestione   e
l'organizzazione dell'attivita' di aggiornamento a cura degli  ordini
o  collegi  territoriali,  delle  associazioni  professionali  e  dei
soggetti autorizzati; 
  b) i requisiti minimi, uniformi su tutto il  territorio  nazionale,
dei corsi di aggiornamento; 
  c) il valore del credito formativo professionale  quale  unita'  di
misura della formazione continua. 
  4. Con apposite convenzioni stipulate tra i consigli nazionali e le
universita' possono essere stabilite regole comuni di  riconoscimento
reciproco dei crediti formativi  professionali  e  universitari.  Con
appositi regolamenti comuni, da approvarsi previo  parere  favorevole
dei ministri vigilanti,  i  consigli  nazionali  possono  individuare
crediti formativi professionali interdisciplinari e stabilire il loro
valore. 
  5. L'attivita' di formazione,  quando  e'  svolta  dagli  ordini  e
collegi, puo' realizzarsi anche in  cooperazione  o  convenzione  con
altri soggetti. 
  6.  Le  regioni,  nell'ambito  delle  potesta'  a  esse  attribuite
dall'articolo   117   della   Costituzione,   possono    disciplinare
l'attribuzione di fondi per  l'organizzazione  di  scuole,  corsi  ed
eventi di formazione professionale. 
  7. Resta ferma la normativa  vigente  sull'educazione  continua  in
medicina (ECM).

Capo I

Disposizioni generali

                               Art. 8 

Disposizioni  sul   procedimento   disciplinare   delle   professioni
              regolamentate diverse da quelle sanitarie 

  1. Presso i  consigli  dell'ordine  o  collegio  territoriali  sono
istituiti consigli di disciplina territoriali  cui  sono  affidati  i
compiti  di  istruzione  e  decisione  delle  questioni  disciplinari
riguardanti gli iscritti all'albo. 
  2. I consigli di disciplina territoriali di cui  al  comma  1  sono
composti da un numero di consiglieri pari a  quello  dei  consiglieri
che, secondo i vigenti ordinamenti professionali,  svolgono  funzioni
disciplinari nei consigli dell'ordine o collegio territoriali  presso
cui  sono  istituiti.  I  collegi  di  disciplina,  nei  consigli  di
disciplina territoriali con piu' di  tre  componenti,  sono  comunque
composti da tre consiglieri e  sono  presieduti  dal  componente  con
maggiore  anzianita'  d'iscrizione  all'albo  o,  quando   vi   siano
componenti  non  iscritti  all'albo,  dal  componente  con   maggiore
anzianita' anagrafica. 
  3.  Ferma  l'incompatibilita'  tra   la   carica   di   consigliere
dell'ordine o collegio territoriale e la carica  di  consigliere  del
corrispondente consiglio di disciplina  territoriale,  i  consiglieri
componenti dei consigli di disciplina territoriali sono nominati  dal
presidente del tribunale  nel  cui  circondario  hanno  sede,  tra  i
soggetti  indicati  in  un  elenco   di   nominativi   proposti   dai
corrispondenti consigli dell'ordine o collegio. L'elenco  di  cui  al
periodo che precede e' composto da un numero di  nominativi  pari  al
doppio del numero dei consiglieri che il presidente del tribunale  e'
chiamato a designare. I criteri in base ai  quali  e'  effettuata  la
proposta dei consigli dell'ordine o collegio  e  la  designazione  da
parte del presidente del tribunale, sono individuati con  regolamento
adottato, entro novanta giorni dall'entrata in  vigore  del  presente
decreto, dai consigli nazionali dell'ordine o collegio, previo parere
vincolante del ministro vigilante. 
  4.  Le  funzioni  di  presidente  del   consiglio   di   disciplina
territoriale sono  svolte  dal  componente  con  maggiore  anzianita'
d'iscrizione all'albo o, quando  vi  siano  componenti  non  iscritti
all'albo, dal  componente  con  maggiore  anzianita'  anagrafica.  Le
funzioni  di  segretario  sono  svolte  dal  componente  con   minore
anzianita' d'iscrizione all'albo o, quando vi  siano  componenti  non
iscritti all'albo, dal componente con minore anzianita' anagrafica. 
  5. All'immediata sostituzione dei componenti che siano venuti  meno
a  causa  di  decesso,  dimissioni  o  altra  ragione,  si   provvede
applicando le disposizioni del comma 3, in quanto compatibili. 
  6. I consigli di disciplina territoriale restano in carica  per  il
medesimo periodo dei consigli dell'ordine o collegio territoriale. 
  7. Presso i consigli nazionali dell'ordine o collegio che  decidono
in via amministrativa sulle questioni  disciplinari,  sono  istituiti
consigli di disciplina nazionali  cui  sono  affidati  i  compiti  di
istruzione e decisione delle questioni  disciplinari  assegnate  alla
competenza dei medesimi consigli nazionali  anche  secondo  le  norme
antecedenti all'entrata in vigore del presente decreto. 
  8. I consiglieri dei consigli nazionali dell'ordine o collegio  che
esercitano funzioni  disciplinari  non  possono  esercitare  funzioni
amministrative. Per la ripartizione delle  funzioni  disciplinari  ed
amministrative tra i consiglieri, in applicazione di quanto  disposto
al periodo che precede, i consigli nazionali dell'ordine  o  collegio
adottano regolamenti attuativi, entro novanta giorni dall'entrata  in
vigore del presente decreto, previo parere  favorevole  del  ministro
vigilante. 
  9. Le funzioni di presidente del consiglio di disciplina  nazionale
di cui ai commi 7  e  8  sono  svolte  dal  componente  con  maggiore
anzianita' d'iscrizione all'albo.  Le  funzioni  di  segretario  sono
svolte dal componente con minore anzianita' d'iscrizione all'albo. 
  10. Fino all'insediamento dei consigli di disciplina territoriali e
nazionali di  cui  ai  commi  precedenti,  le  funzioni  disciplinari
restano interamente regolate dalle disposizioni vigenti. 
  11. Restano ferme le altre disposizioni in materia di  procedimento
disciplinare delle professioni  regolamentate,  e  i  riferimenti  ai
consigli dell'ordine o collegio  si  intendono  riferiti,  in  quanto
applicabili, ai consigli di disciplina. 
  12. Il ministro vigilante puo' procedere  al  commissariamento  dei
consigli di disciplina territoriali e nazionali per gravi e  ripetuti
atti di violazione della legge, ovvero in ogni caso in cui  non  sono
in  grado  di  funzionare  regolarmente.  Il   commissario   nominato
provvede, su disposizioni del ministro vigilante, a quanto necessario
ad assicurare lo  svolgimento  delle  funzioni  dell'organo  fino  al
successivo mandato, con facolta'  di  nomina  di  componenti  che  lo
coadiuvano nell'esercizio delle funzioni predette. 
  13. Alle professioni sanitarie continua ad applicarsi la disciplina
vigente. 
  14. Restano altresi'  ferme  le  disposizioni  vigenti  in  materia
disciplinare concernenti la professione di notaio.

Capo II

Disposizioni concernenti gli avvocati

                               Art. 9 

                       Domicilio professionale 

  1. L'avvocato deve avere un domicilio professionale nell'ambito del
circondario di competenza  territoriale  dell'ordine  presso  cui  e'
iscritto, salva la facolta' di avere ulteriori sedi di  attivita'  in
altri luoghi del territorio nazionale.

Capo II

Disposizioni concernenti gli avvocati

                               Art. 10 

      Disposizioni speciali sul tirocinio forense per l'accesso 

  1. Fermo in particolare quanto disposto dall'articolo 6, commi 3  e
4, il tirocinio puo' essere svolto presso l'Avvocatura dello Stato  o
presso l'ufficio legale  di  un  ente  pubblico  o  di  ente  privato
autorizzato  dal  ministro  della  giustizia  o  presso  un   ufficio
giudiziario, per non piu' di dodici mesi. 
  2. Il tirocinio deve in ogni caso essere svolto per almeno sei mesi
presso un avvocato iscritto all'ordine o  presso  l'Avvocatura  dello
Stato o presso l'ufficio legale di un ente  pubblico  o  di  un  ente
privato autorizzato dal ministro della giustizia. 
  3. Fermo quanto previsto dal comma 2, il diploma conseguito  presso
le scuole di  specializzazione  per  le  professioni  legali  di  cui
all'articolo 16 del decreto legislativo 17 novembre 1997, n.  398,  e
successive modificazioni, e' valutato  ai  fini  del  compimento  del
tirocinio per l'accesso alla professione di avvocato per  il  periodo
di un anno. 
  4. Il praticante  puo',  per  giustificato  motivo,  trasferire  la
propria iscrizione presso l'ordine del luogo ove  intende  proseguire
il tirocinio. Il consiglio dell'ordine  autorizza  il  trasferimento,
valutati i motivi che lo giustificano, e rilascia  al  praticante  un
certificato  attestante  il  periodo   di   tirocinio   che   risulta
regolarmente compiuto. 
  5. In attuazione del presente decreto, l'attivita' di  praticantato
presso gli uffici giudiziari  e'  disciplinata  con  regolamento  del
ministro della giustizia da adottarsi entro un  anno  dalla  data  di
entrata in  vigore  del  presente  decreto,  sentiti  gli  organi  di
autogoverno delle magistrature e il consiglio  nazionale  forense.  I
praticanti presso gli uffici  giudiziari  assistono  e  coadiuvano  i
magistrati che ne fanno richiesta nel compimento delle loro ordinarie
attivita', anche  con  compiti  di  studio,  e  ad  essi  si  applica
l'articolo 15 del  testo  unico  delle  disposizioni  concernenti  lo
statuto degli impiegati civili dello Stato, di  cui  al  decreto  del
Presidente della Repubblica 10 gennaio 1957, n.  3.  Al  termine  del
periodo di formazione il magistrato designato dal  capo  dell'ufficio
giudiziario redige una relazione sull'attivita'  e  sulla  formazione
professionale acquisita, che viene trasmessa al consiglio dell'ordine
competente. Ai soggetti  previsti  dal  presente  comma  non  compete
alcuna forma di compenso, di  indennita',  di  rimborso  spese  o  di
trattamento previdenziale da parte della pubblica amministrazione. Il
rapporto non costituisce  ad  alcun  titolo  pubblico  impiego.  Fino
all'emanazione del decreto di  cui  al  primo  periodo,  continua  ad
applicarsi, al riguardo, la disciplina del  praticantato  vigente  al
momento di entrata in vigore del presente decreto. 
  6. Il praticante avvocato e' ammesso a sostenere l'esame  di  Stato
nella sede di corte di appello nel cui distretto ha svolto il maggior
periodo di tirocinio. Quando il tirocinio e' stato svolto per  uguali
periodi sotto la vigilanza di piu' consigli dell'ordine  aventi  sede
in distretti diversi, la sede di esame  e'  determinata  in  base  al
luogo di svolgimento del primo periodo di tirocinio.

Capo III

Disposizioni concernenti i notai

                               Art. 11 

                  Accesso alla professione notarile 

  1. Possono ottenere la nomina a notaio tutti i cittadini italiani e
i cittadini dell'Unione Europea che siano in possesso  dei  requisiti
di cui all'articolo 5 della legge 16 febbraio 1913, n.  89,  compreso
il superamento del concorso notarile, fermo il diritto dei  cittadini
dell'Unione Europea che, in difetto del possesso dei requisiti di cui
ai numeri 4 e 5 dell'articolo 5 della legge 16 febbraio 1913, n.  89,
abbiano superato il concorso notarile al quale abbiano avuto  accesso
a seguito  di  riconoscimento  del  titolo  professionale  di  notaio
conseguito in altro Stato membro dell'Unione Europea. 
  2. Il diploma di specializzazione, conseguito presso le  scuole  di
specializzazione per le professioni legali di cui all'articolo 16 del
decreto  legislativo  17  novembre  1997,  n.   398,   e   successive
modificazioni, e' valutato ai fini  del  compimento  del  periodo  di
pratica per l'accesso alla professione di notaio per il periodo di un
anno.

Capo IV

Disposizioni transitorie e finali

                               Art. 12 

                       Disposizione temporale 

  1. Le disposizioni di cui al  presente  decreto  si  applicano  dal
giorno successivo alla data di entrata in vigore dello stesso. 
  2. Sono abrogate tutte le disposizioni regolamentari e  legislative
incompatibili con le previsioni di cui  al  presente  decreto,  fermo
quanto previsto dall'articolo 3, comma 5-bis,  del  decreto-legge  13
agosto 2011, n. 138, convertito, con modificazioni,  dalla  legge  14
settembre 2011, n. 148, e successive  modificazioni,  e  fatto  salvo
quanto previsto da disposizioni attuative  di  direttive  di  settore
emanate dall'Unione europea.

Capo IV

Disposizioni transitorie e finali

                               Art. 13 

                       Invarianza finanziaria 

  1. Dall'attuazione del presente provvedimento non derivano nuovi  o
maggiori  oneri  per  la  finanza  pubblica.  I   soggetti   pubblici
interessati operano nell'ambito delle risorse disponibili agli  scopi
a legislazione vigente.

Capo IV

Disposizioni transitorie e finali

                               Art. 14 

                          Entrata in vigore 

  1. Il presente decreto entra  in  vigore  il  giorno  successivo  a
quello  della  sua  pubblicazione  nella  Gazzetta  Ufficiale   della
Repubblica italiana. 
  Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara' inserito
nella  Raccolta  ufficiale  degli  atti  normativi  della  Repubblica
italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo
osservare. 

    Dato a Stromboli, addi' 7 agosto 2012 

                             NAPOLITANO 

                                  Monti, Presidente del Consiglio dei
                                  Ministri 

                                  Severino, Ministro della giustizia 

Visto, il Guardasigilli: Severino 

Registrato alla Corte dei conti il 13 agosto 2012 
Registro n. 7, foglio n. 372

Nota 26 aprile 2012, Prot. n. MIURAOODGSSSI n. 1922

Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca

Dipartimento per la programmazione e la gestione delle risorse umane, finanziarie e strumentali

Direzione generale per gli studi, la statistica e i sistemi informativi

 

Alle scuole statali di ogni ordine e grado

Loro sedi

 

Agli Uffici Scolastici Territoriali

Loro Sedi

 

Oggetto: Anagrafe professionalità docente: avviso proroga delle funzioni.

 

In considerazione delle difficoltà tecniche segnalate dalle segreterie scolastiche, con particolare riferimento al processo di registrazione dei docenti su POLIS (“Presentazione On Line delle Istanze”), il termine per l’inserimento dei dati relativi all’aggiornamento della scheda “Professionalità docente” viene prorogato al 15 maggio 2012.

Si chiede di voler dare ampia diffusione del contenuto di questa nota presso il personale docente.

Si ringrazia per la collaborazione.

 

Il Direttore Generale

Emanuele Fidora

 

Nota 24 aprile 2012, Prot. n. 2501 MIURAOODGOS

Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca

Dipartimento per l’Istruzione

Direzione Generale per gli Ordinamenti Scolastici e per l’Autonomia Scolastica

– Ufficio IX –

 

 

Ai Direttori Generali

degli Uffici Scolastici Regionali

 

Ai Sovrintendenti Scolastici

delle Province Autonome di Bolzano e Trento

 

Al Sovrintendente agli studi

della Regione Autonoma Valle d’Aosta

 

Ai Dirigenti Scolastici

di tutte le istituzioni scolastiche

 

Oggetto: Pubblicità legale dei decreti di riconoscimento della professione di docente ai sensi del D.Lvo n. 206/2007. – Art. 32 della legge n. 69 del 18 giugno 2009.

 

Al fine di dare piena attuazione a quanto disposto dall’art. 32 della legge n. 69 del 18 giugno 2009, che stabilisce che “gli obblighi di pubblicazione di atti e provvedimenti amministrativi aventi effetto di pubblicità legale si intendono assolti con la pubblicazione nei propri siti informatici da parte delle Amministrazioni e degli Enti pubblici obbligati” si informano le SS.LL. che, dalla data dell’1 maggio 2012, i decreti di riconoscimento dei titoli di formazione professionale, acquisiti in Paesi diversi dall’Italia, abilitanti all’esercizio della professione di docente saranno pubblicati sul sito istituzionale http://www.istruzione.it/web/istruzione/riconoscimento-professione-docente di questo Ministero.

 

IL DIRETTORE GENERALE

Carmela Palumbo

 

Nota 18 aprile 2012, AOODGSSSI prot. n. 1830/RU/U

Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca

Dipartimento per la programmazione e la gestione delle risorse umane, finanziarie e strumentali

Direzione generale per gli studi, la statistica e i sistemi informativi

Uff VII

 

Alle scuole statali di ogni ordine e grado

Loro sedi

 

Agli Uffici Scolastici Territoriali

Loro Sedi

 

Oggetto: Anagrafe professionalità docente: aggiornamento e chiarimenti.

 

In merito all’aggiornamento della scheda “Professionalità docente”, di cui alle note n. 1623 e n. 1624 del 4/04/2012, ed attualmente in corso, si ritiene opportuno tenere informate le segreterie scolastiche sull’andamento della rilevazione e fornire alcune indicazioni e chiarimenti che potranno senz’altro facilitare l’acquisizione dei dati e favorire il successo del procedimento che risponde alle esigenze di modernizzazione, trasparenza ed efficienza di questa Amministrazione.

Come noto, la rilevazione interessa tutti i docenti con contratto a tempo indeterminato delle scuole statali di ogni ordine e grado, compresa la scuola dell’infanzia.

Attualmente le schede acquisite sono oltre 50.000.

Si tratta di un numero importante che tuttavia non risponde all’obiettivo di disporre di un quadro completo ed aggiornato circa le professionalità del personale docente.

Per tale ragione si chiede alle Segreterie scolastiche di voler verificare, tramite l’apposita funzione sul SIDI l’avvenuto aggiornamento della scheda a cura del personale docente con contratto a tempo indeterminato in servizio presso la propria sede.

La funzione è disponibile all’indirizzo: Personale Comparto Scuola => Gestione delle Competenze del Dipendente (Fascicolo Personale) => Anagrafe Professionalità => Sintesi Anagrafe Professionalità Docente => Interrogazione.

Nell’Area così raggiunta, non impostando nessun nominativo e cliccando sul bottone “ricerca”, la funzione produce l’elenco di tutti i docenti che risultano di ruolo nella scuola in oggetto, con l’informativa per ogni singolo docente di scheda acquisita da POLIS (SI/NO) e di scheda Validata su POLIS (SI/NO).

Si ricorda, al riguardo, che il docente, anche nel caso in cui abbia la certezza che i dati inseriti dalla scuola nel precedente anno scolastico siano corretti ed aggiornati, al fine della Sua importante verifica e convalida, deve comunque accedere al sistema e cliccare sul pulsante “concludi e crea PDF”.

Nel seguire il processo, inoltre, si è riscontrata una particolare difficoltà da parte dei docenti relativa all’accesso al sistema delle “Istanze on line”, ovvero alla registrazione in POLIS. Anche in questo caso, si chiede la paziente collaborazione del personale amministrativo della scuola nel voler accompagnare il docente nella procedura, che tra l’altro richiede il riconoscimento in presenza da parte della segreteria scolastica del personale richiedente l’accesso, puntualmente descritta all’indirizzo http://archivio.pubblica.istruzione.it/istanzeonline/index.shtml.

Nel garantire un puntuale aggiornamento dello stato dell’arte della procedura e nel ricordare la sua prossima scadenza del 30 aprile, si coglie l’occasione per ringraziare le istituzioni scolastiche per la consueta, fattiva collaborazione.

 

IL DIRETTORE GENERALE

Emanuele Fidora

 

5 aprile Professionalità Docenti

Dal 5  aprile al 15 maggio 2012 è attiva su Istanze on linela procedura che consente ai docenti a tempo indeterminato nelle scuole statali di aggiornare, personalmente e annualmente, la propria scheda personale (vd. Note 4 aprile 2012, Prot. n. 1623 e n. 1624).

Di seguito il comunicato del MIUR e le FAQ:

Da oggi, su “Istanze on line”, il docente può direttamente e in breve tempo aggiornare la propria scheda professionale

(05.04.12) A partire da quest’anno, l’aggiornamento e l’implementazione delle informazioni che riguardano la professionalità dei docenti a tempo indeterminato, nelle scuole statali di ogni ordine e grado, sarà a cura dei docenti stessi.
I docenti potranno inserire direttamente, con cadenza annuale, gli ulteriori titoli culturali e professionali via via conseguiti, aggiornando la propria scheda dall’area riservata di “Istanze on line” (POLIS). La procedura è semplice e richiede poco tempo.
Tale approccio da un lato garantisce un aggiornamento puntuale e completo delle informazioni relative alla professionalità dei docenti e dall’altro rappresenta un ulteriore passo verso la digitalizzazione della pubblica amministrazione.

Frequently Asked Questions (Aggiornato il 19 aprile 2012)

A) Accesso al sistema POLIS
1. Non ricordo la password per accedere alla casella di Posta elettronica Istruzione.
Cosa devo fare?
Per recuperare la password deve andare alla sezione Assistenza dell’area Posta
elettronica (http://archivio.pubblica.istruzione.it/webmail/posta_docenti.shtml), selezionare
la voce Docenti/dirigenti e cliccare su recupero password. Se non ricorda la risposta alla
domanda per il recupero, oppure la stessa non è presente, deve recarsi alla propria
segreteria scolastica e richiederne il reset della password.
2. Ho effettuato la registrazione su Istanze on line. Cosa devo fare per accedere al
servizio?
Per accedere al servizio istanze on-line, dopo aver inserito username e password
nell’apposito spazio “Accedi ai servizi” si deve:
– inserire, per verifica, il Codice Fiscale e il Codice Personale Temporaneo (CPT) che
ha ricevuto con messaggio di posta elettronica da parte del Ministero al momento
della registrazione, confermare e premere “esci” per concludere la procedura;
– stampare il modulo allegato alla conferma della registrazione e recarsi presso la
scuola per il riconoscimento;
– attendere l’e-mail di attivazione dell’utenza;
– accedere al sistema Istanze on line con username e password (sempre quelle della
posta istituzionale) e procedere alla modifica (obbligatoria) del codice personale
temporaneo (CPT).
Se la procedura si è conclusa positivamente appare una schermata di conferma.
B) Compilazione Scheda e termine della procedura
1. Il docente visualizza solo le informazioni relative alle sezioni Anagrafica e Titoli di
Studio.
Per visualizzare e compilare tutte le sezioni della scheda, i docenti in possesso del
Diploma di Laurea devono inserire nella sezione Titoli di studio la data di conseguimento
(in formato gg/mm/aaaa) del titolo per l’accesso al ruolo; i docenti in possesso del diploma
devono comunque accedere alla sezione e salvarla.
2. Il docente può inserire nella scheda titoli acquisiti nell’anno scolastico in corso?
1 Al fine di rendere più agevole il reperimento delle nuove Faq di volta in volta inserite nelle sezioni per
argomento, si indicano nel titolo, con riferimento alla data di aggiornamento, sezione (solo la lettera) e
numero delle nuove FAQ).
Il docente può inserire anche i titoli conseguiti nel corrente anno scolastico alla data di
compilazione (30 aprile 2012)
3. Il docente dichiara di non avere titoli da aggiornare. Cosa deve fare?
Si deve comunque entrare nella scheda professionalità docente per inserire la data di
conseguimento della laurea che lo scorso anno non era richiesta e procedere con il
salvataggio della scheda.
4. Il personale educativo dei convitti deve compilare la scheda?
La scheda professionalità docenti riguarda attualmente il personale docente a tempo
indeterminato delle Istituzioni scolastiche statali.
5. Digitando il pulsante “Concludi e crea Pdf” mi viene richiesto il codice personale.
Cosa devo fare se non lo ricordo?
Il docente, per recuperare il codice personale, deve andare nell’area Gestione Utenza di
Polis, cliccare sulla dicitura “Recupero codice personale” e seguire le indicazioni.
6. I docenti collocati fuori ruolo permanentemente devono compilare la scheda?
No, possono non compilare la scheda professionalità docenti.
C) Anagrafica
1. Il docente, nella sezione anagrafica, visualizza una decorrenza giuridica che non
contempla la retrodatazione.
Il dato relativo alla retrodatazione della decorrenza giuridica, pur non essendo visualizzato
nella scheda, è comunque presente al sistema. Non occorre pertanto segnalare tale
difformità né alle Segreterie delle proprie Istituzioni scolastiche né agli Uffici Territoriali
competenti, anche se ciò è stato in alcuni casi precedentemente indicato.
2. L’informazione sulla retrodatazione della decorrenza giuridica verrà aggiornata sulla
scheda?
Il dato relativo alla retrodatazione della decorrenza giuridica, laddove valorizzato, verrà a
breve riportato nella sezione anagrafica della scheda professionalità docente.
D) Titoli di studio
1. Tra i diploma di laurea non trovo Scienze della Formazione Primaria.
Il codice della laurea in Scienze della formazione primaria è L-19/S e nell’elenco che si
visualizza si trova in sest’ultima posizione.
2. Tra i diplomi di istruzione artistica non trovo il diploma di Conservatorio di musica –
Saxofono. Dove devo inserire questo diploma?
In tutti i casi in cui non è indicato lo specifico strumento si deve valorizzare la voce
generica B003 – DIPLOMA DI CONSERVATORIO DI MUSICA.
L’elenco dei diplomi sarà integrato con i Diplomi di Conservatorio di Musica relativi a:
Saxofono, Jazz, Fisarmonica, Musica Elettronica e Percussioni.
Per altri eventuali specifici Diplomi si può valorizzare la voce generica “Diploma di
Conservatorio di Musica”.
3. Posso inserire anche il diploma di laurea in Scienze della Formazione Primaria –
indirizzo Infanzia?
Il codice della laurea in Scienze della formazione primaria – Infanzia è stata inserita
nell’elenco delle lauree con il codice L-19/SI.
4. Sono un docente a tempo indeterminato in possesso di una laurea conseguita
presso una Università straniera. Come posso inserire questo titolo?
Nell’elenco delle lauree sarà a breve disponibile la voce: L-EST Laurea conseguita
all’estero.
E) Abilitazioni
Nessuna segnalazione
F) Certificazioni
1. Se un docente è in possesso del diploma di laurea in Lingua e letteratura inglese
può indicare che è in possesso della certificazione linguistica in lingua inglese? E
se si che livello deve inserire?
Si, per il personale scolastico il recente decreto sulle certificazioni delle competenze
linguistiche – D.M. del 7 marzo 2012, all’art. 4 c.1 stabilisce che il possesso della laurea
magistrale in lingua straniera corrisponde alla certificazione della corrispondente lingua
straniera, livello C1 secondo il Quadro Comune Europeo di Riferimento per le lingue
(QCER).
G) Altri Titoli
1. Posso inserire i titoli conseguiti nel corrente anno scolastico?
Certamente, si possono inserire tutti i titoli conseguiti entro il 30 aprile 2012 e anche gli
incarichi relativi all’anno scolastico in corso.
2. Il titolo di perfezionamento in mio possesso non ha l’indicazione del numero di
crediti formativi (CFU), posso inserirlo ugualmente?
No, nella sezione “Altri titoli” il campo crediti è obbligatorio per salvare correttamente la
sezione.
Se nel titolo posseduto compare la durata in ore, tenuto conto che 25 ore corrispondono
ad 1 credito, si può procedere al calcolo dei crediti.
Nel caso in cui nel titolo non siano esplicitate le ore complessive, è opportuno rivolgersi
all’Università che ha rilasciato il titolo, per avere informazioni in merito.
3. Il Master conseguito nel 1995 non riporta né il numero dei crediti né le ore
complessive e l’Università mi ha confermato che il titolo è stato conseguito prima
dell’introduzione del sistema dei crediti. Non posso inserire il Master?
Nella sezione “Altri titoli” sarà possibile inserire i titoli che non riportano né ore né crediti,
purché conseguiti entro il 31/12/2001, senza valorizzare il campo crediti formativi.
H) Incarichi
Nessuna segnalazione
I) Mobilità all’estero
Nessuna segnalazione
L) Formazione e pubblicazioni
1. Ho delle pubblicazioni senza codice ISSN/ISBN. Posso indicarle?
A breve sarà possibile indicare il numero di pubblicazioni anche in assenza di codice ISSN
o ISBN.

Nota 4 aprile 2012, Prot. MIURAOODGSSSI n. 1624/RU/U

Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca

Direzione generale per gli studi, la statistica e i sistemi informativi

e

Direzione generale per il personale scolastico

 

Ai docenti a tempo indeterminato delle scuole statali di ogni ordine e grado

LORO SEDI

 

Oggetto: Professionalità docenti a tempo indeterminato – Aggiornamento anagrafe

 

Nel corso dell’anno scolastico 2010/2011, è stata realizzata un’importante attività di aggiornamento dell’anagrafe della professionalità docente, grazie al particolare impegno delle istituzioni scolastiche che hanno verificato ed integrato, nell’area “Fascicolo personale” del SIDI, le informazioni concernenti ciascun docente a tempo indeterminato in servizio presso la propria istituzione. In questo modo è stato possibile dare nuovo impulso a questa particolare area del SIDI, necessaria all’Amministrazione per la realizzazione dei propri fini istituzionali.

Data la natura evolutiva e dinamica della professionalità dei docenti, soggetta a continui arricchimenti, si è ritenuto opportuno consentire ai docenti stessi di inserire direttamente, con cadenza annuale, gli aggiornamenti che riguardano la loro formazione, dichiarando gli ulteriori titoli culturali e professionali via via conseguiti.

Pertanto, a partire dal 5 aprile e fino al 30 aprile, è possibile per i docenti a tempo indeterminato aggiornare la propria scheda professionale.

La scheda, che già contiene le informazioni inserite dalle scuole in occasione della precedente rilevazione, può essere integrata ed eventualmente rettificata nelle parti inesatte o incomplete.

In particolare, il singolo docente può inserire i propri dati attraverso il sistema della “Presentazione On Line delle Istanze” (POLIS), raggiungibile dal link http://archivio.pubblica.istruzione.it/istanzeonline/index.shtml, all’interno del quale viene resa disponibile l’apposita sezione: “Scheda Professionalità Docente”.

 

Per l’utilizzo della funzionalità web, sono previste due fasi:

1) registrazione a sistema “Istanze On Line”;

2) compilazione della “Scheda professionalità docente”.

 

Per quanto riguarda la fase della registrazione si precisa che è necessario utilizzare la casella di posta elettronica istituzionale (nome.cognome@istruzione.it).

Tenuto conto che il sistema POLIS viene già utilizzato in forma diffusa dai docenti per la presentazione di istanze di vario genere (mobilità, commissioni degli esami di Stato, concorsi) è da presumere che esista già il possesso delle credenziali per l’accesso al sistema. In caso contrario è indispensabile provvedere tempestivamente alla registrazione accedendo, dalla pagina Istruzione, alla funzione “Istanze on line” (procedura guidata). Per quanto riguarda, invece, la fase di compilazione della “Scheda professionalità docente”, vengono messe a disposizione dei docenti una guida smart, che descrive sinteticamente i contenuti della rilevazione ed i passaggi da seguire, ed un manuale di dettaglio sulla procedura, entrambi scaricabili nell’area dedicata.

Il Servizio statistico si fa carico di pubblicare tempestivamente, per doverosa informazione, le risposte alle domande più frequenti (FAQ), formulate eventualmente dai docenti interessati.

Per le richieste di chiarimento, inerenti i dati da comunicare è possibile utilizzare la casella di posta elettronica istituzionale:

 

professionalita.docente@istruzione.it

oppure è possibile rivolgersi alla propria istituzione scolastica che provvederà a contattare i numeri telefonici dei referenti per l’Anagrafe Professionalità Docente del Servizio Statistico.

 

 

 

Il Direttore Generale

Luciano Chiappetta

 

 

Il Direttore Generale

Emanuele Fidora

 

Nota 4 aprile 2012, Prot. MIURAOODGSSI n. 1623/RU/U

Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca

Direzione generale per gli studi, la statistica e i sistemi informativi

e

Direzione generale per il personale scolastico

 

 

Ai Dirigenti delle Istituzioni scolastiche statali di ogni ordine e grado

LORO SEDI

 

e, p.c. Ai Direttori Generali degli Uffici scolastici regionali LORO SEDI

 

Oggetto: Professionalità docenti a tempo indeterminato – Aggiornamento anagrafe

 

Nell’anno scolastico 2010/2011, è stata aggiornata, grazie al particolare impegno delle istituzioni scolastiche, l’area “Fascicolo personale” del SIDI, con le informazioni concernenti i docenti in servizio presso ciascuna scuola.

A partire da quest’anno, invece, viene consentito ai docenti stessi di inserire direttamente, con cadenza annuale, gli aggiornamenti che riguardano gli ulteriori titoli culturali e professionali via via conseguiti.

Resta comunque di fondamentale importanza la collaborazione delle istituzioni scolastiche, sia per sensibilizzare i docenti per una consapevole adesione all’iniziativa e sia per fornire loro una eventuale assistenza.

Con l’allegata nota sono state fornite a tutti i docenti a tempo indeterminato istruzioni per la compilazione della scheda per l’aggiornamento di tale anagrafe attraverso il sistema POLIS.

Qualora dovessero pervenire da parte dei docenti richieste di chiarimento, le SS.LL. possono contattare i Referenti per l’Anagrafe Professionalità Docente del Servizio Statistico.

Per problemi tecnici, invece, è disponibile il numero verde del gestore del servizio informativo (http://www.mpi.it/).

 

 

Il Direttore Generale

Luciano Chiappetta

 

 

Il Direttore Generale

Emanuele Fidora

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Nota 4 aprile 2012, Prot. MIURAOODGSSSI n. 1624/RU/U

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REFERENTI RILEVAZIONE PROFESSIONALITÀ DOCENTI

PALMERI EZIA: 06.5849.3752 ezia.palmeri@istruzione.it
RISPOLI ANNA: 06.5849.2384 anna.rispoli@istruzione.it
SILVI ADELAIDE: 06.5849.3776 adelaide.silvi@istruzione.it
BOI LAURA: 06.5849.2062 laura.boi@istruzione.it