{"id":922,"date":"2009-08-08T12:37:27","date_gmt":"2009-08-08T10:37:27","guid":{"rendered":"http:\/\/www.edscuola.eu\/wordpress\/?page_id=922"},"modified":"2009-08-08T12:37:27","modified_gmt":"2009-08-08T10:37:27","slug":"07-1999","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.edscuola.eu\/wordpress\/?page_id=922","title":{"rendered":"07 1999"},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"http:\/\/www.edscuola.it\/archivio\/norme\/decreti\/dlvorpcdm.html\">decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 303<\/a> (in SO 167\/L alla GU 1 settembre 1998, n. 205)<br \/>\nNorme di Riordinamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri, in attuazione degli articoli 11, comma 1, lett. a) e 12 della legge 15 marzo 1997, n. 59<\/strong><\/p>\n<p><strong><a href=\"http:\/\/www.edscuola.it\/archivio\/norme\/decreti\/ministeri.html\">decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300<\/a> (in SO n. 163\/L della GU 30 agosto 1999, n. 203)<br \/>\nRiforma dell&#8217;organizzazione del Governo, a norma dell&#8217;articolo 11 della legge 15 marzo 1997, n. 59<\/strong><\/p>\n<p><strong><a href=\"http:\/\/www.edscuola.it\/archivio\/norme\/decreti\/dlvo281_99.html\">decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 281<br \/>\n<\/a>Disposizioni in materia di trattamento dei dati personali per finalit\u00e0 storiche, statistiche e di ricerca scientifica<\/strong><\/p>\n<p><strong><a href=\"http:\/\/www.edscuola.it\/archivio\/norme\/circolari\/cm187_99.html\">circolare 30 luglio 1999, n. 187<\/a><br \/>\nApplicazione dell\u2019art. 29, commi 2 e 3, della legge 23 dicembre 1998, n.448 \u2013 Decreto ministeriale 8 aprile 1999, n. 93<\/strong><\/p>\n<p><strong><a href=\"http:\/\/www.edscuola.it\/archivio\/norme\/leggi\/lvalud.html\">legge 30 luglio 1999, n. 256<br \/>\n<\/a>Conversione in legge del Decreto Legge 17 giugno 1999, n. 178<\/strong><\/p>\n<p><strong>01 &#8211; 29 luglio <a name=\"Scuola e Parlamento\"><span style=\"text-decoration: underline;\">Scuola e Parlamento<\/span><\/a><\/strong><\/p>\n<p>I lavori di Camera e Senato sono sospesi per la pausa estiva e riprenderanno a settembre.<\/p>\n<p>Il <a href=\"http:\/\/www.edscuola.it\/archivio\/norme\/leggi\/dpef2000.html\">Documento di programmazione economico-finanziaria per gli anni 2000-2003<\/a> \u00e8 al dibattito in Aula, alla Camera ed al Senato, nei giorni 26-29 luglio 1999.<br \/>\nIl 29 luglio la Camera approva la risoluzione di maggioranza sul DPEF: l<span style=\"font-family: Arial;\">a manovra finanziaria del 2000 sar\u00e0 di 15.000 miliardi.<\/span><\/p>\n<p>La 7a Commissione del Senato esamina:<\/p>\n<ul>\n<li>l&#8217;1 ed il 15 luglio, in sede referente, i <a href=\"http:\/\/www.edscuola.it\/archivio\/parita.html\">disegni di legge     sulla parit\u00e0 scolastica<\/a> (AS 2741, 61, 547, 553, 595, 1140, 1458, 2117, 2304, 2331,     2827, 4012 e 4127); il 14 luglio \u00e8 convocato l&#8217;Ufficio di Presidenza della Commissione,     integrato dai rappresentanti dei Gruppi, al fine di programmare i lavori della Commissione     in vista dell&#8217;esame in Assemblea, il 20 e 21 luglio, dei <a href=\"http:\/\/www.edscuola.it\/archivio\/parita.html\">disegni     di legge sulla parit\u00e0 scolastica<\/a>; il testo \u00e8 approvato il 21 luglio e passa     all&#8217;esame della Camera;<\/li>\n<li>il 28 luglio, in sede legislativa, approva il <a href=\"http:\/\/www.edscuola.it\/archivio\/norme\/leggi\/ddl3974as.html\">DdL AS 3974,     Interventi straordinari per i beni culturali<\/a>;<\/li>\n<li>il 29 luglio approva il DdL 4187 AS (ex DdL 6258 AC), Disposizioni finanziarie in favore     del CONI (gi\u00e0 approvato, nella stessa giornta dalla 7a Commissione della Camera);<\/li>\n<li>l&#8217;1, 8, 22, 27, 28 e 29 luglio, in sede referente, il <a href=\"http:\/\/www.edscuola.it\/archivio\/norme\/leggi\/tuam.html\">testo     unificato dei DdL AS nn. 2619, 755, 1547, 2821 &#8211; Disciplina generale dell&#8217;attivit\u00e0     musicale<\/a>;<\/li>\n<li>il\u00a0 21, 28 e 29 luglio, il DdL 4052 e 4164 su Interventi per il potenziamento e la     qualificazione dell&#8217;offerta di integrazione scolastica degli alunni con <em>handicap<\/em> sensoriali;<\/li>\n<li>il 7\u00a0 e 14 luglio, in sede referente, i <a href=\"http:\/\/www.edscuola.it\/archivio\/norme\/leggi\/relddl.html\">DdL sullo Stato     giuridico degli IRC<\/a>: presentato, il 14 luglio, un <a href=\"http:\/\/www.edscuola.it\/archivio\/norme\/leggi\/relddlu.html\">nuovo testo     unificato<\/a>;<\/li>\n<li>il 15 e 21 luglio, congiuntamente, i disegni di legge <a href=\"http:\/\/www.edscuola.it\/archivio\/norme\/leggi\/ddl4022.html\">n. 4022     (Norme in materia di accessi ai corsi universitari), n. 1493 (Istituzione del numero     chiuso nei corsi di laurea in medicina e chirurgia), n. 4001 (Nuove norme sul numero     chiuso nelle facolt\u00e0 universitarie), 4003 (Norme per la regolarizzazione delle iscrizioni     ai corsi di laurea dell&#8217;universit\u00e0 ad accesso programmato), 4020 (Norme di sanatoria     relative all&#8217;iscrizione ai corsi universitari per gli anni accademici 1997-1998 e     1998-1999)<\/a>: <span style=\"color: #000000;\">il 15 luglio \u00e8 approvato con modificazioni il DdL     4022, in sede referente, ed il 21 luglio lo stesso DdL, con emendamenti, \u00e8 approvato in     sede deliberante<\/span>, con conseguente assorbimento dei disegni di legge nn. 1493, 4001,     4003 e 4020;<\/li>\n<li>l&#8217;8 luglio, seguito e conclusione del dibattito sulle comunicazioni rese, nella seduta     antimeridiana del 30 giugno, dal Ministro della pubblica istruzione sulla riforma degli     organi collegiali territoriali della scuola;<\/li>\n<li>il 13 luglio viene approvato con osservazioni il <a href=\"http:\/\/www.edscuola.it\/archivio\/norme\/leggi\/dpef2000.html\">Documento di     programmazione economico-finanziaria per gli anni 2000-2003<\/a>;<\/li>\n<li>il 14 luglio, in sede deliberante, il <a href=\"http:\/\/www.edscuola.it\/archivio\/norme\/leggi\/artddl.html\">testo unificato ed i DdL     relativi alla Riforma delle Accademie e dei Conservatori<\/a>: concluso l&#8217;esame degli     articoli, la Commissione approva il testo emendato del disegno di legge n. 2881 con     conseguente assorbimento dei disegni di legge nn. 132, 179, 1116, 1437, 2265 e 2315;<\/li>\n<li>il 14 luglio viene approvato lo <a href=\"http:\/\/www.edscuola.it\/archivio\/norme\/decreti\/dmltgr.html\">Schema di Decreto del Presidente     del Consiglio dei Ministri &#8220;Disposizioni di attuazione dell&#8217;articolo 27 della legge     23 dicembre 1998, n. 448, in materia di fornitura dei libri di testo agli studenti della     scuola dell&#8217;obbligo e della scuola secondaria superiore&#8221;<\/a>, con osservazioni     relative agli alunni handicappati e all&#8217;opportunit\u00e0 di modificare l&#8217;articolo 3, comma 5,     onde sovvenire ai timori dei librari;<\/li>\n<li>il 14 luglio, lo Schema di regolamento recante modifiche al decreto ministeriale 11     dicembre 1997, n. 507: norme per l&#8217;istituzione del biglietto d&#8217;ingresso ai monumenti,     musei, gallerie, scavi di antichit\u00e0, parchi e giardini monumentali dello Stato: la     Commissione approva la proposta del relatore di parere favorevole, con l&#8217;osservazione     volta a sopprimere (alla lettera <em>g<\/em>) dell&#8217;articolo unico dello schema) il     riferimento alle facolt\u00e0 di architettura, di conservazione dei beni culturali, di scienze     della formazione e dei corsi di laurea in lettere o materie letterarie con indirizzo     archeologico o storico-artistico delle facolt\u00e0 di lettere e filosofia;<\/li>\n<li>il 14, 21 e 22 luglio lo Schema di decreto ministeriale recante: &#8220;<a href=\"http:\/\/www.edscuola.it\/archivio\/norme\/decreti\/dmorg2000.html\">Disposizioni concernenti le dotazioni organiche provinciali e i     criteri per la determinazione degli organici del personale della scuola<\/a>&#8220;: la     Commissione approva con le seguenti osservazioni:<br \/>\n<span style=\"font-size: x-small;\"><em><strong>La Commissione, esaminato lo schema di decreto in titolo, che     prevede, ai sensi dell&#8217;articolo 40 della legge 27 dicembre 1997, n. 449 (provvedimento     &#8220;collegato&#8221; 1998), la riduzione del 3 per cento, alla data del 31 dicembre 1999,     del personale del comparto scuola, rispetto al personale in servizio al 31 dicembre del     1997;<br \/>\nconstatato che lo schema di decreto in esame muove dall&#8217;esigenza di colmare il divario fra     il numero del personale della scuola effettivamente in servizio alla data del 31 dicembre     1998 e il numero previsto per la medesima data dal decreto interministeriale 24 luglio     1998, n. 330, emanato ai fini di dare attuazione alla citata legge n. 449;<br \/>\nriconosciuti necessari, nella logica dello schema in esame, gli obiettivi enunciati dalla     relazione illustrativa, in termini rispettivamente di riduzione, incremento e riequilibrio     delle diverse categorie in cui si articola il personale scolastico;<br \/>\naccertato, peraltro, nel contempo che le riduzioni riguardano soprattutto i Convitti e gli     Educandati femminili, perch\u00e9 le rispettive dotazioni risultano sovradimensionate rispetto     alle esigenze, con notevoli ripercussioni sull&#8217;occupazione;<br \/>\nrilevata la notevole incidenza socio-culturale dei Convitti e degli Educandati femminili,     identificata in una presenza valida sul territorio ed in una azione estesa ai diversi     campi della formazione;<br \/>\nconstatata la notevole riduzione di personale amministrativo, tecnico e ausiliario (ATA)     dei predetti istituti (tabella 3b\/99 allegata allo schema), che potrebbe determinare forti     difficolt\u00e0 allo svolgimento dell&#8217;opera educativa promossa;<br \/>\nritenuta necessaria al riguardo una opportuna verifica dei parametri adottati per     conseguire gli obiettivi del citato provvedimento &#8220;collegato&#8221; 1998,<br \/>\nesprime parere favorevole con le predette osservazioni<\/strong><\/em><\/span><\/li>\n<li>il 13 e 14 luglio, le Osservazioni sullo <a href=\"http:\/\/www.edscuola.it\/archivio\/norme\/decreti\/ministeri.html\">Schema di decreto legislativo recante la     riforma dell&#8217;organizzazione del Governo<\/a>; il testo \u00e8 approvato il 14 luglio con le     seguenti osservazioni:<br \/>\n<span style=\"font-size: x-small;\"><strong><em>&#8220;La 7a Commissione permanente del Senato,<br \/>\nesaminato per quanto di competenza lo schema di decreto legislativo recante &#8216;Riforma     dell&#8217;organizzazione del Governo&#8217;,<br \/>\nvaluta anzitutto positivamente l&#8217;accorpamento del Ministero della pubblica istruzione con     il Ministero dell&#8217;universit\u00e0 e della ricerca scientifica e tecnologica in un unico     Dicastero dell&#8217;istruzione, dell&#8217;universit\u00e0 e della ricerca scientifica.<br \/>\nIn particolare, esprime consenso senza riserve sulla riarticolazione dell&#8217;amministrazione     scolastica periferica in uffici scolastici regionali di livello dirigenziale generale.     Condivide altres\u00ec quanto disposto dal comma 4 dell&#8217;articolo 70, secondo cui &#8211; in     relazione all&#8217;entrata in vigore delle disposizioni attuative dell&#8217;articolo 21 della legge     n. 59 del 1997 &#8211; il riordino dell&#8217;area di istruzione non universitaria dovr\u00e0 essere     definitivamente attuato entro l&#8217;anno 2000, garantendo l&#8217;invarianza della spesa per le     dotazioni organiche del personale. Analogamente, conviene sulla trasformazione degli     istituti di ricerca, sperimentazione e aggiornamento educativo (IRRSAE) in istituti     regionali di ricerca educativa (IRRE) e sulla loro configurazione quali &#8216;enti finalizzati     al supporto dell&#8217;autonomia delle istituzioni scolastiche autonome&#8217;, di cui al comma 10     dell&#8217;articolo 71. Manifesta infine apprezzamento per la riunificazione nella Agenzia per     la formazione e l&#8217;istruzione professionale dei compiti attribuiti al Ministero del lavoro     e a quello della pubblica istruzione in materia di sistema integrato di istruzione e     formazione professionale.<br \/>\nRichiama quindi all&#8217;attenzione della Commissione competente nel merito le seguenti     specifiche osservazioni:<br \/>\na) per quanto riguarda il numero dei dipartimenti, definito dall&#8217;articolo 46 in non pi\u00f9     di tre, lo giudica insufficiente, ritenendo preferibile un&#8217;articolazione in quattro     dipartimenti, di cui due per l&#8217;istruzione e due per l&#8217;universit\u00e0 e la ricerca. In     particolare, ritiene che dei due dipartimenti dedicati all&#8217;istruzione uno dovrebbe avere     compiti di indirizzo, ricerca, sperimentazione e valutazione, mentre l&#8217;altro dovrebbe     avere compiti essenzialmente gestionali. Quanto agli altri due dipartimenti, uno dovrebbe     avere competenza sul sistema universitario e l&#8217;altro sulla ricerca scientifica e     tecnologica;<br \/>\nb) per quanto riguarda l&#8217;organo collegiale da istituirsi, ai sensi del comma 3     dell&#8217;articolo 70, presso ogni ufficio scolastico regionale, ritiene che il decreto     legislativo dovrebbe dettare disposizioni pi\u00f9 precise in ordine alla sua presidenza,     preferibilmente indicando il responsabile dell&#8217;ufficio scolastico regionale; conviene     invece che la sua composizione possa essere definita in sede regolamentare;<br \/>\nc) ritiene indispensabile precisare se fra le funzioni in materia di istruzione e ricerca,     attualmente attribuite ad altri ministeri, fatte salve dal decreto legislativo in esame,     \u00e8 da ricomprendersi la competenza sulle scuole italiane all&#8217;estero, non contemplate dagli     articoli relativi al nuovo ministero e attinenti ai rapporti culturali con l&#8217;estero, su     cui &#8216; ai sensi dell&#8217;articolo 12 dello schema di decreto &#8216; \u00e8 competente il Ministero degli     affari esteri. In tal caso, occorrerebbe peraltro prevedere quanto meno una competenza     concorrente del nuovo Ministero dell&#8217;istruzione.<br \/>\nPer quanto riguarda il riordino del Ministero per i beni e le attivit\u00e0 culturali, la     Commissione osserva quanto segue:<br \/>\na) \u00e8 indispensabile che la competenza in materia di beni paesaggistici e ambientali sia     confermata al Ministero;<br \/>\nb) per quanto riguarda la competenza sul sistema radiotelevisivo, che sarebbe attribuita     esclusivamente al Ministero delle attivit\u00e0 produttive, si deplora il depotenziamento che     ne deriverebbe a danno degli aspetti culturali, certamente non secondari, del sistema     stesso. In linea con gli altri paesi europei (come ad esempio la Francia, dove la     competenza sulle comunicazioni \u00e8 attribuita al Ministero della cultura), si ritiene     pertanto pi\u00f9 opportuno conferire al Ministero per i beni e le attivit\u00e0 culturali le     competenze relative agli obblighi previsti per legge a carico di soggetti titolari di     concessione, autorizzazione o licenza radiotelevisiva, nonch\u00e9 quelle relative al     contratto di servizio ed al rapporto con la concessionaria del servizio pubblico     radiotelevisivo;<br \/>\nc) occorre sostituire, nell&#8217;elencazione delle attivit\u00e0 di spettacolo la cui promozione \u00e8     affidata al Ministero, di cui all&#8217;articolo 48, la parola &#8216;commediografiche&#8217; con l&#8217;altra     &#8216;cinematografiche&#8217;, onde correggere un evidente error calami: la locuzione &#8216;attivit\u00e0     commediografiche&#8217; sarebbe infatti non solo un inopportuno neologismo, ma anche e     soprattutto una ripetizione rispetto alle &#8216;attivit\u00e0 teatrali&#8217;, gi\u00e0 specificate;<br \/>\nd) nel medesimo elenco di attivit\u00e0, sarebbe altres\u00ec opportuno inserire &#8216; dopo il     richiamo alle &#8216;attivit\u00e0 circensi&#8217; &#8216; quello allo spettacolo viaggiante; in caso contrario,     si opererebbe un&#8217;immotivata esclusione a danno del medesimo, bench\u00e9 la stessa Commissione     di merito, in occasione del parere sullo schema di decreto istitutivo del Ministero, abbia     giustamente suggerito al Governo (che ha successivamente recepito l&#8217;indicazione) di farne     espressa menzione nell&#8217;ambito delle attivit\u00e0 culturali che spetta al Ministero     promuovere;<br \/>\ne) infine, all&#8217;articolo 49, comma 2, occorre precisare che l&#8217;articolazione periferica del     Ministero si compone, oltre che delle sovrintendenze regionali (le cui competenze     dovrebbero comunque essere meglio definite), delle sovrintendenze di cui all&#8217;articolo 30     del decreto del Presidente della Repubblica n. 805 del 1975 e degli archivi di Stato,     anche delle biblioteche pubbliche statali.<br \/>\nLa Commissione richiama altres\u00ec l&#8217;attenzione sull&#8217;assenza di una normativa specifica     relativamente al personale gi\u00e0 dipendente dal Dipartimento per il Turismo,     successivamente comandato presso il Dipartimento per lo Spettacolo e che ora presta     servizio presso il Ministero per i beni e le attivit\u00e0 culturali&#8221;<\/em><\/strong><\/span>.<\/li>\n<li>il 6 luglio, lo <a href=\"http:\/\/www.edscuola.it\/archivio\/norme\/decreti\/dmatob.html\">Schema di regolamento sull&#8217;innalzamento     dell&#8217;obbligo di istruzione<\/a>, sul quale viene espresso il seguente parere favorevole con     osservazioni:<br \/>\n<span style=\"font-size: x-small;\"><em><strong>&#8220;La 7a Commissione permanente del Senato,<br \/>\nesaminato lo schema di regolamento in oggetto riguardante l&#8217;attuazione dell&#8217;articolo 1     della legge 20 gennaio 1999, n. 9, contenente disposizioni urgenti per l&#8217;elevamento     dell&#8217;obbligo scolastico;<br \/>\nrilevato che il regolamento giunge all&#8217;esame del Parlamento dopo che la VII Commissione     della Camera ha elaborato un testo unificato per la riforma dei cicli, che si fonda sulla     previsione di due cicli rispettivamente di sette e di cinque anni, e dopo che il     Parlamento ha definitivamente varato la normativa riguardante l&#8217;obbligo formativo fino al     diciottesimo anno di et\u00e0;<br \/>\nrilevato che lo schema di decreto, agli articoli 6 e 7, regola i rapporti tra istruzione e     formazione professionale in coerenza con le previsioni della legge n. 9 del 1999 e     rispettando l&#8217;ordine del giorno n. 5 approvato dal Senato nella seduta del 13 gennaio     1999;<br \/>\nconstatato che il decreto prevede:<br \/>\n&#8211; il potenziamento delle azioni di orientamento intese come valorizzazione delle     attitudini e come capacit\u00e0 di sollecitare interesse e motivazione;<br \/>\n&#8211; l&#8217;utilizzazione di tutti gli spazi di flessibilit\u00e0 didattica e organizzativa previsti     dal regolamento dell&#8217;autonomia;<br \/>\n&#8211; la valorizzazione del ruolo formativo e orientativo della scuola media che, nell&#8217;ultimo     anno, pu\u00f2 progettare, anche con il concorso di docenti delle scuole secondarie superiori,     moduli che presentino caratteristiche essenziali degli indirizzi della scuola secondaria     superiore;<br \/>\n&#8211; l&#8217;attivazione di iniziative di accoglienza, diagnosi delle competenze, consolidamento     delle scelte o riorientamento verso altri indirizzi della secondaria o verso la formazione     professionale;<br \/>\n&#8211; la facilitazione, nei primi due anni, dei passaggi tra i diversi indirizzi di scuola     secondaria superiore;<br \/>\nrilevato infine che:<br \/>\n&#8211; le iniziative di raccordo tra istruzione e formazione professionale, potenzialmente     destinate a tutti gli studenti, sono finalizzate a realizzare un riscontro operativo degli     obiettivi formativi dei diversi indirizzi e un primo approccio alla cultura del lavoro;<br \/>\n&#8211; per gli alunni che, dopo il primo anno, abbandonano la scuola secondaria superiore \u00e8     prevista una certificazione delle competenze da utilizzare nella formazione professionale     o per il lavoro;<br \/>\n&#8211; nell&#8217;articolo 7, in sede di prima applicazione e quindi limitatamente all&#8217;anno     scolastico 1999-2000, si prevedono iniziative sperimentali di assolvimento dell&#8217;obbligo     per gli alunni gi\u00e0 iscritti nei centri di formazione professionale;<br \/>\nesprime parere favorevole sullo schema di decreto in esame.&#8221;<\/strong><\/em><\/span><\/li>\n<\/ul>\n<p>La 7a Commissione Istruzione della Camera affronta:<\/p>\n<ul>\n<li>l&#8217;1, 7,\u00a0 13, 14, 15, 20 e 22 luglio, in sede referente, il <a href=\"http:\/\/www.edscuola.it\/archivio\/norme\/leggi\/rcstuddl.html\">testo     unificato dei DdL sul Riordino dei Cicli Scolastici<\/a> (<a href=\"http:\/\/www.edscuola.it\/archivio\/norme\/leggi\/rcsddl.html\">DdL AC 4,     280, 1653, 2493, 3390, 3883, 3952, 4397, 4416, 4552<\/a>): il testo, dopo l&#8217;esame delle     competenti commissioni parlamentari, viene approvato dalla Commissione che delibera di     dare mandato al relatore per riferirne favorevolmente in Assemblea; il 23 luglio si svolge     in aula, alla Camera, la discussione sulle linee generali; il seguito del dibattito \u00e8     rinviato ad altra seduta;<\/li>\n<li>il 28 e 29 luglio, in Aula, si svolge il seguito della discussione sul testo unificato     delle proposte di legge sulle Norme sulle rappresentanze sindacali unitarie nei luoghi di     lavoro, sulla rappresentativit\u00e0 sindacale e sull&#8217;efficacia dei contratti collettivi di     lavoro (<a href=\"http:\/\/194.184.199.201\/_dati\/leg13\/lavori\/schedela\/0136.htm\">136<\/a>, <a href=\"http:\/\/194.184.199.201\/_dati\/leg13\/lavori\/schedela\/2052.htm\">2052<\/a>, <a href=\"http:\/\/194.184.199.201\/_dati\/leg13\/lavori\/schedela\/3147.htm\">3147<\/a>, <a href=\"http:\/\/194.184.199.201\/_dati\/leg13\/lavori\/schedela\/3707.htm\">3707<\/a>, <a href=\"http:\/\/194.184.199.201\/_dati\/leg13\/lavori\/schedela\/3831.htm\">3831<\/a>, <a href=\"http:\/\/194.184.199.201\/_dati\/leg13\/lavori\/schedela\/3849.htm\">3849<\/a>, <a href=\"http:\/\/194.184.199.201\/_dati\/leg13\/lavori\/schedela\/3850.htm\">3850<\/a>, <a href=\"http:\/\/194.184.199.201\/_dati\/leg13\/lavori\/schedela\/3866.htm\">3866<\/a>, <a href=\"http:\/\/194.184.199.201\/_dati\/leg13\/lavori\/schedela\/3896.htm\">3896<\/a>, <a href=\"http:\/\/194.184.199.201\/_dati\/leg13\/lavori\/schedela\/4032.htm\">4032<\/a>, <a href=\"http:\/\/194.184.199.201\/_dati\/leg13\/lavori\/schedela\/4064.htm\">4064<\/a>, <a href=\"http:\/\/194.184.199.201\/_dati\/leg13\/lavori\/schedela\/4065.htm\">4065<\/a>, <a href=\"http:\/\/194.184.199.201\/_dati\/leg13\/lavori\/schedela\/4066.htm\">4066<\/a> e <a href=\"http:\/\/194.184.199.201\/_dati\/leg13\/lavori\/schedela\/4451.htm\">4451<\/a>): approvati i     primi nove articoli, il dibattito proseguir\u00e0 a settembre;<\/li>\n<li>il 29 luglio l&#8217;Aula assegna all&#8217;11a Commissione (Lavoro), in sede legislativa, il <a href=\"http:\/\/www.edscuola.it\/archivio\/norme\/leggi\/ddlvlsc.html\">DdL 5974 AC (Valorizzazione Personale Scuola)<\/a>: il testo del DdL     \u00e8 approvato definitivamente dall&#8217;11a Commissione nella stessa data;<\/li>\n<li>il 6 e 7 luglio, in sede referente, il DdL del Governo sulle Disposizioni in materia di     universit\u00e0 (AC <a href=\"http:\/\/www.camera.it\/chiosco.asp?source=\/attivita\/lavori\/02.commissioni\/07.cultura.asp&amp;content=\/_dati\/leg13\/lavori\/schedela\/5924.htm\" target=\"_top\"><span style=\"text-decoration: underline;\">5924<\/span><\/a>, <a href=\"http:\/\/www.camera.it\/chiosco.asp?source=\/attivita\/lavori\/02.commissioni\/07.cultura.asp&amp;content=\/_dati\/leg13\/lavori\/schedela\/5531.htm\" target=\"_top\"><span style=\"text-decoration: underline;\">5531<\/span><\/a> e <a href=\"http:\/\/www.camera.it\/_dati\/leg13\/lavori\/schedela\/5875.htm\"><span style=\"text-decoration: underline;\">5875<\/span><\/a>): il 29     luglio il DdL <a href=\"http:\/\/www.camera.it\/chiosco.asp?source=\/attivita\/lavori\/02.commissioni\/07.cultura.asp&amp;content=\/_dati\/leg13\/lavori\/schedela\/5924.htm\" target=\"_top\"><span style=\"text-decoration: underline;\">DdL 5924<\/span><\/a>, come modificato dagli emendamenti approvati, \u00e8     approvato con il conseguente assorbimento delle proposte di legge nn. <a href=\"http:\/\/www.camera.it\/chiosco.asp?source=\/attivita\/lavori\/02.commissioni\/07.cultura.asp&amp;content=\/_dati\/leg13\/lavori\/schedela\/5531.htm\" target=\"_top\"><span style=\"text-decoration: underline;\">5531<\/span><\/a> e <a href=\"http:\/\/www.camera.it\/_dati\/leg13\/lavori\/schedela\/5875.htm\"><span style=\"text-decoration: underline;\">5875<\/span><\/a>;<\/li>\n<li>il 29 luglio approva il DdL 6258 AC, Disposizioni finanziarie in favore del CONI;<\/li>\n<li>il 29 luglio, in sede referente, il <a href=\"http:\/\/www.edscuola.it\/archivio\/norme\/leggi\/artddl.html\">testo unificato ed i DdL     relativi alla Riforma delle Accademie e dei Conservatori<\/a> (AC. <a href=\"http:\/\/www.camera.it\/_dati\/leg13\/lavori\/schedela\/0688b.htm\"><span style=\"text-decoration: underline;\">688<\/span><\/a>, <a href=\"http:\/\/www.camera.it\/_dati\/leg13\/lavori\/schedela\/0829b.htm\"><span style=\"text-decoration: underline;\">829<\/span><\/a>, <a href=\"http:\/\/www.camera.it\/_dati\/leg13\/lavori\/schedela\/1343b.htm\"><span style=\"text-decoration: underline;\">1343<\/span><\/a>, <a href=\"http:\/\/www.camera.it\/_dati\/leg13\/lavori\/schedela\/1397b.htm\"><span style=\"text-decoration: underline;\">1397<\/span><\/a> e <a href=\"http:\/\/www.camera.it\/_dati\/leg13\/lavori\/schedela\/1998b.htm\"><span style=\"text-decoration: underline;\">1998\/B<\/span><\/a>): la     prosecuzione dell&#8217;esame \u00e8 rinviata ad altra seduta;<\/li>\n<li>il 21 e 27 luglio, i disegni di legge sulla Regolarizzazione degli iscritti ai corsi di     laurea (AC. <a href=\"http:\/\/www.camera.it\/_dati\/leg13\/lavori\/schedela\/5908.htm\"><span style=\"text-decoration: underline;\">5908<\/span><\/a>,     <a href=\"http:\/\/www.camera.it\/_dati\/leg13\/lavori\/schedela\/5728.htm\"><span style=\"text-decoration: underline;\">5728<\/span><\/a>,     \u00a0 <a href=\"http:\/\/www.camera.it\/_dati\/leg13\/lavori\/schedela\/5969.htm\"><span style=\"text-decoration: underline;\">5969<\/span><\/a>,     <a href=\"http:\/\/www.camera.it\/_dati\/leg13\/lavori\/schedela\/5996.htm\"><span style=\"text-decoration: underline;\">5996<\/span><\/a>, <a href=\"http:\/\/www.camera.it\/_dati\/leg13\/lavori\/schedela\/6150.htm\"><span style=\"text-decoration: underline;\">6150<\/span><\/a> e <a href=\"http:\/\/www.camera.it\/_dati\/leg13\/lavori\/schedela\/6260.htm\"><span style=\"text-decoration: underline;\">6260<\/span><\/a>); il 21     luglio viene adottato il testo unificato presentato dal relatore e, in ragione     dell&#8217;approvazione da parte della 7<sup>a<\/sup> Commissione del Senato in sede deliberante     del <a href=\"http:\/\/www.edscuola.it\/archivio\/norme\/leggi\/ddl4022.html\">disegno di legge AS 4022<\/a> che, all&#8217;articolo 5, reca una     norma sulla regolarizzazione degli iscritti ai corsi di laurea, il seguito dell&#8217;esame     viene rinviato alla seduta del 28 luglio; il testo del <a href=\"http:\/\/www.edscuola.it\/archivio\/norme\/leggi\/ddl4022.html\">DdL 6260     (ex 4022 AS)<\/a> \u00e8 in discussione in Aula il 28 ed \u00e8 approvato definitivamente il 29     luglio 1999 (285 voti a favore e 43 contrari);<\/li>\n<li>il 28 luglio viene approvato lo <a href=\"http:\/\/www.edscuola.it\/archivio\/norme\/decreti\/dmltgr.html\">Schema di Decreto del Presidente     del Consiglio dei Ministri &#8220;Disposizioni di attuazione dell&#8217;articolo 27 della legge     23 dicembre 1998, n. 448, in materia di fornitura dei libri di testo agli studenti della     scuola dell&#8217;obbligo e della scuola secondaria superiore&#8221;<\/a>, con le seguenti     osservazioni:<br \/>\n<span style=\"font-size: x-small;\"><strong><em>\u00abLa VII Commissione (Cultura, scienza e istruzione),<br \/>\nesaminato il testo dello schema di decreto del Presidente del Consiglio dei ministri in     materia di fornitura dei libri di testo agli studenti della scuola dell&#8217;obbligo e della     scuola secondaria superiore,<br \/>\nESPRIME PARERE FAVOREVOLE con le seguenti osservazioni:<br \/>\na) la possibilit\u00e0 di accesso alla fornitura gratuita dei libri di testo in comodato si     configura come una possibilit\u00e0 di beneficio, non unica e non esclusiva, per tutti gli     studenti della scuola secondaria superiore che ne hanno diritto, ai sensi dei commi 1 e 2     dell&#8217;articolo 1 del decreto in oggetto. In coerenza con quanto richiesto dalla Conferenza     Stato-regioni e tenuto conto dell&#8217;elevamento di un anno dell&#8217;obbligo di istruzione che,     secondo il disposto della legge n. 9 del 1999, ricomprende nell&#8217;obbligo anche il primo     anno della scuola secondaria superiore, va salvaguardata la possibilit\u00e0 di prevedere o     predisporre forme ulteriori di agevolazione per la fornitura gratuita dei libri di testo     che le stesse regioni possano eventualmente richiedere;<br \/>\nb) il tetto dei trenta milioni annui di reddito, di cui al comma 1 dell&#8217;articolo 1, che     individua i nuclei familiari che possono avere accesso al beneficio, va inteso Acome     soglia di riferimento per la determinazione di una situazione economica che non deve     superare e che pu\u00f2 essere inferiore al reddito familiare netto di trenta milioni annui;<br \/>\nc) rispetto alla previsione recata dallo schema di decreto al comma 3 dell&#8217;articolo 3,     poich\u00e9 appare essenziale procedere con tempestivit\u00e0 al trasferimento degli stanziamenti     ripartiti tra le regioni secondo le tabelle A (1) e A (2) predisposte dal Ministero della     pubblica istruzione e allegate all&#8217;articolo 3 dello schema di decreto stesso, il termine     del 30 settembre 1999 deve effettivamente porsi come limite massimo per la trasmissione     dei piani di riparto tra i comuni che devono essere inviati dalle regioni al Ministero     dell&#8217;interno. Infatti, l&#8217;efficacia del provvedimento, rispetto alla distribuzione dei     fondi, alle operazioni di acquisto e all&#8217;utilizzo dei libri concessi in comodato, \u00e8     effettivamente condizionata e subordinata alla coincidenza con il concreto avvio delle     attivit\u00e0 didattiche nelle scuole, quando cio\u00e8 la disponibilit\u00e0 del testo adottato deve     essere garantita ad ogni studente.\u00bb. <\/em><\/strong><\/span><\/li>\n<li>l&#8217;1 luglio, lo <a href=\"http:\/\/www.edscuola.it\/archivio\/norme\/decreti\/dlvocebdp.html\">Schema di decreto legislativo recante il     riordino del Centro europeo dell&#8217;educazione, della biblioteca di documentazione pedagogica     e la trasformazione dell&#8217;ente \u00abMuseo nazionale della scienza e della tecnica Leonardo Da     Vinci\u00bb<\/a>;<\/li>\n<li>l&#8217;1, 8 e 15 luglio l&#8217;indagine conoscitiva sulla dispersione scolastica (audizioni);<\/li>\n<li>il 6 e 14 luglio, in sede referente, il DdL sulla Terza fascia del ruolo dei professori     universitari (AC. <a href=\"http:\/\/www.camera.it\/_dati\/leg13\/lavori\/schedela\/5980.htm\"><span style=\"text-decoration: underline;\">5980<\/span><\/a>,     gi\u00e0 approvato dalla 7a commissione Senato): il termine per la presentazione degli     emendamenti \u00e8 fissato per le ore 18 del 20 luglio;<\/li>\n<li>il 6, 8, 14 e 21 luglio, in sede redigente, la Disciplina dell&#8217;attivit\u00e0 teatrale (TU AC     <a href=\"http:\/\/www.camera.it\/_dati\/leg13\/lavori\/schedela\/1540.htm\"><span style=\"text-decoration: underline;\">1540<\/span><\/a>, <a href=\"http:\/\/www.camera.it\/_dati\/leg13\/lavori\/schedela\/3433.htm\"><span style=\"text-decoration: underline;\">3433<\/span><\/a>, <a href=\"http:\/\/www.camera.it\/_dati\/leg13\/lavori\/schedela\/3569.htm\"><span style=\"text-decoration: underline;\">3569<\/span><\/a>, <a href=\"http:\/\/www.camera.it\/_dati\/leg13\/lavori\/schedela\/3742.htm\"><span style=\"text-decoration: underline;\">3742<\/span><\/a> e <a href=\"http:\/\/www.camera.it\/_dati\/leg13\/lavori\/schedela\/3750.htm\"><span style=\"text-decoration: underline;\">3750\/A<\/span><\/a>):     approvato, il 21 luglio, con modificazioni il testo unificato;<\/li>\n<li>il 7, 8, 13 e 14 luglio, alla V Commissione, <a href=\"http:\/\/www.edscuola.it\/archivio\/norme\/leggi\/dpef2000.html\">Documento di     programmazione economico-finanziaria per gli anni 2000-2003<\/a>;<\/li>\n<li>il 6, 8 e 13 luglio, le Osservazioni sullo <a href=\"http:\/\/www.edscuola.it\/archivio\/norme\/decreti\/ministeri.html\">Schema di decreto legislativo recante la     riforma dell&#8217;organizzazione del Governo<\/a>;<\/li>\n<li>il 22 luglio il <a href=\"http:\/\/www.edscuola.it\/archivio\/norme\/leggi\/lvalud.html\">Decreto Legge del Governo 178\/1999<\/a> (AC 6226,     gi\u00e0 approvato dal Senato), Composizione delle commissioni giudicatrici delle procedure di     valutazione comparativa per la nomina in ruolo di professori e ricercatori universitari:     la Commissione delibera di dare mandato al relatore a riferirne favorevolmente in     Assemblea il 23 luglio; il 23 luglio si svolge in aula, alla Camera, la discussione sulle     linee generali del DdL ed il 27 luglio il testo viene definitivamente approvato;<\/li>\n<li>il 27 luglio lo Schema di decreto ministeriale recante: &#8220;<a href=\"http:\/\/www.edscuola.it\/archivio\/norme\/decreti\/dmorg2000.html\">Disposizioni     concernenti le dotazioni organiche provinciali e i criteri per la determinazione degli     organici del personale della scuola<\/a>&#8220;: la Commissione approva con il seguente     parere:<br \/>\n<span style=\"font-size: x-small;\"><strong><em>\u00abLa VII Commissione Cultura,<br \/>\nesaminato lo schema di regolamento in oggetto,<br \/>\nvista la necessit\u00e0 di interventi correttivi per colmare il divario tra l&#8217;entit\u00e0 del     personale in servizio alla data del 31 dicembre 1998 e quella prevista per la stessa data     dal decreto interministeriale n. 330 del 1998, al fine di pervenire alla data del 31     dicembre 1999 alla riduzione nella misura del 3 per cento del personale del comparto     scuola, rispetto all&#8217;entit\u00e0 in servizio alla fine del 1997, a norma dell&#8217;articolo 40,     comma 6, legge 27 dicembre 1997, n. 449;<br \/>\nconsiderata la necessit\u00e0 di una difficile ma ineludibile conciliazione alle nuove     esigenze delle istituzioni scolastiche, connesse all&#8217;autonomia delle stesse e ai nuovi     compiti di amministrazione e gestione, e le esigenze di contenimento della spesa per il     personale;<br \/>\nconsiderata quindi l&#8217;opportunit\u00e0 di monitorare la spesa per il personale senza per\u00f2     scendere sotto la soglia dell&#8217;adeguatezza dello stesso alle necessit\u00e0 di funzionamento     della scuola;<br \/>\nrilevata la notevole incidenza socio-culturale dei convitti e degli educandati femminili e     constatata nel contempo la significativa riduzione del personale educativo ed ATA delle     predette istituzioni, come si rileva dalla Tab. 3b che condizionerebbe negativamente     l&#8217;opera educativa da loro promossa,<br \/>\nesprime PARERE FAVOREVOLE con le seguenti osservazioni:<br \/>\na) tenendo conto del ritardo dell&#8217;emanazione del decreto, che si \u00e8 sovrapposto perci\u00f2     alle deliberazioni dei provveditori nella determinazione degli organici del personale     della scuola per l&#8217;anno scolastico 1999-2000 &#8211; che risultano peraltro molto diversificati     &#8211; il Ministero, nel determinare le dotazioni organiche provinciali dei docenti, in     particolare delle scuole elementari, previste dalle tabelle annesse al decreto, tenga     conto del diritto allo studio, della qualit\u00e0 dell&#8217;offerta formativa e dell&#8217;integrazione     degli alunni portatori di handicap, soprattutto nelle province con territorio     prevalentemente montuoso o con zone a rischio e in quelle che sono state oggetto di sisma     o di dissesti;<br \/>\nb) \u00e8 opportuno che il Ministero dia istruzioni ai provveditori affinch\u00e9 attuino un     riequilibrio nell&#8217;assegnazione degli organici dei docenti delle scuole elementari, in     rapporto anche all&#8217;attuazione dell&#8217;organico funzionale, prioritariamente per rispondere in     tutte le scuole ai parametri e alle funzioni previste dalla legge n. 148 del 1990, tenendo     conto sia degli elementi quantitativi, sia di quelli relativi alla complessit\u00e0. Tali     istruzioni siano accompagnate da un forte invito a coinvolgere i rispettivi dirigenti     scolastici nella fase preparatoria delle decisioni;<br \/>\nc) per il personale ATA si suggerisce di preferire alla riduzione e ai tagli la     riallocazione del personale fra le scuole di ogni ordine e grado in rapporto ai nuovi     compiti connessi all&#8217;autonomia scolastica e alla riforma del Ministero. Si sottolinea,     comunque, l&#8217;opportunit\u00e0, pur nel rispetto del limite del 3 per cento di riduzione del     personale del comparto scuola, di rivedere l&#8217;adeguatezza dell&#8217;organico degli assistenti     amministrativi negli istituti comprensivi, riportando il numero di calcolo a quello dei     docenti e non alle classi;<br \/>\nd) quanto al personale educativo dei convitti e degli educandati femminili, anche alla     luce dei provvedimenti che dovranno essere adottati ai sensi dell&#8217;articolo 21 della legge     n.59 del 1997, il Ministero tenga conto delle esigenze di queste istituzioni in ordine     alla costituzione degli organici ed alla loro funzione socio-educativa;<br \/>\ne) per i docenti in esubero, la loro opportuna utilizzazione sia legata non solo ai titoli     di studio posseduti e obbligatoriamente denunciati dagli interessati, ma abbia anche come     base la preparazione professionale degli stessi gi\u00e0 acquisita o da acquisire con     interventi di qualit\u00e0 sia per tipologia che per durata;<br \/>\nf) sia predisposto al pi\u00f9 presto il provvedimento per adeguare gli organici agli effetti     determinati dalla legge n. 9 del 1999 e siano rispettati i criteri della formazione delle     classi, in modo da facilitare l&#8217;avvio del prossimo anno scolastico.\u00bb.<\/em><\/strong><\/span><\/li>\n<li>il 15 e 27 luglio, lo Schema di regolamento recante modifiche al decreto ministeriale 11     dicembre 1997, n. 507, &#8220;Norme per l&#8217;istituzione del biglietto d&#8217;ingresso ai     monumenti, musei, gallerie, scavi di antichit\u00e0, parchi e giardini monumentali dello     Stato&#8221;: la Commissione approva con il seguente parere:<br \/>\n<span style=\"font-size: x-small;\"><strong><em>\u00abLa VII Commissione (Cultura, scienza e istruzione),<br \/>\nesaminato lo schema di regolamento ministeriale recante modifiche al Decreto ministeriale     11 novembre 1997, n.507, \u00abNorme per l&#8217;istituzione del biglietto d&#8217;ingresso ai monumenti,     musei, gallerie, scavi di antichit\u00e0, parchi e giardini monumentali dello Stato\u00bb<br \/>\nesprime PARERE FAVOREVOLE con le seguenti osservazioni:<br \/>\na) al comma 1, lettera c), aggiungere, relativamente all&#8217;articolo 4, comma 3, lettera g),     dopo le parole \u00abUniversit\u00e0 statali\u00bb, le seguenti: \u00abe non statali\u00bb;<br \/>\nb) al comma 1, lettera c), aggiungere, relativamente all&#8217;articolo 4, comma 3, lettera h),     dopo le parole \u00abaccademie di belle arti\u00bb, le seguenti: \u00abstatali e non statali\u00bb;<br \/>\nc) al comma 1, lettera d), capoverso 6, dopo le parole \u00abdelle scuole statali\u00bb,     aggiungere le seguenti: \u00abe non statali\u00bb. &#8220;<\/em><\/strong><\/span><\/li>\n<\/ul>\n<p><strong>01 &#8211; 29 luglio <a name=\"Contrattazione\"><span style=\"text-decoration: underline;\">Contrattazione<\/span><\/a><\/strong><\/p>\n<p>Sempre il 29 luglio l&#8217;11a Commissione della Camera, in sede legislativa, approva definitivamente il <a href=\"http:\/\/www.edscuola.it\/archivio\/norme\/leggi\/ddlvlsc.html\">DdL 5974 AC (Valorizzazione del Personale della Scuola)<\/a> che autorizza la spesa di 2.700 miliardi (800 nel 1999, 900 nel 2000 e 1.000 nel 2001) &#8220;<em>nel quadro degli interventi volti a valorizzare la funzione e l&#8217;impegno professionale del personale della scuola per la piena attuazione dell&#8217;autonomia scolastica, nonch\u00e9 all&#8217;individuazione ai sensi dell&#8217;articolo 21, comma 16, della legge 15 marzo 1997, n. 59, di nuove funzioni e figure professionali del personale docente<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p>Il 29 luglio 1999 MPI e OOSS (CGIL, CISL, UIL e SNALS) siglano il <a href=\"http:\/\/www.edscuola.it\/archivio\/norme\/varie\/ccni_99.pdf\">contratto integrativo del comparto scuola<\/a>: il testo viene presentato alla stampa alle ore 17,30 presso il Ministero della PI.<\/p>\n<p>Questi alcuni degli elementi previsti dal <a href=\"http:\/\/www.edscuola.it\/archivio\/norme\/varie\/ccni_99.pdf\">contratto integrativo del comparto scuola<\/a>:<\/p>\n<ul>\n<li>dall&#8217;1 settembre saranno individuati 4 insegnati, in ognuna delle scuole con     personalit\u00e0 giuridica, ai quali spetter\u00e0 una retribuzione &#8216;supplementare&#8217; di 3 milioni     annui (interessati circa 50 mila docenti): essi svolgeranno compiti nel quadro dei 4     obiettivi fondamentali connessi con i processi di autonomia didattica:<br \/>\n1) della valutazione,<br \/>\n2) del coordinamento,<br \/>\n3) del supporto e dell&#8217;analisi,<br \/>\n4) dell&#8217;accoglienza;<\/li>\n<li>entro il 15 novembre sar\u00e0 bandita la prima selezione, per esami e titoli, per la     progressione di carriera con un incentivo economico di 6 milioni annui (interessati 150     mila docenti con almeno 10 anni di servizio);<\/li>\n<li>93 miliardi saranno destinati al personale che lavora nelle scuole collocate in zone a     rischio di devianza;<\/li>\n<li>sar\u00e0 affidata direttamente alle scuole la gestione di almeno il 50% dei fondi per la     formazione e l\u2019aggiornamento del personale.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Nella stessa data le parti stringono anche un <a href=\"http:\/\/www.edscuola.it\/archivio\/norme\/varie\/accscc_99.html\">accordo sulla sequenza contrattuale prevista dall&#8217;art. 44 del CCNL 26 maggio 1999 del comparto Scuola<\/a>.<\/p>\n<p>Di seguito la dichiarazione congiunta MPI &#8211; OOSS:<\/p>\n<blockquote>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: x-small;\"><strong><em>La positiva conclusione del contratto   integrativo, che si realizza a soli due mesi dalla stipula del CCNL, oltre che ad   adempiere tempestivamente ad un impegno, consente di mettere a disposizione dei personale   e delle scuole il quadro completo degli istituti contrattuali e delle risorse in tempo   utile per l&#8217;avvio del nuovo anno scolastico.<\/em><\/strong><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: x-small;\"><strong><em>Essa, inoltre, conferma la validit\u00e0 del   sistema delle relazioni sindacali fra Governo e Parti Sociali e testimonia ulteriormente   che la qualit\u00e0 delle relazioni sindacali nel comparto dell&#8217;istruzione \u00e8 condizione   imprescindibile per la realizzazione di obiettivi innovativi e di qualit\u00e0.<\/em><\/strong><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: x-small;\"><strong><em>In una fase caratterizzata da importanti   innovazioni sul versante scolastico il ruolo del personale, la qualit\u00e0 del suo intervento   e, conseguentemente, degli strumenti normativi ed economici di sostegno, all&#8217;attivit\u00e0 che   si svolge nelle scuole, diventano condizione per la realizzazione qualificata di questi   processi, che costituiscono un investimento strategico per il futuro del nostro Paese e   per un&#8217;integrazione europea qualificata.<\/em><\/strong><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: x-small;\"><strong><em>In questa direzione con il contratto   nazionale e con il contratto integrativo si consolida ulteriormente una scelta politica   condivisa fra le parti e l&#8217;impegno ad investire in modo qualificato sul personale della   scuola.<\/em><\/strong><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: x-small;\"><strong><em>Questi impegni, impongono di investire in   termini economici e finanziari su questo settore per sostenere e ampliare ulteriormente   gli spazi definiti contrattualmente e per accompagnare in modo qualificato i processi   riformatori in atto o in corso di definizione.<\/em><\/strong><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: x-small;\"><strong><em>In questa direzione, il piano pluriennale   delle attivit\u00e0 per una offerta integrata di istruzione e formazione (Master Plan),   sottoscritto dalle parti sociali il 22 luglio scorso, costituisce un risultato rilevante e   condiviso di programmazione della politica di riforma dell&#8217;istruzione e della formazione.<\/em><\/strong><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: x-small;\"><strong><em>L&#8217;impegno del Governo contenuto nel DPEF   relativamente all&#8217;istruzione, nel quale si rissa l&#8217;obiettivo di una &#8220;&#8230; ulteriore   valorizzazione del ruolo dei docenti e dei dirigenti scolastici.&#8221;, rappresenta un   punto importante di attenzione alle politiche del personale.<\/em><\/strong><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: x-small;\"><strong><em>L&#8217;azione riformatrice impostata dal Governo   ha fra le sue conseguenze anche un pi\u00f9 razionale impiego delle risorse e la possibilit\u00e0   di qualificare la spesa rispetto agli attuali stanziamenti.<\/em><\/strong><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: x-small;\"><strong><em>In questo quadro, MPI e OO.SS. ribadiscono   l&#8217;impegno a destinare al sostegno delle politiche per il personale le risorse che si   renderanno disponibili, sia per gli istituti definiti contrattualmente che per quelli   indicati nei punti che seguono.<\/em><\/strong><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: x-small;\"><strong><em>La valorizzazione di tutto il personale   della scuola, la necessit\u00e0 di investimenti e di un riutilizzo delle risorse all&#8217;interno   del comparto, accanto alle necessarie ricadute di carattere retributivo, deve realizzare   anche altri aspetti che hanno un carattere di urgenza.<\/em><\/strong><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: x-small;\"><strong><em>1) Considerato il rilievo strategico che la   formazione in servizio del personale ha assunto nella definizione del CCNL e del contratto   integrativo la necessit\u00e0 di ampliare questo strumento per realizzare efficacemente i   processi innovativi in atto e valorizzare le competenze del personale, le parti convengono   sulla necessit\u00e0 di ampliare le risorse economiche attualmente disponibili. A tal fine   l&#8217;attuazione del Master Plan su istruzione, formazione e ricerca dovr\u00e0 realizzare questo   obiettavo, con l&#8217;impegno di rendere disponibile una quota pari all&#8217;1% della spesa per il   personale come sottoscritto nel patto sociale del dicembre scorso. Inoltre dovranno essere   attivate le necessarie iniziative per utilizzare i fondi che l&#8217;Unione Europea rende   disponibili per i progetti di qualificazione del personale in servizio presso le   istituzioni degli stati membri.<\/em><\/strong><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: x-small;\"><strong><em>2) Una pi\u00f9 precisa definizione, di intesa   fra MPI e Ministero dell&#8217;Universit\u00e0 e della Ricerca Scientifica e Tecnologica, delle   residue norme di attuazione della formazione iniziale universitaria del personale della   scuola (Legge 341\/90) e l&#8217;avvio di un attento monitoraggio della attuazione delle misure   gi\u00e0 definito. A questo proposito anche per affrontare tutti gli aspetti relativi al   personale comandato nelle universit\u00e0 le parti convengono di istituite un tavolo di   confronto specifico fra Organizzazioni Sindacali di categoria commissorie mista MPI\/MURST   per la attuazione della citata legge.<br \/>\nPer quanto riguarda il completamento o l&#8217;arricchimento dei percorsi di laurea del   personale in servizio, in considerazione degli obiettivi previsti all&#8217;interno delle norme   contrattuali, il Ministro della Pubblica Istruzione si impegna ad avviare un confronto con   il Ministro dell&#8217;Universit\u00e0 per quanto riguarda la definizione di condizioni di sostegno,   e di facilitazione relativamente alle modalit\u00e0 di accesso, ai costi derivanti   dall&#8217;iscrizione e frequenza e per la definizione di un sistema di crediti che tenga anche   conto delle competenze acquisite nello svolgimento dell&#8217;attivit\u00e0 scolastica. Inoltre, le   parti convengono sulla necessit\u00e0 di aprire un tavolo con il Ministero dell&#8217;Universit\u00e0 e   la CRUI per affrontare tutte le problematiche relative all&#8217;avvio dei corsi per la   formazione universitaria dei docenti.<\/em><\/strong><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: x-small;\"><strong><em>4) Per quanto riguarda gli impegni assunti   alla firma del CCNL in materia di benefit per il personale, volti a contenere e   riconoscere le spese individuali sostenute per la formazione professionale e per   l&#8217;arricchimento culturale, le parti li riconfermano con l&#8217;obiettivo di completare gli   interventi legislativi gi\u00e0 avviati e di individuare nella predisposizione della Legge   Finanziaria prime risorse utili.<\/em><\/strong><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: x-small;\"><strong><em>A conclusione infine della trattativa per la   sottoscrizione dei contratto integrativo del comparto, il Ministro della Pubblica   Istruzione e i sindacati scuola CGIL, CISL, UIL e SNALS concordano sulla necessit\u00e0 di   operare rapidamente per introdurre una significativa semplificazione della normativa, allo   scopo di garantire una pi\u00f9 facile conoscenza delle disposizioni che si rivolgono ai   singoli lavoratori e per snellire l&#8217;attivit\u00e0 amministrativa anche in vista   dell&#8217;attribuzione alle scuole di nuove competenze, con il progressivo consolidarsi del   processo di autonomia scolastica e della riforma dell&#8217;Amministrazione centrale e   periferica.<\/em><\/strong><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: x-small;\"><strong><em>Pertanto viene contestualmente costituito   presso il Ministero della Pubblica Istruzione, anche in applicazione delle norme sullo   snellimento burocratico e sulla mobilit\u00e0 contenute nel CCNL un gruppo di lavoro misto con   l&#8217;obiettivo prioritario di snellire e semplificare le disposizioni sulla mobilit\u00e0.<\/em><\/strong><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: x-small;\"><strong><em>Al momento dell&#8217;avvio dei lavori, che   avverr\u00e0 il 1 settembre 1999, verr\u00e0 definito il quadro completo delle materie sulle quali   intervenire e, conseguentemente, verranno programmati i lavoratori.<\/em><\/strong><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: x-small;\"><strong><em>Dato il rilievo che le parti attribuiscono   all&#8217;obiettivo della semplificazione della normativa, per l&#8217;attivit\u00e0 del gruppo di lavoro   misto, l&#8217;Amministrazione fornisce tutti gli strumenti e le collaborazioni necessarie e   sar\u00e0 oggetto di periodica valutazione fra le parti lo stato di avanzamento dei lavori.<\/em><\/strong><\/span><\/p>\n<\/blockquote>\n<p align=\"justify\">L&#8217;incontro del 26 luglio 1999, che nelle previsioni avrebbe dovuto portare alla sigla del contratto integrativo, si \u00e8 concluso con un nulla di fatto.<br \/>\nGli incontri proseguiranno nei prossimi giorni in vista di un possibile accordo da definirsi prima della pausa estiva.<\/p>\n<p>Proseguono gli incontri fra le OOSS della Scuola e l&#8217;ARAN per la stipula del contratto integrativo nazionale applicativo del CCNL-Scuola del 26 maggio 1999.<\/p>\n<p>Questi gli incontri previsti per il mese di luglio:<\/p>\n<ul>\n<li>2 luglio: formazione iniziale e rapporti con l\u2019universit\u00e0; personale comandato     degli IRRSAE, CEDE, BDP;<\/li>\n<li>6 luglio: personale Accademie e Conservatori;<\/li>\n<li>7 luglio: personale delle scuole italiane all\u2019estero;<\/li>\n<li>8 luglio: mobilit\u00e0, formazione, capi di istituto;<\/li>\n<li>9 &#8211; 19 luglio: riunioni ristrette;<\/li>\n<li>20 &#8211; 23 luglio: esame testo integrato;<\/li>\n<li>26 luglio: sottoscrizione del contratto integrativo.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Il 20 luglio, nel corso di un incontro con le OOSS, il MPI ha consegnato <a href=\"http:\/\/www.edscuola.it\/archivio\/norme\/decreti\/atael.html\">uno schema di decreto sul passaggio del personale ATA in servizio nelle scuole statali, dipendente dai comuni e dalle province, alle dipendenze dello Stato<\/a>: il testo \u00e8 stato contestato dalle OOSS ed il confronto \u00e8 stato rimandato ad una prossimo incontro.<\/p>\n<p>Firmato l&#8217;1 luglio il <a href=\"http:\/\/www.edscuola.it\/archivio\/norme\/varie\/ccnlagidae98.html\">CCNL Scuola Agidae 1998\/2001<\/a>.<\/p>\n<p>Nella sezione <a href=\"http:\/\/www.edscuola.it\/archivio\/norme\/varie\/index.html\">Accordi, Contratti, Pareri, Sentenze<\/a> di <strong><em>Educazione&amp;Scuola<\/em><\/strong>:<\/p>\n<ul><strong> <\/strong><\/p>\n<li><strong><a href=\"http:\/\/www.edscuola.it\/archivio\/norme\/varie\/ccnls957.html\"><strong>CCNL Scuola 1995-1997<\/strong><\/a><\/strong><\/li>\n<p><strong> <\/strong><\/p>\n<li><strong><strong><a href=\"http:\/\/www.edscuola.it\/archivio\/norme\/varie\/ccnl99.html\">CCNL Scuola 1998-2001<\/a><\/strong><\/strong><\/li>\n<p><strong> <\/strong><\/p>\n<li><strong><strong><a href=\"http:\/\/www.edscuola.it\/archivio\/norme\/varie\/contratto.pdf\">CCNL Scuola 1998-2001<\/a> (Testo Definitivo &#8211; Formato     PDF)<\/strong><\/strong><\/li>\n<p><strong> <\/strong><\/p>\n<li><strong><strong><a href=\"http:\/\/www.edscuola.it\/archivio\/norme\/varie\/propconf.html\">CCNI Scuola 1998-2001<\/a> (Testo Definitivo)<\/strong><\/strong><\/li>\n<p><strong> <\/strong><\/p>\n<li><strong><strong><a href=\"http:\/\/www.edscuola.it\/archivio\/norme\/varie\/ccni_99.pdf\">CCNI Scuola 1998-2001<\/a> (Testo Definitivo &#8211; Formato PDF)<\/strong><\/strong><\/li>\n<p><strong> <\/strong><\/p>\n<li><a href=\"http:\/\/www.edscuola.it\/archivio\/norme\/varie\/accscc_99.html\"><strong>Accordo Sequenza Contrattuale<\/strong><\/a><\/li>\n<p><strong> <\/strong><\/p>\n<li><strong><a href=\"http:\/\/www.edscuola.it\/archivio\/norme\/varie\/ccnlfism98.html\"><strong>CCNL Scuola Fism 1998\/2001<\/strong><\/a><\/strong><\/li>\n<p><strong> <\/strong><\/p>\n<li><strong><a href=\"http:\/\/www.edscuola.it\/archivio\/norme\/varie\/ccnlsp_99.html\"><strong>CCNL Scuola Anisei &#8211; Assoscuola 1998\/2001<\/strong><\/a><\/strong><\/li>\n<p><strong> <\/strong><\/p>\n<li><strong><a href=\"http:\/\/www.edscuola.it\/archivio\/norme\/varie\/ccnlagidae98.html\"><strong>CCNL Scuola Agidae 1998\/2001<\/strong><\/a><\/strong><\/li>\n<p><strong> <\/strong><\/ul>\n<p><strong>09 &#8211; 29 luglio <a name=\"TFR e Fondo Integrativo\"><span style=\"text-decoration: underline;\">TFR e Fondo Integrativo<\/span><\/a><\/strong><\/p>\n<p>Il 29 luglio ARAN e OOSS firmano il <a href=\"http:\/\/www.edscuola.it\/archivio\/norme\/varie\/tfr_99.html\">contratto collettivo quadro per l&#8217;adeguamento delle norme contrattuali in materia di trattamento di fine rapporto e di previdenza complementare per i dipendenti pubblici dei comparti e delle autonome aree di contrattazione<\/a>.<\/p>\n<p>Il 9 luglio il Consiglio dei Ministri esprime parere favorevole al <a href=\"http:\/\/www.edscuola.it\/archivio\/norme\/varie\/tfr_99.html\">contratto collettivo quadro per l&#8217;adeguamento delle norme contrattuali in materia di trattamento di fine rapporto e di previdenza complementare per i dipendenti pubblici dei comparti e delle autonome aree di contrattazione<\/a>, firmato, <a href=\"http:\/\/www.edscuola.it\/archivio\/cronologia\/0699.html#TFR%20e%20Fondo%20Integrativo\">il 2 giugno us<\/a>, da ARAN e OOSS: destinati 200 miliardi ai fondi pensione.<\/p>\n<p>Sul tema si veda la rubrica di <em><strong>Educazione&amp;Scuola<\/strong><\/em>:<\/p>\n<ul>\n<li><a href=\"http:\/\/www.edscuola.it\/archivio\/pensioni\/pensioni.html\"><strong>Pensioni@edscuola.com<\/strong><\/a> a cura di <strong>Girolamo     Pizzinga<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p><strong>05 &#8211; 29 luglio <a name=\"Parit\u00e0 e Riordino dei Cicli\"><span style=\"text-decoration: underline;\">Parit\u00e0, Cicli e Riforme<\/span><\/a><\/strong><\/p>\n<p>Il Consiglio dei Ministri il 29 luglio 1999 vara in via definitva i decreti legislativi sulla <a href=\"http:\/\/www.edscuola.it\/archivio\/norme\/decreti\/dlvorpcdm.html\">Riforma della Presidenza dei Ministri<\/a> e sulla <a href=\"http:\/\/www.edscuola.it\/archivio\/norme\/decreti\/ministeri.html\">Riforma dei Ministeri<\/a>.<\/p>\n<p>Previsti:<\/p>\n<ul>\n<li>dodici dicasteri (contro i diciotto attuali) affidati ad altrettanti ministri con     compiti di coordinamento generale<\/li>\n<li>pi\u00f9 ministri responsabili di una o pi\u00f9 strutture interne a ciascun dicastero,<\/li>\n<li>trentatr\u00e9 capi di dipartimento,<\/li>\n<li>quaranta direttori generali coordinati da almeno tre segretari generali<\/li>\n<li>undici responsabili di Agenzie.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Questa la struttura delle modifiche proposte (che andranno in vigore con la prossima legislatura):<\/p>\n<div>\n<table border=\"1\" width=\"70%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td width=\"50%\" align=\"center\" bgcolor=\"#008080\"><strong>Attuale Legislatura<\/strong><\/td>\n<td width=\"50%\" align=\"center\" bgcolor=\"#008080\"><strong>Prossima Legislatura<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"50%\" align=\"center\" bgcolor=\"#c0c0c0\"><span style=\"font-size: x-small;\">Interno<\/span><\/td>\n<td width=\"50%\" align=\"center\"><span style=\"font-size: x-small;\">Interno<\/span><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"50%\" align=\"center\" bgcolor=\"#c0c0c0\"><span style=\"font-size: x-small;\">Affari Esteri<\/span><\/td>\n<td width=\"50%\" align=\"center\"><span style=\"font-size: x-small;\">Affari Esteri<\/span><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"50%\" align=\"center\" bgcolor=\"#c0c0c0\"><span style=\"font-size: x-small;\">Giustizia<\/span><\/td>\n<td width=\"50%\" align=\"center\"><span style=\"font-size: x-small;\">Giustizia<\/span><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"50%\" align=\"center\" bgcolor=\"#c0c0c0\"><span style=\"font-size: x-small;\">Difesa<\/span><\/td>\n<td width=\"50%\" align=\"center\"><span style=\"font-size: x-small;\">Difesa<\/span><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"50%\" align=\"center\" bgcolor=\"#c0c0c0\"><span style=\"font-size: x-small;\">Beni culturali<\/span><\/td>\n<td width=\"50%\" align=\"center\"><span style=\"font-size: x-small;\">Beni e Attivit\u00e0 culturali<\/span><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"50%\" align=\"center\" bgcolor=\"#c0c0c0\"><span style=\"font-size: x-small;\">Agricoltura<\/span><\/td>\n<td width=\"50%\" align=\"center\"><span style=\"font-size: x-small;\">Politiche Agricole e Forestali<\/span><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"50%\" align=\"center\" bgcolor=\"#c0c0c0\"><span style=\"font-size: x-small;\">Tesoro-Bilancio<\/span><span style=\"font-size: x-small;\">Finanze<\/span><\/td>\n<td width=\"50%\" align=\"center\"><span style=\"font-size: x-small;\">Economia e Finanze<\/span><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"50%\" align=\"center\" bgcolor=\"#c0c0c0\"><span style=\"font-size: x-small;\">Industria<\/span><span style=\"font-size: x-small;\">Commercio estero<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: x-small;\">Comunicazioni<\/span><\/td>\n<td width=\"50%\" align=\"center\"><span style=\"font-size: x-small;\">Attivit\u00e0 produttive e Comunicazioni<\/span><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"50%\" align=\"center\" bgcolor=\"#c0c0c0\"><span style=\"font-size: x-small;\">Ambiente<\/span><span style=\"font-size: x-small;\">Lavori pubblici<\/span><\/td>\n<td width=\"50%\" align=\"center\"><span style=\"font-size: x-small;\">Ambiente e Tutela territorio<\/span><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"50%\" align=\"center\" bgcolor=\"#c0c0c0\"><span style=\"font-size: x-small;\">Lavori pubblici<\/span><span style=\"font-size: x-small;\">Trasporti e Navigazione<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: x-small;\">Dipartimento Aree urbane<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: x-small;\">Dipartimento Servizi Tecnici Nazionali<\/span><\/td>\n<td width=\"50%\" align=\"center\"><span style=\"font-size: x-small;\">Infrastrutture e Trasporti<\/span><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"50%\" align=\"center\" bgcolor=\"#c0c0c0\"><span style=\"font-size: x-small;\">Lavoro<\/span><span style=\"font-size: x-small;\">Sanit\u00e0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: x-small;\">Dipartimento della Solidariet\u00e0 Sociale<\/span><\/td>\n<td width=\"50%\" align=\"center\"><span style=\"font-size: x-small;\">Lavoro, Salute e Politiche sociali<\/span><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"50%\" align=\"center\" bgcolor=\"#c0c0c0\"><span style=\"font-size: x-small;\">Pubblica Istruzione<\/span><span style=\"font-size: x-small;\">Universit\u00e0<\/span><\/td>\n<td width=\"50%\" align=\"center\"><span style=\"font-size: x-small;\">Istruzione, Universit\u00e0 e Ricerca<\/span><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/div>\n<p>Di seguito un estratto del Comunicato della Presidenza del Consiglio dei Ministri n. 55 del 29 luglio 1999:<\/p>\n<blockquote><p><em><span style=\"font-size: x-small;\"><strong>Il Consiglio ha approvato in via definitiva i decreti   legislativi &#8211; previsti dall&#8217;articolo 11 della legge 15 marzo 1997, n. 59 &#8211; relativi al   riordinamento della Presidenza del Consiglio e dei Ministeri, nonch\u00e9 di strutture   connesse. I decreti recepiscono integralmente, salvo limitate e motivate eccezioni, gli   indirizzi formulati dalla speciale Commissione bicamerale e tengono conto delle   osservazioni delle Conferenze Stato-Regioni e Unificata. Inoltre le Organizzazioni   sindacali sono state sentite per i riflessi sullo stato giuridico dei pubblici dipendenti   e sull&#8217;organizzazione del lavoro.<br \/>\nLa riforma della Presidenza del Consiglio risponde ad una esigenza generale di carattere   strategico: disegnare una Presidenza moderna e coerente con il ruolo costituzionale di   direzione, impulso, indirizzo e coordinamento da parte del Presidente del Consiglio. Tale   ruolo viene riletto e ridefinito alla luce dei grandi cambiamenti istituzionali che   l&#8217;ordinamento italiano ha conosciuto negli ultimi anni, sia per quanto riguarda il sistema   politico, tendenzialmente bipolare, sia per quanto riguarda pi\u00f9 strettamente l&#8217;assetto   complessivo del Governo, in ragione del processo di integrazione europea e del processo di   decentramento di funzioni e compiti al sistema delle autonomie locali. In questo assetto,   sempre pi\u00f9 europeo e sempre pi\u00f9 decentrato, la nuova allocazione e dislocazione dei   poteri e delle funzioni richiede la ridefinizione e riarticolazione del centro del sistema   stesso, in modo da assicurare l&#8217;unitariet\u00e0 dell&#8217;azione di Governo, la collaborazione fra   i diversi livelli, l&#8217;assunzione piena delle responsabilit\u00e0 connesse alla partecipazione   all&#8217;Unione europea.<br \/>\nIn tutti gli ordinamenti degli altri Paesi europei, che peraltro hanno sistemi   istituzionali e politici differenziati, questo ruolo centrale \u00e8 svolto dal Primo Ministro   e dai suoi Uffici, organizzati come strutture di staff specializzate non nella gestione   operativa e amministrativa, ma in attivit\u00e0 di progettazione, elaborazione, impulso,   promozione, coordinamento e caratterizzate dalla massima flessibilit\u00e0 per gli aspetti   organizzativi e funzionali.<br \/>\nLa riforma della Presidenza del Consiglio costituisce una parte della modernizzazione del   sistema di Governo nel suo complesso, gi\u00e0 definita, sul piano normativo, per quanto   riguarda i trasferimenti di funzioni alle regioni e agli enti locali.<br \/>\nL&#8217;impianto della riforma \u00e8 volto quindi a realizzare le condizioni pi\u00f9 idonee ad   assicurare, come richiede la legge di delega, l&#8217;unit\u00e0 di indirizzo politico e   amministrativo del Governo e il potenziamento del ruolo di impulso, indirizzo e   coordinamento del Presidente del Consiglio. Al fine di conseguire tale obiettivo il   decreto interviene su tre aspetti:<br \/>\n&#8211; l&#8217;individuazione delle funzioni tipiche e proprie della Presidenza;<br \/>\n&#8211; la riallocazione presso Amministrazioni di settore delle funzioni eterogenee o spurie   rispetto al profilo funzionale della Presidenza;<br \/>\n&#8211; la determinazione delle regole di organizzazione e di funzionamento necessarie per   garantire la massima flessibilit\u00e0 e funzionalit\u00e0 della struttura complessiva.<br \/>\nIl secondo decreto legislativo disciplina la riforma dell&#8217;Amministrazione centrale. La   legge di delega 15 marzo 1997, n.59, ha previsto un programma di riforme ampio e unitario,   all&#8217;interno del quale il conferimento di funzioni dallo Stato alle regioni e agli enti   locali, la riforma dell&#8217;Amministrazione centrale e periferica dello Stato e la   ridefinizione delle regole essenziali dell&#8217;attivit\u00e0 amministrativa e del rapporto tra   cittadini e amministrazione sono strettamente collegati. Il Governo ha gi\u00e0 dato   attuazione, con i decreti delegati di conferimento di funzioni e di riordino del sistema   dei controlli e con i regolamenti di semplificazione adottati negli ultimi due anni o in   corso di approvazione, ad una parte significativa e rilevante del programma complessivo di   riforme e completa ora il processo con il decreto delegato sulla riforma dei Ministeri.<br \/>\nLa nuova organizzazione del Governo prevede accanto ai tradizionali Ministeri d&#8217;ordine &#8211;   Affari Esteri, Interno, Giustizia, Difesa &#8211; l&#8217;istituzione di due Ministeri economici: il   Ministero dell&#8217;Economia e delle Finanze, che accorpa i Ministeri del Tesoro e delle   Finanze; il Ministero delle Attivit\u00e0 Produttive e delle Comunicazioni, che accorpa i   Ministeri dell&#8217;Industria, delle Comunicazioni e del Commercio con l&#8217;Estero; due Ministeri   del Territorio: il Ministero dell&#8217;Ambiente e della Tutela del Territorio e il Ministero   delle Infrastrutture e dei Trasporti, che accorpano in due strutture i Ministeri   dell&#8217;Ambiente, dei Lavori Pubblici e dei Trasporti e della Navigazione, oltre al   Dipartimento delle Aree Urbane e al Dipartimento dei Servizi Tecnici Nazionali della   Presidenza del Consiglio dei Ministri; un unico Ministero che si occupa del Lavoro, della   Salute e delle Politiche Sociali, che unifica il Ministero della Sanit\u00e0, il Ministero del   Lavoro e il Dipartimento della Solidariet\u00e0 Sociale presso la Presidenza del Consiglio; un   Ministero dell&#8217;Istruzione, dell&#8217;Universit\u00e0 e della Ricerca che unifica i Ministeri della   Pubblica Istruzione e dell&#8217;Universit\u00e0 e della Ricerca; un Ministero per i Beni e le   Attivit\u00e0 Culturali e un Ministero delle Politiche Agricole e Forestali.<br \/>\nIl decreto delegato interviene su quattro ambiti fondamentali:<br \/>\na) definisce il numero e le missioni dei Ministeri, quali risultano sia dalle operazioni   di riordino, mediante accorpamento e fusione, sia dalle operazioni di razionalizzazione,   mediante trasferimento di funzioni o di blocchi di funzioni oggi disperse e frammentate;<br \/>\nb) stabilisce le norme generali di organizzazione per quanto riguarda i Dipartimenti, il   Segretario generale, gli Uffici di diretta collaborazione con il Ministro, le Agenzie e   l&#8217;Amministrazione periferica;<br \/>\nc) definisce il tipo di articolazione organizzativa di ciascun Ministero, distinguendo fra   quelli articolati in Dipartimenti e quelli articolati in Direzioni generali e rinviando   alla fonte regolamentare, secondo le indicazioni della legge di delega e della Commissione   bicamerale per la riforma amministrativa, l&#8217;istituzione dei Dipartimenti e delle Direzioni   generali e l&#8217;individuazione dei compiti ad essi specificamente attribuiti;<br \/>\nd) individua ed istituisce le Agenzie che derivano, sulla base della legge di delega,   dalla soppressione o dall&#8217;accorpamento di strutture ministeriali e di altre strutture   pubbliche.<br \/>\nPer quanto riguarda il Ministero per le Politiche Agricole e Forestali, cos\u00ec come \u00e8   configurato dal parere della Commissione parlamentare, nonch\u00e9 la unificazione in un unico   Ministero dei settori del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali, si ritiene che   sar\u00e0 possibile approfondire l&#8217;esame di eventuali modifiche in sede di adozione di decreti   legislativi correttivi e integrativi previsti dalla delega. In quella occasione il Governo   potr\u00e0 riaprire un confronto con il Parlamento.<br \/>\nIl decreto reca altres\u00ec una disposizione di salvaguardia per le attribuzioni delle   Regioni e delle Autonomie locali, in quanto viene precisato che in nessun caso le norme   contenute nel decreto legislativo possono essere interpretate nel senso di attribuire allo   Stato funzioni e compiti trasferibili , delegati o ancora da conferire alle Regioni e agli   enti locali dalla legislazione vigente ed in attuazione della legge 15 marzo 1997, n.59.<br \/>\nFunzionalmente connessi con il riordino della Presidenza del Consiglio e dei Ministeri,   sono stati poi approvati quattro decreti legislativi, sempre in attuazione delle deleghe   di cui alla legge 15 marzo 1997, n. 59, e con l&#8217;acquisizione dei prescritti pareri   istruttori, concernenti:<br \/>\n1) il riordino della Scuola superiore della P.A., con l&#8217;obiettivo di disciplinare e   potenziare la formazione iniziale, permanente e internazionale, il supporto tecnico (con   il Formez) ai temi dell&#8217;innovazione amministrativa, la valutazione dei programmi formativi   delle Amministrazioni, lo svolgimento di attivit\u00e0 per conto terzi, il ruolo del   Direttore, del Segretario e dei responsabili di settore, il raccordo funzionale con il   Dipartimento della Funzione Pubblica, la qualificazione professionale dei pubblici   dipendenti, con particolare riguardo al personale del Tesoro e dei Beni Culturali;<br \/>\n2) il riordino del Formez, rafforzandone il ruolo di coordinatore del sistema formativo   (anche in attuazione degli impegni sanciti nel Patto per lo sviluppo) sulla base di un   partenariato istituzionale con la Scuola superiore e coinvolgendo gli enti interessati   (Regioni e Autonomie locali). Particolare attenzione \u00e8 dedicata all&#8217;attivit\u00e0 del Formez   intesa a promuovere lo sviluppo economico e occupazionale in ambito locale;<br \/>\n3) il riordino ed il potenziamento dei meccanismi e degli strumenti di monitoraggio e di   valutazione dei costi, dei rendimenti e dei risultati dell&#8217;attivit\u00e0 svolta dalle   Amministrazioni pubbliche.<br \/>\nIl nuovo sistema di valutazione prefigurato dal decreto, che costituisce un necessario   corollario del processo di modernizzazione dell&#8217;apparato statale, \u00e8 finalizzato a   conferire maggiore snellezza ed efficacia all&#8217;azione amministrativa (sempre pi\u00f9 orientata   al servizio della collettivit\u00e0), attraverso la previsione di tecniche gestionali coerenti   con il nuovo modello organizzativo e di lavoro delle strutture pubbliche. In particolare,   le Amministrazioni dovranno dotarsi di strumenti adeguati per:<br \/>\n&#8211; garantire la legittimit\u00e0, regolarit\u00e0 e correttezza dell&#8217;azione amministrativa   (controllo di regolarit\u00e0 amministrativa e contabile);<br \/>\n&#8211; verificare l&#8217;efficacia, l&#8217;efficienza e l&#8217;economicit\u00e0 dell&#8217;azione amministrativa al fine   di ottimizzare, anche mediante tempestivi interventi di correzione, il rapporto tra costi   e risultati (controlli di gestione);<br \/>\n&#8211; valutare le prestazioni del personale con qualifica dirigenziale (valutazione della   dirigenza);<br \/>\n&#8211; valutare l&#8217;adeguatezza delle scelte compiute in sede di attuazione di piani, programmi   ed altri strumenti di determinazione dell&#8217;indirizzo politico, in termini di congruenza tra   risultati conseguiti e obiettivi predefiniti (valutazione e controllo strategico).<br \/>\nSpecifiche disposizioni sono dedicate ad assicurare il miglioramento della qualit\u00e0 dei   servizi pubblici ed alle carte dei servizi;<br \/>\n4) il riordino della Cassa depositi e prestiti per il tramite di una nuova disciplina   della natura giuridica, dei compiti, delle risorse e relativi impieghi, del personale e   dei controlli. <\/strong><\/span><\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>Riportiamo di seguito il testo della dichiarazione congiunta MPI &#8211; PCM &#8211; Dip. FP &#8211; OOSS sulla <a href=\"http:\/\/www.edscuola.it\/archivio\/norme\/decreti\/ministeri.html\">Riforma del MPI<\/a>:<\/p>\n<blockquote>\n<p align=\"center\"><span style=\"font-size: x-small;\"><strong><em>DICHIARAZIONE CONGIUNTA MINISTERO PUBBLICA   ISTRUZIONE &#8211; PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI &#8211; DIPARTIMENTO DELLA FUNZIONE PUBBLICA   &#8211; ORGANIZZAZIONI SINDACALI SULLA RIFORMA DEL MINISTERO DELLA PUBBLICA ISTRUZIONE.<\/em><\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: x-small;\"><strong><em>Le Organizzazioni sindacali auspicano il consolidarsi di una   metodologia di confronto e di dialogo per l\u2019avvio della riforma e dell\u2019attuale   percorso di riordino del Ministero della Pubblica Istruzione, che impegna   l\u2019Amministrazione ad ulteriori momenti di confronto e di concertazione sui successivi   passaggi che seguiranno all\u2019emanazione del decreto legislativo e condividono le   motivazioni a procedere in tempi stretti e nell\u2019ambito dei provvedimenti delegati   all\u2019attuazione della legge 59\/97. Le parti sindacali giudicano il progetto di   riordino presentato, che complessivamente condividono, coerente con le indicazioni fornite   dal decreto legislativo n.112\/98, capo 3 &#8211; Istruzione Scolastica.<\/em><\/strong><\/span><\/p>\n<p align=\"center\"><strong><span style=\"font-size: x-small;\"><strong><em>Le parti concordano<\/em><\/strong><\/span><\/strong><\/p>\n<p><span style=\"font-size: x-small;\"><strong><em>&#8211; Sulla necessit\u00e0 di realizzare un nuovo sistema   dell\u2019Amministrazione scolastica che garantendo l\u2019unitariet\u00e0 del sistema   pubblico di istruzione sia coerente con il processo di autonomia.<\/em><\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: x-small;\"><strong><em>&#8211; Sulla opportunit\u00e0 di articolare l\u2019Amministrazione   periferica in modo da renderla funzionale da un lato alla realizzazione della piena   autonomia delle istituzioni scolastiche, dall\u2019altro a garantire interlocuzioni   adeguate con le istanze territoriali cui, in base al decreto legislativo 112, sono   delegate importanti funzioni sulla programmazione dell\u2019offerta formativa e di   raccordo fra formazione e mercato del lavoro. In tal senso la scelta di articolare   l\u2019Amministrazione in strutture regionali con incarico di funzioni dirigenziali dotate   di poteri decisionali e di spesa trasferiti dal livello centrale, rafforza il necessario   dialogo concertativo fra Regioni e Amministrazione; l\u2019articolazione inoltre di   servizi a livello provinciale o sub provinciale in connessione con la soppressione dei   Provveditorati con funzione di consulenza, supporto tecnico alle scuole, governo dei   processi di mobilit\u00e0 del personale per quanto non di competenza delle singole istituzioni   scolastiche, in considerazione della dimensione provinciale dei ruoli del personale   docente e ATA, conferma la natura di una Amministrazione periferica come struttura   servente la vita e il funzionamento delle singole istituzioni scolastiche. Si conviene   sulla necessit\u00e0, al fine di realizzare la nuova articolazione di strutture e servizi, di   coinvolgere le organizzazioni sindacali ai sensi dell\u2019art.19 della Legge 59\/97 e del   CCNL.<\/em><\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: x-small;\"><strong><em>&#8211; Sulla necessit\u00e0 di attuare processi di riconversione   professionale, utilizzando anche gli strumenti previsti dal nuovo CCNL, con particolare   riferimento alla contrattazione integrativa e alle sue competenze in materia di   individuazione di nuovi profili e diversa ricollocazione di quelli esistenti nelle aree.<\/em><\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: x-small;\"><strong><em>&#8211; Sull\u2019esigenza di elaborare un piano di investimento   anche finalizzato a reperire risorse di destinare al raggiungimento di tali obiettivi.<\/em><\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: x-small;\"><strong><em>&#8211; Che ferma restando la ricollocazione di tutto il personale   in servizio nell\u2019ambito dei nuovi assetti, sar\u00e0 necessario individuare, mediante   specifico accordo, apposite modalit\u00e0 di ricollocazione del personale degli uffici   soppressi.<\/em><\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: x-small;\"><strong><em>&#8211; Sulla centralit\u00e0 delle questioni attinenti alle strutture   informatiche, e di conseguenza, all\u2019utilizzo delle moderne tecnologie nella gestione   delle funzioni istituzionali a partire dalla valorizzazione delle professionalit\u00e0   esistenti.<\/em><\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: x-small;\"><strong><em>&#8211; Sulla rilevanza dei servizi amministrativi nelle scuole   autonome rispetto al funzionamento dell\u2019insieme del sistema tenendo conto che il   nuovo modello organizzativo dell\u2019autonomia basato sull\u2019unit\u00e0 dei servizi   scolastici, sulla loro possibile organizzazione a rete e sulla relativa funzione di   direzione, va realizzato con adeguate risorse di personale in rapporto al decentramento   delle competenze.<\/em><\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: x-small;\"><strong><em>&#8211; In relazione al riordino degli IRRSAE nonch\u00e9   all\u2019istituzione dell\u2019&#8221;Istituto Nazionale di documentazione per   l\u2019innovazione e la Ricerca Educativa&#8221; e dell'&#8221;Agenzia Nazionale per la   Valutazione del sistema dell\u2019Istruzione&#8221;, che il contratto di lavoro del   personale dipendente dai succitati Enti, sia necessario che rimanga nell\u2019ambito della   Funzione Pubblica e di conseguenza nello schema di regolamentazione del decreto   legislativo 29\/93.<\/em><\/strong><\/span><\/p><\/blockquote>\n<p>Il 23 luglio si svolge in aula, alla Camera, la discussione sulle linee generali del <a href=\"http:\/\/www.edscuola.it\/archivio\/norme\/leggi\/rcstuddl.html\">testo unificato dei DdL sul Riordino dei Cicli Scolastici<\/a> (<a href=\"http:\/\/www.edscuola.it\/archivio\/norme\/leggi\/rcsddl.html\">DdL AC 4, 280, 1653, 2493, 3390, 3883, 3952, 4397, 4416, 4552<\/a>): il seguito del dibattito \u00e8 rinviato ad altra seduta.<\/p>\n<p>Riportiamo di seguito un estratto dei verbali della seduta della Camera del 23 luglio relativo all&#8217;intervento del ministro della PI:<\/p>\n<blockquote><p><span style=\"font-size: x-small;\"><strong><em>LUIGI BERLINGUER, Ministro della pubblica istruzione. Signor   Presidente, colleghi, la discussione che si \u00e8 svolta questa mattina ha mirato a cogliere   l&#8217;importanza del provvedimento che stiamo esaminando; tuttavia, ha rivelato l&#8217;esistenza di   opinioni molto diverse e quindi di una contrapposizione tra la maggioranza e l&#8217;opposizione   piuttosto radicale sul provvedimento stesso. Il Governo non pu\u00f2 che dolersene perch\u00e9 si   tratta di un provvedimento rilevante che riguarda la collettivit\u00e0 nazionale. L&#8217;auspicio   sarebbe stato quello di raggiungere momenti di avvicinamento, se non di consenso totale,   su un tema cos\u00ec delicato. Questo \u00e8 stato fin dall&#8217;inizio nell&#8217;auspicio del Governo, come   \u00e8 dimostrato tra l&#8217;altro da una circostanza non assolutamente secondaria: il fatto,   cio\u00e8, che il testo oggi all&#8217;esame della Camera differisce, in molti aspetti anche se non   nella ispirazione, da quello presentato dal Governo pi\u00f9 di due anni fa e anticipato dal   Governo stesso &#8211; come veniva ricordato per esempio dal collega Malgieri &#8211; attraverso un   documento sottoposto alla discussione delle scuole italiane fin dalla fine del 1996. Non   si pu\u00f2 dire che di questo argomento non si sia discusso; mi sembra difficile poterlo   affermare. (&#8230;)<br \/>\nE tale testo sembra essere al momento attuale il punto di approdo di un lavoro che,   vertendo su questa materia, era iniziato una trentina di anni fa in questo Parlamento e su   di essa si era continuato a discutere. Esiste una letteratura sull&#8217;argomento e voluminosi   atti parlamentari! Il Governo \u00e8 del parere che, ad un certo punto della vita parlamentare   di un problema, vi sia poi la necessit\u00e0 di giungere ad una decisione. In questo caso &#8211;   certo &#8211; l&#8217;ultimo testo ha in s\u00e9 degli elementi di novit\u00e0, ma io penso che si possa dare   atto al Governo della circostanza di avere favorito l&#8217;evoluzione del suo testo originario,   di non averla ostacolata e di aver dichiarato da subito una disponibilit\u00e0 persino ad una   sua rielaborazione. Questo non pu\u00f2 essere letto quindi sicuramente come un atteggiamento   di scarso ossequio al ruolo insostituibile del Parlamento!<br \/>\n\u00c8 stato obiettato che nel disegno complessivo delle riforme della scuola (io amo usare il   plurale a questo proposito, non il singolare e dico quindi \u00abdelle riforme della scuola\u00bb)   mancherebbe una organicit\u00e0 (&#8230;).<br \/>\nEppure io credo che il nostro mosaico stia oggi apponendo le sue ultime tessere e che,   quindi, noi possiamo giungere ad un recupero di organicit\u00e0, semmai ex post dal punto di   vista dell&#8217;operazione fisica, ma resta il disegno nella sua organicit\u00e0, resta una sua   ispirazione di fondo che, probabilmente, nel modo di vivere dei parlamenti contemporanei   \u00e8 diverso da quello di altri tempi in cui si legiferava con una scarsa reattivit\u00e0   parlamentare, come ha accennato, in qualche misura, la relazione di maggioranza, e quindi   con una maggiore facilit\u00e0 di organicit\u00e0 da questo punto di vista.<br \/>\nNoi abbiamo pensato che fosse giusto che nell&#8217;era contemporanea l&#8217;attivit\u00e0 di   legislazione fosse ridotta alla sua essenzialit\u00e0. C&#8217;\u00e8 una intera letteratura giuridica   che ci dice questo. C&#8217;\u00e8 anche una presa di posizione di diversi gruppi politici che   quando parlano di legislazione continuano a dire che bisogna disboscare la giungla   legislativa e poi, quando operano in concreto in Parlamento tendono invece a rinfoltire il   bosco legislativo. Anche qui \u00e8 opportuno, forse, raggiungere coerenza con le petizioni di   principio e poi con il comportamento.<br \/>\nNoi preferiamo leggi essenziali che non hanno deleghe in s\u00e9 stesse. (&#8230;)<br \/>\nPreferiamo leggi essenziali in un&#8217;opera di delegificazione che vede impegnata in questo   momento la cultura legislativa contemporanea, ma soltanto a livello di petizioni di   principio.<br \/>\nVoglio rivendicare all&#8217;idea del riordino dei cicli scolastici un suo valore strategico.<br \/>\nNoi abbiamo ereditato una grande scuola, non l&#8217;ho detto solo a Soverato, lo ripeto ovunque   (&#8230;), che ha primeggiato, soprattutto per la scuola elementare, e che continua a   primeggiare nella scuola elementare. Negli interventi che fanno la descrizione, ormai un   po&#8217; invecchiata, delle cifre della crisi del nostro sistema scolastico e che vengono   ripetute in modo tralatizio, non si fa giustizia del fatto che noi, in materia di scuole   di base, dell&#8217;infanzia e delle elementari, primeggiamo nel mondo, ma c&#8217;\u00e8 una ragione per   cui ci\u00f2 avviene, perch\u00e9 una scuola elementare, che \u00e8 stata una grande scuola, \u00e8   riuscita ad iniziare a rinnovarsi pi\u00f9 di una volta.\u00a0 (&#8230;)<br \/>\nLa scuola elementare \u00e8 diventata ancora oggi una buona scuola elementare perch\u00e9 \u00e8   riuscita a cambiare s\u00e9 stessa, e anche profondamente, perch\u00e9 la legge n. 148 \u00e8 stata   una innovazione radicale. La scuola secondaria non ha raggiunto gli stessi livelli di   aggiornamento e di cambiamento, \u00e8 rimasta pi\u00f9 statica, e per questo ha subito un   processo di crisi pi\u00f9 profondo.<br \/>\nQuello che noi vogliamo fare adesso \u00e8 di intervenire in una visione sistemica complessiva   della scuola (il riordino dei cicli ha questo significato) proprio per evitare che anche   quegli elementi di novit\u00e0 introdotti rischino, essi stessi, l&#8217;invecchiamento, e per   introdurre elementi di novit\u00e0 proprio anche in quei settori che ne valorizzino appieno   tutte le attuali vere novit\u00e0 e potenzialit\u00e0.<br \/>\n\u00c8 vero, io rivendico non il linguaggio di quel documento, ma la sostanza, quando si   parlava di vetust\u00e0 di una scuola organizzata per ordine e gradi (ed \u00e8 giusto!), e una   maggiore flessibilit\u00e0. Rivendico, nell&#8217;articolo 1 del testo in esame, il richiamo ai   ritmi di sviluppo dei bambini e dei ragazzi: un concetto di non linearit\u00e0 dello sviluppo,   di non semplicistico passaggio dal semplice al complesso nell&#8217;apprendimento, che non ha   caratterizzato la forza della scuola elementare, la quale non \u00e8 stata per questo elemento   minore. Essa peraltro non \u00e8 stata forte soltanto in quanto ha posto l&#8217;apprendimento al   centro dell&#8217;attivit\u00e0, poich\u00e9 nella nostra scuola al centro dell&#8217;attivit\u00e0 vi \u00e8 stato   l&#8217;apprendimento nella scuola elementare e l&#8217;insegnamento nella scuola secondaria. Questa   scissione, che \u00e8 dentro la scuola, oggi pesa nel complesso del sistema non positivamente,   perch\u00e9 non si \u00e8 riusciti a generalizzare il successo ottenuto nella componente primaria.<br \/>\nIn che cosa consiste la novit\u00e0 di una scelta di riordino dei cicli scolastici, di   superamento di tre cicli, compresi gli altri due che si sommano a quello precedente e   quello successivo nella scuola propriamente, pi\u00f9 specificamente detta? Consiste   soprattutto nella considerazione che i cicli pi\u00f9 lunghi, rispetto a quelli pi\u00f9 brevi,   hanno in s\u00e9 intanto strutturalmente un elemento di flessibilit\u00e0, che consente di   accompagnare in modo morbido e pregnante i ritmi di sviluppo e di evitare le cesure che   rappresentano il peso di un&#8217;impalcatura architettonica scolastica sull&#8217;evoluzione dei   singoli individui all&#8217;interno della scuola.<br \/>\nAnche la cadenza biennale \u00e8 pi\u00f9 morbida e capace di recupero di quanto non sia la   cadenza annuale (&#8230;)<br \/>\nI cicli pi\u00f9 lunghi, sia per quanto riguarda la cadenza, sia per quanto riguarda   l&#8217;impianto strutturale, costituiscono una struttura pi\u00f9 sensibile alla lotta alla   dispersione, che pi\u00f9 di altre rende possibile il recupero e la capacit\u00e0 di accumulo di   crediti che abbiano un effetto capace di svilupparsi anche successivamente. \u00c8 per questo   che noi, attraverso la proposta di due cicli (parlo ora del momento pi\u00f9 specificamente   scolare tradizionale), crediamo di avere introdotto una novit\u00e0 profonda, radicale,   organica di autoimpianto culturale, che sarebbe sbagliato sminuire.<br \/>\nTutto \u00e8 perfettibile, anche in sede di esame in Assemblea, ne sono convinto, come \u00e8   stato perfettibile in questi due anni e mezzo, nei quali il testo \u00e8 cambiato spessissimo   nelle sue formulazioni, per capacit\u00e0 di ascolto dei suoi relatori. Si incalzi quindi   ancora, magari in modo leggermente urbano, ma non si perda il senso profondo,   culturalmente elevato di questo impianto, che \u00e8 sbagliato sminuire e svilire, non fosse   altro che per l&#8217;essenzialit\u00e0 del suo linguaggio e per la pregnanza delle poche righe in   cui un concetto viene espresso, a differenza dalla verbosit\u00e0 tradizionale della   legislazione italiana, che spesso \u00e8 aumentata di peso fisico e non di peso intellettuale.   Come si pu\u00f2 considerare di scarso momento il fatto che per la prima volta, nella   struttura normativa di questo paese, quello che \u00e8 forse il gioiello di famiglia della   nostra scuola, la scuola per l&#8217;infanzia, che ha raggiunto la maggiore risonanza   internazionale, acquisti oggi piena dignit\u00e0? Certo, vi \u00e8 stata anche la legge istitutiva   della scuola materna statale, ma in un modo, se mi permettete, ancora disarticolato, forse   ancora gerarchizzato, come era in passato tutta la struttura del nostro impianto. Oggi,   invece, acquista non solo pieno titolo, ma viene recepito un principio e, certo, non si   tratta di quello originario dell&#8217;obbligo. (&#8230;)<br \/>\nSi tratta del principio della generalizzazione, al fine di portare a compimento un   obiettivo che gi\u00e0, nei fatti, \u00e8 parzialmente realizzato e che costituisce un punto di   civilt\u00e0 del nostro sistema. Come non comprendere allora la novit\u00e0 dell&#8217;impianto del   ciclo primario, del primo ciclo, del ciclo di base, o come vorremo chiamarlo? Capisco che   talvolta le novit\u00e0 stordiscano, ma ci\u00f2 che conta \u00e8 l&#8217;idea di introdurre un principio   fondamentale, vale a dire il passaggio dal momento primario a quello dell&#8217;iniziale   secondarizzazione, senza traumi, senza una cesura netta, senza una distinzione imputata   prevalentemente all&#8217;assetto corporativo del corpo insegnante che, invece, vogliamo   esaltare proprio attraverso tale passaggio interno ed una mobilit\u00e0 interna.<br \/>\nSi tratta di principi di flessibilit\u00e0 che non mirano a scardinare, ma ad accompagnare un   processo e a utilizzare &#8211; come si dice nell&#8217;ultimo articolo &#8211; tutte le specificit\u00e0   professionali acquisite portandole alla loro reale ottimizzazione. Ecco un altro elemento   di alto rilievo culturale; si pu\u00f2 contestare, ma nessuno vuole buttare alle ortiche o a   mare per dire \u00abc&#8217;era una volta la scuola elementare\u00bb, cos\u00ec come \u00e8 stato detto. Non la   si vuole affatto buttare a mare, ma solo prevedere che, nel momento in cui si passa   dall&#8217;infanzia alla preadolescenza, certamente una delle fasi pi\u00f9 delicate, il passaggio   dalla conoscenza degli ambiti disciplinari al momento della formalizzazione dei saperi,   della segmentazione disciplinare, al momento di un&#8217;epistemologia pi\u00f9 evoluta, si   introduca una gradualit\u00e0 che ci possa consentire di ammortizzare l&#8217;esistenza di   un&#8217;architettura esterna rigida, a fronte di una capacit\u00e0 di sviluppo differenziata che va   rispettata. Tale accompagnamento morbido avr\u00e0 sicuramente, se ben realizzato &#8211; perch\u00e9   tutto \u00e8 affidato alla buona realizzazione &#8211; un effetto straordinario per la scuola   dell&#8217;infanzia, anche nell&#8217;ottica del recupero delle capacit\u00e0 differenziate, quindi di   prevenzione di fronte al rischio della dispersione successiva.<br \/>\nL&#8217;introduzione degli elementi di didattica orientante pu\u00f2 aver luogo anche nel secondo   momento, nel rapporto fra il primo e il secondo ciclo, attraverso un secondo atto di   ammortizzazione dei rischi della rottura, vale a dire della parte pi\u00f9 rilevante del   fenomeno della dispersione.<br \/>\nTuttavia, abbiamo voluto che vi fosse un elemento di conservazione e, in questo senso   abbiamo resistito caparbiamente, in particolare taluni di noi.\u00a0 (&#8230;) abbiamo voluto   conservare un elemento del passato: la durata quinquennale del secondo ciclo. Vi sono   state anche altre proposte, in qualche misura correlate ad altri esempi internazionali,   quindi non voglio dire che sia giusto o sbagliato, ma solo che vi \u00e8 un elemento di   salvaguardia della nostra tradizione. Abbiamo voluto conservare i cinque anni della scuola   secondaria e lo abbiamo voluto fare per conservare l&#8217;unitariet\u00e0 del quinquennio nel   momento in cui si inseriva un cuneo che pur comportando dei rischi, \u00e8 necessario: il   prolungamento dell&#8217;obbligo anche ai primi due anni della scuola secondaria. Dunque, con un   elemento di rischio, di disarticolazione. Ma la scuola secondaria in Italia si \u00e8 sempre   articolato nel biennio e nel triennio e ci\u00f2 \u00e8 anche aulicamente dimostrato dalla   nomenclatura \u00abginnasio\u00bb e \u00abliceo\u00bb. Oggi, tuttavia, l&#8217;inserimento del prolungamento   dell&#8217;obbligo al primo biennio avrebbe potuto costituire un elemento di disarticolazione,   specialmente se invocato nei termini dell&#8217;unicit\u00e0 del biennio, che io considero assurda   perch\u00e9 fortemente selettiva e di classe, anche se ammantata di sinistrismo, di assurdo   sinistrismo. L&#8217;abbiamo combattuta con coraggio nei confronti di una tradizione sbagliata &#8211;   lo abbiamo detto apertamente -, perch\u00e9 noi vogliamo che nel liceo classico si continui ad   insegnare il greco dal primo dei cinque anni.\u00a0 (&#8230;)<br \/>\nLo abbiamo affermato con energia, non solo a Soverato, ma da tutte le parti e lo   affermeremo nella prossima stagione, quando si riparler\u00e0 dei saperi, ma non si pu\u00f2   imporre il greco a tutti, n\u00e9 si pu\u00f2 imporre a tutti di non studiare il greco.<br \/>\nA tale riguardo, l&#8217;elemento di flessibilit\u00e0 che abbiamo introdotto nell&#8217;articolazione del   biennio e del triennio, per salvare in qualche misura un elemento di semiterminalit\u00e0 per   l&#8217;obbligo entro il quinquennio, ha costretto a conservare tale impianto e a rinnovarlo   profondamente, aggiungendo un altro elemento fondamentale, quello della terminalit\u00e0 per   tutti gli indirizzi del quinquennio, che in passato non c&#8217;era. Infatti, prima vi era una   scuola gerarchizzata, mentre oggi non vogliamo una scuola gerarchizzata, ma articolata.   Quindi, anche a tale proposito l&#8217;elemento di flessibilit\u00e0 fa agio nei confronti della   salvaguardia di tale aspetto.<br \/>\nVorrei ricordare un aspetto ai nostri colleghi, a coloro che hanno polemizzato contro il   fatto che abbiamo voluto anticipare la legge sull&#8217;estensione dell&#8217;obbligo scolastico di un   anno, mostrando insoddisfazione per il fatto che si sia raggiunto un risultato parziale e,   addirittura, richiamandolo come un tentativo di scardinare l&#8217;intero impianto. Se   riusciremo ad approvare la legge sui cicli scolastici, a differenza di quanto \u00e8 accaduto   nelle precedenti legislature, avremo un&#8217;estensione dell&#8217;obbligo e una riforma dei cicli   scolastici. Nelle precedenti legislature si voleva fare sempre tutto insieme e cos\u00ec non   si \u00e8 ottenuto n\u00e9 l&#8217;uno n\u00e9 l&#8217;altro.<br \/>\nCi siamo fatti forti di un&#8217;esperienza di fallimenti nei confronti di una pretesa   organicit\u00e0, che \u00e8 diventata organicismo impotente: questo \u00e8 stato l&#8217;esito di trent&#8217;anni   di storia repubblicana sulla scuola e non potevano non trarne tutte le conseguenze di   pensiero e di riflessione. (&#8230;)<br \/>\nQuest&#8217;anno gli iscritti sono la quasi totalit\u00e0 dei ragazzini che hanno l&#8217;et\u00e0 per   iscriversi alla scuola secondaria. Quindi, stiamo giungendo all&#8217;effettivo risultato   dell&#8217;estensione dell&#8217;obbligo, pur essendo questo il primo anno di applicazione di una   legge approvata nel gennaio 1997, quando erano terminate le preiscrizioni. Si tratta di un   risultato di scolarizzazione che prima non era stato mai raggiunto; pertanto, l&#8217;obiettivo   dell&#8217;estensione dell&#8217;obbligo \u00e8 in cammino, certamente cos\u00ec come camminiamo noi,   gradualmente, passo dopo passo, senza balzi organicistici, ma attraverso un approccio di   processualit\u00e0, che \u00e8 l&#8217;unico modo di incidere in un corpo cos\u00ec delicato come quello   scolastico.<br \/>\nTuttavia, abbiamo ottenuto un altro risultato, che viene dimenticato, cio\u00e8 stiamo   lentamente superando il concetto di obbligo, che fa parte di una fase della nostra storia,   quando si trattava di alfabetizzare la popolazione e, quindi, spingere le famiglie ad   alfabetizzare i figli diventava un obbligo del genitore, perfino da segnare nella fedina   penale del genitore inadempiente, con qualche elemento di fiscalismo non accettabile.<br \/>\nOggi per noi il concetto di obbligo diventa un diritto del soggetto e un obbligo dello   Stato. Stiamo capovolgendo questa impostazione: si tratta di un altro elemento di alta   pregnanza culturale che non si pu\u00f2 immiserire di fronte al problema dei nove o dieci   anni. Infatti, quando poniamo il problema dell&#8217;obbligo formativo a diciotto anni, facciamo   un salto oltre l&#8217;idea che esso debba essere di nove o dieci anni.<br \/>\nCon questa legge stiamo facendo una cosa nuovissima, cio\u00e8 affermiamo che l&#8217;obbligo   squisitamente scolastico riguarda i sette anni del ciclo primario e i due anni all&#8217;interno   del ciclo secondario. \u00c8 del tutto irrilevante che diventino nove anni, perch\u00e9 poi, con   l&#8217;inserimento di due canali formativi successivi, l&#8217;obbligo diventa per tutti a diciotto   anni, o quasi &#8211; specificheremo meglio questo aspetto (&#8230;) come \u00e8 specificato nel testo,   con il richiamo ad un&#8217;altra legge di questo mosaico, perch\u00e9 vi \u00e8 un&#8217;altra legge   pubblicata nella Gazzetta Ufficiale, che ha portato l&#8217;obbligo formativo a diciotto anni.   (&#8230;)<br \/>\nAbbiamo problemi di personale docente. In questa profonda e radicale innovazione, con una   certa sapienza di ammorbidimento dei processi che questo progetto di legge rappresenta, il   problema pi\u00f9 delicato \u00e8 proprio quello del personale docente. (&#8230;)<br \/>\nL&#8217;attuazione della riforma dei cicli, una volta divenuta legge, va contemplata come un   processo che durer\u00e0 pi\u00f9 di un anno, non solo per la novit\u00e0 pi\u00f9 profonda che ancora ci   attende, quella cio\u00e8 del rinnovo curricolare (che non compete alla legge, come avviene in   tutti i paesi del mondo, bens\u00ec di Commissioni specifiche che elaboreranno il rinnovo dei   saperi), ma anche per l&#8217;adeguamento del corpo docente.<br \/>\nGentile licenzi\u00f2 centomila docenti quando fece la sua riforma, cosa che noi non vogliamo   realizzare. (&#8230;)<br \/>\nDovette convertire ad una serie di discipline e coloro i quali insegnavano le vecchie   discipline furono mandati a casa. (&#8230;)<br \/>\nGentile fece una cosa straordinaria, ma in modo traumatico. Non possiamo neppure   lontanamente pensare ad un processo di questa natura; abbiamo bisogno di un periodo di   riconversione. Questo \u00e8 un problema delicato che non si risolve con una norma di legge ma   attraverso un processo per il quale occorre partire dai principi scritti nell&#8217;articolo 5   relativi alla riqualificazione e valorizzazione di specifiche professionalit\u00e0   \u00abmaturate\u00bb. C&#8217;\u00e8 molta sapienza in quel \u00abmaturate\u00bb. Si tratta di elementi di   flessibilit\u00e0 nell&#8217;ordinamento dei docenti per consentirne la massima mobilit\u00e0   professionale, non territoriale. \u00c8 un fatto importante. D&#8217;altra parte nelle leggi a volte   i concetti sono espressi da singoli vocaboli. (&#8230;)<br \/>\nVorrei fare una battuta sulla soluzione che abbiamo dato alla parit\u00e0 perch\u00e9 qui quel   risultato \u00e8 stato denigrato. Ovviamente ci sono due corni del dilemma: vi \u00e8 chi afferma   che \u00e8 stato concesso troppo e chi invece che \u00e8 stato dato troppo poco, quindi vuol dire   che siamo nel giusto. Si tratta di una operazione politica di grande rilievo. (&#8230;)<br \/>\nMi lasci fare anche una battuta sugli esami di Stato. Descrivere gli esami di Stato una   farsa, un fallimento, un disastro segna un certo distacco da parte di taluni dei colleghi   intervenuti (&#8230;). Noi abbiamo avuto un risultato che \u00e8 andato al di l\u00e0 delle nostre   aspettative perch\u00e9 gli studenti sono stati in grande maggioranza contenti. I docenti   hanno compiuto un lavoro straordinario. Colgo questa occasione per ringraziarli perch\u00e9,   al di l\u00e0 di quanto raccontassero le cronache, hanno lavorato tutto l&#8217;anno per rendere   possibile il successo di questa prima prova. (&#8230;)<br \/>\nVorrei ringraziare i colleghi per il lavoro svolto. Il Governo ringrazia sentitamente per   il lavoro svolto e per il modo in cui un testo &#8211; partito da un&#8217;iniziativa legislativa   dell&#8217;esecutivo &#8211; \u00e8 arrivato in aula con una redazione nuova e significativa.<br \/>\nRivolgo un ringraziamento particolare al relatore e al presidente della Commissione:   sappiamo quanto lavoro, da parte dei colleghi, vi sia dietro il testo della proposta di   legge; non \u00e8 stato semplice neppure il tentativo di comporre le differenze. Un   ringraziamento anche alla Commissione, cui \u00e8 stata richiesta un&#8217;accelerazione dell&#8217;iter   di cui siamo consapevoli, di fronte alla necessit\u00e0 di dare un risultato al paese.<br \/>\nQuando si producono novit\u00e0 del genere, non \u00e8 sicuro &#8211; sono d&#8217;accordo in questo con il   relatore &#8211; che all&#8217;inizio il consenso sia molto elevato. \u00c8 sicuro che vi siano elementi   profondi di dissenso, che non voglio chiamare conservatori. Talvolta, essi possono essere   dettati dall&#8217;insufficienza e dall&#8217;insoddisfazione, da ispirazioni diverse, forse da una   qualche illusione non fondata. (&#8230;)<br \/>\nPer raggiungere la perfezione, nei decenni passati, la scuola secondaria \u00e8 rimasta   immobile, non \u00e8 stata mai toccata. Quello che si invoca qui \u00e8 un tentativo di trovare   una composizione delle diverse posizioni, al fine di raggiungere un risultato: l&#8217;Italia,   la scuola, ha bisogno in questo campo di un risultato. Ha bisogno di una legge, non   soltanto di una discussione parlamentare. (&#8230;) No, non qualsiasi risultato. Ma dopo un   testo che ha fatto seguito ad una prima, ad una seconda, ad una terza e ad una quarta   stesura, nonch\u00e9 ad un tentativo di perfezionamento cos\u00ec approfondito, non credo che si   possa parlare di un qualsiasi risultato. Dietro questo testo vi \u00e8 un lavoro, da parte dei   nostri colleghi, che hanno scritto e riscritto norme per ascoltare il massimo possibile   delle opinioni.<br \/>\nQuindi, riproporre costantemente il bisogno di rifare tutto daccapo per non arrivare a   nulla, non \u00e8 forse il modo migliore per esaltare il lavoro che altri colleghi di questo   stesso Parlamento stanno facendo e che rappresenta, invece, la condizione per raggiungere   un risultato effettivo. <\/em><\/strong><\/span><\/p><\/blockquote>\n<p>Il 20 luglio ha inizio in aula, al Senato, l&#8217;esame dei <a href=\"http:\/\/www.edscuola.it\/archivio\/parita.html\">DdL sulla parit\u00e0<\/a> che si conclude, il 21 luglio, con l&#8217;approvazione del <a href=\"http:\/\/www.edscuola.it\/archivio\/norme\/leggi\/ddl4127as.html\">DdL 4127 AS<\/a> modificato dal <a href=\"http:\/\/www.edscuola.it\/archivio\/norme\/leggi\/ddlpar3.html\">maxiemendamento<\/a> proposto dalla maggioranza (154 voti favorevoli, 88 contrari, 2 astenuti); il testo passa ora all&#8217;esame della Camera.<\/p>\n<p>Riportiamo di seguito un estratto dei verbali del Senato<\/p>\n<ul>\n<li>della seduta del 20 luglio relativo agli interventi del presidente della 7a Commissione,     senatore Ossicini, e del relatore del Comitato ristretto, senatore Biscardi,<\/li>\n<li>della seduta del 21 luglio relativo all&#8217;intervento del ministro della PI.<\/li>\n<\/ul>\n<blockquote><p><span style=\"font-size: x-small;\"><strong><em>OSSICINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il disegno   di legge n. 4127, di iniziativa dei senatori Tarolli ed altri, giunge oggi all&#8217;esame   dell&#8217;Assemblea a seguito della richiesta &#8211; avanzata dalle opposizioni &#8211; di applicazione   dell&#8217;articolo 53, comma 3, ultimo periodo, del Regolamento, che consente appunto alle   minoranze la calendarizzazione in Aula di provvedimenti cui annettono particolare rilievo.<br \/>\nEsso giunge peraltro in Aula senza che la Commissione istruzione ne abbia preventivamente   concluso l&#8217;esame: esso \u00e8 stato infatti esaminato dalla Commissione lo scorso 1\u00b0 luglio   (e quindi il giorno immediatamente successivo a quello della sua assegnazione alla   Commissione stessa, avvenuta il 30 giugno), indi abbinato ai molti altri pendenti presso   la Commissione sulla stessa materia e all&#8217;epoca all&#8217;esame di un apposito Comitato   ristretto coordinato dal senatore Biscardi, relatore designato su tutti e dodici i disegni   di legge.<br \/>\nMercoled\u00ec scorso, 14 luglio, il senatore Biscardi ha tuttavia informato l&#8217;Ufficio di   Presidenza che il Comitato ristretto non aveva concluso i suoi lavori con l&#8217;approvazione   di un testo unificato e che lui stesso aveva chiesto la remissione dei provvedimenti alla   sede plenaria, giudicando che la sede ristretta aveva perso la sua ragion d&#8217;essere a   seguito della richiesta delle opposizioni di calendarizzare in Aula il disegno di legge n.   4127 ai sensi del predetto articolo 53 del Regolamento.<br \/>\nIl successivo gioved\u00ec 15 luglio, nella seduta pomeridiana della Commissione, il senatore   Biscardi ha quindi dato conto in sede plenaria della conclusione dei lavori del Comitato   ristretto, ripercorrendone brevemente le tappe.<br \/>\nIn quell&#8217;occasione, non avendo la Commissione concluso il proprio esame con l&#8217;approvazione   di un testo da trasmettere all&#8217;Assemblea come base della successiva discussione, essa non   ha peraltro neanche potuto conferire il mandato al relatore a riferire in Aula sui suoi   lavori. A me, in qualit\u00e0 di Presidente della Commissione, non resta quindi che introdurre   l&#8217;argomento ed anticipare fin d&#8217;ora che, sugli eventuali emendamenti che saranno discussi   da quest&#8217;Assemblea, non potendosi alcuno esprimere a nome della Commissione in veste di   relatore, \u00e8 da intendersi che la Commissione si rimetta alle valutazioni dell&#8217;Assemblea   stessa.<br \/>\nRitengo tuttavia utile lasciare la parola &#8211; se la Presidenza lo consente &#8211; al senatore   Biscardi, affinch\u00e9 dia succintamente conto del lavoro svolto dalla Commissione e   l&#8217;Assemblea sia conseguentemente informata dell&#8217;impegno profuso sull&#8217;argomento. <\/em><\/strong><\/span>(&#8230;)<\/p>\n<p><span style=\"font-size: x-small;\"><strong><em>BISCARDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la 7a   Commissione del Senato ha condotto l&#8217;esame in sede referente di undici disegni di legge   (di cui uno, l&#8217;Atto Senato n. 2741, d&#8217;iniziativa del ministro Berlinguer), cui si sono   aggiunti in corso d&#8217;opera altri due disegni di legge, ambedue a prima firma del senatore   Tarolli. Si tratta in tutto di tredici disegni di legge, pi\u00f9 alcune petizioni e voti   regionali ad essi attinenti.<br \/>\nLa 7a Commissione ha dedicato all&#8217;esame di tali proposte dieci sedute, la prima delle   quali in data 22 marzo 1998.<br \/>\nHa inoltre deliberato la costituzione di un Comitato ristretto. Quest&#8217;ultimo ha svolto   ventisette sedute.<br \/>\nDelle sedute del Comitato ristretto, sedici riunioni sono state dedicate ad audizioni.   Sono stati cos\u00ec auditi trentasei soggetti, tra associazioni ed autorevoli esponenti del   mondo della scuola.<br \/>\nCompito del relatore \u00e8 riepilogare in estrema sintesi i temi e i motivi del lavoro   svolto. Pure pu\u00f2 dirsi gi\u00e0 sotto il profilo della mera sua quantit\u00e0 significativo per   apprezzare tutto l&#8217;impegno prestato dalle forze politiche, nessuna esclusa, per dare   infine soluzione ad una questione innegabilmente complessa e rilevante. Un forte impegno   civile, in primo luogo, che mai si era in tal misura dispiegato sul tema della parit\u00e0 in   tutta la storia della Repubblica.<br \/>\nTema centrale del dibattito intervenuto pu\u00f2 dirsi il seguente interrogativo: un disegno   di legge sulla parit\u00e0 deve far propria la prospettiva di un \u00abservizio pubblico   integrato\u00bb, ovvero quella di un \u00abservizio scolastico nazionale\u00bb?<br \/>\nPer trovare esauriente risposta, si \u00e8 resa necessaria una lettura delle disposizioni   costituzionali, dunque una lettura dell&#8217;articolo 33 della Costituzione in un&#8217;ampia   connessione con altre disposizioni e principi asseriti dalla Carta.<br \/>\nL&#8217;impegno a situare la parit\u00e0 in una pi\u00f9 ampia trama di principi costituzionali,   limpidamente espressi nella prima parte della Costituzione, ha beninteso importato   altres\u00ec una attenta ricognizione sulla giurisprudenza costituzionale, che in tale materia   ha messo a fuoco taluni punti fermi sul piano dell&#8217;esegesi e della interpretazione.<br \/>\nUlteriore indirizzo di ricerca, dibattito e approfondimento \u00e8 stato quello vertente sul   tema del finanziamento della parit\u00e0. Le opzioni astrattamente ipotizzabili sono &#8211; come \u00e8   noto &#8211; diverse: buono scuola; convenzione o contratto della singola scuola con lo Stato;   agevolazione fiscale (nella forma o del credito di imposta o della detraibilit\u00e0   dell&#8217;imposta); retribuzione a carico dello Stato del personale. Diverse sono cos\u00ec state   le prese di posizione espresse intorno allo strumento cui fare ricorso per finanziare la   parit\u00e0.<br \/>\nPur se il dibattito non si \u00e8 concluso con la formale presentazione del definitivo testo   del Comitato ristretto o del relatore, va tenuto ben presente come quest&#8217;ultimo abbia, in   data 8 aprile 1999, presentato al Comitato ristretto una proposta di articolato, recante   una definizione normativa dei principali profili giuridici e procedurali relativi allo   statuto giuridico della scuola non statale riconosciuta \u00abparitaria\u00bb.<br \/>\nTale proposta riscosse invero un&#8217;attenzione quasi esclusivamente polemica da parte delle   forze politiche di opposizione, come pu\u00f2 desumersi dalla lettura della rassegna stampa   sulla parit\u00e0 scolastica distribuita a cura del Servizio studi del Senato, in riferimento   soprattutto alla giornata del 22 aprile. Autorevoli rappresentanti di Forza Italia, ad   esempio, tacciarono tale proposta &#8211; e lo hanno fatto anche questa mattina &#8211; di prefigurare   una parit\u00e0 \u00abdi tipo sovietico\u00bb, imponente dunque un controllo statalistico opprimente.   Di qui l&#8217;intendimento, non tradotto in pratica e tuttavia ampiamente enfatizzato sui mezzi   di stampa, di abbandono del Comitato ristretto da parte delle forze politiche facenti   parte del Polo.<br \/>\n\u00c8 dunque con sommo stupore che il relatore ha potuto constatare, nel dispositivo del   disegno di legge n. 4012, che ha come primo firmatario il senatore Tarolli, comunicato   alla Presidenza l&#8217;11 maggio 1999, la riproduzione &#8211; per i profili giuridici e procedurali   &#8211; della medesima impostazione prospettata dallo stesso relatore nella sua proposta di   parziale articolato.<br \/>\nUn raffronto filologico tra i due testi disvela analogie pi\u00f9 che marcate, invero   sorprendenti, se si considera che le forze politiche proponenti il disegno di legge da   ultimo menzionato, cos\u00ec aspramente si erano pronunciate avverso la proposta del relatore.<br \/>\nDel disegno di legge test\u00e9 ricordato \u00e8 stata poi formulata, da parte dei medesimi   proponenti, una riscrittura consistente nel disegno di legge n. 4127, comunicato alla   Presidenza il 30 giugno 1999.<br \/>\n\u00c8 da rimarcare come tale testo acceda alla prospettiva del servizio scolastico nazionale,   dismettendo quella affermata nel precedente testo, ancora attestato su un&#8217;ipotesi,   ovviamente ad avviso del relatore costituzionalmente impropria, rectius inaccettabile, del   servizio pubblico integrato.<br \/>\nQuale primissima, provvisoria conclusione della presente esposizione, si pu\u00f2 dunque   formulare la constatazione che il \u00abdiritto di tribuna\u00bb quest&#8217;oggi esercitato \u00e8 stato   preceduto da lungo e meditato approfondimento.<\/em><\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: x-small;\">(&#8230;) <em><strong>BERLINGUER, ministro della pubblica istruzione. Signor   Presidente, vorrei esprimere l&#8217;orientamento del Governo su questa approfondita ed elevata   discussione, come si conf\u00e0 ad un tema cos\u00ec importante che ha per tanti anni diviso   l&#8217;opinione pubblica del paese.<br \/>\nIn questa sede stiamo esaminando un&#8217;iniziativa legislativa presentata dall&#8217;opposizione. Mi   sembra legittimo che noi le diamo atto di questo fatto, come \u00e8 stato del resto   orgogliosamente rivendicato da pi\u00f9 di un intervento dei colleghi dell&#8217;opposizione: la   circostanza che l&#8217;Aula di palazzo Madama \u00e8 stata investita di un tema che \u00e8 rimasto   assente da queste Aule per tutto il periodo repubblicano e sostanzialmente e in modo   pregnante sta discutendo in modo serrato su norme e non soltanto su posizioni di   principio, con una effettiva finalizzazione di risultato, come prescrive la Costituzione   repubblicana, la quale richiede l&#8217;approvazione di una legge su questa materia.<br \/>\nCi auguriamo che l&#8217;iniziativa stimolante dell&#8217;opposizione sia rivolta &#8211; e non vi \u00e8 alcun   motivo per dubitarne &#8211; all&#8217;approvazione di una legge secondo il metodo democratico, anzi   secondo il principio di maggioranza. Direi anzi che all&#8217;approvazione di una legge dovrebbe   essere rivolto l&#8217;impegno dell&#8217;intera Assemblea, per far s\u00ec che la discussione si concluda   con l&#8217;approvazione di una norma o di un complesso di norme. Dico questo perch\u00e9 sono   circolate alcune voci in merito alle quali potrebbe nascere una resipiscenza   dell&#8217;opposizione circa la necessit\u00e0 di giungere poi ad un voto effettivo con l&#8217;impegno di   partecipare in modo democratico a questo voto, anche nel dissenso.<br \/>\n\u00c8 stato il Governo a far iniziare nell&#8217;agosto del 1997 un&#8217;opera di legislazione su questo   argomento, approvando un disegno di legge in una riunione del Consiglio dei ministri   (anche questo \u00e8 un fatto abbastanza inedito nella storia repubblicana); su questo tema   sono poi continuate le discussioni, riproponendosi spesso posizioni contrapposte, cos\u00ec   come \u00e8 avvenuto nel corso di questi ultimi decenni.<br \/>\nTuttavia, in quest&#8217;Aula \u00e8 stato rivendicato il fatto che sia il disegno di legge   \u00abTarolli-bis\u00bb, sia altri disegni di legge, sia il testo dell&#8217;emendamento presentato   dalla maggioranza non sono stati esenti da reciproca fertilizzazione. Credo che anche nel   tono generale della discussione svoltasi in quest&#8217;Aula possiamo registrare un elemento di   progresso rispetto al passato, quando l&#8217;inconciliabilit\u00e0 delle posizioni era totale   nell&#8217;interpretazione giuridica o di un solo comma dell&#8217;articolo 33 o del complesso   sistematico delle norme contenute nella Costituzione su questo argomento.<br \/>\nInoltre, ritengo che il testo presentato dalla maggioranza rappresenti anch&#8217;esso il segno   di un cammino percorso, per cui all&#8217;interno della stessa maggioranza forse non registriamo   pi\u00f9, anche se non completamente, come \u00e8 ovvio, posizioni preconcette, bens\u00ec, al   contrario, uno sforzo per trovare una conciliazione.<br \/>\nIl senatore Nava nel suo intervento ha detto \u00abfinalmente\u00bb &#8211; ha usato questo avverbio &#8211;   \u00absi sta giungendo ad una stretta\u00bb. \u00c8 stato riconosciuto dalla senatrice Fumagalli   Carulli che non si tratta di un testo statalista e credo che l&#8217;autorevolezza di questo   riconoscimento non debba essere trascurata, anche se tutti &#8211; penso &#8211; in quest&#8217;Aula possono   rivendicare una parte di merito per il cammino percorso &#8211; mi sembra, del resto, che   proprio questo fosse l&#8217;accento dell&#8217;intervento del senatore D&#8217;Onofrio &#8211; e sono consapevoli   che si tratta di un accordo difficile e forse non definitivo, quindi di una tappa e non   del traguardo. Tuttavia non esiste traguardo senza tappe e non esiste cammino senza   un&#8217;avanzata progressiva, in qualche modo graduale, per risolvere problemi di questa   complessit\u00e0.<br \/>\nProbabilmente l&#8217;atteggiamento psicologico che non deve essere accettato \u00e8 quello di   caricare l&#8217;evento di un&#8217;attesa eccessiva, come ci dimostrano i nostri classici. Infatti,   quando si carica un evento di un&#8217;attesa eccessiva, si rischia l&#8217;illusione e la conseguente   ineluttabile delusione. Probabilmente, a tal proposito qualcosa di questa natura circola   persino nel mondo degli interessati, dove forse si pensava che una soluzione taumaturgica   avrebbe risolto un problema cos\u00ec complicato. Non ci si rende conto, invece, che anche un   significativo passo in avanti ha in s\u00e9 la pregnanza di una soluzione che sicuramente si   evolver\u00e0.<br \/>\nDobbiamo registrare un importante passo in avanti. A questo proposito devo dire che i   passi avanti sono sempre frutto di mediazioni. Non esiste in politica una soluzione   diversa da quella delle mediazioni e non \u00e8 corretto rifiutare, in principio, una   soluzione di mediazione, perch\u00e9 essa \u00e8 un elemento di sintesi rispetto a posizioni   precedentemente inconciliabili. Quando si vuole raggiungere la condizione del passaggio di   una norma, di una legge attraverso un itinerario che deve portare a sintesi posizioni   molto lontane, quello che viene chiamato con un termine ingiustamente spregiativo   \u00abcompromesso\u00bb \u00e8 invece un momento importante. Quello che il Governo ritiene sbagliato   \u00e8 considerare questo compromesso di basso profilo, perch\u00e9 cos\u00ec non \u00e8. \u00c8 vero, ci   possono essere compromessi di profilo alto o dignitosi: credo che il risultato che in   questo momento abbiamo di fronte ai nostri occhi, e forse a portata di mano, non \u00e8 un   compromesso di basso profilo. \u00c8 una soluzione alla quale &#8211; come prima dicevo &#8211; tutti   hanno collaborato.<br \/>\nRicordo, per esempio, posizioni difficili anche all&#8217;interno del Governo e tuttavia una   coerenza &#8211; come, peraltro, nella stessa maggioranza &#8211; di persone, di Ministri e di membri   del Parlamento che hanno esercitato una funzione per giungere a questo risultato e che   hanno avuto una partecipazione molto attiva in questo senso. Credo che il Governo abbia il   dovere &#8211; lo fa con molta convinzione &#8211; di ringraziare per l&#8217;apporto fornito dalle diverse   parti, perch\u00e9 \u00e8 stato determinante per giungere a questo risultato.<br \/>\nAbbiamo dovuto lavorare su questo argomento ispirandoci certamente alle esigenze della   societ\u00e0 italiana, alla necessit\u00e0 di un rinnovamento del sistema formativo del nostro   paese, al suo ammodernamento e al fatto di avere elementi di comparazione con il resto   dell&#8217;Europa. Anzi, ci\u00f2 che ora sta succedendo \u00e8 gi\u00e0 da tempo successo in Europa e non   pu\u00f2 non essere per noi una bussola. In Europa ci\u00f2 che oggi la Costituzione richiede al   nostro Parlamento come impegno legislativo assoluto \u00e8 stato gi\u00e0 realizzato da tutti i   suoi Stati membri.<br \/>\nTutti gli Stati europei, alcuni prima, altri dopo, si sono dati leggi che hanno   disciplinato la materia.<br \/>\nTuttavia in Italia abbiamo anche un vincolo costituzionale che altri paesi europei non   hanno, perch\u00e9 abbiamo una storia tormentata della formazione dello Stato unitario di cui   vi sono tracce nella Costituzione. \u00c8 pertanto necessario, nell&#8217;affrontare un tema cos\u00ec   delicato, ispirarsi ad un elemento di sapienza: dobbiamo produrre una norma che non   presenti rischi di impatto costituzionale, che non possa essere oggetto di   un&#8217;interpretazione contraria alla Costituzione, perch\u00e9 sempre di interpretazione si   tratta e non esistono verit\u00e0 assolute in tale campo. Questo infatti la scienza giuridica   dell&#8217;interpretazione ci ha insegnato, ossia che non esistono verit\u00e0 assolute, ma verit\u00e0   relative, che si incarnano in un provvedimento giurisdizionale dell&#8217;unico organo a ci\u00f2   deputato, ossia la Corte costituzionale.<br \/>\nEbbene, sarebbe poco saggio che il Parlamento italiano si cimentasse con tanta passione su   un argomento di questo tipo con rischi di impatto costituzionale e con la possibilit\u00e0 di   vedere vanificato il proprio lavoro da un provvedimento giurisdizionale che ne dichiari   l&#8217;illegittimit\u00e0 all&#8217;insegna del dettato costituzionale.<br \/>\nAbbiamo dei vincoli e penso che il lavoro compiuto in questi mesi e in questi anni,   condensato forse da questo punto di vista nell&#8217;emendamento presentato dalla maggioranza,   abbia voluto tener conto di questo ed anche della diversit\u00e0 delle opinioni dei giuristi   sull&#8217;argomento, che danno dell&#8217;inciso dell&#8217;articolo 33, terzo comma, della Costituzione   interpretazioni differenti, legittimamente tali. Di questo rispetto dobbiamo essere   consapevoli nei confronti degli interpreti della Costituzione, ma la saggezza impone di   evitare ogni rischio, anche quello che una particolare interpretazione non condivisa possa   mettere in non cale il lavoro che abbiamo faticosamente portato avanti.<br \/>\n\u00c8 stato detto che anche nel testo della maggioranza non si arriva alla parit\u00e0: non sono   d&#8217;accordo. Sono convinto, invece, del contrario, ossia che in quel condensato, breve e   succinto testo (come devono essere le leggi, di pochi commi o di pochi articoli, come lo   si voglia interpretare) esistono elementi importanti che riguardano l&#8217;obbligo   costituzionale di approvare una legge sulla parit\u00e0 e sull&#8217;equipollenza di trattamento per   le scuole non statali.<br \/>\nInnanzi tutto, ricordo la statuizione del servizio nazionale per l&#8217;istruzione che   sicuramente preesiste, che oggi gi\u00e0 in qualche misura funziona e che tuttavia in questo   disegno di legge viene eretto a sistema, viene definito con sapienza giuridica e risponde   ad un&#8217;esigenza di lavoro comune di tutta la societ\u00e0 nell&#8217;offerta formativa, che \u00e8,   appunto, il cardine dello sviluppo di una societ\u00e0 moderna e pi\u00f9 equa.<br \/>\nIn secondo luogo vi \u00e8 l&#8217;affermazione, anch&#8217;essa nella realt\u00e0 e tuttavia non ancora   formalmente acquisita, che chi assegna titoli di studio aventi valore legale esercita una   funzione che non pu\u00f2 essere considerata privata, ma che \u00e8 una funzione pubblica.<br \/>\nSe le famiglie affidano i propri figlioli ad un&#8217;istituzione, comunque sia gestita, che   per\u00f2 ha dallo Stato l&#8217;autorizzazione non solo a svolgere il suo compito formativo ma a   farlo concludere con un titolo che ha valore legale, \u00e8 chiaro che si tratta di una   funzione pubblica, e questo va ribadito come giustamente \u00e8 stato fatto nel testo.<br \/>\nIn questo provvedimento (che ci accingiamo, spero, ad approvare) sono statuite inoltre   altre regole molto rilevanti. C&#8217;\u00e8 sicuramente una parte importante della disciplina della   parit\u00e0, anzi, una parte oggi parzialmente carente &#8211; credo colpevolmente carente &#8211; in   questo paese perch\u00e9 una materia cos\u00ec delicata ha bisogno di regole e deve essere lo   Stato, quindi il Parlamento, a dettarle nell&#8217;interesse generale del paese.<br \/>\nSe la discussione ha avuto una lacuna &#8211; posso permettermi di rilevarla &#8211; \u00e8 che il   Parlamento ha trascurato un elemento che considero molto importante: la questione della   scuola per l&#8217;infanzia, che \u00e8 stata considerata un atto dovuto o un elemento marginale   all&#8217;interno di questa disciplina, dimenticando forse la crescente attenzione di tutto il   paese nei confronti di un problema cos\u00ec delicato; dimenticando forse che il nostro paese   \u00e8 pi\u00f9 avanti di altri nel settore della scuola per l&#8217;infanzia e ha raggiunto vette di   qualit\u00e0. La destinazione di tanta attenzione alla scuola per l&#8217;infanzia da parte della   presente proposta normativa \u00e8 un dato di civilt\u00e0, un fatto elevato, socialmente e   moralmente rilevante e quindi, anche per questa ragione, il testo in esame non pu\u00f2 essere   considerato un compromesso di basso profilo.<br \/>\nInfine, vi \u00e8 la statuizione del principio del diritto allo studio, troppo trascurato   nelle Aule parlamentari, con troppa fretta totalmente deferito alle regioni, lo Stato   rinunciando ai suoi poteri di indirizzo anche nelle materie di competenza primaria delle   regioni.<br \/>\nAbbiamo stabilito un passo avanti significativo proprio in materia di parit\u00e0, in materia   di regole, e vorrei ricordarne una di straordinaria importanza che \u00e8 scolpita nel testo   in esame. Abbiamo affermato un principio presente alla coscienza laica del paese e alla   componente pi\u00f9 elevata dello stesso mondo cattolico, anche nell&#8217;esercizio della sua   funzione educativa e di istruzione e nella qualificazione che le migliori delle scuole   gestite dal mondo cattolico hanno realizzato in Italia e, soprattutto, all&#8217;estero: il   principio della libert\u00e0 di accesso alle scuole, anche a quelle definite di tendenza, che   hanno un proprio principio educativo. Un principio in base al quale l&#8217;accettazione   dell&#8217;ispirazione del modello educativo non significa accettazione della confessionalit\u00e0   dello stesso; \u00e8 il principio della distinzione tra elemento confessionale e ispirazione   religiosa del progetto educativo, che non sono la stessa cosa. La scuola resta la scuola,   anche se \u00e8 ispirata ad un modello ideale: la sua funzione specifica si distingue dai   luoghi del reclutamento religioso, del reclutamente confessionale, dell&#8217;esercizio   dell&#8217;attivit\u00e0 confessionale. Ci\u00f2 \u00e8 ammesso dalla parte pi\u00f9 nobile del mondo cattolico,   ma non era stato ancora acquisito come principio giuridico ed \u00e8 molto importante che ci\u00f2   avvenga.<br \/>\nPersonalmente ho conosciuto moltissime scuole ed universit\u00e0 cattoliche all&#8217;estero &#8211;   sebbene non ne abbia conosciute molte in Italia &#8211; che avevano al loro interno studenti   musulmani, ebrei o non credenti e che non hanno preteso un&#8217;adesione confessionale. Vorrei   ricordare all&#8217;intera Aula, anche a coloro che sono scettici di fronte a questo problema e   rinunciatari di fronte all&#8217;affermazione di un cos\u00ec elevato principio, che a scuola si fa   scuola; i compiti culturali fondamentali della scuola hanno una fisionomia e una tipologia   distinte. Badate, ci\u00f2 \u00e8 molto importante per il presente e sar\u00e0 ancora pi\u00f9 importante   per il futuro, in una societ\u00e0 multietnica e multireligiosa in cui elementi di   fondamentalismo, presenti forse in altre religioni, potranno farci ipotizzare   l&#8217;istituzione di scuole, che la Costituzione consente, di forte orientamento religioso,   legate ad elementi di fondamentalismo, nei confronti dei quali il sistema deve fin d&#8217;ora   difendersi attraverso la statuizione proposta nell&#8217;emendamento presentato dalla   maggioranza, che costituisce una scelta di civilt\u00e0.<br \/>\nD&#8217;altro canto, come sapete, il provvedimento pu\u00f2 percorrere il suo cammino perch\u00e9 vi \u00e8   un altro elemento di novit\u00e0 che riguarda non tanto la questione specifica della parit\u00e0   ma l&#8217;ordinamento: l&#8217;autonomia di tutte le scuole, non soltanto di quelle non statali, anzi   in particolare delle scuole dello Stato che sono numericamente prevalenti. Ecco, il passo   avanti che noi facciamo collegando la normativa sulla parit\u00e0 con quella sull&#8217;autonomia   scolastica \u00e8 molto pregnante da un punto di vista culturale; pi\u00f9 di un intervento ha   colto questo aspetto e credo si comprenda come esso ha costituito una delle ragioni della   crescita della parte comune della coscienza scolastica ed educativa a questo proposito.<br \/>\nHo fatto cenno al rilievo dell&#8217;intervento sulla scuola per l&#8217;infanzia. Vorrei ricordare   che in questi anni la scuola materna statale ha aumentato le sue sezioni. C&#8217;\u00e8 stato uno   sviluppo della scuola materna statale: \u00e8 un dovere dello Stato, nel momento in cui ancora   tutto il territorio nazionale non \u00e8 coperto adeguatamente da questo importante servizio.   Tuttavia, in questo disegno di legge oggi prevediamo la possibilit\u00e0 di un&#8217;ulteriore   espansione anche della scuola materna non statale nelle sue due grandi componenti: una   rilevante componente affidata alla capacit\u00e0 dei comuni e un&#8217;altrettanto e forse maggiore   componente, numericamente parlando, gestita da privati.<br \/>\nL&#8217;obiettivo di questo Governo, del resto scritto anche in documenti ufficiali e nel   disegno di legge sul riordino dei cicli scolastici, in questi giorni all&#8217;esame della   Camera dei deputati, \u00e8 quello di un&#8217;estensione graduale ma decisa della scuola materna,   della scuola per l&#8217;infanzia su tutto il territorio nazionale. Abbiamo raggiunto il 94 per   cento degli scolarizzati, una cifra imponente, ma non basta anche perch\u00e9 questo dato \u00e8   solo statistico; infatti in molte regioni si \u00e8 raggiunto il 100 per cento ma ve ne sono   altre, particolarmente nel Mezzogiorno, in cui sono ancora carenti le iniziative a questo   proposito. Bene, noi vogliamo oggi chiedere uno sforzo all&#8217;intera societ\u00e0, cominciando   dallo Stato, per\u00f2 rivolgendoci all&#8217;intera societ\u00e0, per aiutarci e sostenerci affinch\u00e9   ci sia una concreta possibilit\u00e0 di raggiungere l&#8217;obiettivo della generalizzazione.<br \/>\nA questo proposito voglio dire una cosa particolare. Sapientemente l&#8217;emendamento della   maggioranza ha fatto un richiamo al secondo comma dell&#8217;articolo 33 della Costituzione;   anche se il richiamo \u00e8 forse giuridicamente pleonastico ha sicuramente una valenza   politica. Vorrei ricordare che in questo comma si fa obbligo alla Repubblica di istituire   scuole statali in tutto il territorio nazionale. Il Governo considera questo un obbligo   imprescindibile. La nostra Costituzione ci dice questo; ecco perch\u00e9 la nostra   Costituzione ha un particolare imprinting, ha una sua caratteristica particolare che non   va trascurata. C&#8217;\u00e8 un obbligo per il Governo e noi dobbiamo e vogliamo rispettarlo, e   ci\u00f2 riguarda tutti gli ordini e i gradi scolastici. Lo Stato deve garantire a tutti   coloro che vogliono frequentare una scuola di Stato la presenza di un&#8217;istituzione   scolastica statale; lo garantir\u00e0 nelle forme pi\u00f9 flessibili, pi\u00f9 possibili e pi\u00f9   congeniali alle diverse condizioni orografiche, tuttavia lo deve garantire. Il Governo \u00e8   fedele a questo principio che inserisce un elemento di priorit\u00e0 nella politica   scolastica, che non pu\u00f2 essere trascurato da nessuno, a qualunque formazione politica   appartenga.<br \/>\nTuttavia, c&#8217;\u00e8 un altro principio che viene richiamato da questo disegno di legge: come \u00e8   stato richiamato in questo dibattito sulla linea di almeno due sentenze della Corte   costituzionale, noi abbiamo affermato che il valore contenuto nell&#8217;articolo 34 della   Costituzione, che cambia l&#8217;antica cultura dell&#8217;assistenza scolastica in quella del diritto   allo studio, ed \u00e8 quindi un principio promozionale e non paternalistico, vale per   qualunque bambino e qualunque ragazzo d&#8217;Italia a qualunque scuola egli sia iscritto. La   Corte costituzionale lo ha detto in modo netto; ma questo \u00e8 gi\u00e0 stato scritto prima   nella Costituzione. \u00c8 un valore prioritario il sostegno al diritto allo studio. Questo   disegno di legge &#8211; o meglio questo lavoro legislativo del Senato &#8211; fa giustizia di questo   principio.<br \/>\nHo letto in qualche giornale e in qualche dichiarazione una punta di rammarico nel   richiamare il concetto di \u00abbisognosi\u00bb: anzi, talvolta, si \u00e8 fatta persino ironia a tale   riguardo. Vogliamo rifiutare nettamente questo approccio.<br \/>\nLa necessit\u00e0 di sostenere coloro che hanno difficolt\u00e0 non solo economiche ma anche   culturali &#8211; per poter fruire del diritto all&#8217;istruzione \u00e8 un obbligo dello Stato, del   paese e dell&#8217;intera societ\u00e0. L&#8217;affermazione del diritto allo studio \u00e8 innanzi tutto   un&#8217;affermazione di alto valore morale e non si pu\u00f2 irridere a questo fatto: non si pu\u00f2   considerare come una soluzione di rifugio il voler sostenere con convinzione un cammino di   questa natura.<br \/>\nPermettetemi di aggiungere che appare talvolta odioso voler distinguere gli uni e gli   altri studenti; appare talvolta non di ottimo gusto dire che bisogna introdurre per forza   delle distinzioni e delle discriminazioni. Certamente, un principio di uguaglianza si   fonda sulla circostanza che le diversit\u00e0 e le disparit\u00e0 di condizione e persino di spesa   vanno tenute presenti nell&#8217;intervento dello Stato: non c&#8217;\u00e8 dubbio. Per\u00f2 consideriamo   quest&#8217;insistenza, espressa in questo modo, non opportuna. Mi sembra pi\u00f9 importante   affrontare in modo preciso e netto il bisogno di sostenere lo sviluppo delle potenzialit\u00e0   di ciascun bambino e di ciascun ragazzo e, quindi, le politiche di sostegno indirizzate a   tale scopo.<br \/>\nNel testo dell&#8217;emendamento presentato dalla maggioranza \u00e8 previsto con sapienza   l&#8217;intervento straordinario dello Stato, per gli anni 2000-2001, a favore delle regioni   perch\u00e9 intervengano a sostegno della spesa sostenuta dalle famiglie e documentata in base   al controllo della fruizione e dell&#8217;utilizzo della spesa stessa. \u00c8 un principio   importante, che \u00e8 sicuramente il frutto di un compromesso, di uno sforzo comune; un   principio importante in base al quale la spesa va effettivamente sostenuta, deve essere   documentata e la fruizione del beneficio e le modalit\u00e0 di utilizzo devono essere   disciplinate da un intervento normativo secondario del Governo, da un decreto del   Presidente del Consiglio dei ministri.<br \/>\n\u00c8 stato presentato in proposito un ordine del giorno dai colleghi Nava e Napoli Roberto.   Vorrei specificare la situazione di fatto di fronte alla quale ci troviamo; gi\u00e0 ho detto   qual \u00e8 la situazione di principio presente nell&#8217;emendamento presentato dalla maggioranza.   Per il 2000 disponiamo di 250 miliardi che erano stati destinati al diritto allo studio e   allocati nella tabella A nel fondo globale del Ministero della pubblica istruzione e di   300 miliardi per l&#8217;anno successivo. Se noi destineremo &#8211; come probabile &#8211; queste risorse a   circa 500.000 alunni, la cifra che potremo assegnare non potr\u00e0 essere sicuramente   superiore a 500.000 lire a testa.<br \/>\nL&#8217;affermazione del principio del diritto allo studio, della spesa effettivamente da   erogare, in questo momento, \u00e8 condizionata dalle disponibilit\u00e0 finanziarie. \u00c8 stata   fatta la scelta di concentrare le risorse quasi assolutamente sulla scuola materna non   statale. Le risorse destinate invece al diritto allo studio in questo momento sono   limitate, ma sono certamente aggiuntive a quelle che stanno gi\u00e0 erogando i comuni e le   regioni. Tuttavia, questa \u00e8 la disponibilit\u00e0 di bilancio: una somma, grosso modo, di   500.000 lire a testa per 500.000 bambini o ragazzi (mi riferisco alla somma complessiva,   naturalmente).<br \/>\n\u00c8 chiaro che si tratta di una somma che, come prevede il testo della maggioranza, \u00e8 di   pari importo per gli studenti della scuola statale e non statale. Dobbiamo convenire tutti   che questo livello di somma sar\u00e0 erogato per sostenere spese effettive di diritto allo   studio e spese non difficilmente documentabili per tutti (per esempio per quanto riguarda   il costo dei libri, dei trasporti, delle mense o dell&#8217;approvvigionamento informatico),   comunque spese pi\u00f9 direttamente previste come diritto allo studio.<br \/>\nQuindi, l&#8217;invito che viene avanzato da parte dei colleghi Nava e Napoli Roberto a   stabilire un tetto minimo \u00e8 gi\u00e0 in re ipsa, \u00e8 gi\u00e0 nelle condizioni di compatibilit\u00e0   finanziaria, \u00e8 nelle cose. Posso dichiarare, pertanto, che il Governo si dovr\u00e0 attenere   a questo principio, in tal senso. E poich\u00e8 dobbiamo stabilire quello che succeder\u00e0 con   questo provvedimento per quanto concerne la disponibilit\u00e0 finanziaria, penso di venire   incontro anche ad un&#8217;esigenza quale quella rappresentata dai colleghi nel modo che mi \u00e8   stato possibile dire qui ora, e cio\u00e8 che la destinazione \u00e8 fortemente coerente con il   testo dell&#8217;emendamento.<br \/>\nMi auguro che i colleghi Nava e Napoli Roberto siano soddisfatti da questa risposta e che   quindi sia inutile procedere ad un confronto sullo stesso ordine del giorno. Questo mi   porta a fare una seconda notazione. Voglio ringraziare il senatore D&#8217;Onofrio, che ha   affermato con energia (io penso interpretando un&#8217;esigenza diffusa in tutto questo   Parlamento, in tutta quest&#8217;Assemblea) che la centralit\u00e0 della scuola, come esigenza del   Governo, del Parlamento e del paese, \u00e8 una centralit\u00e0 di tutta la scuola e che   l&#8217;attenzione di tutti noi \u00e8 a tutta la scuola. Naturalmente in questo la prevalenza \u00e8   inevitabilmente quella della scuola pubblica per ragioni &#8211; se mi permettete &#8211; di principio   e di effettiva consistenza, per quello che la scuola pubblica ha rappresentato nella   storia del nostro paese, ma anche perch\u00e9 oggi essa costituisce la spina dorsale della   funzione educativa e formativa, e quindi oggi una contrapposizione fra l&#8217;uno e l&#8217;altro   settore non interessa n\u00e9 la scuola pubblica n\u00e9 quella non statale.<br \/>\nMi sembra che il testo dell&#8217;emendamento della maggioranza rappresenti un passo in avanti   significativo per uscire dalle secche di una discussione che ha tormentato la stessa   maggioranza. Quando si \u00e8 parlato, nel primo testo originario del Governo, di \u00abservizio   pubblico integrato\u00bb con molta sapienza \u00e8 stata fatta la distinzione fra l&#8217;esercizio   della funzione pubblica, che ho richiamato all&#8217;inizio del mio intervento e che \u00e8   inequivocabile, e &#8211; invece &#8211; la funzione sistemica del sistema nazionale di istruzione,   nel quale la scuola pubblica ha quella posizione di preminenza che la Costituzione le   riserva.<br \/>\nTuttavia, nella discussione sono risuonate richieste di affrontare questo problema non   come legato esclusivamente alle polemiche del passato, ma guardando all&#8217;evoluzione del   sistema formativo-educativo di questo paese nel suo complesso.<br \/>\nConcentrare l&#8217;attenzione esclusivamente sui 12 o 13 anni di scuola nelle tradizionali aule   scolastiche significa non comprendere che l&#8217;avvenire di questo paese \u00e8 affidato al   convergere nella funzione educativa di una diversit\u00e0 di apporti.<br \/>\nPer esempio, trovo poco condivisibile l&#8217;idea di escludere sempre l&#8217;attenzione verso la   formazione professionale per una visione eccessivamente \u00abscuolacentrica\u00bb, magari perch\u00e9   vanno alla formazione professionale ragazzi diversi da quelli che frequentano la scuola o   forse perch\u00e9 essi sono in condizioni economico-sociali diverse. Avere una visione   dell&#8217;attivit\u00e0 formativa che tenga ancora in un ghetto la formazione professionale e la   consideri come un elemento negativo o comunque da trascurare o appannaggio di altre   istituzioni che non sono quelle statali vuol dire compiere un errore grave.<br \/>\nPi\u00f9 grave ancora \u00e8 il fatto di non comprendere che l&#8217;avvenire di un sistema educativo si   fonda essenzialmente e soprattutto sull&#8217;educazione lungo tutto l&#8217;arco della vita, sulla   formazione continua, sulla formazione degli adulti, sulla formazione ricorrente.<br \/>\nHo sentito e ho letto nell&#8217;intervento del senatore Cortiana, oltre che di altri, una   rivendicazione di questa componente culturale. Le fondazioni, le ONLUS, il complesso della   societ\u00e0 esprimono e devono esprimere, pi\u00f9 di ora, un&#8217;offerta formativa continua: bisogna   studiare tutta la vita; bisogna aggiornarsi tutta la vita; bisogna sapere che oggi   concentrare lo studio soltanto nell&#8217;et\u00e0 scolare (che pure \u00e8 l&#8217;et\u00e0 del massimo   investimento, \u00e8 sicuramente l&#8217;et\u00e0 pi\u00f9 importante), dando ad essa l&#8217;esclusiva di una   funzione formativa, \u00e8 un errore. Quindi, anche alla luce di questa nuova impostazione,   noi dobbiamo guardare la disciplina della parit\u00e0 ed uscire da un passato che ha relegato   questo tema soltanto al confronto puramente ideologico.<br \/>\nParlavo dell&#8217;autonomia delle scuole dello Stato, dell&#8217;arricchimento che questo comporter\u00e0   alla capacit\u00e0 progettuale del piano dell&#8217;offerta formativa, quindi ad un maggiore   pluralismo culturale ed intellettuale dentro le scuole dello Stato, ad una capacit\u00e0 di   emulazione che pu\u00f2 portare ad un elevamento complessivo della qualit\u00e0 della scuola,   anche con l&#8217;attenzione dovuta &#8211; che qui \u00e8 stata richiamata &#8211; per le particolarit\u00e0 del   nostro sistema delle autonomie (penso, per esempio, a Trento e a Bolzano). Bisogner\u00e0   tenere conto anche delle osservazioni fatte a tal proposito: questa scuola \u00e8 coerente con   il progetto della libert\u00e0 di insegnamento? \u00c8 coerente con il progetto di una   accentuazione della libert\u00e0 ai massimi livelli, sia individuale, sia delle singole   istituzioni scolastiche? \u00c8 dentro la cultura europea? \u00c8 in grado di arrivare fino a ci\u00f2   che noi vogliamo sia il sistema formativo e educativo di questo paese, ad una grande   eterogeneit\u00e0, al fatto cio\u00e8 &#8211; badate, cari colleghi &#8211; di rispettare anche le   individualit\u00e0, le vocazioni, le attitudini, gli interessi, le differenze che esistono tra   cittadino e cittadino, fra bambino e bambino, fra ragazzo e ragazzo? Una scuola, quindi,   che valorizzi le potenzialit\u00e0 di ciascuno e cos\u00ec realizzi il grande principio   dell&#8217;uguaglianza; non una scuola che abbia un unico modello da imporre, come tale   espellendo coloro che non ci si ritrovano o non sono adeguati a seguirlo fino in fondo. \u00c8   la scuola della diversit\u00e0, della ricchezza che la cultura della diversit\u00e0 ha introdotto   in tutti i settori dello Stato. Andando verso una societ\u00e0 multietnica, questo aspetto   andr\u00e0 sicuramente accentuato.<br \/>\n\u00c8 per questo motivo, senatore Rescaglio, che mi sono permesso di dire in Commissione che   riuscire a risolvere il problema tormentato della parit\u00e0 in un&#8217;ottica moderna, guardando   avanti e non soltanto retrospettivamente, \u00e8 una scelta di civilt\u00e0; ne sono tuttora   convinto. Il ritardo gravissimo di questo Parlamento, che dopo cinquant&#8217;anni di vita   repubblicana non \u00e8 ancora riuscito a darsi una legge, significa che esso ha guardato fino   a ieri al passato e non ha voluto guardare al futuro. \u00c8 vero, la cultura \u00e8 emulazione,   competizione, quindi \u00e8 la creazione di condizioni di effettivo pluralismo nel quale la   concezione che noi stiamo ora presentando di un&#8217;offerta formativa che promana da tutti i   pori della societ\u00e0 e che \u00e8 disciplinata e rigorosamente regolata dalle norme dello   Stato, \u00e8 l&#8217;unico modo di venire incontro a questa novit\u00e0.<br \/>\nMi domando: perch\u00e9 non prendere atto del fatto che dentro quest&#8217;ottica, in questa visione   moderna, civile e di libert\u00e0 (di libert\u00e0 di insegnamento, prima di tutto, ma anche di   libert\u00e0 di accesso, di libert\u00e0 di confronto), si sia compiuto un passo cos\u00ec in avanti?   Si tratta del vecchio male del massimalismo che voleva raggiungere tutto d&#8217;un colpo un   risultato dopo cinquant&#8217;anni di incapacit\u00e0 di produrre? O si tratta forse, da parte di   taluno (e qualcuno c&#8217;\u00e8 sicuramente in Italia), di uno strumentalismo del \u00abtanto peggio,   tanto meglio\u00bb, del desiderio che la legge non diventi legge, che non si arrivi a questo   traguardo per poter continuare a rinfocolare costantemente il dibattito politico su un   tema che invece ha bisogno di una soluzione? Si preferisce il nulla? Il nulla di fatto? Il   riaprirsi di polemiche estenuanti? O si vuole tentare, invece, come \u00e8 sapienza della   politica, di raggiungere quel punto di caduta, di confronto, di arrivo, che possa mettere   insieme diverse culture, per dare per questo all&#8217;Italia, finalmente, come la Costituzione   ci impone, una legge di parit\u00e0?<br \/>\nVoglio esprimere tutta la mia speranza che il lavoro e la fatica di queste ore e di questi   giorni ci possa portare a questo risultato.<\/strong><\/em><\/span><\/p><\/blockquote>\n<p>Il 12 luglio si svolge un incontro tra MPI e OO.SS. della Scuola sulla <a href=\"http:\/\/www.edscuola.it\/archivio\/norme\/leggi\/rcsddl.html\">riforma dei cicli<\/a> e sulla <a href=\"http:\/\/www.edscuola.it\/archivio\/parita.html\">parit\u00e0 scolastica<\/a>.<\/p>\n<p>Il 9 luglio il Consiglio dei Ministri approva il <a href=\"http:\/\/www.edscuola.it\/archivio\/norme\/decreti\/dlvocebdp.html\">Decreto Legislativo per il riordino dal Centro europeo dell&#8217;educazione, della Biblioteca di documentazione pedagogica e la trasformazione in Fondazione del Museo nazionale della scienza e della tecnica &#8220;Leonardo da Vinci&#8221;<\/a>.<\/p>\n<p>In vista del dibattito in Aula sui temi della <a href=\"http:\/\/www.edscuola.it\/archivio\/parita.html\">parit\u00e0<\/a> e del <a href=\"http:\/\/www.edscuola.it\/archivio\/norme\/leggi\/rcsddl.html\">riordino dei cicli<\/a>, previsti rispettivamente al Senato, per il 20 e 21 luglio, ed alla Camera, per il 23 luglio, si svolgono, il 5 e l&#8217;8 luglio, due vertici della maggioranza.<\/p>\n<p>L&#8217;<a href=\"http:\/\/www.edscuola.it\/archivio\/norme\/leggi\/ddlpar3.html\">accordo<\/a> raggiunto prevede:<\/p>\n<ul>\n<li>il riconoscimento di una funzione pubblica a tutte le scuole che accettino le regole     dettate dallo Stato attraverso il decreto sul &#8220;Sistema di valutazione     nazionale&#8221;, che sar\u00e0 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 15 luglio;<\/li>\n<li>fondi per il diritto allo studio, pari a 800 miliardi (250 miliardi nel 1999, 250 nel     2000 e 300 nel 2001), destinati alle famiglie meno abbienti;<\/li>\n<li>l&#8217;utilizzo dei fondi accantonati per la parit\u00e0 per la scuola materna non statale (280     miliardi), per le scuole elementari parificate (60 miliardi) e non statali (7 miliardi).<\/li>\n<\/ul>\n<p>Sul tema del <a href=\"http:\/\/www.edscuola.it\/archivio\/norme\/leggi\/rcsddl.html\">riordino dei cicli scolastici<\/a> interviene, dalle pagine di <em><strong>Educazione&amp;Scuola<\/strong><\/em>, <strong>Giancarlo Cerini<\/strong> con <a href=\"http:\/\/www.edscuola.it\/archivio\/riformeonline\/cicloper.html\">Ciclo per Ciclo: Nuove ipotesi di Riordino dei Cicli all&#8217;esame del Parlamento<\/a>.<\/p>\n<p>Nel settore <a href=\"http:\/\/www.edscuola.it\/index.html\">Archivio<\/a> di <em><strong>Educazione&amp;Scuola<\/strong><\/em>:<\/p>\n<ul>\n<li><a href=\"http:\/\/www.edscuola.it\/archivio\/parita.html\"><strong>Parit\u00e0 Pubblico &#8211; Privato<\/strong><\/a>\n<ul>\n<li><span style=\"font-size: x-small;\"><a href=\"http:\/\/www.edscuola.it\/archivio\/norme\/leggi\/ddl4127as.html\"><strong>DdL 4127 AS e proposte di emendamento         (Ordinamento della scuola non statale)<\/strong><\/a><\/span><\/li>\n<li><span style=\"font-size: x-small;\"><a href=\"http:\/\/www.edscuola.it\/archivio\/norme\/leggi\/ddlpar3.html\"><strong>Norme per la parit\u00e0 scolastica e disposizioni         sul diritto allo studio e all\u2019istruzione<\/strong><\/a><br \/>\n<strong>(DdL AS &#8211; Approvato dal Senato il 21 luglio 1999)<\/strong><\/span><\/li>\n<\/ul>\n<\/li>\n<li><a href=\"http:\/\/www.edscuola.it\/archivio\/riforme.html\"><strong>Riforma del sistema scolastico<\/strong><\/a>\n<ul>\n<li><span style=\"font-size: x-small;\"><a href=\"http:\/\/www.edscuola.it\/archivio\/norme\/leggi\/rcstuddl.html\"><strong>Riordino dei cicli scolastici (Testo         unificato DdL Camera)<\/strong><\/a><\/span><\/li>\n<li><span style=\"font-size: x-small;\"><a href=\"http:\/\/www.edscuola.it\/archivio\/norme\/leggi\/ddlob.html\"><strong>Legge 9\/99 (Innalzamento Obbligo)<\/strong><\/a><\/span><\/li>\n<li><span style=\"font-size: x-small;\"><a href=\"http:\/\/www.edscuola.it\/archivio\/norme\/leggi\/ddl3593b.html\"><strong>Legge 144\/99 (Finanziaria: Collegato         Ordinamentale)<\/strong><\/a><\/span><\/li>\n<\/ul>\n<\/li>\n<li><a href=\"http:\/\/www.edscuola.it\/archivio\/autonomia_norme.html\"><strong>Autonomia Scolastica<\/strong><\/a>\n<ul>\n<li><span style=\"font-size: x-small;\"><strong><a href=\"http:\/\/www.edscuola.it\/archivio\/norme\/decreti\/dlvorpcdm.html\">Riforma della Presidenza dei Ministri<\/a><\/strong><\/span><\/li>\n<li><a href=\"http:\/\/www.edscuola.it\/archivio\/norme\/decreti\/ministeri.html\"><span style=\"font-size: x-small;\"><strong>Riforma Ministeri<\/strong><\/span><\/a><\/li>\n<li><span style=\"font-size: x-small;\"><strong><a href=\"http:\/\/www.edscuola.it\/archivio\/norme\/decreti\/dlvocebdp.html\">Riforma CEDE e BDP<\/a><\/strong><\/span><\/li>\n<\/ul>\n<\/li>\n<\/ul>\n<p><strong><a href=\"http:\/\/www.edscuola.it\/archivio\/norme\/circolari\/nmpi28799.html\">nota MPI 28 luglio 1999, Prot. n. 9978\/E\/1B<br \/>\n<\/a>Attuazione Legge 124 del 3.5.99 recante disposizioni urgenti in materia di personale scolastico &#8211; art. 11, comma 2 &#8211; posti disponibili per il personale direttivo<\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong>06 &#8211; 27 luglio <a name=\"Trasferimenti e Mobilit\u00e0\"><span style=\"text-decoration: underline;\">Trasferimenti<\/span><\/a><\/strong><\/p>\n<p>Di seguito il calendario relativo alla diffusione dei risultati previsto dall&#8217;<a href=\"http:\/\/www.edscuola.it\/archivio\/norme\/ordinanze\/om015_99.html\">OM 15\/99<\/a> e modificato dall&#8217;<a href=\"http:\/\/www.edscuola.it\/archivio\/norme\/ordinanze\/om115_99.html\">OM 115\/99<\/a>:<\/p>\n<div>\n<table border=\"1\" width=\"90%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td align=\"center\" bgcolor=\"#c0c0c0\"><strong>Tipo di personale<\/strong><\/td>\n<td align=\"center\" bgcolor=\"#c0c0c0\"><strong>Diffusione risultati<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td align=\"center\" bgcolor=\"#008080\"><strong>Dirigenti<\/strong><\/td>\n<td align=\"center\"><a href=\"http:\/\/www.istruzione.it\/movimenti\/movimenti_dir.html\">27     luglio<\/a><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td align=\"center\" bgcolor=\"#008080\"><strong>Personale A.T.A.<\/strong><\/td>\n<td align=\"center\"><a href=\"http:\/\/www.istruzione.it\/movimenti\/movimenti_ata.html\">23     luglio<\/a><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td align=\"center\" bgcolor=\"#008080\"><strong>Docenti Il grado<\/strong><\/td>\n<td align=\"center\"><a href=\"http:\/\/www.istruzione.it\/movimenti\/movimenti_ss.html\">15     luglio<\/a><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td align=\"center\" bgcolor=\"#008080\"><strong>Docenti Materne<\/strong><\/td>\n<td align=\"center\"><a href=\"http:\/\/www.istruzione.it\/movimenti\/movimenti_aa.html\">6 luglio<\/a><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/div>\n<p>Su Mobilit\u00e0 e Trasferimenti si veda la rubrica &#8216;aperta&#8217; di <em><strong>Educazione&amp;Scuola<\/strong><\/em>:<\/p>\n<ul>\n<li><a href=\"http:\/\/www.edscuola.it\/mobilita.html\"><strong>Mobilit\u00e0@edscuola.com<\/strong><\/a> a cura di <strong>Pino     Santoro<\/strong>.<\/li>\n<\/ul>\n<p><strong> <\/strong><\/p>\n<p><strong><a href=\"http:\/\/www.edscuola.it\/archivio\/norme\/decreti\/dlvori_99.html\">decreto legislativo 27 luglio 1999, n. 297<\/a><br \/>\nRiordino della disciplina e snellimento delle procedure per il sostegno della ricerca scientifica e tecnologica, per la diffusione delle tecnologie, per la mobilit\u00e0 dei ricercatori<\/strong><\/p>\n<p><strong><a href=\"http:\/\/www.edscuola.it\/archivio\/norme\/decreti\/dmurst277992.html\">decreto MURST 27 luglio 1999<\/a><br \/>\n<\/strong><strong>Numero dei posti disponibili a livello nazionale per le immatricolazioni alle scuole di specializzazione all&#8217;insegnamento secondario per l&#8217;a.a. 1999\/2000<\/strong><\/p>\n<p><strong><a href=\"http:\/\/www.edscuola.it\/archivio\/norme\/decreti\/dmurst27799.html\">decreto MURST 27 luglio 1999<\/a><br \/>\n<\/strong><strong>Numero dei posti disponibili a livello nazionale per le immatricolazioni ai corsi di laurea in Scienze della formazione primaria per l&#8217;a.a. 1999\/2000<\/strong><\/p>\n<p><strong>24 luglio <a name=\"Supplenze all'Estero\"><span style=\"text-decoration: underline;\">Supplenze all&#8217;Estero<\/span><\/a><\/strong><\/p>\n<p>Il <a href=\"http:\/\/www.edscuola.it\/archivio\/norme\/circolari\/temae21699.html\">Telespresso Ministero Affari Esteri 21 giugno 1999, n. 120\/1612<\/a>, prevede che &#8220;(&#8230;) <em>le domande di inclusione in graduatoria (&#8230;), a pena di decadenza, devono pervenire direttamente alla competente Autorit\u00e0 all&#8217;estero nel periodo compreso tra il 24 giugno ed il 24 luglio 1999 per le istituzioni scolastiche che seguono il calendario boreale (&#8230;)<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p><strong><span style=\"font-size: large;\"><em> <\/em><\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><a href=\"http:\/\/www.edscuola.it\/archivio\/norme\/decreti\/dlvoinaf.html\">decreto legislativo 23 luglio 1999, n. 296<br \/>\n<\/a>Istituzione dell&#8217;Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF) e norme relative all&#8217;Osservatorio vesuviano<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.edscuola.it\/archivio\/norme\/decreti\/atael.html\"><strong>decreto interministeriale 23 luglio 1999, n. 184<br \/>\n<\/strong><\/a><strong>Legge 124\/99, art. 8 &#8211; Trasferimento personale A.T.A. dagli Enti Locali allo Stato<\/strong><\/p>\n<p><strong><a href=\"http:\/\/www.edscuola.it\/archivio\/norme\/circolari\/cmf161_99.html\">circolare Finanze 23 luglio 1999, n.161<br \/>\n<\/a>Tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani<\/strong><\/p>\n<p><strong><a href=\"http:\/\/www.edscuola.it\/archivio\/norme\/circolari\/cm182_99.html\">circolare 22 luglio 1999, n. 182<\/a><br \/>\nL&#8217;orientamento nelle scuole materne ed elementari &#8211; Progetto OR.M.E.: attuazione e prosecuzione<\/strong><\/p>\n<p><strong>22 luglio 1999 &#8211; <a href=\"http:\/\/www.edscuola.it\/archivio\/norme\/varie\/ccdnuac99.html\">Contratto Collettivo Decentrato Nazionale Utilizzazioni Personale Accademie e Conservatori &#8211; A.S. 1999\/2000<\/a><\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"font-family: Arial;\"><a href=\"http:\/\/www.edscuola.it\/archivio\/norme\/decreti\/dpcm305_99.htm\">decreto Presidente Consiglio dei  Ministri 21 luglio 1999, n. 305<\/a> (in SO n. 109\/L alla GU 6 settembre 1999, n.  209)<br \/>\nRegolamento recante disposizioni per la certificazione della situazione  economica dichiarata a norma dell&#8217;articolo 4, comma 5, del decreto legislativo  31 marzo 1998, n. 109<\/p>\n<p><\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong>21 luglio <span style=\"text-decoration: underline;\"><a name=\"Masterplan\">Masterplan sulla Formazione<\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<p>Il 21 luglio 1999, a Palazzo Chigi, governo e parti sociali siglano il &#8221;<strong>Masterplan sulla formazione<\/strong>&#8220;, il piano pluriennale per un sistema integrato di istruzione, formazione, ricerca e trasferimento tecnologico.<\/p>\n<p>Cinque gli obiettivi prioritari indicati nel &#8220;Masterplan&#8221;:<\/p>\n<ol>\n<li><strong>integrazione<\/strong> (attuazione dell&#8217;obbligo formativo sino ai 18 anni,     previsto dall&#8217;art. 68 della <a href=\"http:\/\/www.edscuola.it\/archivio\/norme\/leggi\/ddl3593b.html\">Legge 144\/99<\/a>);<\/li>\n<li><strong>inclusione<\/strong> (recupero dello svantaggio e lotta alla dispersione);<\/li>\n<li><strong>infrastrutture<\/strong> (ristrutturazione delle scuole ed innovazione     tecnologica);<\/li>\n<li><strong>qualificazione<\/strong> (incentivazione dell&#8217;attuazione dell&#8217;autonomia a livello     scolastico e universitario);<\/li>\n<li><strong>ricerca<\/strong> (attraverso specifici finanziamenti).<\/li>\n<\/ol>\n<p>Il &#8221;Masterplan&#8221; prevede un finanziamento globale di 36.000 miliardi dei quali:<\/p>\n<ul>\n<li>20.000, gi\u00e0 stanziati, da erogare entro il 2002,<\/li>\n<li>10.000, relativi a contributi dei fondi europei e del cofinanziamento statale e     regionale, da erogare nel periodo 2000-2002,<\/li>\n<li>6.000, derivanti da nuovi investimenti, da erogare tra il 2000 e il 2006.<\/li>\n<\/ul>\n<p>I 36.000 miliardi preventivati saranno destinati:<\/p>\n<ul>\n<li>12.732 a interventi di recupero,<\/li>\n<li>3.384 al sostegno economico degli studenti universitari meno abbienti,<\/li>\n<li>3.720 alla ristrutturazione delle scuole ed alla innovazione tecnologica,<\/li>\n<li>8.539 alla ricerca applicata.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Il &#8220;Masterplan&#8221;, <a href=\"http:\/\/www.edscuola.it\/archivio\/cronologia\/1297.html#MasterPlan%20del%20Governo%20per%20la%20Formazione\">del quale si parla fin dal 1997<\/a>, verr\u00e0 inserito nel <a href=\"http:\/\/www.edscuola.it\/archivio\/norme\/leggi\/dpef2000.html\">DPEF 2000-2003<\/a>.<\/p>\n<p>Nel settore <a href=\"http:\/\/www.edscuola.it\/index.html\">Archivio<\/a> di <strong><em>Educazione&amp;Scuola<\/em><\/strong>:<\/p>\n<ul>\n<li><strong><a href=\"http:\/\/www.edscuola.it\/archivio\/norme\/varie\/master.html\">Masterplan<\/a><\/strong><strong> <\/strong><\/li>\n<li><strong><strong><a href=\"http:\/\/www.edscuola.it\/archivio\/statistiche\/statosoc.html\">Relazione sullo Stato Sociale<\/a><\/strong><\/strong><\/li>\n<li><a href=\"http:\/\/www.edscuola.it\/archivio\/norme\/programmi\/fis.html\"><strong>Formazione Tecnico-Professionale Superiore Integrata (FIS)<\/strong><\/a><\/li>\n<li><a href=\"http:\/\/www.edscuola.it\/archivio\/norme\/leggi\/ddlob.html\"><strong>Legge 9\/99 (Innalzamento Obbligo)<\/strong><\/a><\/li>\n<li><a href=\"http:\/\/www.edscuola.it\/archivio\/norme\/leggi\/ddl3593b.html\"><strong>Legge 144\/99 (Finanziaria: Collegato Ordinamentale)<\/strong><\/a><\/li>\n<li><a href=\"http:\/\/www.edscuola.it\/archivio\/norme\/decreti\/aut3.html\"><strong>DPR (Regolamento Autonomia Scolastica)<\/strong><\/a><\/li>\n<li><a href=\"http:\/\/www.edscuola.it\/archivio\/norme\/decreti\/regautu.html\"><strong>Autonomia Universit\u00e0 &#8211; Schema di Regolamento<\/strong><\/a><\/li>\n<li><a href=\"http:\/\/www.edscuola.it\/archivio\/norme\/varie\/autuniv2.html\"><strong>Autonomia Universit\u00e0 &#8211; Seconda Nota di indirizzo<\/strong><\/a><\/li>\n<li><strong><a href=\"http:\/\/www.edscuola.it\/archivio\/norme\/leggi\/dpef2000.html\">Documento di programmazione economico-finanziaria per     gli anni 2000-2003<\/a><\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p><strong>21 luglio <a name=\"Telelavoro\"><span style=\"text-decoration: underline;\">Telelavoro<\/span><\/a><\/strong><\/p>\n<p>Il 21 luglio l&#8217;ARAN e le OOSS siglano un accordo quadro sul telelavoro nella pubblica amministrazione: entro due anni tale possibilit\u00e0, che partir\u00e0 a breve in via sperimentale sotto la supervisione di un osservatorio ARAN, sar\u00e0 pienamente operativa.<\/p>\n<p>Elementi di base dell&#8217;accordo sono:<\/p>\n<ul>\n<li>volontariet\u00e0 e reversibilit\u00e0 dell&#8217;opzione (con precedenza per i disabili e per i     problemi famigliari),<\/li>\n<li>uguali diritti e retribuzione,<\/li>\n<li>installazione e manutenzione della postazione di lavoro da parte dell&#8217;amministrazione.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Nel settore <a href=\"http:\/\/www.edscuola.it\/index.html\">Archivio<\/a> di <strong><em>Educazione&amp;Scuola<\/em><\/strong>:<\/p>\n<ul>\n<li><strong><a href=\"http:\/\/www.edscuola.it\/archivio\/norme\/decreti\/regtl.html\">Regolamento recante norme organizzative in materia di     telelavoro nelle pubbliche amministrazioni<\/a><\/strong><br \/>\n(approvato dal CdM il 25 febbraio 1999)<\/li>\n<\/ul>\n<p><strong>20 luglio <a name=\"Concorso riservato\"><span style=\"text-decoration: underline;\">Concorso riservato<\/span><\/a><\/strong><\/p>\n<p>Il 7 luglio l&#8217;<a href=\"http:\/\/www.edscuola.it\/archivio\/norme\/ordinanze\/oseris.html\">OM 153\/99 sulla sessione riservata di esami<\/a>, firmata dal ministro della PI il 15 giugno us, \u00e8 stata registrata dalla Corte dei Conti, ed \u00e8 pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale Speciale Concorsi n. 57, supplemento alla GU del 20 luglio 1999.<\/p>\n<p>In considerazione del periodo estivo e della difficolt\u00e0 a reperire la certificazione necessaria, la data per la presentazione della domanda di partecipazione al concorso \u00e8 prevista entro 60 giorni dalla data di pubblicazione; le domande di partecipazione dovranno quindi essere inviate ai relativi provveditorati agli studi entro il 18 settembre 1999.<\/p>\n<p>Di seguito le modifiche introdotte dalla Corte dei Conti all&#8217;<a href=\"http:\/\/www.edscuola.it\/archivio\/norme\/ordinanze\/oseris.html\">OM 153\/99<\/a>:<\/p>\n<blockquote><p><span style=\"font-size: x-small;\"><strong>Art. 2 (requisiti di ammissione), comma 1, punto B<\/strong><\/p>\n<p>E\u2019 aggiunto un punto B.4, che recita:<br \/>\n<em>&#8220;Limitatamente alle classi di concorso 55\/A e 56\/A, sono ammessi anche i docenti   privi del titolo di studio, ma in possesso del titolo professionale, rispettivamente di   brevetto di pilota civile di prima e seconda classe e di capitano di lungo corso   (patente), purch\u00e9 abbiano prestato servizio di insegnamento per almeno 360 giorni nel   periodo sopraindicato, per indisponibilit\u00e0 di aspiranti in possesso del titolo   richiesto.&#8221;<br \/>\n<\/em>Si tratta di una misura che consente di sanare la situazione di quesi docenti   utilizzati per anni negli istituti tecnici aeronautici e navali e nei professionali per le   attivit\u00e0 marinare in qualit\u00e0 di esperti per navigazione aerea e navigazione marittima.<\/p>\n<p><strong>Art. 3 (istituzione dei corsi), comma 4.<\/strong><\/p>\n<p>Il primo periodo viene riformulato nel seguente modo:<br \/>\n<em>&#8220;Per l\u2019istruzione secondaria sono istituiti corsi non per singole classi di   concorso, bens\u00ec per ciascuno dei raggruppamenti organizzativo funzionali in cui vengono   comprese le classi di concorso di cui al vigente ordinamento e gli ambiti disciplinari da   1 a 6 (all. n. 1), strutturati secondo le disposizioni di cui al successivo art. 7, comma   3. Il competente provveditore agli studi potr\u00e0 comunque procedere ad aggregazioni diverse   in relazione al numero delle domande di partecipazione pervenute, alle classi di   abilitazione richieste e alla disponibilit\u00e0 di docenti da nominare nei corsi medesimi, ai   sensi del successivo art. 8 e alle particolari esigenze di<\/em> <em>carattere logistico-   organizzativo<\/em>.&#8221;<br \/>\nSi tratta di una riscrittura del testo originario che chiarisce meglio il senso   organizzativo e non istituzionale di raggruppamenti organizzativo-funzionali, che per la   verit\u00e0 qualche equivoco lo avevano destato.<\/p>\n<p><strong>Art. 3 (istituzione dei corsi), comma 6<\/strong><\/p>\n<p>Viene aggiunto alla fine del comma il seguente periodo:<br \/>\n<em>&#8220;Le modalit\u00e0 organizzative di detti corsi (per il personale in servizio o   residente all\u2019estero, n.d.r.) saranno regolamentate con apposita circolare   ministeriale.&#8221;<br \/>\n<\/em>La norma riguarda il personale in servizio o residente all\u2019estero, per il quale   sono comunque previsti vincoli di frequenza.<\/p>\n<p><strong>Art. 5 (modalit\u00e0 e termini di presentazione delle domande), comma 1.<\/strong><\/p>\n<p>Viene modificato il primo periodo:<br \/>\n<em>&#8220;La domanda di ammissione alla sessione riservata, redatta in carta semplice, e   la relativa eventuale documentazione devono essere presentate agli uffici scolastici   indicati al precedente art.2, entro il termine perentorio di 60 giorni dalla data di   pubblicazione della presente ordinanza nella Gazzetta Ufficiale&#8221;<\/em><br \/>\nViene spostato da 30 a 60 giorni dopo la pubblicazione sulla G.U. il termine di   presentazione della domanda. Dal momento che l\u2019OM dovrebbe essere pubblicata il 20   luglio, <strong>il termine sar\u00e0 il 18 settembre.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Art. 7 (contenuti, struttura, modalit\u00e0 di svolgimento dei corsi e durata), comma   11.<\/strong><\/p>\n<p>Il comma \u00e8 cos\u00ec modificato:<br \/>\n<em>&#8220;Il coordinatore e i docenti del corso dovranno stabilire le modalit\u00e0 di   verifica del livello di formazione raggiunto dai corsisti a met\u00e0 del percorso   programmato.&#8221;<br \/>\n<\/em>Nella formulazione precedente la verifica di met\u00e0 corso poteva apparire come una   sorta di pre-esame di abilitazione fatto alla stregua dell\u2019esame finale: ora si   lascia mano libera alle commissioni.<\/p>\n<p><strong>Art. 9 (esami finali), comma 1.<\/strong><\/p>\n<p>E\u2019 aggiunto a met\u00e0 del comma il seguente periodo:<br \/>\n<em>&#8220;Per i corsisti che si trovino in astensione obbligatoria dal servizio per   gravidanza o puerperio o in espletamento di servizio militare, il coordinatore e i docenti   potranno assegnare un numero di ore destinato all\u2019autoformazione maggiore rispetto a   quello previsto all\u2019art. 7, ammettendoli agli esami anche con un numero di assenze   superiore al limite previsto.&#8221;<br \/>\n<\/em>Si tratta di un\u2019aggiunta che rende pi\u00f9 flessibile la frequenza in caso di   gravidanza o puerperio o di servizio di leva, anche se di fatto \u00e8 lasciata alla   discrezione della commissione<\/p>\n<p><\/span><\/p><\/blockquote>\n<p>Sul tema si veda la rubrica di <em><strong>Educazione&amp;Scuola<\/strong><\/em>:<\/p>\n<ul>\n<li><strong><a href=\"http:\/\/www.edscuola.it\/concorsi.html\">Concorsi@edscuola.com<\/a><\/strong> a cura di <strong>Pino     Santoro<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p><strong><a href=\"http:\/\/www.edscuola.it\/archivio\/norme\/decreti\/dlvocebdp.html\">decreto legislativo 20 luglio 1999, n. 258<\/a><br \/>\n<\/strong><strong>Riordino del Centro europeo dell&#8217;educazione, della biblioteca di documentazione pedagogica e trasformazione in Fondazione del museo nazionale della scienza e della tecnica &#8220;Leonardo da Vinci&#8221;, a norma dell&#8217;articolo 11 della legge 15 marzo 1999, n. 59<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.edscuola.it\/archivio\/norme\/direttive\/dir180_99.html\"><strong>direttiva 19 luglio 1999, n. 180<\/strong><\/a><br \/>\n<strong>&#8220;Individuazione degli interventi prioritari e criteri generali per la ripartizione delle somme, le indicazioni sul monitoraggio, il supporto e la valutazione degli interventi stessi&#8221;, ai sensi dell&#8217;articolo 2 della legge 18 dicembre 1997, n. 440<\/strong><\/p>\n<p><strong><strong><a href=\"http:\/\/www.edscuola.it\/archivio\/norme\/decreti\/dmaut2.html\">decreto 19 luglio 1999, n. 179<\/a><br \/>\n<\/strong>Sperimentazione dell&#8217;Autonomia Scolastica &#8211; A.S. 1999-2000<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.edscuola.it\/archivio\/norme\/decreti\/di178_99.html\"><strong>decreto interministeriale 19 luglio 1999, n. 178<br \/>\n<\/strong><\/a><strong>Rideterminazione della consistenza numerica del Personale del Comparto Scuola alla data del 31 dicembre 1999<\/strong><\/p>\n<p><strong><a href=\"http:\/\/www.edscuola.it\/archivio\/norme\/decreti\/dm176_99.html\">decreto 16 luglio 1999, n. 176<\/a><br \/>\nCessazione anticipata dal servizio del personale in situazione di esubero<\/strong><\/p>\n<p><strong>15 luglio <a name=\"Esami di Stato\"><span style=\"text-decoration: underline;\">Esami di Stato: Primi risultati<\/span><\/a><\/strong><\/p>\n<p>Il MPI rende note le prime proiezioni sugli esiti dei nuovi esami di stato realizzate su un campione di circa 72.000 candidati, su un totale di 477.000: promosso il\u00a0 91,6% dei candidati (94,7% degli esaminati meno il 3,1 % degli esterni fermato agli esami preliminari).<\/p>\n<p><em><strong>Educazione&amp;Scuola<\/strong><\/em> pubblica alcune tabelle comparative con i dati conclusivi degli esami degli anni precedenti (1994-97) e, in maniera pi\u00f9 analitica, con i risultati di analoga proiezione, condotta su un campione di 46.343 candidati su un totale di 526.024, nel 1998.<\/p>\n<p align=\"center\"><strong>Candidati Promossi per aa.ss.<\/strong><\/p>\n<div>\n<table border=\"1\" width=\"50%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td width=\"50%\" align=\"center\" bgcolor=\"#008080\"><strong>Anno scolastico<\/strong><\/td>\n<td width=\"50%\" align=\"center\" bgcolor=\"#008080\"><strong>Promossi (%)<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"50%\" align=\"center\" bgcolor=\"#c0c0c0\"><span style=\"font-size: x-small;\"><strong>1998\/99<\/strong><\/span><\/td>\n<td width=\"50%\" align=\"center\"><span style=\"font-size: x-small;\">91,6<\/span><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"50%\" align=\"center\" bgcolor=\"#c0c0c0\"><span style=\"font-size: x-small;\"><strong>1997\/98<\/strong><\/span><\/td>\n<td width=\"50%\" align=\"center\"><span style=\"font-size: x-small;\">94,6<\/span><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"50%\" align=\"center\" bgcolor=\"#c0c0c0\"><span style=\"font-size: x-small;\"><strong>1996\/97<\/strong><\/span><\/td>\n<td width=\"50%\" align=\"center\"><span style=\"font-size: x-small;\">93,8<\/span><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"50%\" align=\"center\" bgcolor=\"#c0c0c0\"><span style=\"font-size: x-small;\"><strong>1995\/96<\/strong><\/span><\/td>\n<td width=\"50%\" align=\"center\"><span style=\"font-size: x-small;\">93,3<\/span><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"50%\" align=\"center\" bgcolor=\"#c0c0c0\"><span style=\"font-size: x-small;\"><strong>1994\/95<\/strong><\/span><\/td>\n<td width=\"50%\" align=\"center\"><span style=\"font-size: x-small;\">94,5<\/span><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"50%\" align=\"center\" bgcolor=\"#c0c0c0\"><span style=\"font-size: x-small;\"><strong>1993\/94<\/strong><\/span><\/td>\n<td width=\"50%\" align=\"center\"><span style=\"font-size: x-small;\">94,9<\/span><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/div>\n<p align=\"center\"><strong>Confronto campioni aa.ss. 1997-98 e 1998-99<\/strong><\/p>\n<div>\n<table border=\"1\" width=\"95%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"2\" width=\"50%\">\n<p align=\"center\"><strong>A.S. 1997-98<\/strong><\/p>\n<\/td>\n<td colspan=\"2\" width=\"50%\">\n<p align=\"center\"><strong>A.S. 1998-99<\/strong><\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"25%\" align=\"center\" bgcolor=\"#008080\"><strong>Tipologia<\/strong><\/td>\n<td width=\"25%\" align=\"center\" bgcolor=\"#008080\"><strong>Promossi (%)<\/strong><\/td>\n<td width=\"25%\" align=\"center\" bgcolor=\"#008080\"><strong>Tipologia<\/strong><\/td>\n<td width=\"25%\" align=\"center\" bgcolor=\"#008080\"><strong>Promossi (%)<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"25%\" align=\"center\" bgcolor=\"#c0c0c0\"><span style=\"font-size: x-small;\"><strong>Istituti Statali<\/strong><\/span><\/td>\n<td width=\"25%\" align=\"center\"><span style=\"font-size: x-small;\">98,9<\/span><\/td>\n<td rowspan=\"2\" width=\"25%\" align=\"center\" bgcolor=\"#c0c0c0\"><span style=\"font-size: x-small;\"><strong>Interni     ed Esterni<br \/>\nammessi all&#8217;esame<\/strong><\/span><\/td>\n<td rowspan=\"2\" width=\"25%\" align=\"center\"><span style=\"font-size: x-small;\">94,7<\/span><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"25%\" align=\"center\" bgcolor=\"#c0c0c0\"><span style=\"font-size: x-small;\"><strong>Istituti non     statali<\/strong><\/span><\/td>\n<td width=\"25%\" align=\"center\"><span style=\"font-size: x-small;\">93<\/span><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"25%\" align=\"center\" bgcolor=\"#c0c0c0\"><span style=\"font-size: x-small;\"><strong>Privatisti<\/strong><\/span><\/td>\n<td width=\"25%\" align=\"center\"><span style=\"font-size: x-small;\">56,4<\/span><\/td>\n<td width=\"25%\" align=\"center\" bgcolor=\"#c0c0c0\"><span style=\"font-size: x-small;\"><strong>Privatisti<br \/>\n(esame preliminare)<\/strong><\/span><\/td>\n<td width=\"25%\" align=\"center\"><span style=\"font-size: x-small;\">49,6<\/span><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"25%\" align=\"center\" bgcolor=\"#c0c0c0\"><span style=\"font-size: x-small;\"><strong>TOTALE<\/strong><\/span><\/td>\n<td width=\"25%\" align=\"center\"><span style=\"font-size: x-small;\">94,6<\/span><\/td>\n<td width=\"25%\" align=\"center\" bgcolor=\"#c0c0c0\"><span style=\"font-size: x-small;\"><strong>TOTALE<\/strong><\/span><\/td>\n<td width=\"25%\" align=\"center\"><span style=\"font-size: x-small;\">91,6<\/span><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td colspan=\"4\" width=\"95%\" align=\"center\"><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"25%\" align=\"center\" bgcolor=\"#008080\"><strong>Votazioni<\/strong><\/td>\n<td width=\"25%\" align=\"center\" bgcolor=\"#008080\"><strong>%<\/strong><\/td>\n<td width=\"25%\" align=\"center\" bgcolor=\"#008080\"><strong>Votazioni<\/strong><\/td>\n<td width=\"25%\" align=\"center\" bgcolor=\"#008080\"><strong>%<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"25%\" align=\"center\" bgcolor=\"#c0c0c0\"><strong><span style=\"font-size: x-small;\">36\/60<\/span><\/strong><\/td>\n<td width=\"25%\" align=\"center\"><span style=\"font-size: x-small;\">12,4<\/span><\/td>\n<td width=\"25%\" align=\"center\" bgcolor=\"#c0c0c0\"><span style=\"font-size: x-small;\"><strong>60\/100<\/strong><\/span><\/td>\n<td width=\"25%\" align=\"center\"><span style=\"font-size: x-small;\">13,3<\/span><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"25%\" align=\"center\" bgcolor=\"#c0c0c0\"><strong><span style=\"font-size: x-small;\">da 37 a 42<\/span><\/strong><\/td>\n<td width=\"25%\" align=\"center\"><span style=\"font-size: x-small;\">32,8<\/span><\/td>\n<td width=\"25%\" align=\"center\" bgcolor=\"#c0c0c0\"><span style=\"font-size: x-small;\"><strong>da 61 a 70<\/strong><\/span><\/td>\n<td width=\"25%\" align=\"center\"><span style=\"font-size: x-small;\">29,9<\/span><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"25%\" align=\"center\" bgcolor=\"#c0c0c0\"><strong><span style=\"font-size: x-small;\">da 43 a 48<\/span><\/strong><\/td>\n<td width=\"25%\" align=\"center\"><span style=\"font-size: x-small;\">27,1<\/span><\/td>\n<td width=\"25%\" align=\"center\" bgcolor=\"#c0c0c0\"><span style=\"font-size: x-small;\"><strong>da 71 a 80<\/strong><\/span><\/td>\n<td width=\"25%\" align=\"center\"><span style=\"font-size: x-small;\">26,8<\/span><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"25%\" align=\"center\" bgcolor=\"#c0c0c0\"><strong><span style=\"font-size: x-small;\">da 49 a 54<\/span><\/strong><\/td>\n<td width=\"25%\" align=\"center\"><span style=\"font-size: x-small;\">15,8<\/span><\/td>\n<td width=\"25%\" align=\"center\" bgcolor=\"#c0c0c0\"><span style=\"font-size: x-small;\"><strong>da 81 a 90<\/strong><\/span><\/td>\n<td width=\"25%\" align=\"center\"><span style=\"font-size: x-small;\">15,6<\/span><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"25%\" align=\"center\" bgcolor=\"#c0c0c0\"><strong><span style=\"font-size: x-small;\">da 55 a 59<\/span><\/strong><\/td>\n<td width=\"25%\" align=\"center\"><span style=\"font-size: x-small;\">6,3<\/span><\/td>\n<td width=\"25%\" align=\"center\" bgcolor=\"#c0c0c0\"><span style=\"font-size: x-small;\"><strong>da 91 a 99<\/strong><\/span><\/td>\n<td width=\"25%\" align=\"center\"><span style=\"font-size: x-small;\">8,9<\/span><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"25%\" align=\"center\" bgcolor=\"#c0c0c0\"><strong><span style=\"font-size: x-small;\">60\/60<\/span><\/strong><\/td>\n<td width=\"25%\" align=\"center\"><span style=\"font-size: x-small;\">5,6<\/span><\/td>\n<td width=\"25%\" align=\"center\" bgcolor=\"#c0c0c0\"><span style=\"font-size: x-small;\"><strong>100\/100<\/strong><\/span><\/td>\n<td width=\"25%\" align=\"center\"><span style=\"font-size: x-small;\">5,5<\/span><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/div>\n<p>Nella rubrica <span style=\"font-family: Arial; font-size: small;\"><strong><a href=\"http:\/\/www.edscuola.it\/esami.html\">Esami@edscuola.com<\/a><\/strong>, a cura di <strong>Davide Leccese<\/strong><\/span>:<\/p>\n<ul>\n<li><a href=\"http:\/\/www.edscuola.it\/archivio\/statistiche\/nuesst.html\"><strong>Nuovi Esami di Stato &#8211; Luglio 1999: Analisi dei primi     dati<\/strong><\/a><br \/>\n<strong>di Vincenzo D&#8217;Aprile<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p><strong><a href=\"http:\/\/www.edscuola.it\/archivio\/norme\/circolari\/cmf14799.html\">circolare ministero finanze 14 luglio 1999, n. 155\/E<\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.edscuola.it\/archivio\/norme\/leggi\/scfin_98.html\">Art. 6 Legge 27 dicembre 1997, n. 449<\/a>, <a href=\"http:\/\/www.edscuola.it\/archivio\/norme\/leggi\/l133_99.html\">art. 5 Legge 13 maggio 1999, n. 133<\/a>, <a href=\"http:\/\/www.edscuola.it\/archivio\/norme\/decreti\/di21298.html\">Decreto Interministeriale 2 dicembre 1998, n.440<\/a>. Agevolazioni per l&#8217;acquisto di attrezzature informatiche da parse di universit\u00e0 e istituzioni scolastiche<\/strong><\/p>\n<p><strong><a href=\"http:\/\/www.edscuola.it\/archivio\/norme\/decreti\/di172_99.html\">decreto interministeriale 13 luglio 1999, n. 172<\/a><br \/>\nCompensi Esami di Stato &#8211; Modifiche al <a href=\"http:\/\/www.edscuola.it\/archivio\/norme\/circolari\/cm19399.html\">Decreto Interministeriale 15 febbraio 1999, n. 41<\/a><\/strong><\/p>\n<p><strong><a href=\"http:\/\/www.edscuola.it\/archivio\/norme\/ordinanze\/om170_99.html\">ordinanza 13 luglio 1999, n. 170<\/a><br \/>\nMobilit\u00e0 del personale non docente di ruolo delle Accademie e dei Conservatori di musica e del personale A.T.A. dei corrispondenti ruoli provinciali &#8211; A.A. 1999\/2000<\/strong><\/p>\n<p><strong><a href=\"http:\/\/www.edscuola.it\/archivio\/norme\/circolari\/ct13799.html\">circolare telegrafica 13 luglio 1999, prot. n.4027\/BL<br \/>\n<\/a>Esami di Stato: Compenso forfettario per trasferta di L. 450.000 at componenti esterni nominati nell&#8217;ambito del comune di servizio o di abituale dimora<\/strong><\/p>\n<p><strong><a href=\"http:\/\/www.edscuola.it\/archivio\/norme\/decreti\/dd13799.html\">decreto dirigenziale 13 luglio 1999<\/a><br \/>\nModifiche Bando Concorsi Scuole Materne<\/strong><\/p>\n<p><strong><a href=\"http:\/\/www.edscuola.it\/archivio\/norme\/decreti\/dd13799e.html\">decreto dirigenziale 13 luglio 1999<\/a><br \/>\nModifiche Bando Concorsi Scuole Elementari<\/strong><\/p>\n<p><strong><a href=\"http:\/\/www.edscuola.it\/archivio\/norme\/decreti\/dd12799.html\">decreto dirigenziale 12 luglio 1999<\/a><br \/>\nBando Concorsi Scuole Secondarie<\/strong><\/p>\n<p><strong>09 luglio <a name=\"TFR e Fondo Integrativo\"><span style=\"text-decoration: underline;\">TFR e Fondo Integrativo<\/span><\/a><\/strong><\/p>\n<p>Il 9 luglio il Consiglio dei Ministri esprime parere favorevole al <a href=\"http:\/\/www.edscuola.it\/archivio\/norme\/varie\/tfr_99.html\">contratto collettivo quadro per l&#8217;adeguamento delle norme contrattuali in materia di trattamento di fine rapporto e di previdenza complementare per i dipendenti pubblici dei comparti e delle autonome aree di contrattazione<\/a>, firmato, <a href=\"http:\/\/www.edscuola.it\/archivio\/cronologia\/0699.html#TFR%20e%20Fondo%20Integrativo\">il 2 giugno us<\/a>, da ARAN e OOSS: destinati 200 miliardi ai fondi pensione.<\/p>\n<p>Sul tema si veda la rubrica di <em><strong>Educazione&amp;Scuola<\/strong><\/em>:<\/p>\n<ul>\n<li><a href=\"http:\/\/www.edscuola.it\/archivio\/pensioni\/pensioni.html\"><strong>Pensioni@edscuola.com<\/strong><\/a> a cura di <strong>Girolamo     Pizzinga<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p><strong><a href=\"http:\/\/www.edscuola.it\/archivio\/norme\/decreti\/dmltgr.html\">decreto presidente consiglio ministri 8 luglio 1999<\/a><br \/>\nDisposizioni di attuazione dell&#8217;articolo 27 della legge 23 dicembre 1998, n. 448, in materia di fornitura dei libri di testo agli studenti della scuola dell&#8217;obbligo e della scuola secondaria superiore<\/strong><\/p>\n<p><strong> <\/strong><\/p>\n<p><strong><a href=\"http:\/\/www.edscuola.it\/archivio\/norme\/circolari\/nmcompes.html\">nota MPI 8 luglio 1999, Prot. n. 40153\/BL<\/a><br \/>\nNuovo esame di Stato &#8211; Compensi e indennit\u00e0 &#8211; Ulteriori Chiarimenti<\/strong><\/p>\n<p><strong><a href=\"http:\/\/www.edscuola.it\/archivio\/norme\/circolari\/cm167_99.html\">circolare 8 luglio 1999, n. 167<\/a><br \/>\nDecreti 31.3.99 e 1.4.99 &#8211; Concorsi a cattedre per esami e titoli e per il conseguimento dell&#8217;abilitazione all&#8217;insegnamento &#8211; Chiarimenti<\/strong><\/p>\n<p><strong>07 luglio 1999 <a href=\"http:\/\/www.edscuola.it\/archivio\/norme\/varie\/ciuta2000.html\">Contratto Integrativo concernente le Utilizzazioni e le Assegnazioni Provvisorie del Personale ATA<\/a><\/strong><\/p>\n<p><strong><a href=\"http:\/\/www.edscuola.it\/archivio\/norme\/circolari\/cm164_99.html\">circolare 6 luglio 1999, n. 164<br \/>\n<\/a>Attuazione del regolamento C.E. 1606\/98. Estensione del sistema di sicurezza sociale ai regimi speciali dei pubblici dipendenti e del personale assimilato<\/strong><\/p>\n<p><strong><a href=\"http:\/\/www.edscuola.it\/archivio\/norme\/decreti\/concriscons.html\">decreto 6 luglio 1999<\/a><br \/>\n<\/strong><strong>Concorso per soli titoli ai fini dell&#8217;aggiornamento delle graduatorie nazionali permanenti, a cattedre di insegnamento ed a posti di accompagnatore al pianoforte nei Conservatori di musica<\/strong><\/p>\n<p><strong><a href=\"http:\/\/www.edscuola.it\/archivio\/norme\/circolari\/niefs5799.html\">nota IEFS 5 luglio 1999, Prot. 4218\/A1<\/a><br \/>\nUtilizzazione dei docenti delle classi di concorso in esubero ex art. 3 del D.P.R. 9 aprile 1999, n 156. Anno scolastico 1999-2000<\/strong><\/p>\n <!-- AdSense Now! 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