{"id":48935,"date":"2014-10-01T23:27:03","date_gmt":"2014-10-01T21:27:03","guid":{"rendered":"http:\/\/www.edscuola.eu\/wordpress\/?p=48935"},"modified":"2014-10-02T00:19:28","modified_gmt":"2014-10-01T22:19:28","slug":"miursblocca-la-buona-scuola","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.edscuola.eu\/wordpress\/?p=48935","title":{"rendered":"MIUR#Sblocca-la buona scuola"},"content":{"rendered":"<p><strong>MIUR#Sblocca-la buona scuola<\/strong><\/p>\n<p><strong>di Giancarlo Cerini e Antonio Valentino<\/strong><\/p>\n<p><strong>Perch\u00e9 non scatta la luna di miele?<\/strong><\/p>\n<p>Il documento del Governo su \u201cLa buona scuola\u201d (3 settembre 2014) non \u00e8 ancora diventato oggetto di una discussione vera e approfondita tra gli operatori della scuola. Prevale uno stato d\u2019animo di&nbsp; sfiducia e disimpegno verso le \u201cgrandi riforme\u201d. Dopo 15 anni di provvedimenti approvati, sospesi, attuati (che non sembrano aver aumentato la qualit\u00e0 della scuola) quasi tutti stanno sulla difensiva (\u201c<em>comfort zone<\/font><\/em> dice il documento\u2026).<br \/>\nLa realt\u00e0 di un definanziamento del 7-8% della scuola statale nel quinquennio 2008-2013 (con i 140.000 operatori scolastici, tra insegnanti e amministrativi, in meno) si ripercuote negativamente sulle condizioni di lavoro (classi pi\u00f9 numerose, modelli didattici pi\u00f9 frammentati, penuria di risorse, ecc.). Qualche segnale in controtendenza (la legge 128\/2013, il c.d. decreto \u201cCarrozza\u201d) stenta a tradursi in cambiamenti visibili.<br \/>\nDi qui occorre ripartire, senza enfatizzare le responsabilit\u00e0 di una scuola (che non vorrebbe mettersi in discussione), o addossare le colpe alle organizzazioni sindacali (ormai conservatrici per definizione\u2026) e impegnando la politica a dare il meglio di s\u00e9 (nel linguaggio, nei toni, nello stile, nella ricerca di condivisione). Occorre uscire dalle reciproche diffidenze, dallo strisciante conflitto tra \u201cgiovanilismo\u201d e \u201cvecchia guardia\u201d, dal \u201crinuncianesimo\u201d che sembra aver colto la societ\u00e0 italiana (e la scuola).<\/p>\n<p><strong>C\u2019\u00e8 ancora \u201cgrasso che cola\u201d?<\/strong><br \/>\nForse il documento dovrebbe dare con pi\u00f9 forza il senso del cambiamento:<br \/>\nsi inverte la tendenza, si torna ad investire sulla scuola (ci sono alcuni miliardi in pi\u00f9 per il sistema educativo, ma occorre tenere a freno la <em>spending review\u201d<\/em>: \u00e8 difficile fare una riforma con una manovra a somma zero);<br \/>\nc\u2019\u00e8 una espansione di risorse, visibile nella creazione di un organico funzionale (superiore al rigido conteggio delle cattedre) che consente di stabilizzare oltre 148.000 insegnanti (sfondando un organico di diritto che si ferma a 600.000 docenti);<br \/>\nc\u2019\u00e8 da ammodernare la cultura pedagogica della scuola (troppo evidente il rito delle lezioni frontali), ci sono da aggiornare i curricoli (con un giusto dosaggio tra i nuovi linguaggi e i vecchi alfabeti, oltre che salvaguardare le tradizioni del \u201cmade in Italy\u201d che non sono solo produttive (pensiamo all\u2019arte e alla musica);<br \/>\nl\u2019autonomia deve essere pi\u00f9 coraggiosa, non nel senso di striscianti modelli aziendalisti, ma per riscoprire il valore della responsabilit\u00e0, del lavoro ben fatto, dell\u2019iniziativa, della libert\u00e0, della condivisione (si cresce tutti assieme, non solo perch\u00e9 qualcuno ha le mani libere, ma la <\/font><em>governance<\/em>deve essere meno bizantina di quella odierna\u2026); cambiano le regole della professione: si accantona il quieto vivere della progressione per anzianit\u00e0 e si propone un dinamismo di carriera legato ad impegni e competenze, da documentare in un portfolio che individua nuovi standard professionali. Anche una diversa struttura dell\u2019orario di servizio avrebbe dovuto far parte del \u201cpacchetto\u201d (ma \u00e8 stata accantonata appunto per il quieto vivere di tutti).<br \/>\nE\u2019 evidente che ognuno di questi punti positivi \u00e8 a rischio, non \u00e8 garantito, potrebbe essere smentito (cosa dir\u00e0 il Tesoro? I 148.000 neo-assunti che qualit\u00e0 porteranno? La valutazione ci far\u00e0 veramente&nbsp; crescere? I privati che si affacciano sulla scuola rispetteranno la sua autonomia culturale? Domande impegnative, senza rete, ma una sfida necessaria per provare a rimettere la scuola al centro del futuro del Paese. Perch\u00e9, in effetti, ci aspettiamo molto di pi\u00f9 delle 136 pagine della \u201cBuona Scuola\u201d, ma di l\u00ec occorre pure passare.<\/p>\n<p><strong>Le nuove regole della professione docente<\/strong><br \/>\nAdottare un diverso modello professionale per i docenti, basato su un profilo di qualit\u00e0 (meriti e impegni), con una conseguente progressione economica di carriera, non basata sull\u2019anzianit\u00e0, si pu\u00f2 considerare la misura pi\u00f9 incisiva per la riuscita delle altre proposte del documento. Diventa il passaggio nodale dell\u2019intera operazione.<br \/>\nCome rendere accettabile e appetibile la proposta degli scatti triennali di competenza? Ci sono alcune pre-condizioni che appaiono indispensabili.<br \/>\nAbolire la soglia del 66% dei docenti, che &#8211; per come \u00e8 configurata nel documento (sulla falsariga del Decreto Brunetta: il dlgs. 150\/2009) -, rischia di alimentare&nbsp; ricadute negative sul clima di scuola. Occorre lucidamente considerare l\u2019eventualit\u00e0 molto probabile, in caso di suo mantenimento, che&nbsp; l\u2019intera operazione trovi ostacoli insormontabili (come al tempo di Berlinguer).<br \/>\nTutti i docenti possono aspirare allo scatto di competenza, al raggiungimento di un determinato standard professionale. La competizione, semmai, \u00e8 solo con se stessi, con l\u2019idea di insegnante che si vuole interpretare (e che \u00e8 descritta nel format del portfolio).<br \/>\nDare al <em>modello di crediti e portfolio<\/em> del documento semplicit\u00e0 e linearit\u00e0 nella gestione (senza complicazioni e tortuosit\u00e0 burocratiche). Soprattutto considerando gli \u201coggetti\u201d da valutare (prestazioni, comportamenti, risultati &#8211; ove il caso -) come operazione trasparente e \u201cpulita\u201d (per esempio, pi\u00f9 in termini di rilevazione e\/o certificazione di evidenze empiriche, che come pratica che richieda marchingegni valutativi di tipo concorsuale).<br \/>\nCollocare, nelle tre aree individuate (formazione, organizzazione professionale, didattica),&nbsp; a livelli raggiungibili da tutti,&nbsp; \u201cl\u2019asticella\u201d \/ traguardo \/ standard per la maturazione del credito. Deve essere comunque in qualche modo visibile il cambiamento che viene richiesto. Il messaggio dovrebbe essere: chi non si impegna per raggiungere gli standard previsti si colloca per scelta autonoma fuori del progetto di miglioramento.<br \/>\nPrevedere, in via di prima ipotesi da perfezionare e rendere gestibile,&nbsp; un punteggio massimo, nel triennio, per ogni area (non necessariamente dello stesso peso tra le diverse aree). Dovrebbero contribuire alla maturazione del punteggio aspetti&nbsp; del lavoro docente, considerati pi\u00f9 importanti e significativi.<\/p>\n<p><strong>Profilare i crediti<\/strong><br \/>\nA solo titolo di esempio, proviamo a concretizzare queste idee scendendo nel concreto delle tre tipologie di crediti (formativi, professionali, didattici) che rappresentano un buon equilibrio della professionalit\u00e0 docente che si vuole descrivere.<br \/>\nPer esempio, <strong><em>per i crediti formativi<\/strong><\/em>, si potrebbero far valere:<br \/>\nla partecipazione a corsi di formazione organizzati dalla scuola a cui seguano effettive ricadute sull\u2019attivit\u00e0 didattica;<br \/>\nla partecipazione a corsi <em>on line<\/em> o in presenza, preferibilmente in rete, relativi ai campi del sapere, della didattica e del \u201cfare scuola\u201d (competenze, valutazione, nuove tecnologie);<br \/>\nla partecipazione a gruppi di ricerca-formazione, anche coincidenti con il Consigli di classe o interclasse o gruppi di dipartimento \u2026, strutturati come gruppi di ricerca e di autoformazione guidata, sulla base di un progetto specifico (contrasto alla dispersione, gestione delle classi, integrazione tra le discipline, ecc.).<br \/>\nIl documento parla di \u201cobbligo della formazione\u201d e quindi \u00e8 pensabile che si definisca un <em>budget<\/em> annuale di formazione (es. 25 ore) che non necessariamente si concretizza, come abbiamo visto, nella generica frequenza di corsi di aggiornamento.<br \/>\n<strong><em>Per i crediti professionali<\/strong><\/em><br \/>\nLe attivit\u00e0 e le funzioni da considerare potrebbero essere soprattutto quelle che oggi sono prevalenti nella vita delle scuole:&nbsp; collaborazione, coordinamento e presidio (dei dipartimenti, dei consigli di classe, di commissioni di lavoro e gruppi di progetto, delle iniziative di scuola ), funzioni obiettivo (volendo recuperare la formulazione, decisamente pi\u00f9 <em>ricca<\/em> rispetto a \u201cfunzione strumentale\u201d, del contratto del 1999). Oltre, ovviamente, quelle di mentoring, previste dal documento governativo (accompagnamento dei neo-assunti, formazione, ecc.).<br \/>\n<strong><em>Per i crediti didattici<\/strong><\/em><br \/>\nEsemplificazioni potrebbero essere fatte anche per i crediti c.d. didattici. Si potrebbero cosiderare, se ci riferiamo alla scuola secondaria, le&nbsp; seguenti voci: tutoring\/counselling, recupero\/sostegno individualizzato, sperimentazioni innovative (soprattutto se definite nei dipartimenti o in gruppi di progetto), gestione d\u2019aula e relazione educativa, risultati (considerati in relazione alle caratteristiche della classe, del consiglio di classe e del territorio).<br \/>\nLa validazione dei crediti didattici rappresenta l\u2019aspetto pi\u00f9 delicato della questione: \u00e8 possibile pensare a forme di autovalutazione, di documentazione del lavoro, di <em>peer review<\/em> (osservazione in classe), di supervisione professionale a cura di un \u201cmentor\u201d. Situazioni da vivere in una ottica prevalentemente formativa e collaborativa.<\/p>\n<p><strong>Dall\u2019anzianit\u00e0 al merito: a patto che\u2026<\/strong><br \/>\nIn definitiva, qui si assume l\u2019ipotesi che la trasformazione degli scatti di anzianit\u00e0 in scatti di competenza, prevista nel documento governativo, possa rappresentare per la nostra scuola (ma non nei termini in cui essa \u00e8 al momento formulata) un elemento motore per progettare un credibile miglioramento della qualit\u00e0 dell\u2019insegnamento con l\u2019uscita dal \u201cgrigiore dei trattamenti indifferenziati\u201d, ma salvaguardando lo stile collaborativo che deve caratterizzare ogni comunit\u00e0 scolastica. Questa ipotesi ci sembra auspicabile, in base alla considerazione di fondo che nessuna riforma pu\u00f2 avviarsi senza il coinvolgimento e il protagonismo dei docenti.<br \/>\nQuindi possiamo esprimere un <em>s\u00ec <\/em> convinto alla proposta di valorizzare impegno e merito, cui diano per\u00f2 forza e senso alcuni paletti o garanzie:<br \/>\n&#8211; liberare il testo da scivoloni stravaganti, tipo: \u201ci docenti mediamente bravi\u201d che, per avere pi\u00f9 <em>chance<\/em> di maturare scatti \u201cdi merito\u201d, potranno \u201cspostarsi in scuole dove la media dei crediti maturati dai docenti \u00e8 relativamente bassa\u2026\u201d (!);<br \/>\n&#8211; la maturazione dei crediti sia alla portata di tutti; cio\u00e8 che tutti (o la maggior parte possibile) possano essere portati a mettersi positivamente in gioco, perch\u00e9: superare l&#8217;asticella non \u00e8 ritenuta impossibile, perch\u00e9 c&#8217;\u00e8 un tornaconto, perch\u00e9 pu\u00f2 risultare gratificante;<br \/>\n&#8211; il governo si impegni a incrementare il fondo (per un <em>bonus<\/em> pi\u00f9 sostanzioso e per erogarlo a tutti&nbsp; coloro che maturano i crediti per gli scatti, avendo raggiunto lo standard richiesto.&nbsp; Pu\u00f2 sembrare questa una pretesa assurda in tempi di vacche magre. Ma non lo \u00e8 affatto. Si pu\u00f2 infatti sostenere, con un buon fondamento, che se ci\u00f2 avvenisse, vorrebbe dire che la macchina scuola comincia a mettersi in moto. E saremmo in presenza di un nuovo dinamismo nel sistema educativo (e nel sistema paese);<br \/>\n&#8211; che il sistema dei crediti venga costruito in modo tale da prevedere prestazioni \/ comportamenti che oggi sono propri di una minoranza dei nostri insegnanti (i pi\u00f9 impegnati; quelli che fanno s\u00ec che il sistema non crolli, anche se non riescono ad essere massa critica per obiettivi di&nbsp; miglioramento diffuso, all\u2019altezza dei tempi) e che siano quindi chiaramente configurabili come fattibili;<br \/>\n-che questo nuovo modello di progressione (di crediti e portfolio) sia nazionale e quindi costruito sulla base di regole che valgano per l&#8217;intero sistema (evitando un dispersivo <em>fai da te,<\/em> scuola per scuola). Una scelta diversa frantumerebbe il sistema e sarebbe di improbabile gestione. Questo per\u00f2 a una condizione: che gli indicatori da prendere in considerazione per i crediti didattici e professionali non considerino i risultati degli allievi come l\u2019indicatore principe. Sappiamo tutti che ottenere risultati positivi e introdurre innovazioni nelle scuole \u201cbene\u201d e ben gestite \u00e8 decisamente pi\u00f9 facile e molto meno pesante;<br \/>\n&#8211; che il nucleo di valutazione <em>annuale<\/em> sia interno alla scuola (come previsto dal Piano: Dirigente Scolastico e nucleo di valutazione di Istituto), ma che la valutazione finale &#8211; <em>a conclusione del triennio<\/em> &#8211; veda la presenza, a fianco del Dirigente Scolastico, di un soggetto terzo, espressione dell&#8217;Amministrazione (un Dirigente tecnico) garanzia di terziet\u00e0 e omogeneit\u00e0 del sistema (questa valutazione potrebbe fondarsi essenzialmente &#8211; ma non esclusivamente &#8211; sulla verifica della corretezza dell&#8217;operato della scuola nell&#8217;attribuzione dei crediti e sulla consistenza delle evidenze \/ rilevazioni che permettano l\u2019attribuzione dello scatto di competenza);<br \/>\n&#8211; che, per i crediti formativi, il sistema offra garanzie circa la possibilit\u00e0 di maturarli attraverso esperienze di vario tipo (e non solo corsi pi\u00f9 o meno tradizionali e <em>on line<\/em>: il Piano Scuola contiene proposte al riguardo), promuovendo opportunit\u00e0 formative che abbiano <em>appeal<\/em> (per la qualit\u00e0 della proposta, per la capacit\u00e0 di coinvolgimento, per la loro operativit\u00e0), sia nel territorio sia all\u2019interno delle scuole.<\/p>\n<p><strong>Costruire con-senso<\/strong><br \/>\nC\u2019\u00e8 infine \u2013 ma non certamente ultima ai fini della buona riuscita dell\u2019operazione \u2013 la questione del coinvolgimento dei vari soggetti che gravitano intorno all\u2019istituzione scuola e quindi delle sue varie espressioni.<br \/>\nFondamentale \u00e8 certo il coinvolgimento di tutti da sollecitare e favorire &#8211; a partire dalle componenti scolastiche; va valutata positivamente&nbsp; la consultazione <em>on line<\/em>, sulla base dei quesiti proposti.<br \/>\n\u00c8 da ritenere per\u00f2 che i soggetti da valorizzare siano soprattutto le associazioni professionali del mondo della scuola e le organizzazioni sindacali. Su un terreno come questo non \u00e8 possibile considerare il sindacato un soggetto come tutti gli altri, se non addirittura inutile&nbsp; o dannoso. In base al retro-pensiero che la situazione pesante della nostra scuola sia imputabile soprattutto ai sindacati, lasciando sullo sfondo le responsabilit\u00e0 della classe politica.<br \/>\nCertamente c\u2019\u00e8 da ribadire il primato della politica. Purch\u00e9 la politica non intenda affrontare le situazioni con atteggiamenti muscolari e sappia lanciare le sue sfide, chiamando i vari soggetti coinvogibili a fare la propria parte, nel rispetto dei ruoli che la Costituzione prevede.<\/p>\n<p>Per fare qualche esempio, sui temi dell\u2019organizzazione del lavoro e delle retribuzioni, come sul tema delle tutele, perch\u00e9 non ridare senso nuovo alla contrattazione, parlandosi e misurandosi, senza veti reciproci e senza sfide all\u2019OK Corral?<\/p>\n <!-- AdSense Now! 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