{"id":2082,"date":"2010-01-27T16:30:31","date_gmt":"2010-01-27T15:30:31","guid":{"rendered":"http:\/\/www.edscuola.eu\/wordpress\/?p=2082"},"modified":"2010-01-28T00:13:21","modified_gmt":"2010-01-27T23:13:21","slug":"27-gennaio-7a-senato-approva-riordino-cicli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.edscuola.eu\/wordpress\/?p=2082","title":{"rendered":"27 gennaio 7a Senato approva riordino Cicli"},"content":{"rendered":"<p>La 7a Commissione del Senato, nella seduta del 27 gennaio 2010, esprime parere favorevole con condizioni e osservazioni al Governo su:<\/p>\n<ul>\n<li><a href=\"http:\/\/www.edscuola.it\/archivio\/norme\/programmi\/riforma_licei.pdf\" target=\"_blank\">Schema di decreto del Presidente della Repubblica recante regolamento concernente la revisione dell\u2019assetto ordinamentale, organizzativo e didattico dei licei<\/a><\/li>\n<li><a href=\"http:\/\/www.edscuola.it\/archivio\/norme\/programmi\/riforma_tecnici.pdf\" target=\"_blank\">Schema di decreto del Presidente della Repubblica recante regolamento concernente norme sul riordino degli istituti tecnici<\/a><\/li>\n<li><a href=\"http:\/\/www.edscuola.it\/archivio\/norme\/programmi\/riforma_professionali.pdf\" target=\"_blank\">Schema di decreto del Presidente della Repubblica recante regolamento concernente norme sul riordino degli istituti professionali<\/a><\/li>\n<\/ul>\n<p>Di seguito le proposte di parere:<\/p>\n<p><strong>SCHEMA DI PARERE PROPOSTO DAI SENATORI BIANCHI E D&#8217;ALIA\u00a0SULL&#8217;ATTO DEL GOVERNO N. 132<\/strong><\/p>\n<p>&#8220;La Commissione,<\/p>\n<p>visto lo schema di decreto del Presidente della Repubblica recante il regolamento di riforma dei licei, approvato in via preliminare dal Consiglio dei Ministri del 28 maggio 2009 e del 12 giugno 2009<\/p>\n<p>visto l&#8217;articolo 64, comma 4, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133,<\/p>\n<p>visti i pareri del Consiglio nazionale della pubblica istruzione del 22 luglio 2009 e della Conferenza Stato-Regioni in data 29 ottobre 2009,<\/p>\n<p>considerato che i docenti e i dirigenti del sistema educativo italiano non sono stati adeguatamente informati e tanto meno preparati a supportare una revisione ordinamentale, organizzativa e didattica di tali dimensioni,<\/p>\n<p>considerato che le ipotesi proposte suscitano delle perplessit\u00e0 a causa di scelte di metodo e di merito discutibili, in parte anche inadeguate e nocive;<\/p>\n<p>esprime parere favorevole con le seguenti condizioni:<\/p>\n<p>a)               l&#8217;entrata in vigore sia procrastinata all&#8217;anno scolastico 2011-2012;<\/p>\n<p>b)               l&#8217;applicazione riguardi solo il primo anno della scuola secondaria di secondo grado, procedendo successivamente con un anno di volta in volta;<\/p>\n<p>c)               il testo del documento venga corretto, integrato e semplificato con le seguenti modifiche migliorative:<\/p>\n<p>1.               rivisitazione del numero delle ore dedicate all&#8217;insegnamento delle varie discipline giacch\u00e9 la decurtazione e il restringimento impongono una riduzione dei saperi e, quindi, l&#8217;abbassamento del livello culturale;<\/p>\n<p>2.               reintroduzione delle indicazioni programmatiche comprendenti per anno, per ciclo e per disciplina gli obiettivi generali e specifici di insegnamento-apprendimento;<\/p>\n<p>3.               individuazione delle discipline che specificano l&#8217;identit\u00e0 di ogni percorso di istruzione e di formazione, evitando sovrapposizioni ibride;<\/p>\n<p>4.               connessione tra unitariet\u00e0 e differenziazione in tutti i percorsi del sistema, da assicurare mediante la esplicitazione di un minimo comune denominatore culturale degli stessi;<\/p>\n<p>5.               garanzia di equivalenza qualitativa e quantitativa tra istruzione liceale, tecnica e professionale e tra gli indirizzi di ciascuna, attraverso per la dosatura dei piani di studio aventi una diversa proporzione oraria delle discipline professionalizzanti nei confronti delle altre, sia una diversa composizione dei contenuti di ogni disciplina, in base alla natura e alle esigenze dei percorsi stessi;<\/p>\n<p>6.               determinazione dei passaggi di uscita e di rientro tra istruzione liceale, tecnica e professionale secondo criteri e procedure in grado di assicurarne la compatibilit\u00e0, l&#8217;utilit\u00e0 e la regolarit\u00e0.&#8221;<\/p>\n<p><strong>SCHEMA DI PARERE PROPOSTO DAI SENATORI BIANCHI E D&#8217;ALIA SULL&#8217;ATTO DEL GOVERNO N. 133<\/strong><\/p>\n<p>&#8220;La Commissione<\/p>\n<p>visto lo schema di decreto del Presidente della Repubblica recante il regolamento di riordino degli istituti tecnici, approvato in via preliminare dal Consiglio dei Ministri del 28 maggio 2009 e del 12 giugno 2009;<\/p>\n<p>visto l&#8217;articolo 64, comma 4, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133;<\/p>\n<p>visti i pareri del Consiglio nazionale della pubblica istruzione del 22 luglio 2009 e della Conferenza Stato-Regioni in data 29 ottobre 2009;<\/p>\n<p>considerato che i docenti e i dirigenti del sistema educativo italiano non sono stati adeguatamente informati e tanto meno preparati a supportare una revisione ordinamentale, organizzativa e didattica di tali dimensioni;<\/p>\n<p>considerato che le ipotesi proposte suscitano delle perplessit\u00e0 a causa di scelte di metodo e di merito discutibili, in parte inadeguate e nocive;<\/p>\n<p>esprime parere favorevole con le seguenti condizioni:<\/p>\n<p>a)\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 l&#8217;entrata in vigore sia procrastinata all&#8217;anno scolastico 2011-2012;<\/p>\n<p>b)\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 l&#8217;applicazione riguardi solo il primo anno della scuola secondaria di secondo grado, procedendo successivamente con un anno di volta in volta;<\/p>\n<p>c)\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 il testo del documento venga corretto, integrato e semplificato con le seguenti modifiche migliorative:<\/p>\n<p>1.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 rivisitazione del numero delle ore dedicate all&#8217;insegnamento delle varie discipline giacch\u00e9 la decurtazione e il restringimento impongono una riduzione dei saperi e, quindi, l&#8217;abbassamento del livello culturale;<\/p>\n<p>2.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 reintroduzione delle indicazioni programmatiche comprendenti per anno, per ciclo e per disciplina gli obiettivi generali e specifici di insegnamento-apprendimento;<\/p>\n<p>3.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 individuazione delle discipline che specificano l&#8217;identit\u00e0 di ogni percorso di istruzione e di formazione, evitando sovrapposizioni ibride;<\/p>\n<p>4.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 connessione tra unitariet\u00e0 e differenziazione in tutti i percorsi del sistema, da assicurare mediante la esplicitazione di un minimo comune denominatore culturale degli stessi;<\/p>\n<p>5.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 garanzia di una presenza equilibrata, in tutti i piani di studio, delle aree letterario-linguistico-artistica, socio-storico-antropologica, scientifico-matematica-tecnologica, anche se in percentuali diverse;<\/p>\n<p>6.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 garanzia di equivalenza qualitativa e quantitativa tra istruzione liceale, tecnica e professionale e tra gli indirizzi di ciascuna, attraverso sia la dosatura dei piani di studio aventi una diversa proporzione oraria delle discipline professionalizzanti nei confronti delle altre, sia una diversa composizione dei contenuti di ogni disciplina, in base alla natura e alle esigenze dei percorsi stessi;<\/p>\n<p>7.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 previsione, in ogni percorso di studio, sia delle conoscenze teoriche in grado di incrementare il tenore culturale, sia dei saperi pratici in grado di fornire una professionalit\u00e0 di base,<\/p>\n<p>8.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 perseguimento delle proprie finalit\u00e0 da parte dell&#8217;istruzione tecnica\u00a0 attraverso un forte legame con la realt\u00e0 economico-produttiva del Paese, un assetto flessibile costituito da una successione graduale di livelli, una formula organizzativa funzionale e strutturale individuata dall&#8217;attuazione del\u00a0<em>campus<\/em> quale apparato di beni e di servizi opportunamente predisposti e di persone con ruoli formalizzati, messa in corrispondenza operativa per il conseguimento di determinate mete;<\/p>\n<p>9.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 determinazione dei passaggi di uscita e di rientro tra istruzione liceale, tecnica e professionale secondo criteri e procedure in grado di assicurarne la compatibilit\u00e0, l&#8217;utilit\u00e0 e la regolarit\u00e0&#8221;.<\/p>\n<p><strong>SCHEMA DI PARERE PROPOSTO DAI SENATORI BIANCHI E D&#8217;ALIA\u00a0SULL&#8217;ATTO DEL GOVERNO N. 134<\/strong><\/p>\n<p>&#8220;La Commissione<\/p>\n<p>visto lo schema di decreto del Presidente della Repubblica recante il regolamento di riordino degli istituti professionali<strong>,<\/strong> approvato in via preliminare dal Consiglio dei Ministri del 28 maggio 2009 e del 12 giugno 2009;<\/p>\n<p>visto l&#8217;articolo 64, comma 4, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133;<\/p>\n<p>visti i pareri del Consiglio nazionale della pubblica istruzione del 22 luglio 2009 e della Conferenza Stato-Regioni in data 29 ottobre 2009;<\/p>\n<p>considerato che i docenti e i dirigenti del sistema educativo italiano non sono stati adeguatamente informati e tanto meno preparati a supportare una revisione ordinamentale, organizzativa e didattica di tali dimensioni;<\/p>\n<p>considerato che le ipotesi proposte suscitano delle perplessit\u00e0 a causa di scelte di metodo e di merito discutibili, in parte inadeguate e nocive;<\/p>\n<p>esprime parere favorevole con le seguenti condizioni:<\/p>\n<p>a)\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 l&#8217;entrata in vigore suddetto sia procrastinata all&#8217;anno scolastico 2011-2012;<\/p>\n<p>b)\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 l&#8217;applicazione riguardi solo il primo anno della scuola secondaria di secondo grado, procedendo successivamente con un anno di volta in volta;<\/p>\n<p>c)\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 il testo del documento venga corretto, integrato e semplificato con le seguenti modifiche migliorative:<\/p>\n<p>1.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 rivisitazione del numero delle ore dedicate all&#8217;insegnamento delle varie discipline giacch\u00e9 la decurtazione e il restringimento impongono una riduzione dei saperi e, quindi, l&#8217;abbassamento del livello culturale;<\/p>\n<p>2.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 reintroduzione delle indicazioni programmatiche comprendenti per anno, per ciclo e per disciplina gli obiettivi generali e specifici di insegnamento-apprendimento;<\/p>\n<p>3.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 individuazione delle discipline che specificano l&#8217;identit\u00e0 di ogni percorso di istruzione e di formazione, evitando sovrapposizioni ibride;<\/p>\n<p>4.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 connessione tra unitariet\u00e0 e differenziazione in tutti i percorsi del sistema, da assicurare mediante la esplicitazione di un minimo comune denominatore culturale degli stessi;<\/p>\n<p>5.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 garanzia di equivalenza qualitativa e quantitativa tra istruzione liceale, tecnica e professionale e tra gli indirizzi di ciascuna, attraverso sia la dosatura dei piani di studio aventi una diversa proporzione oraria delle discipline professionalizzanti nei confronti delle altre, sia una diversa composizione dei contenuti di ogni disciplina, in base alla natura e alle esigenze dei percorsi stessi;<\/p>\n<p>6.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 previsione, in ogni percorso di studio, sia delle conoscenze teoriche in grado di incrementare il tenore culturale, sia dei saperi pratici in grado di fornire una professionalit\u00e0 di base;<\/p>\n<p>7.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 perseguimento delle proprie finalit\u00e0 da parte dell&#8217;istruzione professionale\u00a0 attraverso un forte legame con la realt\u00e0 economico-produttiva del Paese, un assetto flessibile costituito da una successione graduale di livelli, una formula organizzativa funzionale e strutturale individuata dall&#8217;attuazione del\u00a0<em>campus<\/em> quale apparato di beni e di servizi opportunamente predisposti e di persone con ruoli formalizzati, messa in corrispondenza operativa per il conseguimento di determinate mete;<\/p>\n<p>8.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 esclusione dal progetto di ristrutturazione ordiamentale e curricurale di un numero circoscritto di istituti professionale, nominalmente citati in considerazione della loro atipicit\u00e0, della loro storia, della loro specializzazione;<\/p>\n<p>9.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 determinazione dei passaggi di uscita e di rientro tra istruzione liceale, tecnica e professionale, secondo criteri e procedure in grado di assicurarne la compatibilit\u00e0, l&#8217;utilit\u00e0 e la regolarit\u00e0.<\/p>\n<p>10.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 valorizzazione della formazione professionale, gestita dalle Regioni, collocandola all&#8217;interno del\u00a0<em>campus <\/em>e abilitandola, sulla base di chiari requisiti, all&#8217;assorbimento dell&#8217;obbligo di istruzione, sino al sedicesimo anno di et\u00e0.&#8221;<\/p>\n<p><strong>SCHEMA di parere proposto dai senatori RUSCONI, GIAMBRONE, MARIAPIA GARAVAGLIA, CERUTI, VITTORIA FRANCO, MARCUCCI, PROCACCI, ANNAMARIA SERAFINI, VITA, BLAZINA sull&#8217;atto del governo n. 132<\/strong><\/p>\n<p>&#8220;La Commissione, esaminato lo schema di decreto del Presidente della Repubblica recante il regolamento concernente norme sul riordino dei licei,<\/p>\n<p>premesso che:<\/p>\n<p>si ritiene urgente avviare nel nostro Paese una riforma organica del sistema dell\u2019istruzione nel suo complesso e, in particolare, dell\u2019istruzione superiore che sia capace di affrontare le sfide del millennio con specifico riguardo: allo sviluppo esponenziale della conoscenza e delle nuove tecnologie e del sapere come fattore fondamentale di sviluppo della persona e dell\u2019intera comunit\u00e0; alla globalizzazione dell\u2019economia e dei sistemi produttivi, profondamente innovati dalle nuove tecnologie, che hanno modificato il mercato del lavoro, un mercato sempre pi\u00f9 flessibile che richiede profili professionali in continua evoluzione; alla crisi finanziaria ed economica che ha duramente colpito il nostro Paese e che richiede di essere affrontata con una nuova visione strategica e nuove politiche di controllo e di sviluppo sostenibile. Appare, quindi, cruciale ripensare al sistema dell\u2019istruzione e della formazione;<\/p>\n<p>si \u00e8 rovesciato il rapporto tra istruzione formale e istruzione informale. Prima della rivoluzione della societ\u00e0 della conoscenza, il sapere e le informazioni venivano quasi tutte conseguite a scuola, ora solo il 30 per cento viene acquisito durante il periodo scolastico. E\u2019 il contesto mediatico, sociale, territoriale, la multimedialit\u00e0 ad egemonizzare il campo della conoscenza. I tempi e i cambiamenti sono rapidissimi e il vecchio sistema educativo non sembra stare al passo con questi fenomeni e rischia di essere sopraffatto. In tal senso, una visione minimalista del cambiamento in corso e la mancanza di un profondo processo riformatore del sistema dell\u2019istruzione pu\u00f2 indurre un esito negativo;<\/p>\n<p>occorre superare l\u2019impianto enciclopedico-nozionistico e affermare un nuovo impianto critico-metodologico, affinch\u00e9 la scuola possa svolgere in questo nuovo contesto in modo adeguato la sua funzione. Gli studi scientifici pi\u00f9 recenti mettono sempre pi\u00f9 in discussione l\u2019idea di una scuola rigida e solo trasmissiva di saperi e evidenziano come appaia sempre pi\u00f9 artificiosa una visione che separi il sapere dal fare, la teoria dalla pratica. E\u2019necessario affermare la centralit\u00e0 dell\u2019apprendimento come il coinvolgimento ed il protagonismo dell\u2019alunno e delle sue potenzialit\u00e0 di acquisizione delle conoscenze, come sintesi tra corpo e mente, tra dimensione cognitiva ed emotiva;<\/p>\n<p>occorre, con la definizione del nuovo ordinamento, ripensare tutti gli aspetti dell\u2019attivit\u00e0 scolastica, fra cui:<\/p>\n<p>\uf0b7\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 la programmazione e la metodologia della didattica;<\/p>\n<p>\uf0b7\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 la promozione dell\u2019innovazione e della ricerca didattica progettata e realizzata in modo integrato tra scuola e universit\u00e0, valorizzando la funzione docente;<\/p>\n<p>\uf0b7\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 una ricerca metodologica che sia finalizzata: ad un coinvolgimento attivo degli studenti, a livello individuale e di gruppo, capace di stimolare le loro potenzialit\u00e0 di apprendimento e la loro creativit\u00e0 nonch\u00e8 di favorire il superamento della separazione rigida tra lezione frontale e attivit\u00e0 laboratoriale; alla definizione dei quadri orari con nuovi criteri; alla riprogettazione e organizzazione degli spazi scolastici e delle attrezzature in sintonia con la nuova didattica;<\/p>\n<p>\uf0b7\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 la revisione dei\u00a0<em>curricula<\/em> per adeguarli alla domanda sociale di cultura odierna, in funzione di una pari dignit\u00e0 culturale e fra i diversi saperi (umanistici, scientifici, tecnologici, artistici) e senza fratture tra i diversi cicli scolastici;<\/p>\n<p>\uf0b7\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 la definizione di un piano nazionale, finalizzato a valorizzare la funzione dei docenti con lo sviluppo della loro professionalit\u00e0 attraverso una adeguata retribuzione; la realizzazione di programmi di aggiornamento professionale; la stabilizzazione del personale precario; la definizione di organici funzionali; una nuova normativa per la formazione di base, il reclutamento e la selezione del personale docente e dei dirigenti scolastici;<\/p>\n<p>\uf0b7\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 l\u2019attivazione di un sistema di valutazione e di autovalutazione delle scuole e del personale;<\/p>\n<p>occorre, inoltre, rafforzare il rapporto tra scuola e territorio, tra le istituzioni scolastiche, gli enti locali e le Regioni, integrare le attivit\u00e0 scolastiche ed extra-scolastiche e procedere con l\u2019attuazione del Titolo V della Costituzione;<\/p>\n<p>occorre, altres\u00ec, realizzare un nuovo sistema di educazione e formazione permanente per tutto l\u2019arco della vita;<\/p>\n<p>appare, infine, fondamentale che un processo riformatore di tale portata debba porsi come obiettivo qualificante la corretta attuazione dell\u2019elevamento dell\u2019obbligo di istruzione a 16 anni cos\u00ec come stabilito dal Governo Prodi, con il decreto ministeriale n. 139 del 2007 che, adeguandosi alle indicazioni europee e pur salvaguardando le specificit\u00e0 curriculari dei diversi percorsi, stabilisca che in ciascuno di essi debbano essere presenti i quattro assi culturali dei linguaggi, storico-sociale, matematico, scientifico-tecnologico. Ci\u00f2 comporta che i primi due anni dell\u2019istruzione superiore prevedano una formazione di base di ampio e consolidato respiro culturale tale da garantire, nei profili di uscita, il conseguimento degli obiettivi specifici di apprendimento. Senza una chiara definizione delle competenze attese ai 16 anni per tutti, non potr\u00e0 essere superata la gerarchizzazione culturale e sociale esistente tra i licei, gli istituti tecnici e professionali;<\/p>\n<p>rilevato che:<\/p>\n<p>nell\u2019ordinamento proposto dal Governo sarebbe stata necessaria una premessa ai tre schemi di regolamento nella quale fosse delineata un\u2019identit\u00e0\/finalit\u00e0 comune ai tre percorsi del secondo ciclo d\u2019istruzione, da cui determinare le identit\u00e0 specifiche;<\/p>\n<p>il provvedimento proposto dal Governo definisce un impianto non basato sulle nuove esigenze di educazione e di formazione, ma sulla necessit\u00e0 di rendere operanti i tagli indiscriminati alla spesa per l\u2019istruzione, definiti con il decreto-legge n. 112 del 2008, convertito dalla legge n. 133 del 2008, nonch\u00e9 sull\u2019assenza di un qualsivoglia indirizzo deciso dal Parlamento in ordine alle finalit\u00e0 culturali e alla qualit\u00e0 di una riforma che non pu\u00f2, pertanto, fregiarsi di tale titolo;<\/p>\n<p>questa logica di riduzione della spesa ha gi\u00e0 comportato per l\u2019anno scolastico 2009-2010 l\u2019eliminazione di 11.386 posti di docente, conseguente alle misure di &#8220;razionalizzazione&#8221; connesse all\u2019aumento del numero degli studenti per classe e alla riconduzione a 18 ore dell\u2019orario delle cattedre di tutte le discipline;<\/p>\n<p>nella predetta logica dei tagli il regolamento determiner\u00e0 un\u2019ulteriore riduzione di 2.580 unit\u00e0 docente pi\u00f9 33 insegnanti tecnico-pratici;<\/p>\n<p>la riduzione del monte ore, in particolare nel biennio &#8211; dove pi\u00f9 facile \u00e8 la riorganizzazione del quadro orario &#8211; produrr\u00e0 la riduzione del personale docente, confermando che l\u2019obiettivo del riordino \u00e8 funzionale al contenimento della spesa e non all\u2019affermazione di una nuova visione strategica dell\u2019istruzione liceale del Paese;<\/p>\n<p>rilevato, altres\u00ec, che proprio in questa logica va letta l\u2019assenza di investimenti e il mancato stanziamento di risorse aggiuntive destinate alla innovazione didattica, alle strutture scolastiche (aule, attivit\u00e0 laboratoriale, ecc.) e alla formazione del personale docente;<\/p>\n<p>il principio generatore della riforma &#8211; contrariamente a quanto affermato dal Ministero &#8211; non risponde alle reali richieste che provengono dalla societ\u00e0 contemporanea, di cui sopra, ma riporta in luce l\u2019impianto complessivo dell\u2019istruzione ad una visione di tipo gentiliano. Risulta assente, infatti, una vera rivoluzione di metodo capace di contenere gli elementi indispensabili per una scuola del XXI secolo, quali:<\/p>\n<p>a)\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 la didattica laboratoriale di tutte le discipline tramite il sistema delle compresenze (storia\/diritto; arte\/tutte; lingua straniera\/tutte; linguaggi \/tutte);<\/p>\n<p>b)\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 la previsione di spazi di intersezione tra le discipline, progettualit\u00e0 e sperimentazioni, che invece l\u2019Europa ci chiede;<\/p>\n<p>c)\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 l\u2019insegnamento autonomo di Cittadinanza e Costituzione;<\/p>\n<p>d)\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 l\u2019insegnamento autonomo di Linguaggi (<em>Media Education<\/em>);<\/p>\n<p>e)\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 l\u2019insegnamento almeno quadriennale di Scienze;<\/p>\n<p>si rende necessaria un\u2019attenta revisione dello schema di regolamento e dei quadri disciplinari, al fine di non disperdere la ricchezza diffusa di centinaia di licei (pi\u00f9 di un terzo del totale) che da decenni sperimentano esperienze didattiche che hanno prodotto risultati formativi e culturali di eccellenza e conseguito gli obiettivi OCSE PISA in linea con le maggiori scuole europee;<\/p>\n<p>considerato che:<\/p>\n<p>l\u2019orario medio settimanale sar\u00e0 di 27 ore nel primo biennio dei primi quattro licei e di 31 nel secondo biennio e nel quinto anno, per i primi 3 licei (32 per il linguistico); 32 per il musicale-coreutico; 34 (prima e seconda) e 35 (terza, quarta e quinta) per l\u2019artistico;<\/p>\n<p>appare contraddittoria la previsione per i licei di flessibilit\u00e0 didattiche o curricolari riservate alla scuola, nella quota del 20 per cento al primo biennio e del 30 per cento al secondo biennio, vincolata ad un contingente di organico annuale attribuito, in modo sempre pi\u00f9 ridotto, dal Ministero;<\/p>\n<p>stando alle ipotesi ora al vaglio, per effetto della riduzione oraria entreranno in sofferenza molte discipline con le relative classi di concorso \u2013 pur non essendo queste ultime oggetto del regolamento in discussione \u2013 ed, in particolare :<\/p>\n<p>a)\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 la classe 19 A (Discipline giuridiche ed economiche) scompare dai licei linguistici e delle scienze umane e da molte sperimentazioni, mentre l\u2019insegnamento del diritto dovrebbe essere incrementato anche al fine di rendere utile ed effettiva la nuova disciplina &#8220;Cittadinanza e Costituzione&#8221; che deve formare cittadini consapevoli;<\/p>\n<p>b)\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 la classe 51 A (Materie letterarie con latino) nel liceo scientifico, nel liceo linguistico (da &#8211; 25 a &#8211; 50 per cento a seconda dell\u2019organizzazione precedente), nel liceo delle scienze umane (- 8 per cento circa);<\/p>\n<p>c)\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 la classe 50 A (Materie letterarie) nel liceo linguistico e nel liceo delle scienze umane dove, vista la presenza del latino, prevarr\u00e0 il ricorso alla 51 A;<\/p>\n<p>d)\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 la classe 49 A (Matematica e Fisica) nel liceo linguistico (-15 per cento circa);<\/p>\n<p>e)\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 la classe 45 A (Lingue straniere) nello scientifico (10 per cento circa) e, relativamente alla seconda lingua straniera, nel liceo linguistico (-33 per cento circa);<\/p>\n<p>f)\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 la classe 60 A (Scienze naturali ecc.) nel linguistico e nel liceo delle scienze umane(- 25 per cento circa ) ;<\/p>\n<p>g)\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 le classi 61 A (Storia dell\u2019arte) e 25 A (Disegno e storia dell\u2019arte) dimezzate nei licei linguistico e delle scienze umane;<\/p>\n<p>h)\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 la classe 36 A (Filosofia, pedagogia, psicologia) e 37 A (Filosofia e storia) nel liceo delle scienze umane (rispettivamente -33 per cento e \u2013 25 per cento);<\/p>\n<p>i)\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 la classe 47 A (Matematica) espulsa dai licei delle scienze umane e linguistici, poich\u00e8 matematica e fisica diventano disciplina unica gi\u00e0 nel biennio;<\/p>\n<p>j)\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 le classi 18 A (Discipline geometriche ecc.), 21 A (Discipline pittoriche), 22 A ( Discipline plastiche) nel liceo artistico;<\/p>\n<p>k)\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 le classi dalla 3 A alla 10 A (Arti varie) e della tabella D (Laboratori degli istituti d\u2019arte) per la confluenza degli istituti d\u2019arte nei licei artistici;<\/p>\n<p>sarebbe necessario:<\/p>\n<p>a)\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 non ridurre ulteriormente l&#8217;orario previsto per le scienze umane e sociali nelle due opzioni del liceo delle scienze umane;<\/p>\n<p>b)\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 potenziare lo studio sistematico della psicologia, sociologia, metodologia della ricerca nel triennio del liceo delle scienze umane<\/p>\n<p>c)\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 prevedere l\u2019inserimento dell&#8217;insegnamento di Psicologia della comunicazione nel triennio<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 degli indirizzi tecnici &#8220;Turismo&#8221; e &#8220;Amministrazione Finanza e Marketing&#8221;;<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 dell\u2019istituto professionale &#8220;Servizi per l\u2019enogastronomia e l\u2019ospitalit\u00e0 alberghiera&#8221;;<\/p>\n<p>d) l&#8217;unificazione delle classi di concorso 36\/A e 37\/A;<\/p>\n<p>considerato inoltre che:<\/p>\n<p>la riduzione dei quadri orari colpisce fortemente i licei interessati ai corsi sperimentali, in particolare i pi\u00f9 diffusi quali il &#8220;Piano nazionale di informatica&#8221;, la sperimentazione della seconda lingua straniera per l\u2019intero quinquennio nei licei scientifici, il liceo scientifico-tecnologico, senza un\u2019approfondita valutazione dei risultati formativi raggiunti;<\/p>\n<p>il liceo artistico prevede un numero di ore insufficiente e mal distribuito per le attivit\u00e0 artistiche pratiche. Esso assorbe altres\u00ec di fatto anche gli istituti d\u2019arte, con conseguenze pesanti sulla molteplicit\u00e0 di queste scuole non riconducibili ai tre indirizzi previsti. Gli istituti d\u2019arte dovrebbero, infatti, avere un taglio pi\u00f9 professionalizzante ed essere legati di pi\u00f9 al territorio, anche per non disperdere il valore degli istituti d\u2019arte del mosaico, del corallo, dell\u2019oreficeria, dell\u2019alabastro, del vetro, del tessuto, che costituiscono un patrimonio prezioso per tanti territori;<\/p>\n<p>il liceo classico, analogamente al liceo artistico, non prevede al biennio lo studio delle scienze naturali, nonostante tale disciplina sia considerata, nei contenuti, uno dei quattro assi portanti che l\u2019Europa ci chiede come certificazione di competenze alla fine dell\u2019obbligo. Con la fine delle sperimentazioni ci si trova di fronte a un &#8220;nuovo&#8221; liceo classico che ci riporta al &#8220;vecchio&#8221;: infatti in questi licei in una percentuale prossima al 100 per cento si studiano le lingue straniere anche nel triennio, per un monte di ore pari a tre ore settimanali; con la riorganizzazione le ore vengono ridotte di una unit\u00e0 su ogni classe, per un totale di cinque nell\u2019intero quinquennio; viene abolito inoltre lo studio dello storia dell\u2019arte in tutto il quinquennio la cui sperimentazione ha permesso a buona parte dei licei classici italiani una diffusa e approfondita conoscenza del patrimonio artistico del nostro Paese. Anche per il liceo classico (cos\u00ec com\u2019\u00e8 previsto per i licei scientifico e delle scienze sociali) andrebbe inserita l\u2019opzione del &#8220;liceo della comunicazione&#8221; che, rispondendo alla necessit\u00e0 di far vivere l\u2019umanesimo perenne della classicit\u00e0, attirerebbe in questa sfera anche quella parte di studenti che non se la sentirebbero di frequentare un Classico tradizionale;<\/p>\n<p>i licei scientifici tornano alle pi\u00f9 vetuste esperienze, come ad esempio quelle delle tre ore di lingua straniera, e si pone fine allo studio della seconda lingua comunitaria per tutto il quinquennio, che era stato il fiore all\u2019occhiello delle recenti sperimentazioni. Inoltre il liceo scientifico tecnologico, cos\u00ec come previsto nello schema di regolamento in esame, recepisce solo in parte le caratteristiche peculiari delle attuali sperimentazioni, poich\u00e9 non sono comprese le attuali ore di didattica di laboratorio. Pertanto \u00e8 indispensabile una diversa articolazione delle opzioni del liceo scientifico, mantenendo nei tecnici la previsione di un\u2019articolazione che riprenda il profilo del vecchio &#8220;liceo scientifico-tecnologico Brocca&#8221; e facendo s\u00ec che, nelle confluenze, gli istituti tecnici che attualmente hanno tali sperimentazioni rilascino il diploma di liceo scientifico-tecnologico;<\/p>\n<p>i licei linguistici e delle scienze umane, finora costituiti in via sperimentale con orari intorno alle 35 ore, risentiranno maggiormente del limite imposto delle 30 ore. In tali licei la definizione e distribuzione delle discipline risulta approssimativa: ad esempio matematica e fisica costituiscono una disciplina unica (comprensiva anche di informatica!) diversamente dal classico e dallo scientifico; arte e musica sono alternative e sono distribuite su un\u2019ora alla settimana. Inoltre, in assenza delle sperimentazioni al liceo linguistico si studieranno bene solo le lingue straniere, mentre scomparir\u00e0 una pi\u00f9 vasta e solida cultura liceale. Il latino si studier\u00e0 solo nei primi due anni<em>, <\/em>pur essendo, quello linguistico, indirizzo dedicato pi\u00f9 di altri alla specializzazione dei linguaggi;<\/p>\n<p><em> <\/em><\/p>\n<p>per quanto riguarda l\u2019eliminazione dello studio del latino nella seconda opzione prevista per il liceo scientifico (opzione scientifico-tecnologica) che la Commissione cultura della Camera ha chiesto di sostituire con l\u2019opzione &#8220;scientifico-informatica&#8221;, si ritiene assolutamente necessario cogliere l\u2019occasione per sollecitare il ripristino di tale insegnamento per molteplici ragioni ed in particolare:<\/p>\n<p>a) perch\u00e9 l\u2019insegnamento del latino \u00e8 del tutto rispondente al principio, ribadito in tutti i documenti, di volere con la riforma riconfermare l\u2019identit\u00e0 e la peculiarit\u00e0 dei licei al fine di consentire il conseguimento di una solida cultura umanistico &#8211; scientifica;<\/p>\n<p>b) di fatto la presenza di una opzione priva dell\u2019insegnamento del latino porterebbe rapidamente alla scomparsa di detto insegnamento nel liceo scientifico, in contrasto rispetto alla sua diffusa presenza in tutti i licei;<\/p>\n<p>per quanto riguarda la istituzione di &#8220;dipartimenti e comitato tecnico-scientifico&#8221; (articolo 10, comma 2), si segnala (a parte l\u2019incoerenza rispetto all\u2019autonomia costituzionalmente garantita alle scuole da cui discende la facolt\u00e0 di operare scelte organizzative gestionali autonome) la natura artificiosa di tali strumenti, non sempre utili e per nulla innovativi rispetto alle soluzioni adottate correntemente dalle scuole nella loro autonomia per rendere pi\u00f9 efficaci e funzionali i processi di programmazione e progettazione e le azioni di coordinamento con il contesto locate e territoriale. E\u2019 sicuramente preferibile lasciare alle scuole la possibilit\u00e0 di effettuare scelte autonome e adottare le soluzioni ritenute pi\u00f9 opportune ed efficaci;<\/p>\n<p>per quanto riguarda la previsione contenuta nel decreto-legge n. 112 del 2008 (e altre norme successive), che stabilisce che con regolamento del Ministro dell&#8217;istruzione sia definita una nuova disciplina dei requisiti e modalit\u00e0 di formazione e reclutamento degli insegnanti, sarebbe opportuno raccomandare che a monte di tale procedimento vi sia un\u2019appropriata selezione attitudinale dei futuri docenti;<\/p>\n<p>il liceo delle scienze umane, nel suo indirizzo tradizionale, \u00e8 calibrato su un asse psico-pedagogico, anzich\u00e9, come nel resto d\u2019Europa, su un asse sociale. E\u2019 un\u2019inutile riedizione del soppresso magistrale con latino per 5 anni eneppure un\u2019ora di discipline giuridiche ed economiche, materia che pure appartiene all\u2019asse culturale delle scienze umane. La classe 19 A (Discipline giuridiche ed economiche) scompare senza che si sia fatta alcuna riflessione didattica, pedagogica o del mondo dell\u2019impresa o delle professioni. Tuttavia, il ripristino delle ore delle discipline giuridiche ed economiche non deve comportare una ulteriore riduzione di &#8220;Scienze sociali e metodologia della ricerca&#8221;. Nel biennio, manca una disciplina caratterizzante (non \u00e8 prevista neanche un\u2019ora di scienze sociali) compromettendo, cos\u00ec, l\u2019identit\u00e0 specifica dell\u2019indirizzo. Nel triennio la sottrazione dell\u2019insegnamento della filosofia ai docenti di materia d\u2019indirizzo (A036) render\u00e0 difficile mantenere sincronia e coerenza tra i programmi di filosofia e pedagogia, pur trattandosi dello studio dei medesimi pensatori;<\/p>\n<p>il liceo musicale-coreutico nasconde l\u2019incognita della ricerca e dell\u2019impiego delle risorse. In tal senso o si assume personale nuovo e abilitato o si riqualificano, per riconvertirli, i docenti di educazione musicale e di strumento provenienti dalle scuole medie. Al suo interno \u00e8 previsto l\u2019insegnamento teorico della musica e della danza, ma assai poco quello pratico, sacrificato dentro le 32 ore massime in cui si articola. Soprattutto in quanto liceo vocazionale, esso risente fortemente del mancato investimento nell\u2019attivit\u00e0 laboratoriale e di un rapporto poco chiaro con i Conservatori e le Accademie di danza e altre istituzioni musicali e coreutiche riconosciute. Il tema \u00e8 quello della formazione e dell\u2019abilitazione all\u2019insegnamento. Si stigmatizza infine la previsione di affrontare un progetto cos\u00ec ambizioso senza nessun investimento e la previsione, assolutamente irrisoria, del limite numerico di quaranta licei musicali;<\/p>\n<p>gran parte del\u00a0<em>deficit<\/em> formativo della scuola italiana \u00e8 di tipo metodologico e l\u2019insegnamento \u00e8 ancora in gran parte libresco; bisognerebbe introdurre dovunque la pratica dei laboratori e dell\u2019indagine scientifica. \u00c8 nel laboratorio infatti, in quanto luogo di ricerca e di indagine critica, che si impara l\u2019analisi e la soluzione dei problemi, l\u2019uso dei modelli e linguaggi specifici, la conoscenza delle strutture sintattiche e logiche delle discipline. Bench\u00e9 nella attivit\u00e0 laboratoriale ci siano le condizioni per l\u2019attuazione di modelli didattici funzionali all\u2019apprendimento per competenze, tale pratica purtroppo non riguarda strutturalmente i licei;<\/p>\n<p>con un evidente attacco al buon senso, l\u2019avvio della riforma nel 2010-2011 riguarder\u00e0, oltre alle prime classi, anche le seconde. In tal modo, grazie alla contrazione dei quadri orari si otterr\u00e0 il risparmio previsto; le famiglie, tuttavia, avranno iscritto i propri figli a corsi destinati a cambiare dopo un anno assetti curriculari, quadri orari e insegnanti. Cos\u00ec facendo si disattende il diritto degli alunni alla continuit\u00e0 educativa e si riduce il tempo necessario per gestire il passaggio dal vecchio al nuovo ordinamento. Al riguardo si fa notare che non sono state ancora definite n\u00e9 le &#8220;Indicazioni nazionali&#8221;, n\u00e9 le nuove classi di concorso e che, in assenza delle condizioni funzionali alla sua attuazione, un\u2019 eventuale accelerazione del processo di riforma genererebbe solo ulteriore disagio all\u2019interno della comunit\u00e0 scolastica e rafforzerebbe il convincimento che la riforma dei licei ha per obiettivo primario il solo contenimento della spesa;<\/p>\n<p>considerato che:<\/p>\n<p>il Consiglio di Stato, pur avendo espresso parere favorevole al regolamento, ha rilevato che negli articoli riservati ai singoli percorsi liceali \u00e8 assente un richiamo alle finalit\u00e0 generali e alla sua identit\u00e0 culturale poich\u00e9 tali percorsi, salvo quello del liceo scientifico, sono diretti genericamente ad &#8220;approfondire conoscenza, abilit\u00e0 e competenza&#8221;;<\/p>\n<p>rilevato che:<\/p>\n<p>l\u2019applicazione del regolamento relativo ai nuovi indirizzi dei licei, degli istituti tecnici e professionali deve tenere in debito conto la specificit\u00e0 delle scuole con lingua d\u2019insegnamento slovena nella Regione Friuli Venezia Giulia ed in particolare due aspetti:<\/p>\n<p>1.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 il numero delle ore di insegnamento deve garantire la equivalente presenza delle due lingue (slovena ed italiana);<\/p>\n<p>2.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 deve essere assicurato agli studenti di lingua slovena una ampia offerta formativa, anche adottando lo strumento della classe articolata, per garantire cos\u00ec il diritto all\u2019accesso alla scuola media superiore con una scelta adeguata di indirizzi;<\/p>\n<p>considerato infine che:<\/p>\n<p>il 21 gennaio 2010, nel corso dell&#8217;esame alla Camera dei deputati del disegno di legge &#8220;Collegato lavoro&#8221; alla legge finanziaria per l&#8217;anno 2010 (A.C. 1441-<em>quater<\/em>-B), \u00e8 stato approvato un emendamento che, modificando la &#8220;legge Biagi&#8221; prevede la possibilit\u00e0 di cominciare a lavorare a 15 anni mediante un contratto di apprendistato che sostituir\u00e0 l&#8217;ultimo anno della scuola dell&#8217;obbligo. Pi\u00f9 in particolare, l&#8217;emendamento prevede che \u00abl&#8217;obbligo di istruzione, di cui all&#8217;articolo 1, comma 622 della legge 27 dicembre 2006, n. 296, si assolve anche nei percorsi di apprendistato per l&#8217;espletamento del diritto dovere di istruzione e formazione di cui al presente articolo\u00bb. La modifica si innesta in quella parte della legge Biagi che regolamenta il contratto di apprendistato per l&#8217;espletamento del diritto-dovere di istruzione e formazione;<\/p>\n<p>il contratto di apprendistato a cui si riferisce la modifica riguarda i giovani e gli adolescenti (di et\u00e0 tra i 15 e i 18 anni non compiuti); questi ultimi possono essere assunti da datori di lavoro che appartengono a tutti i settori lavorativi, ivi comprese le associazioni dei datori di lavoro e le organizzazioni sindacali. Il contratto non pu\u00f2 avere una durata superiore a tre anni ed \u00e8 finalizzato al conseguimento di una qualifica di istruzione e formazione professionale (in base alla legge n. 53 del 2003); vale a dire all&#8217;acquisizione, attraverso il lavoro, di un titolo di studio (alternanza scuola-lavoro);<\/p>\n<p>la legge finanziaria per il 2007 (legge n. 296 del 2006) ha aumentato il numero degli anni (da nove a dieci) che costituiscono l&#8217;obbligo scolastico riformulando, cos\u00ec, il limite degli anni per l&#8217;accesso al lavoro. L&#8217;elevazione dell&#8217;et\u00e0 (da 15 a 16 anni) \u00e8 frutto, dunque, di una conseguenza dell&#8217;aumento del numero degli anni (10) previsti per il percorso minimo di istruzione obbligatoria. Iniziando a studiare a sei anni, infatti, l&#8217;istruzione obbligatoria si conclude a 16. Oggi si interviene proprio su questo arco temporale prevedendo che l&#8217;ultimo degli anni di questo percorso obbligatorio possa essere assolto dall&#8217;apprendistato per l&#8217;espletamento del diritto dovere di istruzione;<\/p>\n<p>la norma si pone quindi in palese contrasto con quanto disposto dalla legge finanziaria per il 2007 che prevede l&#8217;accesso al lavoro non prima del compimento dei 16 anni;<\/p>\n<p>si tratta di un provvedimento assurdo che ci allontana ancora di pi\u00f9 dai livelli dell&#8217;istruzione previsti dal Trattato di Lisbona e soprattutto annulla una conquista importante del Governo del Centro-sinistra, ovvero l&#8217;obbligo all&#8217;istruzione svolta nella scuola superiore o professionale fino a 16 anni, ma comunque nella scuola. Di fatto la serie di disposizioni approvata da questo governo in materia di istruzione sembrano orientare la scuola e la societ\u00e0 italiana verso indirizzi &#8220;classisti&#8221;, la serie A dei licei, la serie B degli Istituti tecnici, la serie C dei professionali, diffondendo peraltro l&#8217;idea, dopo la terza media, di poter andare subito al lavoro;<\/p>\n<p>l&#8217;Unione europea e tutti i pi\u00f9 recenti studi sul capitale umano chiedono di aumentare la permanenza a scuola dei nostri adolescenti e di ridurre la dispersione scolastica. E&#8217; inaccettabile che, invece di intensificare gli sforzi per collegare la fase educativa alla formazione e mettere in grado i ragazzi italiani di poter competere ad armi pari con i loro colleghi nel resto del mondo, si sia deciso di penalizzare gli studenti italiani;<\/p>\n<p>gli ultimi studi dell&#8217;OCSE e della Banca d&#8217;Italia raccomandano l&#8217;esatto opposto: investire in istruzione. Lo scorso mese di novembre, la Banca d&#8217;Italia ha pubblicato uno studio dall&#8217;emblematico titolo &#8220;Investire in conoscenza&#8221; che evidenzia tutti i vantaggi connessi con un aumento del grado di preparazione dei cittadini italiani;<\/p>\n<p>preso atto del parere espresso dalla Conferenza Unificata Stato, Regioni e autonomie locali del 29 ottobre 2009;<\/p>\n<p>preso atto del parere del Consiglio nazionale della pubblica istruzione;<\/p>\n<p>considerato che il Consiglio di Stato ha mostrato perplessit\u00e0 sulla istituzione di dipartimenti, quali articolazioni funzionali del collegio dei docenti, e sulla costituzione di un comitato scientifico, poich\u00e9 detti organismi entrerebbero in conflitto tanto con la riserva di legge in materia di organizzazione scolastica quanto con il rispetto dell\u2019autonomia scolastica in base alla quale ogni scuola deve poter valutare l\u2019opportunit\u00e0 di istituire tali organi nel suo specifico contesto;<\/p>\n<p>considerato altres\u00ec che il Consiglio di Stato ha espresso forti perplessit\u00e0 in merito all\u2019utilizzo di decreti ministeriali non aventi forza normativa, per quanto riguarda la definizione delle Indicazioni nazionali inerenti gli ordinamenti, l\u2019articolazione delle cattedre e l\u2019autovalutazione dei percorsi previsti dai regolamenti e che, comunque, ad oggi non sono ancora formalmente definiti i regolamenti con i quali viene disposta la revisione dell&#8217;attuale assetto ordinamentale, organizzativo e didattico dell&#8217;istruzione liceale. Appare quindi del tutto evidente l\u2019impossibilit\u00e0 di avviare la programmazione della nuova offerta formativa in tempo utile per l\u2019inizio dell\u2019anno scolastico 2010-2011 poich\u00e9 non si consente alle famiglie una scelta consapevole dell\u2019indirizzo di scuola pi\u00f9 consono ai propri figli;<\/p>\n<p>considerato ancora che in assenza delle definitive disposizioni normative le Regioni non possono, nell\u2019ambito delle proprie competenze, definire gli indirizzi di programmazione dell\u2019offerta formativa per l&#8217;anno scolastico 2010-2011;<\/p>\n<p>tenuto conto che il Governo stesso, in fase di discussione della legge finanziaria per l\u2019anno 2010, aveva riconosciuto la validit\u00e0 di tale richiesta mediante l\u2019accoglimento di un ordine del giorno, presentato dal Partito Democratico, che chiedeva di procrastinare di un anno l\u2019entrata in vigore dei regolamenti;<\/p>\n<p>esprime parere contrario.&#8221;<\/p>\n<p><strong>SCHEMA di parere PROPOSTO dai senatori RUSCONI, GIAMBRONE, MARIAPIA GARAVAGLIA, CERUTI, VITTORIA FRANCO, MARCUCCI, PROCACCI, ANNAMARIA SERAFINI, VITA, BLAZINA SULL&#8217;ATTO DEL GOVERNO N. 133<\/strong><\/p>\n<p>&#8220;La Commissione, esaminato lo Schema di decreto del Presidente della Repubblica\u00a0 recante il Regolamento concernente norme sul riordino degli istituti tecnici,<\/p>\n<p>premesso che:<\/p>\n<p>si ritiene urgente avviare nel nostro Paese una riforma organica del sistema dell\u2019istruzione nel suo complesso e, in particolare, dell\u2019Istruzione superiore che sia capace di affrontare le sfide del millennio, contrassegnato dallo sviluppo esponenziale della societ\u00e0 della conoscenza e delle nuove tecnologie,\u00a0 del sapere come fattore fondamentale di sviluppo della persona e dell\u2019intera societ\u00e0; dalla globalizzazione dell\u2019economia e dei sistemi produttivi, profondamente innovati dalle nuove tecnologie, che hanno modificato il mercato del lavoro, un mercato sempre pi\u00f9 flessibile che richiede profili professionali in continua evoluzione; dalla crisi finanziaria ed economica mondiale, che ha duramente colpito il nostro Paese,\u00a0 e che\u00a0 richiede di essere affrontata con\u00a0 una nuova visione strategica e nuove politiche di controllo e di sviluppo sostenibile. Appare quindi cruciale ripensare al sistema dell\u2019istruzione e della formazione;<\/p>\n<p>si \u00e8 rovesciato il rapporto tra istruzione formale e istruzione informale. Prima della rivoluzione della societ\u00e0 della conoscenza, il sapere e le informazioni venivano quasi tutte conseguite a scuola, ora solo il 30 per cento viene acquisito durante il periodo scolastico. Il campo della conoscenza \u00e8 egemonizzato dal contesto mediatico, sociale, territoriale, dalla multimedialit\u00e0. I tempi e i cambiamenti sono rapidissimi e il vecchio sistema educativo non sembra\u00a0 stare al passo con questi fenomeni e rischia di essere sopraffatto. In tal senso, una visione minimalista del cambiamento in corso e la mancanza di un profondo processo riformatore del sistema dell\u2019istruzione pu\u00f2 indurre un esito negativo;<\/p>\n<p>in questo nuovo contesto, affinch\u00e9 la scuola possa svolgere in modo adeguato la sua funzione, occorre superare l\u2019impianto enciclopedico-nozionistico e affermare un nuovo impianto critico-metodologico. Le stesse nuove acquisizioni scientifico-neurologiche mettono sempre pi\u00f9 in discussione l\u2019idea di una scuola rigida e solo trasmissiva di saperi e evidenziano come appaia sempre pi\u00f9 artificiosa una visione che separi il sapere dal fare, la teoria dalla pratica. E\u2019necessario affermare la centralit\u00e0 dell\u2019apprendimento come coinvolgimento e protagonismo dell\u2019alunno e delle sue potenzialit\u00e0 di acquisizione delle conoscenze, attraverso la sintesi tra corpo e mente, tra dimensione cognitiva ed emotiva, quindi come cooperazione educativa;<\/p>\n<p>occorre, con la definizione del nuovo ordinamento, ripensare tutti gli aspetti dell\u2019attivit\u00e0 scolastica, fra cui:<\/p>\n<p>\u00b7\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 la programmazione e la metodologia della didattica;<\/p>\n<p>\u00b7\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 la promozione dell\u2019innovazione e della ricerca didattica progettata e realizzata in modo integrato tra scuola e universit\u00e0, valorizzando la funzione docente;<\/p>\n<p>\u00b7\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 una ricerca metodologica che sia finalizzata ad un coinvolgimento attivo degli studenti, a livello individuale e di gruppo, che stimoli le loro potenzialit\u00e0 di apprendimento e la loro creativit\u00e0, favorendo il superamento dell\u2019organizzazione rigida della lezione frontale, puntando sulle attivit\u00e0 laboratoriali, sulla definizione dei quadri orari con nuovi criteri nonch\u00e8 sulla riprogettazione, strutturazione e organizzazione degli spazi scolastici e delle attrezzature in sintonia con la nuova didattica;<\/p>\n<p>\u00b7\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 la revisione dei curriculi per adeguarli alla domanda sociale di cultura odierna, in funzione di una pari dignit\u00e0 culturale fra i diversi saperi (umanistici, scientifici, tecnologici, artistici) e senza fratture tra i diversi cicli scolastici;<\/p>\n<p>\u00b7\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 la definizione di un piano nazionale finalizzato a valorizzare la funzione docente attraverso una adeguata retribuzione economica; la realizzazione di programmi di aggiornamento professionale la stabilizzazione del personale precario; la definizione di organici funzionali; una nuova normativa per la formazione di base, il reclutamento e la selezione del personale docente e dei dirigenti scolastici;<\/p>\n<p>\u00b7\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 l\u2019attivazione di un sistema di valutazione e di autovalutazione delle scuole e del personale;<\/p>\n<p>occorre, inoltre, rafforzare il rapporto tra scuola e territorio, tra le istituzioni scolastiche, gli enti locali e le Regioni, integrare le attivit\u00e0 scolastiche ed extra-scolastiche e procedere con l\u2019attuazione del Titolo V della Costituzione;<\/p>\n<p>occorre, altres\u00ec, realizzare un nuovo sistema di educazione e formazione permanente per tutto l\u2019arco della vita;<\/p>\n<p>appare, infine, fondamentale che un processo riformatore di tale portata si ponga come obiettivo qualificante la corretta attuazione dell\u2019elevamento dell\u2019obbligo di istruzione a 16 anni cos\u00ec come stabilito dal Governo Prodi con il decreto ministeriale n. 139 del 2007 che, in conformit\u00e0 con le indicazioni europee e, pur salvaguardando le specificit\u00e0 curriculari dei diversi percorsi, stabilisce che in ciascuno di essi debbano essere presenti i quattro assi culturali dei linguaggi, storico-sociale, matematico, scientifico. Ci\u00f2 comporta che i primi due anni dell\u2019istruzione prevedano una formazione di base di ampio e consolidato respiro culturale tale da garantire, nei profili in uscita, il conseguimento degli obiettivi specifici di apprendimento. Senza una chiara definizione delle competenze attese a 16 anni per tutti non potr\u00e0 essere superata la gerarchizzazione culturale e sociale esistente tra licei, istituti tecnici e professionali;<\/p>\n<p>ritenuto che:<\/p>\n<p>sarebbe necessario realizzare un biennio unitario costruito sui quattro assi fondamentali dei saperi che si concluda con la certificazione dell\u2019obbligo di istruzione;<\/p>\n<p>occorre una diversa definizione e articolazione del biennio, unitario e orientativo, che superi gli steccati di stampo gentiliano e si proponga di offrire pari opportunit\u00e0 ai nostri ragazzi: un segmento che consenta ai ragazzi di comprendere meglio le loro capacit\u00e0 e attitudini favorendo i passaggi da un corso di studi ad un altro senza che nessuno si perda per strada;<\/p>\n<p>sarebbe stata necessaria una premessa ai tre schemi di regolamento nella quale fosse delineata una identit\u00e0\/finalit\u00e0 comune ai tre percorsi del secondo ciclo di istruzione dalla quale sarebbero poi discese e definite tre identit\u00e0\/finalit\u00e0 specifiche, e non invece identit\u00e0\/finalit\u00e0 progressivamente riduttive rispetto a quelle dei licei;<\/p>\n<p>il provvedimento proposto dal Governo definisce un impianto non basato sulle nuove esigenze di educazione e di formazione, bens\u00ec fondato\u00a0sulla esigenza di rendere operanti\u00a0i tagli indiscriminati alla spesa per l\u2019istruzione stabiliti con il decreto-legge n. 112 del 2008, convertito dalla legge n. 133 del 2008, e sull\u2019assenza di un qualsivoglia indirizzo deciso dal Parlamento in ordine alle finalit\u00e0 culturali ed alla qualit\u00e0 della riforma;<\/p>\n<p>la logica di riduzione della spesa, in conseguenza delle misure di &#8220;razionalizzazione&#8221; connesse all\u2019aumento del numero degli studenti per classe e alla riconduzione a 18 ore dell\u2019orario delle cattedre di tutte le discipline, ha gi\u00e0 comportato per l\u2019anno scolastico 2009-2010 l\u2019eliminazione di 11.386 posti di docente;<\/p>\n<p>la predetta logica dei tagli, che sottende anche allo schema di decreto recante il regolamento in discussione, comporta un\u2019ulteriore riduzione di 7.492 unit\u00e0 docente pi\u00f9 2.867 insegnanti tecnico-pratici, per un totale di 10.359 unit\u00e0;<\/p>\n<p><strong> <\/strong><\/p>\n<p>per i motivi esposti in premessa, la riforma dell\u2019ultimo segmento del percorso\u00a0 scolastico \u00e8 certamente auspicabile e urgente per offrire ai giovani italiani strumenti atti a metterli in condizione di parit\u00e0 con i loro coetanei del resto del mondo e per renderli capaci di affrontare le sfide di questi anni, rese ancora pi\u00f9 difficili da una crisi complessa e ancora molto lontana dal superamento. Una riforma deve tuttavia partire dall\u2019individuazione degli obiettivi che si intendono raggiungere e non da obiettivi di riduzione della spesa. Quella che si propone oggi \u00e8 invece viziata dai tagli previsti dal decreto-legge n. 112 del 2008: il riordinamento dell\u2019istruzione secondaria superiore previsto nei regolamenti in esame viene realizzato nell\u2019ambito della politica di ridimensionamento della spesa per l\u2019istruzione pubblica prevista dall\u2019articolo 64 del decreto-legge n. 112 del 2008 (circa 8 miliardi di euro in tre anni) e in assenza di un qualsivoglia indirizzo deciso dal Parlamento in ordine alle finalit\u00e0 culturali ed alla qualit\u00e0 istituzionale della riforma;<\/p>\n<p>una nuova scuola, tarata sugli obiettivi, pur enunciati nei regolamenti in esame, dell\u2019Unione Europea, avrebbe bisogno di nuovi stanziamenti, di investimenti mirati soprattutto sulla formazione dei docenti, ma anche sull\u2019organizzazione delle istituzioni scolastiche e \u00a0sulle attrezzature di cui dovrebbero essere dotate mentre, al contrario, il regolamento in esame prevede financo la riduzione dei laboratori e dei posti di docenti tecnico pratici;<\/p>\n<p>l\u2019identit\u00e0 dell\u2019istruzione tecnica finisce con l\u2019essere circoscritta ad &#8220;una solida base culturale di carattere scientifico e tecnologico\u2026&#8221;, e quindi nei tre schemi permane e si rafforza quella gerarchia tra percorsi secondari che invece andrebbe superata, considerando i profondi cambiamenti che si verificano giorno dopo giorno sia nel mondo della ricerca scientifica e delle applicazioni tecnologiche, grazie alle quali la separazione tra lavoro intellettuale e manuale sta sempre pi\u00f9 perdendo significato, sia nel mondo della ricerca educativa, che non da oggi propone strategie per un insegnare\/apprendere in grado di sollecitare e &#8220;produrre&#8221; soggetti &#8220;competenti&#8221; anche se condizionati da un\u00a0<em>milieu<\/em> socioculturale deprivato;<\/p>\n<p>la costruzione della responsabilit\u00e0, della capacit\u00e0 di scegliere e di interpretare, nonch\u00e9 la forza di elaborare una prospettiva per il proprio futuro possono essere ottenute tanto per &#8220;via tecnologica&#8221; quanto per &#8220;via umanistica&#8221;, mentre in tal senso lo schema in esame risulta del tutto divergente;<\/p>\n<p>una didattica veramente innovativa dovrebbe prevedere alcune innovazioni strutturali, quali il superamento dell\u2019orario di cattedra ed utilizzazione delle competenze professionali dei docenti secondo criteri diversi rispetto a quelli previsti dalle gabbie delle classi di concorso e degli orari di cattedra;<\/p>\n<p>l&#8217;applicazione della riforma anche alle seconde classi degli istituti tecnici appare incomprensibile da ogni punto di vista, tanto pi\u00f9 da quello didattico ed educativo. Tale previsione si fonda solo sulle esigenze di taglio alla spesa pubblica e contrasta con il diritto dei giovani, che quest\u2019anno hanno scelto e cominciato il loro percorso di studi, di proseguire serenamente tale percorso;<\/p>\n<p>la riduzione oraria a 32 ore applicata gi\u00e0 dal prossimo anno scolastico anche alle terze e quarte negli istituti tecnici, peraltro senza un\u2019indicazione specifica su quali discipline debbano subire tali decurtazioni, costituisce un grave nocumento per gli studenti che hanno gi\u00e0 iniziato, e alcuni quasi completato, il percorso di studi, violando il diritto dei ragazzi a concludere gli studi in continuit\u00e0 con il percorso che hanno scelto di intraprendere; tale previsione non hanno altra spiegazione se non l\u2019urgenza del Ministero dell&#8217;economia di riduzione della spesa;<\/p>\n<p>la previsione di quote orarie opzionali e della maggiore autonomia delle istituzioni scolastiche, pure condivisibile, deve essere resa possibile e concreta sul piano organizzativo con un organico funzionale pluriennale, di cui non vi \u00e8 traccia nello schema in esame che, al contrario, vincola la flessibilit\u00e0 didattica e curriculare nei limiti dei contingenti di organico assegnati;<\/p>\n<p>la previsione di demandare a successiva decretazione, per gli istituti tecnici, le possibilit\u00e0 delle opzioni significa limitare l\u2019autonomia e il radicamento territoriale delle scuole e sottrarre semplificazione e trasparenza all\u2019intera manovra ed \u00e8 viziata da illegittimit\u00e0, come segnalato dal Consiglio di Stato;<\/p>\n<p>la riforma degli istituti tecnici \u00e8 urgente e ormai la riflessione e l\u2019elaborazione hanno raggiunto un livello di maturazione che solo in parte \u00e8 contenuto nello schema di regolamento in esame. La commissione presieduta dal professor De Toni, insediata dal Governo Prodi con l\u2019obiettivo di elaborare una proposta di riforma degli istituti tecnici che ne valorizzasse il ruolo fondamentale per la promozione sociale e lo sviluppo economico del nostro Paese, ha svolto un pregevole lavoro, ma il Governo, che pure l\u2019ha mantenuta, ha colto solo in modo parziale e limitativo la spinta innovativa che deriva dall\u2019elaborazione della commissione, minando alle radici tali potenzialit\u00e0;<\/p>\n<p>nel regolamento sono contenuti aspetti positivi e condivisibili, che sono stati sottolineati nelle audizioni da esperti, associazioni professionali e sindacati, fra i quali:<\/p>\n<p>\u00b7\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 la riduzione e semplificazione degli indirizzi;<\/p>\n<p>\u00b7\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 l\u2019affermazione che la didattica laboratoriale deve essere la metodologia di lavoro per raggiungere le competenze previste ed espresse secondo la definizione europea EQF per rendere confrontabili i titoli di studio, ma la riduzione delle compresenze, delle ore di docenti tecnico-pratici e di laboratorio ne vanifica l\u2019attuazione;<\/p>\n<p>\u00b7\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 i\u00a0<em>curricula <\/em>per competenze come scelta di fondo anche se, a causa della riduzione delle ore, appare debole e incerta l\u2019area comune del biennio;<\/p>\n<p>\u00b7\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 il richiamo ad un collegamento sistematico con le strutture della ricerca, del mondo produttivo e delle professioni;<\/p>\n<p>\u00b7\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 il richiamo ad una mirata ed efficace azione di orientamento;<\/p>\n<p>\u00b7\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 l\u2019affermazione della necessit\u00e0 un ampio uso di\u00a0<em>stages,<\/em> tirocini, laboratori e alternanza scuola lavoro;<\/p>\n<p>\u00b7\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 l\u2019aumento dell\u2019autonomia nel curricolo del secondo biennio e nel V anno, seppure con i rilievi gi\u00e0 sottolineati;<\/p>\n<p>\u00b7\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 la costituzione, nei singoli istituti, dei dipartimenti per sostenere la progettazione educativa e l\u2019integrazione tra le discipline, seppure con i rilievi gi\u00e0 esposti in particolare sul contrasto con l\u2019autonomia scolastica e con l\u2019esigenza di una riforma della\u00a0<em>governance<\/em> complessiva delle istituzioni scolastiche;<\/p>\n<p>\u00b7\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 la declinazione dei risultati di apprendimento in competenze, abilit\u00e0 e conoscenze secondo il quadro europeo dei titoli e delle qualifiche (EQF 2008);<\/p>\n<p>\u00b7\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 l\u2019introduzione dell\u2019insegnamento in lingua inglese di una disciplina non linguistica nel quinto anno, anche se non si possono tacere i dubbi circa l\u2019effettiva applicabilit\u00e0 di tale indicazione;<\/p>\n<p><strong> <\/strong><\/p>\n<p>sono presenti molti aspetti negativi, oltre a quelli gi\u00e0 evidenziati, in diretto contrasto con alcuni di quelli positivi, quali:<\/p>\n<p>\u00b7\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 l\u2019assenza di risorse umane e finanziarie per le scuole e la formazione dei docenti;<\/p>\n<p>\u00b7\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 il permanere di terminalit\u00e0 troppo rigide e specialistiche che non consentono di costruire un profilo compatibile con professionalit\u00e0 realmente strategiche;<\/p>\n<p>\u00b7\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 la riduzione delle ore specie nel biennio;<\/p>\n<p>\u00b7\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 la riduzione degli orari dei laboratori e delle ore dedicate alla compresenza, nonch\u00e9 delle ore degli insegnanti tecnico-pratici;<\/p>\n<p>\u00b7\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 la mancanza di chiarezza sul problema della valutazione e certificazione delle competenze;<\/p>\n<p>\u00b7\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 l\u2019assenza di un nesso tra area comune e competenze di cittadinanza;<\/p>\n<p>\u00b7\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 la mancanza di un nesso tra materie del biennio e quelle del triennio;<\/p>\n<p>considerato che:<\/p>\n<p>non sono stati previsti finanziamenti mirati e piani nazionali di aggiornamento dei docenti e dei dirigenti scolastici;<\/p>\n<p>la pratica laboratoriale, indispensabile in modo particolare per l\u2019istruzione tecnica, \u00e8 messa in discussione dall\u2019eccessivo taglio delle compresenze degli insegnanti tecnico-pratici e che, al contrario, i laboratori, nell\u2019impostazione della commissione De Toni, erano fondamentali, mentre il Governo ne ha stabilito un taglio del 30 per cento;<\/p>\n<p>non \u00e8 prevista la possibilit\u00e0 di attivare insegnamenti facoltativi sui quali gli studenti possano esprimere una scelta;<\/p>\n<p><strong> <\/strong><\/p>\n<p>il comitato scientifico dello schema di regolamento in esame presenta rischi di sovrapposizione con le funzioni di altri organi della scuola (dipartimenti e collegio dei docenti), che andrebbero evitati, e tenuto conto che la sua composizione, in particolare con l\u2019articolazione delle rappresentanze su base paritetica, non trova alcuna fondata motivazione per un organismo a cui si assegnano funzioni consultive e di proposta;<\/p>\n<p>\u00e8 necessario affidare alle scuole ogni deliberazione circa l\u2019eventuale costituzione e la composizione del comitato medesimo, cos\u00ec come peraltro sottolineato nel parere del Consiglio di Stato;<\/p>\n<p><strong> <\/strong><\/p>\n<p>il comitato nazionale per l\u2019istruzione tecnica e professionale, istituito ai fini del monitoraggio di cui all\u2019articolo 12, oltre che risultare di quasi esclusiva nomina ministeriale e privo di qualsiasi forma di rappresentativit\u00e0 e di garanzia tecnico-professionale, sostituisce impropriamente il comitato nazionale per il sistema dell\u2019istruzione e formazione tecnica superiore (IFTS) istituito per le finalit\u00e0 previste dall\u2019articolo 69 della legge n. 144 del 1999, come peraltro rilevato dal Consiglio di Stato;<\/p>\n<p><strong> <\/strong><\/p>\n<p>la valutazione delle competenze e il sistema delle qualifiche (EQF) rende necessaria l\u2019indicazione degli\u00a0<em>standard<\/em> di prestazione secondo i quali certificare le competenze mentre tale indicazione \u00e8 assente nello schema di regolamento in esame;<\/p>\n<p>nei quadri orari di vari indirizzi \u00e8 inserita la disciplina Scienze integrate con l\u2019accompagnamento delle dizioni Fisica, Chimica, Scienze della terra e Biologia, senza che venga chiarito se si tratti di una nuova disciplina o solo di una nuova denominazione di quelle indicate tra parentesi, peraltro con una consistente riduzione del monte ore complessivo;<\/p>\n<p>le materie scientifiche dovrebbero avere un ruolo importante nella formazione tecnica, anche alla luce degli obiettivi di Lisbona;<\/p>\n<p><strong> <\/strong><\/p>\n<p>la disciplina Scienze e tecnologie applicate non pu\u00f2 essere inserita nel biennio, in quanto gi\u00e0 fortemente caratterizzante del percorso di studio e pertanto non orientativa n\u00e9 propedeutica;<\/p>\n<p>\u00e8 necessaria una maggiore caratterizzazione dell\u2019indirizzo Turistico all&#8217;interno del settore &#8220;Economico&#8221;, prevedendo la possibilit\u00e0 di differenziare il percorso di studio del perito per il turismo in indirizzi che valorizzino le specificit\u00e0 territoriali, articolando i quadri orari in maniera che in ciascun indirizzo si configurino alcune discipline prevalenti e offrendo materie opzionali significative rispetto alle realt\u00e0 regionali. E\u2019necessario, inoltre, mantenere le discipline tecnico-pratiche (Pratica d\u2019Agenzia e Conversazione in lingua straniera) che da sempre hanno qualificato l\u2019indirizzo turistico, fornendo agli alunni le indispensabili competenze professionali, le quali devono necessariamente trovare una precisa collocazione nel quadro orario della riforma, anche in forma di compresenza nel secondo biennio e nell\u2019ultimo anno;<\/p>\n<p>il liceo scientifico-tecnologico, cos\u00ec come previsto nello schema di regolamento dei licei, recepisce solo parzialmente le caratteristiche peculiari delle attuali sperimentazioni, che hanno avuto grande successo, in particolare per l\u2019azzeramento delle ore di laboratorio. Pertanto \u00e8 indispensabile una diversa articolazione delle opzioni del liceo scientifico, mantenendo nei tecnici la previsione di un indirizzo che riprenda il profilo del vecchio liceo scientifico tecnologico &#8220;Brocca&#8221; e facendo s\u00ec che, nelle confluenze, gli istituti tecnici che attualmente hanno tali sperimentazioni rilascino diplomi di liceo scientifico-tecnologico;<\/p>\n<p>gli schemi di regolamento degli istituti tecnici e dei licei, e le tabelle di confluenza dei percorsi tecnici e dei percorsi liceali nei nuovi indirizzi tecnici e liceali comportano la perdita di indirizzi sperimentati con successo dagli istituti tecnici per attivit\u00e0 sociali (ITAS): in particolare l\u2019indirizzo Biologico (indirizzo liceale) e Generale (indirizzo tecnico); tali istituti acquisterebbero pertanto esclusivamente il profilo di istituti di istruzione superiore, costituiti da indirizzi di tipo tecnico del settore tecnologico e di tipo liceale; al fine di evitare tale situazione si rende necessario stabilire la confluenza dell\u2019indirizzo sperimentale Biologico &#8220;Brocca&#8221; nel settore Tecnologico &#8211; indirizzo Chimico, Materiali e Biotecnologie &#8211; dell\u2019istruzione tecnica, realizzando un corso di studi che rilascer\u00e0 un diploma di istruzione tecnica; la confluenza dell\u2019indirizzo Generale dell\u2019ITAS nel settore Tecnologico &#8211; Indirizzo Sistema Moda, articolazione Tessile, Abbigliamento e Moda e la confluenza dell\u2019indirizzo Economo &#8211; Dietista dell\u2019ITAS nell\u2019Istruzione Tecnica &#8211; Settore Tecnologico &#8211; indirizzo Chimica, materiali e biotecnologie;<\/p>\n<p>ritenuto necessario mantenere l&#8217;indirizzo di informatica gestionale (Programmatori\/Mercurio) nel settore Economico, che pu\u00f2 formare esperti in settori di avanguardia come il\u00a0<em>web design<\/em> e la programmazione\u00a0<em>web-oriented<\/em>. Nel settore Economico dovessero permanere solo i due indirizzi previsti dal riordino (&#8220;Amministrazione, Finanza e Marketing&#8221; e &#8220;Turismo&#8221;), i futuri diplomati avrebbero delle competenze e delle capacit\u00e0 informatiche irrisorie e marginali, mentre l&#8217;economia punta verso l&#8217;<em>e-commerce<\/em> e l&#8217;<em>e-business<\/em>e che nessuno degli indirizzi proposti nel riordino prevede un percorso capace di fornire le\u00a0\u00a0 competenze per creare degli esperti in questi importanti ambiti. Le figure in uscita del settore Tecnologico sono orientate a gestire pi\u00f9 l&#8217;aspetto\u00a0<em>hardware<\/em> e &#8220;tecnico-industriale&#8221; dei sistemi informatici che a ricoprire funzioni e svolgere mansioni di tipo economico-aziendale e pertanto sarebbe necessario l\u2019ulteriore indirizzo Informatica gestionale;<\/p>\n<p>ritenuto inoltre che l\u2019indirizzo per periti aziendali corrispondenti in lingue estere (PACLE), avviato in forma di sperimentazione ormai da decenni, costituisce un importante contributo all&#8217;attivit\u00e0 aziendale e deplorato che lo schema in esame cancella tale indirizzo riconducendolo a quello Amministrazione, Finanza e Marketing del Ssettore Economico;<\/p>\n<p>si raccomanda di conservare, all&#8217;interno del sistema degli indirizzi, il riferimento alla figura del perito aziendale corrispondente in lingue estere\u00a0 (Pacle-Erica), cos\u00ec come fortemente richiesto dal mondo della produzione;<\/p>\n<p>considerato infine che:<\/p>\n<p>il 21 gennaio 2010, nel corso dell&#8217;esame alla Camera dei deputati del disegno di legge &#8220;Collegato lavoro&#8221; alla legge finanziaria per l&#8217;anno 2010 (A.C. 1441-<em>quater-<\/em>B), \u00e8 stato approvato un emendamento che, modificando la &#8220;legge Biagi&#8221; prevede la possibilit\u00e0 di cominciare a lavorare a 15 anni mediante un contratto di apprendistato che sostituir\u00e0 l&#8217;ultimo anno della scuola dell&#8217;obbligo. Pi\u00f9 in particolare, l&#8217;emendamento prevede che \u00abl&#8217;obbligo di istruzione, di cui all&#8217;articolo 1, comma 622 della legge 27 dicembre 2006, n. 296, si assolve anche nei percorsi di apprendistato per l&#8217;espletamento del diritto dovere di istruzione e formazione di cui al presente articolo\u00bb. La modifica si innesta in quella parte della legge Biagi che regolamenta il contratto di apprendistato per l&#8217;espletamento del diritto-dovere di istruzione e formazione;<\/p>\n<p>il contratto di apprendistato a cui si riferisce la modifica riguarda i giovani e gli adolescenti (di et\u00e0 tra i 15 e i 18 anni non compiuti); questi ultimi possono essere assunti da datori di lavoro che appartengono a tutti i settori lavorativi, ivi comprese le associazioni dei datori di lavoro e le organizzazioni sindacali. Il contratto non pu\u00f2 avere una durata superiore a tre anni ed \u00e8 finalizzato al conseguimento di una qualifica di istruzione e formazione professionale (in base alla legge n. 53 del 2003); vale a dire all&#8217;acquisizione, attraverso il lavoro, di un titolo di studio (alternanza scuola-lavoro);<\/p>\n<p>la legge finanziaria per il\u00a0 2007 (legge n. 296 del 2006) ha aumentato il numero degli anni (da nove a dieci) che costituiscono l&#8217;obbligo scolastico riformulando, cos\u00ec, il limite degli anni per l&#8217;accesso al lavoro. L&#8217;elevazione dell&#8217;et\u00e0 (da 15 a 16 anni) \u00e8 frutto, dunque, di una conseguenza dell&#8217;aumento del numero degli anni (10) previsti per il percorso minimo di istruzione obbligatoria. Iniziando a studiare a sei anni, infatti, l&#8217;istruzione obbligatoria si conclude a 16. Oggi si interviene proprio su questo arco temporale prevedendo che l&#8217;ultimo degli anni di questo percorso obbligatorio possa essere assolto dall&#8217;apprendistato per l&#8217;espletamento del diritto dovere di istruzione;<\/p>\n<p>la norma si pone quindi in palese contrasto con quanto disposto dalla legge finanziaria per il\u00a0 2007 che prevede l&#8217;accesso al lavoro non prima del compimento dei 16 anni;<\/p>\n<p>si tratta di un provvedimento assurdo che ci allontana ancora di pi\u00f9 dai livelli dell&#8217;istruzione previsti dal Trattato di Lisbona e soprattutto annulla una conquista importante del Governo del Centro-sinistra, ovvero l&#8217;obbligo all&#8217;istruzione svolta nella scuola superiore o professionale fino a 16 anni, ma comunque nella scuola. Di fatto\u00a0la serie di disposizioni approvata da questo Governo in materia di istruzione sembra orientare la scuola e la societ\u00e0 italiana verso indirizzi &#8220;classisti&#8221;, la serie A dei licei, la serie B degli istituti tecnici, la serie C dei professionali, diffondendo peraltro dopo la terza media l&#8217;idea di poter andare subito al lavoro;<\/p>\n<p>l&#8217;Unione europea e tutti i pi\u00f9 recenti studi sul capitale umano chiedono di aumentare la permanenza a scuola dei nostri adolescenti e di ridurre la dispersione scolastica. E&#8217; inaccettabile che, invece di intensificare gli sforzi per collegare la fase educativa alla formazione e mettere in grado i ragazzi italiani di poter competere ad armi pari con i loro colleghi nel resto del mondo, si sia deciso di penalizzare gli studenti italiani;<\/p>\n<p>gli ultimi studi dell&#8217;OCSE e della Banca d&#8217;Italia raccomandano l&#8217;esatto opposto: investire in istruzione. Lo scorso mese di novembre, la Banca d&#8217;Italia ha pubblicato uno studio dall&#8217;emblematico titolo &#8220;Investire in conoscenza&#8221; che evidenzia tutti i vantaggi connessi con un aumento del grado di preparazione dei cittadini italiani;<\/p>\n<p>rilevato che:<\/p>\n<p>l\u2019applicazione del regolamento relativo ai nuovi indirizzi dei licei, degli istituti tecnici e professionali deve tenere in debito conto la specificit\u00e0 delle scuole con lingua d\u2019insegnamento slovena nella Regione Friuli Venezia Giulia ed in particolare due aspetti:<\/p>\n<p>3.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 il numero delle ore di insegnamento deve garantire la equivalente presenza delle due lingue (slovena ed italiana);<\/p>\n<p>4.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 deve essere assicurato agli studenti di lingua slovena una ampia offerta formativa, anche adottando lo strumento della classe articolata, per garantire cos\u00ec il diritto all\u2019accesso alla scuola media superiore con una scelta adeguata di indirizzi;<\/p>\n<p>preso atto del parere espresso dalla Conferenza unificata Stato, Regioni e autonomie locali del 29 ottobre 2009;<\/p>\n<p>preso atto del parere del Consiglio nazionale della pubblica istruzione;<\/p>\n<p>preso atto del parere del Consiglio di Stato e delle condizioni in esso contenute, in particolare per quel che concerne i commi 2 e 3 dell\u2019articolo 8: &#8220;In entrambi casi la natura dell\u2019oggetto di disciplina suggerisce l\u2019utilizzo di atti aventi forza normativa, sicch\u00e9 appare opportuno eliminare dal testo delle due disposizioni l\u2019inciso &#8220;di natura non regolamentare&#8221;;<\/p>\n<p>ritenuto quindi che non si possano demandare a un successivo decreto ministeriale di natura non regolamentare la definizione di aspetti che attuano e completano le disposizioni contenute nello schema di regolamento in esame;<\/p>\n<p>ritenuto che il rinvio si rende a questo punto inevitabile, per non far fallire la riforma: presidi, insegnanti e famiglie non hanno ancora certezze sulle caratteristiche della nuova istruzione tecnica e per le scuole sarebbe impossibile avviare la programmazione della nuova offerta formativa in tempo utile per il prossimo anno scolastico;<\/p>\n<p>ritenuto pertanto che le scelte dei ragazzi verrebbero viziate dalla inevitabile confusione che deriver\u00e0 dalla frettolosa lettura della riforma e che il rinvio a marzo del termine per le iscrizioni fissa una scadenza troppo ravvicinata: per quanto immediata possa essere l\u2019approvazione definitiva del regolamento, l\u2019orientamento non potr\u00e0 essere efficace e le istituzioni scolastiche non potranno riorganizzarsi per affrontare il nuovo anno scolastico;<\/p>\n<p>tenuto conto che il Governo stesso, in fase di discussione della legge finanziaria per l\u2019anno 2010, ha riconosciuto la validit\u00e0 di tale richiesta, accogliendo un ordine del giorno presentato dal Partito Democratico, nel quale si chiede di procrastinare di un anno l\u2019entrata in vigore dei regolamenti;<\/p>\n<p>ritenuto pertanto che il rinvio di un anno \u00e8 indispensabile per non procurare gravissimi danni ai ragazzi e alle famiglie;<\/p>\n<p>esprime parere contrario.&#8221;<\/p>\n<p><strong>schema di parere proposto dai senatori RUSCONI, GIAMBRONE, GARAVAGLIA MARIAPIA, CERUTI, FRANCO VITTORIA, MARCUCCI, PROCACCI, SERAFINI ANNAMARIA, VITA, BLAZINA sull&#8217;atto del governo n. 134<\/strong><\/p>\n<p>&#8220;La Commissione,<\/p>\n<p>esaminato lo schema di decreto del Presidente della Repubblica recante il Regolamento concernente norme sul riordino degli istituti professionali,<\/p>\n<p>premesso che:<\/p>\n<p><strong> <\/strong><\/p>\n<p>si ritiene urgente avviare nel nostro Paese una riforma organica del sistema dell\u2019istruzione nel suo complesso e, in particolare, dell\u2019istruzione superiore che sia capace di affrontare le sfide del millennio contrassegnato dallo sviluppo esponenziale della societ\u00e0 della conoscenza e delle nuove tecnologie e del sapere come fattore fondamentale di sviluppo della persona e dell\u2019intera comunit\u00e0; dalla globalizzazione dell\u2019economia e dei sistemi produttivi profondamente innovati dalle nuove tecnologie, che hanno modificato il mercato del lavoro, un mercato sempre pi\u00f9 flessibile che richiede profili professionali in continua evoluzione; dalla crisi finanziaria ed economica mondiale che ha duramente colpito il nostro paese e che richiede di essere affrontata con una nuova visione strategica e nuove politiche di controllo e di sviluppo sostenibile. Appare, quindi, cruciale ripensare al sistema dell\u2019istruzione e della formazione;<\/p>\n<p>si \u00e8 rovesciato il rapporto tra istruzione formale e istruzione informale. Prima della rivoluzione della societ\u00e0 della conoscenza, il sapere e le informazioni venivano quasi tutte conseguite a scuola, ora solo il 30 per cento viene acquisito durante il periodo scolastico. E\u2019 il contesto mediatico, sociale, territoriale, la multimedialit\u00e0 ad egemonizzare il campo della conoscenza. I tempi e i cambiamenti sono rapidissimi e il vecchi sistema educativo non sembra stare al passo con questi fenomeni e rischia di essere sopraffatto. In tal senso, una visione minimalista del cambiamento in corso e la mancanza di un profondo processo riformatore del sistema dell\u2019istruzione pu\u00f2 indurre un esito negativo;<\/p>\n<p>occorre superare l\u2019impianto enciclopedico-nozionistico e affermare un nuovo impianto critico-metodologico affinch\u00e9 la scuola possa svolgere in questo nuovo contesto in modo adeguato la sua funzione. Gli studi scientifici pi\u00f9 recenti mettono in discussione l\u2019idea di una scuola rigida e solo trasmissiva di saperi ed evidenziano come appaia sempre pi\u00f9 artificiosa una visione che separi il sapere dal fare, la teoria dalla pratica. E\u2019 necessario affermare la centralit\u00e0 dell\u2019apprendimento come coinvolgimento e protagonismo dell\u2019alunno e delle sue potenzialit\u00e0 di acquisizione delle conoscenze, attraverso la sintesi tra corpo e mente, tra dimensione cognitiva ed emotiva;<\/p>\n<p>occorre, con la definizione del nuovo ordinamento, ripensare tutti gli aspetti dell\u2019attivit\u00e0 scolastica, fra i quali:<\/p>\n<p>\u00b7\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 la programmazione e la metodologia della didattica;<\/p>\n<p>\u00b7\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 la promozione dell\u2019innovazione e della ricerca didattica progettata e realizzata in modo integrato tra scuola e universit\u00e0, valorizzando la funzione docente;<\/p>\n<p>\u00b7\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 una ricerca metodologica che sia finalizzata: ad un coinvolgimento attivo degli studenti, a livello individuale e di gruppo, capace di stimolare le loro potenzialit\u00e0 di apprendimento e la loro creativit\u00e0; al superamento della separazione rigida tra lezione frontale e attivit\u00e0 laboratoriale; alla definizione dei quadri orari con nuovi criteri e alla riprogettazione ed organizzazione degli spazi scolastici e delle attrezzature in sintonia con la nuova didattica;<\/p>\n<p>\u00b7\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 la revisione dei\u00a0<em>curricula<\/em> per adeguarli alla domanda sociale di cultura odierna, in funzione di una pari dignit\u00e0 culturale fra i diversi saperi (umanistici, scientifici, tecnologici, artistici) e senza fratture tra i diversi cicli scolastici;<\/p>\n<p>\u00b7\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 la definizione di un piano nazionale finalizzato a valorizzare la funzione docente attraverso una adeguata retribuzione; la realizzazione di programmi di aggiornamento professionale; la stabilizzazione del personale precario; la definizione di organici funzionali; una nuova normativa per la formazione di base, il reclutamento e la selezione del personale docente e dei dirigenti scolastici;<\/p>\n<p>\u00b7\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 l\u2019attivazione di un sistema di valutazione e di autovalutazione delle scuole e del personale;<\/p>\n<p>occorre, inoltre, rafforzare il rapporto tra scuola e territorio, tra le istituzioni scolastiche, gli enti locali e le Regioni, integrare le attivit\u00e0 scolastiche ed\u00a0<em>extra<\/em>-scolastiche e procedere con l\u2019attuazione del Titolo V della Costituzione;<\/p>\n<p>occorre, altres\u00ec, realizzare un nuovo sistema di educazione e formazione permanente per tutto l\u2019arco della vita;<\/p>\n<p>appare infine fondamentale che un processo riformatore di tale portata debba porsi come obiettivo qualificante la corretta attuazione dell\u2019elevamento dell\u2019obbligo di istruzione a 16 anni cos\u00ec come stabilito dal Governo Prodi con il decreto ministeriale n. 139 del 2007 che, adeguandosi alle indicazioni europee e pur salvaguardando le specificit\u00e0 curriculari dei diversi percorsi, stabilisce che in ciascuno di essi debbano essere presenti i quattro assi culturali dei linguaggi, storico-sociale, matematico, scientifico-tecnologico. Ci\u00f2 comporta che i primi due anni dell\u2019istruzione superiore prevedano una formazione di base di ampio e consolidato respiro culturale tale da garantire, nei profili di uscita, il conseguimento degli obiettivi specifici di apprendimento. Senza una chiara definizione delle competenze attese ai 16 anni per tutti, non potr\u00e0 essere superata la gerarchizzazione culturale e sociale esistente tra i licei, gli istituti tecnici e professionali;<\/p>\n<p>occorre cio\u00e8 dotare, nel corso del biennio dell\u2019obbligo, i ragazzi e le ragazze di un solido, alto e versatile bagaglio di saperi e di competenze che superi l\u2019impianto gentiliano e si proponga di offrire loro pari opportunit\u00e0; al contempo occorre consentire i passaggi da un corso di studi ad un altro per agevolare la realizzazione delle capacit\u00e0 e delle attitudini di ognuno nell\u2019individuare la futura professione in un mondo del lavoro che richiede e richieder\u00e0 sempre pi\u00f9 flessibilit\u00e0;<\/p>\n<p>rilevato che:<\/p>\n<p>nei provvedimenti proposti dal Governo sarebbe stata necessaria una premessa ai tre schemi di regolamento nella quale fosse delineata una identit\u00e0\/finalit\u00e0 comune ai tre percorsi del secondo ciclo di istruzione da cui far discendere le specifiche identit\u00e0;<\/p>\n<p>il provvedimento proposto dal Governo definisce un impianto non basato sulle nuove esigenze di educazione e di formazione bens\u00ec fondato sulla necessit\u00e0 di rendere operanti i tagli indiscriminati alla spesa per l\u2019istruzione definiti con il decreto-legge n. 112 del 2008, convertito dalla legge n. 133 del 2008, e sull\u2019assenza di un qualsivoglia indirizzo deciso dal Parlamento in ordine alle finalit\u00e0 culturali e alla qualit\u00e0 di una riforma che, pertanto, non pu\u00f2 fregiarsi di tale titolo;<\/p>\n<p>questa logica di riduzione della spesa ha gi\u00e0 comportato per l\u2019anno scolastico 2009-2010 l\u2019eliminazione di 11.386 posti di docente conseguente all\u2019aumento del numero degli studenti per classe e alla riconduzione a 18 ore dell\u2019orario delle cattedre di tutte le discipline;<\/p>\n<p>considerato che:<\/p>\n<p>il 28 maggio il Consiglio dei Ministri ha approvato lo schema di regolamento per il riordino degli istituti professionali, prevedendo una suddivisione in due settori (&#8220;Servizi&#8221; e &#8220;Industria ed artigianato&#8221;) ed ogni settore in indirizzi. Per i &#8220;Servizi&#8221; sono previsti 5 indirizzi: Agricoltura e sviluppo rurale, Manutenzione e assistenza tecnica, socio \u2013 sanitari, Enogastronomia e ospitalit\u00e0 alberghiera, Commerciali. Per &#8220;Industria e artigianato&#8221;, a partire dal secondo biennio, si stabiliscono 2 indirizzi: industria e artigianato;<\/p>\n<p>con riferimento alle scelte generali del riordino e alla ricaduta sulle economie locali:<\/p>\n<p>la proposta va nella direzione di un ruolo sussidiario, sostitutivo o complementare, rispetto al sistema di istruzione e formazione professionale regionale (di cui al capo III del decreto legislativo 17 ottobre 2005, n. 226) e, in questa prospettiva temporanea, la<em>mission<\/em> di questi istituti rimane non definita e non precisata nei tempi e nell\u2019esito finale, facendo emergere la debolezza del presente riordino;<\/p>\n<p>vi \u00e8 una riduzione degli indirizzi, con la presenza di una consistente area di insegnamenti generali comuni che sembrerebbe opportuna e chiarificatrice. In realt\u00e0, questa riduzione \u00e8 utile solo in una visione di formazione a professioni uniformi nel Paese. Gli istituti professionali, tuttavia, hanno un\u2019altra vocazione che \u00e8 quella di formare molteplici professioni radicate nel territorio, professioni di eccellenza in quella data Regione, professioni talvolta di nicchia, ma orgoglio del\u00a0<em>made in Italy<\/em>. Queste filiere di professioni, nel riordino, vengono accorpate o snaturate fino quasi a dissolverle. Per fare solo alcuni esempi:<\/p>\n<p>\u00b7\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 il\u00a0<em>design<\/em> (finora &#8220;tecnico per i servizi grafici pubblicitari&#8221;) \u00e8 unificato alla professione di tipografo;<\/p>\n<p>\u00b7\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 l\u2019accorpamento in un unico &#8220;laboratorio in servizi enogastronomici e della ricettivit\u00e0 alberghiera&#8221; di tre indirizzi: cucina, sala bar e ricevimento;<\/p>\n<p>\u00b7\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 nell\u2019indirizzo &#8220;operatore dei servizi sociali&#8221; le due discipline musica e disegno sono accorpate in &#8220;laboratori di espressione musicale e grafica&#8221; (in questo caso, diventa inevitabile chiedersi se il docente si sar\u00e0 diplomato al conservatorio o all\u2019istituto d\u2019arte);<\/p>\n<p>\u00b7\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 l\u2019assorbimento degli istituti d\u2019arte (finora tra gli istituti professionali atipici) nei licei, con la perdita della specificit\u00e0 di tanti territori: lavorazione dell\u2019oro, del corallo, del legno, della ceramica;<\/p>\n<p>\u00b7\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 analoga situazione per l\u2019Istituto di Stato per la cinematografia e la televisione (attualmente ricompreso tra gli indirizzi atipici) che, in ragione dell&#8217;alta specializzazione &#8211; che consente certi sbocchi occupazionali &#8211; con il nuovo assetto perder\u00e0 la propria peculiarit\u00e0 e specializzazione e che, per contro, dovrebbe poter essere inserito in una filiera (non prevista dal regolamento), quale quella del cinema, della fotografia e dell\u2019audiovisivo;<\/p>\n<p>\u00b7\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 il sostanziale depauperamento in termini di qualit\u00e0 e specificit\u00e0 dell&#8217;istituto professionale per tecnico di laboratorio chimico-biologico in cui, a partire dall&#8217;anno scolastico 2010-2011, verranno cancellate molte ore di chimica e biologia che costituiscono la specificit\u00e0 del percorso professionale;<\/p>\n<p>\u00e8 completamente assente una valutazione degli indirizzi che conducono a professioni oggi divenute di alta specializzazione tecnica e di valenza non locale, ma nazionale ed europea, e che meriterebbero una considerazione sulla &#8220;natura&#8221; del profilo ossia se debba rimanere nell\u2019area dell\u2019istruzione professionale o se, invece, sia di pertinenza dell\u2019istruzione tecnica;<\/p>\n<p>manca, inoltre, del tutto la prospettiva della formazione terziaria non universitaria, chiaramente aperta ai professionali. Si tratta di una visione del settore dell\u2019istruzione professionale al ribasso, quasi un istituto tecnico semplificato, che non ha all\u2019orizzonte l\u2019alta formazione professionale quale contributo forte alla crescita in qualit\u00e0 delle economie locali e alla creazione di nuova occupazione;<\/p>\n<p>con riferimento alla collocazione dei professionali nell\u2019istruzione secondaria:<\/p>\n<p>il sistema di istruzione proposto non lineare e non integrato tra licei, tecnici e professionali non consente di attenuare progressivamente la visione &#8220;gerarchica&#8221; del sistema formativo nazionale che rappresenta gli studenti pi\u00f9 dotati come coloro destinati ad iscriversi ai licei e vede tutti gli altri, secondo uno schema &#8220;discendente&#8221;, distribuirsi negli altri comparti formativi di tipo tecnico e, quindi, professionale: visione &#8220;gerarchica&#8221; che distorce l\u2019orientamento degli studenti e delle famiglie le quali, aspirando ad un titolo che ha erroneamente maggior riconoscimento sociale, non tengono conto delle reali attitudini causando, di conseguenza, disadattamento nell\u2019indirizzo scelto e quindi dispersione scolastica;<\/p>\n<p>non \u00e8 evidenziata una sufficiente distinzione dei professionali dagli istituti tecnici sia nella tabella oraria, sia nel titolo rilasciato, sia nella durata quinquennale senza qualifiche intermedie dopo il terzo o quarto anno (qualifiche intermedie rilasciate invece dalla formazione professionale regionale). Ci\u00f2 prefigura un sistema di istruzione professionale a geografia variabile nelle Regioni italiane;<\/p>\n<p>il ridimensionamento dell\u2019area professionalizzante &#8211; che caratterizzava questi istituti e garantiva il collegamento con il mondo del lavoro &#8211; snatura il percorso rispetto all\u2019attuale e lo orienta in senso pi\u00f9 teorico, quasi indistinguibile dall\u2019istruzione tecnica;<\/p>\n<p>d\u2019altro canto, tali istituti professionali statali non potranno neppure rispondere ad esigenze di qualit\u00e0 della formazione professionale che, in alcuni territori, ha gi\u00e0 raggiunto\u00a0<em>standard<\/em> elevati tali da richiedere al Ministero, al di l\u00e0 dei presenti regolamenti, la qualifica per il quinto anno che consenta l\u2019accesso all\u2019universit\u00e0;<\/p>\n<p>con riferimento alle esigenze degli studenti:<\/p>\n<p>la riduzione delle discipline tecnico-professionali non valorizza le capacit\u00e0 operative degli studenti e non \u00e8, quindi, pi\u00f9 in grado di assicurare risposte adeguate alla loro domanda formativa. Un esempio per tutti: nel settore Industria e Artigianato nei primi 3 anni si passa da 36 a 32 ore, con una riduzione assoluta di 396 ore e percentuale dell\u201911 per cento. L\u2019area d\u2019indirizzo si riduce del 14 per cento nel primo biennio, del 26 per cento il terzo anno, del 20 per cento nei primi 3 anni. In assoluto, in 3 anni si perdono 330 ore di indirizzo, vale a dire l\u201983 per cento della perdita complessiva;<\/p>\n<p>parimenti, la trasformazione in un percorso quinquennale, al pari dei licei e degli istituti tecnici con conseguente soppressione della qualifica intermedia, non costituir\u00e0 un\u2019attrattiva per le ragazze e i ragazzi che non intendono affrontare fin da subito un percorso quinquennale;<\/p>\n<p>questi ragazzi e ragazze non sono &#8220;deboli&#8221; per definizione, ma finiscono per essere inseriti in percorsi non adatti alle loro attitudini e talenti \u2013 e tale si configura questa riforma degli istituti professionali statali \u2013 che finora la scuola non \u00e8 stata in grado di sviluppare sufficientemente, scegliendo invece la soluzione di abbassare i livelli e costruendo percorsi teorici sempre pi\u00f9 semplificati, che portano alla ghettizzazione culturale;<\/p>\n<p>il riordino degli istituti professionali non contiene, in tal senso, indicazioni di innovazione della didattica, centrata sull\u2019esperienza diretta in ogni disciplina e sulla importanza dei laboratori e dell\u2019apprendimento in situazione (alternanza scuola\/lavoro) e dell\u2019apprendimento in\u00a0<em>service-learning<\/em>, vale a dire imparare mettendo concretamente a servizio della propria comunit\u00e0 la specializzazione che si sta acquisendo. Tale indicazione pare fondamentale per studenti con esigenze formative e prospettive diverse da quelle di chi frequenta i licei e gli istituti tecnici, per i quali i percorsi non devono essere chiusi, ma interconnessi con tutto il sistema formativo, aperti all\u2019alta formazione e al passaggio all\u2019universit\u00e0, diffusi capillarmente su tutto il territorio nazionale, con diverse opzioni di conclusione del ciclo scolastico e con un contatto con il mondo del lavoro che vi faciliti l\u2019inserimento, in modo da sviluppare nei giovani un\u2019idea positiva di s\u00e9 ed una speranza per il proprio futuro;<\/p>\n<p>a riguardo del rapporto con la formazione professionale regionale:<\/p>\n<p>la duplicazione tra &#8220;istruzione professionale&#8221; statale e &#8220;formazione professionale&#8221; regionale crea una forte ambiguit\u00e0 tra gli istituti in oggetto e quelli della formazione regionale, tale da non rendere trasparente l\u2019offerta formativa agli studenti, alle famiglie e al sistema economico, come invece avviene in molti altri Paesi europei avanzati;<\/p>\n<p>mantenere questa duplicit\u00e0 tradisce la finalit\u00e0 di ancorare questa parte dell\u2019istruzione al territorio, cos\u00ec come voluto dal Titolo V della Costituzione, tanto che la mancata intesa con le Regioni sui ruoli e sulle competenze tra Stato ed enti locali in materia di istruzione produce conseguenze problematiche sia sull\u2019assetto complessivo del sistema che sulla capacit\u00e0 di costituire un percorso formativo di pari equivalenza;<\/p>\n<p>le emergenze economiche, sociali e culturali del Paese, al contrario, oggi richiedono al Parlamento, alle Regioni ed al Governo un impegno pi\u00f9 coraggioso e pi\u00f9 riformatore, che porti a superare questo dualismo solo italiano;<\/p>\n<p>in particolare, il Governo ha ignorato totalmente il ruolo delle Regioni nel redigere il piano dell\u2019offerta formativa scolastica ed il piano di dimensionamento della rete scolastica, entrambi di competenza regionale. Ma ci\u00f2 che \u00e8 pi\u00f9 grave, il Governo &#8211; agendo in modo unilaterale &#8211; non ha aperto un tavolo di concertazione con le Regioni ed, anzi, ha agito senza attendere che si perfezionasse l\u2019accordo quadro in Conferenza unificata;<\/p>\n<p>tale concertazione \u00e8 essenziale per salvaguardare la ricchezza propria della formazione professionale fatta di esperienze di eccellenza, mediante variet\u00e0 di risposte alle diverse e numerose esigenze degli studenti; un consolidato collegamento con il mondo del lavoro; motivazione sociale di molti enti rivolti a ragazzi in difficolt\u00e0 e a rischio emarginazione, povert\u00e0, e reclutamento da parte della criminalit\u00e0 organizzata perch\u00e9 gi\u00e0 fuoriusciti dalla scuola;<\/p>\n<p>con riferimento all\u2019obbligo scolastico:<\/p>\n<p>come ricordato in premessa, la legge finanziaria 2007 lo ha elevato dai 14 ai 16 anni attraverso un biennio che garantiva conoscenze culturali adeguate e a tale scopo erano state stanziate risorse dal Governo Prodi. Tali risorse sono state successivamente soppresse dal decreto-legge n. 122\/08, con l\u2019indicazione che l\u2019obbligo scolastico pu\u00f2 essere adempiuto anche in corsi di formazione professionale, senza la verifica di un adeguato programma di cultura generale nell\u2019offerta formativa;<\/p>\n<p>gli istituti professionali statali (che offrono certamente tale adeguata istruzione) non potranno risolvere, pur svolgendo un ruolo sussidiario, le carenze della formazione professionale e soprattutto non la incentiveranno nelle Regioni in cui non esiste ancora;<\/p>\n<p>considerato che:<\/p>\n<p>l\u2019applicazione del regolamento relativo ai nuovi indirizzi dei licei, degli istituti tecnici e professionali deve tenere in debito conto la specificit\u00e0 delle scuole con lingua d\u2019insegnamento slovena nella Regione Friuli Venezia Giulia ed in particolare due aspetti:<\/p>\n<p>1.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Il numero delle ore di insegnamento deve garantire la equivalente presenza delle due lingue (slovena ed italiana);<\/p>\n<p>2.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 deve essere assicurato agli studenti di lingua slovena una ampia offerta formativa, anche adottando lo strumento della classe articolata, per garantire cos\u00ec il diritto all\u2019accesso alla scuola media superiore con una scelta adeguata di indirizzi;<\/p>\n<p>considerato infine che:<\/p>\n<p>il 21 gennaio 2010, nel corso dell&#8217;esame alla Camera dei deputati del disegno di legge &#8220;Collegato lavoro&#8221; alla legge finanziaria per l&#8217;anno 2010 (A.C. 1441-<em>quater<\/em>-B), \u00e8 stato approvato un emendamento che, modificando la &#8220;legge Biagi&#8221; prevede la possibilit\u00e0 di cominciare a lavorare a 15 anni mediante un contratto di apprendistato che sostituir\u00e0 l&#8217;ultimo anno della scuola dell&#8217;obbligo. Pi\u00f9 in particolare, l&#8217;emendamento prevede che \u00abl&#8217;obbligo di istruzione, di cui all&#8217;articolo 1, comma 622 della legge 27 dicembre 2006, n. 296, si assolve anche nei percorsi di apprendistato per l&#8217;espletamento del diritto dovere di istruzione e formazione di cui al presente articolo\u00bb. La modifica si innesta in quella parte della legge Biagi che regolamenta il contratto di apprendistato per l&#8217;espletamento del diritto-dovere di istruzione e formazione;<\/p>\n<p>il contratto di apprendistato a cui si riferisce la modifica riguarda i giovani e gli adolescenti (di et\u00e0 tra i 15 e i 18 anni non compiuti); questi ultimi possono essere assunti da datori di lavoro che appartengono a tutti i settori lavorativi, ivi comprese le associazioni dei datori di lavoro e le organizzazioni sindacali. Il contratto non pu\u00f2 avere una durata superiore a tre anni ed \u00e8 finalizzato al conseguimento di una qualifica di istruzione e formazione professionale (in base alla legge n. 53 del 2003); vale a dire all&#8217;acquisizione, attraverso il lavoro, di un titolo di studio (alternanza scuola-lavoro);<\/p>\n<p>la legge finanziaria per il 2007 (legge n. 296 del 2006) ha aumentato il numero degli anni (da nove a dieci) che costituiscono l&#8217;obbligo scolastico riformulando, cos\u00ec, il limite degli anni per l&#8217;accesso al lavoro. L&#8217;elevazione dell&#8217;et\u00e0 (da 15 a 16 anni) \u00e8 frutto, dunque, di una conseguenza dell&#8217;aumento del numero degli anni (10) previsti per il percorso minimo di istruzione obbligatoria. Iniziando a studiare a sei anni, infatti, l&#8217;istruzione obbligatoria si conclude a 16. Oggi si interviene proprio su questo arco temporale prevedendo che l&#8217;ultimo degli anni di questo percorso obbligatorio possa essere assolto dall&#8217;apprendistato per l&#8217;espletamento del diritto dovere di istruzione;<\/p>\n<p>la norma si pone quindi in palese contrasto con quanto disposto dalla legge finanziaria per il 2007 che prevede l&#8217;accesso al lavoro non prima del compimento dei 16 anni;<\/p>\n<p>si tratta di un provvedimento assurdo che ci allontana ancora di pi\u00f9 dai livelli dell&#8217;istruzione previsti dal Trattato di Lisbona e soprattutto annulla una conquista importante del Governo del Centro-sinistra, ovvero l&#8217;obbligo all&#8217;istruzione svolta nella scuola superiore o professionale fino a 16 anni, ma comunque nella scuola. Di fatto la serie di disposizioni approvata da questo Governo in materia di istruzione sembra orientare la scuola e la societ\u00e0 italiana verso indirizzi &#8220;classisti&#8221;, la serie A dei licei, la serie B degli Istituti tecnici, la serie C dei professionali, diffondendo peraltro l&#8217;idea, dopo la terza media, di poter andare subito al lavoro;<\/p>\n<p>l&#8217;Unione europea e tutti i pi\u00f9 recenti studi sul capitale umano chiedono di aumentare la permanenza a scuola dei nostri adolescenti e di ridurre la dispersione scolastica. E&#8217; inaccettabile che, invece di intensificare gli sforzi per collegare la fase educativa alla formazione e mettere in grado i ragazzi italiani di poter competere ad armi pari con i loro colleghi nel resto del mondo, si sia deciso di penalizzare gli studenti italiani;<\/p>\n<p>gli ultimi studi dell&#8217;OCSE e della Banca d&#8217;Italia raccomandano l&#8217;esatto opposto: investire in istruzione. Lo scorso mese di novembre, la Banca d&#8217;Italia ha pubblicato uno studio dall&#8217;emblematico titolo &#8220;Investire in conoscenza&#8221; che evidenzia tutti i vantaggi connessi con un aumento del grado di preparazione dei cittadini italiani;<\/p>\n<p>in conclusione:<\/p>\n<p>considerato quanto espresso in premessa;<\/p>\n<p>preso atto del parere espresso dalla Conferenza unificata Stato, Regioni e autonomie locali del 29 ottobre 2009;<\/p>\n<p>preso atto del parere del Consiglio nazionale della pubblica istruzione;<\/p>\n<p>considerato che:<\/p>\n<p>il Consiglio di Stato ha mostrato perplessit\u00e0 sulla istituzione di dipartimenti, quali articolazioni funzionali del collegio dei docenti, e sulla costituzione di un comitato scientifico, poich\u00e9 detti organismi entrerebbero in conflitto tanto rispetto alla riserva di legge in materia di organizzazione scolastica quanto con il rispetto dell\u2019autonomia scolastica in base alla quale ogni scuola deve poter valutare l\u2019opportunit\u00e0 di istituire tali organi nello specifico contesto;<\/p>\n<p>altres\u00ec che il Consiglio di Stato ha espresso forti perplessit\u00e0 in merito all\u2019utilizzo di decreti ministeriali non aventi forza normativa, per quanto riguarda la definizione delle Indicazioni nazionali inerenti gli ordinamenti, l\u2019articolazione delle cattedre e l\u2019autovalutazione dei percorsi previsti dai regolamenti;<\/p>\n<p>ad oggi non sono ancora formalmente definiti i regolamenti con i quali viene disposta la revisione dell&#8217;attuale assetto ordinamentale, organizzativo e didattico dell&#8217;istruzione liceale, tecnica e professionale e quindi appare del tutto evidente l\u2019impossibilit\u00e0 di avviare la programmazione della nuova offerta formativa in tempo utile per l\u2019inizio dell\u2019anno scolastico 2010-2011 non consentendo cos\u00ec alle famiglie una scelta consapevole dell\u2019indirizzo di scuola pi\u00f9 consono ai propri figli;<\/p>\n<p>in assenza delle definitive disposizioni normative le Regioni non possono, nell\u2019ambito delle proprie competenze, definire gli indirizzi di programmazione dell\u2019offerta formativa per l&#8217;anno scolastico 2010-2011;<\/p>\n<p>tenuto conto che il Governo stesso aveva riconosciuto, in fase di discussione della legge finanziaria 2010, la validit\u00e0 di tale richiesta accettando un ordine del giorno, presentato dal Partito Democratico, che chiedeva di procrastinare di un anno l\u2019entrata in vigore dei regolamenti;<\/p>\n<p>considerato che, nello specifico, il presente regolamento rivolge il suo riordino ai 1.425 istituti professionali statali, ma non affronta minimamente l\u2019intero settore dell\u2019istruzione professionale, su cui le Regioni hanno competenza esclusiva, ma all\u2019interno di norme generali di competenza dello Stato come attesta la Costituzione. Pare, dunque, rilevante che il Ministero svolga questi compiti nazionali generali disciplinando: la formazione dei docenti e le modalit\u00e0 del loro reclutamento, le qualifiche e il loro valore legale uniforme nel Paese (e, in prospettiva, nell\u2019Unione Europea); l\u2019esame di stato dopo un eventuale quinto anno per l\u2019accesso all\u2019universit\u00e0; il monitoraggio sui corsi in rapporto al contesto economico e alla dispersione scolastica; il sistema di valutazione per l\u2019istruzione e la formazione professionale; il raccordo con i parametri e le professioni europee;<\/p>\n<p>\u00e8 attesa come imminente l\u2019approvazione dell\u2019accordo sul Titolo V in Conferenza unificata, essenziale per definire compiutamente i compiti dello Stato e delle Regioni, delle Province e dei Comuni per la scuola italiana;<\/p>\n<p>sulla base di tale accordo, \u00e8 imprescindibile aprire un tavolo istituzionale di lavoro per realizzare una coraggiosa riforma di questo ramo dell\u2019istruzione, che contenga almeno tre principi:<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 visione alta, europea, dell\u2019istruzione professionale, attrattiva per i giovani;<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 legame con le vocazioni e le tradizioni economiche dei territori e con lo sviluppo di nuove politiche di occupazione in ciascuna Regione;<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 diffusione capillare nel Paese con titoli spendibili in Italia ed in Europa;<\/p>\n<p>per tutto quanto sopra esposto occorre aprire un percorso a cui pu\u00f2 e deve contribuire il Parlamento, traendo indirizzi per il Governo anche dall\u2019indagine conoscitiva promossa da codesta Commissione nella scorsa legislatura, dai dati dell\u2019indagine ISFOL 2008 e dalle conclusioni della Commissione De Rita presso il Ministero del lavoro;<\/p>\n<p>ritenuto, dunque, che il Governo, per la materia dell\u2019istruzione professionale, debba profondere, congiuntamente al Parlamento e alle Regioni, un impegno maggiore e pi\u00f9 riformatore che porti a superare superflui dualismi, ad assicurare un\u2019istruzione equa ed adeguata in tutto il Paese, con pari dignit\u00e0 per tutti i percorsi di studio e, di conseguenza, ad inserire nei livelli essenziali per l\u2019istruzione anche l\u2019intera filiera dell\u2019istruzione professionale;<\/p>\n<p>esprime parere contrario.&#8221;<\/p>\n<p><strong>PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE\u00a0SULL&#8217;ATTO DEL GOVERNO N. 132<\/strong><\/p>\n<p><strong> <\/strong><\/p>\n<p>&#8220;La Commissione, esaminato, ai sensi dell&#8217;articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, e dell&#8217;articolo 64, comma 4, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni dalla legge 6 agosto 2008, n. 133,lo schema di decreto del Presidente della Repubblica in titolo,<\/p>\n<p>giudica favorevolmente il riordino, volto a rendere operativo il percorso di riforma da tempo avviato, anche a seguito delle intervenute modifiche costituzionali, concentrando le risorse pi\u00f9 sulla qualit\u00e0 che sulla quantit\u00e0.<\/p>\n<p>Manifesta in particolare una valutazione positiva su:<\/p>\n<p>la riduzione delle sperimentazioni, pur invitando il Governo a non disperdere le esperienze migliori nate per rendere pi\u00f9 funzionale l&#8217;offerta di formazione in assenza di interventi strutturali. In tal senso, condivide l&#8217;istituzione di una quota di flessibilit\u00e0, che consentir\u00e0 alle singole scuole di personalizzare i percorsi rispetto alle esigenze dell&#8217;utenza e del territorio;<\/p>\n<p>la riduzione dei carichi orari, al fine di consentire tempi pi\u00f9 distesi agli alunni. In quest&#8217;ottica, condivide la scelta di rinunciare ad alcune discipline che erano state introdotte negli ordinamenti con talune sperimentazioni, come ad esempio diritto ed economia. Pur nella consapevolezza che si tratta di materie di grande importanza, soprattutto per l&#8217;educazione alla legalit\u00e0 e per il contrasto di fenomeni di devianza, ritiene infatti che l&#8217;istruzione liceale debba tendere all&#8217;acquisizione di una formazione critica i cui contenuti saranno approfonditi nel successivo percorso universitario. Diverso \u00e8 invece il caso, affrontato nella sede di merito, di alcuni indirizzi degli istituti tecnici, dove le predette discipline trovano pi\u00f9 idonea collocazione, stante il carattere pi\u00f9 professionalizzante dell&#8217;istruzione ivi impartita. Non va del resto dimenticata la summenzionata quota di flessibilit\u00e0 delle scuole che consentir\u00e0 un ampliamento dell&#8217;offerta formativa in tal senso, dove ritenuto utile e possibile. Deve comunque restare ferma la possibilit\u00e0 di mantenere tali insegnamenti nelle scuole delle regioni e province autonome che gi\u00e0 li prevedevano;<\/p>\n<p>l&#8217;insegnamento di una disciplina non linguistica in lingua straniera.<\/p>\n<p>Esprime pertanto un parere favorevole a condizione che il riordino si applichi solo alle classi prime, per garantire la necessaria continuit\u00e0 didattica e gradualit\u00e0, e con le seguenti osservazioni:<\/p>\n<p>a)\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 si raccomanda di rafforzare la didattica laboratoriale e l\u2019uso dei laboratori con particolare riguardo alle discipline scientifiche;<\/p>\n<p>b)\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 si sollecita un adeguato piano di formazione, aggiornamento e riqualificazione dei docenti che accompagni l\u2019entrata in vigore del riordino;<\/p>\n<p>c)\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 si invita a valutare la fattibilit\u00e0 di introdurre l\u2019organico pluriennale funzionale di istituto, che consenta di far fronte anche alle supplenze brevi e garantisca stabilit\u00e0;<\/p>\n<p>d)\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 si ritiene necessario garantire condizioni di efficace passaggio da un segmento formativo all\u2019altro;<\/p>\n<p>e)\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 si raccomanda di porre contestualmente mano alla riforma degli organi collegiali, onde evitare il rischio di sovrapposizioni anche a seguito di alcuni interventi disposti dal riordino in esame come ad esempio l\u2019introduzione dei dipartimenti e dei consigli scientifici;<\/p>\n<p>f)\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 come richiesto dal Consiglio di Stato, si reputa doveroso: richiamare le &#8220;conoscenze, abilit\u00e0 e competenze&#8221; fra le finalit\u00e0 primarie dell&#8217;istruzione liceale; prevedere regolamenti per l&#8217;attuazione dell&#8217;articolo 13, comma 11, anzich\u00e9 atti di natura non regolamentare; eliminare la ripetizione fra l\u2019articolo 2, comma 3, e l\u2019articolo 3, comma 2; correggere il riferimento normativo contenuto all&#8217;articolo 2, comma 3; chiarire l\u2019incerta formulazione di &#8220;scienze sperimentali&#8221; riferita al liceo sia classico che scientifico;<\/p>\n<p>g)\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 si suggerisce di ampliare il novero delle discipline attivabili sulla base del Piano dell&#8217;offerta formativa, di cui all&#8217;allegato H;<\/p>\n<p>h)\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 si invita a valutare l&#8217;opportunit\u00e0 di rivedere il profilo educativo, culturale e professionale dello studente a conclusione del secondo ciclo di istruzione e formazione nel sistema dei licei, di cui all&#8217;allegato A, al fine di meglio definire il profilo comune e quello dei singoli percorsi, anche alla luce delle eventuali modifiche apportate ai quadri orari;<\/p>\n<p>i)\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 con riferimento alle indicazioni nazionali, si invita a valutare l&#8217;opportunit\u00e0 di comprendere al loro interno solo i contenuti generali delle singole discipline, rinviando ad atti di natura non regolamentare elementi di maggiore dettaglio, onde garantire la necessaria flessibilit\u00e0 ed evitarne una precoce obsolescenza. Si suggerisce altres\u00ec di armonizzare le indicazioni nazionali dei diversi cicli scolastici, assicurando il necessario raccordo;<\/p>\n<p>j)\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 si auspica un maggiore raccordo con l&#8217;universit\u00e0;<\/p>\n<p>k)\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 con riferimento ai singoli indirizzi:<\/p>\n<p><strong> <\/strong><\/p>\n<p>1.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 liceo\u00a0artistico\u00a0\u2013 Si ritiene discutibile la confluenza forzata in essi di tutti gli istituti d&#8217;arte, i quali solo in parte sono assimilabili all&#8217;istruzione liceale, mentre in altra parte afferiscono pi\u00f9 propriamente all&#8217;istruzione professionale. Si suggerisce quindi di conferire l&#8217;opzione agli istituti stessi. Si invita altres\u00ec a valutare l&#8217;opportunit\u00e0 di assicurare una maggiore articolazione di indirizzi, affidando peraltro al Piano dell&#8217;offerta formativa il compito di preservare le specificit\u00e0 dei singoli istituti.<\/p>\n<p>2.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 liceo\u00a0classico\u00a0\u2013 Si esprime apprezzamento per l\u2019insegnamento di una lingua straniera per 5 anni. Si auspica che attraverso la quota di flessibilit\u00e0 si possa recuperare quell\u2019ora settimanale in pi\u00f9 di &#8220;matematica con elementi di informatica&#8221; che consentirebbe di riconfigurare il quadro orario di un\u2019ottima sperimentazione quale il PNI. Si raccomanda altres\u00ec di non ridurre i quadri orari delle discipline umanistiche.<\/p>\n<p>3.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 liceo\u00a0linguistico\u00a0\u2013 Si manifesta condivisione per l\u2019uscita di tale indirizzo da una sperimentazione ormai quasi quarantennale e per la sua messa ad ordinamento nel sistema scolastico statale, con pari dignit\u00e0 rispetto agli altri licei. Si condivide altres\u00ec l\u2019insegnamento di una disciplina non linguistica in lingua straniera al terzo anno e di un\u2019altra dal quarto anno. Si manifestano invece perplessit\u00e0 sulla permanenza dell\u2019insegnamento del latino in tale contesto, sia pure solo al biennio.<\/p>\n<p>4.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 liceo\u00a0scientifico<\/p>\n<p>\u00a7\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<em>Opzione di base<\/em>. Si lamenta una scarsa identit\u00e0, dovuta all\u2019irrisolto rapporto fra discipline umanistiche e scientifiche, confermato da una sostanziale parit\u00e0 di tetti orari.<\/p>\n<p>\u00a7\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<em>Opzione scientifico-tecnologica<\/em>. Si tratta dell\u2019opzione destinata a raccogliere la domanda di offerta formativa che attualmente viene soddisfatta dai licei scientifico-tecnologici presso gli istituti tecnici. Al riguardo, nel condividere senz\u2019altro la scelta di inserire tale segmento nell\u2019istruzione liceale, si invita a valutare l&#8217;opportunit\u00e0 di modificarne la denominazione, onde evitare sovrapposizioni con l&#8217;istruzione tecnica. Si ravvisa peraltro criticamente la totale assenza di ore di laboratorio e il mancato ricorso ai docenti tecnico-pratici e si sollecita quindi un riequilibrio in questo senso, eventualmente anche nell&#8217;ambito del Piano dell&#8217;offerta formativa.<\/p>\n<p>5.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 liceo delle\u00a0scienze umane<\/p>\n<p>\u00b7\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<em>Opzione di base<\/em>. Si tratta dell\u2019opzione che riorganizza il liceo socio-psico-pedagogico, gi\u00e0 erede dell\u2019ex istituto magistrale. Si esprime dissenso per l\u2019assenza nel primo biennio delle scienze umane (psicologia, sociologia, pedagogia), che determina la mancanza di specificit\u00e0 dell\u2019indirizzo. Analogamente, si esprime perplessit\u00e0 per la compressione delle discipline caratterizzanti nel successivo triennio. Inoltre, si lamenta un&#8217;eccessiva frammentazione disciplinare, che vede la presenza di materie come il latino o la seconda lingua straniera, il cui quadro orario potrebbe essere pi\u00f9 utilmente dedicato a rafforzare le discipline caratterizzanti. Anche in questo caso, si sollecita quindi un riequilibrio nel senso indicato.<\/p>\n<p>\u00b7\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<em>Opzione economico-sociale<\/em>. Si tratta dell\u2019opzione che riorganizza il liceo delle scienze sociali. Si esprime una valutazione favorevole, invitando eventualmente a ridurre anche in questo caso la frammentazione disciplinare (eliminando ad esempio la seconda lingua straniera) per incrementare ulteriormente le scienze sociali (sociologia, antropologia).<\/p>\n<p>6.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 liceo\u00a0musicale e coreutico\u00a0\u00a0 \u2013 Si esprime una valutazione convintamente favorevole a questa innovazione, auspicando peraltro il rafforzamento della specificit\u00e0 del nuovo indirizzo. Come prevede la legge n. 508 del 1999, dopo la riforma dovrebbe infatti essere superata la doppia scolarit\u00e0 (Scuola-Conservatorio\/Accademia di danza) in favore di un percorso verticale unico (scuola primaria &#8211; scuola secondaria di primo grado ad indirizzo musicale e coreutico &#8211; liceo musicale e coreutico &#8211; Conservatorio o Accademia di danza). In tale prospettiva, occorrono i seguenti correttivi:<\/p>\n<p>\u00a7\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<em>Sezione musicale<\/em>. Occorre introdurre precise competenze in entrata (corrispondenti a quelle in uscita della scuola media di indirizzo) e in uscita (corrispondenti a quelle in entrata per i Conservatori, correlate all\u2019interpretazione di composizioni di media difficolt\u00e0). Conseguentemente, occorre introdurre l&#8217;accesso a numero programmato, che non si risolva tuttavia in una mera prova attitudinale, ma in un esame che attesti il possesso di precise competenze. Occorrono altres\u00ec precisi requisiti per l&#8217;insegnamento (diploma accademico di II livello e abilitazione specifica di strumento). Si esprime quindi una valutazione contraria al comma 9 dell&#8217;articolo 13 e si invita ad inserire il riferimento all&#8217;AFAM all&#8217;articolo 12. Si ritiene infine indispensabile specificare il carattere individuale della lezione di strumento, nonch\u00e9 prevedere l\u2019insegnamento distinto di uno strumento principale e di uno strumento complementare, come attualmente avviene nei Conservatori.<\/p>\n<p>\u00a7\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<em>Sezione coreutica<\/em>. Analogamente al liceo musicale, occorre prevedere specifiche competenze per i docenti (diploma accademico di II livello) e l\u2019accesso a numero programmato. Si ritiene altres\u00ec indispensabile rafforzare le ore di tecnica della danza (che attualmente diminuiscono con l&#8217;aumento di difficolt\u00e0 del programma) e di storia della danza, introducendo inoltre storia della musica. Si suggerisce poi di distinguere la disciplina quinquennale &#8220;laboratorio coreutico&#8221; in &#8220;laboratorio coreutico&#8221; al biennio e &#8220;laboratorio coreografico&#8221; al triennio. Infine, occorre una buona scuola media a indirizzo coreutico, simile a quella ad indirizzo musicale, che garantisca una preparazione aderente ai programmi degli attuali primi tre anni dell&#8217;Accademia di danza.<\/p>\n<p>Si segnala infine la necessit\u00e0 di specificare correttamente il numero complessivo di ore riguardanti ciascuna sezione, in quanto quello riportato nell&#8217;Allegato E sembrerebbe riferirsi alla somma di ambedue gli indirizzi e non invece al singolo percorso musicale o coreutico.&#8221;<\/p>\n<p><strong>PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE\u00a0SULL&#8217;ATTO DEL GOVERNO N. 133<\/strong><\/p>\n<p><strong> <\/strong><\/p>\n<p>&#8220;La Commissione, esaminato, ai sensi dell&#8217;articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, e dell&#8217;articolo 64, comma 4, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni dalla legge 6 agosto 2008, n. 133,lo schema di decreto del Presidente della Repubblica in titolo,<\/p>\n<p>rileva anzitutto che la carenza di professionalit\u00e0 tecniche adeguate \u00e8 un elemento di debolezza nella competizione internazionale ed esprime quindi un giudizio complessivamente favorevole sul rafforzamento degli istituti tecnici, ed in particolare sul mantenimento delle sue specificit\u00e0 e caratteristiche professionalizzanti, anche al fine di assicurare un&#8217;offerta pi\u00f9 adeguata alla domanda delle imprese, che attualmente resta in parte inevasa. In questo senso, giudica positivamente il ripristino dell&#8217;istruzione tecnica nel sistema dell&#8217;istruzione secondaria superiore, disposta dal decreto-legge n. 7 del 2007.<\/p>\n<p>Rileva altres\u00ec che le audizioni condotte dall&#8217;Ufficio di Presidenza hanno consentito di registrare un orientamento di fatto favorevole al riordino da parte dei rappresentanti delle famiglie, degli studenti, degli imprenditori, nonch\u00e9 le preoccupazioni, sia pure diversamente motivate, da parte delle associazioni disciplinari dei docenti, inevitabilmente condizionate dalla riduzione complessiva degli orari. La Commissione non ha reputato peraltro di entrare nel dettaglio dei singoli quadri orario che potranno, se del caso, trovare adeguati correttivi nella quota a disposizione dei singoli istituti.<\/p>\n<p>In particolare, la Commissione esprime una valutazione favorevole in ordine a:<\/p>\n<p>a)\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 la riduzione degli indirizzi e delle sperimentazioni, pur invitando il Governo a non disperdere esperienze importanti come Mercurio e Pacle-Erica. Al riguardo, pur concordando con l&#8217;introduzione di una cospicua quota di flessibilit\u00e0, da sommarsi alla quota di autonomia, al fine di corrispondere alle esigenze del territorio e dell&#8217;utenza, si sollecita peraltro il Governo a porre particolare attenzione affinch\u00e9 essa non riproduca l&#8217;eccessiva frammentazione degli indirizzi che si intende superare;<\/p>\n<p>b)\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 il riferimento dei titoli in uscita con riguardo al Quadro europeo delle qualifiche (EQF) in un&#8217;ottica di trasferimento, trasparenza e riconoscimento delle qualifiche e delle competenze a livello europeo;<\/p>\n<p>c)\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 il rafforzamento del raccordo con il mondo del lavoro e delle professioni, anche attraverso la diffusione di\u00a0<em>stage<\/em>, tirocini, un&#8217;effettiva alternanza scuola-lavoro. Giudica infatti necessario ripristinare a livello giovanile la cultura del lavoro, il rispetto delle regole ed il necessario senso del dovere;<\/p>\n<p>d)\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 la riduzione oraria e disciplinare, che consente di ritrovare il giusto equilibrio tra quantit\u00e0 e qualit\u00e0, fortemente alterato nel tempo per ragioni meramente occupazionali. Ritiene tuttavia possibile recuperare attraverso la quota di flessibilit\u00e0 alcuni di quegli insegnamenti, come le materie giuridico-economiche e la geografia economica nel settore economico, che appaiono forse un po&#8217; troppo compresse;<\/p>\n<p>e)\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 l&#8217;insegnamento di una disciplina non linguistica in lingua inglese nel quinto anno.<\/p>\n<p>Esprime pertanto un parere favorevole con le seguenti osservazioni:<\/p>\n<p>1.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 si raccomanda di attivare la riforma dalle classi prime, per assicurare al cambiamento la necessaria gradualit\u00e0;<\/p>\n<p>2.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 si invita a riconsiderare, nel contesto del medesimo quadro orario complessivo, la riduzione delle discipline scientifiche e di indirizzo;<\/p>\n<p>3.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 si ritiene indispensabile rafforzare il peso specifico dei laboratori che, a partire dall&#8217;istituto tecnico settore tecnologico, subiscono un sensibile ridimensionamento;<\/p>\n<p>4.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 si suggerisce di ripristinare, ove possibile, la figura dei lettori in lingua straniera e le connesse ore di pratica delle lingue straniere;<\/p>\n<p>5.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 si suggerisce di valutare l&#8217;opportunit\u00e0 di inserire una opzione forestale nell&#8217;indirizzo Agraria ed Agroindustria;<\/p>\n<p>6.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 si raccomanda di conservare, all&#8217;interno del sistema degli indirizzi, il riferimento alla figura del perito aziendale corrispondente in lingue estere (Pacle-Erica), cos\u00ec come fortemente richiesto dal mondo della produzione;<\/p>\n<p>7.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 si invita a mantenere il corso di dirigente di comunit\u00e0 per l&#8217;assistenza e il supporto ai bisogni della persona nell&#8217;istruzione tecnica. In alternativa, si auspica che tale corso trovi adeguata valorizzazione nel liceo delle scienze umane;<\/p>\n<p>8.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 si suggerisce di verificare che i corsi di aggiornamento del personale, sia connessi ai diversi passaggi della riforma che diversamente finalizzati, siano realizzati con seriet\u00e0 e rigore, superando le superficialit\u00e0 e le gravi inefficienze spesso registrate in passato;<\/p>\n<p>9.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 si raccomanda di prevedere il riposizionamento del personale che sar\u00e0 definito soprannumerario o non inseribile nei nuovi percorsi formativi;<\/p>\n<p>10.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 si ritiene indispensabile un forte raccordo con l&#8217;istruzione tecnica superiore.&#8221;<\/p>\n<p><strong>PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE\u00a0SULL&#8217;ATTO DEL GOVERNO N. 134<\/strong><\/p>\n<p><strong> <\/strong><\/p>\n<p>&#8220;La Commissione,<\/p>\n<p>esaminato lo schema di decreto del Presidente della Repubblica recante il regolamento sul riordino degli istituti professionali;<\/p>\n<p>considerato che l&#8217;articolo 64 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, concernente disposizioni in materia di organizzazione scolastica:<\/p>\n<p>al comma 3, stabilisce che il Ministro dell&#8217;istruzione, dell&#8217;universit\u00e0 e della ricerca, di concerto con il Ministro dell&#8217;economia e delle finanze, sentita la Conferenza unificata di cui al decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e previo parere delle Commissioni parlamentari competenti per materia e per le conseguenze di carattere finanziario, predisponga un piano programmatico di interventi volti ad una maggiore razionalizzazione dell&#8217;utilizzo delle risorse umane e strumentali disponibili, che conferiscano una maggiore efficacia ed efficienza al sistema scolastico;<\/p>\n<p>al comma 4, stabilisce che per l&#8217;attuazione del predetto piano, con uno o pi\u00f9 regolamenti, siano fra l&#8217;altro ridefiniti i curricoli vigenti nei diversi riordini di scuola, anche attraverso la razionalizzazione dei piani di studio e dei relativi quadri orari, con particolare riferimento agli istituti tecnici e professionali;<\/p>\n<p>preso atto del parere espresso dalla Conferenza unificata in data 29 ottobre 2009 e di quello del Consiglio di Stato espresso in data 21 dicembre 2009;<\/p>\n<p>tenuto conto delle indicazioni emerse nel corso delle audizioni di rappresentanti delle associazioni di categoria e di esperti svolte dall&#8217;Ufficio di Presidenza;<\/p>\n<p>esprime parere favorevole con le seguenti condizioni:<\/p>\n<p>1) all&#8217;articolo 6, comma 1, appare opportuno sostituire le parole \u00abdal regolamento emanato ai sensi dell&#8217;articolo 3, comma 5, del medesimo decreto-legge\u00bb con le parole \u00abe dal decreto del Presidente della Repubblica 22 giugno 2009, n. 122\u00bb;<\/p>\n<p>2) all&#8217;articolo 6, comma 4, appare necessario sostituire le parole \u00abdiploma di tecnico\u00bb con le parole \u00abdiploma di istruzione professionale\u00bb, allo scopo di evitare confusioni con l&#8217;analogo titolo di cui all&#8217;articolo 20, comma 1, lettera\u00a0<em>c)<\/em>, del decreto legislativo 17 ottobre 2005, n. 226, che si consegue a conclusione dei percorsi quadriennali di istruzione e formazione professionale regionali, anche al fine di riaffermare l&#8217;identit\u00e0 degli istituti professionali all&#8217;interno del secondo ciclo del sistema nazionale di istruzione e formazione, rispondendo in maniera flessibile alla richiesta di competenze sempre pi\u00f9 avanzate connesse a precisi ambiti settoriali aventi rilevanza nazionale ed europea;<\/p>\n<p>3) si invita ad inserire, all&#8217;articolo 6, una norma tale per cui nelle province autonome di Trento e di Bolzano, nonch\u00e9 nelle Regioni autonome, ove previsto dalla legislazione provinciale e regionale autonoma, per coloro che hanno superato i corsi quadriennali di formazione professionale e che intendono sostenere l&#8217;esame di Stato di cui al comma 6 dell&#8217;articolo 15 del decreto legislativo 17 ottobre 2005, n. 226, le medesime province e regioni autonome realizzano corsi annuali che si concludono con l&#8217;esame di Stato dinnanzi ad apposite commissioni d&#8217;esame nominate, ove richiesto dalle province medesime, dal Ministero dell&#8217;istruzione, dell&#8217;universit\u00e0 e della ricerca e con le modalit\u00e0 e i programmi di cui alle rispettive norme di attuazione del proprio Statuto, stabilendo altres\u00ec che il percorso finale sia coerente con quello seguito;<\/p>\n<p>4) si reputa altres\u00ec necessario ammettere all&#8217;esame di Stato coloro che sono in possesso del diploma professionale di tecnico, conseguito a conclusione dei percorsi di istruzione e formazione professionale, previa frequenza dell&#8217;apposito corso di cui all&#8217;articolo 15, comma 6, del decreto legislativo 17 ottobre 2005, n. 226;<\/p>\n<p>5) si sollecita l&#8217;introduzione, all&#8217;articolo 8, di una disposizione volta a riconoscere agli istituti professionali di Stato la facolt\u00e0 di assicurare l&#8217;offerta formativa nel settore con lo svolgimento dei relativi corsi e il rilascio delle qualifiche &#8211; sino alla compiuta attuazione da parte di tutte le Regioni degli adempimenti connessi alle loro competenze esclusive in materia di istruzione e formazione professionale &#8211; almeno con riferimento agli atti dispositivi che le Regioni devono compiere in base all&#8217;articolo 27, comma 2, del decreto legislativo 17 ottobre 2005, n. 226;<\/p>\n<p>6) sempre all&#8217;articolo 8, occorre chiarire la confluenza dei percorsi sperimentali in atto nei nuovi ordinamenti, in particolare, ove non indicata espressamente nell&#8217;allegato D), facendo riferimento alla corrispondenza dei titoli finali prevista dai provvedimenti di autorizzazione alla sperimentazione adottati dal Ministero;<\/p>\n<p>7) si invita a prevedere un coordinamento tra i percorsi di istruzione secondaria superiore e quelli di apprendistato, di cui al decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, per l&#8217;espletamento del diritto-dovere di istruzione e formazione;<br \/>\n8 ) occorre richiamare l&#8217;applicazione dell&#8217;Allegato A del decreto legislativo 17 ottobre 2005, n. 226, gi\u00e0 prevista dallo schema di regolamento n. 132 concernente la revisione dell&#8217;assetto dei licei;<\/p>\n<p>9) all&#8217;articolo 8, comma 4, lettera\u00a0<em>a<\/em>), si invita a valutare\u00a0 l&#8217;opportunit\u00e0 di chiarire il riferimento all&#8217;intervento sulle classi di concorso;<\/p>\n<p>10) si sollecita la previsione di una fase transitoria che comporti la confluenza degli insegnamenti previsti nei nuovi indirizzi di studio, opportunamente raggruppati funzionalmente, nelle vigenti classi di concorso, per assicurare la regolare formazione degli organici, nonch\u00e9 la puntuale attuazione delle operazioni di mobilit\u00e0 e di reclutamento del personale.<\/p>\n<p>Si esprimono inoltre le seguenti osservazioni:<\/p>\n<p>a)\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 si invita a valutare l&#8217;opportunit\u00e0 di disciplinare dettagliatamente il quadro orario conseguente all&#8217;applicazione della disciplina di cui all&#8217;articolo 8, rispetto all&#8217;ordinamento previgente, limitando, di norma, a non pi\u00f9 di due ore la riduzione dell&#8217;orario settimanale delle lezioni;<\/p>\n<p>b)\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 occorre favorire\u00a0 l&#8217;utilizzo della quota dell&#8217;autonomia ampliando la determinazione degli organici\u00a0 a livello regionale, nell&#8217;auspicio di arrivare alle regionalizzazione dell&#8217;istruzione professionale per quelle regioni che hanno un sistema avanzato di formazione professionale regionale;<\/p>\n<p>c)\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 si invita a definire il concetto di flessibilit\u00e0 in modo distinto da quello dell&#8217;autonomia, per esplicitare meglio gli strumenti a disposizione delle istituzioni scolastiche, anche al fine di corrispondere alle esigenze degli studenti e del territorio;<\/p>\n<p>d)\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 in merito all&#8217;indirizzo \u00abServizi per l&#8217;enogastronomia e l&#8217;ospitalit\u00e0 alberghiera\u00bb, si giudica necessario prevedere adeguate specificazioni relative ai diversi servizi concernenti i laboratori dei settori di: 1) enogastronomia; 2) servizi di sala e di vendita; 3) accoglienza turistica, nonch\u00e9 valutare l\u2019opportunit\u00e0 di rivedere la previsione di aumentare il monte orario delle discipline teoriche, a scapito delle ore\u00a0 laboratoriali, inserendo altres\u00ec tra le discipline teoriche l\u2019insegnamento della matematica e dell\u2019informatica, di psicologia della comunicazione e lo studio della seconda lingua straniera;<\/p>\n<p>e)\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 si invita a valutare l\u2019opportunit\u00e0 di istituire Poli per il Turismo, ovvero istituti di istruzione superiore che comprendano l&#8217;istituto tecnico per il turismo e quello professionale per l&#8217;enogastronomia e l&#8217;ospitalit\u00e0 alberghiera;<\/p>\n<p>f)\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 in ordine agli istituti professionali del settore industria e artigianato, si invita a valutare l\u2019opportunit\u00e0 di potenziare la compresenza degli insegnanti tecnico-pratici nei laboratori di chimica e fisica del primo biennio, in quanto strettamente collegati alle discipline di indirizzo, anche al fine di evitare di compromettere gli aspetti operativi della didattica in laboratorio con riferimento alle discipline scientifiche a carattere sperimentale, tenuto conto che le ore inizialmente previste hanno sub\u00ecto un ridimensionamento del 50 per cento;<\/p>\n<p>g)\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 tenuto conto delle preferenze degli utenti, si ritiene opportuno salvaguardare le competenze proprie dell&#8217;albo professionale dei periti agrotecnici, collocandoli\u00a0 nell&#8217;area della produzione anzich\u00e9 in quella dei servizi;<\/p>\n<p>h)\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 si rileva l&#8217;esigenza di una contestuale riforma degli organi collegiali, in relazione all\u2019istituzione dei dipartimenti e dei consigli tecnico-scientifici;<\/p>\n<p>i)\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 si chiede il ripristino dell&#8217;alternanza scuola-lavoro;<\/p>\n<p>j)\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 si sollecita l&#8217;introduzione dell&#8217;organico funzionale pluriennale a fronte del monte ore annuale flessibile per garantire le aree di indirizzo e la gestione delle supplenze brevi;<\/p>\n<p>k)\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 si segnala l&#8217;esigenza di mantenere i seguenti indirizzi: ottico, odontotecnico, grafico pubblicitario, fotografico, disegnatore di moda.&#8221;<\/p>\n <!-- AdSense Now! 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