{"id":53841,"date":"2015-01-10T08:07:31","date_gmt":"2015-01-10T07:07:31","guid":{"rendered":"http:\/\/www.edscuola.eu\/wordpress\/?p=53841"},"modified":"2015-01-10T08:07:31","modified_gmt":"2015-01-10T07:07:31","slug":"assenteismo-sono-i-docenti-calabresi-a-marinare-piu-volte-la-scuola","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.edscuola.eu\/wordpress\/?p=53841","title":{"rendered":"Assenteismo, sono i docenti calabresi a \u201cmarinare\u201d pi\u00f9 volte la scuola"},"content":{"rendered":"<p><em>da Il Fatto Quotidiano<\/em><\/p>\n<p><strong>Assenteismo, sono i docenti calabresi a \u201cmarinare\u201d pi\u00f9 volte la scuola<\/strong><\/p>\n<section class=\"catenaccio\">La rivista \u201cTuttoscuola\u201d ha raccolto gli ultimi dati sulle assenze nelle aule italiane. I maestri della scuola dell\u2019infanzia sono costretti a letto pi\u00f9 spesso dei professori delle superiori. I pi\u00f9 diligenti sono gli insegnanti piemontesi<\/p>\n<\/section>\n<div class=\"article-meta no-mobile scuola\">\n<div class=\"clearfix\">\n<div class=\"author cc pull-left\">di <a href=\"http:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/blog\/acorlazzoli\/ptype\/articoli\/\">Alex Corlazzoli<\/a><\/div>\n<div class=\"author cc pull-left\">\n<p>Calabresi, sardi e siciliani si ammalano pi\u00f9 dei <strong>docenti<\/strong> piemontesi, marchigiani e veneti. A tracciare la mappa dell\u2019<strong>assenteismo<\/strong> nelle scuole italiane \u00e8 la rivista \u201c<strong>Tuttoscuola<\/strong>\u201d che ha raccolto gli ultimi dati disponibili per fare una fotografia delle assenze nelle aule italiane. Primo dato: a essere costretti a letto sono pi\u00f9 i docenti della <strong>scuola dell\u2019infanzia<\/strong> che i professori delle <strong>scuole superiori<\/strong>. E se gli insegnanti si assentano per malattia in media 11,33 giorni, il personale Ata (ausiliario tecnico, amministrativo, bidelli) e i tecnici di laboratorio, stanno a casa in media 16,93 giorni lavorativi con punte oltre i 19 giorni per il personale non docente ligure (19,77), emiliano-romagnolo (19,37) e laziale (21,3).\u00a0Ma a fare da capofila dell\u2019assenteismo \u00e8 la capitale del lavoro, <strong>Milano<\/strong> dove i bidelli si ammalano 21,3 giorni medi.<\/p>\n<p>La lente d\u2019ingrandimento di \u201cTuttoscuola\u201d \u00e8 andata a vedere cosa succede nelle aule di Nord, Centro e Sud. Ad avere una salute di ferro sono coloro che hanno una cattedra in <strong>Piemonte<\/strong>: hanno accumulato nove giorni di assenza nell\u2019anno. A seguire i marchigiani con 9,4 giorni e i veneti che arrivano a 9,6 giorni.<\/p>\n<p>In fondo alla classifica i docenti <strong>calabresi<\/strong> che si assentano quasi il doppio dei colleghi piemontesi ovvero 15,4 giorni: il loro primato riguarda tutti gli ordini di scuola con una punta a sfavore dei professori della scuola superiore di primo grado che arrivano a 17,7 giorni medi all\u2019anno. Ci\u00f2 significa che prof e maestri calabresi fanno in media tre settimane a letto l\u2019anno. Ad avere la salute cagionevole sono anche i <strong>sardi<\/strong> con i loro 13,7 giorni di assenza e i <strong>siciliani<\/strong> che ne accumulano 13,6.<\/p>\n<p>Il settore dove si sono registrati pi\u00f9 problemi \u00e8 la scuola dell\u2019infanzia che ha registrato un 12,1 giorni pro capite di assenza con punte elevate in <strong>Calabria<\/strong> (15,26), <strong>Sicilia<\/strong> (14,48) e<strong> Lazio<\/strong> (14,34). Segue la scuola secondaria di primo grado dove i professori hanno dovuto fare ricorso al medico 11,9 giorni. Va meglio alle superiori dove ci si ferma a 10,7 giorni di assenza.<\/p>\n<p>Numeri che <strong>Sergio Govi<\/strong> di \u201cTuttoscuola\u201d conosce bene: \u201cPurtroppo da due anni la Funzione Pubblica e il Miur che pur ricevono i dati non li hanno resi pubblici. Per aggiornare il quadro abbiamo dovuto far riferimento agli ultimi dati disponibili relativi all\u2019anno scolastico 2011\/12, confrontandoli con gli anni precedenti. Va detto, tuttavia, che l\u2019<strong>Inps<\/strong> ha recentemente pubblicato una sintesi delle certificazioni di malattia dei lavoratori dipendenti privati e pubblici del 2013 dove emerge una netta tendenza all\u2019incremento di assenze da parte dei dipendenti pubblici rispetto a quelli del settore privato. Rispetto al 2011 l\u2019incremento dei <strong>certificati presentati<\/strong> nel 2013 dai lavoratori privati \u00e8 stato del 1,1% mentre per i pubblici dipendenti del 27%. Questo aumento riguarda anche i lavoratori della scuola che si ammalano di pi\u00f9 magari per brevi periodi. L\u2019effetto Brunetta non ha avuto alcun effetto: si \u00e8 passati dai 7,56 giorni del 2009\/2010 agli 11,33 del 2011\/2012 nella scuola\u201d.<\/p>\n<p>Gavi smentisce chi pensa di confermare i luoghi comuni leggendo questi dati: \u201cSe si guarda il personale Ata, ci sono punte di assenze al Nord. Non si pu\u00f2 dire che il Sud \u00e8 pi\u00f9 assenteista nonostante la cattiva eccellenza della Calabria\u201d. Evidenti, invece, le conseguenze del giro di vite sugli organici: \u201cLa riduzione sul personale ha inciso sull\u2019organizzazione del lavoro del personale Ata. Cos\u00ec come va precisato che la scuola dell\u2019infanzia ha un orario di servizio di 25 ore settimanali con compresenze ridotte al minimo\u201d.<\/p>\n<p>A buttare acqua sul fuoco \u00e8 il segretario della Flc Cgil, <strong>Mimmo Pantaleo<\/strong> che pur ammettendo che anche nella scuola esistono i furbetti, difende la categoria a spada tratta: \u201cA differenza di altri settori del pubblico, nella scuola non abbiamo grandi problemi di assenteismo. E\u2019 grave che non siano forniti i dati sulle <strong>malattie<\/strong> ma non c\u2019\u00e8 alcuna patologia. Sulle assenze agiscono vari fattori: nella scuola dell\u2019infanzia c\u2019\u00e8 una maggiore <strong>usura del lavoro<\/strong> rispetto alla secondaria superiore dove si fanno 18 ore settimanali. I bidelli dopo i tagli fatti hanno carichi sempre maggiori. Si tratta di guardare anche ai diversi contesti. Forse \u00e8 ora di parlare di lavoro usurante per alcuni settori: penso alla primaria e all\u2019infanzia\u201d.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n <!-- AdSense Now! 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