{"id":119313,"date":"2019-09-29T19:47:48","date_gmt":"2019-09-29T17:47:48","guid":{"rendered":"http:\/\/www.edscuola.eu\/wordpress\/?p=119313"},"modified":"2019-09-29T19:47:50","modified_gmt":"2019-09-29T17:47:50","slug":"ambiente-e-responsabilita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.edscuola.eu\/wordpress\/?p=119313","title":{"rendered":"Ambiente e Responsabilit\u00e0"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"s3 wp-block-paragraph\"><strong>AMBIENTE, GLOBALIZZAZIONE, SVILUPPO SOSTENIBILE, SCIOPERO, RESPONSABILIT\u00c0<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"s3 wp-block-paragraph\"><strong>di Maria Grazia Carnazzola<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"s6 wp-block-paragraph\">Lo scenario<\/p>\n\n\n\n<p class=\"s4 wp-block-paragraph\">Pi\u00f9 di quarant\u2019anni fa si svolgeva a Stoccolma la prima Conferenza delle Nazioni Unite sull\u2019Ambiente Umano che inseriva, di fatto,&nbsp;l\u2019ambiente nell\u2019agenda internazionale. Altri incontri al vertice seguirono negli anni e si pensava che tutti, poveri e ricchi della Terra,&nbsp;si fossero messi d\u2019accordo per una visione comune per la crescita, l\u2019equit\u00e0, la conservazione dell\u2019ambiente. Non \u00e8 andata proprio cos\u00ec: la situazione ambientale continua ad essere instabile, le discussioni sulla finanza e sull\u2019economia globale sembrano ancora riservare all\u2019ambiente il ruolo di ospite tollerato: si fatica a comprendere che tutti abbiamo interesse a proteggere l\u2019ambiente e a promuovere, senza allarmismi ma con determinazione,&nbsp;forme di sviluppo sostenibile da fondare sulla costruzione di una responsabilit\u00e0 etica globale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"s4 wp-block-paragraph\">A &nbsp;&nbsp;partire dagli anni \u201970 del secolo scorso cominciano ad assumere contorni sempre pi\u00f9 netti due problemi: il permanere dello squilibrio tra sviluppo e arretratezza e il manifestarsi inequivocabile degli esiti negativi dello sviluppo, soprattutto nello spreco di risorse e nel degrado ambientale. Occorre ora capire se l\u2019umanit\u00e0 \u00e8 in grado di sopportare la&nbsp;\u201csmisuratezza\u201d della crescitao se invece sia urgente connotare lo sviluppo di eticit\u00e0, sottolineandone i limiti necessari. L\u2019insostenibilit\u00e0 della crescita illimitata \u00e8 evidente sia negli effetti sull\u2019equilibrio della biosfera sia sull\u2019equilibrio dell\u2019ordine sociale.&nbsp;Nel dibattito attuale, politico, economico e sociale, uno dei vocaboli maggiormente ricorrente \u00e8 globalizzazione, termine complesso, pervasivo, dai contorni sfumati, percepito come un\u2019idea-chiave attorno alla quale costruire le spiegazioni dei fenomeni culturali, sociali,&nbsp;economici e politici della contemporaneit\u00e0. Al di l\u00e0 delle sfumature semantiche, il termine veicola l\u2019idea di un pianeta come scenario unico di avvenimenti interrelati,&nbsp;dove i processi hanno carattere transnazionale e gli eventi&nbsp;non&nbsp;coinvolgono solo i grandi sistemi.&nbsp;Sostiene Domenico De Masi che la globalizzazione non \u00e8 un fenomeno recente e non ha un\u2019unica forma. Nel corso del tempo le scoperte geografiche, gli scambi commerciali, le colonizzazioni, la diffusione delle idee \u2013 facilitata oggi dalle potenti tecnologie dell\u2019informazione&nbsp;-, l\u2019istituzione degli Organismi Internazionali hanno accelerato il processo di unificazione mondiale. Gli effetti sono evidenti sul piano dei rapporti sociali, economici, dell\u2019organizzazione del lavoro, degli assetti politici, del modo di sentire e si manifesta da una parte nella massificazione dei consumi e dei gusti, dall\u2019altra nell\u2019arroccamento di identit\u00e0 etniche in carne ed ossa dentro uno spazio.&nbsp;\u00c8&nbsp;importante tenerlo presente e ricordarlo nel dibattito politico,&nbsp;perch\u00e9&nbsp;lo spazio virtuale non \u00e8 lo spazio pubblico: questo richiede, simultaneamente, la parola e il corpo. Il corpo vive, vede, ricorda e trascrive; la rete informatica annulla la distanza e mette a rischio le culture particolari entro le quali si pu\u00f2 essere individuo e gruppo.&nbsp;La distruzione della memoria porta all\u2019omologazione, perch\u00e9 la memoria \u00e8 legata all\u2019esperienza e ai valori del viverla che esprimono una visione del mondo, una cultura,&nbsp;trasmessa da gruppi umani e da esperienze collettive. Ma globalizzazione \u00e8 da intendersi come sinonimo di omologazione?&nbsp;Ed \u00e8 sinonimo di occidentalizzazione?&nbsp;Nei dibattiti che hanno accompagnato&nbsp;le manifestazioni di&nbsp;Fridays&nbsp;for future&nbsp;pare di s\u00ec. C\u2019\u00e8&nbsp;stato&nbsp;chi&nbsp;ha dichiarato&nbsp;\u201cAvete rubato i miei sogni\u2026\u201d Ma ci sono solo i sogni&nbsp;e i desideri&nbsp;dei ragazzi formati&nbsp;e cresciuti&nbsp;nel pensiero occidentale? I bambini, gli adolescenti, i giovani,&nbsp;che a questo progresso,&nbsp;che nausea chi partecipa alle manifestazioni di piazza,&nbsp;non hanno avuto accesso,&nbsp;che direbbero? Ancora una volta globalizzazione&nbsp;viene confusa&nbsp;con occidentalizzazione. Greta si \u00e8 posta il problema dal loro punto di vista?&nbsp;E chi la&nbsp;guida e chi la&nbsp;segue?Bisognerebbe riflettere e far riflettere su questi aspetti perch\u00e9 questi fenomeni non coinvolgono solo ci\u00f2 che sta \u201cfuori\u201d, ma influiscono sui risvolti&nbsp;pi\u00f9 intimi e personali delle nostre vite. E questa \u00e8 educazione civica,&nbsp;\u00e8 cittadinanza planetaria,&nbsp;intesa nel senso pi\u00f9 profondo di atteggiamento etico e politico.&nbsp;Sarebbe opportuno anche un affondo sul perch\u00e9, dopo decenni&nbsp;in cuieminenti personalit\u00e0 del mondo filosofico e scientifico hanno posto il problema,&nbsp;inascoltati, all\u2019improvviso una ragazzina mobiliti masse di ragazzi&nbsp;e non solo.&nbsp;E questo pu\u00f2 farlo solo la Scuola.&nbsp;Apprezzo la partecipazione degli studenti, davvero. Il rispetto dell\u2019ambiente in cui viviamo \u00e8 un valore, ma proteggerlo \u00e8 una missione e le missioni non si reggono sulle dichiarazioni e sui proclami. Servono azioni, impegno, volont\u00e0 e coerenza. Coerenza che,&nbsp;francamente non ho visto&nbsp;neanche&nbsp;negli adulti&nbsp;che accompagnavano alcune scolaresche nelle manifestazioni di piazza il 27&nbsp;settembre a Roma. \u201cRagazzi, andiamo di l\u00e0, altrimenti la fila diventa troppo lunga\u201d. E la fila era davanti a un fast-food.Non mi scandalizza la cosa, ma non posso non rilevarla.&nbsp;Eovviamente assenze potenzialmente&nbsp;giustificate;&nbsp;anche questo la dice lunga: siete autorizzati a scioperare; un\u2019altra distorsione dell\u2019intendere il&nbsp;diritto all\u2019autodeterminazione&nbsp;di cittadini liberi e responsabili.&nbsp;\u00c8&nbsp;giusto&nbsp;scegliere di&nbsp;dire,&nbsp;di&nbsp;urlare&nbsp;\u201cQuesto no, cos\u00ecno\u201d, ma contemporaneamente bisognerebbe proporre&nbsp;\u201cQuesto s\u00ec, cos\u00ec s\u00ec\u201d. Altrimenti \u00e8 troppo facile e deresponsabilizzante.&nbsp;Si ponecos\u00ec,&nbsp;ancora una volta,&nbsp;il problema della gestione del potere, della leadership, del carisma&nbsp;che non \u00e8 una caratteristica della persona, ma dipende in parte dalle situazioni, come sostiene J.&nbsp;Hillman.&nbsp;E dalle sponsorizzazioni finalizzate di gruppi di potere, aggiungo.Cui prodest?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"s4 wp-block-paragraph\">La Scuola.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"s4 wp-block-paragraph\">La contemporaneit\u00e0 fa registrare un livello di complessit\u00e0 altissimo, determinato dalla rapidit\u00e0 con cui variano gli scenari sociali, economici, culturali e richiede da parte di ciascuno adeguate strumentalit\u00e0 di accesso alla \u201cconoscenza possibile\u201d&nbsp;&#8211; veicolata e filtrata in larga misura dai social- sostenute da robuste competenze di interpretazione, di scelta, di integrazione e di elaborazione: cio\u00e8 di pensiero critico. Ma come si costruisce il pensiero critico e quali sono le responsabilit\u00e0 della Scuola in questo ambito?&nbsp;\u00c8&nbsp;possibile insegnare che il livello di civilt\u00e0 si misura&nbsp;anche dal rispetto per il pianeta che ci ospita, che furbizia non \u00e8 intelligenza e che al dichiarato dovrebbe far seguito un agito coerente? Per fare questo alla Scuola servono&nbsp;impegno lucido e appassionato, principi etici, conoscenze significative, identit\u00e0 forte. La consapevolezza, i modi di pensare sono generati dalla formazione e dall\u2019esperienza interrelati: la prima d\u00e0 forma, direzione, respiro alla seconda.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"s4 wp-block-paragraph\">Questa considerazione ci costringe a riflettere sull\u2019efficacia reale del sistema di istruzione\/ formazione di fronte alla crescente complessit\u00e0 e al raggiungimento degli obiettivi educativi che istituzionalmente gli competono:&nbsp;educare alla complessit\u00e0, al pensiero critico, alla responsabilit\u00e0 delle scelte\u2026 in altre parole educare alla cittadinanza attiva, nel senso di pensarsi come uomini liberi, capaci di vivere nel mondo di oggi e in quello di domani. Questa \u00e8 una priorit\u00e0: insegnare ai bambini e ai ragazzi che ci\u00f2 che accade nel mondo influenza la vita di ciascuno e,&nbsp;nel contempo, che ciascuno di noi \u00e8 responsabile del futuro dell\u2019umanit\u00e0 e del pianeta; che i problemi che oggi toccano l\u2019ambiente e l\u2019umanit\u00e0 intera non possono essere affrontati se non con la comprensione, scientificamente fondata e sorretta da dati verificati e argomentati,&nbsp;di essere parte di un unico destino planetario.&nbsp;Ma \u00e8 necessario che la Scuola lavori perch\u00e9 si impari a documentarsi autonomamente,&nbsp;a distinguere l\u2019informazione corretta dal sentito dire,&nbsp;il dire corretto dall\u2019invettiva che spesso maschera l\u2019indifferenza, il sapere scientifico dalla falsa conoscenza che \u00e8 vera ignoranza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"s4 wp-block-paragraph\">Il mondo della formazione tutto, scuola e mondo accademico, \u00e8 chiamato a riflettere e a far riflettere sulla caduta di senso generatadal paradigma economico della crescita smisurata, perch\u00e9&nbsp;la smisuratezza porta con s\u00e9 la svalutazione dei fini e la sopravvalutazione dei mezzi che, a sua volta, offusca il senso del tempo&nbsp;(le radici), le speranze (il futuro) ed espande il senso dello spazio, del qui e ora, alimentando la minaccia dello sterminio ecologico e sociale.&nbsp;Ma \u00e8 anche chiamato a far riflettere sulla necessit\u00e0 che il dibattito e le inevitabili, necessarie scelte siano fondati su solide conoscenze scientifiche. &nbsp;Solo cittadini, e non sudditi, consapevoli e responsabili potranno continuare a creare le condizioni per la miglior vita possibile dell\u2019umanit\u00e0.&nbsp;E forse per tutto questo un banner e qualche proclama non bastano&nbsp;e non bastano neppure le riforme scolastiche: serve una radicale riforma del pensiero e dei modi con cui si utilizzano i saperi disciplinari per dare forma alla conoscenza.&nbsp;Questo,&nbsp;solo una Scuola che ci crede veramente pu\u00f2 farlo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"s4 wp-block-paragraph\">Per concludere<\/p>\n\n\n\n<p class=\"s4 wp-block-paragraph\">Tre sono i passaggi che ritengo&nbsp;necessari:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"s4 wp-block-paragraph\">-prendere coscienza del problema, perch\u00e9 emerga un nuovo paradigma etico;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"s4 wp-block-paragraph\">-costruire il consenso intorno alle possibili soluzioni o,&nbsp;almeno, intorno alla condanna della \u201ccrescita necessaria\u201d; questo \u00e8 costruzione di cittadinanza politica;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"s4 wp-block-paragraph\">&#8211; puntare sull\u2019educazione per sviluppare apprendimenti, intelligenza ambientale, approfondimenti culturali che arricchiscano di eticit\u00e0 lo sviluppo valorizzandone i limiti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"s4 wp-block-paragraph\">Ci\u00f2 potr\u00e0 condurre a quel concetto di \u201cbene sufficiente\u201d su cui fondare uno sviluppo quanto pi\u00f9 sostenibile, tenendo ben presente che \u201csviluppo sostenibile\u201d \u00e8 un concetto politico.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"s4 wp-block-paragraph\">BIBLIOGRAFIA<\/p>\n\n\n\n<p class=\"s4 wp-block-paragraph\">J. Hillman,&nbsp;Il Potere, RCS Libri S.p.A., Milano&nbsp;2002;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"s4 wp-block-paragraph\">D. De Masi,&nbsp;Il futuro del lavoro. Fatica e ozio nella societ\u00e0 postindustriale, Rizzoli, Milano 2003;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"s4 wp-block-paragraph\">E.Morin,&nbsp;Insegnare a vivere, Raffaello Cortina Editore, Milano 2014;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"s4 wp-block-paragraph\">Agenda 2030;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"s4 wp-block-paragraph\">Amartya Sen, Il Sole 24Ore;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"s4 wp-block-paragraph\">A.Golini,&nbsp;La popolazione del pianeta,&nbsp;Il Mulino, Bologna 2003.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n <!-- AdSense Now! 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