{"id":115345,"date":"2019-05-20T00:25:12","date_gmt":"2019-05-19T22:25:12","guid":{"rendered":"http:\/\/www.edscuola.eu\/wordpress\/?p=115345"},"modified":"2019-05-20T15:36:11","modified_gmt":"2019-05-20T13:36:11","slug":"dialoghi-sulluomo-x-edizione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.edscuola.eu\/wordpress\/?p=115345","title":{"rendered":"Dialoghi sull\u2019uomo &#8211; X edizione"},"content":{"rendered":"<p><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" data-attachment-id=\"115344\" data-permalink=\"https:\/\/www.edscuola.eu\/wordpress\/?attachment_id=115344\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.edscuola.eu\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/img_5804.jpg?fit=325%2C352&amp;ssl=1\" data-orig-size=\"325,352\" data-comments-opened=\"0\" data-image-meta=\"{&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1545129168&quot;,&quot;title&quot;:&quot;ES_Pistoia dialoghi sull&#039;uomo logo decima edizione_solo logo&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}\" data-image-title=\"img_5804.jpg\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.edscuola.eu\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/img_5804.jpg?fit=325%2C352&amp;ssl=1\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.edscuola.eu\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/img_5804.jpg?resize=325%2C352\" class=\"size-full wp-image-115344\" width=\"325\" height=\"352\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.edscuola.eu\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/img_5804.jpg?w=325&amp;ssl=1 325w, https:\/\/i0.wp.com\/www.edscuola.eu\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/img_5804.jpg?resize=277%2C300&amp;ssl=1 277w\" sizes=\"auto, (max-width: 325px) 100vw, 325px\" \/><\/p>\n<p>Dialoghi sull\u2019uomo si prepara a festeggiare un compleanno importante: la decima edizione del festival di antropologia del contemporaneo, promosso dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia e dal Comune di Pistoia, ideato e diretto fin dalla prima edizione da Giulia Cogoli, \u00e8 in programma dal 24 al 26 maggio 2019 (www.dialoghisulluomo.it).<br \/>\nNati nel 2010 come progetto di condivisione e approfondimento di taglio antropologico, i Dialoghi \u2013 che nell\u2019ultima edizione hanno registrato oltre 30.000 presenze \u2013 sono stati animati fin da subito da un forte impegno culturale e civile e dalla volont\u00e0 di offrire un nuovo modo di fare approfondimento culturale, con contenuti inediti e nuovi sguardi sulle societ\u00e0 umane. Un percorso lungo e intenso, premiato da numeri in continua crescita: nelle prime nove edizioni le presenze sono state circa 167.000 (pi\u00f9 che triplicate dalla prima edizione); i relatori \u2013 italiani e internazionali \u2013 250; gli eventi 249; i volontari pi\u00f9 di 3.000; i follower sui social circa 43.000.<br \/>\nNegli anni, al festival si sono affiancate una serie di importanti iniziative di produzione e documentazione culturale: i 13 volumi editi da UTET nella serie Dialoghi sull\u2019uomo, con 19 edizioni e una tiratura di 65.000 copie; un vasto archivio di 252 registrazioni audio e video disponibili sul sito della manifestazione; un canale YouTube dedicato che ha avuto oltre un milione di visualizzazioni; un progetto di divulgazione antropologica per le scuole che ha visto la partecipazione di circa 25.000 giovani; il Premio Internazionale Dialoghi sull\u2019uomo, oggi alla sua terza edizione; 5 mostre con grandi maestri della fotografia che ogni anno completano il percorso del festival.<br \/>\nInoltre, nel 2018, il festival ha valicato i confini nazionali, organizzando una serie di incontri all\u2019Istituto Italiano di Cultura di Londra e portando all\u2019Istituto Italiano di Cultura di Parigi la mostra fotografica di Gianni Berengo Gardin ideata appositamente per la manifestazione.<\/p>\n<p>Il tema scelto per il decennale \u00e8: Il mestiere di con-vivere: intrecciare vite, storie e destini.<br \/>\nCon-vivere significa \u201cvivere con\u201d, \u201cvivere assieme\u201d rispettandoci e rispettando la Terra su cui ci \u00e8 dato vivere. Con-vivere \u00e8 un \u201cmestiere\u201d, nel senso che la societ\u00e0 \u00e8 un luogo di costruzione. In un mondo ogni giorno pi\u00f9 segnato da un\u2019accelerazione generale, in cui i rapporti sono sempre pi\u00f9 mediati dal digitale e i legami si indeboliscono a causa del venire meno di quelle narrazioni che stanno alla base di ogni comunit\u00e0, diventa sempre pi\u00f9 difficile stabilire un rapporto reciproco, profondo ed egualitario. Un percorso, dunque, di tematiche che si tengono assieme e che compongono, anche grazie ai contributi di alcuni fra i pi\u00f9 importanti intellettuali contemporanei, un grande mosaico culturale, fatto di tante tessere, pensieri, approfondimenti, con una forte visione e valenza unitaria. Questo \u00e8 forse il punto di forza dei Dialoghi: produrre cultura \u2013 una cultura della convivenza \u2013 e farlo in un percorso ideato e costruito appositamente, sia all\u2019interno del singolo programma di ogni anno, sia nella visione pi\u00f9 ampia del decennale.<br \/>\n\u00abDieci anni fa \u00e8 sembrato molto innovativo dedicare un festival all\u2019antropologia contemporanea. \u2013 commenta Giulia Cogoli \u2013 Ma il mondo sta cambiando sotto i nostri occhi, e forse oggi cercare di capire la realt\u00e0 che ci circonda dall\u2019angolatura antropologica \u00e8 quanto di pi\u00f9 utile si possa proporre. Perch\u00e9 significa rilanciare l\u2019interesse per gli altri, per le altre culture, a cui non ci deve legare solo il rispetto e il dialogo, ma la consapevolezza di essere su un\u2019imbarcazione comune, in un viaggio attorno all\u2019umanit\u00e0, liberi da quelle zavorre del razzismo e dell\u2019indifferenza che tanto pesano sulla vita quotidiana\u00bb.<\/p>\n<p>La terza edizione del Premio Internazionale Dialoghi sull\u2019uomo, conferito a una figura del mondo culturale che testimonia la centralit\u00e0 del dialogo per lo sviluppo delle relazioni umane, dopo David Grossman e Wole Soyinka, quest\u2019anno andr\u00e0 a Vandana Shiva, fisica ed economista indiana, tra i massimi esperti mondiali di ecologia sociale, gi\u00e0 premiata con il Right Livelihood Award, premio Nobel alternativo per la Pace, per le sue battaglie a difesa dell\u2019ambiente. Sabato 25 maggio alle 21.15, in piazza del Duomo, Vandana Shiva terr\u00e0 una lectio dal titolo: Impariamo a condividere il nostro pianeta: \u00e8 di tutti! Il dialogo permette di imparare a riconoscerci come membri della comunit\u00e0 della Terra, che ha strabilianti capacit\u00e0 e il potenziale per rigenerarsi, nonostante ci si trovi sull\u2019orlo del baratro. Si deve coltivare la speranza, fondata sulla filosofia della Terra intesa come un\u2019unica famiglia, sostiene Vandana Shiva: ce la faremo solo credendo nella capacit\u00e0 di trascendere le divisioni, di pensare, agire e vivere come un\u2019umanit\u00e0 unita, impegnandoci a partecipare in ogni momento alla difesa e alla rigenerazione del tessuto naturale e sociale della vita.<\/p>\n<p>IL PROGRAMMA 2019<\/p>\n<p>VENERD\u00cc 24<br \/>\nApre il festival la lezione inaugurale di Enzo Bianchi, fondatore della comunit\u00e0 monastica di Bose, dal titolo Insieme\u2026. Non c\u2019\u00e8 uomo senza altri uomini: davanti al quadro scoraggiante di una societ\u00e0 dominata dall\u2019egolatria e dai comportamenti incivili che propongono solo parole e gesti carichi di odio, emerge l\u2019urgenza di riconoscere la presenza di una spiritualit\u00e0 \u2013 intesa come impegno nelle vicende umane, come ricerca di un vero servizio agli altri, attenta alla creazione di bellezza nei rapporti umani \u2013 che faccia dire che l\u2019umanit\u00e0 \u00e8 una sola.<br \/>\nParole per dividere, parole per con-dividere. Un dialogo fra linguistica e antropologia \u00e8 il titolo dell\u2019incontro con il linguista dell\u2019Universit\u00e0 di Reading Federico Faloppa, consulente di Amnesty International su hate speech e contrasto al linguaggio d\u2019odio, e l\u2019antropologo Adriano Favole. Oggi si \u00e8 circondati, nella comunicazione pubblica e privata, da parole che offendono, feriscono, esprimono odio, amplificate dai social network. Dividere \u00e8 diventato un affare per molti, un prodotto con cui cambiare le nostre abitudini. Si va dall\u2019odio esplicito fatto di insulti contro donne, bambini, migranti, neri, omosessuali, disabili, studenti, a un odio pi\u00f9 raffinato, fatto di vittimismo e retorica. Ma c\u2019\u00e8 chi prova a opporsi con strumenti come l\u2019indignazione, le leggi, la costruzione di un dialogo reale.<br \/>\n\u201cComunit\u00e0\u201d \u00e8 una parola che sembra venire dal passato, che evoca calore, intimit\u00e0, capacit\u00e0 di stare assieme. Per costruire una comunit\u00e0, osserva l\u2019antropologo Marco Aime, occorre una volont\u00e0 continua di convivere, di negoziare quotidianamente con gli altri, di mantenere vive le relazioni. Influenze esterne o fratture interne possono mettere in crisi i legami tra le persone; paura, rabbia, egoismo possono restringere i confini del Noi, fino a escluderne gli Altri, risvegliando nuovi o vecchi razzismi.<\/p>\n<p>SABATO 25<br \/>\nLa difficolt\u00e0 di convivere, l\u2019odio, la vendetta sono temi centrali della letteratura di tutti i tempi. Il grande scrittore spagnolo Fernando Aramburu, autore del caso editoriale Patria, riflette, in un dialogo con il giornalista e saggista Wlodek Goldkorn, sulla scrittura come memoria contro l\u2019oblio: le linee d\u2019ombra della vita, le zone grigie fra bene e male che solo la letteratura sa raccontare, possono anche essere strumento per aiutarci a non ripetere errori e per imparare le regole della convivenza.<br \/>\nConvivere con la malattia fa sperimentare la fragilit\u00e0 del corpo ed \u00e8 una sfida continua alla comprensione e all\u2019accoglienza del dolore. Lo psichiatra e psicoanalista Vittorio Lingiardi spiega come solo il dialogo fra l\u2019interiorit\u00e0 di chi \u00e8 malato e di chi non lo \u00e8 consente di accogliere la malattia e di conviverci, nella sua dimensione psicologica e umana.<\/p>\n<p>Nulla sembra pi\u00f9 naturale che pensarci come individui, eppure biologi e antropologi, percorrendo strade lontane fra loro, hanno messo in discussione il concetto di identit\u00e0 individuale e scoperto che quelli che normalmente chiamiamo \u201cindividui\u201d sono in realt\u00e0 \u201ccondividui\u201d. La filosofa della scienza Elena Gagliasso e l\u2019antropologo Francesco Remotti spiegano come si \u00e8 arrivati a questa definizione.<br \/>\nLe imperfezioni sono il vero segno dell\u2019evoluzione, come intu\u00ec Charles Darwin. Ma quali sono le conseguenze dell\u2019umana imperfezione nel nostro modo di concepire e organizzare le relazioni sociali e quelle con l\u2019ambiente e il mondo che ci circonda? Ricerche scientifiche recenti mostrano quanto la mente umana sia profondamente ambivalente nel suo distinguere un \u201cnoi\u201d protettivo da un estraneo \u201caltro\u201d, potenzialmente minaccioso. Questa attitudine, commenta il filosofo della scienza Telmo Pievani, nel passato aveva un senso, ma oggi rende attraente e ricorrente il razzismo.<br \/>\nIl fotografo Paolo Pellegrin, famoso nel mondo per i suoi reportage di guerra, in un dialogo con Roberto Koch, approfondisce il tema del confine e del conflitto, riflettendo sui muri che costruiamo a partire da noi stessi. La fotografia di Pellegrin \u00e8 sempre evocazione emotiva di uno stato d\u2019animo: nel raccontare l\u2019altro si immerge nelle conflittualit\u00e0 umane, che generano tragedie di cui ci arriva un\u2019eco ormai soffusa nella grande massa di immagini a cui siamo sottoposti quotidianamente, come ben testimonia la mostra Paolo Pellegrin \u2013 Confini di umanit\u00e0, realizzata per il festival e allestita nelle Sale Affrescate del Palazzo Comunale di Pistoia fino al 30 giugno.<br \/>\nLa filosofa teoretica Donatella Di Cesare parla di Esilio, ospitalit\u00e0, coabitazione. Nell\u2019epoca postnazista \u00e8 rimasta salda l\u2019idea che sia legittimo decidere con chi coabitare: la xenofobia populista e il razzismo trovano qui il loro punto di forza. Riconoscere invece la precedenza dell\u2019altro nel luogo in cui si vive significa aprirsi non solo a un\u2019etica della prossimit\u00e0, ma anche a una politica della coabitazione.<br \/>\nLa criminologia \u00e8 stata definita la \u201cscienza del male\u201d. Ma come si fa a convivere con il male? Perch\u00e9 interi popoli possono rendersi responsabili di massacri e poi tornare alle loro vite come se nulla fosse? A questi interrogativi risponde la criminologa Isabella Merzagora, analizzando in particolare il nazismo, inteso come matrice di tutti gli \u201caltrismi\u201d, cio\u00e8 i pregiudizi verso chi si considera \u201cdiverso\u201d. \u00c8 qui la causa del delitto: la criminologia dei diversi studia i crimini dei \u201cnormali\u201d.<br \/>\nSiamo esseri sociali? Un dialogo tra neuroscienze e filosofia \u00e8 l\u2019appuntamento con il neuroscienziato di fama internazionale Giacomo Rizzolatti e il filosofo della scienza Corrado Sinigaglia. A quasi trent\u2019anni dalla scoperta dei neuroni specchio, oggi sappiamo che essi sono alla base della nostra facolt\u00e0 di comprendere le azioni e le emozioni altrui. Si tratta di una comprensione particolare, che avviene dall\u2019interno. Sotto certi aspetti, ci\u00f2 di cui facciamo esperienza quando osserviamo gli altri agire o provare un\u2019emozione non \u00e8 diverso da quando agiamo o proviamo un\u2019emozione in prima persona.<\/p>\n<p>DOMENICA 26<br \/>\nLo psicologo e psicoterapeuta Matteo Lancini affronta uno dei temi scottanti per il mondo degli adolescenti: perch\u00e9 con-dividono e non con-vivono? Per comprendere i significati e i rischi delle esperienze digitali giovanili \u00e8 necessario interessarsi ai miti affettivi familiari e sociali. Da questi si pu\u00f2 partire per comprendere le forme del profondo disagio adolescenziale odierno, a cominciare dal sempre pi\u00f9 diffuso ritiro sociale.<br \/>\nStefano Allievi, sociologo delle religioni e delle migrazioni, propone una riflessione di forte attualit\u00e0 sulle caratteristiche che una societ\u00e0 autenticamente plurale dovrebbe avere, focalizzandosi soprattutto sul pluralismo religioso e sul rapporto con l\u2019Islam europeo. Le religioni possono infatti essere un riferimento identitario nella societ\u00e0 e nella politica, diventare strumento per dar vita a conflitti culturali o, al contrario, per aiutare a risolverli.<br \/>\nIn un mondo di solitudini e antagonismi, ricco di eroi solitari e vittorie contro tutti, forse \u00e8 arrivato il momento di riflettere su quanto la Storia sia stata fatta dalle collettivit\u00e0, dalla condivisione di ideali che porta piccoli gruppi o intere nazioni ad allearsi e a unirsi per uno scopo comune. Le scrittrici Michela Murgia e Ritanna Armeni raccontano storie e motivazioni, spesso di donne, del pi\u00f9 grande motore<\/p>\n<p>dell\u2019umanit\u00e0: l\u2019unione.<br \/>\nCambiamenti climatici improvvisi, global warming, carestie, guerre, migrazioni epocali sono indice di un collasso ambientale sempre pi\u00f9 prossimo. Gli esseri umani hanno dimenticato la cura del mondo in cui gli \u00e8 dato vivere, avverte il diplomatico e scrittore Grammenos Mastrojeni, coordinatore per l\u2019Ambiente della Cooperazione allo Sviluppo, che da trent\u2019anni si occupa dei legami fra tutela dell\u2019ambiente, sviluppo e pace. Ogni gesto, piccolo o grande, che protegge l\u2019ambiente \u00e8 fondamentale per il futuro comune.<br \/>\nMentre gli sguardi si appuntano sugli sbarchi, sui richiedenti asilo e sui porti che si vorrebbero chiudere, la sfida principale per una visione lungimirante dei fenomeni migratori in Italia riguarda l\u2019integrazione delle seconde generazioni: \u00e8 quanto afferma il sociologo delle migrazioni Maurizio Ambrosini. L\u2019integrazione comporta tre dimensioni: trovare un lavoro dignitoso; stabilire una rete di amicizie; sviluppare le competenze necessarie per inserirsi. Occorre domandarsi se le istituzioni pubbliche e la societ\u00e0 stiano promuovendo le azioni necessarie per favorire l\u2019integrazione delle seconde generazioni.<br \/>\nNella conferenza Alle origini del mondo attuale: incontri e scontri di culture nell\u2019et\u00e0 della \u201cprima globalizzazione\u201d lo storico Adriano Prosperi racconta l\u2019inizio dell\u2019et\u00e0 moderna, quando fu l\u2019Europa a guidare una fase rivoluzionaria della storia mondiale. Due furono i modi della tentata unificazione del mondo conosciuto: la conquista e l\u2019assoggettamento politico e religioso del continente americano, fino alla sua assimilazione alla cultura europea, e la ricerca di un \u201caccomodamento\u201d tra cultura europea e culture orientali, avvicinate grazie alla navigazione portoghese fino ai porti cinesi e giapponesi.<br \/>\nL\u2019antropologo di origini iraniane Shahram Khosravi, dell\u2019Universit\u00e0 di Stoccolma, propone una riflessione sulla natura dei confini, fisici e politici, sui rituali e sulle pratiche dell\u2019attraversamento, basandosi anche sulla sua personale esperienza di migrante illegale che trent\u2019anni fa lo ha condotto in Svezia. Khosravi intreccia metodologia etnografica a narrazioni dense di emozioni, restituendoci il pensiero di intellettuali che hanno fatto parte di alcune minoranze storiche, come Kafka e Benjamin, e raccontando le testimonianze di protagonisti diretti, come quelli che dall\u2019America centrale premono sul confine meridionale degli Stati Uniti o di coloro che si accalcano alle frontiere della \u201cfortezza Europa\u201d.<br \/>\nChiude il festival l\u2019incontro con l\u2019attore e drammaturgo Ascanio Celestini: un racconto in forma di spettacolo dedicato agli ultimi, ai dimenticati, a coloro cui \u00e8 stata negata la convivenza, a quelli che non sono graditi, al massimo tollerati. Celestini ci racconta di personaggi diversi tra loro che si muovono, in questo progetto di narrazione, in un unico ambiente: una periferia. Il narratore racconta quello che vede: a volte \u00e8 ci\u00f2 che conosce, altre quel che immagina. Con Celestini sul palco il musicista Gianluca Casadei.<\/p>\n<p>GLI SPETTACOLI<\/p>\n<p>Un grande debutto sul palcoscenico dei Dialoghi per celebrarne il decennale: Michele Serra porta a Pistoia, in prima nazionale, il suo nuovo spettacolo (venerd\u00ec 24, ore 21.15, Teatro Manzoni) \u201cL\u2019amaca di domani\u201d. Considerazioni in pubblico alla presenza di una mucca. Le parole, con le loro seduzioni e le loro trappole, sono le protagoniste di questo monologo teatrale comico e sentimentale, impudico e coinvolgente nel quale Serra apre allo spettatore la sua bottega di scrittura. Dipanando la matassa della propria scrittura, l\u2019autore fornisce anche traccia delle proprie debolezze e manie. Il finale, per fortuna, \u00e8 ancora da scrivere (regia di Andrea Renzi). Una produzione SPAlive in collaborazione con Teatri Uniti e Feltrinelli.<br \/>\nSabato al Teatro Manzoni alle 21.30 un concerto degli Avion Travel: una sorta di percorso biografico-musicale attraverso i brani pi\u00f9 famosi e amati dal pubblico, che sottolinea come il ruolo della parola sia centrale nelle ultime canzoni del gruppo, composto da: Peppe Servillo (voce); Mimi\u0300 Ciaramella (batteria); Peppe D\u2019Argenzio (sax); Flavio D\u2019Ancona (tastiere); Duilio Galioto (piano e tastiere); Ferruccio Spinetti (contrabbasso). Il mestiere di cantare per gli Avion Travel \u00e8 anche mestiere di convivere.<\/p>\n<p>Come sempre, ogni giornata si conclude con una proiezione cinematografica al teatro Bolognini: una mini rassegna dedicata al racconto della societ\u00e0 italiana attraverso le pellicole del grande Luchino Visconti, con introduzione della critica Paola Jacobbi. Da Rocco e i suoi fratelli, film definitivo sull\u2019immigrazione interna nel nostro Paese (venerd\u00ec, ore 22.30), a Il Gattopardo, che indaga i mutamenti sociali in Sicilia all\u2019indomani dell\u2019Unit\u00e0 d\u2019Italia (sabato, ore 22.30), fino a Gruppo di famiglia in un interno, affresco dei tormenti dell\u2019Italia post-Sessantotto (domenica, ore 20).<\/p>\n<p>LA MOSTRA<\/p>\n<p>Anche quest\u2019anno i Dialoghi organizzano una mostra fotografica: Paolo Pellegrin \u2013 Confini di umanit\u00e0, a cura di Annalisa D\u2019Angelo, propone sessanta scatti, alcuni dei quali inediti, di uno dei fotografi pi\u00f9 apprezzati nel panorama mondiale, che pone, come un antropologo, l\u2019essere umano sempre al centro della sua arte. Realizzate in Algeria, Egitto, Kurdistan, Palestina, Iraq e Stati Uniti, le immagini sono accompagnate da un video dello stesso Pellegrin, realizzato in America per indagare le linee razziali che ancora dividono il Paese, confini invisibili ma ancor pi\u00f9 insormontabili di quelli fisici. Le immagini coprono un arco temporale di quasi trent\u2019anni, sviluppando, per sottrazione e opposizione, l\u2019impervio percorso della convivenza, ostacolata da muri, guerre, mari in tempesta, deserti, frontiere naturali e artificiali: un viaggio lungo i confini dell\u2019umanit\u00e0, per mostrare lo sforzo continuo, ma necessario, alla base della convivenza.<br \/>\nLa mostra sar\u00e0 visitabile gratuitamente dal 24 maggio al 30 giugno nelle Sale Affrescate del Palazzo Comunale di Pistoia (catalogo Contrasto).<\/p>\n<p>I VOLONTARI<\/p>\n<p>Anima e cuore del festival sono i giovani volontari provenienti in massima parte dalle scuole secondarie di secondo grado di Pistoia e della provincia, ma anche da universit\u00e0 di tutta Italia. Negli anni, il loro numero \u00e8 cresciuto e la loro squadra, compatta e appassionata, \u00e8 la vera protagonista della manifestazione. Sono circa 3.500, con i volontari del 2019, i ragazzi che nelle 10 edizioni hanno scelto di partecipare al festival per un\u2019esperienza formativa e culturale unica.<\/p>\n<p>Biglietti in vendita dal 24 aprile (\u20ac 3,00 incontri e proiezioni cinematografiche &#8211; \u20ac 7,00 spettacoli) presso La Torre, via Tomba di Catilina 5\/7, Pistoia, e sul sito www.dialoghisulluomo.it.<\/p>\n<p>Informazioni e programma: www.dialoghisulluomo.it e sulla App del festival.<\/p>\n<p>Facebook: @festivaldialoghisulluomo<br \/>\nTwitter: @DialoghiPistoia<br \/>\nInstagram: pistoia_dialoghisulluomo<br \/>\nYoutube: Pistoia \u2013 Dialoghi sull\u2019uomo<br \/>\nHashtag ufficiale: #Dialoghi2019<\/p>\n<p>Con il patrocinio di MIBAC, Regione Toscana, Provincia di Pistoia.<\/p>\n <!-- AdSense Now! 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