{"id":177017,"date":"2025-05-28T20:39:49","date_gmt":"2025-05-28T18:39:49","guid":{"rendered":"https:\/\/www.edscuola.eu\/wordpress\/?p=177017"},"modified":"2025-05-28T20:39:49","modified_gmt":"2025-05-28T18:39:49","slug":"debate-un-senso-a-questa-storia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.edscuola.eu\/wordpress\/?p=177017","title":{"rendered":"Debate: un senso a questa storia"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"MsoNormal wp-block-paragraph\"><strong><em>Debate<\/em>: un senso a questa storia<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"MsoNormal wp-block-paragraph\"><strong>di Annalisa Filipponi<\/strong> (*)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"MsoNormal wp-block-paragraph\">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Si \u00e8 parlato in questi anni molto del <em>Debate<\/em> e delle sue potenzialit\u00e0 didattiche, formative, ma anche agonistiche. Il fiorire di tante iniziative formative e di molti tornei di <em>Debate<\/em>, anche di livello nazionale e internazionale, richiedono per\u00f2 di fermarci un attimo, per fare, con calma, un passo indietro, chiedendoci perch\u00e9 abbiamo dedicato tanto tempo (ore scolastiche, ore di formazione, ore di attivit\u00e0 extracurricolari) al <em>Debate<\/em>. E perch\u00e9 abbiamo dedicato e stiamo dedicando altrettanto tempo alla valutazione del <em>Debate<\/em>, nella sua forma competitiva. Stiamo dedicando tanto interesse al <em>Debate<\/em> per la sua struttura tecnica di \u201cgioco di squadra\u201d, di \u201csport didattico\u201d, oppure per il suo significato di SENSO? Qualora si riconosca in questa seconda direzione, quali domande si pone chi si avvicina al <em>Debate<\/em>? E quali risposte ha trovato? Chi ha lavorato sul <em>Debate <\/em>e col <em>Debate<\/em> ha riscontrato una certa utilit\u00e0 per il suo ruolo di insegnante e in rapporto al miglioramento dell\u2019apprendimento dei suoi studenti e delle sue studentesse?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"MsoNormal wp-block-paragraph\">Le domande sopra elencate costituiscono uno sfondo integratore per capire meglio le potenzialit\u00e0 di una metodologia che fa dell\u2019ordine e della democrazia della discussione il suo elemento fondativo. Davanti al chiacchiericcio confuso e alla chiacchiera generalizzata il <em>Debate<\/em> cerca di far ritornare il dialogo e l\u2019argomentazione ad una dimensione euristica in cui l\u2019ascolto deve sempre precedere la risposta o l\u2019obiezione. Cerchiamo, allora, di dare un \u201csenso a questa storia\u201d, anche perch\u00e9 \u2013 certamente \u2013 questa storia \u201cun senso ce l\u2019ha\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"MsoNormal wp-block-paragraph\">&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"MsoNormal wp-block-paragraph\"><strong>DEFINIAMO IL CAMPO<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"MsoNormal wp-block-paragraph\"><strong>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <\/strong>Il primo elemento su cui poggiare la nostra attenzione \u00e8 quello relativo alla differenza sostanziale tra pensiero statico e pensiero dinamico. Il pensiero statico \u00e8 autoreferenziale, non evolve, non cresce. Spesso si fonda su un solo argomento come risposta ad un problema anche complesso. Il pensiero dinamico, invece, \u00e8 in relazione anche con l\u2019altro da s\u00e9. Si fonda sull\u2019ascolto attivo ed \u00e8 alla base dell\u2019evoluzione dialettica della comunicazione con gli altri e con s\u00e9 stessi. Il saper comunicare con s\u00e9 stesso e in s\u00e9 stesso \u00e8 la base fondante del pensiero critico, dell\u2019analisi e della sintesi argomentativa. Il pensiero critico si fonda su pi\u00f9 argomenti, di cui almeno una parte \u00e8 frutto di una rielaborazione e va oltre, come scrive anche Ludwig Wittgenstein nel <em>Tractatus logico-philosophicus (1921).<\/em> Il pensiero attivo rielabora ci\u00f2 che la mente umana ha ascoltato e colto, ma lo fa non con la velocit\u00e0 dell\u2019Intelligenza Artificiale (che \u00e8 una velocit\u00e0 di tipo statistico), ma attraverso la profondit\u00e0 e l\u2019accurattezza di una ricerca e di una conseguente argomentazione che scava con calma dentro i propri riferimenti culturali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"MsoNormal wp-block-paragraph\">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Un aiuto per comprendere a fondo l\u2019evoluzione argomentativa della comunicazione che costituisce parte integrante del <em>Debate, <\/em>pu\u00f2 derivarci dalla dialettica hegeliana laddove ad una posizione di partenza (la Tesi) si attiva una posizione alternativa o antitetica (l\u2019Antitesi) e solo l\u2019inglobamento dell\u2019Antitesi nella Tesi costituisce una Sintesi capace di far evolvere, arricchendoli, pensiero e conoscenza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"MsoNormal wp-block-paragraph\">Da queste riflessioni si pu\u00f2 comprendere come Il <em>Debate, <\/em>oltre a rappresentare un\u2019interessante occasione di innovazione metodologica anche nella didattica curricolare, aiuti noi e i nostri allievi a crescere anche come persone e ci aiuti a difendere la nostra mente da un\u2019evoluzione comunicativa prioritariamente situata nel web e nel digitale. L\u2019evoluzione della comunicazione \u00e8 avvenuta in modo del tutto inatteso attraverso la trasformazione di un sapere che si basava su enciclopedie riconosciute (di solito si usa il termine <em>contenuti<\/em>) ed ora \u00e8 diventato un confuso aggancio con fonti cos\u00ec vaste e poco limitate da non poter essere governate da nessun umano. E cos\u00ec si \u00e8 passati da una gestione critica e selettiva del sapere (quello che \u00e8 contenuto nelle enciclopedie), ad una gestione confusa e personale di tutto lo scibile umano contenuto negli smartphone. Cos\u00ec ci siamo trasformati da comunicatori selettivi in comunicatori compulsivi e il nostro linguaggio quotidiano, anche di argomenti generici come la politica, lo sport, la cronaca, la moda, i costumi, \u00e8 diventato l\u2019elemento che ci ha trasformati in inconsapevoli operai del mercato multinazionale, tutti lavoratori non pagati al servizio di multinazionali dotate di loghi ma non di volti. &nbsp;In questo momento le multinazionali stanno sfruttando il lavoro gratuito di tutti noi, ma \u2013 soprattutto &#8211; stanno sfruttando il lavoro gratuito minorile di tutti i ragazzi e i ragazzini del mondo occidentale, che, digitando sugli smartphone, forniscono dati fondamentali per orientare le scelte economiche di questi \u201cgiganti cattivi\u201d senza volto, senza coscienza e senza controllo. E tutto questo lavoro minorile \u00e8 facilmente influenzabile e modificabile nelle scelte e nel pensiero, perch\u00e9 oggi il web si fa trasmettere, da persone inconsapevoli, i bisogni veri o indotti e li soddisfa, con una riedizione inattesa e inconsapevole del plusvalore marxiano.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"MsoNormal wp-block-paragraph\">Se le multinazionali della societ\u00e0 della conoscenza dovessero pagare tutte le informazioni che oggi ricevono gratuitamente dalle app fintamente gratuite cui noi accediamo facilmente, non avrebbero cifre a disposizione per farlo. Se dovessero creare simulazioni di mercato, queste sarebbero molto meno attendibili dei bisogni manifestati senza cura da tutti noi e che riguardano idee, pensieri, prospettive, inclinazioni, desideri, bisogni che poi il mercato del web soddisfa con pochi soldi e molta velocit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"MsoNormal wp-block-paragraph\"><strong>IL VACILLARE DEI PUNTI DI RIFERIMENTO VALORIALI DEL NOSTRO ESSERE PERSONE<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"MsoNormal wp-block-paragraph\">&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"MsoNormal wp-block-paragraph\">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Tutto questo avviene perch\u00e9 a poco a poco la nuova forma di comunicazione con cui tutti conviviamo, sta trasformando la nostra condizione umana, a cui \u201cnaturalmente\u201d appartengono le categorie di <em>vero\/falso<\/em>, <em>giusto\/sbagliato,<\/em> invadendo la nostra personalit\u00e0 morale, creando incertezza nei pensieri, paura e a poco a poco trasformandoci da esseri pensanti a esseri superficiali pi\u00f9 facili da manipolare. Questo lo si pu\u00f2 riscontrare nel mirato attacco alle democrazie occidentali con un drammatico \u201cremake\u201d di quanto aveva scritto Hannah Arendt in <em>Le origini dei totalitarismi<\/em> (1951). Se attualizziamo la tesi della Arendt vediamo rinascere alcuni elementi che credevamo scomparsi dopo la Seconda Guerra Mondiale: la decadenza di molte classi sociali; masse di disperati che accettano qualunque occupazione pur di sopravvivere; la potenziale manipolazioni delle masse unite da bisogni ma non da idee e da interessi comuni; la divisione delle societ\u00e0 in segmenti diseguali nei ruoli, nelle et\u00e0, nell\u2019appartenenza geografica. Tutta questa confusione identitaria ha un solo tratto comune: lo smartphone.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"MsoNormal wp-block-paragraph\">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Cos\u00ec avviene che la propaganda di un tempo, che oggi non avrebbe pi\u00f9 presa su nessuno, si trasforma in demagogia e falsit\u00e0, gettate nel web ad una velocit\u00e0 tale che non \u00e8 neppure possibile rubricarle e analizzarle. E d\u2019altronde l\u2019Intelligenza Artificiale Generativa \u00e8 in grado di generare Fake News a velocit\u00e0 inaudita e senza costi: un sogno per venditori, oligarchi, multinazionali e cartelli criminali. In questo caos il grimaldello \u00e8 il cercare di far passare un pensiero semplificato e superficiale, facile da pensare, ma facile anche da abbandonare. Non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 una dialettica critica nelle menti, ma solo enormi volumi di pensiero superficiale che si squagliano dentro memorie labili e si scordano tutto in fretta. Le nuove interazioni comunicative stanno trasformando le persone in esseri superficiali, che si fermano ai bisogni immediati e li vogliono soddisfare a poco prezzo. Pu\u00f2 sembrare incredibile, ma anche nei sistemi democratici e liberali ci sono i germi del totalitarismo. Totalitarismo che ancora una volta piace.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"MsoNormal wp-block-paragraph\">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Il <em>Debate<\/em> e le sue fasi propedeutiche (Dialogo euristico peer to peer in Comunit\u00e0 di ricerca, Public Speaking, Ricerca documentale etc.) tendono ad allenarci, sotto la forma del \u201cgioco sport\u201d ad un ascolto attivo, ad un pensiero critico attraverso un\u2019analisi personale e di squadra dei contenuti (Affermazioni, Analisi delle Mozioni, Tesi Pro o Contro..) visti da prospettive diverse, facendoci principalmente rallentare il processo di approfondimento dei contenuti, recuperare l\u2019uso del linguaggio e arricchire le nostre capacit\u00e0 di comunicazione anche attraverso la precisione nelle definizioni e nel lessico. Queste dinamiche sono fondamentali per potenziare la nostra attitudine verso un ragionamento pi\u00f9 complesso. La dialettica sviluppata dal <em>Debate <\/em>\u00e8 la dialettica della democrazia, del rispetto e il richiamo alla necessit\u00e0 che dietro ad ogni argomentazione ci sia un reale approfondimento per riappropriarci della nostra natura umana di esseri pensanti con capacit\u00e0 di decisione e di scelta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"MsoNormal wp-block-paragraph\">&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"MsoNormal wp-block-paragraph\"><strong>CONTRO LA STATICITA\u2019 DELLA SOCIETA\u2019 E DELLA SCUOLA<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"MsoNormal wp-block-paragraph\"><strong>&nbsp;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"MsoNormal wp-block-paragraph\">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; La staticit\u00e0 della politica si \u00e8 estesa anche nella societ\u00e0 civile. Ogni parte politica ripete un unico pensiero in antitesi con quello della parte avversa, in uno schema semplice e diventato inascoltabile: non c\u2019\u00e8 mai evoluzione, ma solo ripetizione. Il sistema politico \u00e8 chiuso e si \u00e8 avvolto su di s\u00e9: nessuno prende in considerazione l\u2019antitesi alle proprie tesi, perch\u00e9 basate non su argomenti, ma al massimo su appartenenze o su parole scelte per attirare il consenso effimero di tutto quello che viene dichiarato, ma non \u00e8 mai stato applicato. Nella politica di oggi non c\u2019\u00e8 alcuna verifica di quello che viene detto perch\u00e9 non c\u2019\u00e8 mai rielaborazione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"MsoNormal wp-block-paragraph\">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Purtroppo, anche il sistema scolastico ha fortissime tendenze alla staticit\u00e0 nei contenuti (soprattutto di area umanistica), nelle tecniche argomentative (struttura delle lezioni, tempi scolastici) e nelle didattiche che, pur con molte e lodevoli eccezioni e con interessanti sollecitazioni esterne, sono basate sempre su una pratica di insegnamento trasmissivo di contenuti, con verifiche di apprendimento che sono sempre di pi\u00f9 verifiche sui contenuti memorizzati. Lo studente sembra essere parte passiva della dinamica comunicativa all\u2019interno di una classe dove permane la prassi dell\u2019insegnamento\/domanda\/risposta\/verifica della completezza della ricezione pi\u00f9 o meno integra del contenuto trasmesso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"MsoNormal wp-block-paragraph\">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Le nuove tecnologie e le strutture collegate all\u2019Intelligenza Artificiale Generativa, cos\u00ec come le molteplicit\u00e0 degli aggiornamenti, vengono accolte, pi\u00f9 o meno volentieri, ma subito adattate alla non messa in discussione della struttura statica-contenutistica-trasmissiva dei saperi, in particolare nella Scuola secondaria sia di primo che di secondo grado. In tutto questo il ruolo del registro elettronico ha preso posto del registro cartaceo, aiutando una trasmisgrazione di dati che \u00e8 diventata ancora pi\u00f9 rigida e collegata a prodotti incancellabili, anche se dotati di poco senso didattico. Il registro on line \u00e8 potente e impositivo ed ha un\u2019origine aziendale che tende all\u2019efficienza e non all\u2019efficacia. \u00c8 riuscito, ad esempio, a sterilizzare la grande novit\u00e0 introdotta dalla legge 92\/2019 sull\u2019Educazione Civica, riducendo la trasversalit\u00e0 e interdisciplinarit\u00e0 dell\u2019apprendimento e della valutazione in ennesima media matematica di voti parcellizzati e totalmente disciplinari.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"MsoNormal wp-block-paragraph\">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; La classe come <em>Comunit\u00e0 di ricerca<\/em> e il <em>Debate<\/em> portano l\u2019attenzione sull\u2019apprendimento dello studente e sul suo sviluppo formativo, allenandolo alla potenzialit\u00e0 del pensiero critico. Al docente viene chiesto di accogliere e comprendere un meccanismo di apprendimento dialettico in cui gli studenti diventano co-protagonisti e il docente assume il ruolo di coordinatore laterale non di un\u2019attivit\u00e0, ma di un contesto di apprendimento diverso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"MsoNormal wp-block-paragraph\">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Una nuova storia didattica a cui dare un senso diverso per aiutare tutti noi a uscire dal vicolo cieco della comunicazione urlata senza contraddittorio e diventata anche pericolosa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"MsoNormal wp-block-paragraph\">(*) <em>Presidentessa dell\u2019Accademia di Argomentazione e Debate del Friuli Venezia Giulia DeAFVG.APS<\/em>   <\/p>\n <!-- AdSense Now! 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