{"id":157925,"date":"2022-09-19T17:57:00","date_gmt":"2022-09-19T15:57:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.edscuola.eu\/wordpress\/?p=157925"},"modified":"2022-09-20T07:58:22","modified_gmt":"2022-09-20T05:58:22","slug":"uninsegnante-di-sostegno-scrive-ai-colleghi-e-colleghe","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.edscuola.eu\/wordpress\/?p=157925","title":{"rendered":"Un&#8217;insegnante di sostegno scrive ai colleghi e colleghe"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Un&#8217;insegnante di sostegno scrive ai colleghi e colleghe<\/strong><br><strong><em>Vita&nbsp;<\/em><\/strong>del 19\/09\/2022<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sono una docente neo specializzata nelle attivit\u00e0 di sostegno didattico agli alunni con disabilit\u00e0 presso l&#8217;Universit\u00e0 di Genova, attualmente in anno di prova presso una Scuola Secondaria di Primo Grado a Settimo Milanese. \u201cLe strategie inclusive non sono vantaggiose solo per alcuni alunni bens\u00ec per tutti i componenti della classe perch\u00e9 ognuno di loro ha i propri bisogni, che sono diversi da quelli degli altri\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Care colleghe e cari colleghi,<br>sono lieta di aprire con queste righe il primo Consiglio di Classe dell\u2019anno 2022-2023.<br>Nella scuola dei miei sogni, ogni Consiglio si apre con la lettera di un insegnante\/ un\u2019insegnante della scuola che funge da ricarica, da bussola, da monito su tutto ci\u00f2 che siamo chiamati ad attuare quotidianamente sin dal primo giorno in cui abbiamo deciso di varcare la porta di un\u2019aula scolastica.<br>Ogni mattina, mentre la nostra frenetica vita passa rincorrendo il tempo, i problemi, una stabilit\u00e0 che fatica ad arrivare, una vacanza da troppo rimandata, abbiamo davanti a noi dei futuri adulti nei quali, come ha affermato Maria Montessori, dobbiamo \u201cgettare [&#8230;] i semi dell\u2019interesse; non tener conto di questo imprescindibile principio, \u00e8 come progettare una casa senza pensare alle fondamenta\u201d (Montessori, 1970).<br>In questa lettera, con la quale vorrei aprire le danze di quella che desidero diventi una tradizione epistolare, vi parler\u00f2 di unicit\u00e0.<br>Credo che se ognuno di noi facesse proprio questo concetto, riusciremmo a dare alla scuola quell\u2019impronta culturale rivoluzionaria che necessita da tempo.<br>Credo che se ognuno di noi facesse proprio questo valore, riusciremmo ad avere una scuola senza pregiudizi, senza etichette da incollare qua e l\u00e0 come dei bollini del supermercato.<br>La Convezione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilit\u00e0 ci dice che, sulla base della ricerche cliniche effettuate, l\u2019educazione scolastica deve tener conto dell\u2019unicit\u00e0 di ogni individuo e, quindi, avere un approccio alla persona e ai suoi bisogni. Infatti, la Convezione si fonda sul principio di dover garantire \u201cil rispetto per la dignit\u00e0 intrinseca, l\u2019autonomia individuale &#8211; compresa la libert\u00e0 di compiere le proprie scelte &#8211; e l\u2019indipendenza delle persone\u201d (Convenzione ONU, art. 3).<br>Quindi, \u00e8 importante che durante il triennio tutti noi lavoriamo affinch\u00e9 al termine del primo ciclo ogni alunno abbia il profilo delineato dalle Indicazioni Nazionali ovvero quello di una persona autonoma, responsabile, consapevole delle proprie potenzialit\u00e0 e che abbia uno stile di vita sano, la cura e il rispetto di se.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se consideriamo e trattiamo ogni alunno come un adulto, gli permettiamo di sviluppare il senso di autoefficacia ovvero il senso di \u201cpotercela fare\u201d che accrescer\u00e0 la sua autostima e gli consentir\u00e0 di diventare sempre pi\u00f9 autonomo e stabile. Se lo nutriamo ogni giorno con il verbo modale \u201cpotere\u201d, lo rendiamo protagonista di un percorso di scelta, di possibilit\u00e0 e di responsabilit\u00e0 di cui noi abbiamo le chiavi d\u2019accesso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tutto ci\u00f2 pu\u00f2 concretizzarsi se costruiamo insieme a lui il suo progetto di vita pensandolo gi\u00e0 adulto; perch\u00e9 ogni alunno \u00e8 un unico, futuro adulto.<br>Questo postulato serve a capire l&#8217;importanza dell\u2019eterogeneit\u00e0 di una classe al punto che, se valorizzata, diventa la sua fonte di ricchezza. Vantare tale preziosit\u00e0 richiede un\u2019azione educativa sulla persona, sulla singola persona da accettare e valorizzare. Per tali ragioni, tutti gli alunni hanno diritto a una didattica individualizzata e non standardizzata che metta in evidenza i differenti stili di apprendimento e che consideri i punti di partenza di ognuno di loro. Lavorare in modo individualizzato non significa lavorare con il singolo bens\u00ec guardare agli apprendimenti di ognuno in funzione di un risultato che si basi su dei criteri di valutazione comuni a tutta la classe e alla scuola intera. Ne consegue, evidentemente, che la gestione dell\u2019unicit\u00e0 degli alunni debba essere alla base della progettazione didattica la quale preveder\u00e0 delle tipologie di intervento preventive e non riparatorie.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quello che \u00e8 indispensabile ricordarsi sempre \u00e8 che le strategie inclusive non sono vantaggiose solo per alcuni alunni bens\u00ec per tutti i componenti della classe perch\u00e9 ognuno di loro ha i propri bisogni, che sono diversi da quelli degli altri.<br>Quindi, la scuola necessita di flessibilit\u00e0 per garantire l\u2019inclusione: non pu\u00f2 concentrarsi solo sui problemi e sulle mancanze ma deve cercare soluzioni e risorse. Il primo luogo in cui agire a tal fine \u00e8 il contesto. Osservandolo con attenzione possiamo individuare i facilitatori e le barriere causati dagli atteggiamenti, dall\u2019ambiente fisico e da quello sociale che possono, a seconda dei casi, ostacolare o favorire lo sviluppo della persona e dei suoi apprendimenti. Ne consegue che tale individuazione consente di abbattere le barriere, evitando che diventino disabilit\u00e0, e permette di valorizzare i facilitatori negli interventi educativi e didattici.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Puntare a una scuola di qualit\u00e0 significa assicurare la partecipazione attiva di tutti. Infatti, i compagni di classe sono la risorsa che pu\u00f2 generare quella che Robert Roche ha definito reciprocit\u00e0 positiva (Robert R., 2002) prodotta da tutti quei comportamenti che favoriscono e valorizzano l\u2019altro senza volere in cambio nulla: la cos\u00ec detta prosocialit\u00e0. Affinch\u00e9 ci\u00f2 accada \u00e8 necessario eliminare gli ostacoli alla partecipazione e favorire, invece, il senso di appartenenza a un gruppo grazie a continui incoraggiamenti e sollecitazioni e compiti di realt\u00e0 da svolgere insieme e con curiosit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per concludere, \u00e8 importante che non ci dimentichiamo di credere negli alunni; sempre. Secondo l\u2019effetto Pigmalione o effetto Rosenthal se un insegnante\/ un\u2019insegnante crede che un alunno\/un\u2019alunna sia meno dotato\/dotata, lo tratter\u00e0, anche inconsciamente, in modo diverso dagli altri e l\u2019alunno\/alunna si comporter\u00e0 di conseguenza e secondo le attese (Rosenthal, R. e Jacobson L., 1986).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Possiamo applicare quotidianamente questo principio ma per ricordare agli alunni che per noi sono tutti egualmente dotati e che ognuno di loro, anche in presenza di disabilit\u00e0, pu\u00f2 aspirare al proprio livello di eccellenza; e questo perch\u00e9 \u201cciascuno cresce solo se sognato\u201d (Dolci D., 1974).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">di Ilaria Fiore<\/p>\n <!-- AdSense Now! 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