{"id":162284,"date":"2023-03-14T11:43:43","date_gmt":"2023-03-14T10:43:43","guid":{"rendered":"https:\/\/www.edscuola.eu\/wordpress\/?p=162284"},"modified":"2023-03-14T11:43:46","modified_gmt":"2023-03-14T10:43:46","slug":"la-pedagogia-in-situazione-oggi-gaetano-santomauro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.edscuola.eu\/wordpress\/?p=162284","title":{"rendered":"La \u201cpedagogia in situazione\u201d oggi: Gaetano Santomauro"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>La \u201cpedagogia in situazione\u201d oggi:<\/strong> <strong>Gaetano Santomauro <em>vivant<\/em><\/strong> <a id=\"_ftnref1\" href=\"#_ftn1\">[1]<\/a><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>di Carlo De Nitti<\/strong> <a id=\"_ftnref2\" href=\"#_ftn2\">[2]<\/a><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">1. <strong>PREMESSA<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In occasione del centenario della nascita, \u00e8 sicuramente utile ripensare, all\u2019itinerario teoretico attraverso il quale si \u00e8 sviluppata la riflessione pedagogica di Gaetano Santomauro (Minervino Murge, BA, 1923 \u2013 Bari, 1976) non ha la sua ragione di essere soltanto nella volont\u00e0 storiografica di scrivere su di uno dei pi\u00f9 illustri pedagogisti meridionali del \u2018900, ma soprattutto nella rilettura criticamente sostenuta delle tematiche da lui affrontate ancora particolarmente attuali nella temperie culturale che, come persone di scuola, viviamo oggi, nel terzo decennio del XXI secolo<a href=\"#_ftn3\" id=\"_ftnref3\">[3]<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E\u2019 questo l\u2019interesse squisitamente teoretico che muove chi scrive nell\u2019avvicinarsi ad una possibile rilettura di alcune argomentazioni del grande pedagogista<a href=\"#_ftn4\" id=\"_ftnref4\">[4]<\/a> pugliese.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">2. <strong>LA \u201cPEDAGOGIA IN SITUAZIONE\u201d<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Rimeditare sul pensiero di Gaetano Santomauro, mediante la costruzione di un itinerario di ricerca all\u2019interno di alcune tra le sue opere<a href=\"#_ftn5\" id=\"_ftnref5\">[5]<\/a>, significa accostarsi al pensiero di un Maestro della pedagogia italiana di ispirazione meridionalista e personalista: di un personalismo peculiare che \u201cnon \u00e8 dogmatico ma neanche tendenzialmente scettico o relativista. E\u2019 un personalismo realistico, che ha nella persona la misura delle cose e che nella persona ritrova il giusto equilibrio tra l\u2019ansia del trascendente ed il <em>qui ed ora <\/em>\u201c<a href=\"#_ftn6\" id=\"_ftnref6\">[6]<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Chi scrive pensa che esista un modello \u2018protagoreo\u2019 della pedagogia, al pari di quello della filosofia<a href=\"#_ftn7\" id=\"_ftnref7\">[7]<\/a>, come magistralmente teorizzato da Giuseppe Semerari. Tale modello \u00e8, di certo, invenibile in quel personalismo realistico che trova nella persona il giusto equilibrio tra l\u2019 \u2018<em>hic et nunc\u2019<\/em>&nbsp;e l\u2019ansia del trascendente: esso legittima e sostiene la \u2018pedagogia in situazione\u2019 che \u00e8 ermeneutica allorch\u00e9 sollecita a trovare i principi categoriali con i quali \u2018comprendere\u2019 le situazioni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il <em>qui ed ora<\/em>, per Santomauro, erano fondamentalmente la scuola e la societ\u00e0 meridionali della seconda met\u00e0 del XX secolo ed il ruolo che la prima aveva il dovere di svolgere per il riscatto culturale, sociale, civile e, conseguentemente, economico della seconda. Il suo impegno sociale in favore del Mezzogiorno fu costante ed accompagn\u00f2 la sua riflessione teoretica e la sua azione pedagogica a tutto tondo: non a caso, fu vicino ad un altro grande pedagogista pugliese, Giovanni Modugno (Bitonto, 1880 \u2013 Bari, 1957)<a href=\"#_ftn8\" id=\"_ftnref8\">[8]<\/a>, ed intrattenne rapporti, anche epistolari con uno dei pi\u00f9 grandi Statisti, meridionale e meridionalista anch\u2019egli, che l\u2019Italia nei suoi centocinquanta anni di vita unitaria abbia mai avuto, Aldo Moro<a href=\"#_ftn9\" id=\"_ftnref9\">[9]<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il lascito migliore della riflessione pedagogica di Gaetano Santomauro, la cui prematura scomparsa ne ha tragicamente impedito ulteriori e fecondi sviluppi \u2013 un\u2019eredit\u00e0 che lo fa essere nostro contemporaneo di persone di scuola del Terzo Millennio &#8211; \u00e8, \u201cla sua fiducia inconcussa nell\u2019educazione e nel suo ruolo positivo e propulsivo nella societ\u00e0, la sua speranza nell\u2019educazione non in maniera fideistica n\u00e9 in forma ingenuamente ottimistica, ma in forma consapevole, responsabile, lucidamente ancorata al tempo storico e alla condizione umana\u201d<a href=\"#_ftn10\" id=\"_ftnref10\">[10]<\/a> .<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Particolarmente interessante ed euristica \u00e8, a distanza di cinquantacinque anni dalla sua prima pubblicazione, in quest\u2019ottica, la rilettura dell\u2019opera principale della pur vasta produzione scientifica di Santomauro, <em>Per una pedagogia in situazione<a href=\"#_ftn11\" id=\"_ftnref11\"><strong>[11]<\/strong><\/a><\/em>, purch\u00e9 la si affronti utilizzandola come chiave di lettura critica e propositiva delle problematiche pedagogiche del XXI secolo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La pedagogia in situazione non \u00e8 una pedagogia relativistica (se non addirittura nichilistica) che si smarrisce nella realt\u00e0 o la ratifica <em>sic et simpliciter<\/em>, ma \u00e8 una pedagogia ermeneutica, in quanto \u2013 spiega ancora Pagano &#8211; assume il carattere, da un lato, \u2018noetico\u2019 perch\u00e9 sollecita la ricerca pedagogica a trovare i principi categoriali con i quali \u2018leggere\u2019, \u2018spiegare\u2019, \u2018comprendere\u2019 le cose, i fatti, le situazioni, e, dall\u2019altro lato, storico-dialettico, perch\u00e9 spinge il pedagogista ad uscire dalle assolutizzazioni e a cercare mediazioni, a cogliere le reali possibilit\u00e0 di un processo educativo. E\u201f una pedagogia forte nei suoi principi, ma pronta a mettersi in discussione quando avverte i limiti ed i rischi di una deriva integralista e fondamentalista. E\u201f una pedagogia che vuole operare nel mondo e con esso continuamente rinnovarsi\u201d<a href=\"#_ftn12\" id=\"_ftnref12\">[12]<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La \u2018pedagogia in situazione\u2019 \u00e8, a parere di chi scrive, la scommessa pedagogica che vive ogni giorno chi voglia operare con consapevolezza ed efficacia nella scuola del XXI secolo per formare persone, uomini e donne, competenti nell\u2019umano, educando alla responsabilit\u00e0, alla cittadinanza attiva, alla solidariet\u00e0, alla differenza, ma soprattutto al rispetto di tutt* e di ciascun*.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E\u2019 la scommessa pedagogica che si trova a vivere ogni giorno chi voglia operare nella scuola del XXI secolo: formare persone, uomini e donne, competenti nell\u2019umano significa educare \u201calla responsabilit\u00e0, alla partecipazione, alla solidariet\u00e0, alla tolleranza, al rispetto della tradizione, all\u2019inclusione contro l\u2019esclusione, al dialogo, alla prossimit\u00e0, al realismo, alla comprensione del s\u00e9 storico\u201d<a href=\"#_ftn13\" id=\"_ftnref13\">[13]<\/a>, in una parola, ai valori.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A parere di chi scrive, l\u2019effettiva competenza nell\u2019umano \u00e8, e deve essere, sostanziata di un\u2019originaria responsabilit\u00e0 \/ libert\u00e0 per \u2026 che contraddistingue la persona: \u201c<em>noi non siamo responsabili perch\u00e9 siamo socialmente impegnati, ma ci impegniamo socialmente perch\u00e9 siamo originariamente responsabili<\/em>\u201d<a href=\"#_ftn14\" id=\"_ftnref14\">[14]<\/a><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Negli anni \u201860\/\u201970 del secolo scorso, per Santomauro, praticare una pedagogia in situazione significava difendere le peculiarit\u00e0 valoriali della civilt\u00e0 contadina, segnatamente pugliese e meridionale, dall\u2019industrializzazione e dall\u2019urbanizzazione spersonalizzante ed alienante. Non \u00e8 difficile invenire nell\u2019impegno mai disgiunto di ricerca teoretica e attivit\u00e0 sociale da parte di Gaetano Santomauro, &#8211; consegnato a volumi come <em>Civilt\u00e0 ed educazione nel mondo contadino meridionale<a href=\"#_ftn15\" id=\"_ftnref15\"><strong>[15]<\/strong><\/a><\/em>, <em>Il senso di una pedagogia impegnata<a href=\"#_ftn16\" id=\"_ftnref16\"><strong>[16]<\/strong><\/a> <\/em>e <em>Problemi educativi e programmazione nel Mezzogiorno<a href=\"#_ftn17\" id=\"_ftnref17\"><strong>[17]<\/strong><\/a> <\/em>ed alle azioni per la scuola pugliese e meridionale nei decenni di transizione dalla societ\u00e0 contadina a quella agro-industriale ed industriale come Consulente tecnico dell\u2019Ente Riforma e come membro della delegazione italiana presso l\u2019UNESCO<a href=\"#_ftn18\" id=\"_ftnref18\">[18]<\/a> &#8211; i fondamenti teoretici e sociali per un impegno odierno di donne ed uomini di scuola contro la spersonalizzazione di una societ\u00e0 postindustriale, globalizzata, che tende ad omologare idee, comportamenti, usi, costumi, linguaggi, impoverendo o, addirittura, svellendo le tradizioni e modificando gli stili di vita degli uomini, delle donne e dei bambini nella prospettiva sempre \u2018allettante\u2019 dell\u2019incremento dei consumi finalizzato alla produzione ed ad un profitto spesso fuori controllo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">3. <strong>LA \u201cPEDAGOGIA IN SITUAZIONE\u201d OGGI<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A parere di chi scrive, praticare oggi una pedagogia in situazione significa riconoscere nelle azioni concrete la dignit\u00e0 di ogni persona umana e determinare la necessit\u00e0 di elaborare e di definire itinerari operativi di \u201ceducazione compensativa\u201d, ossia di recupero delle situazioni di emarginazione e di insuccesso negli istituti scolastici di ogni ordine e grado. Tale riconoscimento \u00e8 la cifra caratterizzante la cultura occidentale dal mondo greco fino al nostro tempo. La dignit\u00e0 dell\u2019uomo definisce il suo essere persona ed il fine dell\u2019educazione di cui \u00e8 protagonista: in particolare, per la scuola, non \u00e8 possibile leggere, conoscere ed educare le varie condizioni umane se non nell\u2019ottica dell\u2019accoglienza e della promozione di ogni persona, di tutti e di ciascuno, soprattutto di quelle contrassegnate dall\u2019emarginazione e dell\u2019insuccesso, che non sono soltanto scolastici, ma anche e soprattutto sociali e civili, anche, se non soprattutto, per una serie di ragioni sociali, storiche, economiche e politiche, che non \u00e8, in questa sede, dato di indagare ed approfondire, nel Mezzogiorno d\u2019Italia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In questo senso, operare quotidianamente nella scuola sta a significare porre in essere ogni giorno la pedagogia impegnata in situazione, che non \u00e8 n\u00e9 pu\u00f2 diventare pedagogia della situazione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La scoperta della dimensione compensativa dell\u2019educazione nella scuola \u00e8 abbastanza recente: ha riguardato e riguarda tutti i \u201cdiversi\u201d: gli svantaggiati, i diversamente abili, gli stranieri ma anche i plusdotati. Ogni persona, in quanto tale, \u00e8 unica ed irripetibile ed, in questo senso, diversa: la categoria della diversit\u00e0 &#8211; e non della semplice differenza &#8211; consente alla scuola come comunit\u00e0 educante di valorizzarne ogni esperienza di vita, in un processo di reciproco arricchimento spirituale, foriero dell\u2019estensione dei diritti di cittadinanza, delle opportunit\u00e0 formative e della valorizzazione delle intelligenze multiple, per dirla con l\u2019espressione, ormai divenuta celeberrima, di Howard Gardner.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ogni diversit\u00e0 arricchisce di esperienze e di valori la classe in cui sono inseriti alunni \u2018diversi\u2019 e la comunit\u00e0 scolastica tutta in un rapporto che non pu\u00f2 che essere dialogico e di interazione: non \u00e8 per caso che, in un suo testo di tanti anni fa, Marisa Pavone paragonava il rapporto tra alunni \u2018diversi\u2019 e totalit\u00e0 dei discenti a quello, celeberrimo, della colomba con l\u2019aria, di cui parla Immanuel Kant nella <em>Kritik der Reinen Vernunft. <\/em>L\u2019aria\/classe comune, che pure oppone resistenza alle ali che la fendono, \u00e8 indispensabile: senza di essa, nel vuoto, la colomba\/allievo \u2018diverso\u2019 non potrebbe volare<a href=\"#_ftn19\" id=\"_ftnref19\">[19]<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La personalizzazione del processo di insegnamento\/ apprendimento, attraverso la valorizzazione delle attitudini e delle vocazioni della persona alunno, costituisce la filosofia ispiratrice del processo riformatore in atto: favorire la crescita della persona umana nel rispetto dei ritmi dell\u2019et\u00e0 evolutiva, delle differenze e dell\u2019identit\u00e0 di ciascuno, delle scelte educative delle famiglie nel quadro della cooperazione tra scuole e genitori.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tutti i documenti programmatici implementano, tanto come orizzonte valoriale quanto come concreta prassi di insegnamento, la filosofia della persona, come elaborata nel corso del \u2018900<a href=\"#_ftn20\" id=\"_ftnref20\">[20]<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">4. <strong>LA PERSONALIZZAZIONE<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Personalizzare l\u2019insegnamento significa \u2018curvarlo\u2019 sulle necessit\u00e0, sui bisogni e sulle esigenze di apprendimento di ogni singolo allievo; significa, quindi, non progettare curricoli validi <em>erga omnes <\/em>ma costruire Piani di studio personalizzati, declinati sulle potenzialit\u00e0 effettive degli alunni in carne ed ossa, affidati alle \u2018cure\u2019 della singola \u00e9quipe docente, in sinergia con le famiglie per rendere possibile il successo formativo di tutti e di ciascuno, per ridurre\/rimuovere gli insuccessi e per promuovere le eccellenze. Il ruolo della famiglia e delle sue scelte educative sono fondamentali per indirizzare le strategie delle scuole nella lettura del proprio contesto e nell\u2019organizzazione di servizi per la migliore fruizione degli spazi di insegnamento, pensati nella previsione di tempi eterocroni di apprendimento.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Soltanto attraverso la personalizzazione dell\u2019insegnamento \u00e8 possibile per i discenti e per le loro famiglie essere protagonisti diretti della vita e del governo dell\u2019istituzione scolastica e non esserne coinvolti soltanto come destinatari di offerte formative pensate in luoghi e da persone altre, secondo la filosofia della sussidiariet\u00e0 orizzontale e verticale. In quest\u2019ottica, la risposta ai bisogni dei cittadini, i genitori ed i discenti delle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado, deve essere fornita dalle istituzioni e\/o da enti ed associazioni a loro pi\u00f9 vicine, al fine di avere tanto una maggiore efficacia quanto una migliore efficienza nell\u2019erogazione e nella fruizione del servizio, evitando sprechi di risorse di ogni sorta: anche in ci\u00f2 Santomauro aveva antevisto il rischio di un utilizzo del pubblico denaro in modo non sempre congruente con gli obiettivi prefissati.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Al fine di personalizzare gli apprendimenti, nelle scuole del primo ciclo di istruzione \u00e8 possibile creare le condizioni affinch\u00e9 si sviluppino forme di sperimentazione di nuovi approcci al sapere, fondate sull\u2019imparare facendo (<em>learning by doing<\/em>)<a href=\"#_ftn21\" id=\"_ftnref21\">[21]<\/a>, mediante l\u2019attivazione di laboratori di varia tipologia (per gruppi di alunni della stessa classe, di classi diverse, parallele o in verticale). Essi consentono di superare il vecchio schema didattico lezione\/verifica\/lezione fondato sulla comunicazione logocentrica, per attingere in modo nuovo e ad una pratica della metodologia educativa fondata sul lavoro (l\u2019etimo latino di <em>laboratorium<\/em> richiama il verbo laborare) e sull\u2019esperienza, che stimolano negli alunni\/e la socializzazione e la relazionalit\u00e0, le caratteristiche tipiche pi\u00f9 proprie dell\u2019essere persona che si colloca nel mondo, esperendolo e favorendo la valorizzazione di tutti i talenti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">5. <strong>LA \u201cSCUOLA ATTIVA\u201d OGGI: GAETANO SANTOMAURO <em>VIVANT<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I laboratori, e la didattica incentrata su di essi, non sono soltanto uno spazio didattico diverso dall\u2019aula tradizionale, ma una modalit\u00e0 di apprendimento fondata su dimensioni altre dell\u2019insegnare, consente di conseguire in modo efficace tanto gli obiettivi formativi quanto gli obiettivi specifici di apprendimento, afferenti il sapere (conoscenze), il saper fare (abilit\u00e0) il saper essere (comportamenti e competenze) poich\u00e9 essa promuove linguaggi plurimi e non soltanto quelli \u201cdal collo in su\u201d, quelli dimidiati, per dirla con Papa Francesco, poich\u00e9 non coniugano la mente con il cuore e con le mani<a href=\"#_ftn22\" id=\"_ftnref22\">[22]<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questa opzione teoretica per la laboratorialit\u00e0 a trecentosessanta gradi colloca la prospettiva delle scuole, soprattutto del primo ciclo di cui massimamente si \u00e8 occupato, gi\u00e0 nel 1954, Gaetano Santomauro<a href=\"#_ftn23\" id=\"_ftnref23\">[23]<\/a> \u2013 a parere di chi scrive &#8211; sulla medesima linea pedagogica e metodologica che, all\u2019inizio del Novecento, era proposta in modo dirompente, in ben altro contesto culturale, dall\u2019attivismo pedagogico: da John Dewey, alle sorelle Agazzi, da Maria Montessori ad Edouard Clapar\u00e8de, da C\u00e9l\u00e9stin Freinet a Ovide Decroly (a cui Gaetano Santomauro, peraltro, dedic\u00f2 una specifica monografia<a href=\"#_ftn24\" id=\"_ftnref24\">[24]<\/a>) nella direzione dell\u2019ampliamento dell\u2019offerta formativa e delle opportunit\u00e0 di apprendimento per i bambini, i ragazzi, i giovani ma anche gli adulti di tutte le et\u00e0 interessati a crescere, a migliorare se stessi ed a riqualificarsi in un mondo del lavoro in continua trasformazione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La personalizzazione e la opzione teoretica verso il <em>learning by doing<\/em>, l\u2019imparare facendo, devono avere il ruolo di stimolare tutta la societ\u00e0 a riconoscere le finalit\u00e0 sociali ed i valori che persegue la scuola: \u00e8 questa una tra le tante lezioni che la \u201cvoce\u201d di Gaetano Santomauro pu\u00f2 impartire a noi donne e uomini di scuola del XXI secolo. A chi scrive piace concludere queste righe con le sue parole sul ruolo della scuola, valido ora come allora (quasi sessant\u2019anni fa): \u201cSaldamente ancorata ai principi ed al metodo della democrazia sostanziale, che trova il proprio cardine nel pieno riconoscimento del valore, della dignit\u00e0, della libert\u00e0 dei diritti dell\u2019uomo, la scuola, da noi auspicata, dovrebbe rappresentare, nel contesto delle istituzioni e della dinamica socioculturale, una \u2018forza\u2019 di pressione, tendente ad ottenere un pi\u00f9 ampio riconoscimento sociale delle finalit\u00e0 e dei valori che essa persegue ed una loro pi\u00f9 attuosa e viva presenza nel tessuto connettivo delle singole istituzioni sociali, affinch\u00e9 queste, progredendo, riflettano sempre pi\u00f9 autenticamente la loro essenziale misura umana\u201d<a href=\"#_ftn25\" id=\"_ftnref25\">[25]<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>BIBLIOGRAFIA<\/strong><\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>\u201cQuaderni del Dipartimento di Scienze Pedagogiche e Didattiche\u201d dell\u2019Universit\u00e0 degli studi di Bari, VII, gennaio &#8211; luglio 2002, 3, numero monotematico \u201c<em>Gaetano Santomauro e l\u2019impegno pedagogico in situazione<\/em>\u201d;<\/li>\n\n\n\n<li>CAPORALE, VITTORIANO, Voce \u201cGaetano Santomauro\u201d in LAENG MAURO (a cura di), <em>Enciclopedia Pedagogica<\/em>, vol. VI;<\/li>\n\n\n\n<li>CHIOSSO, GIORGIO, <em>Novecento pedagogico<\/em>, Brescia 1997, La Scuola;<\/li>\n\n\n\n<li>DE NITTI CARLO \u2013 LAVERMICOCCA CARLO (a cura di), <em>Mente \u2013 Cuore \u2013 Mani: la proposta educativa di Papa Francesco. Riflessioni teoriche e prassi <\/em>educative, Bari 2022, Ecumenica editrice;<\/li>\n\n\n\n<li>PAGANO, RICCARDO, <em>Il pensiero pedagogico di Gaetano Santomauro<\/em>, Brescia 2008, La Scuola;<\/li>\n\n\n\n<li>SANTOMAURO, GAETANO, <em>Il senso di una pedagogia impegnata<\/em>, Lecce 1963, Milella;<\/li>\n\n\n\n<li>SANTOMAURO, GAETANO, <em>Problemi educativi e programmazione nel Mezzogiorno<\/em>, Lecce 1964, Milella;<\/li>\n\n\n\n<li>SANTOMAURO, GAETANO, <em>Per una pedagogia in situazione<\/em>, Brescia 1967, La Scuola;<\/li>\n\n\n\n<li>SANTOMAURO, GAETANO, (a cura di), <em>Dimensioni fondamentali della ricerca pedagogica<\/em>, Padova 1981, Gregoriana;<\/li>\n\n\n\n<li>GIUSEPPE SEMERARI, <em>Responsabilit\u00e0 e comunit\u00e0 umana,<\/em> Manduria 1966, II ed., Lacaita;<\/li>\n\n\n\n<li>GIUSEPPE SEMERARI, <em>Filosofia. Lezioni preliminari<\/em>, Milano 1994, Guerini e Associati.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref1\" id=\"_ftn1\">[1]<\/a> Questo contributo rielabora, arricchendolo, il testo <em>Introduzione. Il pensiero pedagogico di G. Santomauro nella scuola del XXI secolo<\/em>, in AA.VV., <em>Il pensiero pedagogico di Gaetano Santomauro nella scuola del XXI secolo<\/em>, a cura di CARLO DE NITTI, \u201cEducazione &amp; Scuola\u201d, XVII, marzo 2012, 1015, pp. 4-8.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref2\" id=\"_ftn2\">[2]<\/a> CARLO DE NITTI (Bari, 1960), laureato in filosofia, dal 2007 \u00e8 dirigente scolastico, dal 2015 in servizio presso l\u2019I.I.S.S. \u201cElena di Savoia \u2013 Piero Calamandrei\u201d di Bari.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref3\" id=\"_ftn3\">[3]<\/a> Fondamentale, per chi scrive. \u00e8 stata, <em>illo tempore,<\/em> la meditata lettura di Riccardo Pagano, <em>Il pensiero pedagogico di Gaetano Santomauro<\/em>, edito nel 2008, a Brescia, dalla Casa Editrice La Scuola, nell\u2019ambito della sua collana &lt;Pedagogia cristiana&gt;.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref4\" id=\"_ftn4\">[4]<\/a> Per mia antica formazione, il rapporto tra teoresi e storiografia lo penso sempre cos\u00ec: \u201cI testi restano muti e insignificanti se non realizziamo il nostro approccio ad essi con un progetto filosofico con la consapevolezza di che cosa sia la ricerca filosofica. Per questa disposizione teoretica nei confronti dei documenti raccolti, il lavoro storiografico rimane a livello della pura e semplice edizione dei testi\u201d (GIUSEPPE SEMERARI, <em>Filosofia. Lezioni preliminari<\/em>, Milano 1994, Guerini e Associati).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref5\" id=\"_ftn5\">[5]<\/a> Scrive Maria Tiziana Santomauro: \u201c[\u2026] risulta alquanto arduo e complesso il compito di tracciarne il pensiero pedagogico in assenza di un\u2019opera che sintetizzi le sue articolate riflessioni pedagogiche. In particolare mi riferisco a: l\u2019idea di scuola (attiva); il personalismo; il ruolo del maestro\/educatore; il fine dell\u2019educazione\/insegnamento (questioni di didattica)\u201d. &nbsp;I profondi valori cristiani in cui ha sempre creduto, gli studi, l\u2019impegno scientifico a conoscere il pensiero di studiosi italiani ed europei e non solo, con un metodo d\u2019indagine personale e critico, hanno determinato il delinearsi di un pensiero pedagogico i cui principi, innovativi per quel tempo, possono ritenersi ancora attuali nella scuola del terzo millennio\u201d (MARIA TIZIANA SANTOMAURO, <em>Il pensiero pedagogico di Gaetano Santomauro nella scuola del terzo millennio<\/em>, in AA.VV., <em>Il pensiero pedagogico di Gaetano Santomauro nella scuola del XXI secolo<\/em>, a cura di CARLO DE NITTI, \u201cEducazione &amp; Scuola\u201d, XVII, marzo 2012, 1015, p. 9.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref6\" id=\"_ftn6\">[6]<\/a> RICCARDO PAGANO, <em>Il pensiero pedagogico di Gaetano Santomauro, <\/em>Brescia 2008, La Scuola, p. 6.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref7\" id=\"_ftn7\">[7]<\/a> Si veda al riguardo GIUSEPPE SEMERARI,&nbsp;<em>Filosofia. Lezioni preliminari<\/em>, Milano 1991, Guerini e Associati, pp. 61 \u2013 68.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref8\" id=\"_ftn8\">[8]<\/a> Sui rapporti tra Santomauro e Modugno, si pu\u00f2 vedere GAETANO SANTOMAURO, <em>Giovanni Modugno attraverso gli inediti, <\/em>\u201cRassegna Pugliese\u201d, 1969, 45.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un ottimo spunto di ricerca storiografica \u00e8 l\u2019approfondimento dei rapporti tra i due pedagogisti: Giovanni Modugno ispir\u00f2 la nascita del &#8220;gruppo di maestri sperimentatori&#8221; di Pietralba (BZ), dal nome dalla localit\u00e0 dolomitica nella quale si riun\u00ec per la prima volta nel 1948, cui partecip\u00f2 anche il venticinquenne Gaetano Santomauro, che era stato anche suo allievo all\u2019Istituto Magistrale \u201cGiordano Bianchi-Dottula&#8221; di Bari. &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref9\" id=\"_ftn9\">[9]<\/a> La scuola materna statale, istituita ai sensi della L. 444 del 18.03.1968 &#8211; che consent\u00ec a tanti bambini che abitavano in molti piccoli comuni, ubicati soprattutto nell\u2019Italia meridionale, che non avevano la possibilit\u00e0 economica di finanziare analoghe scuole comunali \u2013 nacque grazie all\u2019impegno profuso da parte dell\u2019allora Presidente del Consiglio dei Ministri, Aldo Moro (Governo Moro III, in cui il Ministro della P.I. era il padovano Luigi Gui).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref10\" id=\"_ftn10\">[10]<\/a> RICCARDO PAGANO, <em>Op. cit.<\/em>, p. 14.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref11\" id=\"_ftn11\">[11]<\/a> Brescia 1967, La Scuola<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref12\" id=\"_ftn12\">[12]<\/a> RICCARDO PAGANO, <em>Op. cit.<\/em>, p. 134.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref13\" id=\"_ftn13\">[13]<\/a> RICCARDO PAGANO, <em>Op. cit.<\/em>, p. 140.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref14\" id=\"_ftn14\">[14]<\/a> GIUSEPPE SEMERASARI <em>Responsabilit\u00e0 e comunit\u00e0 umana<\/em>, Manduria 1966, II ed., Lacaita, p. 84.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref15\" id=\"_ftn15\">[15]<\/a> Padova 1959, Liviana.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref16\" id=\"_ftn16\">[16]<\/a> Lecce 1963, Milella.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref17\" id=\"_ftn17\">[17]<\/a> Lecce 1964, Milella.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref18\" id=\"_ftn18\">[18]<\/a> Cfr. RICCARDO PAGANO, <em>Op. cit<\/em>., pp. 145 \u2013 157.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref19\" id=\"_ftn19\">[19]<\/a> Si veda, a tal riguardo, GIUSEPPE BERTAGNA, SERGIO GOVI, MARISA PAVONE, <em>POF, Autonomia delle scuole e offerta formativa<\/em>, Brescia, 2001, La Scuola, p. 239.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref20\" id=\"_ftn20\">[20]<\/a> GIORGIO CHIOSSO, <em>Novecento pedagogico<\/em>, Brescia 1997, La Scuola, pp. 215-243 e 309-311<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref21\" id=\"_ftn21\">[21]<\/a> \u201cOmnia agenda agendo discantur\u201d aveva scritto, nel XVII secolo, nella sua <em>Didactica Magna, <\/em>il grande pedagogista moravo Johan Amos Komensk\u1e8f, meglio noto con il nome latinizzato di Comenius.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref22\" id=\"_ftn22\">[22]<\/a> Si pu\u00f2 vedere, se \u00e8 lecita la citazione, DE NITTI CARLO \u2013 LAVERMICOCCA CARLO (a cura di), <em>Mente \u2013 Cuore \u2013 Mani: la proposta educativa di Papa Francesco. Riflessioni teoriche e prassi <\/em>educative, Bari 2022, Ecumenica editrice.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref23\" id=\"_ftn23\">[23]<\/a> \u201c [\u2026] G. Santomauro rivolge alla scuola primaria un\u2019attenzione particolare, in quanto essa promuove e sviluppa i valori spirituali umani sottesi al processo educativo; sa realizzare un preciso \u201cdisegno educativo\u201d ed un preciso itinerario didattico; promuove la collaborazione attiva degli scolari, tramutandosi in un \u201celemento funzionale\u201d del processo educativo stesso. Nella sua idea di \u201cscuola attiva\u201d, si superano gli equivoci dell\u2019attivismo pedagogico di allora fine a se stesso, che avevano portato ad un\u2019idea di scuola dello \u201cspontaneismo, dell\u2019espressionismo pedagogico, di una scuola attraente e leggera che evitasse turbamenti e sforzi allo scolaro e si pu\u00f2 gi\u00e0 intravedere un\u2019anticipazione della scuola-laboratorio\u201d (MARIA TIZIANA SANTOMAURO, <em>Ibidem<\/em>).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref24\" id=\"_ftn24\">[24]<\/a> GAETANO SANTOMAURO, <em>Ovide Decroly<\/em>, Brescia 1964, La Scuola.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref25\" id=\"_ftn25\">[25]<\/a> GAETANO SANTOMAURO, <em>Problemi educativi e programmazione nel Mezzogiorno<\/em>, Lecce 1964, Micella, pp. 166 &#8211; 167.<\/p>\n <!-- AdSense Now! 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