{"id":59748,"date":"2015-04-26T04:57:56","date_gmt":"2015-04-26T02:57:56","guid":{"rendered":"http:\/\/www.edscuola.eu\/wordpress\/?p=59748"},"modified":"2015-04-26T04:57:56","modified_gmt":"2015-04-26T02:57:56","slug":"le-controragioni-dello-sciopero","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.edscuola.eu\/wordpress\/?p=59748","title":{"rendered":"Le controragioni dello sciopero"},"content":{"rendered":"<p><strong>LE CONTRORAGIONI DELLO SCIOPERO<\/strong><\/p>\n<p><strong>di Alessandro Basso<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Lo scioper\u00f2 si far\u00e0 e sar\u00e0 compatto, questo ormai lo sanno tutti. Ed \u00e8 legittimo e legittimato, sgombriamo il campo da ogni interpretazione fuorviante sulla natura stessa dello strumento pi\u00f9 \u201calto e moderno\u201d in mano ai sindacati.<\/p>\n<p>\u00c8 stato proclamato contro il D.D.L. <em>La Buona Scuola<\/em>; a dire il vero, forse un po\u2019 ingenuamente, non avrei creduto dopo il governo Berlusconi si potesse ripresentare una stagione di cos\u00ec alta contrapposizione nel mondo della scuola.<\/p>\n<p>A qualche residuale unit\u00e0 di lettore, potrebbe addirittura venire in mente che qualsiasi proposta di cambiamento nella scuola venga messa in discussione dagli insegnanti, ma non \u00e8 certo cos\u00ec: lo sciopero \u00e8 finalizzato al cambiamento, all\u2019innovazione, alla buona scuola, a mettersi al passo con l\u2019Europa, all\u2019ampliamento dell\u2019offerta formativa, al potenziamento del tempo scuola, alla riforma degli organi collegiali, alla revisione dello stato giuridico dei docenti. Chi scioperer\u00e0, lo far\u00e0 per questi motivi.<\/p>\n<p>Non \u00e8 scritto da nessuna parte? Poco importa.<\/p>\n<p>Al momento, quello che si legge \u00e8 la parola NO. No a prescindere, no al cambiamento, no al bene dei ragazzi.<\/p>\n<p>Qualcuno pensa a loro? Poco importa se capita di aver un insegnante inadeguato, l\u2019importante \u00e8 che venga assunto, che nessuno lo possa licenziare, che possa prendere lo stipendio alla pari di tutti gli altri colleghi che lavorano decorosamente.<\/p>\n<p>Qualche arguto commentatore postula che la scuola non \u00e8 un comparto ministeriale, non abbiamo a che fare con i faldoni, ma con i ragazzi.<\/p>\n<p>Non \u00e8 forse per loro che dovremmo cercare, noi presidi sceriffi-ranger-sindaci-despoti, di fare in modo che quei (pochi, per fortuna) insegnanti poco preparati o maldisposti verso la professione possano andare altrove?<\/p>\n<p>Trovino i sindacati un modo, assieme al governo, per non licenziarli e per preservare i loro diritti occupazionali, ma intanto non sarebbe bene toglierli dalla classe?<\/p>\n<p>Si dir\u00e0: lo potete gi\u00e0 fare\u2026\u00e8 vero, ma solo in parte: al momento, quello che possiamo fare, \u00e8 spedirli in un\u2019altra scuola, se siamo fortunati e sufficientemente tenaci perch\u00e9 presentino domanda di trasferimento, inseguendoli per i corridoi con i moduli in mano, con il rischio di essere denunciati per mobbing.<\/p>\n<p>E il problema si sposta di scuola, altri ragazzi, altro preside, altri genitori, altre lettere, altre assemblee, altre proteste.<\/p>\n<p>Il nostro potere \u00e8 ampio: possiamo toglierli dalle classi pi\u00f9 difficili e far espiare la colpa a quelle pi\u00f9 tranquille, oppure possiamo fare in modo che, se insegnano lettere, non insegnino italiano ma solo geografia: cosa importa se geografia non la imparano, non \u00e8 mica una materia fondamentale?<\/p>\n<p>Siamo fortunati quando insegnano discipline secondarie: i genitori arrivano pi\u00f9 tardi, \u00e8 sufficiente che raccomandiamo loro di non esporsi troppo, che non combinino guai.<\/p>\n<p>Con tutto il rispetto per il fattore occupazionale, che importanza ha se un collaboratore scolastico pu\u00f2 far tutto meno che le pulizie? Le possono fare i colleghi. Il preside non si azzardi a spostarlo di scuola, non \u00e8 mica un suo dovere (non diritto!), non \u00e8 stato contrattato.<\/p>\n<p>Questa \u00e8 l\u2019autonomia? Questo \u00e8 il ruolo di garanti delle tre libert\u00e0 costituzionali (libert\u00e0 di insegnamento, libert\u00e0 di scelta educativa della famiglia, diritto di apprendimento degli alunni) che la Legge ci assegna quando stipuliamo un contratto di qualifica dirigenziale?<\/p>\n<p>Il primo passaggio necessario \u00e8 capire cosa significa la parola dirigente. I colleghi sanno bene quali siano le attribuzioni e le responsabilit\u00e0 che dobbiamo affrontare quotidianamente, ma queste non contano: non conta che se cade il tetto della scuola e siamo noi a risponderne pur non essendo proprietari dei locali.<\/p>\n<p>Non ha importanza ed \u00e8 normale che le contravvenzioni amministrative siano in capo al dirigente, anche quando la pratica \u00e8 affidata ai propri dipendenti (i colleghi penseranno alla multa per il ritardo oltre alle 48 per la denuncia di un infortunio all\u2019Inail).<\/p>\n<p>La dirigenza non \u00e8 quello che viene presentato in questi giorni, da nessuna parte nel DDL si parla di presidi sceriffi.<\/p>\n<p>Quello che il governo sta facendo \u00e8 completare un passaggio riformistico iniziato negli anni Novanta.<\/p>\n<p>Si tratta di regolamentare, anzi regolare, ci\u00f2 che avviene in tutte le amministrazioni pubbliche, senza tirare in ballo il mondo del privato (vige una legge dello stato che prevede la privatizzazione del rapporto di lavoro nel pubblico impiego, privatizzazione che ha attivato la contrattazione e, quindi, ha dato maggiore peso ai sindacati).<\/p>\n<p>\u00c8 facile pensare che questi discorsi siano frutto di una pensiero della categoria, ma \u00e8 altrettanto vero il contrario, che nelle categorie altre, vi \u00e8 la precisa volont\u00e0 di far rimanere le cose come stanno, anzi possibilmente, tornare indietro.<\/p>\n<p>La riforma della governance della scuola, quella che ci porta a votare per il CSPI marted\u00ec 28 p.v., non nasce da una riforma degli organi collegiali del 1999 e mai attuata? Possiamo lasciare gli organi collegiali come stanno? Quanti genitori si presentano a votare nelle vostre scuole per eleggere le loro rappresentanze?<\/p>\n<p>Con questo, non si vuole certo dire che si debbano cancellare le forme di democrazia nella scuola, ma i tempi sono cambiati ed \u00e8 necessario rivedere le attribuzioni di tutti gli organi, a partire dalla dirigenza, ovviamente, in quanto, piaccia o no, al momento ai vertici di una scuola \u00e8 preposto un soggetto con funzioni dirigenziali.<\/p>\n<p>Altrimenti, \u00e8 meglio tornare ai direttori didattici, cos\u00ec come potremmo tornare al grembiule nero delle maestre e magari a scrivere con il pennino.<\/p>\n<p>Ci sar\u00e0 chi scioperer\u00e0 per solidariet\u00e0 con i colleghi precari, sempre legittimamente. Nel DDL non si parla di assumere pi\u00f9 di 100.000 docenti? \u00c8 un dovere farlo, sia per assecondare la giustizia europea sia per il dovere morale di porre fine a questo scempio di proliferazione di precari, che hanno scuramente il diritto di trovare pace. Poi si vedr\u00e0 come impiegarli, intanto assumiamoli, il contrario non si poteva fare, ma pazienza.<\/p>\n<p>Non sia mai che i ragazzi delle superiori lavorino d\u2019estate, imparino un mestiere, facciano l\u2019alternanza scuola-lavoro: sfruttamento!<\/p>\n<p>Non va bene l\u2019organico funzionale, vuoi mai che i dirigenti utilizzino i docenti per sostituire i docenti assenti e non si crei nuovo precariato; \u00e8 troppo ardito pensare che un dirigente scelga la propria squadra e valorizzi le persone che assieme a lui stanno a scuola 12 ore al giorno: meglio i collaboratori scelti dal collegio dei docenti, o addirittura i presidi scelti dal collegio che, al primo atto gestionale impopolare possa riunirsi e rovesciare il vertice.<\/p>\n<p>Il dado, per\u00f2, \u00e8 ormai tratto. Lo sciopero \u00e8 avviato e pare sia destinato ad aver un buon successo e tutti i NO si sono concentrati contro i presidi. \u00c8 un caso che sia stata individuata la data delle prove Invalsi, una esempio di seriet\u00e0, di professionalit\u00e0 e di buona scuola.<\/p>\n<p>Il Governo mi auguro abbia il coraggio di andare avanti e dimostrare di essere credibile, che abbia il coraggio di ascoltare le parti, di sedersi al tavolo con quelle che vogliono costruire qualcosa e che in qualche modo dicano qualche \u201csi\u201d e non tutti \u201cno\u201d.<\/p>\n <!-- AdSense Now! 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